KEN IL GUERRIERO – I film e le serie su Prime Video

Da un po’ di tempo è disponibile, su Prime Video, un bel catalogo di produzioni animate riguardanti Ken il guerriero ed il mondo di Hokuto. Nella speranza che la selezione vada presto ad espandersi, ho pensato di fare un servizio gradito a tutti elencando i titoli attualmente fruibili. Buona visione.

pentalogia 1

KEN IL GUERRIERO – LA LEGGENDA DI HOKUTO
In un mondo devastato e inaridito dalle guerre nucleari, le stelle hanno eletto l’unico salvatore…
Kenshiro combatte per difendere chi si trova in difficoltà, grazie alle tecniche della Divina scuola di Hokuto, di cui  è l’erede.  Raoul, il fratello maggiore di Ken, assetato di potere, sfrutta gli stessi insegnamenti per cercare di conquistare il mondo, mentre il terzo fratello, Toki, con le sue doti curative aiuta la popolazione in preda al caos e alle barbarie. I tre fratelli si troveranno riuniti, grazie all’aiuto della valorosa Reina, per combattere Souther, il Sacro Imperatore di Nanto, ma solo Kenshiro sarà chiamato allo scontro finale.  LINK >>> https://amzn.to/3tGr6zo <<<

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KEN IL GUERRIERO – LA LEGGENDA DI JULIA
Il secondo dei film della Pentalogia racconta le gesta della bella Julia, innamorata di Kenshiro e rapita da Shin, assetato di potere. Tuttavia, dopo aver compreso la portata del destino che attende la giovane donna, ovvero diventare l’Ultimo Condottiero della scuola di Nanto, Shin decide di lasciarla libera ed affidarla ai Cinque Astri in Cerchio, che veglieranno su di lei. Da questa nuova prospettiva, guidata dai suoi particolari poteri di preveggenza, Julia  potrà ora influire in segreto sullo svolgersi di eventi cruciali per la salvezza del mondo. LINK >>> https://amzn.to/3pUAwF8 <<<

pentalogia 3

KEN IL GUERRIERO – LA LEGGENDA DI RAOUL
I duemila anni di storia della scuola di Hokuto giungono al loro culmine nello scontro fratricida tra Raoul e Kenshiro, i massimi depositari delle tecniche di questa disciplina. Raoul ha l’ambizione di dominare il mondo attraverso la forza, ma l’amore e la tristezza che albergano nel cuore di Kenshiro si rivelano un ostacolo insormontabile. Per vincere contro di lui e riuscire a superare le proprie paure, anche Raoul dovrà imparare a conoscere e fare propri questi sentimenti. LINK >>> https://amzn.to/3oQEE7x <<<

pentalogia 4

KEN IL GUERRIERO – LA LEGGENDA DI TOKI
Quarto capitolo della pentalogia, è interamente incentrato sulla figura di Toki, fratello di Ken e Raoul, uomo prescelto a succedere come unico erede della Divina Scuola di Hokuto ma piegato da un fato avverso: quello di una malattia lo consuma lentamente. Escluso dalla successione, il guerriero si allontana dal tempio e inizia ad usare le proprie conoscenze e capacità per curare feriti e malati. Ben presto però, per tener fede ad un’antica promessa, viene richiamato sul campo di battaglia a sfidare sia il proprio corpo decadente che l’amato fratello Raoul. LINK >>> https://amzn.to/39QKWjf <<<

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KEN IL GUERRIERO – LA LEGGENDA DEL VERO SALVATORE
Dopo aver sconfitto Raoul, autoproclamatosi Re di Hokuto, Ken può finalmente riabbracciare la sua amata Julia e i due possono coronare il loro sogno d’amore. Il destino di Kenshiro, come unico erede della Divina Scuola di Hokuto e salvatore degli oppressi è segnato da tempo, ma è arrivato ora il momento di raccontare a Julia come tutto questo ha avuto inizio. Una storia mai narrata nella serie originale che ci svela retroscena inediti della saga che ancora oggi appassiona milioni di fan in tutto il mondo. LINK >>> https://amzn.to/3oT8Peu <<<

KEN IL GUERRIERO – LA LEGGENDA DI RAOUL IL DOMINATORE DEL CIELO
Serie animata in 13 episodi prodotta nel 2008, narra le gesta di un giovane Raoul che, accompagnato dagli inseparabili e leali Reina e Souga, inizia il cammino che lo porterà a diventare il temutissimo “Re del Pugno”. LINK >>> https://amzn.to/39QiiPh <<<

trilogia 3

KEN IL GUERRIERO – LA TRILOGIA
Scomparsi ormai i rivali appartenenti alle altre scuole di arti marziali, perduti gli amici più cari, Kenshiro giunge nel piccolo villaggio di Libertà, uno dei pochi luoghi che ancora resiste alla città-fortezza di Lastland e al suo dittatore Sanga. Costui esercita il suo dominio facendosi forte dell’Eccelso Doha, una sorta di dio in grado di offrire il bene più prezioso: acqua pura. Ma Sanga è conscio che il suo regno si fonda sull’inganno ed è ben deciso a prendere il controllo di una divinità davvero in grado di fare miracoli: una dea di nome Sara. LINK >>> https://amzn.to/2YLv7nM <<<

Ken il guerriero – Hideki Tsuji torna a parlare dello stallo di Regenesis

Dopo parecchi mesi (la pubblicazione era stata sospesa a maggio 2020), Souten No Ken REGENESIS, sequel di Ken il guerriero – Le origini del mito, stenta a tornare in scena. Per questo, ed in seguito alle richieste sempre più pressanti dei fan giapponesi, Hideki Tsuji, disegnatore a cui era stata affidata la serie (e, soprattutto, in grado di non far rimpiangere il tratto del maestro Tetsuo Hara), ha deciso di spiegare meglio la situazione in una serie di tweet pubblicati direttamente dal suo profilo.

In essi, per prima cosa ringrazia tutti coloro che, nonostante il duro periodo dovuto alla pandemia, continuano a mostrargli supporto e affetto. Passando poi ai veri motivi di questa situazione, l’autore finalmente parla della sua particolare forma di depressione, talmente grave da aver reso necessario lo scioglimento dello staff a tempo indefinito (fatto che gli causa oltremodo imbarazzo nei confronti dei colleghi).

Allo stato attuale, Tsuji non è capace di dare certezze circa il periodo di un suo eventuale rientro perché, secondo i medici che lo stanno seguendo, ora si trova in una fase di transizione e tornare a lavorare a pieno ritmo, in questo momento, potrebbe peggiorare la situazione. Quindi, fermo restando che non guarirà mai in maniera definitiva, l’obiettivo attuale è quello di raggiungere almeno una fase di remissione (l’alleviarsi dei sintomi) e procedere verso un livello di serenità sufficiente a consentirgli di tornare al tavolo da disegno.

L’autore si scusa infine con tutti i fan, augurandosi che possano comprendere le sue ragioni e la situazione in cui versa.

Ricordiamo che la serie, attualmente ferma al 4° volume in Giappone, verrà proposta anche in Italia, tramite Planet Manga, a partire da marzo 2021.

Fist of the North Star Ken’s Rage Mobile: Merita davvero?

Mentre il mondo videoludico è in subbuglio per Cyberpunk 2077, sugli store giapponesi fa timidamente capolino Shin Hokuto Musou Mobile, trasposizione per dispositivi iOS e Android della saga che in occidente è meglio nota come Fist of the North Star Ken’s Rage e che in passato ha intrattenuto i possessori di PS3 ed Xbox360.

Fusione tra il mondo di Hokuto e lo stile “Warriors” dei giochi Koei Tecmo, questo nuovo capitolo ha destato subito l’interesse e l’attenzione degli appassionati sin dal primo annuncio. Potevamo quindi esimerci dal tentare di sviscerarlo anche se ancora non ne è prevista una versione global? Ovvio che no…

Non chiamatelo porting

Come era prevedibile a chiunque abbia mai giocato ad un qualsiasi titolo pensato per il mercato mobile, Ken’s Rage NON È un porting dei precedenti episodi usciti su console casalinghe. I punti in comune sono tanti: stile grafico, musiche, filmati, ecc… ma il tutto è stato preso ed adattato alle esigenze di un settore, quello dei free to play che, a dispetto del nome, in particolare nel 2020 si è mostrato capace di smuovere miliardi grazie alle micro transazioni (basti pensare al successo di Genshin Impact).

Ecco quindi che ci si ritrova ad affrontare principalmente due modalità: quella più classica, dedicata alla rivisitazione della storia del manga in cui utilizzeremo quasi sempre Kenshiro ed un’altra, quella a squadre, in cui potremo affrontare diverse missioni creando dei team di massimo 3 guerrieri. Altre si sbloccano man mano che sale il nostro Rank.

Dopo aver terminato un paio di tutorial, la maggioranza del tempo la passeremo a spendere AP, i punti che servono per svolgere le missioni e che si rigenerano al ritmo di 1 ogni 3 minuti. È una cosa presente in praticamente ogni gioco di questo tipo, pure in Candy Crush, quindi rassegnatevi. La novità però è che, al momento, pare servano solo per la modalità a squadre. Per la modalità storia servirà invece accumulare (tramite missioni e obiettivi) delle specie di pietre raffiguranti le sette stelle di Hokuto.

Quale che sia la modalità che andrete ad affrontare, entrambe avranno almeno una cosa in comune: la durata di 2, massimo 3 ondate di nemici.

Sì, avete capito bene. Questo Ken’s Rage portatile, nell’ottica del divertimento “mordi e fuggi”, offre dei livelli che difficilmente vi terranno impegnati oltre i due minuti. Per carità, da un certo punto di vista meglio questo che gli interminabili livelli della modalità sogno della precedente incarnazione casalinga, ma in alcuni casi, specie nei livelli iniziali, più facili, si resta davvero con l’amaro in bocca.

Oltretutto i comandi sono semplificati, togliendo molto del gusto che c’era nel concatenare le combo. Le mosse vanno poi ottenute ed equipaggiate a parte (oltre che potenziate), quindi non basterà avere fortuna nei sorteggi ed ottenere un guerriero potente. Che comunque non è un male. A differenza di Legends Revive, qui si ha davvero la possibilità di concentrarsi sui propri personaggi preferiti, perché tutti hanno la possibilità di salire di livello allo stesso modo. Poi sì, sicuramente il futuro ci riserva personaggi sgravi che avranno peculiarità tali da farli spiccare sugli altri, ma è comunque bella l’idea che, se voglio giocare usando il Colonnello, nulla mi impedisce di portarlo al livello attualmente più alto (SSR).

Un’altra cosa di cui tenere conto sono gli elementi di appartenenza sia dei personaggi che dei colpi. Secondo uno schema in perfetto stile “forbice – carta – sasso”, nel gioco sono presenti 5 elementi diversi che si influenzano a vicenda. Questo è molto importante nel momento in cui si selezionano i guerrieri e gli attacchi da usare in una missione. Tentare di affrontare un nemico il cui elemento è più forte del nostro si rivelerà più ostico. Meglio quindi selezionare con cura.

Ci sono delle cose che comunque, a tanti anni di distanza dalla precedente incarnazione della saga, continuano a farmi storcere il naso. Per prima cosa il tentativo goffo e sgraziato di cercare di ricreare le scene del manga utilizzando dei fermo immagine con i pupazzoni del gioco. Una cosa che, scusate il francesismo, faceva cagare a spruzzo già allora, figuriamoci nel 2020.

Le famose sette cicatrici sul giubbotto 🙄

Secondo, il fatto che, a distanza di tanto tempo, non si siano sprecati ad inserire alcuni dei personaggi mancanti. Un esempio su tutti il Fante di Fiori, qui rimpiazzato da un “coso” generico…

Che poi, in un gioco del genere, in cui il focus è tutto sul collezionare i diversi personaggi della serie, è una scelta incomprensibile.

In definitiva

Per rispondere alla domanda del titolo, questo Ken’s Rage merita davvero? Beh, se siete come me dei fan di Ken il guerriero e non vi dispiace l’idea di farvi largo tra orde di nemici durante la pausa caffè, usando diversi guerrieri e stili di combattimento, assolutamente sì. Se invece preferite giochi con meccaniche più articolate e profonde, purtroppo resterete delusi.

Una cosa però è certa. Così come per Legends Revive, questo segna un ulteriore passo per il mondo di Hokuto nel mercato mobile. E, passo dopo passo, non è detto che non arrivino prodotti sempre migliori 😉

PARLANE NEL FORUM

Fist of the North Star Ken’s Rage in arrivo su iOS e Android

Nemmeno a farlo apposta, poco più di una settimana fa, parlando di Legends Revive, auspicavo che fosse solo un primo passo per nuove interazioni del mondo di Ken il guerriero nel mercato mobile (e non solo). Ed ecco che, come un fulmine dal cielo (o era a ciel sereno? Vabbé…) arriva la notizia di un nuovo capitolo di Fist of the North Star Ken’s Rage pensato esclusivamente per dispositivi iOS e Android.

Al momento non si conoscono altri dettagli se non che il gioco, sviluppato dal team Midas (la divisione di Koei Tecmo dedicata al mercato mobile), sarà disponibile entro la fine del 2020.

Le immagini lasciano ben sperare e, al netto di tutte le classiche meccaniche di stampo “gacha”, sembrano promettere l’azione di cui un titolo su Ken il guerriero ha bisogno.

Aggiornamento 17/09/2020

Tra i dettagli che stanno trapelando c’è la conferma che il gioco non sarà un semplice porting del titolo per PS3 ed Xbox360 uscito anni fa, bensì un titolo pensato appositamente per i dispositivi mobili e strutturato a capitoli che verranno rilasciati periodicamente, permettendo ai giocatori di rivivere la saga come se stessero seguendo la serializzazione del manga originale. Ci saranno quindi diversi nuovi contenuti pensati esclusivamente per questa versione ed un primo video verrà mostrato il 26 settembre in occasione del Tokyo Game Show 2020.

Sito ufficiale: https://www.gamecity.ne.jp/hokuto_m/

PARLANE NEL FORUM

(Ringrazio Enrico Croce per la segnalazione)

Un anno con Fist of the North Star LEGENDS ReVIVE

A un anno esatto dal lancio ufficiale, avvenuto il 5 settembre 2019, è tempo di tirare le somme su Fist of the North Star LEGENDS ReVIVE, primo vero titolo mobile basato sull’universo di Ken il guerriero a varcare i confini del Giappone e che, per tale motivo, si porta addosso una bella responsabilità. Saranno riusciti quelli di SEGA a toccare i giusti punti di pressione degli appassionati di tutto il mondo o la Stella della Morte splende già sui loro server? Andiamo a vedere. 😉

Siamo all’inizio del 21° secolo…

Fin dagli esordi, quello di Hokuto No Ken è stato un brand che, almeno in madrepatria, ha goduto di una vera e propria marea di adattamenti per il mercato videoludico, cambiando di volta in volta non solo la potenza di calcolo dell’hardware – e parliamo di passare da giochini a cristalli liquidi fino al più recente Lost Paradise per PS4 – ma anche e soprattutto la formula di gioco. E allora, negli anni in cui dominavano Dragon Quest e Final Fantasy, Kenshiro e soci potevano adattarsi ad un RPG con combattimenti a turni. Quando invece andava di moda Street Fighter 2, abbiamo potuto vedere Hokuto e Nanto darsele di santa ragione in una sequela quasi infinita di picchiaduro ad incontri. In mezzo ci sono stati anche i due famosi capitoli di Ken’s Rage, le slot machine e tanto, tanto altro, compresi alcuni titoli per smartphone rimasti confinati al solo mercato nipponico.Tutto questo preambolo per dire che, nel 2020, e nonostante le rimostranze di una certa fetta di appassionati, è del tutto naturale vedere le sette stelle di Hokuto risplendere in un gacha game, ovvero il genere attualmente più in voga nel mondo dell’intrattenimento mobile.

Per i profani, lo scopo di questo genere di giochi è, alla fine della fiera, collezionare e potenziare i personaggi ottenuti casualmente tramite sorteggi di vario tipo o superando particolari prove. La trama, quando c’è, è qualcosa di davvero opzionale ed ininfluente ai fini del gioco, che sostanzialmente si espleta nella ripetizione sistematica e quotidiana della medesima routine – intervallata spesso da eventi speciali – fatta di completamento di missioni, raccolta di materiali atti a potenziare i propri personaggi, upgrade dei medesimi e via così a nastro, mettendoci ogni tanto in conto qualche sorteggio per vedere se non si becca un buon guerriero.Fist of the North Star Legends Revive è proprio questo e, almeno per il momento, nulla di più. I vari protagonisti della serie, qui denominati Fighters, di base sono divisi per rarità (Normal, Rare, Super Rare e Ultra Rare) e per tipologia (Power, Technique e Life). Tali distinzioni decretano non solo il potenziale del guerriero – e va da sé che più è raro e migliori sono le sue caratteristiche – ma anche il ruolo che più gli si addice sul campo di battaglia. Perché se, ad esempio, un Fighter di tipo Life, avendo dalla sua una maggior resistenza fisica, trova la sua collocazione ideale in prima linea (Front Row) a fare da scudo agli attacchi avversari, per contro quelli di tipo Power, capaci di infliggere danni maggiori, vanno normalmente a fare da retroguardia (Back Row), protetti dai primi. I Fighter di tipo Technique, invece, essendo una via di mezzo, possono essere usati efficacemente in ogni posizione.

Stabilita questa prima, importante, divisione, il giocatore si ritrova ben presto a fare i conti con altri millemila parametri di cui tener conto. Si parte dal semplice Level , migliorabile con l’esperienza, passando per la Class e i vari Equipment, che invece bisogna incrementare per mezzo di decine e decine di materiali raccolti giocando (e rigiocando più e più volte) le diverse missioni. Ci sono poi le Seven Stars, sbloccabili una ad una grazie a dei frammenti (Shards) e che influiscono direttamente non solo sulla potenza del guerriero ma anche sulle sue Skill, le abilità e i colpi segreti posseduti. Anche il Gokui è un aspetto assolutamente da non sottovalutare: di base divide i personaggi per elementi (Acqua, Fuoco, Terra e Vento) ed assegna ad ognuno delle caratteristiche che influiscono sul modo in cui si carica la barra del Chi (che serve per attivare le mosse segrete durante gli scontri). Ecco, quest’ultimo aspetto, introdotto solo alcuni mesi dopo il lancio, ha aggiunto maggior profondità alla creazione dei team, perché non basta mettere insieme dei personaggi molto forti, ma anche vedere come si relazionano in base all’elemento e alle abilità ad esso associate. Ultima aggiunta, in ordine di tempo, sono i Charms, ovvero delle vignette prese dal manga originale che, assegnate ai guerrieri, vanno a potenziare diversi parametri o, nel caso dei rarissimi Specialized Charms, ad attivare degli effetti particolari se assegnate a personaggi ben specifici.Come se già non bastasse tutto questo, alla voce Enhance Party possiamo trovare altri modi di incrementare le statistiche dei nostri personaggi quando sono raggruppati come squadra, passando, ad esempio, dalla somministrazione dei cibi preferiti di ognuno alla messa a punto di particolari veicoli (!?). Il tutto, chiaramente, mirato a favorire l’aspetto di cui stiamo per andare a parlare…

You wa SHOP!!

Ebbene sì, Fist of The North Star Legends Revive, per quanto comunque godibile anche senza dover necessariamente spendere un singolo euro, si è proposto fin dall’inizio – e pure con una certa sfacciataggine – come un titolo dalle richieste economiche esose ed aggressive. Come tutti hanno infatti scoperto molto presto, non basta continuare a giocare alle missioni Story (che rivisitano la trama della serie originale), alle Clash, ai duelli automatizzati nel Dojo, alla Trial of Nanto o alle diverse altre Challenge. Non basta nemmeno accedere ai bonus e ai minigiochi delle Guild. No, per quanto ci si sforzi le risorse, a partire dalla Stamina stessa (che serve per “pagare” l’accesso alle suddette Story e Clash) non bastano mai. Specie se, come ho già detto, le caratteristiche da potenziare tendono all’infinito. Eppure, se la faccenda si limitasse a questo, sarebbe ancora passabile come discorso. Uno potrebbe scegliere di giocare un’eternità senza pagare nulla oppure avvantaggiarsi di tanto in tanto spendendo qualcosa. Onesto.

E invece no. Una delle prime cose che saltano all’occhio è il Vip system, praticamente qualcosa che ti premia se hai deciso che su questo gioco ci vuoi accendere un mutuo. Perché se per ottenere un livello Vip 1 basta anche solo un euro, per arrivare ad esempio a livello Vip 12, fatti i debiti calcoli, bisognerebbe spenderci un totale di quasi 700 euro!! 😳

A questo aggiungiamoci i famigerati Ranked Gacha, ovvero degli eventi legati a personaggi ultra rari che premiano solo coloro che più hanno investito gemme nei tiri su quella specifica lotteria. Oltretutto, è da notare che, allo stato attuale, c’è un totale sbilanciamento a favore dei personaggi di tipo UR rispetto a quelli “normali” (SR, R e N). Praticamente avere un team composto solo da personaggi UR sta diventando lo standard perché, da un certo punto in poi, ogni nuovo personaggio aggiunto al gioco è stato classificato come UR. Tutto questo per invogliare i giocatori a spendere soldi in modo da avere sempre le migliaia di gemme necessarie non solo per ottenere i suddetti nuovi personaggi (o almeno provarci), ma anche per acquistarne il rarissimo cibo con cui potenziarli. Questa strategia avrà anche avuto un discreto successo a livello economico, ma in termini di meccaniche di gioco ha “ucciso” l’interesse verso tutti gli altri personaggi. Ci ritroviamo infatti con la storia non ancora giunta nemmeno allo scontro finale con tra Kenshiro e Raoh, ma abbiamo già quasi tutti i maggiori guerrieri della seconda parte del manga, avendo saltato a pié pari tanti personaggi minori che si sarebbero potuti aggiungere comodamente senza correre tanto.

Insomma, degli aspetti piuttosto antipatici che, se gestiti meglio, forse aiuterebbero a fidelizzare maggiormente l’utenza e ad invogliarla a spendere comunque senza sentirsi rapinata. E restando in tema di cose antipatiche…

Welcome to this crashy time!

Una delle cose più fastidiose che hanno afflitto il gioco, almeno nei primi mesi, è stata l’instabilità dei server. Tra continui crash e manutenzioni infinite (sia programmate che d’emergenza), l’utenza ha avuto davvero molto di cui lamentarsi, tanto che, oltre a regalare gemme e stamina in quantità industriale per scusarsi, il team di sviluppo ed il Producer hanno ritenuto di dover scrivere una lunga lettera per fare il punto della situazione e rassicurare tutti. È vero che la situazione, da allora, è migliorata parecchio e che i problemi di stabilità dei server sono la normalità quando si tratta del lancio di nuovi giochi, ma è pur vero che ho letto personalmente i commenti di chi, scoraggiato anche da questo, ha deciso di lasciar perdere Legends ReVive. Insomma, non un buon biglietto da visita, anche se, attualmente, i problemi sono sporadici e possiamo dire che il peggio ce lo siamo lasciati alle spalle e anche la velocità di gioco è migliorata.

Keep you playin’

Tornando al sistema di gioco vero e proprio – e premesso tutto quello che ho detto prima – siamo di fronte a qualcosa che, per quello ch mi riguarda, non può non creare un certo disappunto. Spacciato come RPG, questo titolo ha in comune con il genere solo l’idea del party che affronta le sfide in combattimenti a turni. Non c’è, nelle svariate modalità presenti, la minima traccia di qualcosa che davvero possa avvicinarlo ad un vero RPG. Assolutamente. I combattimenti stessi, in realtà, sono ben lontani da ciò che ci si aspetterebbe perché, una volta schierati in campo i propri personaggi, le scelte che ci vengono lasciate sono davvero troppo esigue. In buona sostanza si tappa sullo schermo per menare i nemici normalmente fino a quando non si caricano le Special (tecniche che in genere fanno un po’ più danno e infliggono vari status alterati) o le Secret (tecniche ancora più forti che possono essere usate solo ad inizio turno come attacco extra). Il punto è che tutto ciò avviene in maniera troppo semplificata e schematica. Talmente prevedibile che la CPU può calcolare al volo l’esito dello scontro e darvi il risultato dello stesso in tempo zero se premete sul pulsante “Skip”. L’unica variante sono le Combo, ovvero la capacità di tappare con precisione quando si illuminano tutte e 7 le stelle di Hokuto, aumentando il danno inflitto, ma è solo uno specchietto per le allodole. Non c’è una vera interazione nel flusso di gioco perché manca proprio il minimo sindacale per definirlo davvero un Rpg. E la cosa è ancor più difficile da mandare giù nel momento in cui si passa alle modalità PVP, cioé quelle che, in teoria, dovrebbero essere più divertenti, permettendo ai giocatori di tutto il mondo di scontrarsi tra loro. Ebbene, il Team di sviluppo è riuscito a fare un buco nell’acqua anche in questo caso, perché nel 2020, con un panorama ormai sconfinato di giochi che permettono di sfidarsi l’un l’altro in tempo reale, non te ne puoi uscire con dei combattimenti automatici in cui il giocatore può al massimo stare a guardare mentre i suoi Fighters, guidati da un’IA demente, fanno scelte tattiche pessime.

La verità è che tutto il lavoro va fatto a monte, ben prima di entrare in battaglia: la scelta dei Fighters, lo schieramento, il loro potenziamento continuo e costante. Questi sono gli unici elementi in cui il giocatore può studiare una strategia per poi vederne i risultati sul campo di battaglia, ma sono aspetti talmente risicati che, al di là della grafica davvero ambiziosa, fanno sembrare Legends ReVive un tamagotchi con i muscoli. E il fatto che ben presto si rimanga intrappolati in un eterno ciclo di ripetizione delle routine giornaliere non giova per niente.

I don’t like BLOOD…

Altre cose che non giovano affatto sono la tanto sbandierata fedeltà al manga originale – che ovviamente non c’è – e le musiche sostanzialmente anonime. Nel primo caso, da un certo punto di vista, si può anche soprassedere perché in un gioco ci si dovrebbe concentrare appunto sulla giocabilità. Ma se la campagna di marketing si focalizza anche su una presunta perfetta aderenza all’opera di riferimento, non mi puoi travisare completamente delle scene storiche. Oltretutto è brutto vedere che certi “tagli” e certe modifiche sono stati operati al solo scopo di evitare di mostrare sangue ed esplosioni. In un gioco su Ken il guerriero. Un censura esagerata che, se da un lato è comprensibile sotto il profilo commerciale, dall’altro non può non lasciare interdetti. Voglio dire, non ci si aspettava Mortal Kombat, ma nemmeno è bello vedere, solo per fare un esempio, un Amiba a cui non esplodono le mani o la mancanza della scena storica in cui Rei, al villaggio di Mamiya, fa strage delle truppe di invasione del Re del Pugno. Da questo punto di vista si poteva fare molto di più. Anche solo una galleria di illustrazioni storiche da sbloccare sarebbe stata cosa gradita.

No fan no cry

In conclusione – e riallacciandomi alla premessa iniziale – siamo di fronte all’ennesimo videogame dedicato a Ken il guerriero il cui unico vero punto di forza è solo e soltanto quello di essere dedicato a Ken il guerriero. Perché se si cerca sugli store, di giochi migliori con cui passare il tempo se ne trovano a palate. E allora, dopo un anno dal lancio, nonostante tutto, ci si gioca ancora solo perché si è fan sfegatati di Kenshiro e soci.

Questo, tuttavia, non è necessariamente un male, perché anche se il gioco è quello che è, i risultati ottenuti a livello mondiale rappresentano un’utile cartina tornasole di quanto l’universo di Hokuto sia popolare e di quanto potenziale pubblico c’è per nuovi progetti (non solo videogames). E questo è, forse, quello che lo stesso Tetsuo Hara fa trapelare nel suo recente messaggio in cui, dopo aver fatto i complimenti agli sviluppatori e ringraziato i giocatori, dice di sentirsi rinvigorito e “pronto a tutto”. Quindi sì, magari questo Legends Revive poteva essere pensato (e realizzato) in tutt’altro modo ma, mentre cerchiamo di collezionare e potenziare i nostri personaggi preferiti, possiamo immaginare che sia solo il primo passo verso una nuova direzione per l’intero brand di Ken il guerriero. E se domani avremo nuove produzioni non più “giappocentriche” come in passato, lo dovremo a lui.

“Salutatemi Kenshiro”, il manga che omaggia l’uomo di Hokuto

Può un manga essere completamente basato sull’ossessione del suo protagonista per un altro famosissimo manga? Beh, quale che sia la vostra risposta, questo è ciò che in soldoni ci propone il recentissimo Kenshiro Ni Yoroshiku (ケンシロウによろしく – “Salutatemi Kenshiro”), attualmente in corso di pubblicazione sul settimanale Young Magazine di Kodansha e realizzato da Jasmine Gyuh.

In questa serie assistiamo infatti alla storia di Koichi Numakura, che a 10 anni, abbandonato dalla madre, inizia a meditare vendetta verso Aniki, l’uomo che glie l’ha portata via, uno Yakuza che la frequentava. Il bambino, nel corso dei successivi 10 anni, passa tutto il suo tempo ad allenarsi fisicamente e a studiare i punti di pressione direttamente dalle pagine del manga di Ken il guerriero!

Purtroppo, proprio nel giorno in cui finalmente si decide ad affrontare il suo nemico, Koichi si scontra con la dura realtà: non basta leggere Ken il guerriero per diventare maestri di Hokuto.

E la storia potrebbe concludersi qui, nel vicolo buio in cui il ragazzo giace col volto tumefatto dalle mazzate prese da Aniki e dai suoi scagnozzi, mentre rimugina sugli errori della sua vita (magari valutando anche una bella visita psichiatrica…). Ma ovviamente non è così. Koichi, sconfitto ma non abbattuto, inizia a studiare veramente i punti segreti di pressione affidandosi a varie fonti, includendo libri sulla medicina orientale e tanto altro, fino ad ottenere…

UNA LICENZA DA MASSAGGIATORE (!?)

Sì perché Koichi applica le conoscenze acquisite all’arte del massaggio, diventando in breve tempo famoso come il miglior massaggiatore di tutti i tempi. Il che, in fondo in fondo, potrebbe sembrare un po’ un lieto fine per la disgraziata esistenza del ragazzo, ma la verità è che, dietro questa scelta, c’è un piano segreto per ottenere lo stesso la sua vendetta su Aniki.

Insomma, un manga che onestamente non saprei come definire se non come surreale. Sicuramente molto peculiare nel modo in cui decide di omaggiare Hokuto No Ken, ma anche “inquietante”, se mi si passa il termine.

Difficile dire se lo vedremo mai pubblicato anche qui in Italia, ma se siete curiosi, in giro per la rete troverete le scan tradotte in molte lingue (anche in italiano, sì).

Alla prossima!

KEN IL GUERRIERO – La Perfect Edition che vorrei

Negli scorsi giorni, chiacchierando con altri appassionati, ha iniziato a frullarmi in testa un’idea: che caratteristiche dovrebbe avere una “Perfect Edition” italiana del manga originale di Ken il guerriero?

Un po’ di storia

Prima di arrivare al punto, è sicuramente utile una breve retrospettiva sulle svariate edizioni precedenti, ovvero:

Edizione ZERO
(Granata Press – 1990 / 1992)

Volumi: 16
Formato: 24 x 16
Pagine: variabile in b/n
Prezzo: 3.500£

Primissima edizione italiana, viene adattata direttamente dalla versione americana della Viz, quindi con traduzioni dall’inglese e tavole ribaltate. In ogni numero di ZERO, rivista contenitore della Granata Press, viene presentato un singolo capitolo del manga, fino al 16°.

Edizione Z-Compact
(Granata Press – 1992 / 1994)

Volumi: 44
Formato: 18 x 12
Pagine: variabile in b/n
Prezzo: 2.800/3.000£

Raggiunta la pubblicazione dei primi 16 capitoli adattati dalla versione Viz, la Granata Press continua  la saga di Kenshiro in volumetti monografici (dapprima mensili, in seguito quindicinali) stavolta adattati dalla versione originale ma sempre seguendo il modello del ribaltamento delle tavole. Ogni volumetto raccoglie più o meno la metà del contenuto di un volume originale giapponese. Nel 1993 anche i primi 16 capitoli pubblicati su ZERO verranno raccolti in 3 volumetti speciali di questa collana.

PRO

  • Primissima edizione di Ken il guerriero in Italia
  • Presenza di diverse pagine esclusive dell’edizione su Shonen Jump

CONTRO

  • Tavole ribaltate rispetto all’originale
  • Traduzioni dall’inglese almeno fino al 16° episodio
  • Albi formato “sottiletta”

Edizione Star Comics
(Star Comics – 1997 / 1999)

Volumi: 27
Formato: 17 x 11,5
Pagine: circa 200 pagine in b/n
Prezzo: 5.000£

Seconda edizione del manga in Italia, quella della Star Comics NON è una ristampa dell’edizione Granata Press. Difatti, le traduzioni vengono completamente rifatte dal giapponese, mantenendo sia lo stesso numero di pagine dei tankobon originali e che il senso di lettura da destra verso sinistra.

PRO

  • Traduzioni fatte ex-novo direttamente dal giapponese
  • Senso di lettura identico all’originale
  • Lettura scorrevole
  • Volumi corposi

CONTRO

  • Carta e stampa scadenti
  • Adattamento non sempre fedele all’originale

Edizione d/books
(d/visual – 2005 / 2011)

Volumi: 27
Formato: 25 x 17,6
Pagine: 196 pagine in b/n, colore e bicromia
Prezzo: 8,50/9,30€

Terza edizione del manga in Italia, quella della d/visual si presenta come una versione “deluxe”, con pagine di grande formato e recupero delle tavole a colori (alcune, in realtà, prese dalla Master Edition e non dall’originale) e riproducendo quelle in bicromia con tonalità di grigio. A impreziosire il tutto una sovracoperta, una minifigure allegata ad ogni volume e diversi redazionali tra i quali analisi delle tecniche di combattimento e approfondimenti. Purtroppo, volumi alla mano, per quanto lo sforzo sia nel complesso davvero encomiabile, c’è da dire che le traduzioni ed il lettering non sono propriamente il massimo. Confrontando infatti questa versione con l’originale giapponese, ci si rende conto che alcuni passaggi sono stati mal interpretati o comunque tradotti senza tener conto del contesto. Anche il carattere utilizzato è piuttosto antiestetico e sgradevole alla lettura. La scelta di non adattare le onomatopee, se da un lato può essere positiva perché non intacca le tavole del maestro Hara, dall’altro, assieme a quanto già detto, trasforma quest’edizione più in un oggetto di collezionismo che in un’opera da leggere.

PRO

  • Tavole di grande formato e buona qualità di carta e stampa
  • Recupero di quasi tutte le pagine a colori e in bicromia
  • Sovraccoperta e minifigure incluse nel prezzo
  • Ricchi redazionali con una mini-enciclopedia dei colpi segreti

CONTRO

  • Tavole tagliate (e di molto) nella parte inferiore
  • Diversi errori di impaginazione e tavole a volte sgranate
  • Traduzioni a volte totalmente errate
  • Lettura spesso poco scorrevole e veri e propri errori grammaticali

KEN IL GUERRIERO
Edizione Planet Manga
(Panini comics – 2013)

Volumi: 27
Formato: 17,5 x 11,5
Pagine: 200 in b/n
Prezzo: 4,20€

Edizione pubblicata a cadenza settimanale, curata da Planet Manga, è stata pensata principalmente per il rilancio di Ken dopo 14 lunghi anni di latitanza dalle edicole. Di conseguenza, si presenta come un’edizione  che, a parte l’invidiabile traguardo dell’essere il primo manga in Italia ad uscire in allegato con un quotidiano (nello specifico il Corriere dello Sport e Tuttosport), non gode di particolari riguardi, sia per la mancanza di una sovraccoperta (che sarebbe stata auspicabile almeno per l’edizione da fumetteria), sia per le soluzioni grafiche discutibili (riguardanti principalmente il logo in copertina) che sicuramente si sarebbero potute studiare meglio, tenendo in considerazione che tale edizione avrebbe dovuto commemorare il trentesimo anniversario del manga. Ottima, invece, la qualità della stampa, mentre per quello che riguarda traduzioni ed adattamento è un’edizione da evitare come la peste.

Leggi le recensioni dei singoli volumi

PRO

  • Buona qualità di carta e stampa
  • Lettura scorrevole

CONTRO

  • Soluzioni grafiche orribili
  • Tavole tagliate lateralmente
  • Traduzioni spesso errate e/o totalmente inventate

L’edizione “Perfetta”

Dopo il riassunto, sarete sicuramente d’accordo con me almeno su un punto: in Italia, un’edizione davvero definitiva del manga originale di Ken il guerriero, ad oggi, ancora NON ESISTE. Quindi, come dicevo in apertura, la mia idea è di buttar giù una lista di possibili caratteristiche per una “Perfect Edition” che sia capace di accontentare anche il fan più esigente. Ma andiamo con ordine.

1 – FORMATO, CARTA, NUMERO DI PAGINE E COPERTINA

Come ci ha insegnato la summenzionata edizione d/books, è un piacere potersi gustare le tavole del manga in grande formato, specie considerando il tratto molto particolareggiato del maestro Hara. Questo, a patto però che le tavole stesse vengano rispettate e non tagliuzzate (come invece succedeva nelle edizioni precedenti). La soluzione migliore, anche se giustamente più dispendiosa per l’utente finale, sarebbero dei volumi simili agli OMNIBUS che Panini ormai riserva da anni ai comics. Quindi un grosso numero di pagine (anche fino a racchiudere 2 volumi originali), carta patinata e copertina rigida.

2 – CONTENUTI

La parte che più mi interessa e sulla quale vorrei essere il più chiaro possibile. Dal mio punto di vista, un’edizione davvero perfetta dovrebbe dare la possibilità di godersi l’opera originale così com’era stata concepita in origine e restituire, nel limite del possibile, quella che fu la sua storia editoriale all’epoca. Quindi, sempre secondo la mia idea, per prima cosa bisognerebbe recuperare TUTTE le pagine e le illustrazioni di quel periodo, ovvero quelle che di solito non sono incluse nelle raccolte in volumi, tipo queste…

Allo stesso modo, sarebbe importante recuperare le illustrazioni utilizzate per le copertine di Shonen Jump ed altre che sono state poi modificate per le raccolte in volume. Un esempio…

Insomma, l’idea sarebbe quella di recuperare tutto quello che è possibile recuperare rispetto all’epoca della prima pubblicazione. E, assieme a tutto questo, includere i famosi 2 episodi pilota e il più recente episodio celebrativo “Last Piece”.

Ciò che invece NON includerei (se non, al massimo, in un’appendice nell’ultimo volume) sono le famigerate 100 tavole modificate dal maestro Hara in occasione della più recente edizione giapponese del manga. Questo perché, sempre nell’ottica di preservare l’opera così com’era stata realizzata inizialmente, secondo me è più importante il valore storico delle tavole originali di quanto non lo possa artisticamente essere quello delle tavole ritoccate dal suo stesso autore. Perché quelle tavole, rimaste invariate per più di trent’anni, raccontano non solo la storia di Kenshiro, ma anche quella dello stesso Hara, che già allora lottava con risultati alterni contro il cheratocono, la grave malattia degenerativa che lo affligge ormai da una vita e che ne influenza pesantemente la vista.

3 – TRADUZIONE E ADATTAMENTO

Questo è un aspetto che avrei potuto includere alla voce precedente ma ho pensato che meritasse una considerazione a parte. E il perché, a chi conosce me e questo sito, dovrebbe essere già chiaro, ma giustamente è il caso di ribadirlo ancora.

Hokuto No Ken, qui in Italia, già a partire dalla serie televisiva storica, è sempre stato funestato da tutta una serie di errori più o meno gravi di traduzione e adattamento. E se la cosa si poteva tollerare “in tempi di ignoranza”, quando comunque la passione da sola non bastava a sopperire ad evidenti lacune non solo linguistiche ma spesso anche culturali, nel 2020 è difficile tollerare che l’edizione italiana del manga più recente sia anche quella con un numero di errori tali da far rimpiangere il doppiaggio storico dell’anime. Non è accettabile da appassionato di Ken ma non dovrebbe esserlo nemmeno da chi, in generale, amando il mondo dei manga, si aspetta che un’opera venga proposta al meglio, senza alterare il senso della trama e di quello che i vari protagonisti dicono. E con Hokuto No Ken, come illustravamo anche in un precedente articolo, non basta nemmeno essere laureati in lingue orientali per rendere alla perfezione le intenzioni degli autori, perché è un manga talmente pieno di simbolismi e di significati che serve necessariamente almeno la supervisione di chi lo conosce a fondo prima di mandare in stampa una traduzione capace di rispecchiare l’originale.

4 – EXTRA

In conclusione, butto dentro qualche idea per delle aggiunte (o magari dei riempitivi, laddove servano pagine in più). Non si tratta di cose che considero necessarie ma, appunto, di “extra”, ovvero cose che renderebbero una Perfect Edition ancora migliore. Per esempio, un’idea sarebbe recuperare il materiale dello speciale ALL ABOUT THE MAN (interviste, illustrazioni, schede dei personaggi e commenti degli autori) e spalmarli nelle appendici dei diversi volumi. Essendo un volume uscito all’epoca, sarebbe interessante a livello storico se affiancato a tutto il resto. Se poi ci fossero dei redazionali che spiegano i simbolismi astrologici e filosofici alla base della serie, o altre curiosità simili, sarebbe il massimo.


E voi?

Questi ovviamente sono i miei punti di vista. E voi, invece, che ne pensate? Cosa credete che renderebbe “perfetta” un’ulteriore nuova edizione del manga in Italia? Che siate d’accordo o meno, scrivetelo nei commenti.