I 15 prodotti più assurdi targati “Ken il guerriero”


Il Giappone, ormai lo sappiamo, per quello che riguarda merchandise e affini è un po’ l’Alfa e L’Omega della follia. Poteva quindi Ken il guerriero sfuggire all’esplosiva potenza di una macchina commerciale che non ha eguali nel resto del mondo? Ovviamente no! Ecco quindi la classifica dei gadget più ridicoli ed assurdi che portano il marchio di Hokuto No Ken!

15^ posizione – Il tostapane epico!

tostapane

Anche in Giappone le mamme lo sanno che i loro piccoli guerrieri hanno bisogno della “colazione dei campioni” se vogliono sfruttare al 100% il loro potenziale ed affrontare bene la giornata. E allora cosa c’è di meglio del tostapane di Hokuto? Disponibile in due versioni: una con Kenshiro e Rei e l’altra con Raoh.

14^ posizione – La cintura AB Tronic di Kenshiro

abtronic-kenshiro

Per smaltire la colazione di cui sopra, ecco la cintura vibrante e massaggiante di Hokuto! L’unica che promette di scolpirvi gli addominali come quelli di Kenshiro! E per completare l’allenamento….

13^ posizione – “ATATA” Hand grip di Hokuto

handgrip-kenshiro

Perché per essere un vero successore non basta mica la tartaruga scolpita, ci vogliono anche degli avambracci cazzuti!

12^ posizione – Il posacenere di Re Nero

posacenere-zoccolo-di-re-nero

E salendo la scala dell’assurdità, come non apprezzare questo splendido posacenere che ricalca l’orma di uno zoccolo di Re Nero, il mastodontico destriero di Raoh? Mica bau bau micio micio…

11^ posizione – I sigari di Souten No Ken

sigari-souten-no-ken

Praticamente l’abbinamento perfetto per il posacenere! Sentitevi anche voi dei veri mafiosi della Shangai anni ’30 con questi sigari d’eccezione!

10^ posizione – La moto d’acqua di Kenshiro

kenshiro-moto-acqua-akenshiro-moto-acqua-b

Ecco, questo ormai ce l’ho nel cuore e non trovo parole sufficienti a descriverne la beltà. Come si evince dalla confezione, si tratta di uno di quei giocattoli che la Bandai produceva negli anni ’80, sfruttando le licenze in ogni modo possibile. Io in fondo me lo vedo il bambino giapponese che fa il bagnetto e ci gioca… “verso l’Isola dei Demoni e oltreeeee!!”

9^ posizione – Le palle (da golf) dei Nanto Goshasei

palle-da-golf-goshasei

Se davvero volete male a qualcuno regalategli questo stupendo set ispirato ai Cinque Astri Disposti in Cerchio di Nanto. Ditegli che farà un figurone al circolo privato quando mostrerà agli altri le sue palline contrassegnate dagli ideogrammi degli elementi naturali dei rispettivi guerrieri….

8^ posizione – Be@rbrick Kenshiro

bearbrick-kenshiro

Prodotti in Giappone dalla Medicom, i Bearbrick sono dei pupazzetti snodati collezionabili che, dal 2001, riscuotono un certo successo in madrepatria, tanto da aver dato luogo ad alcune collaborazioni più o meno riuscite con altri brand. E proprio tra le meno riuscite annoveriamo sicuramente quella con Hokuto No Ken, che ha partorito l’obbrobrio che vedete in foto.

7^ posizione – Kewpies di Kenshiro e Raoh

kenshiro-raoh-kewpie

Altra scabrosa collaborazione che vede stavolta coinvolti i famosi Kewpie creati da Rose O’Neill. E quando guardi quel Kenshiro e quel Raoh, può la fine del mondo essere poi tanto lontana?

6^ posizione – Vassoio di Raiga e Fuga

vassoio-di-raiga-e-fuga

E che dire di questo oggetto “finissimo”?  Raiga e Fuga, i due famosi guardiani delle porte di Cassandra – ritratti nei loro ultimi istanti di vita – sorreggono un vassoio che può essere usato nei modi più disparati. Talmente gradito al pubblico che, dopo essere stato proposto nel 2008, in occasione dei 25 anni della serie, è stato poi ritirato fuori anche nel 2013 per il trentesimo anniversario. Un must.

5^ posizione – Il sacchetto di Misumi

sacchetto-di-misumi

Entriamo nella zona calda della classifica con questo simpatico – ed altrettanto inutile – sacchettino ispirato al povero Misumi (Smith, nell’anime). Perché insomma, va bene tutto, ma poteva mancare del merchandise legato ad un personaggio di tale caratura ed importanza all’interno dell’opera? Certo che no!

4^ posizione – La Radio-Cintura dell’avventura!

kenshiro-radio-cintura-ckenshiro-radio-cintura-dkenshiro-radio-cintura-bkenshiro-radio-cintura-a

Fate largo a questo simbolo vero e proprio del binomio “Nerd / Sfigato” tipico degli anni ’80 e ’90: una magnifica cinta munita di fibbia di metallo (con le sette cicatrici sbagliate!), radiolina FM brandizzata e tasche da “Indiana Jones levati che ci penso io”. Praticamente il classico oggetto che, in quegli anni bui, oltre alla derisione poteva portare anche un certo numero di cazzotti, calci e sputazzi…

3^ posizione – I cappucci di Raoh e Jagi

cappucci-di-raoh-e-jagi

Sul primo gradino del podio troviamo ‘sti due oggettini dal design ricercato (nel senso che chi li ha pensati è ricercato a piede libero da tutte le forze di polizia del Giappone…) e, se il cappuccio imbottito di Raoh può essere l’idea regalo perfetta per ogni direttore, quello di Jagi si segnala per la particolare utilità nelle rapine a mano armata!

2^ posizione – I preservativi di Kenshiro, Toki e Raoh

condom-hokuto-no-ken

Questi hanno fatto già il giro della rete diverse volte e quindi non credo servano tante presentazioni. Forse qualcuno pensava che, in una classifica del genere, avrebbero meritato di stare in cima, ma solo perché ancora non avete visto qual è l’oggetto di merchandise che si è aggiudicato l’ambito titolo di prodotto più assurdo di tutti…

1^ posizione – HOKUTO NO DILDO !!

dildo-kenshiro

Ebbene sì, realizzato nientemeno che dalla SEGA (e mai nome fu più appropriato…), la stessa software house che negli anni ci ha regalato titoli indimenticabili nel panorama videoludico, questo sex toy promette, fin dalla descrizione riportata sulla confezione, di “colpire i punti segreti del piacere estremo”. Prodotto un po’ di anni fa, ormai è recuperabile solo tramite aste online. Ora io difficilmente riesco ad immaginare chi possa essere l’acquirente medio di una cosa del genere, ma una cosa è certa: non riuscirò più a guardare il ditone di Ken allo stesso modo…

Ken il guerriero e gli errori del doppiaggio storico (nona puntata)


Dopo ben tre episodi in compagnia dei Berretti Rossi, passiamo finalmente ad un vero e proprio fiore all’occhiello della serie animata di Ken, i famigerati “filler”, ovvero le puntate tappabuchi che – soprattutto nella saga di Shin – servivano per evitare di andare in pari con le storie pubblicate settimanalmente in formato cartaceo. Di come tali avventure “apocrife” abbiano dato vita alle più assurde tecniche di combattimento ne ho già parlato in una classifica a parte (che potete leggere cliccando qui) mentre oggi andiamo a vedere la prima di due puntate a base di streghe, castelli, fanciulle da salvare, trappole, sotterranei e… draghi!


EPISODIO 9
“LA MONTAGNA MAGICA

悪党ども! 死ぬ前に祈りをすませろ!!
(Furfanti! Recitate le vostre preghiere prima di morire!!)

009-111

Dati tecnici

  • Prima TV (J): 6 dicembre 1984
  • Supervisione artistica: Osamu Kamimura
  • Sceneggiatura: Shoozoo Uehara
  • Sakkan: Hironobu Saito
  • Fondali: Kue Oomiya
Sinossi

Quando l’acqua è appannaggio di pochi, la disperazione può portare anche a cedere la libertà pur di averne un po’. Normale amministrazione nell’inferno del deserto postatomico. Ma se dietro tutto questo c’è la mano di KING, la vendetta può non essere così lontana.


Ancora in viaggio alla ricerca di Shin, il nostro gruppo di eroi si è accampato nel deserto ed ha allestito un piccolo falò ma – prima che Bart possa tirar fuori la chitarra e sciorinare tutto il suo repertorio di Baglioni per tentare di limonarsi Lin – una giovane coppia, inseguita da un gruppo di loschi motociclisti, irrompe sulla scena correndo nella loro direzione.

009-005

Kenshiro, che come ben sappiamo non si fa pregare quando c’è da menare le mani, si interpone subito tra la coppia e gli inseguitori, esibendosi per l’occasione in uno dei suoi famosi numeri da circo con i coltelli. Stavolta però, in totale controtendenza rispetto a tanti predecessori, i delinquenti si animano di un insolito spirito si autoconservazione. Uno di loro, infatti, si ricorda di aver sentito parlare di quel tizio ed un altro ancora gli fa eco:

“Certo, è quello che è un maestro di karaté!”

09-A

Sì perché è bene ricordare che dopo ben nove puntate stiamo ancora a ‘sti livelli. Chiaramente non ci sarebbe neanche da dirlo, ma la frase originale recita: “Che sia quel tizio della Divina Scuola di Hokuto?”

Un altro ancora aggiunge:

“…L’uomo delle stelle!!”

09-B

Ecco, uno magari pensa che è una colta citazione del compianto David Bowie, ma in realtà il punkettone si limita a constatare l’ovvio con un plateale “Siamo fottuti!”

E infatti scappano tutti!! Evviva! Finalmente niente violenza!! Se dovessero trasmettere Ken su mediaset forse manderebbero in onda solo questi primi 2 minuti…

Nel dialogo che segue, lo dico per onestà intellettuale, anche se non tutto è corretto ciò non influisce in alcun modo sulla comprensione della trama. Difatti, mentre Lin si appresta a fasciare una ferita alla giovane appena salvata, quest’ultima dichiara con riconoscenza:

“Senza il vostro intervento non so come sarebbe finita”

… al che Lin le risponde:

“Cerca di non pensarci più ora, è stato solo un brutto sogno. Sono sicura che lo dimenticherete al più presto”

09-C

… mentre nell’originale, sempre con riconoscenza, la prima ringrazia perché oltre ad averla salvata la accudiscono, mentre Lin le risponde che ora non devono preoccuparsi più di nulla perché Ken è una persona gentile e li aiuterà di certo. Ecco, come dicevo, questo è uno di quei casi in cui l’errore di traduzione non porta problemi, quindi l’ho segnalato per completezza ma non è di certo una di quelle cose per cui strapparsi i capelli. Però andiamo avanti che adesso viene il bello…

Arrivano infatti i membri della comunità da cui i due ragazzi – che rispondono al nome di Mikah (non “Mirka” come nel doppiaggio nostrano) e Sam – sono fuggiti. E uno pensa che sono arrivati per aiutare, no? Ma manco per niente! Capeggiata proprio dal padre della giovane, la gente del villaggio è infatti venuta fin lì a rimproverare i fuggiaschi e a riportarli a casa! Sì perché pare ci sia qualcuno a cui bisogna render conto per questa incresciuuuuoooosa situazione…

“Mi rivolgerò di nuovo al SIGNOR Patler per quella questione”

009-025

Esatto, il SIGNOR Patler.

Ora, a parte che al limite sarebbe Patra (パトラ), che non stà per Cleopatra, come uno potrebbe pensare ma per Patra città della Grecia (che in italiano chiamiamo Patrasso), ma il personaggio in questione, come avremo modo di scoprire tra poco, E’ UNA DONNA, non un uomo!

Comunque Mikah e Sam vengono ricondotti al villaggio con la forza… e Kenshiro? Kenshiro muto, perchè lui è così, un po’ eroe e un po’ bipolare. Un attimo prima è pronto a prendere a ceffoni i cattivi e un attimo dopo rimane impietrito a rimuginare sui traumi del passato. E meno male che non è donna pure lui…

009-029

Per convincerlo ad interessarsi della faccenda bisogna aspettare il giorno dopo quando il terzetto, di nuovo in viaggio senza una meta precisa (e come se non fosse successo niente, aggiungerei…), per poco non investe un marmocchio di nome Jiro (ci è andata bene che non l’hanno tradotto Ciro) che dichiara di essere il fratello minore di Mikah. Il bambino chiede disperatamente il loro aiuto e li conduce quindi al villaggio ma è già troppo tardi, perché tanto sua sorella quanto il fidanzato sono già stati venduti a Patra.

009-055

Infatti, come spiega il capovillaggio (che pure lui s’è svegliato solo adesso che Ken è lì), la loro comunità è costretta da tempo a versare a Patra un tributo di vite umane in cambio dello sfruttamento dell’acqua di un lago che si trova nei pressi del Monte Ryujin. La richiesta è quindi quella di mettere la parola fine a tutto ciò.

009-057

Ma facciamo un bel salto lungo e andiamo alla Croce del Sud, dimora del guerriero biondo che fa impazzire il mondo. Qui ritroviamo il mitico ‘Ndonie la Passatéll (sì, lo so, gli piace farsi chiamare Jolly o Joker, ma la verità è che abita dalle parti di Francavilla al Mare, come sanno già gli affezionati di questa rubrica) a confabulare con Shin, riferendo dell’avvistamento di Kenshiro nel territorio di Patra.

009-066

“Patler e i suoi non mi dovranno deludere. Vai e ordina loro di ucciderlo!”

009-067

… dice Shin, ma la frase originale sarebbe all’incirca: “La banda di Dragon non fallirà”. Il Dragon in questione sarebbe un personaggio che in effetti vedremo solo nella prossima puntata, quindi la dichiarazione ha probabilmente più senso in italiano, ma l’originale ci permette di capire che il vero capoccia non è Patra.

Torniamo allora dalle parti di ‘sto benedetto Monte Ryujin, alle cui pendici si trova una sorta di avamposto in cui Patra e i suoi uomini raccolgono in un primo momento gli schiavi che gli vengono dati in tributo prima di trasportarli in massa sul monte stesso, dove si trova il vero quartier generale. Qui un paio di sgherri accompagnano il capovillaggio da Patra.

“Padrone…”

09d

Sì, di nuovo. Nonostante si veda già di spalle che Patra è una donna, i suoi scagnozzi la chiamano “Padrone”.  Vabbò…

Comunque finalmente ‘sta Patra si palesa al pubblico e si rivela essere praticamente una sorta di strega barra zingara dotata di misteriosi poteri, tanto che pare abbia già saputo che il capovillaggio ha chiesto a Ken di farle la pelle.

09-e

L’uomo, dal canto suo, caratterizzato da uno spirito indomito, non solo la chiama “SIGNORE” (e daje…) ma si caga letteralmente sotto dalla paura e accetta di accompagnare gli scagnozzi della megera alla casa in cui Kenshiro è momentaneamente ospite.

009-083

E chi ci manda Patra a cercare di eliminare il successore di Hokuto?

I FICHI D’INDIA !!

koumori

“AMICIIII ARARARA !!”

Kenshiro, attaccato dai due pittoreschi avversari, dice:

“Questi due sono sicuramente dei seguaci di Shin. Ma lui dove si trova?”

009-113

… mentre invece, nell’originale giapponese sarebbe: “Questo è il Koumori Ken (蝙蝠拳 – Tecnica del Pipistrello) della Sacra Scuola di Nanto. Che siano scagnozzi di Shin?”

Poi, siccome gli stanno davvero simpatici, ad uno gli rifila un Tiger Uppercut che “Sagat vatti a nascondere”, mentre all’altro:

“RONDINE VOLANTE”

009-124

Che poi, voglio dire, pure a 10 / 11 anni ti rendevi conto da solo che quei CINQUEMILA caratteri giapponesi in sovrimpressione NON potevano tradursi solo con due parole. E infatti la tecnica, chiamata  Hichō Kūzan Pa (飛鳥空斬波), letteralmente si traduce:  Onda dell’Uccello Volante che Fende il Vuoto. Poi, oh, magari la si può adattare in maniera più elegante, eh, ma è comunque ben lontana da “Rondine Volante”

Dopo questo attacco nemico, Kenshiro finalmente si decide ad andare a regolare i conti direttamente all’avamposto di Patra la quale, per l’occasione, gli molla una supercazzola con un oroscopo tarocco:

“Il sole è nella Vergine e Nettuno in questo momento sta controllando la stella principale. Ciò significa una cosa sola: la tua vita volge al termine!”

009-134

Ebbene, tutto ‘sto delirio ridicolo NON è frutto del nostro adattamento!😀

Comunque, sfruttando l’illusionismo, Patra riesce a far abbassare le difese a Kenshiro quel tanto che basta a quattro dei suoi uomini per immobilizzarlo con delle catene tentando di emulare l’antico (ma pur sempre mitico) spot della Renault 18 Diesel

kenshiro-renault

Kenshiro era più astuto e mo’ è moruto…

…dopodiché, ciliegina sulla torta, gli mostra il piccolo Jiro rinchiuso in una cella in procinto di essere sbranato da un lupo feroce:

“Osservandolo mentre azzanna il tuo piccolo amico andrai all’Inferno anche tu!”

009-146

“Ué ué, Kenshì! Aiuto!”

Ovvio che la costruzione della frase è assurdamente sgrammaticata. Il senso si recupera mettendola così: “Andrai all’inferno (cioè morirai) guardando il tuo piccolo amico che viene sbranato”.
Ad ogni modo, che abbia capito il concetto o meno, Ken s’incazza…

009-148

E giù mazzate per tutti, anche per il lupo (alla faccia degli animalisti!!)

009-152

A Patra gli viene la stessa espressione che c’aveva mia zia quando gli hanno detto che quella roba buona che aveva mangiato in Spagna erano PALLE DI TORO…

009-153

Kenshiro poi dice ai quattro bruti che lo tenevano:

“Keiraku hiko, ossia frantumazione del nucleo. Tra un po’ la vostra colonna vertebrale andrà in pezzi e i muscoli saranno distrutti”

09-f

Che non è poi del tutto errato, solo che Keiraku Hikō (経絡秘孔) significa solo “Colpire i Punti segreti di pressione”, non è il nome specifico del punto che Ken ha attivato, che invece, nella versione originale, si chiama  Dankyochūketsu (断虚中穴).

Poi però, aggiunge:

“Siete già morti ma ancora non lo sapete”

009-154

MA VIEEEENIIIII !!! DOPO NOVE PUNTATE L’HANNO AZZECCATA !!

E allora la chiudiamo in bellezza qui, mentre Patra se la dà a gambe levate in un sotterraneo e Kenshiro la insegue solo per trovarsi di fronte ad un lago misteriosamente prosciugato, lasciandoci ad attendere gli sviluppi della prossima puntata. Spero che gli affezionati della rubrica abbiano apprezzato e invito gli eventuali nuovi lettori a cliccare in fondo, sul penultimo link, per gustarsi le precedenti puntate😉

Alla prossima!


Ringraziamenti

P.S.: nell’analizzare gli errori del doppiaggio storico ho ritenuto di dover segnalare solo ed esclusivamente quelli più eclatanti e/o ridicoli, perché diversamente sarebbe toccato fare una trascrizione ed un adattamento completi dal giapponese dell’intero episodio, cosa che avrebbe richiesto una mole di lavoro eccessiva.

Ken il guerriero incontra Evangelion !!


Il 3 settembre è stato pubblicato, sulla  rivista Young Ace della Kadokawa, uno speciale crossover di 56 pagine tra Hokuto No Ken Gusto Fragola ed Evangelion – La leggenda degli studenti del Liceo Piko-Piko, entrambi parodie dei rispettivi franchise ed entrambi opera di Takeshi Kawada, Yukito e Yukito Imouto, team creativo di cui ultimamente abbiamo parlato spesso anche per via degli speciali episodi spin-off dedicati ai personaggi del mondo di Hokuto, come Yuda, Fudo e altri.

Nella storia, Shinji e gli altri protagonisti di Evangelion, qui rivisitati come gamers adolescenti reclutati dalla NERV per proteggere l’umanità, devono affrontare la minaccia di Souther, che si accinge ad invadere il loro quartier generale.

Fonti: Crunchyroll, Natalie

Ringrazio Daniel Zelter per la segnalazione🙂

Anche Leiji Matsumoto vicino alle vittime del sisma


leiji matsumoto harlock terremoto

Mentre gente indegna approfitta del momento per farsi un po’ di pubblicità grazie a squallide vignette che ridicolizzano le vittime del terremoto che ha colpito il Centro Italia, dal Giappone il maestro Leiji Matsumoto, padre di Capitan Harlock, Galaxy Express 999, Corazzata Spaziale Yamato e tanti altri, ci mostra come si comporta davvero una persona di cuore, seguendo in parte l’esempio del collega Tetsuya Chiba di cui abbiamo parlato solo la scorsa settimana.

Il maestro ha infatti espresso telefonicamente, al presidente dell’Associazione Culturale Leiji Matsumoto, tutta la sua solidarietá per il popolo italiano con non poca commozione e ha dunque inviato, tramite Toshiro Fukuoka, manager della Art Space di Tokyo, 5 shikishi dedicati “VICINO AGLI AMICI ITALIANI” che saranno esposti il 24/25 settembre in occasione del Lama Comics & Games a Castel di Lama (AP) all’interno di “Un treno per la solidarietà”, una mostra con ingresso ad offerta libera a lui dedicata il cui intero ricavato sarà devoluto alle vittime del sisma. Gli shikishi saranno a breve messi all’asta e l’intero ricavato devoluto alla popolazione terremotata. A ciò, ha aggiunto anche un sentito videomessaggio.

Il maestro ha disegnato un anche altro shikishi dedicato al presidente del Leiji Matsumoto Official Fan Club di Tokyo. Anche questo, come quelli giá inviati in Italia sará messo all’asta – questa volta in Giappone – e l’intero ricavato sará devoluto in beneficenza.

matsumoto harlock terremoto tokyo

Le parole dello shikishi recitano: “A tutti gli italiani che soffrono. Il mio cuore è addolorato per le persone decedute. Vi prego di tenere duro”. Nel cerchio l’ideogramma “vita”.

Di seguito il comunicato congiunto del Fan Club e del Maestro:

“Porgiamo sentite condoglianze alle vittime del sisma e alle loro famiglie, ed esprimiamo dal profondo del cuore la nostra solidarietà a tutte le persone ancora attualmente costrette a una vita difficile. Preghiamo di cuore affinché tutti possano recuperare una tranquilla e sicura quotidianità nel più breve tempo possibile”.

In basso, la locandina ufficiale della mostra. Per tutte le info al riguardo, scrivete al seguente indirizzo: info@leijimatsumoto.it

mostra matsumoto

“FORZA AMATRICE !!” – Il padre di Rocky Joe incoraggia le vittime del terremoto


Tetsuya Chiba, creatore del mitico Rocky Joe, ha espresso la sua solidarietà verso le vittime del sisma che ha recentemente colpito il paese di Amatrice e lo ha fatto con uno speciale incoraggiamento: un disegno autografato che ritrae il pugile Joe Yabuki nell’atto di rialzarsi accompagnato dall’esclamazione “Forza Amatrice !!”.

Come l’autore stesso ha riportato sul suo blog personale, ciò è avvenuto in uno dei ristoranti che, in tutto il Giappone, aderiscono a AMAtriciana, la raccolta fondi lanciata dall’italiano Paolo Campana a supporto delle zone colpite dal terremoto del Centro Italia. Attraverso il piatto simbolo dell’amatriciana, viene infatti chiesto ai ristoratori di tutto il mondo (in forma completamente personale) di partecipare e aiutare chi ne ha davvero bisogno. Per ogni piatto di amatriciana ordinato nei locali aderenti, vengono donati 2 euro alla Croce Rossa Italiana: uno da parte del ristoratore, uno aggiunto dal cliente.

Il maestro Chiba, sentendosi particolarmente vicino al popolo italiano per via dell’esperienza che il suo Paese ha da sempre con i fenomeni sismici, ha quindi aderito all’iniziativa, gustando un buon piatto di amatriciana, ed ha colto l’occasione anche per far arrivare il suo messaggio a tutte quelle persone che in questo momento terribile devono trovare la forza di rimettersi in piedi e continuare a combattere.

Tetsuo Hara X Kentaro Miura – L’incontro tra due leggende del manga


Come anticipato una decina di giorni fa, lo storico incontro tra Tetsuo Hara e Kentaro Miura è stato finalmente pubblicato sulle pagine dell’ultimo numero del mensile giapponese Comic Zenon. Per l’occasione il team del Silent Manga Audition – che ringrazio per aver accettato la mia proposta – pur non traducendo la doppia intervista nella sua interezza, ha preparato però un esaustivo report della lunga chiacchierata, riassumendone i concetti chiave in modo da rendere partecipe anche chi non parla la lingua dei nobili samurai.
Quindi, come si chiede lo stesso Taiyo Nakashima, autore dell’articolo originale in inglese (che potete trovare cliccando qui), che tipo di discussione può essere venuta fuori mettendo due leggende viventi l’una di fronte all’altra? Continuate a leggere se volete scoprirlo!

NOTA: quella che segue non è una traduzione letterale dell’articolo, ho preferito esporre gli argomenti in essa riportati in maniera più scorrevole per la nostra lingua e aggiungere un paio di appunti (che a fare le cose con google translate son bravi tutti)

Nella primissima parte dell’intervista si è parlato delle opere che hanno influenzato i due celebri mangaka. Miura ha indicato Ken il guerriero, perché quando negli anni ’80 lo lesse per la prima volta rimase profondamente colpito dal fatto che qualcuno riuscisse a mantenere un così elevato livello di dettaglio pur rispettando le scadenze imposte dai ritmi di pubblicazione settimanali. Questa stessa doppia intervista è nata dal suo desiderio di incontrarne l’autore, Tetsuo Hara appunto, in quanto lo ritiene l’artista che più di tutti l’ha influenzato. Dal canto suo, il maestro Hara ha sorpreso tutti con una risposta del tutto inattesa. Egli ha indicato infatti Tensai Bakabon (天才バカボン – La geniale Bakabon), un gag manga demenziale che impazzava in Giappone negli anni ’70, come l’opera che per prima lo ha influenzato. Bakabon era infatti una serie dalla comicità molto elementare in cui però, ogni tanto, c’erano momenti disegnati in stile Gekiga che, per contrasto, rendevano le gag ancor più esilaranti.

bakabon

Creato da Fujio Akatsuka, Tensai Bakabon è stato pubblicato in Giappone dal 1967 al 1976

Gekiga (劇画) è un termine giapponese che significa “immagini drammatiche”. Il termine fu coniato da Yoshihiro Tatsumi e in seguito adottato da altri mangaka giapponesi, che non apprezzavano che il termine manga (“immagini disimpegnate”) fosse impiegato in riferimento alle loro opere. – da Wikipedia

Si è passati quindi a parlare di questo particolare stile e di come Hara ne fu attratto sin da ragazzino. Di come, alla continua ricerca del realismo, si è procurato fumetti americani (in special modo quelli disegnati da Neal Adams) e libri di anatomia con l’intenzione di diventare un pittore. E di come, influenzato da questo stile di cui si era innamorato, fosse per lui una sfida riuscire a trovare il giusto equilibrio tra umorismo e rappresentazione drammatica ai tempi in cui disegnava Ken il guerriero. Hara divenne infatti noto per questo suo gusto particolare e ha ricordato che una volta è giunto fino al punto di dichiarare che “Preserverà il Gekiga in eterno!”, mettendo in risalto la sua forte dedicazione a tale stile. Fatto interessante, nel periodo in cui aveva iniziato a disegnare fumetti, il “boom” dei Gekiga era al tramonto in Giappone e stava cedendo il passo alle commedie romantiche, caratterizzate da personaggi dai lineamenti molto più dolci e che guadagnavano sempre più popolarità presso il pubblico. Questo all’allora giovane Hara non andava proprio giù e fu anche per tale motivo che diede alla luce Ken il guerriero, riuscendo non solo a creare un capolavoro ma anche riportando in auge un genere che all’epoca stava scomparendo.

Comunque, da allora molte cose sono cambiate. Hara ha infatti confessato che attualmente mira di più al pubblico femminile (che in Giappone registra un aumento maggiore di quello di sesso maschile) e, benché possa sembrare strano che un mostro sacro dei manga si ponga ancora oggi il problema di come intrattenere un pubblico sempre più ampio, questo è da imputare alla passione che ancora arde nel maestro nonostante tanti anni di carriera alle spalle. Anni in cui anche i suoi gusti sono cambiati e, se quando era un ventenne amava disegnare personaggi virili e muscolosi, oggi ha imparato ad apprezzare figure più slanciate tipiche degli shonen che, secondo lui, mettono in risalto “il potenziale per il futuro”. In tal senso, il maestro Miura ha elogiato Ikusa No Ko, l’opera più recente di Hara, affermando che le lettrici troveranno quel certo “glamour” tra i personaggi maschili.


Ikusa No Ko – Oda Saburo Nobunaga Den

Edito in Italia da Goen con il titolo La leggenda di Oda Saburo Nobunaga, è l’ultima opera del maestro Tetsuo Hara e narra della giovinezza del più famoso condottiero del Giappone feudale. Cliccando qui troverete la recensione del primo volume ed un’intervista al riguardo.


Si è passati allora ai “dietro le quinte” di Ken il guerriero. Il maestro Miura ha parlato del fascino di quest’opera ed ha affermato che l’idea di premere i punti segreti per far esplodere gli avversari è semplicemente incredibile, e tutta la storia si è infatti evoluta intorno a questo unico espediente. Dal canto suo, il maestro Hara ha ricordato ancora una volta che l’idea venne da Nobuhiko Horie, all’epoca suo editor e oggi CEO della Coamix. Hara infatti amava Bruce Lee e Mad Max, così Horie cercò un modo per far combaciare le due cose. Il maestro Hara ha poi paragonato la creazione di un manga al tessere una veste, affermando che il lavoro di un mangaka è quello di diventare uno specialista nel tessere dei “fili orizzontali” (i personaggi e i loro attributi)”, ma può trovare difficoltà nel tessere “fili verticali” (gli eventi che mandano avanti la trama). All’epoca fu Horie a tessere molti di quei fili verticali.

Sempre restando su Ken, si è parlato del fatto che, pur essendo uno shonen, cioé indirizzato principalmente ad un pubblico di ragazzini, il manga è ben noto per le sue scene brutali. Hara ha quindi ribadito che la violenza non è mai stata il tema portante della serie, ma alcuni momenti erano inevitabili e necessari per mostrare quanto fosse straordinaria la tecnica di combattimento del protagonista. Il maestro però non voleva che i lettori percepissero il dolore e l’agonia che la morte inevitabilmente comporta e, per raggiungere questo scopo, indirizzando l’attenzione dei lettori su Kenshiro, il reale protagonista, piuttosto che sul sangue, si è inventato delle urla di dolore ridicole che smorzavano la crudezza della scena e, anzi, inducevano il lettore a ridere della giusta punizione inflitta al criminale di turno. Tutta questa attenzione non gli ha comunque impedito di ricevere parecchie critiche da chi osservava la sua opera in maniera superficiale e, per potersi concentrare al 100% sul lavoro, all’epoca dovette fare affidamento su Horie, che lo tenne al riparo da ogni polemica proveniente dall’esterno. E anche se qualche altro problema c’è stato, Hara ha affermato che la produzione di Ken è riuscita ad andare avanti a lungo senza intoppi sia grazie ad Horie, sia grazie a Buronson, abilissimo nel creare storie commoventi.

Dopo questa parentesi dedicata alle curiosità (che in realtà la maggioranza dei fan già conosceva, ma va bene lo stesso) legate alla lavorazione di Ken il guerriero, il maestro Miura è passato con tono entusiasta a parlare del modo in cui è stato disegnato. Stando alle sue parole era come se i pugni di Kenshiro e Raoh volassero fuori dalla pagina. Quando realizzò Berserk, Miura voleva ricreare quello stesso effetto, ma i risultati non lo soddisfacevano. Sentiva che la spada di Guts non aveva lo stesso “peso” di un pugno. Entrambi i maestri hanno quindi convenuto che “La Divina Scuola di Hokuto rappresenta come un’estensione del senso fisico del lettore, restituendogli un vero stimolo”. Miura ha quindi aggiunto che “L’Ammazzadraghi”, la grande spada di Guts, è stata creata anch’essa tenendo a mente quest’idea di “estensione della realtà”, in modo che i lettori la ritenessero credibile.

A seguire si è parlato dei personaggi storici di cui il maestro Hara si è trovato a raccontare le gesta. Partendo dall’ultimo, il giovane Oda Nobunaga di Ikusa No Ko e passando per Maeda Keiji, Shima Sakon e Tokugawa Ieyasu, la discussione è andata a finire sul metodo con cui il maestro ne ha ricostruito la personalità, le abitudini, il modo di vivere e di esprimere le emozioni, tutti elementi che ha dovuto immaginare durante la progettazione. L’ultimo ingrediente, fondamentale per dar vita agli affascinanti personaggi caratteristici delle sue opere, sono infine i dettagli storici. Nel caso di Nobunaga, comunque, trovandosi a parlare di un periodo in larga parte sconosciuto della sua vita, il maestro Hara gode di maggior libertà in termini creativi. Un discorso a parte è stato fatto circa il “Bigaku” (letteralmente “coscienza estetica”), ovvero quei tratti della personalità unici che definiscono il modo di vivere del personaggio. Hara ha detto che non li stabilisce nel momento in cui crea i protagonisti delle sue storie, ma li sviluppa man mano che questi vivono le intense storie scritte da Horie o Buronson.

Altro argomento dell’intervista è stato l’anime storico di Ken il guerriero. In sostanza, nonostante sia noto a livello mondiale, Hara non ne è mai stato pienamente soddisfatto. Il maestro infatti lamenta la semplificazione del tratto che necessariamente si è dovuta operare ma che, a suo avviso, tradisce il lavoro che egli ha fatto con il manga. Miura, giusto per mettere un po’ di benzina sul fuoco, gli ha fatto eco affermando che solo ad un artista di talento può accadere una simile tragedia. Tuttavia, giusto per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, entrambi hanno concordato sul fatto che un adattamento animato – per quanto oggigiorno non sia più redditizio come un tempo – rimane uno dei metodi più efficaci per spingere il pubblico ad interessarsi al manga d’origine. Stesso discorso è stato fatto per i manga spin-off. Hara ha dichiarato di partecipare attivamente alla loro creazione, in special modo le serie Naoe Kanetsugu e Kaze No Gunshi (rispettivamente derivanti da Hana No Keiji ed Ikusa No Ko), per le quali il maestro crea i personaggi importanti non solo dal punto di vista estetico, ma anche della personalità. In più, egli supervisiona il lavoro degli autori più giovani, controllando gli storyboard ed apportando miglioramenti ove necessario. Chiaramente tutto ciò comporta un bel carico di lavoro per il maestro Hara, ma egli sembra ripagato dal fatto non solo di riempire dei vuoti che da solo non riuscirebbe a colmare, ma anche di lavorare fianco a fianco con le nuove leve, che a suo avviso hanno molte idee nuove ed entusiasmanti. Non è sempre stato così, in realtà, perché in passato ha anche avuto dei diverbi con alcuni che non si attenevano alle sue direttive, ma oggi si sente soddisfatto del risultato e, anche se questi manga sono disegnati da altri, ritiene che i suoi input siano sempre ben visibili. Con un sorriso sornione ha aggiunto: “Ora che sono un po’ più anzianotto le persone tendono a darmi ascolto. Grazie al cielo ho superato i cinquant’anni!”

Argomento conclusivo della lunga chiacchierata è stato il metodo di lavoro del maestro Hara. Egli si è dichiarato infatti molto severo riguardo la realizzazione di un manga, definendolo come una forma di “disciplina”. Per quella che è la sua esperienza, infatti, quando si è disegnato per un tempo sufficiente si entra in una fase di concentrazione talmente alta che ogni altra cosa – compreso se stessi – scompare e conta soltanto il manga. Si viene presi da un sentimento di euforia che, secondo lui, rappresenta la vera gioia di un mangaka, ma che, quando finisce, ti lascia in uno stato di prostrazione tale che spesso ha temuto perfino di essere in punto di morte. Eppure, nonostante tutto, il maestro Hara non smette di entrare in questo particolare stato (che egli ha chiamato “la zona”) ogni volta che realizza un nuovo capitolo di un suo manga, anzi, ne ha fatto una vera e propria filosofia di vita. Perché se da un lato ha sempre ritenuto che un mangaka ha una sorta di responsabilità verso le nuove generazioni, che potrebbero allontanarsi da questa strada se vedessero i loro idoli “consumarsi” e morire giovani, dall’altro si è convinto col tempo che dare la propria vita per questo lavoro può essere una virtù. A tal proposito il maestro Miura ha aggiunto che, nonostante tema che invecchiando il suo piacere nel disegnare possa trasformarsi in pena, ha intenzione di farlo anche fino a novant’anni.

L’ultima domanda che Miura ha rivolto ad Hara, sempre restando legati al tema del lavoro come mangaka, riguardava la possibilità – visti i numerosi anni di carriera che entrambi hanno alle spalle – di arrivare ad un certo punto a perdere l’ispirazione, a non avere più stimoli. Hara ha risposto che la mancanza di idee è la norma e sarebbe dura se dovesse fare tutto da solo ma, fortunatamente, ha al suo fianco Nobuhiko Horie e tutto il resto dello staff della Coamix a sostenerlo. A questo ha aggiunto che, a volte, lo stimolo viene alimentato dal fatto che i giovani lo fanno “arrabbiare” (nel report originale non viene spiegato cosa voglia dire, ma con ogni probabilità e scherzosamente, Hara si riferiva al fatto che, ogni tanto, trova lo stimolo nel dover mostrare alle nuove leve, ancora inesperte, come si lavora). Infine, ha concluso dicendo che lavorare ed avere a che fare con così tante persone è qualcosa che aumenta il karma. Quel, karma, secondo lui, prima o poi torna indietro e aiuta sia te che le persone che ti stanno attorno.

Nel chiudere l’intervista, il maestro ha rivolto un particolare messaggio a Kentaro Miura, dicendogli che superata una certa età si diventa sicuramente più saggi e più esperti, ma il fisico diventa più fragile. Quindi il consiglio è di non pensare di poter gestire ogni cosa da solo ma delegare invece ai giovani e riservarsi il ruolo di guidarli. A suan volta il maestro Miura, che con i suoi 27 anni passati a lavorare su Berserk è ormai anch’egli un veterano di questo mestiere, ha accolto il messaggio con rinnovato entusiasmo.

Hokuto No Ken x Hanshin Tigers – “Sei già eliminato”


Venerdì 26 agosto 2016, presso lo Stadio Hanshin Koshien di Nishinomiya (Prefettura di Hyogo), in Giappone, si terrà la “Serata Hokuto No Ken”, un evento speciale organizzato in collaborazione con gli  Hanshin Tigers, squadra di baseball professionale, in occasione della loro partita contro i Tokyo Yakult Swallows. Nel corso dell’evento sarà in vendita molto merchandise dedicato e sarà presente, come ospite d’onore, Shigeru Chiba, che introdurrà a modo suo l’incontro tra le due squadre.

Fonte: Crunchyroll

(Ringrazio Daniel Zelter per la segnalazione)