Ken il guerriero: i 10 personaggi più amati dai fan italiani


In collaborazione con la pagina Facebook Divina Scuola di Hokuto che, raggiunta ormai quota 30.000 fan, rappresenta senza dubbio il vero punto di riferimento per gli appassionati italiani di Ken il guerriero che ogni giorno affollano il famoso social network di Mr. Zuckerberg, abbiamo pensato di lanciare un sondaggio che permettesse di stabilire quali sono i personaggi della serie più amati dal pubblico nostrano. Eccone i risultati…

10° POSTO – FUDO e KAIOH

fudo e kaioh

Anche in un semplice sondaggio, salta subito fuori il dualismo tipico dell’opera e, in decima posizione, a parimerito, troviamo due personaggi completamente opposti: Fudo, l’orco che ha ritrovato la propria umanità grazie all’innocenza dei bambini, e Kaioh, colui che ha gettato via ogni sentimento per trasformarsi nel demone supremo.

9° POSTO – AIN

Ain

Nona posizione invece per Ain, il coraggioso cacciatore di taglie che ha sacrificato la sua vita per dare un futuro migliore a sua figlia Aska. Inutile dire che la morte di questo personaggio è rimasta scolpita nel cuore del pubblico.

8° POSTO – FALCO

Falco

All’ottavo posto si piazza il Generale della Luce D’Oro, personaggio nobile ma combattuto, costretto suo malgrado ad assecondare lo spregevole Viceré Jako ma con l’incrollabile speranza di ritrovare l’Imperatore e mettere fine a quella follia di cui si sente l’unico responsabile.

7° POSTO – SHU

Shu

Il Generale cieco si guadagna la settima posizione. Memorabile la sua storia così come la sua tecnica di combattimento, la Scuola del Bianco Airone di Nanto, ed il suo forte senso del dovere. Un uomo davanti al quale anche Raoh non ha potuto fare a meno di nutrire grande rispetto.

6° POSTO – SOUTHER

Souther

Un gradino sopra Shu troviamo il suo acerrimo nemico, nonché carnefice, il Sacro Imperatore Souther, baciato dalla Stella della Sovranità. Un guerriero formidabile dotato oltretutto di un corpo speciale, i cui punti segreti di pressione sono speculari rispetto alla norma, ma anche un uomo che ha talmente sofferto per via dell’amore da averlo rigettato completamente solo per ritrovarlo in punto di morte. Un fato allo stesso tempo tragico e maestoso.

5° POSTO – JUZA DELLE NUVOLE

Juza

Entriamo nella zona calda della classifica con Juza, il guerriero libero come le nuvole, che si piazza in quinta posizione. Amatissimo dal pubblico nonostante la sua fugace apparizione, ha il merito di essere stato uno dei pochi guerrieri a riuscire a tener testa al potente Raoh. Toccante il suo amore impossibile per Julia.

4° POSTO – KENSHIRO

Kenshiro

Protagonista della storia, il quarto dei fratelli di Hokuto si guadagna giustamente il quarto posto; l’eroe che, con il suo micidiale pugno, può rispedire negli inferi quegli scatenati demoni che vogliono divorare ciò che resta della carcassa del mondo.

3° POSTO – RAOH

Raoh

Meglio conosciuto come “Raul, il Re di Hokuto” per via dell’adattamento italiano dell’anime storico, è un personaggio che, fin dalla sua prima apparizione, ha sempre esercitato un vigoroso fascino sul pubblico e che piace soprattutto per la sua proverbiale fierezza.

2° POSTO – TOKI

Toki

Un’appropriata medaglia d’argento spetta a Toki, uno dei personaggi più carismatici dell’intera saga e, anche se gravemente malato, uno dei più formidabili esponenti della Divina Scuola di Hokuto, capace di mettere in difficoltà anche l’invincibile fratello maggiore Raoh.

1° POSTO – REI

Rei

Leader incontrastato della classifica è il maestro della Scuola dell’Uccello d’Acqua di Nanto, ricordato dal pubblico per il suo carattere indomito e passionale, oltre che per il grande spirito di sacrificio.


Il resto della classifica

Di seguito, l’elenco degli altri personaggi nominati ma che non hanno raggiunto la Top 10.

11° POSTO
SHIN

shin

12° POSTO
RYUGA
ryuga

13° POSTO
SHACHI (Ork il Rosso)

shachi

14° POSTO
HYOH
hyoh

15° POSTO
YUDA, AMIBA e RE NERO
yuda amiba re nero

16° POSTO
BART e JAGI
bart jagi

17° POSTO
GAREKKI, LIN. MAMIYA e SHOKI
garekki lin mamiya shoki

18° POSTO
SHUREN, AKASHACHI (Pirata Rosso), HYUI, JULIA, SAYAKA
shuren akashachi hyui julia sayaka
DEVIL REBIRTH, SHURA SENZA NOME, JOKER, JACKAL e RYU
devil shura joker jackal ryu


E voi che ne pensate? Siete d’accordo con questa classifica? Scrivetelo nei commenti!

Manga Tribute – USHIO e TORA


USHIO E TORA COVER

Ci sono storie dalla gloria imperitura e ce ne sono altre destinate all’oblio una volta concluse. Poi ci sono quelle storie che ti restano nel cuore e vi rimangono nascoste anche per decenni proprio lì, vicino ai ricordi spensierati degli anni delle superiori, delle stupidaggini fatte in nome di cotte più o meno importanti e dei vecchi amici, quelli con cui sei cresciuto. E mettersi a rileggere Ushio e Tora, a così tanti anni di distanza, è stato proprio come ritrovare dei vecchi amici. Di quelli che non vedi da una vita ma di cui conservi solo ricordi belli.
Rileggere il manga e parlarne era una cosa che volevo fare da tanto ed ora, complice la serie animata che partirà il prossimo 3 luglio in Giappone, mi sono finalmente preso tutto il tempo necessario a ripercorrere le varie tappe di quest’avvincente racconto.

Tutto inizia quando Ushio Aotsuki, figlio appena tredicenne di un monaco responsabile del tempio buddhista di Fugen-In, a Tokyo, decide di curiosare in uno scantinato dello stesso, trovandovi all’interno la “Lancia della Bestia”, prodigiosa arma creata per abbattere gli esseri sovrannaturali. Conficcata in una parete, la lancia tiene inchiodato, da ben 500 anni, un feroce mostro che Ushio sarà costretto a liberare e a cui metterà nome “Tora”. Di qui, mescolando sapientemente azione, atmosfere horror, comicità e sentimenti, Kazuhiro Fujita, l’autore del manga, ci trascinerà in un lunghissimo viaggio in cui faremo la conoscenza di tantissimi personaggi, ognuno con la propria storia da raccontare e tutti tremendamente “vivi” e capaci di rubare spesso la scena ai protagonisti principali.
Sì, perché Ushio e Tora non è solo l’avventura di un’improbabile coppia di eroi, ma anche un’opera corale come poche, un grandioso mosaico composto da tanti piccoli tasselli fatti di storie emozionanti e personaggi memorabili. Eccone soltanto alcuni (cliccate sulle immagini per leggere le brevi descrizioni).

Non entro volutamente nel merito della trama perché non voglio togliere il piacere della scoperta a chi deciderà di recuperarlo, invogliato magari proprio da questo breve tributo, ma di certo posso dire che, come tutti i grandi capolavori, Ushio e Tora è invecchiato bene, anzi, si può dire che non è invecchiato affatto. Rileggerlo dopo così tanto tempo suscita ancora le stesse emozioni della prima volta e non si può fare a meno di restare incollati alle pagine e divorarlo volume dopo volume. Sicuramente alcuni “ammiccamenti” elargiti dall’autore, grazie alla folta presenza di figure femminili, fanno tenerezza se paragonati allo sfacciato fanservice dei manga odierni ma, a mio modesto parere, questa è più una nota di merito che un punto a sfavore. La cosa più importante, comunque, è che nonostante sia una serie anche piuttosto lunga, non ha mai un momento di stanca. Non esistono parti “deboli” o che appesantiscono l’esperienza della lettura, tutto segue un ritmo ben preciso fino alla fine, quando il viaggio giunge al termine e se ne vorrebbe ancora.

fujita nowKazuhiro Fujita

Nato il 24 maggio 1964 ad Asahikawa, in Giappone, debutta nel 1988 con Renraku-sen Kitan, racconto che vede come protagonista Sho Kutsuna, un ragazzo impegnato a combattere contro i mostri, e che gli permette di vincere il 22° concorso per esordienti indetto da Shogakukan. L’anno seguente, nel 1989, sulla falsariga del precedente lavoro, vince di nuovo con il primo episodio di Ushio e Tora, opera che segnerà per sempre la sua carriera. Autoironico e dotato di grande talento, è conosciuto in Italia anche per Karakuri Circus (Goen) e Moonlight Act (J-Pop).

In Giappone, il manga è stato originariamente serializzato tra il 1990 ed il 1996 sulla rivista Shonen Sunday di Shogakukan, ottenendo un grande successo, per poi essere raccolto in ben 34 tankobon. In Italia è stata la gloriosa Granata Press a portare Ushio e Tora nelle edicole per la prima volta, anche se la prematura dipartita della casa editrice ci ha poi costretti ad attendere che fosse la Star Comics a raccoglierne l’eredità e a completare l’opera. Da allora, nonostante le numerose richieste degli appassionati, il ragazzo e la bestia non hanno più fatto capolino nelle edicole e nelle fumetterie nostrane, divenendo di fatto una di quelle leggende che noi “veterani”, che eravamo al fronte negli anni della prima invasione dei manga, amiamo tirar fuori con gli occhi quasi lucidi quando ci riuniamo tra simili nei nostri racconti attorno al fuoco. Probabilmente la causa è da ricercarsi anche nel fatto che Ushio e Tora non ha mai avuto una trasposizione animata degna di questo nome. All’epoca, infatti, in Giappone vennero prodotti soltanto alcuni OAV che ripercorrevano i primi episodi del manga, fermandosi quindi ben prima che la storia entrasse davvero nel vivo. Come dicevo in apertura, però, la situazione finalmente pare essere cambiata e, dopo tanti anni di attesa, è giunto il momento di un vero adattamento animato per i nostri eroi.

Stando a quanto dichiara lo stesso Fujita, coinvolto nel progetto, nei 39 episodi che la compongono, la serie si concentrerà principalmente sugli eventi legati alla Maschera Bianca, fino all’epico scontro finale,  rispettando il ritmo e l’atmosfera del manga originale ma evitando “distrazioni” rispetto a questa storyline. Detto in soldoni, l’anime sarà un “riassunto” del manga. Un riassunto che lascerà fuori molti (forse anche troppi) di quei personaggi e di quelle storie che hanno contribuito a rendere mitica quest’opera. Resta la speranza che ciò eventualmente mancherà nella versione televisiva venga in qualche modo recuperato con degli special o degli OAV (è troppo sperare anche in qualcosa di cinematografico?) ma, per il momento, posso dire solo che le aspettative sono tante e che sia il trailer che il character design sembrano promettere bene, quindi teniamo le dita incrociate e speriamo che tutto vada per il meglio.

anime

In conclusione che altro posso aggiungere? Beh, sicuramente che Ushio e Tora è uno di quei fumetti imprescindibili per chiunque, non solo per gli appassionati del made in Japan. Non dovrebbe quindi mancare tra le vostre letture e meriterebbe finalmente una riedizione da parte di Star Comics che, per una politica interna della Shogakukan, ne detiene i diritti in Italia vita natural durante.

Hokuto No Ken “Gusto Fragola” – Anime televisivo in autunno


hokuto no ken ichigo aji

Dopo DD Hokuto No Ken, un’altra parodia sul mondo di Hokuto sta per ottenere un anime televisivo. Si tratta di Hokuto No Ken Ichigo Aji (北斗の拳 イチゴ味 – Hokuto No Ken Gusto Fragola), manga disegnato da Yukito Imoto e sceneggiato da Takeshi Kawada (entrambi già al lavoro su Heart of Meet) che ha per protagonista Souther, il Sacro Imperatore, impegnato in una serie di gag con tutto il resto del cast dell’opera originale.

Non c’è in realtà molto altro da aggiungere, se non che, a dispetto delle apparenze, sembra aver riscosso un discreto successo in patria, tanto da generare merchandise e varie iniziative correlate, come ad esempio gli sticker per il servizio di messaggistica istantanea LINE, le t-shirt e… un menù dedicato presso il Cafe Zenon…

Di quello che può accadere in un tipico episodio del manga potete avere un assaggio dando uno sguardo a questo video  :D

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Ringrazio Daniel Zelter per la segnalazione

Ken il guerriero – Torna in edicola la “Pezzent Edition” di Planet Manga


ken il guerriero pezzent edition

A partire dall’11 giugno 2015, con cadenza quindicinale, Planet Manga riporta in edicola il manga originale di Hokuto No Ken nella stessa “imperdibile” edizione che ha già funestato la nostra penisola nel 2013.

La notizia è stata rivelata dallo stesso editore sulla propria pagina Facebook, attirando immediatamente l’attenzione di molti.  Chi segue questo sito già da tempo sicuramente ha avuto modo di leggere la mia analisi, volume per volume, proprio di tale edizione al risparmio (per Planet, non per noi…) ma, a beneficio di tutti, cercherò di elencare almeno alcuni di quelli che ritengo i punti salienti di tale scempio.

Dal volume 2:

Nell’edizione originale giapponese, il titolo dell’episodio occupava tutta la parte bassa della tavola, coprendo per metà il volto di Shin ed il torace di Kenshiro. Mentre nei precedenti adattamenti, gli editori italiani se la sono “sfangata” mettendo una didascalia rettangolare bianca con all’interno il titolo, la Planet ha voluto osare…

Il risultato lo vedete da voi: Non solo Shin si ritrova senza bocca e con un bieco e maldestro tentativo di ricostruirgli il naso, ma anche sul torace di Kenshiro appaiono segni aggiuntivi che non si capisce bene cosa dovrebbero rappresentare.

Dal volume 5:

ORRORE

Dal volume 7:

re guerriero

Da notare che se lo chiedono tutti: “Cu cazzu è il Re Guerriero?”

Non ci siamo proprio. Sicuramente è un passo avanti rispetto a Re di Hokuto, per carità, ma non becca il senso dell’appellativo originale nemmeno di striscio. Quando Raoh si autoproclama “Ken Oh”, lancia un messaggio chiarissimo che suona più o meno così: “Sono il massimo esponente di ogni fottutissima arte di combattimento esistente”. Tale implicito messaggio è rivolto in particolare proprio a colui che è stato scelto al suo posto per divenire successore dell’Hokuto Shinken, suo fratello minore Kenshiro. E’ un’ulteriore sfida al Cielo e alla volontà delle divinità che hanno decretato il fato dei pretendenti alla successione di Hokuto. In quel semplice termine (e, quindi, nella sua eventuale adeguata traduzione) c’è l’anima stessa del personaggio. Raoh NON è un semplice “Re Guerriero”, uno che parte alla conquista e va a combattere senza sapere se vincerà o meno. Raoh si presenta già quale supremo Signore della Battaglia. Non viene lì a combattere, viene a vincere. Non c’è scampo. Di conseguenza, il termine non rende assolutamente. Punto.

Dal volume 12 (ma valido per TUTTI i volumi):

Questo è il caso più evidente, ma in realtà TUTTE le tavole sono impaginate male, con il risultato che restano tagliate sui lati. Ecco un esempio:

Personalmente trovo questa cosa molto grave.

Dal volume 13:

Rotto ogni indugio, Planet Manga inaugura un nuovo filone di adattamento che potremmo definire parodistico e surreale. Memori, forse, del famigerato doppiaggio italiano storico dell’anime, decidono di regalarci perle da ricordare e tramandare ai posteri:

sottrazione violenta

“Questa è una famosissima tecnica conosciuta solo dai più potenti professori di matematica.
Essa fa parte della Scuola Elementare del Monte Tai, la quale comprende anche l’Addizione Volante, la Moltiplicazione del Dolore e la Divisione dei Beni. Alcuni dicono che esistano tecniche ancor più potenti una volta entrati alla Scuola Media del Monte Tai, ma pochissimi sono coloro che ne fanno parte e ancor meno chi è disposto a parlarne…”
(Narratore del doppiaggio storico)

 Dal volume 14:

Come detto in apertura, per quanto concerne la traduzione, questa settimana si è proprio toccato il fondo. Non mi soffermo su tante piccole cose, ma su un’unica, macroscopica boiata riguardante un passaggio chiave fondamentale: il Musō Tensei.

Questa è, infatti, la nostra particolareggiata descrizione di tale “acquisizione di coscienza” da parte di Ken.

Musō Tensei (Rinascita dal Nulla – 無 想転生): In realtà non si tratta di una semplice tecnica di arti marziali, ma del raggiungimento del massimo stato di Illuminazione attraverso il continuo ciclo di morti e rinascite del salvatore prescelto dal Cielo di cui Kenshiro è l’ultima incarnazione. Egli, grazie alle sofferenze e al dolore di cui si è fatto carico, riesce infine ad interrompere il ciclo e raggiungere il nulla, ovvero la forza più potente dell’universo. La tecnica è ispirata al concetto di metempsicosi, ovvero il “samsara”, il ciclo buddista di morte e rinascita, la reincarnazione. Ultimato questo ciclo si raggiunge l’ultimo stadio, il “nirvana”, l’illuminazione. Nel caso di Ken, come per Buddha, la tristezza e la sofferenza provate hanno fatto sì che egli raggiungesse e superasse quel confine fra mondo materiale e mondo spirituale, laddove non vi è alcun legame con le cose terrene. Kenshiro ha compreso meglio di chiunque altro la sofferenza e la tristezza, proprio perché ha superato il limite che definisce questi due sentimenti. E come il Buddha ha acquisito piena consapevolezza delle cose umane, trascendendo in una dimensione nuova e più alta. Questo gli ha permesso di trasmigrare, ovvero di assumere differenti forme, di rinascere sotto altra forma, mantenendo quello stato di calma, quasi di quiescenza, proprio dell’illuminazione. Ha svuotato la propria mente, l’ha liberata da tutto, sconfinando in quell’enorme sfera comunemente definita “nulla”, riempendola in realtà del suo io, ovvero della consapevolezza di sé e di tutti i sentimenti umani e delle cose terrene.

Una descrizione in cui c’é tutto quello il significato non solo di quel passaggio, ma di tutta l’opera. Se, infatti, Kenshiro è una figura che ricorda il Buddha, il resto del racconto mostra tutta una serie di parallelismi con il buddismo di cui la Rinascita dal Nulla è forse la summa imprescindibile. Quando Ken raggiunge tale stato di coscienza (notare il termine… Ken è ben conscio di quello che accade, tutto questo non avviene nel suo inconscio) diviene un Ahrat, un Illuminato… un Buddha. Lui e l’Hokuto Shinken sono oramai un’unica entità. Non esiste più una forza così potente da turbarlo ed impedirgli di vincere. Potrei andare avanti per ore a descrivere e spiegare questo particolare passaggio dell’opera, in realtà condensato dagli autori in poche pagine di grande impatto e alcune frasi molto significative,  ma alla Planet hanno deciso che, giunti a metà della saga, era ora di assestare un colpo da maestro…
Perché perder tempo dietro a profondi concetti filosofici? Ebbene, secondo la nuova traduzione operata da Planet, il Musou Tensei si scrive “Reincarnazione nell’Inconscio” (termine utilizzato anche nell’adattamento italiano di Souten No Ken) e si legge BUCIO DI CULO!
Come infatti spiega Ryuken: “… consiste nel salvarsi la vita in maniera istintiva e inconsapevole“.

MA DOVEEEEEEEE!?

Ciliegina sulla torta, in fondo al volume, sezione “Le Tecniche di Hokuto”, leggiamo la descrizione fatta dagli stessi responsabili della testata: “La più potente fra le tecniche supreme della Divina Scuola di Hokuto. Istintivamente vengono effettuati i movimenti (spostarsi, parare un colpo o altro) necessari per salvarsi la vita.”

Dal volume 15:

Iniziamo dicendo che era davvero difficile far peggio della scorsa settimana, con il Musou Tensei ridotto a “Paraculata nell’Inconscio”. Eppure, per non farci mancare nulla, anche questa settimana alla Planet si sono impegnati per farci ridere (o piangere, fate voi…).

Si inizia subito con un Raoh tutto eccitato che, appena caduto da tipo settordici piani, si trova davanti a Julia e…

Ora, in queste due tavole c’è un po’ di tutto: Per prima cosa l’esclamazione di Raoh, alla quale mi stavo rovesciando dal ridere.

“LO DICEVO IO…”

E sì! Lo diceva lui! E voi malfidenti non gli avete mai voluto dar retta :D Pare di sentire mia madre che spettegola con la portinaia a proposito di quella donnaccia del secondo piano…
Molto migliori, almeno in questo caso, le edizioni Star Comics (“E’ proprio vero! Il Cielo desidera me!”) e d/visual (“Il Cielo mi brama”). La seconda cosa che salta all’occhio è quel fastidiosissimo difetto di impaginazione già segnalato e che perdura, lasciando spazi bianchi nel mezzo. Infine, nel titolo dell’episodio un’altra chicca: da Re Guerriero, Raoh si trasforma in Re Diavolo (Milan! Milan! Soooloooo con teeeee….). Qui c’è da specificare una cosa importante: come da me stesso affermato nella redazione della scheda di Raoh, il personaggio è effettivamente ricalcato sulla figura di Oda Nobunaga, figura storica di grandissima importanza in Giappone. Ebbene, il termine qui utilizzato “Re Demoniaco” (魔王) è il medesimo che fu affibbiato a questo grande ma controverso condottiero. Quindi, diciamo che pur non volendo star lì a spenderci una nota aggiuntiva, era forse preferibile tradurlo Re Demoniaco piuttosto che Re Diavolo, proprio per richiamare l’affinità tra le due figure (che poi, diciamocelo, Re Diavolo suona davvero male…).

Un’altra cosa che ritengo grave è la sequenza di dialoghi che si trovano verso la fine del volume: in essi, dopo che è stato chiaramente detto che l’acquisizione del Musou Tensei da parte di entrambi i guerrieri ha di fatto azzerato l’efficacia di tale tecnica, riportando tutti e due a combattere come dei bambini, a puri e semplici cazzottoni alla ‘ndò cojo cojo, si inizia a “sparlare” di nuovo di colpire con la “reincarnazione nell’inconscio”.

confronto

Ma siamo matti!? Adesso i dialoghi li inventiamo pure?

Guardando le vignette in lingua originale, infatti, non appare mai il nome del Musou Tensei (無 想転生), bensì la dicitura Musou No Ken (無 想の拳) ovvero, volendolo tradurre in maniera stringata, “Colpo dal / del Nulla o Senza Pensiero / Turbamento”.
Per capirci meglio, non si sta parlando di niente di nuovo, anzi, un colpo basato sullo stesso identico concetto lo avevamo visto nel volume 12, durante il combattimento tra Toki e Raoh:

Musō Insatsu (無想陰殺 – Uccisione Istintiva Senza Pensiero): Tecnica che permette di sferrare un attacco istintivo contro l’avversario concentrandosi solo sul suo spirito combattivo, allontanando dalla propria mente ogni emozione e distrazione, riuscendo ad intercettare il momento esatto in cui la difesa del nemico viene meno, ovvero quell’istante in cui egli stesso lancia il suo attacco. Nota del traduttore: “Musoo” è abbreviazione di “Munen Musoo” che è lo stato tipico della meditazione buddista Zen con il quale si libera la mente da qualsiasi pensiero e da qualsiasi idea; in altre parole, uno stato di vuoto interiore, di imperturbabilità. “Insatsu” è una combinazione, difficilmente traducibile, che sta più meno a significare la capacità di sopprimere ogni influenza negativa, grazie alla percezione istantanea derivante dallo stato mentale di vuoto che permette di annullare, come nel caso di Raou, una minaccia rivolta verso di sè.

Benché possa sembrare un discorso complicato, in realtà è tutto molto semplice: un attacco “libero da ogn turbamento” era ed è possibile portarlo indipendentemente dal raggiungimento del Musou Tensei, che è ben altra cosa.
Sostanzialmente, ciò che Kenshiro deve fare è sgombrare la mente da ogni sentimento fraterno nei confronti di Raoh per affrontarlo al meglio delle sue forze e potergli dare il colpo decisivo. Per fare ciò, dovrà concentrarsi solo ed esclusivamente sullo spirito combattivo di Raoh, cercandone il minimo turbamento (o punto debole) e affondando il suo colpo al momento giusto. Ecco qual è il significato di quel passaggio.

Dal volume 17:

Immagine1

Chi!? Forse non ho letto bene…

COOOOOSAAAAAAAAA!?

Un attimo, fatemi riprendere il controllo…

Allora…

Dopo “Re Guerriero”, dopo la “Paraculata nell’Inconscio” e dopo ben 16 volumi in cui se ne inventano una nuova ogni volta, è arrivato anche il turno di “IMPERATRICE CELESTE”. Perché dopo che ben 3 edizioni manga italiane hanno SEMPRE (e appropriatamente) tradotto Tentei (天帝) come “Imperatore del Cielo” riferendosi contemporaneamente sia alla Stella Polare che all’Imperatore della Cina, arrivano gli splendidi della Planet e ti piazzano “Imperatrice”.

Il bello è che, nel loro voler fare gli splendidi, non solo hanno praticamente già rovinato l’effetto “sorpresa” che si avrà nel prossimo volume con la rivelazione della vera identità dell’Imperatore e che, ci tengo a precisarlo altrimenti mi viene risposto che si tratta di un mio parere personale, era un effetto VOLUTO dagli autori, no, hanno anche generato scene ridicole come questa…

Sua Eccellenza l’Imperatrice sta per parlare…

MA LA VOCE E’ DI UN UOMO!!! E’ JAKO CHE PARLA!!

Dal volume 21:

Durante lo scontro con Kaioh, Kenshiro ricorre al Musō Tensei e la Planet, non paga di aver già rovinato un passaggio fondamentale della storia dandone una spiegazione totalmente errata, ripropone lo stesso fallace concetto…

Come già affermato in precedenza, la Rinascita dal Nulla (questa la traduzione più corretta), in un simbolismo che vede coinvolti Buddhismo e dualismo Yin / Yang, rappresenta il limite ultimo dell’Hokuto Shinken , uno stato di coscienza superiore raggiungibile soltanto dopo aver toccato con mano gli abissi del dolore altrui. In questo stato di imperturbabilità (e quindi non di incoscienza), Kenshiro riesce ad annullare la sua stessa essenza risultando impossibile da individuare e colpire. Kaioh, tuttavia, ricorrendo all’arcano potere demoniaco dell’Anryū Tenha, anch’essa una tecnica che rappresenta il limite ultimo della sua arte, riesce rompere l’equilibrio spirituale di Kenshiro e quindi a neutralizzare gli effetti del Musō Tensei. Questa è l’unica vera spiegazione. Quello che è scritto nella scansione sovrastante è invece un’interpretazione del tutto arbitraria e priva di senso.


Ribadisco che questi erano soltanto alcuni esempi di ciò che è possibile trovare nella “Pezzent edition” di Ken il guerriero. Di tutto il macello che hanno saputo combinare l’unica costante positiva è stata la qualità della stampa. Punto. Il resto merita di finire nel dimenticatoio o di essere raccontato al massimo come leggenda nera alle generazioni future perché, in buona sostanza, con quest’edizione, Planet Manga è stata capace di settare nuovi standard su come NON approcciarsi alla pubblicazione di un grande classico del fumetto giapponese.

SPECIALE: Masami Suda, leggenda dell’animazione


Locandina-Masami-Suda-ad-Etna-Comics-2015

Dal 30 Maggio al 2 Giugno 2015, il maestro Masami Suda sarà di nuovo in Italia, questa volta ospite di Etna Comics. Un’ottima occasione per fare un bel riepilogo
della vita di questo strordinario artista.

Nato il 16 settembre 1943 e originario della prefettura di Saitama, Masami Suda (須田 正己) è legato principalmente a Tatsunoko e Toei e si può considerare un vero veterano dell’animazione giapponese. Il maestro Suda è infatti oggi conosciuto come uno dei più grandi animatori mai esistiti. Infaticabile disegnatore, sempre pieno di lavoro, trova comunque il tempo per le sue passioni: il golf e le porsche. Nonostante tutto questo, si dimostra una persona modesta e di una gentilezza non comuni. Fin dall’infanzia era fortemente attratto dai manga e dal disegno in generale, anche a scuola era solito disegnare su ogni superficie scrivibile. Tra le sue prime fonti di ispirazione ci sono le serie di Osamu Tezuka, che lo spinsero a desiderare di entrare da grande nel mondo dell’animazione. Entrò a lavorare alla Tatsunoko fin dagli esordi della casa, nei primi anni sessanta. Qui iniziò ad apprendere i primi rudimenti di regia dell’animazione e character design. Parlando di questa fase della sua vita, in un’intervista tratta da Mangazine 25 del Luglio 1993, lo stesso Masami Suda dice: “E’ stata un’esperienza che mai potrò dimenticare, perchè c’era la possibilità di sperimentare veramente di tutto. Alla Tatsunoko c’era la possibilità di raggiungere il massimo dell’espressività affidandosi a un forte realismo grafico. Mi piaceva soprattutto il modo di lavorare di Tatsuo Yoshida, che stimavo moltissimo non solo come presidente, ma come artista”.

Masami Suda ha dalla sua parte la capacità di riuscire a modificare facilmente il proprio stile per adeguarsi al meglio ad ogni tipo di storia e, ovviamente, il suo talento non passa inosservato, tanto che un bel giorno vanno a fargli visita i membri dello staff esecutivo della Toei, che premono molto affinchè egli accetti la loro proposta. Suda accetta iniziando a collaborare con Toei da libero professionista. Diverse sono le opere di cui cura regia dell’animazione, character design e animazioni e, nel 1984, gli viene affidata un’impresa molto importante: portare su schermo le avventure di Kenshiro, protagonista del manga Hokuto No Ken che in quel periodo sta riscuotendo un successo enorme in madrepatria. Egli realizza quindi non solo la serie televisiva Seikimatsu Kyuseishu Densetsu – Hokuto No Ken (che noi ben conosciamo con il titolo Ken il Guerriero), ma anche il magnifico film animato del 1986, dove può esprimere ancor meglio il livello di dettaglio e realismo con il quale ha deciso di trasporre il manga in anime.

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Parlando di quest’esperienza dice: “I problemi sono stati numerosi. Per esempio, una cosa particolarmente difficile da rispettare erano le pose che Kenshiro assume quando si atteggia di fronte ai nemici. Mentre nel fumetto c’è l’aiuto del formato diverso della carta, in televisione tutto si appiattiva. Per rendere a tutti i costi l’impatto dell’azione ho dovuto escogitare il trucco delle linee che solcano il viso dei personaggi principali, proprio per esaltarne la forza. All’inizio erano contrari a questa soluzione, a causa dell’eccessivo lavoro che avrtebbe comportato, in seguito però ne sono rimasti tutti soddisfatti. Comunque ho dovuto studiare tutti i personaggi in modo da dare il tono più maschio e virile possibile alla serie. Forse è proprio questo il lato che in Hokuto No Ken mi piace di più.”

Sia in quel periodo che negli anni ’90, il maestro Suda ha disegnato moltissime delle illustrazioni che si possono trovare sulle confezioni del merchandise relativo a Ken, così come le illustrazioni di molti dei manuali d’istruzioni dei videogames pubblicati per Famicom, Sega Master System e Super Famicom. Non bisogna comunque dimenticare che negli anni più recenti il maestro ha dato il suo contributo come direttore dell’animazione anche in due episodi della serie televisiva di Souten No Ken e nell’OAV Toki Den, dove ha collaborato a stretto contatto con Junichi Hayama, che egli stesso considera il suo unico vero erede.


L’intervista di 199X – Sette Domande al maestro Masami Suda! (2011)

masami suda

1) Recentemente, Hokuto No Ken è stato al centro di un restyling animato sia su grande schermo che in Home Video. Nonostante questo, la maggioranza dei fan continua a preferire il suo lavoro di più vent’anni or sono sulla serie TV e sul film del 1986. Quanto si sente gratificato da ciò? Pensa che i risultati ottenuti all’epoca e non ancora eguagliati oggi, siano frutto più della capacità di animatori e disegnatori o dei metodi di lavoro?

Parliamo di “Hokuto no Ken”, la serie Tv partita nel 1984. 27 anni fa l’animazione giapponese era ancora caratterizzata da opere nel complesso piuttosto semplici, prive di una chiara elaborazione nel disegno, nelle ombreggiature e via dicendo. Perciò, a quel tempo s’incominciò ad andare un po’ a tentoni nella ricerca di qualcosa di davvero innovativo. Parlando della questione con il regista Ashida decidemmo di focalizzare la nostra attenzione su una composizione generale che avrebbe trasceso qualsiasi canone fino ad allora acquisito e di porre enfasi su una energia travolgente, ben sapendo che forse saremmo stati sommersi da critiche alle quali eravamo preparati.
Eppure, contrariamente a quanto ci eravamo aspettati, la nostra opera venne accolta senz’alcuna critica, anzi ricordo con piacere che fummo sostenuti in maniera decisiva dai più piccoli e dai giovani in generale.
Personalmente provo una profonda soddisfazione per quel che riuscimmo a fare in quel periodo.

2) Quanto tempo dedicava nella realizzazione di un singolo frame? Su cosa si basava il passaggio dallo schizzo a matita, al disegno pulito a matita e infine al frame completo di ombreggiature?

Nel mio caso “amplifico” l’immagine attenendomi allo storyboard. Ad esempio, quando devo descrivere una scena d’azione, ne immagino i movimenti e faccio uno schizzo approssimativo.
Il processo successivo, ovvero il disegno originale, ha nella “postura” il suo elemento fondamentale. E questo fattore è reso ancor più importante dalla presenza dell’aura generata dai personaggi di Hokuto No Ken. Ciò che si fa dei personaggi, insomma, è sintetizzato in questi aspetti (Fra l’altro, a quel tempo si trattava di un procedimento utilizzato nell’animazione al quale nessuno aveva ancora pensato).
Di conseguenza, una volta stabilita la postura si aggiungevano le ombreggiature e, infine, bastava conferire un senso di solidità alla figura così realizzata.
Per ciò che riguarda il tempo richiesto per il disegno, occorrevano non più di 30 minuti per un singolo fotogramma. Magari mi ci voleva più tempo affinché l’immagine che avevo in testa divenisse chiara e ben delineata. (Ride)
Non restava che aspettare! (Ride)

3) Quali sono stati gli aspetti più difficili e d’interesse del suo lavoro come character designer della serie animata e del film di Hokuto No Ken?

Nel periodo in cui s’inizio la serie televisiva, il Kenshiro dell’opera originale era ancora giovane e non molto elaborato nei tratti, ma il personaggio acquisì gradualmente un senso di realismo e divenne sempre più complesso. Anche il character design di Kenshiro nella versione Tv non potè fare a meno di seguire questa linea; ciò garantì un maggior realismo alla figura e nel contempo risultò estremamente piacevole e intrigante. Certo, credo che per tutti i direttori dell’animazione sia stata una bella gatta da pelare… (Ride)

4) Nell’episodio 49 dell’anime le animazioni e i disegni si discostano totalmente dalla serie regolare e si vocifera, addirittura, che sia stata opera di un membro esterno allo staff (un postino -ride-). Come mai questa scelta? Lei è stato felice di questo (ad esempio vedere Ken con i capelli rossi -risata-) ?

Parliamo del sistema di produzione che vi era a quel tempo nella Toei Animation. Io ero il character designer della serie Tv e mi occupai dei personaggi, dei vari passaggi e così via, dall’episodio 1 all’episodio 6.
In seguito, ogni direttore dell’animazione metteva insieme le cose. Tuttavia, allora non vi erano così tanti animatori capaci di rendere il disegno con sufficiente realismo. Fra l’altro, lo studio di produzione incaricato dalla Toei per il lavoro ignorava l’intento e il senso dell’opera, agiva precipitosamente e in piena libertà e c’era anche un altro studio che si occupava dell’animazione. Non vi erano scadenze per la realizzazione e in tutto ciò, considerando il lavoro finito, vi erano opinioni discordanti dalle varie componenti. Insomma, la cosa non mi convinceva.

5) Come siete riusciti a trasporre personaggi così emotivamente potenti in animazione? Com’era l’ambiente di lavoro?

A conti fatti, penso che allora vi fosse una particolare attenzione verso l’espressività dei personaggi e il modo di manifestare le emozioni. 27 anni fa si era certamente capaci di rappresentare le emozioni nelle espressioni facciali, ma non era ancora stato codificato un procedimento per poter mostrare le stesse emozioni e gli stessi sentimenti attraverso il corpo. Sarà stato probabilmente quest’ultimo aspetto che avrà suscitato una forte impressione e attirato la gente.
Oggigiorno, questo modo di rappresentare certe cose nell’animazione è la norma e viene sempre utilizzato… (Risata)
L’ambiente di lavoro trasudava di passione e spesso era difficile tenere a freno tutto lo staff! (Ride)

6) La serie in tv ha sconvolto tutti i canoni conosciuti, sia di tratto che di effetti grafici! Come riuscivate a fare un qualcosa così anacronistico per gli anni ’80?

Gli anni ’80 sono stati il periodo dell’ “analogico”, perciò tutto dipendeva dal lavoro manuale.
Questo rese necessaria l’adozione di un nuovo metodo sperimentale per rappresentare una nuova visione del mondo, del tutto differente da quanto si era visto sino a quel momento. Ritengo che in tutte le sue parti sia stato possibile conseguire questo risultato attraverso continue prove ed errori, procedendo per tentativi insomma, con energia e impegno costanti.

7) Settima e ultima domanda (come le sette stelle di Hokuto).
Ha mai pensato alle differenze tra il mondo post-atomico di Ken ed il nostro? Negli studi ne discutevate?

In quel periodo in America vi era un film che aveva ottenuto un successo strepitoso: Mad Max.
E si sa bene che quella fu la base di partenza per Hokuto No Ken.

Il mondo post-atomico di Mad Max e, di conseguenza, Hokuto No Ken costituisce uno sfondo arido in cui si è probabilmente intensificato il senso della bellezza tragica e dell’eroismo. Invece, il Giappone degli anni ’80 si trovava all’apice della cosiddetta “bolla economica” e nel bel mezzo di un periodo di pace che rasentava l’apatia (ndt: ovvero, quel senso di rilassatezza, simile all’apatia e al torpore, derivante da un lungo periodo di pace e prosperità, denominato in giapponese con un termine specifico “heiwa-boke”); in quello stesso periodo, i ricordi della guerra passata si erano ormai affievoliti e ciò contribuì a creare un clima distensivo anche intorno all’opera, non c’erano grandi discussioni.
Ora ci sono ben altri problemi, come la questione dell’energia nucleare o il disastroso terremoto nel nord-est del paese, intorno ai quali sono scaturite polemiche e discussioni molto accese…


 La carriera di Masami Suda

Masami Suda in una foto dei primi anni ’80

Il mitico Masami Suda, oltre ad aver creato le prime leggendarie trasposizioni animate di Hokuto No Ken, opere che lo hanno reso molto celebre nel suo settore, ha partecipato a decine decine di altri progetti nella sua lunga e gloriosa carriera. Leggendo l’elenco dei lavori del maestro vi renderete conto ancor meglio di quanto egli sia una vera e propria colonna di sostegno per il mondo dell’animazione giapponese, avendo prestato il suo grandioso talento in produzioni che hanno davvero fatto la storia degli anime.

Buona lettura!

PRIMA DI INIZIARE – GLOSSARIO

Alcuni termini saranno di facile comprensione, mentre altri più specifici hanno bisogno di una piccola spiegazione prima di iniziare a leggere questo approfondimento.

  • Character design (キャラクターデザイナー): detto anche Chara design, è quella parte del lavoro che consiste nello studio grafico e nella caratterizzazione, in parte anche psicologica, dei personaggi della storia creati dall’autore. Attraverso una serie di prove grafiche dette settei, è chiamato a dare ai personaggi il massimo dell’espressività con il minimo dei tratti: deve occuparsi, quindi, di fissarne la fisionomia, le proporzioni tra le varie parti del corpo, le principali espressioni, l’atteggiamento e la postura, la pettinatura, l’abbigliamento, fornendo così una sorta di guida di riferimento il più semplice possibile da riprodurre per gli animatori che dovranno farli “muovere”.
  • Sakkan (作監): contrazione di sakuga kantoku (作画 監督 – direttore dei disegni), è la figura che supervisiona, controlla e corregge i disegni degli animatori. Egli ha soprattutto cura della resa dei movimenti nel complesso dell’azione. Le correzioni, il più delle volte, sono necessarie per riportare il tratto dei personaggi a quello fissato nei settei dal character designer, al fine di garantire l’uniformità di stile dei disegni. Spesso il sakkan può coincidere proprio con quest’ultima figura, e realizza anche molti dei disegni chiave (keyframe). Nell’ambito di una serie, soprattutto se particolarmente lunga, frequentemente si avvicendano anche più sakkan.
  • Genga (原画): L’animazione chiave, si occupa appunto di creare i disegni chiave (keyframe) della scena, disegni che vengono poi inviati al sakkan per le correzioni.
  • Dōga (動画): L’intercalazione è quella fase in cui vengono creati dei frame d’animazione che collegano due keyframe.
  • E-konte (絵コンテ): E’ un termine il cui significato è “continuità grafica”, ed è un documento di lavoro sostanzialmente fisso che restituisce in modo molto più preciso ciò che sarà l’animazione definitiva, scena dopo scena. Contiene dettagli ed informazioni quali il numero di frame per scena, gli effetti visivi e gli sfondi necessari, le inquadrature, i movimenti di camera, la dinamica e la composizione delle scene, tutti dati che servono ai disegnatori ed agli animatori per portare a termine il proprio lavoro in minor tempo.

Gli inizi della carriera: Gli anni della Tatsunoko Production

Masami Suda, che fin da bambino amava disegnare, a 24 anni decise di presentarsi alla Tatsunoko Production, azienda fondata il 19 ottobre 1962 dai mitici fratelli Tatsuo Yoshida e Ippei Kuri. All’epoca della nascita della società, in Giappone spopolavano i cartoons stranieri come Mickey Mouse e Popeye, i due fratelli decisero quindi di tentare di creare un’alternativa, “sogni per le famiglie di tutto il mondo”, come recita il motto dell’azienda. Quando Yoshida concesse un collocquio di lavoro al giovane Suda rimase molto colpito dal suo stile realistico e non ci pensò due volte ad assumerlo. Qui, sotto l’abile direzione di Ippei Kuri, iniziò la carriera del maestro…

Oraa Guzura Dado (1967 – 68) Serie TV

(Dōga)

Giunto anche in Italia con il titolo Il mio amico Guz (おらぁグズラだど – Hei, sono Guzura) è un anime per bambini il cui protagonista è uno strano essere piovuto giù dal cielo ancora dentro un’uovo. Guzura è un alieno dalla forma di rinoceronte rosa che viene trovato da una coppia di fratelli, portato a casa e cresciuto come uno di famiglia. In cambio, aiuta le persone in difficoltà usando la sua grande forza.

Mach Go Go Go (1967 – 68) Serie TV

(Disegni)

Tra le prime serie nipponiche approdate in America (con il titolo Speed Racer) e giunta anche da noi come “Superauto Mach 5″, narra le avventura del giovane Go Mifune, impegnato in rischiose corse automobilistiche. Gli avversari non sono dei più leali, ma egli può contare su numerose attrezzature speciali applicate al suo bolide.

Dokachin (1968 – 69) Serie TV

(Dōga)

Serie di 27 episodi che racconta le comiche avventure che vedono protagonisti il ragazzino preistorico Dokachin e la sua famiglia, accidentalmente trascinati nel nostro presente dagli esperimenti di uno scienziato sui viaggi nel tempo. Ce la faranno ad affrontare i ritmi frenetici e le nevrosi dell’età moderna?

Kurenai Sanshiro (1969) Serie TV

(Genga)

Più noto in Italia come Judo Boy (in realtà non aveva niente a che fare con il Judo…. ma vabbé…), questo storico anime della Tatsunoko vede protagonista il giovane Sanshiro, allievo della Scuola del Kurenai Jujitsu che, accompagnato dal piccolo Kenbo viaggia in cerca di vendetta nei confronti di un misterioso “uomo con un occhio solo” che ha ucciso suo padre. La serie, composta da 26 episodi, non ha mai avuto un vero finale.

Hakushun Daimaō (1969 – 70) Serie TV

(Disegni)

52 episodi compongono questo anime che in Italia è meglio conosciuto come Il Mago Pancione Etcì. Ganchan, un bambino delle elementari, trova uno strano vaso impolverato con disegnata una faccia. A causa della polvere il bambino starnutisce e dal vaso per magia esce un buffissimo genio con una grossa pancia e il nasone rosso di nome Daimaō, che ha il compito di esaudire tutti i desideri di colui che lo invoca con uno stranuto. Purtroppo però, anche se con tutta la buona volontà, le magie di questo (tra l’altro sposato e con prole) genio pasticcione non fanno altro che creare ancora più problemi…

Konchû Monogatari Minashigo Hutch (1970 – 71) Serie TV

(Dōga)

Le Avventure dell’Ape Hutch (みなしごハッチ), serie nota in Italia con il titolo “Le Avventure dell’Ape Magà”, narra del piccolo Hutch (sì, avete capito bene era un maschietto, non una femminuccia…), scampato per miracolo all’assalto del proprio alveare da parte delle vespe quando era ancora un uovo. Raccolto e cresciuto da una mamma bombo, un giorno scopre la verità sulle sue origini e decide di mettersi in viaggio per ritrovare sua madre, l’Ape Regina.

Kagaku Ninjatai Gatchaman (1972 – 74) Serie TV

(Genga, Dōga)

“Squadra Tecnologica Ninja Gatchaman” (科学忍者隊ガッチャマン) serie fantascientifica giunta anche in Italia nella versione americana (purtroppo pesantemente tagliata e rimaneggiata), con il titolo La Battaglia dei Pianeti. La storia è ambientata nel futuro, dove troviamo un mondo devastato dall’inquinamento ambientale e a corto di risorse energetiche. Per far fronte a questa emergenza, l’organizzazione scientifica mondiale chiamata ISO, studia un progetto per restituire alla terra il suo antico splendore, ma non sa che l’organizzazione terroristica Galactor trama per prendere possesso della ISO e comandare la terra. Questa è comandata dal perfido Generalissimo X, un alieno proveniente dal pianeta Spectra, che impartisce gli ordini al comandante Berg. Il Dr. Nambu della ISO viene a conoscenza di questo pericolo e forma una squadra di 5 guerrieri che, a bordo dell’astronave Phoenix, dovranno combattere contro i Galactor. Precursore degli anime dai toni forti, in Giappone ebbe un seguito incredibile. Pare che lo stesso autore, Tatsuo Yoshida, fondatore della Tatsunoko, si sia occupato della correzione dei disegni delle prime puntate!

Hurricane Polimar (1974 – 75) Serie TV

(Genga, Dōga)

Il giovane Takeshi, esperto di arti marziali ma dall’aria maldestra, entra in possesso di uno speciale casco in grado di rivestirlo di un polimero indistruttibile trasformandolo nell’eroe Polimar, fortissimo guerriero capace di cambiare forma e diventare un veicolo qualsiasi (trivella, moto, aereo, ecc…). I 26 episodi di questo vero e proprio cult, giunto anche in Italia nel 1979, vedono il protagonista alle prese con criminali di ogni tipo, anch’essi dotati di tecnologie avanzate, nelle strade dell’immaginaria città di Washinkyo, accompagnato dal suo fedele cane Danshaku, dall’inconcludente investigatore Kuruma e, soprattutto, dalla bella Teru.

Uchu No Kishi Tekkaman (1975) Serie TV

(Disegni)

Giunto anche in Italia nel 1979 con l’appropriato titolo “Tekkaman, il Cavaliere dello Spazio” (宇宙の騎士テッカマン) è un anime per la TV di 26 episodi. Alla fine del 21° secolo, la Terra è condannata dall’inquinamento. I superstiti devono trovare un nuovo pianeta dove sia possibile vivere. La spedizione è però ostacolata dagli alieni Waldaster e il giovane Joji Minami, in cerca di vendetta per la morte del padre, causata proprio dagli alieni, li affronta con il robot Pegas e indossando la fantascientifica armatura che lo trasforma in Tekkaman, mettendo a rischio la sua stessa vita. L’armatura è infatti ancora in fase sperimentale e, pur trasformandolo in un potentissimo cyborg, ha effetti limitati a 37 minuti e 33 secondi, oltre i quali il corpo umano rischia la morte.

Gowapper 5 Godam (1976) Serie TV

(Sakkan)

Serie per la TV di 36 episodi, prodotta dalla Tatsunoko e giunta anche in Italia nei primi anni ottanta. Il Popolo degli Abissi cerca in tutti i modi di conquistare la superficie. Fortunatamente cinque ragazzi risvegliano per caso il robot pensante (formato dall’unione di cinque diversi mezzi) Godam, creato appositamente dal professor Hoarai nella previsione dell’attacco nemico. I ragazzi, alla guida del possente robot, capace di assumere ben 4 forme differenti (Drago Volante, Tigre di Fuoco, Trivella e Aquila) lanciano quindi il contrattacco al popolo invasore. Per i cinque amici Yoko, Go, Godaemon, Daikichi e Norisuke resta però il problema di non farsi scoprire dai genitori!

Il salto di qualità: L’inizio della carriera da libero professionista

Un bel giorno del 1976, Masami Suda ricevette la visita dello staff esecutivo della Toei Doga (oggi Toei Animation), azienda che aveva iniziato a produrre anime per la TV nel 1963 con Okami Shonen Ken (Ken il ragazzo lupo) e all’epoca aveva numerose serie in produzione e necessitava di buoni animatori. Lo stesso Masami Suda, in un’intervista del 1993, dice al riguardo:“Un giorno lo staff esecutivo della Toei è venuto a casa mia e mi ha quasi forzato ad entrarci…”. A quel punto, Suda decise di diventare un libero professionista, senza legami con nesuno studio in particolare. Iniziò quindi a lavorare sì per la Toei, ma continuò anche a collaborare con la Tatsunoko e, in seguito, con diversi altri studi d’animazione.

Machine Hayabusa (1976) Serie TV

(Sakkan degli episodi 15 e 21)

Mitica serie animata di 21 episodi giunta anche in Italia con il titolo Falco il superbolide, vede protagonista Ken Hayabusa, pilota di un’auto da corsa con motori intercambiabili progettata da suo padre. A bordo del suo bolide, Ken sfreccia sui più improbabili circuiti automobilistici mondiali, sempre alle prese con gli sporchi trucchi dei piloti della Black Shadow, scuderia il cui unico scopo è eliminarlo. Le più assurde e spettacolari manovre ai limiti della fisica ne hanno fatto un cult...

Magne-Robot Ga-kin (1976) Serie TV

(Sakkan degli episodi 9, 17, 25, 31 e 36)

Giunto anche nel nostro Paese, Ga-kin il robot magnetico (マグネロボ ガ・キーン) è un anime di 39 episodi che narra della minaccia aliena costituita dagli Izariti e dei coraggiosi Takeru e Mai, che dotati di due robot messi a disposizione dal Dr. Kazuki, possono unirsi per dar vita al possente Ga-Kin e respingere gli invasori.

Candy Candy (1976 – 79) Serie TV

(Sakkan dei titoli di testa)

Non penso ci sia bisogno di presentare questo anime, famosissimo anche in Italia dove è giunto nel 1980. Non tutti però sanno che la serie, prodotta da Toei, è ispirata ad un romanzo del 1975. La protagonista, Candice White (soprannominata “Candy”), viene abbandonata ancora in fasce di fronte ad un orfanotrofio e l’anime segue passo per passo la sua vita, tra amori, delusioni, amicizie, tragedie e sfondi storici.

Chojin Sentai Balatack (1977) Serie TV

(Sakkan degli episodi 3, 12, 20, 25 e 29)

Gli Shaizack, extraterrestri originari della della stella Y, rapiscono madre e fratello del giovane Yuji al fine di impedire al padre di portare a termine la creazione di una macchina del tempo. Coadiuvato dal padre e con l’aiuto degli amici Franco, Mack, Yuri e Tekky, il ragazzo combatte gli alieni pilotando il robot componibile Balatack. I cinque piloti sono dotati di poteri ESP che permettono loro di guidare psionicamente il gigantesco automa e con grande coraggio e tenacia riusciranno ad avere la meglio nei confronti dei loro avversari, riportando la pace sulla Terra.

SF Saiyuki Starzinger (1978 – 79) Serie TV

(Character design e Sakkan degli episodi 1, 8, 16, 23, 31, 39, 47 e 64)

Ideata da Leiji Matsumoto e giunta anche in Italia con il titolo Starzinger, questa serie TV della Toei è la versione fantascientifica dell’antico racconto cinese Viaggio in Occidente (Saiyuki). La Principessa Aurora deve essere condotta sul Grande Pianeta per riequilibrare le energie dell’universo. Tre cavalieri cyborg, Jan Kugo, Hakkai e Gorjo, la proteggono dalle creature dei diversi pianeti che, a causa degli scompensi energetici, stanno gradualmente diventando sempre più aggressive e violente. Ai 64 episodi della prima serie se ne aggiungono altri 9 prodotti con il titolo SF Saiyuki Starzinger 2 nel 1979, in cui inaspettatamente la Principessa Aurora richiama i suoi tre cyborg per affrontare un gruppo di demoni. In questi episodi Jan Kugo viene potenziato con nuovi circuiti che gli permettono di diventare gigantesco.

Kagaku Ninjatai Gatchaman 2 (1978 – 79) Serie TV

(Animazione dei titoli di testa)

Seconda parte della serie iniziata nel 1972 che vede la squadra dei tecno-ninja Gatchaman affrontare di nuovo la minaccia del Generalissimo X e dei Galactor. Questa fase è incentrata sul difficile reinserimento nel gruppo di Joe il Condor, creduto morto nel corso dell’ultima battaglia della serie precedente, che torna trasformato in un cyborg. Diversamente dalla serie precedente, questa giunge in Italia con il titolo “Gatchaman, la Battaglia dei Pianeti” direttamente dal Giappone, senza subirne quindi le stesse pesanti modifiche ed ottenendo quindi un adattamento più fedele.

Jean Valjean Monogatari (1979) Special TV

(Character design, Genga)

La Storia di Jean Valjean (ジャン・バルジャン物語), special televisivo di 69 minuti prodotto da Toei, narra del protagonista de “I Miserabili” di Victor Hugo. Nella Francia del 1815, un ex carcerato, grazie alla comprensione di un sacerdote, si ricrea una vita e aiuta i poveri come può, assumendo la falsa identità di Monsieur Madeleine e celando il suo reale passato. Ma sul suo capo ancora pende un ordine di cattura...

Kagaku Ninjatai Gatchaman F (1979 – 80) Serie TV

(Sakkan degli episodi 9 e 41)

Questa terza serie (giunta anche in Italia nel 1986) vede per l’ultima volta Ken l’Aquila, Jun la Rondine, Joe il Condor, Ryu il Gufo e Jinpei la Rondine alle prese con l’irriducibile Generalissimo. In una devastante battaglia che, nel corso dei 48 episodi che compongono la serie, sconvolge l’intera Terra, finalmente i Gatchaman giungono allo scontro conclusivo, ma il prezzo da pagare per la pace sul pianeta sarà molto alto: la loro stessa vita!

Gli anni ’80: Il periodo della consacrazione

Iniziano gli anni che vedranno il maestro impegnato in numerosissime produzioni anche contemporaneamente, anni di duro lavoro ma ricompensati dal grande successo riscosso soprattutto grazie all’anime TV e al film animato su Hokuto no Ken

Time Patrol-Tai Otasukeman (1980) Serie TV

(Genga)

Quarta serie delle Time Bokan (Yattaman, Zendaman, ecc…), è giunta anche in Italia con il titolo I Predatori del Tempo. Stavolta i protagonisti sono i membri della Pattuglia del Tempo, che ha il compito di vigilare costantemente sulla storia e sui tentativi di sabotaggio di loschi criminali. Formula ormai collaudata per il classico divertimento offerto dalle serie delle Macchine del Tempo.

Ganbare Genki (1980 – 81) Serie TV

(Sakkan)

Serie nota anche al pubblico italiano con il titolo Forza Sugar, vede protagonista il piccolo Genki, orfano di madre, che vive assieme al padre, un pugile. Un giorno questi muore in seguito ad un combattimento e il bambino decide di iniziare ad allenarsi per vendicarlo. L’anime segue quindi gli anni della crescita di Genki ed i suoi duri allenamenti, in vista dello scontro finale con il responsabile della morte di suo padre…

Tondemo Senshi Muteking (1980) Serie TV

(Sakkan)

Strano ibrido prodotto da Tatsunoko, sembra miscelare elementi supereroistici simili a quelli del precedente Hurricane Polimar con la demenzialità delle situazioni e dei nemici tipica delle Time Bokan Series. Un alieno di nome Takoro, giunto sulla terra per catturare altri 4 criminali alieni, decide di farsi aiutare da Lin, un ragazzino di 12 anni al quale concede il potere di trasformarsi nell’eroe Muteking. La serie è giunta anche in Italia nei primi anni ’80.

Tera E… (1980) Film d’animazione

(Character design, Sakkan)

Tradotto letteralmente “Verso la Terra…” (地球へ・・・) narra di un futuro imprecisato in cui gran parte della popolazione della Terra viene trasferita su un lontano pianeta al fine di risolvere i problemi dell’inquinamento e del sovrappopolamento. Su questo nuovo pianeta iniziano a nascere nuovi tipi di esseri umani dotati di poteri pshichici che vengono chiamati Mu. La società, spaventata da questo fenomeno, ben presto indice la pena di morte verso tutti coloro che presentano tali poteri. Uno di loro, Jomie, riesce a sfuggire alla condanna a morte entrando in contatto con un movimento ribelle. Con i compagni parte quindi verso la madre Terra…

Ōgon Senshi Gold Lightan (1981 – 82) Serie TV

(Animazioni dei titoli di testa)

Il Guerriero Dorato Gold Lightan (黄金戦士ゴールド・ライタン) è un anime di 52 episodi prodotto dalla Tatsunoko che può ritenersi a tutti gli effetti il vero precursore dei più famosi Transformers. Tutto inizia quando il piccolo Hiro trova per caso un accendino dorato e decide di tenerlo. Quando le forze aliene del Re Ibalda attaccano la Terra, l’accendino rivela la sua vera natura trasformandosi nel gigantesco robot senziente Gold Lightan.

Dr. Slump: Hoyoyo! Space Adventure (1982) Film d’animazione

(Genga)

Al Villaggio Pinguino è arrivata l’estate e la scuola ha chiuso i battenti cedendo il passo alle sospirate vacanze. Eppure gli alunni di questo stravagante paese non sono affatto allegri, perchè la loro amata maestra, la signorina Midori Yamabuki, ha improvvisamente abbandonato la scuola per tornare dai suoi genitori, che abitano su un altro pianeta! Più che di una fuga, però, si tratta in verità di un rapimento meticolosamente ordito dal più spregevole essere dell’universo, il tiranno Mashirito. Il sovrano galattico ha infatti deciso di sposarsi, scegliendo come sua consorte la bella maestra Midori. Inutile dire che il prode Dr. Slump si lancia in una missione di salvataggio insieme ad Arale, Gatchan e a tutti gli altri amici del Villaggio Pinguino, un salvataggio che si trasforma nella più esilarante e divertente delle avventure…

Future War 198X Nen (1982) Film d’animazione

(Character design, Sakkan)

Produzione sintomatica dell’inquietudine globale dei primi anni ’80 circa lo scatenarsi di possibili conflitti con l’impiego di armi nucleari, questo film della Toei è difficilissimo da trovare e racconta la tragica storia di un Wataru e Laura il cui amore verrà messo a dura prova dalla guerra. Il Dr. Bert Gane, uno scienziato americano, costruisce un satellite equipaggiato di laser capaci di intercettare e distruggere i missili a testata nucleare, nella speranza di impedire il verificarsi di una catastrofe mondiale. Purtroppo, quando il governo Russo lo rapisce gli USA reagiscono attaccando e distruggendo il sommergibile sul quale è tenuto prigioniero per evitare che i codici di attivazione dei laser cadano in mano ai nemici. La situazione inizia a diventare sempre più tesa e, mentre Laura, sorella del defunto Bert, trova rifugio e conforto tra le braccia di Wataru, inizia la corsa verso il conflitto. La situazione esplode definitivamente quando un pilota sovietico, a bordo di un segretissimo caccia chiamato Black Dragon, è costretto ad atterrare presso una base militare tedesca. Il suo governo, in maniera simile a quanto fatto dagli USA, invia subito un commando a sistemare la faccenda e fare in modo che la Germania non si impossessi del velivolo. A quel punto la reazione a catena è inevitabile e l’umanità si trova a fronteggiare il suo incubo peggiore…

Boku Patalliro! (1982 – 83) Serie TV

(Sakkan degli episodi 24, 28 e 47)

Tratto da un manga del 1979 (ancora oggi in corso di pubblicazione), questo anime narra le maliziose vicende di Patalliro, giovanissimo sovrano dell’immaginario regno di Malynera che, pur essendo un vero e proprio sgorbio, è convinto di possedere lo stesso fascino delle sue guardie del corpo…

Maho No Princess Minky Momo (1982 – 83) Serie TV

(Genga)

Serie animata della Ashi Production, La Principessa della Magia Minky Momo (魔法のプリンセス ミンキーモモ) è più nota in Italia come Il Magico Mondo di Gigì. La protagonista, principessa di un regno incantato, viene inviata sulla Terra per far tornare le persone a sognare ancora. Grazie al suo ciondolo magico, Momo può cambiare aspetto e aiutare chi è in difficoltà a risolvere i suoi problemi e ritrovare la speranza. Esponente del genere “Majokko” (Maghette), questo anime è basato su un manga a sua volta liberamente ispirato alla famosa fiaba di Momotaro.

Dr. Slump & Arale-chan Hoyoyo! Sekai Issuu Dai Race (1983) Film d’animazione

(Genga)

In questo divertentissimo film il Dr.Slump e Arale decidono di partecipare al Grand Prix Race (una gara automobilistica intorno al Mondo). I due personaggi sono però spinti da due diversi motivi a partecipare: Arale vuole partecipare per tirare su il morale a una vecchia automobile robotica depressa creata da Slump, quest’ultimo partecipa invece al solo scopo di poter fare il giro del Mondo assieme alla sua amata signorina Yamabuki, anche lei iscritta alla gara…

Ai Shite Knight (1983 – 84) Serie TV

(Animazione dei titoli di testa)

Anche questa serie non credo abbi bisogno di grandi spiegazioni, considerato che oltre ad essere giunta nel nostro bel Paese con il titolo Kiss Me Licia, ha avuto un successo tale da portare addirittura a produrre delle vere e proprie serie “live-action” nostrane (e apocrife, aggiungerei) con protagonista Cristina D’Avena. La trama, come recita la stessa sigla italiana è presto detta: Un giorno di pioggia, Hashizo e Giuliano (sì, il gatto si chiama proprio Giuliano anche in madrepatria…), incontrano Yaeko per caso. Poi Gou (fratello maggiore di Hashizo) finita la pioggia s’incontra e si scontra con Yaeko e così… il resto lo sapete no?

Dr. Slump & Arale-chan Hoyoyo! Nanaba Shiro No Hihou (1984) Film d’animazione

(Genga)

Anno 1929. L’intera popolazione mondiale è afflitta dalla povertà e soffre la fame. I furti compiuti dalla Banda Hoyoyo sono sulle prime pagine di tutti i giornali. Nessuno sa, però, che le numerose patate trafugate vengono puntualmente consegnate al reverendo Om per sfamare i bambini dell’orfanotrofio Pinguino, frattanto, il Conte Slump Norimaki ha appena recuperato sulle vette dell’Himayana la Pupilla dell’Arcobaleno, una pietra magica in grado di esaudire ogni desiderio. Inutile dire che una tale fonte di ricchezza attira l’attenzione della Banda Hoyoyo che si appresta a compiere la rapina…

Seikimatsu Kyuseishu Densetsu – Hokuto No Ken (1984 – 87) Serie TV

(Character design, Sakkan)

La prima mitica serie TV dedicata al Successore della Divina Scuola di Hokuto! Prodotta dalla Toei e composta di ben 109 episodi, narra della lunga lotta del protagonista in un mondo sprofondato nel caos postatomico in cui solo i più forti riescono a sopravvivere e ad imporre la loro legge. La seconda parte, Seikimatsu Kyuseishu Densetsu – Hokuto No Ken 2, andata in onda immediatamente dopo la prima, dal 1987 al 1988, vede Masami Suda a ricoprire sempre i ruoli di Sakkan e Character Designer. Vai alla scheda completa

The Littles – stagione 3 (1985) Serie TV

(E-konte)

Produzione dell’americana DiC Entertainment, questa serie ha per protagonisti degli esseri chiamati Littles che vivono nel loro minuscolo mondo parallelo a quello degli esseri umani, dai quali raramente vengono scorti. Tipico esempio di produzione occidentale affidata a studi di animazione giapponesi, vede il nostro Masami Suda occuparsi della definizione dei background, delle pose dei personaggi, delle inquadrature, dei colori, ovvero il passaggio preliminare all’animazione vera e propria.

Dr. Slump & Arale-chan Hoyoyo! Yume no Miyako Mekapolis (1985) Film d’animazione

(Genga)

Quinto film d’animazione per la sgangherata banda del Villaggio Pinguino. Stavolta il Dr. Senbee “Slump” Norimaki, Arale, Gatchan e tutta l’allegra brigata di personaggi creati da Akira Toriyama, devono vedersela con la misteriosa Mekapolis, la città dei sogni.

Nora (1985) 2 OAV

(Sakkan)

Liberamente tratti da un da un romanzo del 1977 di Satomi Mikuriya, questi due OAV narrano le fantascientifiche e comiche vicende di Nora, che in vacanza su un resort spaziale dovrà fare i conti con l’intelligenza artificiale che ne controlla l’infrastruttura. Pare infatti che il “cervellone” che gestisce l’intero impianto abbia iniziato a prendere coscienza e giocare brutti scherzi…

Seikimatsu Kyuseishu Densetsu – Hokuto No Ken – The Movie (1986) Film d’animazione

(Character design, Sakkan, Disegni)

Prodotto sempre dalla Toei ma con una cura per il dettaglio grafico e l’animazione infinitamente superiore all’omonimo anime per la TV, questo film ripercorre, modificandola profondamente, la trama di parte della prima serie. Vai alla scheda completa


Anime Sanjushi (1987 – 89) Serie TV

Anime Sanjushi(Sakkan dell’episodio 27)

Serie televisivadi 52 episodi molto nota in Italia con il titolo “D’Artagnan e i Moschettieri del Re”, è un adattamento molto (ma molto) libero del classico romanzo I Tre Moschettieri di Alexandre Dumas. Partito dal suo paese natale, il giovane D’Artagnan si reca a Parigi con l’intenzione di diventare moschettiere del re. La strada per raggiungere il suo sogno però, non sarà affatto facile e il protagonista dovrà affrontare mille avventure e ostacoli prima di riuscirci…

Uchū Kazoku Carlvinson (1988) OAV

(Genga)

L’equipaggio della Carlvinson trova per caso una neonata tra i resti di un incidente. Nei paraggi non sembra esserci nessuno della sua stessa specie, quindi i membri della banda decidono di crescerla finchè non riusciranno a trovare la sua gente. Le danno allora il nome Corona e diventano la sua sgangherata famiglia! L’allegro gruppetto vive tante avventure ma ben presto una trasmissione rivela che qualcuno sta cercando Corona

Sakigake!! Otoko Juku (1988) Serie TV

(Character design e Sakkan degli episodi 1, 7, 13 e 29)

Basato sull’omonimo manga di Akira Miyashita, tratta di una scuola completamente assurda, un istituto paramilitare che mira a forgiare i veri uomini giapponesi del domani, nel pieno rispetto delle tradizioni, insegnandogli a diventare forti nel corpo e nel cuore e sottoponendoli a massacranti esercizi ed allenamenti, oltre che allo studio delle materie scolastiche.
Gli insegnanti e il corpo docenti sono personaggi completamente deliranti: ex soldati della grande guerra che non vedono di buon occhio la modernità e ciò che arriva dall’Occidente.
Alla Otoko Juku, letteralmente “la scuola degli uomini”, gli studenti vengono puniti perché cantano “Thriller” di Michael Jackson sotto la doccia invece che l’inno nazionale giapponese, o perché portano gli slip invece dei fundoshi. Gli viene inoltre insegnato a portare sulla retta via la gente comune ormai schiava dell’Occidente, come gli effeminati ragazzi che portano gli slip o le ragazze di facili costumi che vanno dietro agli stranieri nei locali dei quartieri di divertimenti.
Tuttavia, gli studenti non si fanno piegare e spesso e volentieri sono loro a primeggiare sui loro strampalati insegnanti.

Himitsu No Akko-chan (1988 – 89) Serie TV

(Sakkan degli episodi 20 e 27)

Giunto anche in Italia con il titolo Un Mondo di Magia (ひみつのアッコちゃん – Il Segreto di Akko), è il remake dell’omonimo anime del 1969, anch’esso giunto nel nostro paese con il titolo Lo Specchio Magico. La protagonista, la Akko del titolo, è una bambina che possiede uno specchietto dotato di poteri magici che le permettono di trasformarsi nell’aspetto.

Ginga Eiyu Densetsu – prima stagione (1988 – 89) OAV

(Sakkan dell’episodio 26, conclusivo della prima stagione)

La Leggenda degli Eroi Galattici (銀河英雄伝説) è probabilmente la più lunga serie di OAV mai prodotti (anche se in seguito le varie serie hanno avuto il passaggio anche sulle TV Giapponesi) con ben 110 episodi pubblicati dal 1988 al 1997. Basata sui romanzi di Yoshiki Tanaka, questa produzione narra dell’epica guerra tra l’Impero Galattico e l’Alleanza dei Pianeti Indipendenti.

Dragon Ball Z: Ora no Gohan o Kaese!! (1989) OAV

(Genga)

Primo film dedicato a Dragonball Z, in Italia è stato pubblicato con il titolo “Dragonball Z – La vendetta divina” (ドラゴンボールZ オラの悟飯を返せッ!! – Dragonball Z – Ridatemi il mio Gohan!!). I protagonisti se la vedono con Garlic Jr. e i suoi scagnozzi, che per impossessarsi della sfera del drago che il piccolo Gohan porta sul berretto, hanno rapito il bambino. Per sconfiggerlo, Goku, Piccolo e Gohan dovranno unire le loro forze!

Tenkū Senki Shurato (1989 – 90) Serie TV

Shurato(Sakkan dell’episodio 36)

Anime televisivo di 38 episodi prodotto da Tatsunoko e basato sull’omonimo manga di Hiroshi Kawamoto, vede il protagonista, Shurato, combattere contro gli Asura, le forze del male, in un mondo parallelo al nostro grazie ad una prodigiosa armatura.

Gli anni ’90: Il boom planetario degli anime

Periodo di fervente produzione, vede il nostro Masami Suda collaborare a molte serie e film di successo, confermando ulteriormente (anche se non ce n’è bisogno) quanto sia fondamentale il suo contributo nel mondo degli anime in generale. Da segnalare in questo periodo l’interessante progetto Konpeki No Kantai ed il suo spin-off Kyokujitsu No Kantai, entrambi prodotti di altissimo livello.

Dragon Ball Z: Chikyū Marugoto Chō Kessen (1990) Film d’animazione

(Genga)

Terzo film ispirato a Dragonball Z, narra della battaglia di Goku e dei suoi amici contro Turles, un Saiyan sopravvissuto alla distruzione del suo pianeta natale ed intenzionato ad appropriarsi dei frutti dell’Albero della Vita, capaci di donargli il potere di distruggere Freezer e conquistare l’universo. Il film è stato pubblicato anche in Italia con il titolo Dragon Ball Z: La grande battaglia per il destino del mondo.

Hidari No O’Clock !! (1990) 2 OAV

(Sakkan)

2 OAV basati su un manga di Kaoru Shintani, raccontano la storia di Yuu Shinozaki che non riesce proprio a vivere sottostando all’orologio, a rispettare gli orari e le regole. Questo suo spirito libero lo mette in cattivi rapporti con i suoi genitori, i suoi insegnanti ed i suoi amici, finchè un giorno, dopo una giornata particolarmente stressante a scuola, decide di prendere la moto e andare via…

Cat Ninja Legend Teyandee (1990 – 91) Serie TV

(Animazione dei titoli di testa)

Noto in occidente come Samurai Pizza Cats e giunto anche da noi proprio nella versione americana, con il titolo Samurai per una pizza, questo anime è una produzione della Tatsunoko. I protagonisti sono Yattarō, Pururun e Sukashii, tre gatti che gestiscono una pizzeria a Little Tokyo. In realtà il loro lavoro è solo una copertura e, quando Little Tokyo è minacciata dai furfanti possono trasformarsi in ninja tecnologici per difenderla!

Dark Cat (1991) Film d’animazione

(Character design)

Film d’animazione horror, racconta la storia di Hyoi e Ryoi, due fratelli con l’oscuro potere di assumere sembianze feline. Dovranno utilizzare tutte le loro risorse per affrontare un misterioso essere demoniaco che ha attaccato la loro scuola per scoprire infine che dietro a tutto questo c’è il loro maestro delle arti oscure…

Soju Senshi Psychic Wars (1990) OAV

(Character design, Sakkan, Genga)

In questa produzione low-budget, il brillante chirurgo Ukyo Retsu si ritrova suo malgrado a dover viaggiare indietro nel tempo per combattere una battaglia antica di 5000 anni e salvare il Giappone dei suoi giorni dall’invasione di una razza di demoni intenzionati a soggiogare l’umanità.

Kaze No Na Wa Amnesia (1990) Film d’animazione

Il vento dell'Amnesia(Genga)

Tratto da un romanzo, questo film d’animazione è giunto anche in Italia con il titolo “Il vento dell’amnesia”. Nel 1997 un vento misterioso inizia a soffiare sul pianeta Terra e tutte le persone che ne rimangono esposte si ritrovano private della memoria. Ciò determina un’amnesia su scala mondiale che causa la regressione intellettiva dell’intera specie umana, riportandola a condizioni di vita primitive. In questo scenario si muove il vagabondo Wataru, che è riuscito a recuperare gran parte dei ricordi e delle conoscenze perdute…

Ore No Sora – Keiji Hen (1991 – 92) 2 OAV

(Character design)

Letteralmente “Il Mio Cielo – Il Capitolo del Detective” (俺の空 刑事編) è una serie di 2 OAV ispirati ad un manga di Hiroshi Motomiya. L’eroe, Ippei Yasuda, guidato dal suo forte senso di giustizia, decide di diventare detective della polizia piuttosto che ereditare la guida della Yasuda Group, la ricchissima azienda di suo padre.

Tenkū Senki Shurato Sousei E No Antou Vol.5 (1992) OAV

(Sakkan)

Quinto di 6 OAV dedicati alla serie TV Tenku Senki Shurato, il cui protagonista, il sedicenne Shurato del titolo, scopre di essere il prescelto di Tenku Kai un mondo mitologico parallelo al nostro. Sulla scia di Yoroiden Samurai Troopers e Saint Seiya, si sviluppa quindi questa serie che vede contrapposti coraggiosi guerrieri in mistiche armature a feroci e sanguinarie divinità. Gli OAV rappresentano un sequel della serie TV ed in particolare questo quinto episodio ha visto Suda alla regia dell’animazione.

Cooking Papa (1992 – 95) Serie TV

(Animazione dei titoli di testa degli episodi da 1 a 46)

Serie animata di ben 151 episodi basata su un manga del 1984 e ancora in corso di pubblicazione, vede protagonista un impiegato molto bravo in cucina, la sua famiglia e i loro amici e conoscenti alle prese con la vita quotidiana. Il tutto all’insegna dei buoni sentimenti e… della buona cucina. Sicuramente preferibile ai programmi della Clerici e della Parodi

Rokudenashi Blues 1993 (1993) Film d’animazione

(Character design, Sakkan)

Secondo film dedicato all’omonimo manga di Masanori Morita, “Il Blues dei buoni a nulla” (ろくでなしBLUES) vede protagonista Tyson Maeda, giovane studente leader del liceo Teikan a Tokyo e fortissimo praticante di boxe, farsi strada nella vita a suon di pugni. Egli sogna infatti di diventare un campione mondiale di boxe e questo lo porterà a sfidare tantissimi avversari.

(Genga)

In seguito ad una notte di tempesta, un cucciolo di plesiosauro arriva a turbare la tranquilla vita di Yosuke, un ragazzo giapponese trapiantato con il padre nella natura incontaminata delle isole Fiji. Un dinosauro sopravvissuto fino ai giorni nostri è certo un` importante scoperta scientifica, ma la sua esistenza rischia di compromettere un esperimento atomico deciso da varie nazioni perchè ne distruggerebbe l’habitat naturale. Si vengono quindi a scontrare interessi di vario genere, ma a prevalere su tutto sarà l’amicizia. Pubblicato anche in Italia da Yamato Video nel 2002 in VHS e DVD con il tiolo Coo che arrivò da un mare lontano (COO: 遠い海から来たCOO), Il film è ispirato ad un romanzo di Tamio Kageyama del 1988.

Konpeki No Kantai (1993 – 2003) 32 OAV

(Character design)

Letteralmente La Flotta del Profondo Blu (紺碧の艦隊), è una lunga serie di OAV basati su un romanzo di Yoshio Aramaki, che narrano di uno sviluppo completamente diverso della Seconda Guerra Mondiale inserendo elementi di fantascienza. La trama vede infatti l’ammiraglio Yamamoto, il 18 aprile del 1943, tornare misteriosamente indietro nel tempo poco prima che il suo velivolo danneggiato si schianti al suolo. Egli si sveglia quindi nel Giappone del 1905 e, presa coscienza della situazione, decide di mettere a frutto le conoscenze tecnologiche acquisite nel suo tempo per assicurare la supremazia del proprio Paese quando sarà il momento di impugnare le armi. La storia è molto interessante ed articolata, presentando molti fatti realmente accaduti che vengono stravolti grazie alla superiore tecnologia del Giappone e alla conoscenza stessa che Yamamoto ha di tali eventi. A partire dal 1997 la serie ha avuto uno spin-off dal titolo Kyokujitsu No Kantai (旭日の艦隊 – La Flotta del Sol Levante), conclusosi nel 2002 con ben 15 OAV all’attivo. Di questi OAV, oltre al character design, Masami Suda ha curato la regia dell’animazione per gli episodi da 1 a 8.

Metal Fighter ♥MIKU (1994) Serie TV

(Genga)

Anno 2061, il mondo impazzisce letteralmente per un nuovo sport: Il Neo Pro-Wrestling! Ai lottatori che decidono di salire sul ring è concesso l’uso di tecnologiche armature da combattimento e potenziamenti vari. La serie segue la carriera delle Pretty Four, il team di lottatrici formato dalle giovani Miku, Ginko, Nana e Sayaka, attraverso duri combattimenti e risate.

Samurai Spirits – Haten Kouma No Sho (1994) Special TV

(Genga)

Special televisivo ispirato alla serie di picchiaduro Samurai Spirits (in occidente Samurai Shodown) della SNK, vede protagonisti Haohmaru, Hanzo e tutti gli altri popolari guerrieri del videogame impegnati a combattere la malvagia Amakusa. Essi sono infatti le reincarnazioni dei sacri guerrieri traditi ed uccisi da lei 100 anni prima ed è ora giunto il momento della vendetta…

Shirayuki Hime No Densetsu (1994 – 95) Serie TV

(Genga)

Serie TV di 52 episodi co-prodotta da Tatsunoko e dall’italiana Mondo TV (ex- Doro), La Leggenda della Principessa Biancaneve (白雪姫の伝説) riprende e approfondisce la classica favola di Biancaneve e i Sette Nani. In Italia, la serie è stata trasmessa in contemporanea con il Giappone, con il titolo “Biancaneve”.

Street Fighter II V (1995) Serie TV

(Genga degli episodi 2, 8 e 17)

Basato sulla famosissima saga di picchiaduro della Capcom, questo anime vede come principali protagonisti Ryu, Ken, Chun Li e Guile. Ovviamente non possono mancare personaggi del calibro di Vega, Balrog, Sagat, Dhalsim, Cammy, Fei Long ed altri, che compaiono nel corso dei 29 episodi che compongono la serie.

Slam Dunk (1995) Serie TV

(Sakkan degli episodi 7, 14, 19, 25, 32, 38, 45, 52, 59, 66, 74, 83, 90 e 97)

Trasposizione animata dell’omonimo manga di Takehiko Inoue, ha per protagonista Hanamichi, uno sfigato che viene continuamente scaricato dalle ragazze, le quali, puntualmente, finiscono per mettersi con i giocatori della squadra di basket. Per questo motivo Hanamici odia a morte il basket ma, un giorno, invaghitosi della bella Haruko, anche lei innamorata di un giocatore della squadra, decide di iscriversi anche lui per conquistarla…

The Hard BOUNTY HUNTER (1996) OAV

(Character design)

Tratto da un violento manga di Tetsuya Saruwatari, questo OAV narra le vicende di Hard, cacciatore di taglie di New York City. In questo campo la concorrenza è davvero spietata nella Grande Mela e il protagonista deve fare i conti con i suoi rivali…

Jigoku Sensei Nube (1996 – 97) Serie TV

(Sakkan degli episodi 1, 8, 15, 23, 36, 44 e 48)

Meisuke Nueno, (detto Nube), insegna nella scuola elementare della città di Domori. In verità egli è un esorcista il cui compito è difendere la città dai numerosi eventi soprannaturali che incombono quotidianamente. Per respingere tali minacce Nube ricorre al potere combattivo donatogli dal demone rinchiuso nella sua mano sinistra.

Shin Mach Go Go Go (1997) Serie TV

(Character design, Sakkan)

Remake dell’originale del 1967, in realtà presenta personaggi simili a quelli già visti, con gli stessi ruoli, ma con nomi e storie differenti. Il protagonista, Go Hibiki, decide di partecipare alle pericolose corse dove suo fratello parrebbe aver perso la vita. Alla guida della supertecnologica Mach 5, costruita da suo padre, si farà strada verso la vittoria e la verità…

Cutie Honey Flash (1997 – 98) Serie TV

(Sakkan degli episodi 32 e 37)

Nota anche con il titolo Cutie Honey F, questa serie televisiva è stata il tentativo della Toei di unire l’universo di Cutie Honey creato nel 1973 da Go Nagai (e già con altre animazioni alle spalle) con le dinamiche della serie TV su Sailor Moon, che da poco si era conclusa in Giappone. La protagonista di questa “versione edulcurata e rimaneggiata” dell’originale è Honey Kisaragi, studentessa della St. Chapel Academy. Nel giorno del suo 16° compleanno la sua vita diventa un incubo: il padre, il dr. Takeshi Kisaragi, scienziato ed inventore, gli viene rapito dalla Panther Claw, organizzazione criminale spaziale che vuol conquistare la Terra. In soccorso di Honey arriva il misterioso principe Tasogare che le consegna 2 oggetti a forma di cuore: un anello ed una collana. Grazie ad essi Honey può trasformarsi, pronunciando la formula “Honey Flash“, in Cutey Honey, la combattente della luce dell’amore!

Ramayana – Rama Ouji Densetsu (1998) Film d’animazione

ramayana(Genga)

Coproduzione animata tra India e Giappone, questo film narra la leggenda del Principe Rama di Ayodhya, saggio e potente guerriero, ritenuto l’incarnazione di Vishnu. Le sue eroiche gesta lo vedono come unico successore al trono del padre, il Re Dasharatha ma, a causa di un complotto ordito dall’invidioso fratello Bharata, il prode guerriero viene esiliato nella foresta assieme a Sita, la sua adorata consorte…

Yū☆gi☆ō (1998) Serie TV

(Sakkan degli episodi 7, 12, 19 e 25)

Si tratta della prima serie dedicata al manga di Kazuki Takahashi, assolutamente inedita in Italia. Difatti, la dinamica incentrata sul gioco di carte si sviluppa solo nelle serie successive, mentre in questa vengono presi in esame solo gli avvenimenti dei primi 7 volumi del manga originale, in cui il protagonista è alle prese con la ricostruzione di un misterioso puzzle dai poteri arcani…

Nessa No Haou Gandahra (1998) Serie TV

(Sakkan ep.23 e 26)

Serie TV di 26 episodi vede un essere sovrannaturale, chiamato Supremo Gandahra, svegliarsi e investire il mondo con violente tempeste di sabbia per trasformarlo in un immenso deserto. Gli unici che sembrano poterlo combattere sono la giovane Ema, un’aspirante cantante, ed il suo amico Yuki che, assieme ad altri componenti di una band, dovranno scoprire il segreto, celato nella musica, per poter sconfiggere il demone e salvare il pianeta.

Jikū Tenshō Nazca (1998) Serie TV

(Genga, Sakkan dell’episodio 5)

Letteralmente “I Movimenti Dimensionali di Nazca” (時空転抄ナスカ) è un anime di 12 episodi giunto anche in Italia. Basato sull’omonimo manga, narra di un giovane chiamato Kyoji che scopre di essere la reincarnazone di un valoroso guerriero Inca il cui compito è di contrastare i piani di altri malvagi guerrieri, anch’essi reincarnatisi, che vogliono portare l’umanità all’estinzione tramite l’apertura dei “cancelli dell’Illyatesse”, una porta verso il potere primigeneo della Terra e della creazione. Kyoji non è però da solo nel suo compito: anche i suoi amici Dan e Keita combattono al suo fianco.

Gekijô-Ban Poketto Monsutâ: Maboroshi No Pokemon: Rugia Bakutan (1999) Film d’animazione

(Genga)

Eh, vabbè, il lavoro è lavoro, anche quando si tratta di collaborare al secondo film d’animazione dei Pokémon… considerato che agli utenti di questo sito non credo interessino e che i fan sfegatati non abbiano bisogno che gli riassuma la trama, passo volentieri al prossimo titolo…

Alexander Senki (1999) Serie TV

(Sakkan)

Anime televisivo di 13 episodi basato su un romanzo di Hiroshi Aramata, che vede protagonista Alessandro Magno. Viene narrata la sua ascesa al potere e la sua avanzata verso la conquista del mondo allora conosciuto, ma un’oscura profezia sembra gravare sulla sua vita… La serie è stata pubblicata anche in Italia da Dynit e trasmessa su MTV.

Kamikaze Kaitou Jeanne (1999 – 2000) Serie TV

(Sakkan degli episodi 8 e 18)

Tratto dall’omonimo manga (giunto anche in Italia) di Arina Tanemura, questo anime per la TV vede protagonista la sedicenne Maron, che in realtà è la reincarnazione di Giovanna D’Arco. Il suo “incarico divino” è di combattere i demoni che si annidano in particolari dipinti e che rubano la bellezza di chi li osserva…

Il nuovo millennio

In questi anni il numero di collaborazioni del maestro si riduce rispetto al passato e purtroppo non tutte le produzioni a cui partecipa sembrano degne di riportare il suo nome nello staff. E’ il caso ad esempio di Gundou Musashi e, purtroppo, Souten No Ken, che se sulla carta avrebbero dovuto rappresentare dei grandissimi progetti, nella realtà si sono dimostrati dei flop. Nota positiva per i fan di Ken, il maestro ha dato il suo contributo nello splendido OAV Toki Den.

Time Bokan 2000: Kaitou Kiramekiman (2000) Serie TV

(Animazione dei titoli di testa)

Ottava serie della saga delle Time Bokan, stavolta vede i ruoli apparentemente invertiti: L’inafferrabile coppia di ladri chiamati Kiramekiman è costantemente inseguita da uno sgangherato trio di poliziotti che non riesce mai ad acciuffarli. In realtà i propositi dei Kiramekiman sono nobili: Compiono furti solo per sottrarre oggetti che metterebbero in pericolo il futuro…

Taiyou No Hou – El Kantare e No Michi (2000) Film d’animazione

(Disegni)

Prima produzione animata del movimento religioso Happy Science, è basata sull’omonimo libro (pubblicato anche in occidente con il titolo The Laws of the Sun) di Ryuho Okawa, il suo fondatore. La Coscienza Cosmica crea la razza umana sul pianeta Venere, un paradiso di saggezza, amore, e apprendimento. Tuttavia, l’assenza di lotta impedisce all’umanità di progredire verso la perfezione, per cui l’intera specie viene spostato sulla meno ospitale Terra, dove viene incoraggiata a cercare l’illuminazione attraverso un processo di continue reincarnazioni…

Salaryman Kintaro (2001) Serie TV

(Character design)

Kintaro Yajima, temuto e riverito leader di una gang di motociclisti di ben 10.000 membri, decide di mettere la testa a posto quando la moglie Akemi muore dopo aver dato alla luce Ryuta, il loro figlio. Sciolta la gang, Kintaro diventa un impiegato, ma il suo animo resta sempre quello di un tempo. In un ambiente in cui la manipolazione ed il servilismo la fanno da padrone, il protagonista si rivelerà un osso duro per tutti…

Ougon No Hou – El Kantare No Rekishikan (2003) Film d’animazione

(Sakkan)

Film d’animazione prodotto ancora dal movimento Happy Science. Nell’anno 2403, un giovane studente di nome Satoru riceve la visitata di una viaggiatrice del tempo proveniente dal futuro, una ragazza di nome Alisa. I due tornano indietro nel tempo per esplorare insieme il 21 ° secolo, quando un guasto li spedisce attraverso episodi apparentemente casuali di importanza religiosa e storica.

F-Zero Falcon Densetsu (2003 – 04) Serie TV

(Sakkan degli episodi 13, 21, 29, 37 e 44)

Basato sulla celeberrima ed amata serie di videogames della Nintendo, questo anime di 51 episodi narra della leggenda di Captain Falcon e degli altri protagonisti delal saga, che nell’anno 2201 si riuniscono da ogni parte della galassia per partecipare alle mortali gare automobilistiche chiamate F-Zero. Nell’anime viene introdotto un nuovo personaggio, Ryu Suzaku, che oltre a rivestire il ruolo di protagonista principale della vicenda si rivelerà risolutivo per lo scontro finale tra Falcon e Black Shadow!

VIEWTIFUL JOE (2004) Serie TV

(Sakkan degli episodi 1, 7, 13, 20, 28, 35, 41 e 42)

Anime di 51 episodi ispirato alla celebre ed omonima serie di videogames nata su Nintendo Gamecube per mano di Capcom, vede protagonista Joe, un comune ragazzo che può assumere l’identità del paladino Viewtiful Joe e utilizzare i suoi “poteri cinematografici” (tra i quali il mitico “bullet time” alla Matrix) contro i mostrusoi nemici provenienti dal mondo della celluloide!

Naikaku Kenryoku Hanzai Kyosei Torishimarikan Zaizen Jotaro (2006) Serie TV

(Character design, Sakkan generale e Sakkan dell’episodio 11)

Serie animata di 13 episodi vede protagonista l’Agente della Government Crime Investigation Zaizen Jotaro (内閣権力犯罪強制取締官 財前丈太郎), un ex-ufficiale di polizia a lungo creduto morto. Per indagare sui loschi affari tra Seijiro Matsuzaka, membro del Parlamento, e Keiichi Suzuki, presidente della società edilizia Ooshima Construction, Jotaro viene messo in grado di accedere a risorse illimitate e a poter agire al di sopra della legge, sfruttando metodi ben poco ortodossi per fermare la corruzione.

Gundou Musashi (2006) Serie TV

(Character design)

Ideato da Monkey Punch (l’autore di Lupin III), questo anime di 26 episodi narra le avventura del giovane Musashi Miyamoto, praticante del gundo, un’arte marziale basata sulle armi da fuoco, che si muove in un’immaginario Giappone feudale. I suoi avversari sono i demoni conosciuti come Ayakashi… Minata da un budget molto basso, la serie è purtroppo considerata una delle peggiori mai prodotte a livello tecnico e non basta purtroppo l’ottimo character design del maestro Suda a risollevarla dai suoi problemi.

Souten No Ken (2006 – 07) Serie TV

(Sakkan degli episodi 14 e 26)

Trasposizione animata della prima parte del manga omonimo, è stata trasmessa per la prima volta in Italia nel 2010 sul canale satellitare Man-Ga, con il titolo “Ken il Guerriero – Le Origini del Mito” (fedele al titolo dell’edizione italiana del manga). Il protagonista è Kenshiro Kasumi, 62° Successore della Divina Scuola di Hokuto, alle prese con la malavita della Shangai degli anni ’30 e le lotte tra i diversi clan dell’Hokuto. Dopo anni di latitanza dal mondo di Hokuto, Masami Suda torna a dirigere l’animazione di due episodi di questa produzione, ma ciò non basta a risollevare il complessivo livello tecnico della serie, che lo stesso Suda definisce “imbarazzante” (come già spiegato nell’introduzione all’intervista che il maestro ci ha rilasciato). In seguito, lo stesso Suda è stato chiamato a rifare da zero character design e animazioni per le sequenze in stile anime che compaiono nel primo pachislot dedicato a Souten No Ken nel 2010, tra l’altro l’unico prodotto a mostrare la trasposizione animata degli episodi successivi a quelli di questa serie. Vedi la scheda completa

HELLSING: ULTIMATE (2006 – 12) Serie di OAV

Hellsing Ultimate(Genga degli episodi 1 e 2)

Serie di OAV che si propone come fedele trasposizione animata del manga Hellsing di Kota Hirano (pubblicato anche in Italia da J-Pop). I “Cavalieri Reali dell’Ordine Protestante” sono un nobile casato di Londra, conosciuto come Hellsing, che da generazioni lotta contro creature di cui la maggior parte della gente ignora l’esistenza: vampiri, ghoul e qualunque entità non umana che, generalmente, viene chiamata “mostro”. Protagonista principale delle vicende della serie è Alucard, vampiro al servizio dell’Ordine, che si ritroverà al centro di una vera e propria guerra contro gli spettri nazisti del Millennium.

Tokyo Majin Gakuen Kenpucho Tou: Dainimaku (2007) Serie TV

(Assistente Sakkan)

Seconda serie di un anime per la TV ispirato ad una saga di videogames. Per l’ennesima volta ci si ritrova a contemplare i soliti liceali dotati di poteri speciali e colpi segreti. Mentre nella prima stagione se la sono vista con dei morti viventi, stavolta sono in lotta contro un’organizzazione di assasini…

Kōtetsushin Jeeg (2007) Serie TV

Kotetsushin Jeeg(Genga dell’episodio 9)

13 episodi per questa serie robotica che, di fatto, costituisce il sequel del mitico Jeeg Robot D’Acciaio. A cinquant’anni dagli eventi della serie originale, il nuovo protagonista è il liceale Kenji Kusanagi che si ritroverà a combattere nuovamente per le sorti della Terra contro la Regina Himika. Nella guerra verranno coinvolti nuovi e vecchi amici, compresi l’ormai anziana Miwa e il leggendario Hiroshi Shiba, il Jeeg originale!

BAMBOO BLADE (2007 – 08) Serie TV

(Genga)

Kojiro è lo squattrinato insegnante di kendo di una scuola superiore. Demotivato e privo di obbiettivi si trascina a scuola ogni giorno per andare in palestra dai suoi (pochi) allievi. Eppure un evento sta per sconvolgere la sua esistenza. Una scommessa, un combattimento tra due squadre di kendo femminile con una scuola rivale e un premio in palio a cui è impossibile resistere : la fornitura per un’anno di sushi deluxe! Kojiro, ora motivato, ha un solo scopo: mettere insieme una squadra in grado di vincere e per farlo ha bisogno di Tamaki Kawazoe, figlia di uno dei più grandi maestri di spada del Giappone. Piccolo problema, la ragazza non ha alcuna intenzione di unirsi alla nascente squadra…

Hayate No Gotoku! – prima stagione (2007 – 08) Serie TV

(Genga)

Serie TV di 52 episodi basata sull’omonimo manga di Kenjiro Hata.La storia segue le vicissitudini del povero Hayate il quale, a causa di enormi debiti contratti dai suoi genitori, è costretto a lavorare come domestico, guardia del corpo, confidente ed altre varie mansioni per Nagi, una ragazza ricca e capricciosa alla quale ha però rocambolescamente salvato la vita…

Keroro Gunso – stagione 4 (2008) Serie TV

(Sakkan dell’episodio 200)

Lunga serie TV ancora in corso in Giappone, quella del Sergente Keroro (ケロロ軍曹) è la demenziale storia di un ranocchio alieno inviato a conquistare il nostro pianeta. Purtroppo, Keroro non è propriamente quello che si potrebbe definire un conquistatore intergalattico, la sua personalità è molto più vicina a quella di Otaku all’ultimo stadio e la missione pare essere proprio l’ultima delle sue preoccupazioni mentre, stabilitosi a casa dei giovani terrestri Natsumi e Fuyuki, passa il tempo a giocare ai videogames, guardare anime in TV e costruire modellini di Gundam!

Shin Kyuseishu Densetsu – Hokuto No Ken – Toki Den (2008) OAV

(Sakkan)

Masami Suda torna a dirigere l’animazione nel postapocalittico mondo di Hokuto No Ken in questo grandioso OAV dedicato a Toki, il saggio fratello di Kenshiro il cui tragico destino viene qui rivisitato nell’ambito del progetto Shin Kyuseishu Densetsu. Per l’occasione, Suda si reincontra con il mitico Junichi Hayama, suo allievo prediletto proprio ai tempi della serie televisiva storica e qui a dargli una mano anche lui come sakkan e character designer. Vedi la scheda completa

Buddha Saitan (2009) Film d’animazione

(Sakkan)

Nuova produzione basata sui libri di Ryuho Okawa, fondatore dell’organizzazione religiosa Happy Science, questo film d’animazione vede ancora una volta affrontare le tematiche legate al credo del movimento, che auspica la rinascita del Buddha nella nostra epoca ormai sprofondata nel caos. La trama: il suicidio di una famosa giornalista che stava indagando su uno scandalo legato alla corruzione causa il risveglio spirituale della diciassettenne Sayako, liceale che la stimava profondamente e ambiva a diventare giornalista proprio come lei. La ragazza inizia a vedere gli spiriti dei defunti e quasi perde la sua stessa vita, ma quest’esperienza la porterà a cercare la verità affrontando poteri oscuri…

(Sakkan dell’episodio 15)

Anime di 27 episodi tratto da una serie di romanzi (adattati anche come manga) che narrano di un mondo dove le persone decedute si trasformano in libri che vengono conservati nella Biblioteca di Bantorra. Leggere uno di questi libri significa avere accesso all’intera vita di quella persona. La preziosa biblioteca è sorvegliata da guerrieri dotati di poteri sovrannaturali, costantemente in lotta contro il culto della Chiesa di Shindeki

(Genga)

Inazuma Eleven – L’attacco dell’armata più forte: gli Ogre (劇場版 イナズマイレブン 最強軍団オーガ襲来) è il primo film animato dedicato a questa serie fanta-calcistica la cui serie TV è giunta anche in Italia. Stavolta i protagonisti devono vedersela con gli Ogre, una forza militare proveniente dal futuro ed intenzionata a distruggerli. Fortunatamente, dal futuro verrà in loro soccorso anche un amico…

GIANT KILLING (2010) Serie TV

(Sakkan dell’episodio 7, Genga)

Serie TV di 26 episodi basata sull’omonimo manga sceneggiato da Masaya Tsunamoto e disegnato da Tsujitomo. Una squadra di calcio di Tokyo sta attraversando un momento difficile. Ha appena perso cinque partite di fila e le prospettive non sono affatto rosee. Quando la squadra perde, l’allenatore viene licenziato, i giocatori venduti, gli sponsor se ne vanno, solo un miracolo potrebbe risollevarla. I dirigenti decidono quindi di assumere un nuovo allenatore, Tatsumi Takeshi, un ex grande campione di calcio…

Shinpi No Hō (2012) Film d’animazione

The Mystical Laws(Sakkan principale)

Quarto film d’animazione prodotto dal movimento religioso Happy Science, è conosciuto anche con il titolo internazionale The Mystical Laws. Nell’anno 202X, il misterioso Tathagata Killer è il signore indiscusso dell’Impero di Godom, che è riuscito a sottomettere anche l’America e le Nazioni Unite. Il protagonista, Sho Shishimaru, dotato di poteri di preveggenza e membro di una società segreta nota come Hermes Wings, si troverà coinvolto nella guerra contro il malvagio Impero dopo aver scoperto di essere la reincarnazione di Buddha.

PSYCHO-PASS (2012 – 13) Serie TV

PSYCHO-PASS(Genga del primo episodio)

Ambientato in un futuro prossimo, quest’anime di 22 episodi narra di un mondo in cui i progressi tecnologici hanno reso possibile misurare e monitorare con precisione lo stato mentale, la personalità e le disposizioni delle persone usando lo “Psycho-Pass”, un dispositivo installato nel corpo di ogni cittadino. Lo strumento viene usato anche per valutare le probabilità che una persona commetta un crimine, misurato dal “Coefficente di Criminalità”: quando questo valore supera un determinato limite interviene la sezione anticrimine della Pubblica Sicurezza. La storia ruota quindi attorno a Shinya Kōgami, un Agente che sfrutta tale dispositivo per lottare contro il crimine, e ad Akane Tsunemori, Ispettore di polizia che comanda la squadra a cui appartiene Kogami.

Youkai Watch (2014) Serie TV

youkai watch(Character design)

Basato sull’omonimo videogame per Nintendo 3DS prodotto da Level-5, questo anime vede protagonista un ragazzino di nome Keita che, entrato in possesso del prodigioso “Orologio degli Spiriti”, diviene in grado di interagire con fantasmi e demoni normalmente invisibili. Ovviamente, mentre una parte di tali presenze sembrano essere amichevoli e ben disposte verso Keita, lo stesso non si può dire per altre, che sembrano invece intenzionate a recare guai. Il tutto si risolverà per mezzo di numerose battaglie al grido di “Gotta catch’em all”


manifesto1200

10 cose che non sapevate su Ken il guerriero


10 COSE

Nelle scorse due settimane, parlando del ritorno di Mad Max, mi sono divertito ad elencare i punti di contatto tra la saga di Miller e quella del guerriero di Hokuto ma, come molti sanno, il manga più famoso di Tetsuo Hara nasconde una miriade di citazioni, alcune molto evidenti o apertamente dichiarate (Bruce Lee, Stallone, Boy George, Frazetta, ecc…), altre un po’ più ricercate che magari non saltano subito all’occhio. Ed è su queste ultime che, con la benedizione di Doc Manhattan, ho deciso di scrivere un intero post. Buona lettura ;)

1 – Nanto Corporation

Nel creare il suo futuro postapocalittico, Hara non si limitò a prendere spunto da Mad Max 2, ma scelse di rappresentare la società precedente al disastro come estremamente avanzata. Per questo, il suo modello di riferimento circa l’architettura degli edifici divenne Blade Runner, capolavoro del cinema di fantascienza del 1982, diretto da Ridley Scott. Uno dei primi e più lampanti esempi di questa ispirazione fu il palazzo di Shin, che ricalcava la struttura (sia esterna che interna) della “piramide” della Tyrell Corporation.

2 – Blade Golan

Sempre da Blade Runner arriva il look dei Golan, i fanatici fondatori della Terra di Dio. In questo caso, il modello di riferimento sono gli ufficiali della polizia.

3 – Uno e trino

E se fino ad oggi avete pensato che il maestro Hara fosse sì bravissimo, ma tutto sommato una persona “normale”, potete subito ricredervi: è un folle! Cioé, ha preso un veicolo sempre da Blade Runner e lo ha sezionato in 3 citazioni diverse sparse tra gli episodi del manga. Nel secondo volume, la parte “incriminata” sono le ruote della camionetta dei Golan (e anche parte del muso, in verità), nel quinto, invece, la scritta laterale è riportata in piccolo in una vignetta, stampata su un muro. La parte frontale del veicolo viene adoperata infine nel ventiquattresimo volume. Insomma, gli piaceva proprio :D

sebastah

4 – Raoh al largo dei bastioni di Orione…

Se siete fra quelli che hanno sempre pensato che Raoh fosse la versione a fumetti di Schwarzenegger, beh, avevate ragione a metà. Perché se è vero che il fisico statuario del maggiore dei fratelli di Hokuto è sicuramente ricalcato sull’allora protagonista di Conan e Terminator, è anche vero che gli occhi di ghiaccio ed i capelli ossigenati sono gli stessi di Roy Batty, il replicante interpretato sempre in Blade Runner da Rutger Hauer. E non solo: anche il modo di vivere, tentando di superare i limiti imposti, il fatto di uccidere il proprio “padre” e anche il modo di morire, dopo aver esaurito ogni forza residua, sono punti in comune tra i due personaggi che è difficile ignorare.

raoh

5 – Sorianegger

Rimanendo sempre sul caro Arnold, quando Hara si è finalmente deciso ad usarne non solo il corpo ma anche il volto, lo ha fatto con Soria della Luce Purpurea.

schwarzenegger

6 – Metallo pesante

Nel sedicesimo volume, tra i quattro prigionieri del carcere speciale che Geira vorrebbe assoldare per uccidere Kenshiro, c’è King Diamond, storico frontman dei danesi Mercyful Fate. In tre delle cinque vignette in cui appare, prende solo mazzate da Ain. Alla faccia del “misericordioso fato”…

king diamond

7 – Capitali Volanti Non Identificate

L’estetica della Capitale Imperiale è ispirata dalla scena madre di Incontri ravvicinati del terzo tipo, famosissimo film di fantascienza del 1977.

3rd kind

8 – La dinamo del dolore

Parlando di Mad Max Beyond Thunderdome ho già evidenziato lo spunto offerto da Bartertown per la creazione della Capitale Imperiale, ma l’ispirazione per il crudele meccanismo che permette al Viceré Jako di non restare mai al buio viene in realtà dalla “Ruota del Dolore” di Conan il Barbaro.

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9 – Akashachi l’orbo

Anche Goonies, del 1985, è un film che ha colpito l’immaginario di Hara. Non solo vi ha preso il personaggio di Sloth e lo ha inserito come “comparsa” nel manga, ma anche Willie l’orbo pare averlo ispirato a creare il pirata Akashachi (notare la benda e, soprattutto, le fattezze del cappello). Anche i diversi dispositivi a trabocchetto nascosti nel corpo del personaggio sembrano omaggiare le ingegnose trappole del film.

one eyed willy

10 – Reietti stellari

I reietti della Terra degli Shura sono ispirati ai Jawa, i piccoli umanoidi nativi del pianeta Tatooine in Guerre Stellari. E così come i Jawa si esprimono in una lingua incomprensibile, così i reietti vengono ritratti spesso mentre parlano tra loro con un qualche strano dialetto locale del loro luogo natio.

jawa

Bonus – La mano di Asam

Chiudo con una curiosità “extra”. Un paio di anni fa ebbi modo di parlare già della citazione, offerta da Hara nel primo degli episodi pilota di Hokuto No Ken, riguardante Masutatsu Ōyama, maestro del Kyokushinkai Karate che si era guadagnato il soprannome di “Mano di Dio” per la sua capacità di sconfiggere gli avversari con un unico potente pugno e che riusciva ad abbattere un toro a mani nude. L’autore ripete la citazione nel venticinquesimo volume della serie, ma stavolta il protagonista è il Re Asam.

oyama asam

MAD MAX – La trilogia originale (terza parte)


Si conclude, con questo articolo, l’approfondimento sulla trilogia originale di Mad Max che ho voluto preparare in concomitanza con l’uscita nelle sale dell’attesissimo nuovo capitolo, Mad Max: Fury Road (se non avete nacora letto la mia recensione, la trovate qui). Dopo aver parlato delle origini di Max Rockatansky nel primo film e dopo averlo visto alle prese con i predoni di Lord Humungus nel secondo, andiamo oggi a chiudere il cerchio con l’episodio forse più “controverso” della saga…

mad max trilogy 199x cover

Prodotto nel 1985,  Mad Max Beyond Thunderdome (Da noi “Mad Max – Oltre la sfera del tuono”) vede ancora George Miller alla regia e Mel Gibson nel ruolo del protagonista principale. Max, persa la sua Interceptor nel film precedente, vaga ancora nel deserto ma con un carro trainato da cammelli. Nella sequenza iniziale, questi gli vengono però sottratti da Jedediah (interpretato da Bruce Spence, il Gyro Captain dell’episodio precedente) e da suo figlio, un’improbabile coppia di banditi che lo attaccano di sorpresa a bordo di un piccolo aereo agricolo. Seguendone le tracce, il protagonista giunge così a Bartertown, una cittadina  dal commercio fiorente e dotata di vari comfort, primo tra tutti la corrente elettrica. Qui si fa subito notare e viene subito portato al cospetto di Aunty Entity (Tina Turner), la reggente del posto.

“Qui c’era solo merda e sangue. Dove c’era il deserto, ora sorge una città”

Alla donna serve infatti un guerriero, qualcuno capace di togliere di mezzo Master Blaster, un’entità formata da due individui, un nano molto intelligente (“Master”, interpretato da Angelo Rossitto) ed un gigante stupido, ma dalla forza letale, che lo porta sempre sulle spalle (“Blaster”, Paul Larsson). I due controllano la raffineria di metano, prodotto grazie alle feci dei maiali, che si trova nel sottosuolo di Bartertown e forniscono quindi alla città la tanto preziosa corrente elettrica. Approfittando di questa sua posizione, Master ha iniziato a dichiararsi padrone di Bartertown, tenendo sotto scacco la stessa Aunty con gli “embargo”, piccole dimostrazioni di forza durante le quali fa cessare la fornitura di gas mettendo in ginocchio la popolazione. Max, prima di accettare quella proposta che gli frutterebbe una lauta ricompensa, decide di studiare da vicino l’avversario, perciò scende nel sottosuolo mischiandosi agli operai che spalano le feci e scopre il punto debole di Blaster: un’ipersensibilità ai suoni acuti come quelli prodotti dal suo fischietto per cani. Tanto basta al protagonista per acconsentire alla richiesta ma, essendo Bartertown governata da leggi ferree, tutta l’operazione dev’essere svolta in modo che sembri  un evento fortuito e non riconducibile alla stessa Aunty. Di conseguenza, viene organizzata una messinscena durante la quale Max attacca briga con Master Blaster nelle strade. La regola vuole che ogni contesa venga risolta con una lotta all’ultimo sangue nel Thunderdome, una gabbia a forma di cupola in cui gli sfidanti combattono come moderni gladiatori, e così Max e Blaster vi vengono condotti…

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Non senza difficoltà, Max riesce infine a mettere al tappeto Blaster ma, quando sta per vibrare il colpo di grazia, scopre che si tratta solo di un ragazzo affetto da sindrome di Down ed è il figlio di Master. Il protagonista non riesce ad infierire e, sentendosi preso in giro, rivela alla folla il piano di Aunty. Ma ormai è troppo tardi: Ironbar (Angry Anderson), braccio destro della donna, approfittando del momento uccide Blaster a sangue freddo. Master viene quindi catturato ed obbligato a far funzionare la raffineria di metano, mentre Max, per aver rotto il patto con Aunty, viene legato ad un cavallo ed esiliato nel deserto a mo’ di capro espiatorio.

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Quando è ormai ad un passo dalla morte, viene soccorso da Savannah (Helen Buday), una ragazza che lo trascina in un’oasi ove risiede con la sua tribù composta esclusivamente di bambini e adolescenti. Come Max ha modo di scoprire, questi sono i figli di un gruppo di persone che, grazie all’intraprendenza di un pilota di linea chiamato Capitano Walker, riuscirono a sfuggire all’inferno nucleare e trovarono in quell’oasi un posto in cui stabilirsi. In seguito, però, Walker prese con sé gli adulti e formò una spedizione volta a trovare altri superstiti, lasciando detto che almeno uno di loro sarebbe tornato, cosa che purtroppo non avvenne mai. Savannah e gli altri sono quindi convinti che Max sia il Capitano Walker e si aspettano che il protagonista li conduca verso quella che chiamano “Terra del Domani Domani”, una sorta di terra promessa in cui i piccoli membri della tribù hanno iniziato a credere guardando le foto rimaste delle città precedenti l’olocausto nucleare.

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Max ci mette due secondi a far crollare le loro illusioni, provocando subito una spaccatura tra chi, come Slake (Tom Jennings), gli dà ascolto, e chi invece, come Savannah, lo ritiene solo un bugiardo e intende scoprire la verità di persona, avventurandosi nel deserto. Il protagonista, che non ha alcuna intenzione di assecondare simili idee suicide, in un primo momento riesce ad imporsi con la forza e ad evitare che la giovane ed altri bambini con lei si allontanino dall’oasi ma, durante la notte, ella riesce a liberarsi e a fuggire con il resto  dei suoi piccoli seguaci. Quando Max riesce finalmente a rintracciarli, salvando la stessa Savannah dalle sabbie mobili, il gruppo è ormai alla periferia di Bartertown, quindi si decide di proseguire e tentare di recuperare Master, che con le sue competenze tecniche potrebbe tornare molto utile. Calata la notte, il gruppo si infiltra allora nella raffineria di metano e libera sia Master che Pig Killer (Robert Grubb), un detenuto che Max ha conosciuto la prima volta che è stato lì. Questi, messosi alla guida di una motrice su rotaie, carica tutti a bordo e fugge via da Bartertown mentre Ironbar, Aunty ed il resto degli uomini iniziano ad inseguirli nel deserto.

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“Allora, qual è il piano?” “Un piano? E chi ha un piano?”

Dopo una rocambolesca fuga, il gruppo è costretto a fermarsi a causa della fine delle rotaie. Fortunatamente, lì nei pressi c’é il nascondiglio di Jedediah, a cui Max ordina di prendere l’aereo agricolo e farci salire tutti. Le ridotte dimensioni del velivolo, però, fanno sì che non riesca a decollare a causa del peso eccessivo dei passeggeri. Quando Aunty e i suoi scagnozzi li hanno praticamente quasi raggiunti, Max scende e si avvia verso i nemici per dare l’opportunità al pilota di prendere il volo e mettere tutti in salvo. Il protagonista lancia quindi il suo veicolo contro quello di Ironbar, uccidendolo e causando un incidente a catena tra gli altri  mezzi che sopraggiungono, mentre il piccolo aereo riesce finalmente a librarsi nel cielo. Aunty, ammirata dal coraggio dell’eroe, decide allora di risparmiargli la vita tornandosene a Bartertown e abbandonandolo lì nel deserto.

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L’aereo di Jedediah sorvola quindi le rovine di una grande città (dagli elementi che si vedono si capisce che si tratta di Sydney) e la scena si sposta ad alcuni anni più tardi, quando Savannah, che stringe un neonato fra le braccia, racconta la loro storia ad un folto gruppo di giovani:

“Gli anni passano rapidamente e, giorno dopo giorno, abbiamo fatto la nostra storia raccontando la nostra leggenda. Ma questa non è la storia di uno, è la storia di tutti noi, e voi dovete ascoltare e ricordare, perché voi oggi ascoltate e domani racconterete ai nuovi nati. Io ora guardo dietro di noi, nella nostra storia passata. Vedo noi incominciare il viaggio verso casa e ricordo come arrivammo qui e quanto fummo felici, perché vedemmo com’era una volta. Abbiamo guardato, abbiamo capito di avere ragione. Quelli del passato avevano il sapere, cose al di là dell’immaginazione, anche al di là dei nostri sogni. Il tempo passa e continua a passare, e ora sappiamo che ritrovare il segreto di quello che si è perso sarà difficile. Ma questa è la nostra strada e noi dobbiamo seguirla, e nessuno sa dove porterà. Comunque, ogni notte ripeteremo la nostra storia per ricordare chi eravamo e da dove siamo venuti, ma soprattutto noi ricorderemo l’uomo che ci trovò, quello che venne per salvarci. E noi illumineremo la città. Non solo per lui, ma per tutti quelli che non sono ancora qui, perché sappiamo che verrà una notta in cui loro vedranno una luce lontana e torneranno a casa.”

Come dicevo nell’introduzione, questo terzo film è e rimane quello più controverso circa il giudizio di pubblico e critica. Da un lato ha alcuni aspetti positivi, come l’idea di caratterizzare maggiormente la società composta dai sopravvissuti del dopobomba, ampliando così le possibilità della narrazione mentre, d’altro canto, soffre in generale per la perdita di quella dose di spietatezza che permeava le precedenti pellicole della serie. In più, mentre a volte il meccanismo di causa ed effetto non è proprio chiaro come dovrebbe, ci sono così tante coincidenze ed avvenimenti fortuiti nella sceneggiatura da far pensare più ad una fiaba che ad una storia ambientata in un mondo come quello descritto in Mad Max 2. In buona sostanza, guardare Mad Max Beyond Thunderdome, soprattuto dalla seconda parte in poi, è come guardare i Goonies, ma dei Goonies molto meno divertenti. Certo, si potrebbe anche pensare che il tutto sia stato sviluppato in questa maniera perché visto e narrato ai posteri dalla mente ingenua di Savannah (sempre per il discorso relativo al mito dell’eroe che facevo nella recensione di Mad Max: Fury Road), ma rimane il fatto che, alla base della produzione, ci fu il tentativo di ampliare il pubblico (e quindi fare più incassi) abbassando il target minimo d’età a cui il film era destinato. A questo si aggiunse poi un evento luttuoso di una rilevanza non indifferente: la morte di Byron Kennedy, co-creatore della saga, il cui elicottero si schiantò proprio mentre sorvolava la location in cui è stato girato il film. Questo causò in Miller un allontanamento dal progetto, di cui poi accettò di girare soltanto le scene d’azione come tributo al suo caro amico scomparso. Sempre a questi si riferiscono poi alcuni passaggi del racconto di Savannah (in particolare la frase finale) e la sagoma di Max che si allontana nel deserto mentre compare sullo schermo la dedica “… for Byron”. Il resto del film venne invece affidato al regista George Ogilvie, che non fece in realtà un cattivo lavoro per quello che riguarda il lato puramente tecnico, ma che evidentemente ha contribuito in larga parte a snaturare quei concetti che invece erano ben chiari nella mente di Miller e Kennedy e che avevano decretato il successo della serie. Nonostante ciò, anche questo terzo capitolo non poté fare a meno di ispirare la cultura di massa (basti pensare al Thunderdome stesso) e contribuire a diffondere il mito di Max Rockatansky, questa volta più aperto e approfondito rispetto al precedente Mad Max 2.

Analogie con Hokuto No Ken

Chiaramente, anche questa nuova avventura di Max è stata fonte d’ispirazione per Tetsuo Hara, che ha puntualmente riversato nel mondo di Hokuto molte delle cose viste nel film. Primo fra tutti il look di Max, che ritroviamo, fatti salvi alcuni dettagli aggiuntivi, negli abiti indossati da Shu.

max shu 1

Anche il fatto di lottare per dei bambini accomuna i due personaggi.

children

I soldati dell’esercito di Souther sono anch’essi debitori a Mad Max per il loro aggressivo look, preso pari pari da quello degli scagnozzi di Aunty.

soldiers 1

In particolare, proprio nei primi minuti del film, vediamo una delle guardie di Bartertown roteare con le mani delle lame  legate con fili, cosa che vdiamo poi fare, in maniera molto simile, da alcuni dei soldati del Sacro Imperatore che hanno accerchiato Shu e cercano di distrarlo con il suono prodotto dalle loro peculiari armi…

weapons

Abbiamo poi la fase di Max tra la vita e la morte, svenuto nel deserto, che viene recuperato da una figura inizialmente misteriosa. Tutto ripreso dal maestro ed infilato sempre nella saga relativa a Souther, quando Kenshiro resta in fin di vita dopo esser stato tirato fuori (a costo della vita di Shiba) dalle segrete del palazzo nemico.

near death

E la citazione continua quando Ken è finalmente al sicuro. Anche la fase in cui il protagonista, in stato di incoscienza, viene trasportato con un’imbarcazione lungo un corso d’acqua è molto simile a quello che avviene nel manga.

near death 2

Superata questa parte di storia, Hara conserva ancora diversi spunti grafici e narrativi da Mad Max Beyond Thunderdome, basti pensare all’idea dei bambini presi come simbolo che torna di prepotenza nella saga dei Nanto Goshasei, più nello specifico riguardo alla storia di Fudo. Ed è proprio qui che appare un’altra evidente citazione: le sabbie mobili.

sands

Qualcosa poi la troviamo anche nella seconda parte dell’opera. Bartertown viene rielaborata da Hara fino a diventare la Capitale Imperiale, la cui corrente elettrica viene alimentata nei sotterranei con una gigantesca dinamo. Indicativa, in tal senso, la citazione di alcuni elementi del film come la voce di Aunty diffusa dai megafoni alla popolazione durante gli embargo, che qui diventa la voce del Viceré Jako, che vuole più luce.

voice

Altra chicca non facile da cogliere è quella dello Shura che attacca Kenshiro sulla nave di Akashachi. In questo caso, l’arma utilizzata, benché diversa, ricorda molto il cappio usato da Ironbar contro Max durante la prova voluta da Aunty, nelle prime battute del film.

slipknot

Dulcis in fundo, Master Blaster, chiaramente utilizzato come modello per Koketsu ed il suo “cucciolo“…

master blaster koketsu 1