Ken il guerriero e gli errori del doppiaggio storico (settima puntata)


Torna, dopo tanto tempo, l’appuntamento con il memorabile doppiaggio storico di Ken il guerriero! Siete pronti a salire sullo (sgangherato) treno dei ricordi? Bene, allora, mentre vi ricordo che trovate l’elenco delle puntate precedenti cliccando qui, auguro a tutti una buona lettura😉


EPISODIO 7
“L’ARMATA DI DIO

悪党ども!死への秒よみやってみるかい
(Maledetti! Provate a contare i secondi che vi separano dalla morte)

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Dati tecnici

  • Prima TV (J): 22 novembre 1984
  • Supervisione artistica: Atsutoshi Umezawa
  • Sceneggiatura: Hiroshi Toda
  • Sakkan: Masami Suda
  • Fondali: Morishige Suzuki
Sinossi

Dopo la cocente sconfitta per mano di Kenshiro, i Berretti Rossi tornano all’attacco, intenzionati a catturare una volta per tutte quel mortale nemico. Ma, quando la preda è il successore della Divina Scuola di Hokuto, sono i predatori a cadere in trappola…


L’episodio si apre con un bel convegno della versione post-nucleare di Comunione e Liberazione:

“Noi, la famigerata Armata di Dio, siamo l’unico gruppo che domina su questo territorio, perché Dio è dalla nostra parte!”

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Che già così è delirante di brutto come frase, ma nell’originale giapponese è pure peggio:

– Noi, la “God Army”, siamo l’armata di Dio, ed è grazie a Dio che stiamo creando “Godland”… –

Nota: a parte il significato un po’ differente, qui bisogna specificare che i termini anglofoni hanno sempre esercitato un certo fascino presso i giapponesi (anche se più per un fatto di moda, perché poi l’inglese vero e proprio non sanno manco dove sta di casa), quindi non c’è da stupirsi che in Hokuto No Ken (come in tantissimi altri manga e anime) ce ne siano molti. In questo caso, God Army (Armata di Dio) e Godland (Terra di Dio), sono rese in giapponese proprio così, in inglese. Di conseguenza, quando dicono la prima parte della frase (Noi, la “God Army”, siamo l’armata di Dio) non si tratta di una stupida ripetizione, ma della spiegazione, in giapponese e a beneficio di tutti i telespettatori, del termine God Army.

Comunque sia, l’allegro gruppo di pazzoidi con velleità da razza eletta ha unanimemente deciso che bisogna stanare un “immondo ratto” (notare la finezza del termine, che richiama il modo sprezzante in cui i nazisti si riferivano agli ebrei) che infesta il loro territorio: Kenshiro.

Mandano quindi una squadra di ricerca guidata dal Capitano (隊長), che si segnala principalmente per il suo infelice cosplay di Che Guevara

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“Hasta la victoria siempre!”

Il losco figuro, dopo aver tentato di scovare Ken minacciando Johnny e facendo setacciare invano il villaggio, decide che per farlo uscire allo scoperto è necessario usare degli ostaggi come esca. E in effetti Ken si presenta all’appello senza indugi, ma l’uomo e la donna vengono comunque ammazzati come dei cani davanti alla loro unica figlia!

Chiaramente tutto questo non fa bene alla terapia di gestione della rabbia che il nostro eroe segue da anni (in gran segreto e senza il minimo risultato), quindi gli si appicciano le pupille come Terminator…

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…ed inizia a sparpagliare pezzi di Berretti Rossi dappertutto…

“Questi sono i poteri dell’Orsa”

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… ci ricordano i nostri amati doppiatori, mentre invece, come sempre, appare la scritta con il nome del colpo utilizzato – Hokuto: Uccisione in 100 direzioni – che avevamo già visto in azione nel quarto episodio.

Il migliore di tutti è il Capitano che, dopo essersi beccato un bel calcione in bocca, implora pietà e fugge via sulla propria jeep. A quel punto Bart, un po’ contrariato, chiede a Kenshiro come possa permettergli di scappare, ma il guerriero, dopo aver spiegato che non potrebbe mai lasciare in vita un soggetto del genere, conclude dicendo…

“Anche lui deve morire… e morirà subito!”

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Mentre in realtà sarebbe: “Lui è già morto”

E intanto lui, ignaro, se la ride:

“Ah ah ah, bel colpo!”

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… che magari ci poteva anche stare se aggiungevano “… di fortuna”, ma in verità il Capitano dice: “Ah ah ah, che razza di idiota!”, pensando che Kenshiro gli abbia veramente risparmiato la vita. Peccato che, solo un istante dopo, gli scoppi la testa ed il resto del corpo finisca schiantato con la jeep.

Ad ogni modo, il danno ormai è fatto: una ragazzina innocente è rimasta orfana e, non rendendosi conto che questo potrebbe garantirle un’improvvisa impennata nella sua carriera da cartone animato giapponese, si lascia prendere da una crisi isterica e non riesce a smettere di urlare. Ed è qui che troviamo incastonata una gemma (ma non di Hokuto) dell’adattamento nostrano! Bart infatti dice:

“Povera figliola, spero che abbia dei parenti che le vogliano bene e che riesca a dimenticare questa orrenda visione”

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Parenti? La frase originale è: “E’ ovvio che sia sconvolta, le hanno ucciso entrambi i genitori davanti agli occhi in una maniera orribile”, quindi da dove saltano fuori i parenti? Beh, se ricordate, abbiamo già parlato del fatto che i dialoghi, con ogni probabilità, arrivavano qui tradotti in inglese direttamente da TOEI. Ecco, ora io mi ci gioco quello che volete che, quando si è trattato di metterli in italiano, chi se ne occupava ha letto “parents” ed ha pensato che la traduzione fosse “parenti” invece di “genitori”. A quel punto, non sapendo che pesci pigliare, avrà riadattato tutta la frase pur di farci entrare ‘sti parenti.😀😀😀

Ma Kenshiro non può sopportare oltre. C’è già Lin che urla di continuo ed ha un background traumatico alle spalle, non gli sembra il caso di lanciare una moda. Così interviene su un punto di pressione per sedarla. Il nome di tale punto segreto è Teishin, ma nel nostro doppiaggio Ken vi si riferisce in maniera molto vaga come “centro nervoso del dolore”.

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Ma adesso è il turno del Sergente MAD che, in tutta sincerità, con quei baffetti da sparviero, i muscoli e la crapa pelata, secondo me è ispirato ad Iron Sheik, notissimo wrestler che nel 1983 è stato anche campione del mondo.

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D’altronde, solo nell’episodio precedente avevamo visto un emulo di André the Giant e, come se non bastasse, un ulteriore indizio di tale ispirazione potrebbe essere rintracciato in una frase che lo stesso Sergente MAD dice nel momento in cui, durante gli allenamenti, obbliga una delle reclute a pugnalare al cuore l’avversario: “E’ una regola FERREA (鉄則 – Tessoku)!!” .

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Ma torniamo a bomba perché, dall’entrata in scena del nostro amato sergente in poi, inizia tutta una sequela di svarioni da doppiaggio creativo di un certo livello. Un primo esempio lo si ha poco dopo che MAD è riuscito (O almeno questo è quello che crede lui) a tramortire Ken…

“Allora, che cosa aspettate, soldati…”

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Mentre invece – e basta ascoltare l’audio originale – stava solo ridendo!😀

P.S.: Mi vorrei soffermare un attimo sulla BELLEZZA di questo soggetto…

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… L’anello di congiunzione tra l’uomo e la scimmia! Cioé, c’ha la faccia così anche se Kenshiro non lo ha ancora toccato!😀

Comunque, quando poi Kenshiro viene trascinato al loro quartier generale per essere torturato, uno dei Berretti Rossi gli si avvicina e dice:

“Però mi sembra un po’ deboluccio, non resisterà a lungo”

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Laddove, invece, la frase originale recitava: “Ma quale Divina Scuola di Hokuto… sei ridicolo…”.

E lì ci vanno giù di mazzate come se non ci fosse un domani. Kenshiro però si libera e, con la sboroneria che lo contraddistingue, non solo dice che i colpi che gli hanno inferto non li ha neanche sentiti, ma aggiunge:

“Mi domando se è tutto qui ciò che vi ha insegnato il vostro capo”

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… dove l’unica parola giusta è “capo”! 😀 Difatti, nell’originale giapponese, Ken rivela: “Ho lasciato che mi catturaste per poter arrivare al vostro capo ed ucciderlo”.

Ma i Berretti Rossi – che tanto svegli poi non sono, perché se hai appena visto un tizio che spezza delle manette d’acciaio come se fossero fatte di carta, magari due domande te le fai – decidono che è arrivato il momento di buscarle in maniera pesante e gli si “rifroncano” (come si dice dalle mie parti). Kenshiro, chiaramente, non aspettava altro…

“D’accordo, sono pronto a vedere che cosa avete imparato, ma vi avverto: non ce la farete”

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Anche qui l’originale è molto diverso: “A quanto pare non ci arriverete fino a quando non sarete morti!”, che ricorda molto un modo di dire tipicamente giapponese: Solo la morte può guarire uno stupido. Insomma, in poche parole gli sta dicendo che sono una manica di fessi😀

A seguire, mazzate come se piovessero, anzi…

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E quando tutto è finito:

“Colpo dell’Abbattimento Multiplo”

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… invece di “Hokuto:Libero combattimento a catena” (北斗連環組手 – Hokuto Renkan Kumite), come recita l’immancabile didascalia in nipponico idioma.

“Siete solo stati testimoni dei poteri che l’Orsa conferisce ai suoi protetti”

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Ma solo se Saturno non è in opposizione😀😀😀

In realtà la frase è: “Quella che avete visto non è che la più elementare tra le tecniche della Divina Scuola di Hokuto”.

A questo punto il Sergente MAD se la prende con i suoi sottoposti:

“Avete fallito la vostra missione e siete degli incapaci buoni a nulla!”

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Ma anche qui, in verità, la frase ha un senso differente. Perché MAD non rimprovera i soldati per aver fallito ma – essendo forse gli unici membri dell’Armata di Dio con un quoziente intellettivo superiore a quello di un’ameba – per aver evitato di gettarsi nella mischia contro Kenshiro. E infatti dice: “Che c’è? Ve la fate sotto?”

Dopo averli trafitti tutti e quattro con i suoi giganteschi coltelli, MAD dice a Kenshiro:

“E’ bastato sfiorarli con la punta di questi coltelli intrisi con il veleno degli scorpioni del deserto perché morissero all’istante. E la stessa sorte toccherà anche a te!”

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Anche qui il senso è piuttosto diverso, perché il veleno a cui MAD si riferisce non è mortale, bensì ha un potente effetto paralizzante per cui basta un solo graffio ad immobilizzare l’avversario. I soldati quindi sono morti non direttamente per il veleno ma perché MAD gli ha infilato MEZZO METRO di affilato metallo nella schiena. Tutto il discorso riguardante il veleno è rivolto quindi solo a Kenshiro che, infatti, poco dopo subisce un graffio proprio da uno dei coltelli lanciati dal nemico. E qui, continuando a costruire sull’errore fatto poc’anzi (quello di affermare che il veleno fosse mortale), il doppiaggio nostrano continua:

“Già quella ferita superficiale sarebbe sufficiente per finirti ma voglio darti il colpo di grazia. Sei morto!”

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Mentre nel dialogo originale è: “Ti farò vedere la tecnica assassina con cui ho dissanguato migliaia di guerriglieri!”

Ma non è finita, perché un altro grosso errore arriva subito dopo:

“Sei bravo a schivare, ma alla lunga io sono più veloce di te. Direi che al massimo puoi resistere per altri dieci secondi!”

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Che in realtà sarebbe: “Non potrai schivare in eterno! Sono in grado di sferrare dieci pugnalate al secondo!

E ancora:

“Dopodiché del fortissimo uomo dalle sette stelle non rimarrà che un pallido ricordo”

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Qui siamo proprio all’invenzione totale😀😀😀

La frase originale, completamente diversa, è: “Fra non molto il veleno entrerà in circolo e non riuscirai più a muoverti. Nel medesimo istante in cui ti fermerai, ti ucciderò!”

E infine, invenzione per invenzione:

“Il veleno farà effetto!”

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A sostituire un semplice “Sei mio!” urlato dal sergente mentre crede di vibrare il colpo decisivo.

Ma Kenshiro gli fa lo scherzone e lo sorprende alle spalle:

I predestinati dell’Orsa sanno usare il 100% delle loro capacità”

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E dagli a coppe con ‘sti predestinati dell’Orsa😀

La frase, intuibile anche da chi non conosce il giapponese, è: “La Divina Scuola di Hokuto permette di utilizzare il 100% delle proprie capacità”

Altra bellissima perla è quella che arriva poco dopo, quando Ken, voltandosi verso il cadavere del nemico appena sconfitto, dice:

“Chissà che avrebbe potuto fare un uomo come lui se fosse stato al servizio del bene”

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Anche questa COMPLETAMENTE travisata!😀

L’originale recitava infatti: “Davvero ti illudevi che avrei risparmiato uno come te?”

Chiudiamo con il Colonnello che, seguendo le orme di Shin, si è dato al Tavernello e ci regala l’ultimo svarione della puntata:

“Un ospite inatteso si è avvicinato. Chi sarà mai? In ogni caso sono pronto a riceverlo”

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Mentre la frase originale recita così: “E’ apparsa una stella funesta. Dio… (mentre volge lo sguardo ad un quadro nell’ombra)… giuro che ce la farò!”

Alla prossima puntata!😀


Ringraziamenti

P.S.: nell’analizzare gli errori del doppiaggio storico ho ritenuto di dover segnalare solo ed esclusivamente quelli più eclatanti e/o ridicoli, perché diversamente sarebbe toccato fare una trascrizione ed un adattamento completi dal giapponese dell’intero episodio, cosa che avrebbe richiesto una mole di lavoro eccessiva.

Ken il guerriero – Al via, in Giappone, le iniziative per i 15 anni de “Le origini del mito”


souten no ken 15 anni

Mentre in Italia si è conclusa solo pochi giorni fa la ristampa delle avventure di Kenshiro Kasumi, protagonista di “Ken il guerriero – Le origini del mito” (蒼天の拳 – Souten No Ken – Il pugno del Cielo Azzuro), in Giappone sono iniziati proprio oggi, 22 maggio, i “festeggiamenti” per il 15° anniversario della serie. Per l’occasione – e fino all’8 luglio 2016 – chiunque sia registrato al servizio online bookpass.auone.jp, potrà non solo leggere in maniera illimitata tutti e 22 i volumi del manga in formato ebook, ma anche rivedere i 26 episodi dell’anime e, dulcis in fundo, essere tra i 3 fortunati che verranno estratti a sorte per ricevere l’intera collezione dei volumi (nell’edizione Zenon Comics DX) tutti autografati da Tetsuo Hara in persona!

Ma cos’è “Ken il guerriero – Le origini del mito”?

Se siete appassionati di Ken e/o seguite questo sito già da tempo, conoscete sicuramente la risposta ma, per tutti quelli che ancora oggi non conoscono l’appassionante storia del 62° successore di Hokuto, è utile ricordare che si tratta di un prequel alla serie storica ambientato in buona parte nella Shangai degli anni ’30, in uno scenario diverso da quello catastrofico che ben conosciamo ma non meno violento e bisognoso di un eroe. Il protagonista – fratello maggiore di colui che un giorno diverrà il maestro Ryuken – combatte ancora per gli amici, per l’amore e per ristabilire l’ordine tra le diverse casate che rivendicano la supremazia nell’arte di Hokuto. La trama, pensata per un pubblico più maturo rispetto al manga originale, proietta tutta l’azione su uno sfondo storico realistico ed interessante, riuscendo a fondere atmosfere da film come “Il Padrino” con quelle del cinema di arti marziali tipico di Bruce Lee, il tutto condito dalla classica epicità che Tetsuo Hara ama conferire alle proprie opere. Se non l’avete ancora letto, vi consiglio di recuperarlo il prima possibile. (Per approfondire cliccate qui)

Che altro ci riserveranno Hara e soci per celebrare l’evento? Al momento non lo sappiamo, ma è interessante ricordare che l’anime televisivo, diversamente dal manga, non ha mai avuto una conclusione, fermandosi molto prima che la storia entrasse davvero nel vivo. Che ci sia anche solo una minima possibilità che un nuovo anime veda la luce nel 2016? Il tempo ce lo dirà, ma intanto sperare non costa niente. 😉

KEN IL GUERRIERO – Aggiornamenti Maggio 2016


Negli scorsi mesi, a causa di svariati motivi (non vi preoccupate, solo cose che possono capitare quando c’hai una vita…) il sito è rimasto in uno stato di abbandono e non ho potuto aggiornarlo con l’usuale frequenza. Mi tocca quindi fare un po’ il punto della situazione su quello che è successo nel frattempo nell’eptastellato mondo di Hokuto. Mettetevi comodi😉

Partiamo dalla notizia che l’amico Musashi aveva riportato a marzo, quella sulla statua di Kenshiro che sarebbe stata posta, il giorno 26 dello stesso mese, all’interno di una stazione ferroviaria della città di Hokuto, in Giappone. Beh, ecco un paio di foto ricordo dell’evento (fornite da Divina Scuola di Hokuto, a cui faccio i complimenti per aver sfondato il tetto dei 76.000 fan su Facebook) con Tetsuo Hara e Buronson tutti contenti e felici.:)

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Passiamo ora alle produzioni cartacee e parliamo di… Yuda!

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Forse ricordate che in un articolo dell’anno scorso elencavo, cercando di fare un po’ d’ordine, i vari spin-off ed episodi speciali legati alla saga di Ken il guerriero. Lì mi ero fermato a Souther Gaiden, un episodio legato all’infanzia del Sacro Imperatore scritto da Takeshi Kawada e disegnato da Yukito. Ecco, lo stesso team creativo (coadiuvato da Yukito Imoto) è tornato, negli scorsi mesi, con un nuovo episodio speciale – pubblicato sulle pagine di Comic Zenon – dedicato al passato del maestro della Gru Rossa di Nanto. Il titolo dell’episodio è Yuda Gedō-den Ultimate Desire.

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Tale storia si va ad aggiungere ad altri due brevi racconti precedentemente pubblicati, i cosiddetti  Goshasei Gaiden. Nel primo, intitolato RedBlue – Hen’yoku No Shōnen-tachi (ottobre 2014), viene esplorata la vita di Shuren e Hyui, mentre nel secondo, SCRAP MOUNTAIN (luglio 2015), le vicende narrate riguardano l’esistenza di Fudo.

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Passando invece al discorso merchandise e prodotti su licenza, segnalo l’RPG per dispositivi iOS e Android Hokuto No Ken Smart Shock.

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Ora sicuramente starete correndo sugli store online per scaricarlo ma, oltre al fatto che per usufruirne bisogna essere registrati al servizio di messaggistica LINE, requisito essenziale è la conoscenza del nipponico idioma, quindi, a meno che non siate nati nella terra del Sol Levante o abbiate studiato la lingua dei prodi samurai, dubito che ci capirete qualcosa.

Il discorso potrebbe (il condizionale è d’obbligo) invece essere differente per la collaborazione “Hokuto No Ken x LINE Rangers”. Sviluppato sempre per dispositivi iOS e Android questo gioco vedrà, per tutto il mese di maggio 2016, Kenshiro, Raoh e Julia aggiungersi alla folta schiera di personaggi utilizzabili ed affrontare una sfida speciale legata a Souther.

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Si potranno inoltre trovare indumenti, armi e vari oggetti legati al mondo di Hokuto, ognuno capace di potenziare in maniera differente il personaggio a cui verrà destinato.

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Non mancano poi gli adesivi dedicati sempre al già citato servizio di messaggistica.

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Come dicevo, il discorso potrebbe essere differente perché LINE Rangers è un gioco localizzato anche per l’occidente (basta cercarlo sugli store), quindi c’è la remota (molto remota) possibilità che tale iniziativa non rimanga confinata al solo Giappone.

Ma cambiando argomento, visto che ormai l’estate è alle porte, che ne dite di un po’ di surf firmato Hokuto? Se l’idea vi garba, potreste dare un’occhiata a”Kenshiro” e “Raoh”, i due modelli di mute da surfista realizzate dalla Glidz.

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Chiudo segnalando che per il 19 maggio è prevista l’uscita dell’ultimo volume di KEN IL GUERRIERO LE ORIGINI DEL MITO DELUXE, di cui sono rimasto colpevolmente indietro con le recensioni (ma conto di recuperare, pian piano…😉 ).

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Alla prossima e…

WE STILL FIGHT !!

CITY HUNTER TRIBUTE


A cura di Marco Nero (testi) e Squalo Densetsu (contributi addizionali)

Tanti sono i manga che durante il boom economico degli anni ’80 hanno raccolto uno spropositato successo –Ken il guerriero, Ranma 1\2, Dragon Ball, Akira, I Cavalieri dello Zodiaco, Le bizzarre avventure di Jojo, solo per citarne alcuni – un periodo, quello dei magici 80’s, in cui presero forma nuove idee e nuovi stili e in cui i disegnatori appassionati di cinema come Tetsuo Hara ed Akira Toriyama riversarono le loro passioni nel proprio lavoro.

Fra tutti gli esempi da me citati ve ne era uno però che mescolava sapientemente Azione/Detective Story e commedia sentimentale: City Hunter.

La maggioranza lo ricorderà per via della serie animata mandata in onda su Italia 7 (e, in seguito, su altre TV locali) nella seconda metà degli anni ’90, mentre chi conosce il manga originale saprà anche che sono già passati ben 31 anni dall’inizio delle rocambolesche avventure di Ryo Saeba. Creato dal geniale Tsukasa Hojo, già padre di Cat’s Eye (Occhi di Gatto), City Hunter vede infatti la luce come serie regolare il 26 febbraio 1985 sulle pagine del settimanale Shonen Jump, divenendo presto uno dei capisaldi della famosa rivista della Shueisha e, più in generale, uno dei maggiori successi nell’immenso panorama delle produzioni nipponiche.

TRAMA E PERSONAGGI

Ryo Saeba è un detective ed assassino prezzolato che opera nel quartiere di Shinjuku, a Tokyo. Come contattarlo? Scrivendo le iniziali XYZ sulla lavagna della stazione. Infallibile tiratore ed esperto del combattimento corpo a corpo, Ryo è talmente in gamba da esser soprannominato negli ambienti della malavita con il nome di “City Hunter”, il “cacciatore metropolitano”.  A questi enormi talenti si affianca però un enorme difetto: Ryo è un maniaco sessuale. Un uomo dalla mentalità talmente libertina da mettere a rischio l’incolumità delle proprie clienti (perché non accetta incarichi da clienti maschi!) con le sue continue avanches. A tenerlo a bada ci pensa Hideyuki Makimura, ex poliziotto ed amico fedele che, con la sua calma, riesce a fare da perfetto contraltare all’esuberanza di Ryo. I due collaborano fino a quando, sfortunatamente, Hideyuki perde la vita per colpa di un associazione  criminale chiamata UNION TEOPE, specializzata nel traffico di una droga chiamata “Angel Dust”, che agisce come una sorta di doping i cui tossicodipendenti diventano pazzi assassini. In punto di morte, Makimura prega Saeba di prendersi cura di sua sorella minore Kaori che, da quel momento in poi, diviene la nuova partner di City Hunter. Da qui si dipartono una lunga serie di avventure (in gran parte slegate tra loro) che vedono quasi sempre coinvolte bellissime clienti che, da un lato cercano l’aiuto di Ryo, ma dall’altro devono far fronte alla sua stessa libidine, espressa in fantasiosi e sempre più elaborati assalti sessuali che vengono spesso sventati solo grazie a Kaori ed al suo ormai famosissimo martellone punitivo!

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Durante le loro avventure Ryo e Kaori verranno a contatto con diversi personaggi e coprimari: Umibozu (Falcon), killer nemico di Ryo che finirà per allearsi con lui; Saeko Nogami (Selene), ispettore della polizia di Tokyo e seducente femme fatale sempre pronta al doppio gioco, che promette costantemente a Saeba una “notte d’amore” in cambio di incarichi di cui non darà mai il compenso; Miki che salvata da Umibozu in tenera età ne diventerà la dolce metà; Reika Nogami sorella di Saeko che chiede spesso aiuto a Ryo per risolvere casi del suo studio privato, promettendo anche lei dei pagamenti in natura che non verserà mai.

In più, mancante nell’anime ma con un ruolo centrale nel manga vi è Mick Angel, ex collega di Ryo che aveva fondato con lo stesso l’agenzia “City Hunter” in America, e che tenterà di ucciderlo per conto della UNION TEOPE.


TSUKASA HOJO

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Classe 1959, Tsukasa Hojo mostrava attitudine al disegno già a partire dall’età prescolare, quando cercava di riprodurre su carta i personaggi dei suoi cartoni animati preferiti. Eppure, paradossalmente, l’uomo che sarebbe divenuto uno dei più famosi mangaka a livello mondiale NON nutriva alcun interesse per i fumetti, ai quali si avvicinò soltanto alle medie, quando si lasciò influenzare da un compagno di classe che amava disegnarli. Fu comunque solo al terzo anno delle superiori che realizzò, assieme ad altri compagni, il suo primo fumetto completo. Quello fu anche il periodo in cui iniziò (e finalmente, possiamo dire…😀 ) ad appassionarsi davvero ai manga, cominciando a leggerne diversi e continuando a disegnare tavole nel tempo libero. Il primo vero sbocco per questo suo hobby arrivò all’università quando, su consiglio di un amico, si mise a realizzare fumetti ed illustrazioni per una rivista amatoriale pubblicata dai suoi compagni più anziani della facoltà d’arte. Nonostante tutto, però, per il giovane Hojo quello di disegnare restava uno svago, non riusciva a prenderlo come un impegno, tanto che spesso non portava a termine ciò che iniziava. Fu quindi un vero e proprio scherzo del destino che lo portò, nel 1979, a partecipare al Tezuka Award indetto da Shonen Jump ed aggiudicarsi il secondo premio con il manga “Space Angel”. Hojo infatti non leggeva le riviste di fumetti (comprava solo le raccolte in volume) e non aveva quindi la minima idea dell’esistenza del concorso!

“Nel periodo delle vacanze estive, mentre frequentavo l’università, durante il giorno facevo dei lavoretti, mentre la sera avevo del tempo libero che utilizzavo per disegnare le tavole a fumetti: ne realizzavo una ogni notte. Dopo averne fatte 27, un mio amico mi disse che le avrebbe mandate al premio Tezuka e, quindi, anch’io pensai che se avessi vinto un premio sarei stato contento; così completai la storia in 31 pagine e sfacciatamente la mandai al concorso”.

Fu da quel momento in poi che Tsukasa Hojo decise di impegnarsi sul serio: l’anno seguente realizzò infatti “Ore ha otoko da!” (おれは男だ! – Io sono un uomo!) manga di ambientazione scolastica che venne pubblicato sul numero di agosto del Weekly Jump e segnò il suo debutto tra i professionisti, mentre nel 1981 diede il via al suo primo grande successo: Cat’s Eye!

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Parlando proprio di Occhi di Gatto è interessante notare che nel manga vi è un personaggio, Masato Kamiya, soprannominato “Il Topo” (e assente nella versione animata), che di fatto è stato  la base su cui Hojo ha poi sviluppato la figura di Ryo Saeba, infilandola dapprima in due episodi pilota – City Hunter XYZ (1983) e City Hunter Double Edge (1984) – e infine in una sua serie regolare (1985).

Nel corso degli anni, molti sono stati i lavori di questo grande artista. Tra i tanti vanno sicuramente ricordati Rash!! (1994-1995), Family Compo (1996-2000) e, dulcis in fundo, Angel Heart, iniziato ormai nel 2001 e tuttora in corso. Su quest’ultimo vale la pena spendere qualche parola in più, visto che NON si tratta di un vero e proprio sequel di City Hunter ma di un’opera ambientata in un universo “alternativo” in cui Kaori è morta in un tragico incidente ed il suo cuore è stato trapiantato nel petto di Shan In, una spietata killer professionista soprannominata Glass Heart. L’incontro tra lo stagionato sweeper e la giovane assassina determinerà per entrambi un profondo cambio di rotta nelle rispettive esistenze, dando vita ad uno dei più piacevoli manga degli ultimi anni. Oltre ad aver ricevuto una  trasposizione animata di 50 episodi, Angel Heart ha recentemente ottenuto un riuscito live drama in cui troviamo l’apprezzato attore e doppiatore Takaya Kamikawa a vestire i panni di Ryo Saeba.

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Tornando al maestro Hojo, è doveroso sottolineare la sua profonda amicizia con Tetsuo Hara e Nobuhiko Horie. Maturato ai tempi in cui tutti e tre lavoravano per Shonen Jump, questo rapporto li ha portati, in seguito, a fondare assieme la Coamix e la North Stars Pictures, ed è proprio in tale ambito che Hojo ha avuto modo di contribuire al revival di Hokuto No Ken degli scorsi anni, creando il personaggio di Reina.

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Oltre a tutto questo, negli ultimi anni Tsukasa Hojo compone, con Tetsuo Hara, Nobuhiko Horie e Ryuji Tsugihara (altro membro fondatore di Coamix e NSP) la speciale giuria del Silent Manga Audition, il concorso internazionale per aspiranti mangaka che, recentemente, ha permesso ad un nostro connazionale di volare fino in Giappone e  farsi una bella chiacchierata proprio con il maestro!


DIFFERENZE FRA ANIME E MANGA

City Hunter non è un opera violenta, ma nella trasposizione in cartone animato di quegli anni venne a perdersi la componente comica principale del fumetto; vale a dire l’esagerata voglia di sesso di Ryo Saeba, che nell’anime venne edulcorata non poco e che comunque in entrambe le opere veniva frenata sul nascere da Kaori, sotto forma di una martellata di 100 Tonnellate sul cranio del disgraziato protagonista.
Il MOKKORI e’ una delle trovate più divertenti della serie, ed in pratica è un suono onomatopeico che accompagna le erezioni di Ryo e che lo stesso utilizza con un gergo particolare nei confronti delle donne con cui vorrebbe avere rapporti sessuali (“Mokkori” fra i molteplici significati ha anche quello di “Ti do una botta”). Oltre a censurare questo aspetto del protagonista, che lo rendeva meno eroico e sicuramente molto più subdolo, nel passaggio televisivo si perse completamente l’esistenza della UNION TEOPE e dei suoi mercenari comandati dall’ex padre adottivo di Ryo e di Mick, per non menzionare Bloody Mary, figlia di un rivoluzionario in America Centrale che conobbe il protagonista durante la stessa guerra in cui combattè fianco a fianco del genitore Shin Kaibara. Al posto della UNION TEOPE nell’anime vi è la Red Pegasus, associazione fondata da un poliziotto corrotto che fu il mandante dell’omicidio di Hideyuki.

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Ciononostante è affascinante osservare come Ryo Saeba pur con la sua filosofia libertina venga amato da Kaori, che è il freno dei suoi impulsi libidinosi nonchè l’unica donna che Ryo ama davvero nella vita e che non si sognerebbe mai di portare a letto… nonostante non disdegni qualche maliziosa toccatina di tanto in tanto.


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Molti lo sapranno già ma, in Giappone, il doppiatore di Ryo Saeba era Akira Kamiya, lo stesso del nostro amato Kenshiro!


INFLUENZA CULTURALE E PARTICOLARITA’

City Hunter è un manga, al pari di Ken il Guerriero, molto influenzato dalla televisione e dal cinema dell’epoca. Non a caso il protagonista si veste con giacche multicolori come faceva Don Johnson nel famoso telefilm Miami Vice, O che porti in alcune scene lunghi impermeabili come Charles Bronson nel “Giustiziere della Notte”. Molto influenzata dalla cultura occidentale anche la rappresentazione del protagonista, alto dal fisico tonico e massiccio e muscoloso, ma “tradito” dal tratto di Tsukasa Hojo che evolvendosi sviluppa uno stile proprio e riconoscibile persino nell’iconografia del viso e nel taglio degli occhi dei protagonisti, forse gli unici nel panorama del fumetto giapponese ad avere gli occhi a mandorla.

Tsukasa Hojo rappresenta i suoi personaggi in un modo molto realistico, tanto da rappresentare uno dei migliori  mangaka della sua generazione per dettagli ed un sapiente uso dei chiaroscuri e dei retini grafici.

Il manga come l’anime è un prodotto anni ’80, e come già detto riscontrabile in tutti gli accessori sfoggiati dai protagonisti, compresa la mitica 357 magnum utilizzata da Saeba, velato riferimento alla 44 magnum di Harry Callahan della serie di film “Dirty Harry”, o i Ray Ban sfoggiati da Saeba e Hideyuki riconducibili a quelli indossati da Stallone nel film “Cobra”.

Oltre a 4 serie animate, un film d’animazione per il grande schermo, 2 OAV e 3 special televisivi, City Hunter ha avuto una prima versione dal vivo, per il grande schermo, nel 1993. E nei panni di Ryo c’era… *RULLO DI TAMBURI*… Jackie Chan!

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Esiste anche un serial televisivo coreano ispirato (molto vagamente, in realtà…) a City Hunter. Nei 20 episodi che lo compongono, andati in onda nel 2011, storia e personaggi cambiano radicalmente e tutta l’ambientazione viene spostata da Tokyo a Seul. Dice “ma che mi significa chiamare una serie City Hunter se non c’entra NULLA con City Hunter?”. Boh, non lo so, misteri della fede…

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GLI OMAGGI DI CITY HUNTER A KEN IL GUERRIERO

In occasione di questo tributo non potevamo certo esimerci dall’elencare tutti i passaggi in cui il maestro Hojo si è divertito a “prendere in giro” il suo grande amico e collega Tetsuo Hara !
(Nota: le seguenti scansioni sono tratte dalla prima edizione italiana ad opera della Star Comics)

In questa pagina, tratta dal quarto volume italiano (risalente all’aprile 1996), vediamo il nostro Ryo vantarsi delle proprie doti da imitatore e, tra gli altri, assumere le sembianze di Kenshiro!

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In queste vignette, tratte dal settimo volume (luglio 1996), c’è poco da spiegare: lo stallone di Shinjuku conosce tecniche segrete adatte ad ogni occasione ed il suo spirito combattivo si accende e ne strappa le vesti mentre punta il dito (e non solo quello 😀 ) verso Saeko. Vi ricorda qualcuno?

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Anche qui non credo servano molte spiegazioni: il volume è il quattordicesimo (febbraio 1997)

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In queste pagine, tratte dal volume 17 (maggio 1997), Ryo rimprovera a Kaori il fatto di non leggere Ken il guerriero e quindi – mentre gli passa prontamente una copia di Shonen Jump, la rivista su cui allora venivano pubblicate le avventure del successore di Hokuto – di non sapere che lì è pieno di “tomo” (amici-nemici, come dice Ryo, o più poeticamente “rivali e compagni”), termine che Hara usa nel suo manga per definire tutta quella schiera di personaggi che si scontrano tra loro all’ultimo sangue ma che allo stesso tempo nutrono stima reciproca.

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Al ventesimo volume (agosto 1997), Ryo si trucca e si traveste da donna. Possiamo dire con certezza che “la sua bellezza da tutti i pori trasuda”😀

In queste due pagine, tratte dal volume 36 (dicembre 1998), in realtà l’omaggio è diretto ad un altro capolavoro di Tetsuo Hara (che nel frattempo aveva concluso Ken), all’epoca pubblicato sempre su Shonen Jump: Hana No Keiji. (Se vi riesce difficile leggere, cliccate sull’immagine)

Dal canto suo, il maestro Hara pare non aver dimenticato tutti gli affettuosi sfottò dell’amico, tanto che, in occasione dei trent’anni di carriera di Tsukasa Hojo, lo ha omaggiato con la sua personale interpretazione di Ryo e Hitomi (la “Sheila” di Occhi di Gatto). A voi i commenti…😀

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Giappone: Kenshiro va alla città di Hokuto con lo Shinkansen!


Il giorno 26 di marzo sarà inaugurata la nuova stazione ferroviaria Shin-Hakodate-Hokuto-Eki, che verrà raggiunta dalla linea ad alta velocità Hokkaido Shinkansen. Il fatto curioso risiede nella proposta di porre una statua di bronzo di Kenshiro nell’atrio della stazione di prossima apertura. L’idea nasce dalla presenza, nel titolo dell’opera, del termine “Hokuto”, ovvero il nome di questa città, il comune di Hokuto (Hokuto-shi in giapponese) nei pressi della ben più conosciuta Hakodate, isola di Hokkaido.

Il resto dell’interessante articolo lo potete trovare sul sito personale del carissimo Andrea “MusashiMiyamoto” Mazzitelli e della sua dolce metà Fukuko, sito che vi invito a seguire se siete appassionati di tutto ciò che riguarda il Giappone. 😉

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La stazione prossima all'apertura

"Shin Hakodate Hokuto Eki" nella città di Hokuto

Rumor: Hokuto No Ken per PS2 potrebbe tornare con una versione in HD


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Come da titolo, si tratta solo di un rumor, una voce di corridoio, ma pare ci sia qualche possibilità che la Arc System Works torni su Hokuto no Ken: Shinpan no Sōsōsei Kengō Retsuden (di cui trovate una scheda definitiva cliccando qui), il famoso picchiaduro ad incontri sviluppato in collaborazione con SEGA per il mercato arcade (2005) e successivamente pubblicato anche per PS2 (2007), per riproporlo ad alta definizione in un prossimo futuro.

Tale voce nasce da un breve scambio di tweet riportati dal sito Fighting Games Online:

Come si può vedere, piuttosto che smentire, la Arc System Works pare rispondere in maniera sibillina ad un fan che le chiede di ripubblicare di nuovo il gioco in questione. Fatto ancor più interessante, anche la Aksys Games, responsabile per la distribuzione di alcuni giochi della software house, si unisce alla discussione e risponde in maniera altrettanto sibillina…

“Non è educato puntare il dito verso le persone, dovresti saperlo.”

Chiaramente ciò non basta a confermare una futura re-release del gioco, ma resta interessante il fatto che, a domanda diretta, non sia arrivata alcuna smentita ufficiale in proposito.

Giappone: Ken il maniaco scandalizza la prefettura di Miyagi


Vi ricordate di “Naoto Date”, il misterioso benefattore giapponese, emulo dell’Uomo Tigre, che qualche anno addietro aveva fatto notizia con delle generose donazioni? Ecco, bene, diciamo che qualcuno, sempre nel Paese del Sol Levante, pare abbia deciso di emulare Kenshiro.

Cioé, emulare non è proprio la parola esatta. Non è in effetti un tizio che va in giro a far esplodere delinquenti o curare miracolosamente la gente con il tocco delle mani. No, non c’entra niente.

In realtà, stando ad un bollettino ufficiale, lo scorso 31 ottobre, nella cittadina di Wakuya (Distretto di Tōda, Prefettura di Miyagi) ci sono state diverse segnalazioni riguardo ad un uomo di età compresa tra i 20 e i 30 anni, dell’altezza approssimativa di 1 metro e 60/65, magro, con i capelli corti neri e, soprattutto, con indosso un soprabito nero decorato sul davanti con le sette stelle di Hokuto, che se ne andava in giro a mostrare il membro a donne e bambini.

La notizia originale

Naturalmente la polizia locale ha chiesto la collaborazione di ogni possibile testimone in modo da raccogliere più informazioni possibili e poter risalire in fretta all’identità del maniaco sessuale, tuttavia pare non ci siano stati finora altri avvistamenti. Che si sia trattato solo di un modo tutto particolare di festeggiare Halloween?

(Ringrazio UrielMatt per la segnalazione)