RAOH IL CONQUISTATORE DEL CIELO Vol.1 – Recensione


raoh il conquistatore del cielo volume 1A ben sette anni di distanza dalla sua prima pubblicazione in Giappone, grazie a Planet Manga giunge in Italia Raoh Gaiden – Ten No Haoh (ラオウ外伝 – 天の覇王 – La Storia Parallela di Raoh – Il Dominatore del Cielo), il primo dei manga derivati dall’originale epopea descritta in Hokuto No Ken da Bronson e Hara.

Ribattezzato Raoh – Il Conquistatore del Cielo e presentato all’interno della collana Ken la Leggenda, che ospiterà, a seguire, anche gli altri spin off, questo manga tenta di riempire quel vuoto narrativo che sicuramente più di una volta avrà solleticato la fantasia degli appassionati della saga di Hokuto: L’ascesa di Raoh nel periodo precedente alla sua prima apparizione nella serie regolare.

A dire il vero, il pubblico del nostro paese conosce già buona parte di tali vicende grazie all’anime in 13 episodi La Leggenda di Raoh – Il Dominatore del Cielo, trasmesso sul canale Sky MAN-GA a partire da Novembre 2010 e distribuito in DVD da Yamato Video, eppure, sfogliando le pagine di questo manga, ci si rende conto ben presto che le differenze sono molte di più di quanto ci si aspetterebbe…

TRAMA

Haou 1_012-013Negli 8 capitoli che compongono questo primo volume, assistiamo all’entrata in scena di un inedito Raoh vagabondo, intento a disfarsi di una gang di spietati predoni che hanno la malaugurata idea di tentare di farlo deviare dal suo cammino. Lo vediamo ricongiungersi con i suoi amici d’infanzia Souga e Reina, conquistare con la forza il palazzo che diverrà il suo quartier generale, incontrare per la prima volta Re Nero e avviarsi al confronto con un avversario veramente temibile: Souther!

Insomma, come i più attenti avranno già capito, le carte in tavola, pur essendo più o meno le stesse, qui sono mescolate in maniera differente e, se in questo primo volume si tratta soltanto dell’ordine degli eventi, in quelli che seguiranno spunteranno personaggi e retroscena mai visti nell’anime.

Per quello che invece riguarda la “canonicità” dei fatti narrati, bisogna sempre e comunque partire da un presupposto ben preciso: Il concetto di continuity, tanto caro agli appassionati di comics americani, è invece praticamente inesistente nei manga e negli anime in generale. In questo senso, Raoh il Conquistatore del Cielo è un po’ una piacevole mosca bianca nel panorama delle produzioni del Sol Levante: Non solo è capace di rispettare in pieno il carattere del protagonista, ma riesce anche ad inserirsi bene nella continuity di Hokuto No Ken senza creare controsensi o stravolgimenti inspiegabili. Questo, unito all’atmosfera generale che si respira, lo rende sicuramente degno di essere letto.

PROTAGONISTI

Raoh - Ten No Haoh

RAOH (ラオウ)

Il maggiore tra i fratelli di Hokuto, Raoh aspira a dominare il mondo e stringere nel suo pugno il Cielo stesso. Deciso ad andare fino in fondo in questa sua impresa, inizia la sua campagna di conquista facendosi affiancare da Reina e Souga, suoi compagni d’infanzia.
Vedi scheda di Raoh nel manga originale

souga profileSOUGA (ソウガ)

Stratega dell’Esercito del Re del Pugno, Souga nutre un profondo senso di ammirazione e lealtà nei confronti di Raoh ed è deciso a seguirlo ovunque, affrontando ogni pericolo, pur di aiutarlo a realizzare le sue ambizioni.

Reina profileREINA (レイナ)

Sorella minore di Souga ed abile guerriera, Reina conosce Raoh sin dall’infanzia e nutre verso di lui ben più che semplici sentimenti d’amicizia.
E’ Comandante dell’Esercito del Re del Pugno.

Re Nero profileRE NERO (黒王)

Mastodontico stallone  a capo di un branco di mille cavalli selvatici, ancor prima di conoscere Raoh, Re Nero si è guadagnato tanto il suo nome quanto l’appellativo di “Cavallo demoniaco” difendendo con forza il territorio dagli invasori esterni.
Vedi scheda di Re Nero nel manga originale

PERSONAGGI DI QUESTO VOLUME

Jirai profileJIRAI (ジライ)

Semplicemente il primo malcapitato a sperimentare la potenza del pugno di Raoh. Capo di una tipica banda di predoni senza scrupoli dell’era postatomica, Jirai ha la sfortuna di incrociare l’ambizioso guerriero e mettersi letteralmente sulla sua strada. Viene polverizzato prima ancora di rendersi conto con chi ha a che fare…

goram profileRE DEMONE GORAM (鬼王ゴラム)

Esperto del Gabiken (峨嵋拳), risiede in una fortezza di cui Raoh ha deciso di appropriarsi. Il suo aspetto grottesco, probabilmente frutto di un elaborato trucco, lo  rende più simile ad un orco che ad un essere umano e anche i suoi modi di fare appaiono bestiali. Apparentemente molto sicuro della sua forza, dovrà invece fare i conti con la Divina Scuola di Hokuto…

gion profileGION (ギオン)

Codardo ma anche molto furbo, Gion ha cercato a lungo ma senza successo di impossessarsi della Valle di Re Nero. Quando il suo castello è minacciato dalle truppe dell’esercito del Re del Pugno, astutamente decide di sfruttare il Cavallo Demoniaco a suo vantaggio, attirando i nemici nel suo territorio…
hakka and riron profile

HUCKER e LIRONG  (ハッカリロン)

Maestri del Nanto Hien Ken (南斗飛燕拳 – Tecnica della Rondine Volante di Nanto), Hucker e Lirong sono diretti sottoposti del Sacro Imperatore Souther e ne difendono i territori dalle incursioni nemiche. Per affrontare Raoh ricorrono ad un attacco simultaneo chiamato Sōen Ranbu (双燕乱舞 – Danza delle Rondini Gemelle).

STILE GRAFICO

Per quello che riguarda la parte artistica c’è da dire che, per quanto Yūkō Osada non l’abbia mai sentito nominare prima di conoscerlo attraverso le pagine di quest’opera, sicuramente ci troviamo di fronte ad un mangaka che sa il fatto suo. Le tavole offrono infatti scene dinamiche e d’impatto, i personaggi sono graficamente caratterizzati in maniera eccelsa e non  si ha mai la sensazione di trovarsi di fronte ad un lavoro superficiale. L’unico vero, grande ed insormontabile problema risiede però nella comparazione tra questo lavoro e l’originale a cui si ispira: Non è possibile infatti pensare a Raoh e non ricordarlo principalmente con il tratto di Tetsuo Hara. Quel tratto con il quale abbiamo conosciuto il personaggio e dietro il quale c’è un tutta una perfetta teoria illustrata dallo stesso maestro in un’intervista piuttosto recente. Ecco, non si può evitare il paragone e, purtroppo, il Raoh di Osada ne esce giustamente sconfitto su tutti i fronti. Ripeto, l’autore è validissimo, ma il suo tratto non è assolutamente quello che ci si sarebbe aspettato per un personaggio “scolpito nella roccia” come Raoh. Di fronte alla serie originale, vuoi per il tratto stesso, vuoi per le buffe smorfie che talvolta si dipingono sui volti dei personaggi, questa Ten No Haoh diventa un po’ “La Leggenda dei Bimbiminkia”. Ciò nonostante, una volta fatto l’occhio e accettata questa “interpretazione”, le pagine scorrono che è un piacere.

EDIZIONE ITALIANA

L’edizione di Planet Manga si presenta interessante per la scelta di poterla avere anche con sovraccoperta e perché cerca di attenersi il più possibile ai volumi della prima edizione giapponese, mantenendo al suo interno anche le pagine con le brevi descrizioni dei protagonisti e le pagine promozionali del volume successivo. La qualità della carta e della stampa è buona, certo, viene un po’ da chiedersi dove sia finito il recupero delle tavole a colori di cui si vociferava, ma vabbé….

Passiamo ora a quelle che sono le vere note dolenti. In ordine d’importanza:

  1. Re di Hokuto !?
    Possibile che nel 2013 ancora non sia stato dichiarato illegale tradurre l’appellativo “Ken-Oh” come Re di Hokuto (famosa castroneria del doppiaggio storico dell’anime in Italia) piuttosto che con più appropriate terminologie? Ci si sarebbe potuto sbizzarrire partendo dal letterale “Re del Pugno” passando per “Re della Lotta”, “Re del Combattimento”, “Re delle Tecniche”, addirittura un “Signore della Battaglia”, tutto sarebbe stato meglio di Re di Hokuto…
  2. Traduzioni traballanti
    Ovviamente mica potevano fermarsi a Re di Hokuto, no? Sarebbe stato troppo bello. L’addetto alle traduzioni, che i credit affermano rispondere al nome di Edoardo Serino, probabilmente dovrebbe un attimo rivedere il suo vocabolario e magari iniziare a tradurre facendo più attenzione al contesto. In generale si sente la mancanza di un adattamento degno di questo nome e, ad aggravare il tutto, dei veri e propri errori di distrazione che vedono, ad esempio, Raoh scambiare Souga per Reina, leggere che Nanto ha 100 fazoni (mentre in reltà sarebbero 108), e altre cose fastidiose.
  3. Edit e adattamento della grafica
    Ultimo problema, ma anche forse quello che per primo salta all’occhio, quello del mancato adattamento delle onomatopee, che se da un lato permette di rispettare le tavole originali, dall’altro rende la lettura spesso una specie di caccia al tesoro per trovare la microscopica traduzione all’interno della tavola. Questo, per non parlare del logo e del font usato per crearlo, che non rispecchia assolutamente l’eleganza della controparte giapponese (vedi immagini sottostanti).

Insomma, in definitiva un manga da comprare se si è fan di Hokuto No Ken e si desidera approfondire la saga, ma anche un manga da prendere tenendo a mente che stiamo parlando di Planet.

Appuntamento al prossimo mese!

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6 risposte a “RAOH IL CONQUISTATORE DEL CIELO Vol.1 – Recensione

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