KEN IL GUERRIERO Vol.1 – Planet Manga – Recensione


KEN IL GUERRIERO Nel 2013, in occasione del trentennale della serie, Planet Manga riporta nelle edicole nostrane il manga originale di Ken il guerriero. Nel farlo, attua un piano di pubblicazione che prevede uscite settimanali in allegato a due quotidiani di grande tiratura come il Corriere dello Sport e Tuttosport. In sostanza, volendo riportare le parole di Marco Marcello Lupoi, Ken il guerriero sarà il primo manga in Italia a sperimentare questa formula. Un’operazione pionieristica che, da un certo punto di vista, ci riporta indietro ai primi anni ’90 quando, sempre a Ken, toccò guidare l’invasione dei manga nelle edicole della penisola sotto l’egida di Granata Press.
Dopo trent’anni di battaglie, il guerriero di Hokuto sarà in grado di vincere la sfida macinando record di vendite settimana dopo settimana fino a dicembre? Soprattutto, sarà riuscita la Planet a confezionare un’edizione capace di oscurare le precedenti (Granata Press, Star Comics e d/visual) per rapporto qualità/prezzo?

Andiamo a vedere…

IL GRIDO DEL CUORE

La storia di Hokuto No Ken è ormai così ben nota che potrebbe apparire superfluo volerla sintetizzare per l’ennesima volta ma, d’altro canto, vista l’occasione, sarebbe anche un peccato sorvolare sulle gesta dell’Uomo dalle sette cicatrici.

“In un anno imprecisato alla fine del ventesimo secolo, il mondo intero venne avvolto dalle fiamme di una guerra nucleare. I mari si seccarono e il pianeta venne velocemente trasformato in un’enorme distesa desertica. Tutte le specie viventi giunsero sull’orlo dell’estinzione ma, nonostante ciò, la razza umana riuscì a sopravvivere. Scomparse nazioni, governi ed ogni legge, la lotta per l’approvvigionamento delle risorse divenne il fulcro dell’esistenza, dividendo ben presto le comunità superstiti in due categorie ben distinte: oppressori ed oppressi.”

È in questo scenario barbarico che inizia l’epopea immaginata da Buronson e rappresentata da Tetsuo Hara, una saga ormai entrata nella storia del fumetto mondiale. Eccone i protagonisti…

KENSHIRO (ケンシロウ)

Kenshiro

In fin di vita a causa di un lungo peregrinare nel deserto, questo misterioso giovane giunge alle porte di un piccolo insediamento di superstiti e, catturato dagli abitanti, viene rinchiuso in una cella in attesa di essere esaminato dal capovillaggio.  Vedi scheda completa

LinLIN (リン)

Piccola orfanella residente nel villaggio, Lin ha perso la voce quando ha visto massacrare i suoi genitori di fronte ai propri occhi. Considerata un peso dagli altri membri della comunità, viene utilizzata come carceriera ed è in questa circostanza che incontra Kenshiro, restando immediatamente colpita dal suo animo gentile e premuroso.
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BartBART (バット)

Piccolo furfante, orfano e senza dimora, dopo essere stato beccato a rubare, Bart si ritrova nella stessa cella di Ken. Reso cinico e distaccato dalla dura vita del dopobomba, nonostante sia egli stesso solo un ragazzino, Bart riesce a stento a credere che Ken possa permettersi di avere una coscienza ed un animo gentile in un’epoca come quella. Vedi scheda completa

decanoDECANO

Capo carismatico della piccola comunità di sopravvissuti, interroga Kenshiro e lo fa ispezionare per scoprire se addosso porta un tatuaggio a forma di “Z” che lo smaschererebbe come un membro degli ZEED . Grande stupore e timore lo assalgono quando invece scopre che il giovane ha sette cicatrici sul petto disposte secondo la forma del Grande Carro dell’Orsa Maggiore

zeedZEED (ジード)

Energumeno a capo di una banda di predoni nota anch’essa come “ZEED”, assieme ai suoi uomini terrorizza e saccheggia i villaggi finché non ha la malaugurata idea di attaccare l’insediamento in cui vive la piccola Lin. Presa in ostaggio la bambina, minaccia di staccarle la testa se la gente del posto non gli porterà tutto il cibo disponibile, ma deve fare i conti con Kenshiro che, giunto in soccorso, prima si disfa facilmente dei suoi scagnozzi e poco dopo lo sottopone all’Hokuto Hyakuretsu Ken. Data la sua grande resistenza fisica, il bestione non avverte il dolore fisico dei pugni di Kenshiro e lo sbeffeggia: “I tuoi pugni sono come punture di zanzara per me!”

“Tu sei già morto”, risponde Kenshiro impassibile. Il nemico non è infatti al corrente della reazione a catena che è in corso all’interno del suo corpo e, dopo pochi secondi, esplode di fronte allo stupore generale.

misumiMISUMI (ミスミ)

Un lungimirante anziano fermamente intenzionato a riportare al suo villaggio un sacchetto di semi di riso in modo da poter coltivare i campi ed ottenere un raccolto tale da poter fermare la spietata lotta per la sopravvivenza.

KING (キング)

Si tratta di un’organizzazione che domina tutta l’area del Kanto ed ha il centro del suo potere nella città nota con il nome di Croce del Sud. Il simbolo di questo gruppo di malviventi è la Croce di Sangue e viene marchiato a fuoco sul “bestiame”, ovvero i poveri superstiti che vengono catturati e resi schiavi. I membri portanti dell’organizzazione sono:

spadeSPADE (スペード)

Primo membro di KING ad affrontare Kenshiro, Spade è intento ad angariare il povero Misumi quando incrocia per la prima volta il guerriero di Hokuto. Seccato per l’intromissione di Ken, tenta di colpirlo con un dardo della sua balestra da polso, con l’unico risultato di rimetterci egli stesso l’occhio destro grazie alla tecnica Nishi Shinkū Ha dell’Hokuto Shinken. Ritiratosi velocemente assieme ai suoi scagnozzi, decide allora di vendicarsi attaccando direttamente il villaggio di Misumi ed uccidendo il vecchio. Kenshiro interviene nuovamente e stavolta lo uccide senza pietà con la tecnica Hokuto Zankai Ken.

diamondDIAMOND (ダイヤ)

Specializzato nel bōjutsu (棒術 – arte del bastone), Diamond ama truccarsi da clown e, in seguito alla morte di Spade, ricevuto l’ordine di stanare Kenshiro, decide di attirarlo in trappola con una serie di impiccagioni di poveri innocenti, disseminando le strade di cadaveri. Quando Ken lo trova, lo uccide utilizzando il colpo Kōshu Hagan Ken.

clubCLUB (クラブ)

Violento e sanguinario farabutto che gode nello smembrare vittime innocenti con i suoi grossi artigli d’acciaio, Club considera questo suo “hobby” un allenamento per tenersi in forma. Kenshiro lo affronta e lo uccide attivando il suo punto segreto Meimon.

heartHEART (ハート)

Dotato della peculiare abilità di annullare agli attacco grazie al suo incredibile grasso coporeo, Heart è soprannominato anche l’Annullatore di Arti Marziali. All’apparenza affabile anche nei confronti dei sottoposti, è in realtà un pazzo psicotico che perde totalmente il controllo alla vista del proprio sangue. Kenshiro riesce a sconfiggerlo ricorrendo alla tecnica Hokuto Jūhazan.

SHIN (シン)

king

Vero volto a capo dell’organizzazione, egli stesso porta l’appellativo KING ed è l’uomo che Kenshiro sta cercando ardentemente da tempo, colui che gli ha inflitto le sette vistose cicatrici che porta impresse sul torso e che gli ha portato via la donna amata.
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juliaJULIA (ユリア)

Dolce fidanzata di Kenshiro, gli è stata strappata con la  forza da Shin e, da allora, costretta a seguirlo ovunque.
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LE TECNICHE DI QUESTO VOLUME

Altre grandi protagoniste della storia sono l’Hokuto Shinken e il Nanto Seiken, le micidiali arti marziali millenarie di cui andiamo ad illustrare le tecniche segrete:

  • Hokuto Hyakuretsu Ken (Cento Pugni Distruttivi di Hokuto – 北斗百裂拳): Il “marchio di fabbrica” di Kenshiro, una devastante scarica di pugni che viene usata più volte nel manga contro diversi avversari.
    hyakuretsuken
  • Nishi Shinkū Ha (Presa del Vuoto fra Due Dita – 二指真空把): Il guerriero riesce ad intercettare con due sole dita un dardo o una freccia ad egli indirizzati e a rifletterli verso l’aggressore.
    nishi shinku ha
  • Ganzan Ryōzan Ha (Onda che Distrugge la Montagna Rocciosa – 岩山両斬波): Un violento fendente della mano che frantuma il cranio dell’avversario in due parti.
    ganzan ryozan ha
  • Hokuto Zankai Ken (Colpo del Pentimento di Hokuto – 北斗残悔拳): Con entrambi i pollici il guerriero esercita una pressione sulle tempie del bersaglio, attivando gli tsubo Tōi (Punti Segreti che Sostengono il Capo – 頭維), che lascia alla vittima solo 3 secondi di vita, durante i quali non può far altro che pentirsi delle azioni che lo hanno portato a quella terribile fine.
    hokuto zankai ken
  • Kōshu Hagan Ken (Colpo dell’Impiccagione con Frantumazione del Volto – 交首破顔拳): L’avversario viene bloccato con entrambe le mani al collo, dopodiché subisce una violenta ginocchiata in pieno volto. Poco dopo, la sua testa esplode separandosi in due parti. Nel manga originale questo colpo, usato contro Diamond nel capitolo 4, rappresenta il primo esempio di “contrappasso Dantesco” che spesso si ritrova nel resto della serie (oltremodo enfatizzato nella serie TV in molti episodi filler). Difatti, Diamond stava impiccando dei poveri innocenti per attirare Kenshiro.
    koshu hagan ken
  • Zusetsu (Punti Segreti delle Tempie – 頭顳): Sono punti segreti di pressione localizzati sotto le tempie. La vittima va in stato catatonico e, al risveglio, non ricorda nulla di quanto accaduto.
    zusetsu
  • Goshi Retsudan (Colpo Distruttivo delle Cinque Dita – 五指烈弾): Colpendo le mani dell’avversario se ne causa l’esplosione delle dita. Questa tecnica compare la prima volta nell’episodio pilota Hokuto No Ken, utilizzato contro il gigantesco Gōda, mentre nella serie manga compare nel capitolo 5, utilizzato contro Club.
    goshi retsu dan
  • Meimon (Punto Segreto del Cancello della Vita – 命門): Un punto segreto che, se attivato, lascia un minuto di vita alla vittima. Durante questo periodo di tempo, tutti i muscoli della schiena si contraggono con forza crescente, fino a quando non si spezza la spina dorsale.
    meimon
  • Hokuto Jūhazan (Taglio Distruttivo della Materia Flessibile di Hokuto – 北斗柔破斬): Una serie di rapidissimi calci che permettono a Kenshiro di penetrare il corpo elastico di Heart e raggiungere i suoi punti segreti.
    hokuto juhazan
  • Nanto Gokuto Ken (Colpo Infernale Squartante di Nanto – 南斗獄屠拳), un attacco acrobatico portato in salto mortale che mira a recidere i legami di braccia e gambe per ridurre il nemico all’impotenza.
    nanto gokuto ken

TRIONFO O BUCO NELL’ACQUA?

Quella che abbiamo di fronte è un’edizione verso la quale abbiamo nutrito forti aspettative sin dal suo primo annuncio. In primo luogo perché si proponeva di riportare il verbo di Hokuto alla ribalta in tutte le edicole piuttosto che lasciarlo confinato nelle fumetterie come fatto da d/visual negli anni recenti. In secondo luogo, essendo il trentesimo anniversario della serie, si è voluto sperare che la Planet, per l’occasione, avrebbe dato il meglio.

Purtroppo, e mi duole davvero ammetterlo, non tutto è andato per il verso giusto. Cercherò di mettere sulla bilancia i lati positivi e quelli che, invece, ritengo del tutto negativi:

PRO

  • Ottima qualità della stampa
    L’aspetto che per primo salta all’occhio è di certo la qualità della stampa, che in quest’edizione si mostra molto superiore alle precedenti Granata Press e Star Comics.
  • Rispetto delle tavole
    Altro fattore da non sottovalutare in quest’edizione è il rispetto per le tavole originali. Le onomatopee non sono state adattate ma, diversamente da quanto fatto all’epoca da d/visual, almeno “tradotte” in piccolo a beneficio dei lettori. L’edit generale delle tavole, per quanto riguarda i titoli dei capitoli e altre cose, è ottimo, mentre il font usato all’interno dei baloon è gradevole e rende scorrevole la lettura.
  • Prezzo contenuto
    4 euro e 20 non sono certo un patrimonio, anche in tempi di crisi, soprattutto se si parla di uno dei manga che hanno fatto la storia del fumetto mondiale.
  • Cadenza settimanale
    Anche se per molti questo sembrerà un grosso punto a sfavore, in realtà io la vedo come una manna dal cielo. Hokuto No Ken è una serie ormai conclusa da circa 25 anni e che, qui in Italia, ha già avuto ben tre edizioni differenti. Con uscite mensili, avremmo dovuto attendere più di due anni per completare quest’edizione, al contrario, grazie alla cadenza settimanale, non solo avremo la possibilità di completare la raccolta entro dicembre 2013, ma potremo rivivere l’epopea di Kenshiro tutta d’un fiato, settimana dopo settimana, immergendoci proprio in un clima “celebrativo”.
  • Grande diffusione
    Per quanto io stesso me lo sia fatto tenere da parte dal mio edicolante senza farmi “mollare” anche il quotidiano con cui usciva, c’è da dire che all’inizio ho provato un certo fastidio a sapere che Ken sarebbe tornato in edicola come “allegato”. Pensandoci meglio, però, l’idea è buona. In questo modo, Ken non sarà possibile trovarlo solo in edicola: pensate agli autogrill, ai distributori di benzina, negli ipermercati… tutta una serie di possibilità che potrebbero davvero riuscire a far giungere Ken ad una massa di persone a cui non era mai giunto prima. In particolare, speriamo riesca a giungere alla manica di debosciati cresciuti a pane e Naruto…

CONTRO

  • Scarsa qualità della carta
    Purtroppo, ad un’eccellente qualità di stampa corrisponde una qualità della carta inversamente proporzionale. Ma di brutto. Togliendo quella fragranza di petrolio che ti investe già a 20 cm dal volumetto, il problema peggiore è che, in definitiva, se la carta fosse stata migliore, la qualità della stampa avrebbe superato anche quella della versione d/visual. Mica bruscolini.
  • Veste grafica poco ispirata
    Un grossissimo difetto è la veste grafica veramente poco ispirata che vede, in un orribile logo “KEN IL GUERRIERO” , la sua espressione più sgraziata.  E la cosa bella è che almeno l’accostamento cromatico di questo primo volume è ancora accettabile. Andatevi a vedere la preview della copertina del secondo volume e iniziate a piangere. E le vostre lacrime non siano solo perché non si può guardare, ma anche per la consapevolezza che, alla fine della raccolta, ci troveremo 27 volumi con le costine “multicolor” che manco la libreria di Arlecchino…
  • Traduzioni “misteriose”
    Un grosso sospetto aleggia sulle traduzioni di questa edizione: che invece di tradurre ex-novo (e magari affidandosi a veri conoscitori dell’opera) i dialoghi, i titoli dei capitoli e i nomi delle tecniche, si sia invece scelta la strada più comoda ed apparentemente furba di riprendere le traduzioni dell’edizione Star Comics modificandole quel tanto che bastava. Ripeto, è un sospetto, non ne ho le prove, ma trovo strano che entrambe le versioni siano concordi in un errore specifico che riguarda una frase di Shin circa le costellazioni di Hokuto e di Nanto.
    Immagine3
    Come potete leggere, in entrambe le versioni, Hokuto viene identificata come Orsa Maggiore (e volendo glie la potremmo anche passare), mentre Nanto viene identificata con la Croce del Sud (e qui proprio non ci siamo). La verità è che, lo ripeto a beneficio di chi ancora non avesse le idee chiare in merito, Hokuto (lett. “Mestolo del Nord”) e Nanto (lett. “Mestolo del Sud”) sono due costellazioni ben precise per i giapponesi. La prima corrisponde all’asterismo del Grande Carro dell’Orsa Maggiore, mentre la seconda corrisponde ad un gruppo di sei stelle all’interno della costellazione del Sagittario che, oltre ad avere una forma simile, in oriente sono tradizionalmente considerate in opposizione ad Hokuto. Quindi, la Croce del Sud (che poi sarebbe Kyoku Juji in giapponese), che non viene nominata affatto da Shin, mi induce a pensare che davvero ci troviamo di fronte ad un pigro lavoro di riciclaggio di traduzioni precedenti. A questo, aggiungerei che anche i nomi delle diverse tecniche sono tradotti con una certa fantasia rispetto al loro significato originario. Bastava farsi un giro in rete, magari proprio su questo sito. Lo stesso dicasi per alcuni dialoghi a volte “strani” o comunque a frasi che non reggono.
  • Mancanza di attrattiva per i fan più accaniti
    Nota dolente finale è l’effettiva mancanza di attrattiva per chi, come me e tanti altri, attendeva quest’edizione sperando in qualcosa di veramente grosso in onore del trentennale di Ken, magari qualcosa che mantenesse tutte le promesse che d/books aveva mantenuto solo a metà. All’atto pratico, invece, quest’edizione è quasi un “tascabile” di Hokuto No Ken. E’ ottima per chi non lo conosce e per chi vuole avere la serie completa senza spendere un patrimonio con i volumi  d/books o mettersi a fare la caccia al tesoro con l’edizione Star Comics, ma non riserva davvero nulla di allettante per lo zoccolo duro dei fan, che magari possiede già almeno le due summenzionate edizioni. Non si capisce cosa costava a Planet mettere almeno una sovraccoperta all’edizione da fumetteria, oppure dare al tutto una veste grafica più elegante ed in linea con le celebrazioni per i trent’anni della serie. Davvero non si capisce.

Concludendo, quest’edizione risulta imperdibile per tutti coloro che cercano un buon rapporto qualità / prezzo e che non hanno già delle edizioni precedenti. Se invece si possiede almeno già la versione Star Comics o quella d/books, il discorso è un po’ più complesso: Sicuramente, l’edizione Planet batte quella Star Comics per diversi motivi (carta, stampa, edit delle tavole, adattamento delle onomatopee), ma non presenta nulla di più a livello di traduzioni di quanto non presentasse già quell’edizione, con la differenza che l’edizione Star, almeno aveva un’adattamento dei dialoghi molto più scorrevole. Se possedete solo l’edizione d/books, vi direi invece di farci seriamente un pensierino anche a questa. Se possedete solo l’edizione Granata Press siete dei miti, ma è anche ora che Ken ve lo gustiate nel giusto senso di lettura, da destra verso sinistra😉

Alla prossima settimana!

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24 risposte a “KEN IL GUERRIERO Vol.1 – Planet Manga – Recensione

  1. La versione Star Comics aveva i prima voluti pixellati, fateci caso! non c’era una linea che non fosse seghettata. A suo tempo avevano risposto che per rispettare le date d’uscita stampavano dai file che venivano spediti per posta e non dalle lastre originali. Aspettavo questa edizione per rimediare a quello scempio, senza dovere ripiegare sulla costosa edizione d-visual.

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    • In effetti hai ragione, quello che davvero non riesco ancora a digerire è che ad una buona qualità di stampa, Planet non abbia però associato una carta migliore, miglior veste grafica e, soprattutto, una traduzione più accurata.
      E’ una buona edizione che poteva essere perfetta se studiata un attimo meglio. Tutto qui.

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  2. ma scusa non capisco, contemporaneamente dici che è una buona edizione MA che ha una carta scadente, traduzioni sballate e una grafica penosa.

    C’è qualcosa che non mi torna!😄

    Io ho solo l’edizione d/visual e sono soddisfatto di quella…. tra l’altro non capisco la polemica sul font usato in questa edizione e la questione che le pagine in bicromia sono in tonalità di grigio: questo è successo solo nei primi 3 numeri (il primo sono sicuro che è stato ristampato ripristinando la bicromia come in originale, gli altri due non credo) dal quarto in poi più del 90% delle pagine originariamente a colori e in bicromia sono presenti, cosa che nelle altre edizioni non esiste. Al momento l’edizione d/visual, a mio parere, è la più completa… e chissà quanto passerà prima di vedere una nuova edizione veramente deluxe…

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    • È proprio così.
      Nonostante la carta, le traduzioni “misteriose” e la veste grafica al di sotto delle aspettative, l’edizione Planet resta buona rispetto a quanto c’è in giro, anche e soprattutto rispetto alla versione d/visual che ho completa e che non solo ha traduzioni a volte errate e altre fuori contesto, ma riserva anche errori grammaticali da far venir voglia di correggerli a colpi di bianchetto.
      Il tutto, accompagnato da un font sgradevole alla vista.
      Discorso tavole a colori: è vero, ogni tanto abbiamo delle tavole a colori (non tutte quelle promesse) ed altre in bicromia, ma bastano a decretare la superiorità dell’edizione d/books quando poi diventa ridicola da leggere?

      Tirando le somme, se oggi dovessi consigliare ad un “profano” quale edizione prendere, direi senza dubbio la Planet.

      Tanto, diciamocelo chiaramente, la licenza di Ken, nel nostro paese, gli editori se la contendono con le unghie e con i denti, non credo sia così lontano il giorno in cui avremo finalmente un’edizione “definitiva”, ma al momento la situazione è questa.
      Poi, comunque, questa è una recensione in cui ero già pronto a stroncare tutto solo per via della copertina e invece, nonostante tutto, è riuscita a convincermi per la qualità della stampa (che poteva essere superiore a quella d/books se la carta fosse stata migliore) e per il rispetto delle tavole.
      Le traduzioni, considerato che le edizioni precedenti non sono riuscite a fare tanto di meglio (ricordo che il raffronto tra i due “Shin” è tra la tanto osannata edizione Star e la Planet), non possono essere prese a pretesto per dire che quelle precedenti siano edizioni migliori, perché assolutamente non è così.

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  3. allora, continuo a non capire perché reputi il font dell’edizione d/visual sgradevole alla vista, non mi hai dato ancora una risposta. Questione traduzioni, non conosco il giapponese e non sono in grado di fare un paragone con l’edizione originale (che sarebbe comunque difficile da fare vista la complessità della lingua) ma quando avevo letto questa edizione non avevo avvertito grossi problemi sotto questo punto di vista, tanto per stare nel primo volume proprio la scena da te citata di Shin, nell’edizione d/visual viene tradotta cosi: “nella volta celeste vi sono due stelle… hokuto la stella del nord e nanto la stella del sud” che è più vago ma che si avvicina di più al significato originale…

    Io continuo a non reputarla “ridicola” e se devo consigliare oggi a qualcuno di recuperare una tra le tante edizioni di hokuto no ken, gli suggerisco di cercare nei mercatini dell’usata quella della d/visual o AL MASSIMO quella della star comics🙂

    Poi stiamo valutando questa edizione con un solo numero all’attivo, aspettiamo la sua conclusione per verificare se migliorerà o peggiorerà.

    PS: visto il tuo disprezzo per l’edizione d/visual sarei curioso di vedere un bell’ articolo dove mi/ci mostri tutte queste pecche da te citate

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    • L’articolo posso pure farlo appena trovo il tempo, ma mi sembrava comunque di essere già stato chiaro in quello che ho scritto prima.
      Tra l’altro, non è che “disprezzo” l’edizione d/visual, semplicemente ha dei difetti tali da renderla di valore molto inferiore rispetto a quello che costa.
      Per il font, a me sinceramente dava fastidio, poi de gustibus.
      Per la qualità delle tavole ti faccio subito un esempio: Volume 3, capitolo “Sfida ai demoni”. Subito all’inizio, la doppia pagina in cui Ken fa sfondare il muro a Fox.
      Bella, eh?
      Quella era originariamente a colori e invece ci hanno infilato una versione in bianco e nero e di qualità tanto bassa da risultare sgranata. E questo è solo uno degli esempi.
      Quindi, quando ti dico che l’edizione ce l’ho, in primo luogo fidati, e poi parlo dopo averla pagata tutta a prezzo pieno, avendo ben ragione di lamentarmi di cose come questa.

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  4. Se si dice che l’edizione d/visual abbia uno scarso rapporto qualità prezzo, ci sta.

    Se si sostiene che il succitato rapporto possa anche essere migliore nell’edizione Panini, ci può anche stare.

    Se si afferma che l’edizione Panini sia superiore a quella d/visual, è una boiata colossale.

    L’edizione d/visual, pur con tutti i suoi difetti, è incomparabilmente superiore sia alla ridicola edizione Star Comics che a quella, poco superiore, targata Panini.

    Al momento è di gran lunga la migliore edizione di HnK, anche se siamo ben lontani dalla perfezione…

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    • Ma guarda che per me il problema non sussiste: Vi potete tenere l’edizione d/visual e snobbare quella Panini, non è che li vendo io ‘sti volumetti.
      Fossi stato io il responsabile di testata non ci sarebbe stata la minima lamentela.

      Rimane il fatto che l’edizione d/visual, in più rispetto a questa, ha soltanto il grande formato e alcune tavole a colori. Tutta questa superiorità non la vedo.

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  5. Guarda, per come l’ho sempre vista io, pagine a colori e grande formato non compenseranno MAI una traduzione fatta davvero come si deve.

    E’ il caso della Evergreen Edition di Dragon Ball, senza pagine a colori ma infinitamente superiore alla PE proprio per una questione di traduzione e adattamento.

    Ma, francamente, non è il caso dell’edizione Planet.

    Stiamo parlando di un ottimo prodotto per chi non ha mai letto HnK, o per chi magari vuole fare un salto di qualità rispetto all’edizione Star.

    Ma d/visual, non solo per il grande formato e le pagine a colori, ma anche per la sovraccoperta, le figures ed una traduzione rifatta ex novo, si pone su di un livello qualitativo completamente diverso.

    Rispetto ovviamente la tua opinione, ma consigliare la nuovissima edizione soprattutto a chi ha già l’edizione d/visual, mi sembra completamente decontestualizzato, visto che stiamo parlando dell’edizione al momento migliore dell’opera, a differenza di quelle Star e Granata, oggettivamente lacunosissime.

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    • Forse parliamo due lingue diverse.
      L’edizione d/visual non solo ha delle traduzioni che a volte si rivelano errate o fuori contesto, ma ha anche VERI E PROPRI ERRORI GRAMMATICALI.
      Quindi, sotto questo aspetto, tanto Star che Planet sembrano migliori, per quanto imperfette.

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  6. Te la butto lì.

    Visto che hai già realizzato una cosa del genere con il doppiaggio dell’anime, sottolineando gli errori del DS, che ne dici di fare un raffronto tra l’edizione d/visual e quella Planet, su cinque punti inerenti la traduzione e l’adattamento (che possono riguardare frasi, dialoghi, nomi dei personaggi e le varie tecniche impiegate)?

    Quantomeno per valutare in maniera esaustiva il reale peso della prerogativa più importante quando si valuta la qualità intrinseca di un’edizione.

    Perché, come detto, il grande formato, la sovraccoperta e le pagine a colori rappresentano unicamente la ciliegina, ma non certo la torta.

    Anche se, francamente, resta difficile poter anche solo immaginare che d/visual abbia toppato completamente nell’opera di traduzione, discostandosi marcatamente da quelle preesistenti targate Star Comics…

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  8. Ma infatti io parlavo proprio di quella; mi piacerebbe dare a chi legge, l’opportunità di 2-3 punti di confronto a volume, tra l’edizione Planet (della quale svisceri dettagliatamente pregi e difetti) e quella d/visual, che francamente inizia a sembrarmi sempre meno perfetta…

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    • Cercherò di fare un confronto appena avrò un po’ più di tempo, per ora mi limito a far notare solo alcune cose molto evidenti come la doppia tavola del volume 3. Quella la ritengo molto grave perché se l’edizione d/visual non avesse questi difetti, varrebbe l’acquisto anche solo in funzione della resa delle tavole. Sarebbe da collezione.

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  9. No, ma comunque è inaccettabile che un’edizione “deluxe” annoveri al proprio interno errori così grandi di traduzione e adattamento.

    Tanto più che la traduzione era stata completamente rifatta (e non copiata, come sembra, in modo pedissequo in stile Planet Manga); si tratta dunque di incompetenza, di incapacità?

    Che, magari sì, suonano in maniera più “rassicurante” della malafede, ma comunque fanno cascare le palle (io non cancello XD) a coloro che portano questa grandiosa opera nel proprio cuore…

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    • Completamente d’accordo, considerato pure che l’Italia è una seconda patria per Kenshiro a livello di popolarità.
      Detto per inciso, credo che un’edizione veramente perfetta l’avremo un giorno solo se i diritti li prenderà un casa editrice come J-Pop.

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  13. Se posso esprimere una mia particolare opinione,essendo ignorante in materia di adattamenti e traduzioni,avendo l’edizione pionieristica della Granata e volendo acquistare un edizione nuova di Ken penso che la scelta cada sull’edizione D/visual.l’occhio vuole anche la sua parte e gli albi d/visual sono belli e curati graficamente,i dialoghi poi,in virtù’ di non sapere il giapponese e non potendo quindi confrontarli con l’originale seguono la storia quindi non vedo perché spendere sui 5 euro per un edizione da edicola con un adattamento comunque non perfetto quando sull’usato al solito prezzo posso acquistare gli albi d/Visual.questa perlomeno e’la mia particolare opinione lungi da voler essere la scelta giusta.

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