KEN IL GUERRIERO Vol.16 – Planet Manga – Recensione


volume-16Rieccoci per la sedicesima settimana consecutiva ad analizzare il manga di Ken il guerriero nella nuova edizione  Planet, un’edizione che tra alti (pochi) e bassi (molti), non si sta rivelando soddisfacente, almeno non per i fan più attenti e sfegatati.
Proprio per tale motivo, questa serie di recensioni (trovate l’elenco CLICCANDO QUI) vuole essere anche una sorta di guida alla lettura con traduzioni accurate (diverse dall’adattamento operato da Planet), spiegazione dei significati più interessanti racchiusi nel racconto, descrizione dei personaggi e delle tecniche di combattimento.
Un modo per celebrare il trentennale di Hokuto No Ken e che spero risulti interessante per voi almeno quanto è divertente per me 🙂
Prima di andare avanti, vi ricordo che per le diverse traduzioni va ringraziato MusashiMiyamoto, sempre pronto a venire incontro ai miei dubbi sul nipponico idioma.
Buona lettura! 😉

L’ULULATO DEI GIOVANI LUPI

La scorsa settimana abbiamo parlato approfonditamente degli eventi che portano alla conclusione della prima parte del manga. Abbiamo visto Raoh prendere sempre più coscienza della verità e infine affrontare Kenshiro ad armi pari. Uno scontro di anime più che di arti marziali. Questa settimana non mi dilungherò sull’epilogo della vicenda, perché mi basta un’immagine sola…

Le uniche parole in più che vorrei aggiungere sono quelle di una recente intervista a Buronson, che a proposito di questi episodi ha dichiarato quanto segue:

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Buronson: … anch’io all’inizio mi sono chiesto come sarebbe andata ma, grazie alla rediviva Julia, siamo riusciti ad ampliare il racconto portandolo fino allo scontro finale tra Ken e Raoh e mi è stato possibile mettere quest’ultimo sotto una luce nuova,  quella di colui che si fa carico della tristezza.

Intervistatore: Farsi carico della tristezza… Anche se all’epoca era un concetto che io, come tanti bambini,  non comprendevo bene, allo stesso tempo ha reso lo scontro finale tra i due ancora più solenne.

Buronson: Mettiamola così, Perché è vivo Kenshiro? Una volta, da bambino, è stato salvato da Shu, in seguito è stato salvato da Toki. Questo è farsi carico di qualcosa. Sopravvivere e diventare più forte. In poche parole lui deve vivere, non può morire.

Intervistatore: Una concezione molto profonda ed intensa.

Buronson: Del resto, quante persone sono morte per Kenshiro? Per questo Ken non può morire, proprio perché è stato aiutato da altri a sopravvivere. Ma Raoh è nella situazione opposta, lui è sopravvissuto uccidendo gli altri.

Intervistatore: Però, questa forza devastante si accompagna nello stesso tempo alla debolezza e alla fragilità.

Buronson: In altre parole, il suo punto debole sta proprio nel non aver perso mai neanche una volta. Quando poi si trova davanti Fudo, viene preso in contropiede, tanto che cambia come personaggio.

Intervistatore: Nello scontro con Fudo rinasce la paura. Si potrebbe parlare di una sconfitta spirituale. Quella rabbia che prova verso il suo esercito che non lo ha trafitto quando lui glie lo aveva ordinato. Da ciò deriva la confusione, perché magari non conosceva il concetto di sconfitta, che si è manifestata come rabbia, furia. E’ una specie di frenesia che lo assale.

Buronson: E’ proprio così. Si rende conto che gli manca qualcosa.

Intervistatore: In questa fase credo che il racconto abbia raggiunto un notevole spessore. Il concetto di vita e morte aveva assunto dei tratti filosofici. (…) La morte diventa lo specchio della vita. Grazie a tali elementi, che fungevano da solide basi alla storia di Hokuto No Ken, è stato capace di descrivere i combattimenti da un punto di vista totalmente differente, come quello dell’amicizia tra gli avversari.

Buronson: Sì, solo che, dopo la morte di Raoh, non avrei mai pensato che sarei stato costretto a scrivere un seguito già a partire dalla settimana successiva.

Intervistatore: Ah, sì, finalmente, e da lettore non posso che esserne felice, siamo arrivati alla seconda parte del manga e agli Shura. Mi piacerebbe  tanto parlarne.

Buronson: Inizialmente avrei dovuto prendermi una pausa di diversi mesi, ma in realtà non mi hanno dato tregua. Terminata la saga di Raoh, il giorno dopo mi hanno detto: “Benissimo, in quattro giorni ci devi creare un seguito”. Una bella gatta da pelare, eh? (…) Non sembrava possibile un seguito, ma ormai il dado era tratto e ho dovuto cambiare completamente modo di pensare per poter andare avanti con la storia.

Intervistatore: Quindi, dopo matura riflessione si è proceduto allo sviluppo della parte successiva… anzi, di fatto lei il tempo per pensarci non l’ha proprio avuto (ride).

Buronson: Come al solito quattro giorni ma, dopo la morte di Raoh, immagina cosa poteva dire scrivere un seguito in soli quattro giorni!

Intervistatore: Il risultato è stata una nuova ambientazione, un mondo di pace dal quale scaturisce un futuro fatto di profonde differenze tra ricchi e poveri.

Buronson: Già, ho deciso di ambientare la storia alcuni anni dopo. Ovviamente, in quel lasso di tempo, Kenshiro ha continuato il suo viaggio assieme a Re Nero e sono successe diverse cose. E’ per questo che ho deciso di mostrare Re Nero con una benda sull’occhio. Quell’immagine era davvero molto intensa.

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Entra quindi in scena, a partire da questo volume, l’Impero del Cielo, di cui andiamo subito a conoscere i primi esponenti, non senza prima far partire la sigla però!

polizia governativaPOLIZIA GOVERNATIVA (司刑隊)

Squadre deputate al pattugliamento delle strade delle città imperiali, hanno il compito di reprimere qualsiasi accenno di ribellione nei confronti del sistema e sono autorizzate ad utilizzare ogni mezzo nei confronti di chi è ritenuto colpevole di tentata sedizione, dalla semplice carcerazione all’esecuzione sul posto.

FORZE DI SICUREZZA (治安正規兵)

forze di sicurezza
Uomini selezionati dal Governo Centrale tra gli individui più forti e crudeli, hanno il compito di mantenere l’ordine pubblico. Diversamente dalla Polizia Governativa, questi corpi fanno capo al Governatore Distrettuale della città in cui sono di servizio.

baskBASK (バスク)

Governatore di un capoluogo Imperiale, Bask si mostra particolarmente attivo nella repressione dei ribelli, mantenendo un ferreo controllo nelle strade, dove la Polizia Governativa ha potere di vita e di morte, e mettendo in scena continue esecuzioni pubbliche atte a scoraggiare ogni forma di rivolta. Quando iniziano a giungere notizie della caduta dei capoluoghi limitrofi, Bask immagina che dietro tali eventi ci sia l’Armata di Hokuto e decide quindi di assestare un colpo ancora più duro ai ribelli, prendendo dalla strada una donna innocente con l’intenzione di giustiziarla pubblicamente facendola passare per  Lin… Vedi scheda completa

baronaBARONA (バロナ)

Vice di Bask, si occupa di tutti i “lavori sporchi” come, ad esempio, le esecuzioni pubbliche. Kenshiro entra in scena proprio nel momento in cui Barona sta per uccidere una donna innocente che Bask, nel tentativo di scoraggiare i ribelli, vuol far passare per Lin.
Infastidito dall’improvvisa interruzione e desideroso di menare le mani, l’energumeno non si rende minimamente conto di aver a che fare con l’uomo più forte del pianeta e si ritrova, pochi secondi dopo averlo sfidato, con  la testa conficcata nel terreno.

geiraGEIRA (ゲイラ)

Obesissimo e deforme personaggio, simile ad un gigantesco rospo, che fatica anche a muoversi sulle sue stesse gambe, tanto da dover essere costantemente spostato dai suoi uomini grazie ad un trono dotato di ruote. Sapendo che Kenshiro sta attaccando le maggiori città dell’Impero, assolda Ain per sconfiggerlo ma, quando questi fallisce, è costretto a vedersela di persona con il guerriero di Hokuto. Nel vano tentativo di salvarsi, ricorre ad una strana tecnica ipnotica che si basa sulla rotazione di due sfere legate alle dita e l’emissione di una non meglio specificata sostanza gassosa allucinogena dalla bocca (forse ottenuta grazie ai sigari che fuma di continuo). Ad ogni modo la tecnica non ha il minimo effetto su Kenshiro, che lo elimina utilizzando il punto segreto Zenha.

 Ma c’è chi, sotto la bandiera di Hokuto, ha deciso di combattere contro questi nuovi oppressori…

ARMATA DI HOKUTO (北斗の軍)

BartBART  (バット)

Quel ragazzino sbruffone, incontrato da Kenshiro tanti anni or sono, è cresciuto. Memore delle gesta e del coraggio di Ken, assieme a Lin e sotto la guida dell’anziano Rihaku, decide di opporsi fermamente alla dittatura dell’Impero del Cielo e del Viceré Jako. Vedi scheda completa

linLIN (リン)

Quella dolce e coraggiosa bimba che accompagnava Kenshiro è divenuta, assieme a Bart, il capo carismatico dell’Armata di Hokuto, guidando una lotta senza quartiere contro le forze Imperiali . Vedi scheda completa

rihakuRIHAKU (リハク)

Unico sopravvissuto dei Nanto Goshasei,  Rihaku è divenuto il saggio consigliere di Bart e Lin, ora al comando dell’Armata di Hokuto. Sarà proprio lui il primo a “percepire” il trionfale ritorno di Kenshiro dopo tanti anni d’assenza…
Vedi scheda completa

mamMAM (マム)

Bambina di pochi anni il cui padre è stato arrestato dalla Polizia Governativa. Per tentare di liberarlo, Bart, Lin e gli altri ribelli dell’Armata di Hokuto assaltano il convoglio che trasporta i prigionieri, ma il capo della Polizia, senza esitare, da fuoco alla gabbia in cui sono rinchiusi, bruciandoli vivi.

 

ain e asukaAIN (アイン)

Cacciatore di taglie tra i migliori, Ain è uno strano personaggio: pur essendo incredibilmente bravo nel proprio lavoro non toglie mai la vita a chi ha una donna che lo ama. Egli stesso ha infatti una figlia di nome Asuka, che ama moltissimo e che scherzosamente definisce “la sua donna”. E’ proprio per non farle mancare nulla che ha deciso di dare la caccia ai nemici dell’Impero… Vedi scheda completa

buzoriBUZORI (ブゾリ)

Gigantesco cacciatore di taglie dall’aspetto mostruoso, Buzori porta addosso gli evidenti segni delle battaglie affrontate. Quando Ain fallisce nell’incarico affidatogli da Geira, si intromette e cerca di sfidare il guerriero di Hokuto, ma lo stesso Ain lo colpisce con un violentissimo pugno in pieno volto, uccidendolo.

LE TECNICHE DI QUESTO VOLUME

  • Kazan Gokuaku Sō (Artiglio del Carnefice del Monte Hua – 華山獄握爪): Un attacco in cui il guerriero si getta contro l’avversario con la mano atteggiata ad artiglio roteando vorticosamente tutto il corpo per ridurrlo in poltiglia. La traduzione “Artiglio del Carnefice” è un libero adattamento basato sul significato in senso stretto del termine Gokuaku (letteralmente “imprigionamento infernale”), che difficilmente avrebbe reso bene in italiano.
  • Zenha (喘破): Punto segreto di pressione che inverte le funzionalità dei polmoni della vittima, permettendole esclusivamente di espirare ma non di respirare.

GIUDIZIO

Questa settimana, con un certo sollievo, possiamo dire che non ci sono cose che fanno gridare allo scandalo (e dopo gli ultimi due volumi tutto era possibile…), anche se traduzioni e adattamento continuano comunque a mantenersi sugli stessi standard traballanti a cui ormai ci stanno abituando. Purtroppo, giunti ormai ben oltre la metà della serie, si può già fare un piccolo bilancio in base a quanto visto, e non è un bilancio positivo. Fermo restando che in molti conoscono la qualità media dei manga editi da Planet e che la loro pagina facebook è fin troppo spesso inondata di critiche di ogni tipo sulle serie più disparate, questo dovrebbe essere visto come un’aggravante e NON come una giustificazione a quanto ci viene proposto. Ci aspettava che, almeno in occasione del trentennale, Hokuto No Ken venisse trattato con un certo riguardo (magari lo stesso che ha portato i francesi ad invitare Tetsuo Hara al Japan Expo e dare alle stampe un’edizione di lusso del manga), ma è ormai evidente che la “corsa all’accaparramento dei diritti di pubblicazione”, a cui hanno partecipato diversi altri editori dello stivale, sembra essere l’unico momento in cui la competitività si risveglia in casa Planet. Sborsati i soldoni per avere la possibilità di pubblicare Ken, si è pensato bene di farne un’edizione alla buona, come da tradizione…

Con la consapevolezza che ormai il più è fatto e la situazione di certo non migliorerà, mi sento di dire “Star Comics tutta la vita”, che con tutti i suoi difetti (dovuti anche al fatto che parliamo di circa 16 anni fa…), aveva comunque una traduzione ed un adattamento più coerenti e scorrevoli. L’unica vera discriminante resta la qualità della stampa, che nell’edizione Planet resta veramente superiore ma, a questo punto, ci troviamo di fronte ad un’edizione che andrebbe presa solo per una questione estetica, con l’ovvio controsenso che tanto estetica non è, dalla scelta dei loghi alle diverse soluzioni grafiche adottate per le copertine o anche la mancanza di un’edizione da libreria con sovraccoperta.

Mentre le perplessità continuano ad attanagliarmi, vi saluto e vi auguro (comunque) una buona lettura in attesa del prossimo volume 😉

Alla prossima settimana!

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