Raccontando Hokuto – Intervista a Tetsuo Hara (prima parte)


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Nell’ottica della serie di interviste “Raccontando Hokuto”, condotte in Giappone per celebrare il trentennale di Hokuto No Ken, dopo Buronson è giunto il momento di ascoltare “il verbo” del maestro Tetsuo Hara. Una chiacchierata che non potevamo esimerci dal tradurre e proporre a tutti gli appassionati. Buona lettura!

Traduzione a cura di MusashiMiyamoto

Intervistatore – Maestro Hara, è tanto tempo che non ci vediamo. E’ un piacere rivederla.

Hara – Anche per me è un piacere.

Intervistatore – Visto che siamo nel trentennale di Hokuto No Ken, prima di tutto mi permetta di farle gli auguri.

Hara – Ti ringrazio.

Intervistatore – Sa, mi sono imbattuto per la prima volta in Hokuto No Ken che avevo solo 9 anni e adesso ne ho 39. Praticamente il 75% della mia vita l’ho trascorso in compagnia di Ken.

Hara – Wow. Incredibile.

Intervistatore – Già. Quindi, anche se le sembrerà scontata come prima domanda, che sensazioni prova ora che è giunto a questo traguardo?

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Hara – Beh, nonostante sia stato un lungo cammino, in realtà il tempo è passato davvero in fretta. Uno dei motivi per cui ho fondato questa casa di produzione, la Coamix, è che temevo che, dopo tutti questi anni, Hokuto No Ken potesse scomparire.

Intervistatore – Eh? Hokuto è eterno!

Hara – Esattamente quello che ho pensato io. Perciò ho messo insieme un team, ho aperto questa casa di produzione e deciso di proteggere il marchio di Hokuto No Ken.

Intervistatore – Quindi il motivo è stato questo.

Hara – In verità c’è dell’altro. Devi sapere che, quando ho iniziato la serie, avrei voluto farne un manga che durasse per altri cento anni.

Intervistatore – Woooow!! Cento anni! Mi viene la pelle d’oca a sentire queste parole!

Hara – Perciò mettiti comodo, mancano ancora settant’anni (ride).

Intervistatore – Forse non saremo qui a constatarlo, ma sono sicuro che tra settant’anni Hokuto No Ken sarà ancora un mito.

Hara – Del resto è la mia opera magna.

Intervistatore – Tutto sommato, anche l’incontro con il maestro Buronson non è stato forse eccezionale? Non era il primo candidato come sceneggiatore, eppure il risultato è stato un successo.

Hara – Hai ragione, è stata una grande cosa.

Intervistatore – Volendo esagerare, alla fine è stato un po’ un colpo di scena il fatto che il maestro Buronson abbia ricevuto l’incarico. Eppure, io ritengo che questo sia stato il primo intervento del fato in Hokuto No Ken. Quello stesso fato che farà incontrare a Kenshiro tanti amici e rivali che lo renderanno il più forte successore di Hokuto. In poche parole la predestinazione, che è il concetto chiave nell’opera, sembra essersi messa in moto nel momento in cui avete formato quest’accoppiata vincente.

Hara – Quindi secondo te siamo stati guidati da Hokuto? Ahahahah, questo è un pensiero interessante.

Intervistatore – Lo penso seriamente, per me è stato il volere del Cielo.

Hara – Di sicuro c’è il fatto che le scene più toccanti descritte dal maestro Buronson erano davvero ben realizzate.

Intervistatore – Questo è un elemento a cui ha prestato molta cura. Sia che si trattasse di dialoghi o di didascalie, il suo intento era di inserire anche solo una parola che destasse impressione nel lettore. Qualcosa che lasciasse il segno.

Hara – Vero, i dialoghi negli ultimi istanti di vita dei diversi personaggi erano davvero profondi.

Intervistatore – A proposito, oggi ho qui con me la bozza del primo episodio della serie regolare uscito su rivista…

Hara – Oh, bello. Che nostalgia.

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Intervistatore – Ora che è sui cinquant’anni, come vede il se stesso di trent’anni fa?

Hara – Guarda, a dire il vero, all’epoca ci sono stati dei momenti in cui ho pensato di non essere bravo a disegnare.

Intervistatore – Non era bravo!? (ride). Maestro, se lei, Tetsuo Hara, che è una sorta di divinità, dice una cosa del genere, allora almeno il 90% dei mangaka dovrebbe andare a nascondersi!

Hara – No no, l’ho pensato davvero, anche se disegnavo mettendoci tutto me stesso. Però, a rivedermi ora, in fondo non ero niente male.

Intervistatore – Ecco, ora mi sento sollevato.

Hara – Tracciavo a penna come se stessi raschiando la carta da lucido.

a02 haraCarta da lucido

La carta da lucido è una carta semitrasparente. Alcuni disegnatori schizzano uno storyboard di massima (o, meglio, un layout) su dei fogli di brutta e poi ricalcano sui “fogli lucidi”, così da ritoccare meglio il disegno e vederlo anche al contrario per evitare pose storte. Un foglio da lucido permette di guardare e correggere velocemente una posa, di raddrizzarla ecc…
Essendo piuttosto robusta, la carta da lucido sopporta ripetuti passaggi con la penna da ricalco senza rovinarsi: può quindi essere riutilizzata più volte.
(Nota a cura di Fabrizio De Fabritiis)

Intervistatore – Eh? Raschiare? Cosa intende?

Hara – Esattamente quello che ho detto: disegnavo quasi come se se dovessi bucare la carta. Adesso non ho più quell’energia, ma a quel tempo disegnavo con questo particolare tocco.

Intervistatore – Wow, quindi non faceva la bella copia, tracciava direttamente a penna. Io credevo che lei ricalcasse seguendo con molta attenzione la bozza e invece aveva questo procedimento così corposo…

Hara – E’ stato un metodo espressivo attraverso il quale ho acquisito la sensibilità del materiale, i sentimenti che dovevano trasparire, il dinamismo dei disegni…. Ken rappresentava l’opera sulla quale puntare per la mia riscossa e l’ho iniziato pensando che non avrei avuto un’altra possibilità. Il mio lavoro precedente, Tetsu No Don Quixote, l’avevo preso un po’ sottogamba. Siccome era una serie pubblicata settimanalmente, disegnavo con poca energia e pensavo più che altro alle scadenze. Quando è stato sospeso, non senza un mio grande rammarico, non mi è rimasto altro che Ken. Per questo l’ho realizzato con grandissimo impegno.

a03 haraTetsu No Don Quixote (1982 – 1983)

Il Don Chisciotte d’acciaio fu la prima vera serie da professionista di Hara. Il manga durò 10 episodi, raggruppati in seguito in 2 volumi. La storia narra la vicende di Kurosu Gen, un motociclista che partecipa a cruente e spettacolari gare di motocross in giro per il mondo.
Vedi la scheda “Tetsuo Hara: Le opere dagli esordi ad oggi”

Intervistatore – E qui, con questo episodio, finalmente è cominciata la serie. E c’era quella cosa, ad esempio, quando Zeed era infuriato, quell’onomatopea, “Grrr” (う~), disegnata in modo tanto particolare. Successivamente non è stata più usata, ma mi ha molto colpito.

Hara – Lì il merito fu dell’influenza del maestro Katsuhiro Ōtomo.

Intervistatore – Ah, ho capito. Era alla ricerca di nuove sfumature per le onomatopee.

Hara – Ero rimasto tremendamente impressionato da Akira e, in particolar modo, dallo scenario in cui era ambientato. Ecco il perché dei veicoli e delle scene di ampio respiro, con una moltitudine di personaggi.

a04 haraKatsuhiro Ōtomo

E’ piuttosto superfluo presentare uno dei massimi esponenti del mondo del fumetto Made in Japan. Regista, fumettista e sceneggiatore, è conosciuto in tutto il mondo principalmente per il suo capolavoro manga, Akira (1982 – 1990), dal quale è stato tratto un film d’animazione per il grande schermo nel 1988 capace di fare da apripista per la diffusione a livello mondiale della cosiddetta “Japanimation”.

Intervistatore – Sì, ricordo che me ne aveva già parlato.

Hara – Ecco il perché di tanto impegno ed accanimento da parte mia. Tutte gli elementi che ho inserito li ho disegnati fino allo stremo. Ma non bastava il mio 100%… Sono arrivato ad usare il 120% delle mie energie.

Intervistatore – Ecco la ragione di tante influenze in Hokuto No Ken.

Hara – Se parliamo della visione del mondo di Ken mi hanno sicuramente influenzato i film “Mad Max 2” e “Blade Runner”, mentre per i disegni il maestro Otomo, Frank Frazetta, Neal Adams e Syd Mead.

Intervistatore – Anche la figura di Kenshiro è ispirata a personaggi ben precisi.

Hara – Sì. Magari l’ho ripetuto già tante volte, ma ho fatto un poutpourri tra Bruce Lee, Yusaku Matsuda, Mel Gibson e Sylvester Stallone.

lee matsuda gibson stallone

Intervistatore – L’immagine più rappresentativa è sicuramente Mad Max 2 , c’è poco da fare. Simboleggia la visione stessa del mondo di Hokuto No Ken.

Hara – E c’è anche altro. Come “La Cosa” o “L’incredibile Hulk”.

Intervistatore – “La Cosa” di John Carpenter! Questa mi è proprio nuova! Ma, in effetti, pensandoci bene, c’era lo stesso gusto per il grottesco, mentre da Hulk ha preso l’atmosfera…

Hara – All’epoca, il signor Horie mi disse di guardare Mad Max 2 e Blade Runner, per studiarne l’ambientazione. Subito dopo mi invitò a vedere cosa era in grado di fare Syd Mead nella sua mostra personale. E io ci andai.

blade_runner_posterBlade Runner e Syd Mead

Famosissimo film di fantascienza del 1982, diretto da Ridley Scott e con protagonisti Harrison Ford e Rutger Hauer, Blade Runner rappresenta la prima stupenda incursione di Hollywood nel genere cyberpunk. Anch’esso, come Mad Max 2, fu in grado di lasciare un segno indelebile nella cultura popolare e nell’immaginario collettivo, soprattutto grazie al grandioso e suggestivo scenario creato dal concept artist Syd Mead.

Intervistatore – Horie aveva percepito che lei, maestro Hara, aveva determinate possibilità ed ha quindi voluto che assorbisse tutto ciò che avrebbe poi costituito le fondamenta di Hokuto No Ken.

Hara – Gli episodi pilota di Hokuto No Ken erano ambientati ai giorni nostri, mentre invece la storia della serie regolare si sarebbe svolta alla fine del secolo. Per questo Mad Max 2 ed altre opere ambientate nel futuro hanno finito per influenzare così prepotentemente il mondo di Hokuto.

Intervistatore – A proposito, sempre riguardo a questo primo episodio, sono estremamente in dubbio se farle notare o meno una svista…

Hara – … Mh? Cosa c’è che non va?

Intervistatore – Nell’ultima scena del primo episodio Kenshiro si sta incamminando verso il deserto…

Hara – Sì, e Bart lo segue.

Intervistatore – Ecco, esatto… però, sul petto di Kenshiro… mancano le sette cicatrici.

Hara – Ah! No questo non è possi… (sfoglia la bozza mentre parla) … Ma come?!

Intervistatore – Già. Proprio così.

Hara – Ma no! No, ma non me ne ero mai accorto! (sfoglia ancora le pagine) Ma! Anche qui non le ho disegnate!

Intervistatore – Eh… Già. Dice bene. Io ho avuto il coraggio di farle notare solo quella…

Hara – Maledizione… Mh… E se le disegnassi ora?

Intervistatore – Ahah! Sarebbe grandioso! Una fusione di stile tra il sensei a 50 anni e il sensei a 20 anni!

Hara – Sì però, Garuzo, non me lo potevi dire prima che uscisse l’Extreme Edition?

Intervistatore – In realtà ci avevo pensato ma, non essendo riuscito ad incontrarla prima del lancio della nuova edizione, non ho fatto in tempo.

Hara – Non me l’aveva mai fatto notare nessuno fino ad oggi.

Intervistatore – Beh, del resto non è bello far notare a qualcuno gli errori del passato.

Hara – Eh, però adesso l’hai fatto.

Intervistatore – Beh ecco… L’ho fatto per amore… cioè, volevo dire, mi scusi. Adesso ho un po’ esagerato. Ad essere sinceri non riuscivo a trovare il coraggio per dirglielo.

Hara – Però ti ringrazio. Quando ci sarà la ristampa dell’Extreme Edition metterò a posto anche queste sviste.

Intervistatore – Ah! Se davvero dovesse farlo, questa chiacchierata assumerebbe un significato importantissimo!

Hara – Assolutamente. Deciso: lo correggo.

Intervistatore – Le sue parole mi rincuorano o, meglio ancora, mi fanno sentire che la chiacchierata di oggi era anch’essa volontà del Cielo. Conferma che continueremo il nostro approfondimento la prossima volta?

Hara – Certo. Potrai chiedermi qualsiasi cosa.

Intervistatore – Grazie mille!

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Considerazioni ed anticipazioni!

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5 agosto 2004: Quella fu la data in cui incontrai per la prima volta il maestro Tetsuo Hara. Fu senza dubbio un forte “shock” per me, come se avessi incontrato una divinità. Da quel giorno, abbiamo stabilito un bellissimo rapporto e mi ha nominato “ambasciatore ufficiale di Hokuto No Ken”. Lungi dal montarmi la testa, ho fortemente voluto iniziare questa serie di interviste in favore di tutti i fan.
La prossima volta, proprio nell’interesse di tutti i fan del mondo di Hokuto, parleremo più approfonditamente con il maestro Hara dei nuovissimi episodi ambientati dopo la morte di Raoh. Quindi continuate a seguirci, perché saremo testimoni di un evento storico!

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garuzoGaruzo

Free writer, è nato nella prefettura di Hiroshima, appartiene a quella che può essere considerata la prima, la più autentica generazione di lettori di Hokuto No Ken. Profondamente legato al maestro Hara e a Nobuhiko Horie è anche stato investito della carica di “ambasciatore ufficiale dell’opera”. Il suo nome compare fra i titoli di coda di Kenshiro Den e il suo personaggio preferito è Toki.

2 risposte a “Raccontando Hokuto – Intervista a Tetsuo Hara (prima parte)

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