KEN IL GUERRIERO Vol. 25 – Planet Manga – Recensione

volume-25Con un ritardo davvero riprovevole, dovuto ad impegni imprevisti e alla traduzione dell’intervista a Tetsuo Hara, pubblicata ieri sempre su questo sito, arriva anche la recensione del venticinquesimo volume di Ken il guerriero. Come vedete dalla copertina, pure Kenshiro inizia ad avere lo stomaco agitato all’idea di scoprire cos’avrà combinato stavolta Planet Manga, ma noi andiamo avanti stoici e, prima di iniziare, mi tocca rammentarvi le solite cose: Per cominciare, tutte le recensioni di questa edizione le trovate  CLICCANDO QUI .  Poi, cosa che non mi stancherò di rimarcare, ricordo che le traduzioni che leggerete nell’articolo NON seguono il “fantasioso” adattamento operato da Planet Manga, bensì sono frutto di un lavoro meticoloso operato da me e MusashiMiyamoto.  Per ogni eventuale chiarimento, domanda o critica non fatevi problemi a commentare!
Buona lettura! 😉

IL PROLOGO DELLA ROVINA

Si conclude la piccola saga dedicata ai reduci dell’epoca dominata da Raoh, ormai ridotti a servire il vile Koketsu in uno scenario che, per certi versi, ricorda il tema alla base de “La fattoria degli animali” di George Orwell. In questi episodi gli autori sembrano giocare un po’ con i lettori e con la loro stessa opera, presentando situazioni degne degli episodi filler dell’anime storico, con personaggi al limite dell’assurdo e “tecniche segrete” ridicole…

animale domestico“ANIMALE DOMESTICO” (ペット)

Totalmente cerebroleso, questo bestione è stato “creato” da Koketsu tramite la continua somministrazione di potenti sostanze dopanti. Quando si trova in particolare difficoltà, Koketsu vi “sale a bordo” per usarlo come macchina da combattimento ed è talmente orgoglioso di questa sua trovata da averle dato il nome di Kijū Ken (羈獣拳 – Tecnica del Domatore) ed aver anche “elaborato” il suo particolare colpo, ovvero l’ Hanku Ha Kon (煩苦覇棍 – Supreme Mazze del Dolore), un attacco eseguito con una coppia di tonfa. Si tratta di una palese citazione di Master Blaster da Mad Max – Oltre la sfera del tuono.

snow

Terminata questa parte, si apre una nuova saga, stavolta di più ampio respiro ma che inizia a mostrare l’inevitabile carenza di idee (tanto a livello grafico quanto narrativo) di un duo di cervelli che, dopo circa 5 anni di storie avvincenti, si ritrova a gestire un personaggio ormai imbattibile in un’ambientazione che non offre più alcuna sfida. Non è quindi strano vedere riciclate delle situazioni già viste o addirittura, a livello grafico, dei personaggi.

IL REGNO DI SAVA (サヴァ国)

Protetto da ripide catene montuose, questo paese è stato preso in mano dal valoroso Asam quando era ancora un territorio dominato dalle tribù barbariche e trasformato in un luogo di pace e giustizia. Tuttavia, il Re Asam è ormai molto vecchio e c’è bisogno di trovare un nuovo Re a cui affidare le sorti di Sava…

saraSARA (サラ)

Principessa del Regno di Sava, si è messa in viaggio per trovare qualcuno in grado di aiutare suo padre, il Re Asam, a salvare il paese da un inevitabile e preannunciato declino. Durante il cammino si imbatte in Kenshiro e, dopo averlo visto combattere, capisce che è l’uomo che cercava…

asamASAM (アサム)

Anziano maestro del Daijō Nanken, Asam ha il merito di aver edificato il Regno di Sava in un luogo un tempo noto come “Terra Abbandonata da Dio”, strappandolo alle tribù barbare che lo popolavano. Per mantenere al sicuro la gente di Sava è costretto a dare continue dimostrazioni di forza e a celare il male incurabile che lo consuma, conscio che, se tale segreto venisse rivelato, i barbari delle regioni confinanti si lancerebbero immediatamente all’invasione.
Vedi scheda completa

KAI (カイ), BUKOU (ブコウ) e SATORA (サトラ)

kai bukou satora

Principi ereditari di Sava, rappresentano il più grande dolore di loro padre, il Re Asam.
A causa della loro eterna reciproca rivalità, il regno rischia infatti di dividersi e divenire facile preda dei nemici. Per questo motivo è necessario che qualcuno li fermi e quel qualcuno sarà Kenshiro… Vedi scheda di KaiVedi scheda di BukouVedi scheda di Satora

oracoloORACOLO (預言者)

Anziano indovino del Regno di Sava, è stato il primo a mettere in guardia Asam dal pericolo che i suoi tre figli, tutti destinati a governare, avrebbero un giorno rappresentato per la stabilità del paese. Intimato al Re di ucciderne due, è stato invece da questi eliminato.

DAINA (ダイナ), GAIRAS (ガイラス) e YAN (ヤン)

daina gairas yan

Vicecomandanti rispettivamente degli eserciti personali di Kai, Bukou e Satora, vengono da questi inviati all’inseguimento di un gruppo di Shutar invasori ognuno per tentare di prendere la testa del comandante nemico. In realtà quest’ordine avventato li porterà a cadere dritti in una trappola e a morire in maniera orribile.

kodouKODOU (コドウ)

Servitore di Asam, fortemente preoccupato per le condizioni del suo Re, Kudou fatica a capire come egli possa desiderare che Kai, Bukou e Satora trovino la morte per mano di Kenshiro.

TRIBU’ BARBARICHE DEI CONFINI (辺境の蛮族)

barbari

Ai confini del Regno di Sava si trovano i territori ancora dominati da popolazioni selvagge e che sono impazienti di rientrare in possesso di quello che un tempo era un loro luogo di caccia. Dedite al cannibalismo, le tribù barbariche sono ben armate ed agguerrite, pronte ad approfittare del minimo segno di debolezza del nemico per attaccare.

SHUTAR (シュタール)

shutar

Una delle tribù barbariche. Quando Asam parte per sterminare i suoi avversari, gli Shutar invadono Sava nel tentativo di conquistarla, ma devono infine vedersela con Kenshiro…

hyumoHYUMO (ヒューモ)

Signore delle tribù barbariche, si fa beffe del malato Asam quando questi, ormai vicino alla morte, mostra segni di cedimento nello scontro con il suo esercito. In tutta risposta, Asam raccoglie le sue ultime forze e lo spazza via con un solo colpo.

LE TECNICHE DI QUESTO VOLUME

  • Daijō Nanken (大乗南拳 – Scuola del Sud del Mahāyāna): Come rivela il nome stesso, è uno stile di combattimento sviluppato in Cina, a sud del Fiume Azzurro, da monaci appartenenti alla corrente buddhista nota come “Grande Veicolo” (Daijō in giapponese, Mahāyāna in sanscrito).  Nel manga non viene data un’esatta datazione circa l’origine della scuola ma, essendo stata la dottrina del Grande Veicolo introdotta in Cina nel 150 d.C., potrebbe essere antica tanto quanto l’Hokuto Shinken. Caratteristica di questa tecnica di lotta è, apparentemente, quella di essere sviluppata a più “livelli”. Mentre, infatti, il praticante “medio” della scuola sembra privilegiare l’utilizzo di svariate armi da corpo a corpo, chi ne padroneggia realmente i segreti è in grado di sferrare attacchi dalla potenza devastante concentrando il proprio spirito combattivo nelle mani.
    Vedi scheda completa

    daijo nanken
  • Daijō Nanken Sō Dōi Dachi (大乗南拳双同異太刀 – Lunghe Lame Contrapposte della Scuola del Sud del Mahāyāna): Una tecnica di combattimento basata sull’utilizzo di una naginata a due teste.
    sodoidachi
  • Daijō Nanken Hiken Ginryū Jin(大乗南拳秘拳銀流陣 – Colpo Segreto della Scuola del Sud del Mahāyāna: Posizione della Corrente Argentea): Un attacco sferrato per mezzo di una lunga catena nascosta in una mazza ferrata. Più che colpire il bersaglio, l’obiettivo sembra essere quello di agganciarlo per poi proseguire con la Hōha Saman Goku.
    ginryujin
  • Hōha Saman Goku (包破鎖万獄 – Morsa delle Mille Catene Stritolanti): Una serie di catene che vengono lanciate contro la vittima allo scopo di avvilupparla ed immobilizzarla completamente per prepararla al “colpo di grazia”, ovvero la Gōyū Kōsha Ken.
    hoahsamangoku
  • Gōyū Kōsha Ken (拷熊甲捨拳 – Tecnica della Tortura dell’Orso a Mani Nude): Un colpo che, almeno apparentemente, sembra essere un violento pugno diretto al volto dell’avversario. Nel manga la tecnica viene fermata da Kenshiro prima che possa andare a segno.
    goyukoshaken

GIUDIZIO

Nello scorso volume, l’anziano servitore Riseki, parlando con Kenshiro, si premurava di informarlo che aveva cresciuto il piccolo Ryu come un bambino puro e innocente

PALLE! Ecco cosa succede appena questo bastardello non ha gli occhi del vecchiaccio puntati addosso!

MERDA

Bravo, bravo il figlio di Raoh! Sei l’orgoglio di tuo padre e di chi ti ha tirato su!

Scherzi a parte, questo mi da modo di parlare di un aspetto che quest’edizione si trascina dietro dal primissimo volume: i dialoghi esageratamente sboccati dei vari personaggi. Ora, non vorrei essere frainteso però, perché il mio non è un discorso moralista, quanto di coerenza. Perché se è vero che in bocca ai fetentissimi punk ci possono pure stare frasi come “stronzo”, “chi cazzo sei” e via discorrendo (fino a voler tollerare anche un infuriato Kiba Daioh che da della “puttana” a Mamiya), stiamo sempre e comunque parlando di uno shonen manga degli anni ’80, dove i termini utilizzati non erano propriamente questi e, soprattutto, ad un bambino non avrebbero mai fatto dire una cosa del genere. Personalmente ritengo che l’adattamento di un manga debba tener conto anche del contesto in cui nasce piuttosto che cercare di andare incontro ai mutati gusti del pubblico, oggi più abituato a certi registri linguistici. Non si può, secondo me, calcare la mano su certi aspetti quando le intenzioni originali dell’autore ed il background in cui nasce l’opera erano differenti. Perché se oggi a Ryu gli metti in bocca un “Merda!” invece di un “Accidenti!” (Star Comics) o “Dannazione!” (D/visual), un domani, in un’ipotetica nuova edizione di Ken, con il progressivo involgarimento della popolazione, non sarà poi così difficile che Yuda, in punto di morte, dica a Rei: “Te l’avrei sempre voluto appizzare al culo”.

Cambiando argomento, tornano in scena le sgangherate traduzioni dei nomi delle tecniche. Quindi un Hōha Saman Goku (包破鎖万獄 – Morsa delle Mille Catene Stritolanti) diventa per magia “Mille Catene Infernali della Distruzione”, mentre il Gōyū Kōsha Ken (拷熊甲捨拳 – Tecnica della Tortura dell’Orso a Mani Nude) si trasforma in…

“Colpo dell’Orso D’Acciaio”!

Iron Bear

Alla prossima settimana!

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2 risposte a “KEN IL GUERRIERO Vol. 25 – Planet Manga – Recensione

  1. Pingback: KEN IL GUERRIERO Vol. 26 – Planet Manga – Recensione | HOKUTO NO KEN

  2. Pingback: REI L’OSCURO LUPO BLU Vol.3 – Recensione | HOKUTO NO KEN

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