Com’è stato il 2013 di Kenshiro? Tiriamo le somme sul trentesimo anniversario


Mentre il 2013 conclude la sua corsa, non posso fare a meno di gettare uno sguardo sommario a quelle che sono state le iniziative dedicate a celebrare il trentennale di Hokuto No Ken. Di alcune cose abbiamo già trattato nel corso dell’anno, altre le ho volutamente tralasciate proprio in vista di questo “riassuntone” finale.

Fist of the North Star Ken's Rage 2

Tutto era iniziato con Shin Hokuto Musou (da noi “Fist of the North Star Ken’s Rage 2”), che già a fine 2012 mostrava fieramente il logo ufficiale delle iniziative legate al trentennale. Del gioco ne abbiamo parlato più che abbondantemente e sotto ogni aspetto nel corso dei mesi che ne hanno preceduto l’uscita e quando finalmente è stato pubblicato ma, col senno di poi, si può tranquillamente affermare che non avrebbero potuto scegliere un apripista migliore per un trentennale che si è dimostrato all’insegna del “tanto fumo e niente arrosto”. Perché in definitiva tanto Ken’s Rage 2 quanto il resto delle iniziative dedicate a celebrare il lungo cammino del successore di Hokuto, sono proprio questo: una sequela di promesse e dichiarazioni trionfali smentite ogni volta da operazioni imbarazzanti e molto al di sotto della sufficienza. Un po’ come dire che si sposa tua sorella e ti presenti al matrimonio mandando avanti un po’ di gente che ti stende il tappeto rosso per poi fare il tuo epocale ingresso a petto nudo, con bermuda e infradito.

30drop1

E quindi non stupisce che, proprio a cavallo dell’uscita di Shin Hokuto Musou, su Comic Zenon sia apparso lo special cartaceo “Heart of Meet“, che per celebrare il trentennale si concentrava sul passato di Heart (oltre che, in appendice, degli altri suoi compagni membri di KING). Perché è OVVIO che tutti volevamo sapere di più sul primo personaggio minore in grado di rifilare una sonora mappina a Kenshiro solo per esplodere fragorosamente tipo qualche vignetta più avanti. D’altronde son trent’anni pure per lui, oh… peccato non abbiano fatto uno special pure per Misumi.

pachinko hokuto no ken 5 hashaNel frattempo, la SEGA – SAMMY già stava infilando sul mercato Pachinko CR Hokuto No Ken 5 Hasha (ぱちんこ CR北斗の拳5 覇者), ovvero un altro di quei cosi mangiasoldi con le biglie che fanno impazzire il popolo del Sol Levante (e di cui avevamo pure accennato ).  Da notare che quel 5 NON indica semplicemente che questo è il quinto pachinko dedicato al mondo di Hokuto, bensì che l’impero del male (Sega + Sammy = SS, fate voi…)  è arrivato ormai a produrre la quinta serie di queste macchinette diaboliche.  Che poi a noi, sostanzialmente, potrebbe anche non fregare niente del modo in cui i giapponesi spendono i loro dindi, ma ogni volta che ci passa davanti agli occhi una scena animata di qualità SUPERIORE  a quelle viste anche nei recenti film della pentalogia, non possiamo evitare di mandare, anche solo col pensiero, un bel “vaffancuore” a chi ha scelto di investire risorse nella produzione di questi pachinko piuttosto che in progetti animati o videoludici più concreti (o almeno più appetibili da parte del resto del mondo). Ma ormai è palese che il conto in banca di Hara, Buronson e Horie è strettamente legato a questo fruttuoso connubio tra Hokuto e macchinette varie. Una riprova, se ancora ce ne fosse bisogno, è proprio in uno spin-off, pubblicato sempre in occasione del trentennale della serie, dal titolo Kin’yoku No Garuda, creato per pubblicizzare Pachislot Hokuto No Ken Tensei No Sho (パチスロ 北斗の拳 転生の章), ovvero il secondo prodotto di Sega-Sammy ad invadere le sale giochi nipponiche nel 2013.

bnr3

Qualcuno dirà: “Ma guarda che pachinko e pachislot sono diversi, perchè il secondo è una slot machine che usa le biglie del pachinko”, al che io rispondo: “Sempre la stessa merda sono”.

Ed eccolo il guerriero di Nanto, che protende la sua mano rapace verso le vostre biglie…

main1garuda

Tra l’altro, un’operazione simile era già stata fatta con Cyber Blue ed un pachinko ad esso dedicato (ne parlavo qui) in cui Hara aveva dato vita a nuovi personaggi che sono poi stati usati nel manga CROSS BATTLERS – Cyber Blue The Last Stand, ma tornando all’argomento principale del post, ovvero le diverse iniziative pensate in Giappone per il trentennale, non posso non citare il ritorno di un’altra illustre (ed inutile) serie. Signori e signore, fate un bell’applauso a Hokuto No Ken Gekiuchi MAX – 1 Oku-ri No Typing Densetsu (北斗の拳 激打MAX ~1億人のタイピング伝説~) ovvero l’ultimo esponente della ex-defunta linea di typing games, denominati Gekiuchi, della SSI Tristar.

gekiuchi max

Sviluppato da Microvision Inc., il “gioco” (le virgolette sono obbligatorie) prevede sostanzialmente le medesime dinamiche dei titoli precedenti, aggiungendo nemici e capitoli oltre ad una massiccia componente online fatta di eventi speciali e missioni. Insomma, tutto quello che serve per un maniaco del “genere”.

Ma parliamo un po’ dei progetti animati. Mentre permangono le voci su un imminente remake dell’anime televisivo, il meglio che ci siamo beccati quest’anno è DD Hokuto No Ken. Divertente, per carità, in alcuni casi anche follemente geniale nelle gag, ma ci aspettavamo di certo qualcosina in più.

dd-hokuto-hara

Restando in tema di parodie, da segnalare anche un manga, Hokuto No Ken Ichigo Aji (北斗の拳 イチゴ味), che potremmo tradurre “Hokuto No Ken gusto fragola” (già il titolo è tutto un programma).

Hokuto alla fragola

Come si evince dalla copertina, l’indiscusso protagonista, disegnato da Yukito Imoto (già partecipe alle storie in appendice ad Heart of Meet), è Souther. Com’è prevedibile, si tratta di un’accozzaglia di gag surreali ed assurde che tentano di fare il verso alla serie originale e di cui non si sentiva il bisogno. Davvero. C’hanno fatto pure il trailer.

Ma in un clima del genere, potevano forse mancare i concorsi? Certo che no! E chi, se non la Sega, poteva lanciare una lotteria con in palio statuine e varie amenità targate Hokuto? Ecco un video esplicativo (attenti allo sciroccato sulla destra…)

Ed ecco la lista dei premi. Notare il morbidoso casco di Jagi e il ricercato vassoio di Raiga e Fuga.

Nemmeno gli smartphone sono stati risparmiati. I sistemi iOS e Android hanno quindi potuto godere di Hokuto No Ken Figure Gekitō Retsuden (北斗の拳 フィギュア激闘列伝), un social game strutturato come un classico RPG con combattimenti a turni. Dalle immagini non sembra poi tanto male, ma non avendolo provato evito ulteriori considerazioni, limitandomi a dire che sarebbe stato interessante vederlo localizzato anche per il mercato occidentale.

hokuto no ken figure gekito retsuden

Lo stesso non si può certo dire per l’altro gioco, sempre per dispositivi iOS e Android, Mahjong Raijin – Rising – Hokuto No Ken Seikimatsu Hasha Mahjong Battle (『麻雀 雷神 -Rising-』北斗の拳~世紀末覇者麻雀バトル~) di cui basta semplicemente guardare il trailer per rendersi conto dell’orribile lavoro svolto da chi ha colorato i personaggi.

Anche lo store online di Comic Zenon non è stato a guardare. E così, per la modica cifra di 2100 yen (meno di 15 euro!!), è tornato disponibile un modellino di Kenshiro di 20 cm. che in precedenza era in edizione limitata nella linea 200X della Kaiyodo.

“Finalmente ne hanno fatta una dritta” direte voi. “Certo” rispondo io, d’altronde anche un orologio rotto segna l’ora esatta almeno due volte al giorno. E infatti di cosa dritta ne hanno fatta almeno un’altra con il ritorno dei monili di BIGBLACKMARIA di cui ho già parlato un po’ di tempo fa. Ecco, però, se cliccate sul link a quella news, potrete vedere anche la bambola dharma di Heart. Sì, sempre Heart. Heart ovunque. Un oggetto ridicolo (considerato anche che le bambole dharma dovrebbero avere a che fare con la religione piuttosto che con i villains del mondo di Hokuto…) ma che giustamente non poteva rimanere un esperimento isolato. Era troppo mainstream mettere nello store altri modellini rari della Kaiyodo…

Meglio le cagate!

Ma passiamo ad altro, ovvero la notizia che ha “shockato” i fan lo scorso settembre: HOKUTO NO KEN EXTREME EDITION, l’edizione definitiva del manga, raccolta in 18 volumi da 300 pagine l’uno con ripristino delle tavole a colori e…. degli episodi nuovi di zecca collocati nell’arco temporale che va dalla morte di Raoh al ricongiungimento di Kenshiro con Lin e Bart ormai adulti.

Sì, avete letto bene. Nuovi episodi, disegnati dal Tetsuo Hara odierno, con uno stile ormai anni luce lontano da quello di trent’anni fa, inseriti a forza in un’opera che per gli stessi giapponesi è considerata il testo sacro di tutto il genere shonen manga. E’ un paragone che ho già fatto in alcune sedi ma lo ripeto qui: E’ come se domani clonano Leonardo Da Vinci, lo fanno rinascere e quello prende e si mette a ritoccare la Gioconda aggiungendo dettagli con uno stile completamente diverso. Non basta come esempio? Ok, è la peggiore idea dai tempi di The Unforgiven II.

Perché se fino ad ora, con i vari “Gaiden”, gli autori se la sono cavata modestamente, riuscendo a produrre storie legate all’universo di Hokuto ma al contempo anche ben separate dall’opera originale, con questa mossa si stanno invece dando una sonora zappata sui piedi. Andare a toccare un manga nato negli anni ’80, influenzato proprio dalla cultura, dalle mode, dai personaggi e dagli avvenimenti politici di quel particolare periodo storico e innestarci sopra una serie di episodi, creati con tutt’altra mentalità e stile, significa semplicemente snaturarlo. E se pensate che la mia visione sia catastrofica, riflettete per un attimo sul fatto che un personaggio cardine di questi episodi extra sarà un tale di nome Shoza, ovvero un inedito figlio di Juza delle Nuvole. Un piccolo applauso per l’originalità…

volume-7E se in patria il nostro guerriero di Hokuto ha dovuto subire questa pioggia di banalità, vediamo un po’ com’è andata in Italia. Partiamo quindi dalla “Pezzent Edition” di Ken il guerriero di Planet Manga, un vero e proprio affronto che ho recensito volume per volume in un crescendo di ribrezzo. Non ci spendo ulteriori parole sopra perché sarebbe come sparare sulla croce rossa, spero solo che la Planet non abbia mai più in mano la licenza per pubblicare Hokuto No Ken oppure, meglio ancora, che si decida ad assumere dei traduttori degni di questo nome.
Va comunque dato atto alla casa editrice di essersi almeno ricordata di pubblicare i vari spin-off che attendevamo da anni.

Nel frattempo, e qui ci è andata meglio, Yamato Video ha ripubblicato con delle accattivanti Collector’s Edition tutto ciò che aveva: Ken il guerriero – Le origini del mito, Ken il guerriero (la serie TV) e Ken il gueeriero il Film. Un altro annuncio che ci ha fatto particolarmente piacere da parte di Yamato è quello relativo ad un’edizione Deluxe “definitiva” dell’anime storico con qualità video eccelsa, sottotitoli migliori e tanti extra. Tale edizione vedrà la luce nel 2014, trentesimo anniversario proprio dell’anime di Ken. Peccato però che la Yamato, in tutto questo, non mostri ancora il coraggio e l’intraprendenza necessari per il doveroso ridoppiaggio a cui andrebbe sottoposta la serie e che i fan più accaniti chiedono ormai a gran voce da anni. Perché magari io stesso poi me la vedrò in giapponese con i sottotitoli, ma vuoi mettere quanto sarebbe davvero definitiva l’edizione del 2014 con un nuovo cast di voci e dialoghi che rendano finalmente giustizia all’opera?

Per chiudere l’articolo in maniera positiva, voglio parlare di quella che ritengo essere la vera “chicca” di questo 2013: i fascicoli allegati ai DVD della serie Ken il guerriero, attualmente in edicola. Sono forse il primo vero prodotto editoriale (almeno qui in Italia) ad approfondire in maniera così accurata i diversi aspetti dell’anime, anche perché contengono per la maggior parte il materiale scritto da me e da Musashi che potete trovare nella nostra enciclopedia online. Un lavoro eccellente sotto ogni punto di vista e che mi permette di dire:

Italia – Giappone = 1 – 0

scarica primo fascicolo

2 risposte a “Com’è stato il 2013 di Kenshiro? Tiriamo le somme sul trentesimo anniversario

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