IL GIAPPONE AI TEMPI DI KENSHIRO (seconda parte)


seconda parte

a cura di Dharma chan

Cap 26 – Quella che sembra essere una fragile fanciulla che fugge dalle grinfie di spietati briganti, si rivela essere un temibile guerriero che risponde al nome di Rei.
Contemporaneamente, Kenshiro torna alla taverna di Jhonny dopo aver eliminato definitivamente la banda di Jackal. Bart e Lynn lo accolgono, comunicandogli che il decano di un villaggio ha promesso di occuparsi dei bambini a patto che Kenshiro li aiuti a liberare il villaggio stesso dai briganti che lo infestano.

La scelta grafica di utilizzare una leggera dissolvenza a questo punto della storia mi ha fatto pensare a uno stratagemma per suggerire al lettore un completo cambiamento di ambientazione.
Dal panorama che si intravede alle spalle di Rei e da quello che vediamo del villaggio di Mamiya sappiamo di trovarci in quella che è stata un’altra grande area metropolitana.

Il “Keihanshin” è una grande area metropolitana giapponese gravitante sulla città di Osaka e le prefetture vicine. Oltre ad essa, rivestono grande importanza anche le città di Kobe nella prefettura di Hyōgo e Kyoto nella prefettura omonima. È la seconda area metropolitana del Giappone, dopo la Grande Area di Tōkyō, e contiene il 15% della popolazione del Giappone.
Il nome Keihanshin è costruito utilizzando i kanji rappresentativi delle città di Kyoto, Osaka e Kobe nella loro lettura On. Nel caso di Kyoto si utilizza la lettura “kei” anziché “kyō”.

Il villaggio si presenta in pieno fermento, con tutti gli abitanti che si adoperano nella costruzione di barricate e nella coltivazione della terra, grazie alla fonte d’acqua di cui l’area beneficia. La preziosa riserva d’acqua viene usata anche per coltivare dei fiori su indicazione del capo villaggio Mamiya che invita la piccola Lynn a fare un bagno.
Scopriamo che anche Rei è stato reclutato dagli abitanti del villaggio come protettore.

Il villaggio di Mamiya sopravvive grazie alla ricca fonte d’acqua di cui dispone e possiamo notare che il luogo dove Mamiya conduce Lynn (cap 27 e cap 38) ricordi molto un bagno pubblico o delle terme.

La città di Kobe per circa sei mesi, nel 1180, fu la capitale del Giappone, quando l’imperatore Antoku si trasferì a Fukuhara kyo, che si trovava nell’odierno quartiere cittadino Hyogo-ku.
Kobe è nota anche per la carne pregiata dei suoi manzi wagyu, con cui si prepara la bistecca Kobe.
Kobe ha un rapporto speciale e privilegiato con la città di Terni in quanto condividono, anche se su piani diversi, una speciale affezione per San Valentino e per le tradizioni legate ad esso. Nel 1993 lo scultore ternano Aurelio De Felice ha donato alla municipalità nipponica la propria scultura “Maternità”, che è stata posta nel più grande e bello dei parchi cittadini: il parco di Nunobiki.
Nunobiki Habu-en è un giardino botanico situato sul Monte Rokko alle spalle di Kobe. Contiene circa 75000 piante e fiori di 200 varietà diverse e al suo interno si trovano anche ristoranti, bar e musei.
Ai piedi del vicino Monte Maya nel 1940 venne creato l’arboreto municipale di Kobe (Kobe Shiritsu Shinrin Shokubutsuen). Su una superficie di quasi 143 ettari, oggi contiene circa 1200 tipi di alberi e arbusti provenienti sia dal Giappone che dalle altre parti dell’Asia, ma anche da Australia, Europa e Nord America, e vanta una splendida collezione di ciliegi, conifere e rododendri.
Vicino al Monte Rokko, come dipendenza della città di Kobe, si trovano quelle che vengono considerate le più antiche terme del Giappone, Arima Onsen. In passato questa località è stata particolarmente apprezzata da Toyotomi Hideyoshi. Vi sono diverse sorgenti tra cui Kinsen (la sorgente d’oro), che sprigiona acqua calda altamente ferruginosa di color rosso-marrone e Ginsen (la sorgente d’argento) da cui sgorga un’acqua limpida e naturalmente ricca di anidride carbonica. Nel Parco Tansan-sengen-koen è possibile bere da una fonte di acqua fresca e frizzante che si dice essere l’origine della soda giapponese.

Curiosità: Il bombardamento americano su Kobe del 17 marzo 1945, durante la seconda guerra mondiale, costò la vita a 8.841 abitanti e comportò la distruzione del 21% dell’area urbana. A questa vicenda si ispira il film animato “Una tomba per le lucciole” ( Hotaru no haka) di Isao Takahata.

Cap 27 – Mentre Mamiya e Lynn si concedono il privilegio di un bagno, il clan della Zanna entra nella città per conquistarla ma si trova a dover fronteggiare Kenshiro e anche Rei che non si fa scrupoli nel tradirli pur di rimanere con il più forte. Infatti, come rivela a Kenshiro, deve sopravvivere per poter uccidere l’uomo dalle sette stelle.

Le montagne che circondano il villaggio di Mamiya rappresentano il territorio che il Clan della Zanna ha scelto come dimora.
Con il termine Monti Rokko viene designato un gruppo di montagne nella prefettura di Hyogo appartenenti al Parco Nazionale di Seto-nai-kai che si estendono su una lunghezza di circa 56 km. Esse costeggiano la città di Kobe e sono un punto di partenza per interessanti escursioni.
Il Monte Maya è una delle due località turistiche più conosciute dei Monti Rokko ed è famoso per lo splendido panorama che si può ammirare, specialmente quello offerto dal parco Kikuseidai che regala una vista su tutta la baia di Osaka, comprese Kobe, Nishinomiya, Amagasaki, Osaka, Sakai e i due maggiori aeroporti della zona. Il panorama notturno è uno dei tre migliori di tutto il Giappone, insieme a quello di Hakodate e Nagasaki.

Curiosità – per molti anni, le lenti create dalla Minolta Camera Company furono chiamate “Rokkor” in onore di questi monti sacri vicino a Osaka, sede della compagnia.

Cap 28 – Il villaggio intero assiste impotente alla tragica fine di Koh, fratello di Mamiya che si era allontanato alla ricerca di cibo presso la vicina oasi. Kenshiro e Rei, toccati dalle silenziose lacrime di Mamiya, vanno alla ricerca dei membri del clan della zanna responsabili della morte di Koh.

Cap 29 – Con un ottima sinergia, Kenshiro e Rei, annientano un drappello del clan della zanna e alle prime luci del mattino, in uno dei rari momenti di conversazione, Rei ci rivela alcuni particolari su Nanto e Hokuto e sui motivi che lo inducono a voler annientare l’uomo dalle sette stelle.

Poco distante dal monte Maya, si trova la Valle Horai, una delle aree geografiche famose per le loro formazioni rocciose. È una tipica formazione calanchiva o ‘Badland’ lungo il fiume Otada, che ha scavato le formazioni di granito presenti nella zona dando origine a questa valle. Molti alpinisti e turisti sono attratti dai luoghi unici che la località offre, proprio non lontano dal centro città di Osaka e Kobe.

Cap 30 – Durante il funerale di Koh, Kenshiro e Rei restituiscono il ciondolo del ragazzo a Mamiya che, animata da nuovo vigore, incita gli abitanti del villaggio a non arrendersi. L’anziano del villaggio rivela che sono stati i genitori di Mamiya a fondare il villaggio, organizzando le semine e provvedendo anche alla coltivazione dei fiori.
Anche Padre Cobra celebra il funerale dei suoi uomini a suo modo e viene a sapere che Rei ha una sorella.

Cap 31 – 37 – Mentre Ken, Rei e Mamiya si inoltrano nel territorio del clan della zanna, lo stesso Padre Cobra sottrae Aili al suo ultimo padrone, ben consapevole di poterla usare per avere in pugno l’uomo di Nanto. Nei concitati capitoli seguenti, dopo aver affrontato Madara, Kenshiro e Rei sono costretti a combattere uno contro l’altro per poter salvare la vita di Aili e Mamiya. Alla fine anche Padre Cobra viene sconfitto e il gruppo può finalmente fare ritorno al villaggio.

Un’altra località famosa per le sue formazioni rocciose è la Valle Kamakura. Il nome Kamakura trae la sua origine da un episodio storico risalente al 13 ° secolo, in cui Hojo Tokiyori, il reggente nel shogunato Kamakura, ha visitato questa valle e ne ha elogiato la bellezza.
La valle si trova lungo il fiume Funazaka, ed è lunga circa due chilometri.
L’erosione dell’acqua ha creato questa valle in cui il fiume scorre ai piedi di un alto muro di liparite. La famosa Roccia Hyakujo è il simbolo di questa valle oltre ad essere un popolare luogo d’arrampicata di questa regione.

Cap 38 – Tornati al villaggio, Aili recupera la vista grazie all’intervento di Kenshiro. Nonostante le sette cicatrici sul petto, Aili non riconosce in Kenshiro il suo rapitore ma dalla descrizione che la ragazza fornisce, Kenshiro, comprende che il responsabile è Jagi.
Nel frattempo vediamo Jagi arrivare in un villaggio e attaccare briga con la banda locale spacciandosi per Kenshiro. Quando i paesani vedono le sette stelle sul suo petto infatti, lo riconoscono come colui che ha sconfitto sia il Clan della Zanna sia la banda di Jackal.

Questa informazione ci suggerisce che probabilmente questo villaggio non è troppo distante dal villaggio di Mamiya perché la notizia della disfatta del Clan della Zanna è già arrivata.

Cap 39 – Kenshiro parte da solo per affrontare Jagi, affidando Bart e Lynn a Rei. Lo vediamo incamminarsi con la sacca sulla spalla per quella che sembra un’avventura che lo impegnerà per diverso tempo.
In un villaggio, degli sgherri di Jagi, stanno sottoponendo gli abitanti a un terribile gioco mortale. Alle loro spalle appare Kenshiro avvolto in un mantello che in preda alla rabbia, distrugge la statua di Jagi.

Cap 40 – Jagi vuole indurre tutti quelli che incontra ad odiare Kenshiro e non si cura dei metodi che deve usare per perseguire il suo scopo, neppure se per farlo deve coinvolgere degli innocenti.

Sullo sfondo di questo villaggio, possiamo notare quella che sembra essere una torre per le comunicazioni.
Tsutenkaku, lett. “Torre che tocca il cielo”, di proprietà della Tsutenkaku Kanko Ltd. è il più famoso edificio della città di Osaka ed una vera attrazione per i visitatori. Sorge nel distretto Shinsekai di Naniwa-ku. Raggiunge un’altezza di 103 metri anche se il principale piano panoramico si trova a un’altezza di 91 metri.
L’attuale torre è, in verità, il secondo edificio a occupare il sito. La torre originale, progettata sul modello della Torre Eiffel, è stata costruita nel 1912, e venne collegata all’adiacente Parco Divertimenti di Osaka attraverso una Funivia. Nel periodo della prima costruzione, la torre raggiungeva 64 metri di altezza ed era il secondo edificio più alto dell’Asia. È diventato rapidamente una delle location più popolari della città, attirando visitatori da molte parti del Giappone. La struttura originale si incendiò nel 1943 e venne seriamente danneggiata, tanto che si preferì smontarla e utilizzare tutto l’acciaio nello sforzo bellico.
Dopo la fine della guerra, molti cittadini si riunirono per ricostruire l’amata torre. La nuova struttura ottagonale venne inaugurata nel 1956.
Sul piano panoramico al quinto piano è esposta una statuetta in legno di Billiken, il dio della felicità o “delle cose così come dovrebbero essere”. Creata dall’americana Florence Pretz, insegnante d’arte e illustratrice, la statuetta arrivò in Giappone probabilmente nel 1910 e fu inizialmente esposta dentro il Parco Divertimenti di Osaka appena aperto; quando, nel 1923, il parco chiuse i battenti, la statuetta andò perduta. Ritenuta importante per la rinascita della torre, da una vecchia fotografia della statuetta originale venne creata una copia esposta nella torre dal 1979; da quel momento la statuetta fu sempre associata alla torre ed è diventata un simbolo augurante buona fortuna. Ogni anno migliaia di visitatori mettono monetine nella sua cassetta per le offerte e sfregano le piante dei suoi piedi per vedere ogni desiderio esaudito.
La torre è inoltre famosa per le sue luci al neon che vengono ciclicamente cambiate dopo pochi anni dall’installazione (vennero spente solo nel 1974-1976 a causa della crisi petrolifera) e che pubblicizzano la società Hitachi che sovvenziona la torre dal 1957; un lato della torre è comunque adibito a spazio per annunci di pubblica utilità

Kenshiro è riuscito a farsi rivelare da uno scagnozzo di Jagi che il suo capo si trova in un’oasi a sud del villaggio. Mentre la raggiunge attraversando un’area desertica, incontra il piccolo Aki alla cui gamba, Jagi ha attaccato un pesante masso.

Cap 41 – Kenshiro riporta il corpo del piccolo Aki al suo villaggio.

Dallo scorcio che abbiamo del villaggio di Aki e Mako, sembra essere sorto in quella che probabilmente era un’area fiorente della vecchia città in cui sono ancora riconoscibili delle grosse insegne.
Dotonbori è una delle mete turistiche più popolari di Osaka e del Giappone. Il quartiere, situato nel distretto di Namba, è composto principalmente da una strada che percorre parallelamente l’adiacente canale omonimo. Famoso per la sua vita notturna, è sede di numerosi bar e ristoranti, che attirano i clienti grazie soprattutto alle immense insegne meccanizzate e al neon, tra cui il famoso granchio gigante del ristorante Kani Doraku e l’atleta di Glico, uno dei simboli del quartiere.

Di fronte alla determinazione del fratello maggiore di Aki, Mako, Kenshiro si ricorda del suo passato con Jagi.
Nel frattempo Jagi si è ritirato nel suo covo, il club Stork.

L’area in cui si trova il club Stork, al contrario della zona precedente, conferisce l’idea di essere stata un’area di degrado anche in tempi precedenti al disastro atomico.
Shinsekai è un vecchio quartiere situato nella parte più meridionale del distretto Minami di Osaka. Il quartiere è stato creato nel 1912 usando New York come modello per la sua metà meridionale e Parigi per la sua metà settentrionale. In questa parte, negli anni tra il 1912 e il 1923, era presente anche un Luna Park, la cui funivia era collegata alla prima Torre Tsutenkaku.
Dopo la seconda guerra mondiale, la zona è diventata una delle più povere del Giappone. Nonostante vanti una ricca storia e un’identità unica, l’area è considerata una zona malfamata, aggravata dalla reputazione diffusa di essere la zona più pericolosa di Osaka.
Shinsekai ospita diversi ristoranti in cui viene servito il Fugu (pescepalla) anche se la specialità culinaria del quartiere sono i Kushi-katsu, spiedini di carne, frutti di mare e verdura, fritti nell’olio, che si consumano solitamente con la birra.

Cap 42 – Mentre Jagi ricorda il giorno in cui Kenshiro ha deturpato il suo viso, abbiamo occasione di vedere il luogo del loro scontro che appare come un edificio ottagonale con un altezza di più di 200 metri e la presenza di un eliporto sul tetto.

Osaka è la seconda città al mondo per numero di grattacieli (868 ad oggi) battuta solamente da Tokyo (1000 ad oggi). La maggior parte di essi si trova nei due quartieri Chuo-ku e Kita-ku.
Chuo-ku ospita il nuovo distretto finanziario cittadino (Osaka Business Park), la sede della prefettura, importanti distretti per lo shopping e la vita notturna, diversi consolati stranieri e gli uffici principali cittadini di istituti finanziari e grandi gruppi industriali.
Kita-ku è una delle zone più importanti per l’economia della città, vi hanno sede gli uffici cittadini principali di diverse multinazionali, dei maggiori istituti finanziari e del municipio. Rappresenta inoltre il cuore dei trasporti ferroviari della città.
Tra i grattacieli presenti non si possono non citare l’Umeda Sky Building e il Gate Tower Building.
L’Umeda Sky Building è il dodicesimo edificio più alto di Osaka. È formato da una struttura a ponte con due torri gemelle di quaranta piani, collegate tra loro nei due piani più alti da una struttura chiamata Floating Garden Observatory, una delle principali attrazioni cittadine.

Il Gate Tower Building è un edificio di 16 piani, attraversato tra il quinto e settimo piano, dall’uscita Umeda della strada Ikeda appartenente al circuito dell’Hanshin Expressway. Il piano regolatore cittadino infatti prevedeva già la costruzione della strada e l’unica possibilità di costruire un palazzo in quel punto era di inglobare quel tratto di carreggiata.

In Giappone è abbastanza diffuso l’uso di elisuperfici nei grattacieli soprattutto se sedi di importanti aziende. Infatti molti sono gli edifici di Osaka che presentano un eliporto o un’elisuperficie, compreso il GateTower Building, anche se non ne ho trovato nessuno che corrispondesse alle caratteristiche descritte nel manga e che fosse riconducibile a quegli anni.

Cap 43 – 44 – L’inevitabile scontro tra Jagi e Kenshiro ha luogo tra le fiamme della benzina dove Jagi rivela a Kenshiro che è stato lui a convincere Shin a rapire Yuria. La rabbia di Kenshiro divampa assieme al fuoco e nemmeno i colpi Nanto che Jagi ha appreso sono sufficienti a salvarlo. Mentre il duello volge al termine Jagi rivela a Kenshiro che gli altri due fratelli sono ancora vivi.

Cap 45 – Una lettera portata da un mercante avvisa gli amici al villaggio che Kenshiro continuerà il suo peregrinare alla ricerca dei suoi fratelli.
Kenshiro arriva in un bar dove vuole si imbatte in un uomo che gli parla del villaggio dei miracoli e di Toki. Un’epidemia stava devastando il villaggio e Toki ha salvato tutti gli abitanti, ridando vita al villaggio. Poco tempo dopo, senza apparente motivo, durante una notte ha ucciso tutti usandoli come cavie o trasformandoli in bestie.

Un’epidemia solitamente si manifesta più facilmente in situazioni in cui le persone coinvolte hanno già una situazione di salute compromessa. Nel villaggio in cui Toki compare sembra che le persone fossero già malate o debilitate e l’epidemia ha solo esacerbato la situazione.
In un periodo di difficoltà e panico, le persone affette da malattie possono trovare conforto e sostegno avvicinandosi a luoghi sacri o di culto.
Uno dei templi più antichi del Giappone è il To-ji, il “tempio orientale”, uno dei due templi buddisti della corrente Shingon voluti dall’Imperatore alla fondazione di Kyoto. Assieme al suo gemello scomparso Sai-ji (il “tempio occidentale”) si trovavano appunto ad est ed a ovest della grande porta Rashomon (quella dell’omonimo film di Kurosawa) che apriva l’ingresso da sud al palazzo imperiale.
Il Tempio, oggi sotto l’egida dell’UNESCO, è stato distrutto nelle sue strutture originali da numerosi eventi tra cui un fragoroso incendio nel XV secolo. Ricostruito nel XVII secolo, all’inizio dell’epoca Edo, custodisce tutt’ora le antiche statue originali.
Il Kondo, la sala principale, ricostruito in stile Momoyama protegge al suo interno le statue del Budda della guarigione, Nikko e Gakko due importanti bodhisattva risalenti al secolo IX.

Cap 46 – 47 – Troviamo Toki intento a sperimentare le sue tecniche sull’ennesima cavia umana e poco dopo vediamo i suoi scagnozzi cercare altri soggetti per il loro signore nel vicino villaggio dove coinvolgono Kenshiro in una gara di braccio di ferro mortale.

Cap 48 – Attraverso una strada che scende dalla montagna una famiglia giunge alla residenza di Toki per far curare il figlioletto che ha una febbre molto alta. Anche Kenshiro giunge da Toki e dopo aver visto la triste fine della famiglia, lo scontro tra i due ha inizio.

Abbiamo uno scorcio sul palazzo dimora di Toki. Una personalità così importante da essere considerato quasi una divinità, può essere a rigor di logica invitato ad occupare un edificio altrettanto importante che rappresenti la comunità che ha salvato da morte certa.
La city Hall di Kyoto è la sede delle istituzioni ed uffici cittadini.

Curiosità: a poca distanza dalla Kyoto City Hall si trova il piccolo santuario scintoista di Takenobu Inari (piccolo tempio della salute) nel cui giardino svetta un grande albero di enoki (bagolaro giapponese), che assolve la funzione di shinboku (albero sacro) del santuario. Chiunque entra nel santuario e lo vede la prima volta, rimane col fiato sospeso e prova una strana emozione di timore reverenziale. L’albero, che ha più di 850 anni ed è stato ufficialmente designato patrimonio naturale di Kyoto, è alto 23 metri e il tronco ha una circonferenza di quattro metri. Secondo la leggenda, nacque quando Tairano Shigemori trapiantò una piantina portata dal santuario scintoista di Itsukushima. Si dice che la vitalità di questo albero sia dovuta al fatto che vi dimora una dea, Benzaiten, venerata come protettrice della salute e della longevità. Secondo una leggenda, se dopo avere toccato l’albero si tocca il proprio corpo si può tornare in salute. E la parola “enoki” si può leggere anche “en-no-ki”, che significa “albero delle relazioni d’amore”: Benzaiten è famosa anche come dea delle nozze e dell’amore.
Che sia questo l’albero che compare nella pentalogia al villaggio di Toki?

Cap 49 -51 – Kenshiro non riesce a capacitarsi del cambiamento di Toki, tanto che gli sembra quasi essere un’altra persona, cosa che infine viene confermata dall’arrivo di Rei che riconosce nel finto Toki il suo compagno di allenamenti Amiba.
Quest’ultimo, ormai smascherato, racconta del suo arrivo al villaggio dei miracoli e di come Toki lo abbia colpito al volto. La sua indignazione nei confronti di tale gesto, lo ha portato a prendere il posto di Toki per screditarlo. La rabbia di Kenshiro esplode e la fine di Amiba diventa inevitabile.

Cap 52 – Mamiya sulla sua moto sfreccia su una strada sopraelevata e si ferma in una chiesa. Mentre attraversano una catena montuosa, Rei informa Kenshiro che dopo aver scoperto la vera identità del finto Toki, Mamiya era partita in cerca di informazioni su quello vero. Mentre Mamiya attende i due guerrieri in una chiesa, viene attaccata da un gruppo di soldati che provengono direttamente da Cassandra dove è rinchiuso Toki.

Tra le diverse chiese presenti sul territorio giapponese, una delle più suggestive e più antiche è quella di San Francesco Saverio di Kyoto risalente al 1890. Per preservare questo edificio storico ed altri simili, che costituiscono i primi esempi di architettura occidentale fusa con le tecniche costruttive e i materiali originari del Giappone, è stato creato il Meiji-mura, un museo tematico a cielo aperto in Inuyama , nei pressi di Nagoya nella prefettura di Aichi. E’ stato inaugurato il 18 marzo 1965. Il museo conserva gli edifici storici del Giappone dell’epoca Meiji (1867-1912), Taisho (1912-1926), e l’inizio Shōwa (1926-1989). Oltre 60 edifici storici sono stati spostati e ricostruiti su un chilometro quadrato di colline accanto al lago Iruka.

Cap 53 – Dopo aver superato una montagna i tre si trovano di fronte a Cassandra, la città dei demoni urlanti, che appare loro circondata da un alto muro di cinta. Vediamo il capo carceriere Uighur intento a scrutare l’orizzonte dall’alto dell’immensa torre.
Dalla sua cella Toki si accorge dell’arrivo di Kenshiro.

Cap 54 – Tutti coloro che sono rinchiusi nella prigione sono soggetti agli umori del capocarceriere che ha su di loro potere di vita e di morte. Kenshiro, Mamiya e Rei sono giunti di fronte all’entrata di cassandra che è protetta da due statuari guardiani, Laiga e Fuga.

Cap 55 – 57 – La loro scelta di far entrare Kenshiro all’interno di Cassandra, viene punita da Uighur che condanna a morte il loro fratello minore per poi cambiare idea e commutare la stessa pena a Kenshiro. Il lungo e sanguinoso scontro che ne segue vede il carceriere uscirne sconfitto.

Cap 58 – La sconfitta di Uighur non sembra essere sufficiente a rendere libera Cassandra e i suoi prigionieri. Le guardie personali del Re del Pugno sono pronte a dare battaglia e a fare il tutto per tutto per impedire a Kenshiro di raggiungere Toki. Solo il sacrificio di Laiga e Fuga riesce ad impedire alle guardie di bloccare l’accesso all’area della prigione in cui è rinchiuso Toki.

Scopriamo che la prigione e formata da diversi edifici e blocchi di cui la torre rappresenta il centro e il luogo in cui probabilmente venivano segregati i prigionieri più pericolosi o importanti.

Cap 59 – Toki si trova nella torre più alta di Cassandra e le guardie personali del Re del Pugno hanno il compito d impedire che Kenshiro e Toki si incontrino ad ogni costo.

Cap 60 – All’arrivo di Kenshiro, Toki si libera dalle catene e dalle guardie che miravano alla sua vita e svela a Kenshiro l’identità del Re del Pugno e il crudele motivo per cui Cassandra è stata concepita.

Cassandra appare come una struttura fortificata di grosse dimensioni, con un ingresso difeso da due guardiani. Da quello che ci viene mostrato, al suo interno sembra essere costituita da una torre centrale e da alcuni edifici posti tutto intorno. Questa tipologia ricorda lo Shujikan, un tipo di prigione che si basa sul modello belga ed è costituita proprio da una torre centrale e da sei blocchi laterali disposti generalmente a raggiera. In questo modo un numero minimo di guardie poteva sorvegliare molti prigionieri.
Benché la sua struttura esterna sia tipica del periodo storico della restaurazione Meiji, al suo interno sembrano vigere le regole che hanno caratterizzato le prigioni del periodo Tokugawa, in cui ai prigionieri venivano inflitte punizioni crudeli e brutali, unite a pene capitali come dimostrazione del potere dello stato, in un contesto di stato forte e guerriero per mantenere l’ordine e la disciplina.
Credo che Cassandra rappresenti più gli aspetti fortemente negativi del sistema penitenziario giapponese piuttosto che riferirsi a una prigione in particolare anche se ne conserva le caratteristiche distintive come un alto muro di cinta e un ingresso sorvegliato da due guardie.

Forse però la maggiore ispirazione è stata data all’autore da un famoso film sulla yakuza, “Abashiri Bangaichi”, diretto dal regista Ishii Teruo nel 1960. Questo film è stato girato per intero nella prigione di Abashiri, piccolo villaggio situato in Hokkaido.
La prigione di Abashiri è stata costruita nel 1890 ed era in grado di contenere più di mille detenuti.
In seguito a una modernizzazione nel 1984, alcuni dei vecchi edifici sono stati spostati nel Museo, Hakubutsukan Abashiri Kangoku, che ha aperto le sue porte al pubblico nel 1985 come un museo a cielo aperto. Il Museo della prigione di Abashiri illustra la vita quotidiana dei detenuti, dando la possibilità di visitare le strutture, compreso l’edificio principale della prigione costruito a cinque ali radianti, un tribunale, una sala da bagno e una stanza delle punizioni.

Cap 61 – Kenshiro e Rei lasciano Toki assieme a Mamiya affinché non si affatichi, mentre loro si dirigono verso il vicino villaggio alla ricerca di cibo e un mezzo di trasporto per Toki. Il villaggio appare devastato e i due scoprono che l’armata del Re del Pugno ha appena attraversato il villaggio dirigendosi verso ovest, proprio dove si trova il villaggio di Mamiya. Rei parte immediatamente, essendo preoccupato per sua sorella.
Giunta la notte, Toki e Mamiya osservano le stelle e Toki racconta di come Yuria sia stata amata da tutti i fratelli e sia stata il motivo della disputa continua tra Kenshiro e Raoh.

Cap 62 – Durante una breve sosta di Rei accanto a quelle che sembrano essere le vestigia di un vecchio luna park, la sua attenzione si sposta su una figura che si avvicina barcollante: si tratta di Bart che, nonostante sia stato ferito, si è messo in cammino per portare la notizia che il villaggio è sotto l’assedio dell’armata del Re del Pugno. Rei arriva giusto in tempo al villaggio per evitare a Linn l’atroce supplizio riservato a tutti coloro che si rifiutano di obbedire al Re del Pugno e in lacrime Linn gli rivela che Airi è in salvo.

Nonostante la volontà di ferro e il coraggio che dimostra, è difficile pensare che un giovane Bart per giunta ferito da una freccia, possa aver percorso molti chilometri in quelle condizioni.
La zona portuale di Kobe offre una realtà diversa da quella che ci si può aspettare. Ospita infatti diversi centri commerciali, la grande e illuminatissima Kobe Tower, numerosi ristoranti e anche il Kobe Mosaic Amusement Park, un piccolo luna park in cui troviamo una ruota panoramica, una giostra con i cavalli e delle montagne russe.

Cap 63 – 72 – Kenshiro, Toki e Mamiya si imbattono nelle impronte lasciate da un cavallo gigantesco che può essere solo la cavalcatura di Raoh. Questa informazione viene confermata dai singolari personaggi che si trovano all’interno dell’edificio in cui il gruppo si concede una sosta e che si rivelano essere dei soldati del Re del Pugno.
Mentre Kenshiro si affretta verso il villaggio, Airi riesce a trovare la forza di combattere grazie al coraggio dimostrato dalla piccola Linn e, come le,i anche tutto il villaggio insorge per allontanare gli invasori ma l’ombra del Re del Pugno sta per abbattersi su di loro.
Rei decide di affrontare Raoh per proteggere Airi e tutto il villaggio, ma quando Kenshiro li raggiunge, il corpo di Rei giace inerme tra le mani del Re del Pugno.
Lo scontro tra Kenshiro e Raoh ormai è inevitabile e dopo essersi presentati attraverso le aure combattive, inizia lo scontro fisico. È solo una freccia scoccata al momento opportuno che impedisce al colpo di Raoh di andare perfettamente a segno. Il responsabile è Rei a cui il Re del Pugno ha riservato un trattamento speciale, usando su di lui una tecnica in grado di causarne la morte in tre giorni.
L’unico in grado di contrastare Raoh è attualmente Toki, al cui arrivo Raoh scende da cavallo.
Kenshiro viene immobilizzato da Toki che prende il suo posto nel duello contro Raoh. La tecnica e la determinazione di Toki mettono Raoh in seria difficoltà costringendolo al gesto estremo di immobilizzarsi assieme al suo opponente per limitarne i movimenti.
Toki muove la sua ultima mossa verso Raoh ed è poi pronto al termine della sua vita. Mamiya, che è l’ultima ancora in grado di combattere, prova a interrompere lo scontro, rischiando lei stessa la vita se non fosse per Linn che con il suo desiderio di salvare le persone a cui vuole bene, riesce a far muovere Kenshiro.
Dopo aver visto la determinazione di Toki ora Kenshiro è in grado di affrontare Raoh. I due si equivalgono e il sanguinoso scontro finisce in parità. I soldati del Re del Pugno fuggono spaventati di fronte a colui che è in grado di fronteggiare il loro Re perché ora il suo dominio non è più assoluto. L’unico che rimane fedele al suo Re è il suo cavallo con il quale Raoh si allontana dal villaggio.

Cap 73 – Il lungo scontro ha lasciato tutti estremamente provati nel fisico e nella mente. Mamiya vedendo la sofferenza di Rei, parte per Medicine City in cerca di qualche farmaco in grado di aiutarlo. Giunta al villaggio scopre che questo è sotto il controllo di Gulf e della sua legge dei cani. Rei si mette in marcia per raggiungerla, seguito a breve distanza da Kenshiro.

Medicine City è stata costruita con lo scopo di essere la farmacia personale del Re del Pugno. È molto probabile che una grossa quantità e varietà di farmaci si possano trovare in un ospedale o più facilmente in un’industria farmaceutica.
Osaka è la sede di una delle più antiche aziende farmaceutiche del Giappone, fondata nel lontano 1894. La Takeda Pharmaceutical Company è la più grande casa farmaceutica del Giappone e la 12a a livello mondiale. La sua sede si trova nel viale Midosuji.

Cap 74 – 75 – Kenshiro e Rei raggiungono Medicine City e salvano Mamiya ma l’ombra del passato torna sulla ragazza nel momento in cui Rei scopre il marchio sulla sua spalla: “UD” la firma di Yuda.

Cap 76 – L’anziano del villaggio racconta di come, nel giorno del suo ventesimo compleanno, Mamiya sia stata rapita da Yuda che non ha esitato a trucidare i genitori della ragazza davanti ai suoi occhi. Pochi giorni dopo la ragazza è ritornata al villaggio ma da quel momento ha smesso di essere una donna. Rei decide così di sconfiggere Yuda in nome dell’amore che prova per Mamiya.

Cap 77 – Rei e Kenshiro giungono nella città di Yuda. Rei ha ormai solo un giorno per risolvere questa faccenda e, consapevole di questo, Yuda ha abbandonato il suo palazzo e si è diretto verso Blue Town, lasciando indietro solo il suo secondo Dagar.

La scuola Nanto a cui appartiene Yuda è quella della Gru Rossa.
Dopo la Seconda guerra mondiale, le Senba zuru (Mille gru) sono diventate simbolo della pace.
Ad Hiroshima se ne trovano tantissime, soprattutto nelle vicinanze della “genbaku no ko no zou” ovvero “la statua della bambina della bomba atomica” conosciuta anche come “Monumento dei bambini per la pace”.
La statua raffigura Sadako Sasaki e ricorda la sua famosissima triste storia. All’epoca del bombardamento atomico di Hiroshima del 1945, Sadako aveva 2 anni. Su di lei cadde la famosa “pioggia nera”, ma la bimba rimase illesa. Dieci anni dopo, però, arrivarono le conseguenze della bomba e Sadako si ammalò di leucemia e i medici le diedero solamente un anno di vita.
Le vennero donate mille gru da una scuola di Nagoya, con speranza di guarigione e lei stessa cominciò a piegare origami e a creare mille gru. L’atteggiamento combattivo e speranzoso di questa bambina, colpì e coinvolse le persone intorno a lei.
Sadako morì pochi mesi dopo, il 25 Ottobre 1955. Aveva 12 anni.
Nagoya è una città della regione di Chubu nell’isola di Honshu in Giappone, con un porto sull’oceano Pacifico. È il capoluogo della prefettura di Aichi e la quarta maggiore città del Giappone, ma la terza sul piano economico.
Nagoya è posizionata a nord della baia di Ise all’interno della pianura di Nobi. La città fu fondata su un altopiano per proteggerla dalle inondazioni. Grazie alla fertilità dei terreni, bagnati dai fiumi Kiso e Shonai, in questa zona si è assistito a un forte sviluppo dell’agricoltura. La posizione geografica nella regione del Chubu ha permesso a Nagoya di svilupparsi economicamente e politicamente nel corso dei secoli. La regione è il cuore dell’industria della porcellana, delle lacche, degli “shibori-zome”, dei tessuti annodati, legati e tinti, e di molti altre forme di arte e artigianato.
Nel XVI secolo dette i natali a Oda Nobunaga e Toyotomi Hideyoshi. Nel 1610 lo Shogun Tokugawa Ieyasu iniziò la costruzione del castello, dove stabilì la residenza di uno dei suoi figli. Durante il periodo Edo fu centro politico, commerciale e culturale.
Nei pressi di Nagoya, sono presenti diversi centri di produzione della ceramica. Seto, a 30 minuti di treno da Nagoya, è la città fiore all’occhiello della ceramica in Giappone, ed è famosa appunto per le sue ceramiche e le sue fornaci. Ovunque sono presenti negozi o botteghe che offrono ai visitatori la possibilità di provare da sé a fabbricare una ceramica. I piatti, disponibili a prezzi ragionevoli, sono souvenir molto apprezzati dai turisti di passaggio. Tokoname, a 40 minuti di treno da Nagoya, è nota da tempo per l’originalità della sua ceramica Tokoname-yaki.

Costruito agli ordini dello shogun Tokugawa Ieyasu, il Castello di Nagoya si trovava in un luogo strategico, con lo scopo originale di fermare gli attacchi provenienti da Osaka. Il castello fu terminato nel 1612, mentre l’adiacente palazzo Hommaru fu completato tre anni dopo, nel 1615. Nel 1930, il Castello di Nagoya, e il palazzo Hommaru, furono i primi castelli giapponesi ad essere designati come tesori nazionali. Purtroppo, il mastio principale, il Palazzo Hommaru e la maggior parte degli edifici vennero distrutti durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, nel Maggio del 1945. Tutto ciò che rimase integro furono 3 torri, 3 porte e alcuni elementi architettonici dell’interno del castello, che riuscirono miracolosamente a salvarsi e che vennero poi dichiarati importanti beni culturali.
Il Donjon è stato completamente ricostruito nel 1959, e alcune opere di ricostruzione sono ancora in corso: la ricostruzione del Palazzo Hommaru è iniziata nel 2009 e sarà terminata solo nel 2018. Per ora, il palazzo è visibile solo come un edificio rettangolare coperto da impalcature.

Cap 78 – Mentre Kenshiro torna al villaggio di Mamiya con Rei, scopriamo che Yuda non aveva mai abbandonato il suo palazzo e aveva coinvolto nel suo tranello anche l’ignaro Dagar che alla fine muore per mano dello stesso Yuda.
Rei si risveglia al villaggio di Mamiya dove scopre da Toki che esiste un punto segreto in grado di prolungare di poco la sua vita al costo di una maggiore sofferenza. Nel frattempo Yuda, dopo aver appreso che anche Mamiya ha visto la stella della morte, arriva al villaggio per prendersi gioco di Rei per l’ultima volta.

Cap 79 – Rei decide di sottoporsi al trattamento di Toki e riemerge dalla stanza con i capelli totalmente bianchi. Mamiya è stata catturata da Yuda che quando si trova di fronte a Rei, ne testa le abilità facendolo sfidare dai suoi uomini.

Cap 80 – Lo scontro tra Rei e Yuda ha inizio. Yuda ricorda di come la perfezione della tecnica di Rei lo aveva affascinato per un istante, distogliendolo dall’autoammirazione. In nome di questo grave affronto, la collera di Yuda esplode nei confronti di Rei e del suo amore per Mamiya.
Yuda ha tradito i sei pugni sacri di Nanto alleandosi col Re del Pugno e questo ha causato il caos nel Nanto.

Cap 81 – Vista la mala parata, Yuda mette in atto il suo piano di riserva e fa esplodere la diga per bloccare nel fango le gambe di Rei, vanificando le sue tecniche. Kenshiro interviene chiudendo la falla. Yuda per un istante sembra avere la meglio, ma la determinazione di Rei unita alla sua tecnica lo portano a muovere l’attacco decisivo.

La città portuale di Kobe nel periodo Meiji fu colta da una epidemia di colera che nel solo 1890 uccise più di 1000 persone. Non avendo fiumi da cui poter attingere acqua a sufficienza, nel 1892 fu iniziata la costruzione della prima diga in calcestruzzo del Giappone, la diga Gohonmatsu (detta anche diga Nunobiki perché si trova sul torrente omonimo) per ottenere l’acqua per il sistema di approvvigionamento idrico comunale.

Cap 82 – Yuda cade sconfitto per mano di Rei. Il desiderio di Rei è stato soddisfatto e il guerriero di Nanto, dopo aver salutato le persone a lui care, è pronto alla sua fine.

Sanshinzan Taisan-ji è un tempio buddista della setta Tendai che si trova a Kobe. È stato fondato su istruzioni dell’imperatrice Gensho nel 716.
L’edificio principale del Taisan-ji è stato completato nel 1293 ed è considerato tesoro nazionale.

Ringrazio infinitamente Kenrico per avermi risolto un “enigma” della traduzione e mi scuso con tutti per i miei tempi biblici. 😛

Spero vi divertiate a leggerlo come io mi sono divertita a scriverlo!!😀

Fine seconda parte.

Una risposta a “IL GIAPPONE AI TEMPI DI KENSHIRO (seconda parte)

  1. Pingback: IL GIAPPONE AI TEMPI DI KENSHIRO (prima parte) | HOKUTO NO KEN

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...