L’Arcadia della mia giovinezza: Capitan Harlock all’arrembaggio dei cinema il 15 ottobre 2014


Grazie ad un accordo tra Yamato Video e Koch Media,
il pirata dello spazio farà da apripista ad un’operazione
che prevede il recupero della migliore animazione
nipponica e la sua riproposta su grande schermo!

In un periodo in cui i cinema sono letteralmente dominati da prodotti realizzati con animazione digitale e in cui anche colossi come Toei decidono di scimmiottare  Disney e Dreamworks, qualcuno si è finalmente deciso a rivalutare e riportare all’antico splendore i capolavori di un tempo. Quel qualcuno è Yamato Video, editore presente sul nostro territorio fin dai primissimi anni ’90  il cui catalogo, che comprende un vastissimo numero di titoli,  ne ha decreato la leadership nel settore. In collaborazione con Koch Media, la prima media company in Europa completamente indipendente, l’editore torinese ha in programma di riportare nei cinema dello stivale alcuni dei più grandi film d’animazione del proprio catalogo, iniziando da Capitan Harlock – L’Arcadia della mia giovinezza (わが青春のアルカディア – Waga Seishun No Arcadia), prodotto da Toei Animation nel 1982 come prologo alle avventure del famoso pirata dello spazio creato da Leiji Matsumoto. Diretto da Tomoharu Katsumata, la pellicola si avvale del character design del mitico Kazuo Komatsubara (Devilman, Goldrake e molti altri, una vera leggenda del mondo dell’animazione) e del mecha design di Katsumi Itabashi (Corazzata Spaziale Yamato, Starzinger) e Koichi Tsunoda (Mazinga Z). La colonna sonora, di rara bellezza, è invece affidata a Toshiyuki Kimori (Golgo 13, Dirty Pair).

– IL PERSONAGGIO –

Capitan Harlock (キャプテン・ハーロック)

In realtà, Harlock è uno di quegli eroi senza tempo che non avrebbe bisogno di alcuna presentazione. Basta infatti veder sventolare la sua inconfondibile bandiera da pirata per riconoscerlo. Nato nel 1977 come protagonista della serie “Il pirata dello spazio Capitan Harlock” (宇宙海賊キャプテンハーロック), il personaggio è in realtà il frutto di una lunga gestazione iniziata già nel lontano 1953, quando nella fervida mente dell’allora quindicenne Leiji Matsumoto, iniziò a delinearsi un suo primo archetipo all’interno di un fumetto di 16 pagine, Mitsubachi no Bôken (みつばちの冒険 – Le avventure di un’ape), che il ragazzo presentò per un concorso della rivista Manga Shonen, vincendolo.
Da allora, Harlock è stato il protagonista di miriadi di avventure all’interno di quello che è chiamato “Leijiverse”, l’universo narrativo in cui i personaggi di Matsumoto provenienti da diverse serie spesso si incontrano, tra manga, anime televisivi, film d’animazione e OAV. E nonostante tutti questi anni, e nonostante le continue rivisitazioni della sua storia, Harlock è rimasto un personaggio leggendario, uno di quelli che veramente si potrebbero definire “mitologici” per quanto concerne il mondo dei manga e dell’animazione.
Egli non teme la morte e si batte costantemente contro ogni forma di regime totalitario, trovandosi spesso in guerra (quello stesso tipo di guerra di cui l’autore è stato testimone fin da bambino, durante il secondo conflitto mondiale) per difendere i propri ideali di giustizia e libertà. In questo film (che non solo ne narra le origini, ma è considerato il fulcro del Leijiverse), Harlock è il giovane capitano di un’astronave della Federazione Terrestre che, ritornato sul pianeta Terra (ormai dominio degli Illumidiani invasori), combatterà per salvare il pianeta e la donna che ama, trasformandosi nel ribelle dello spazio che tutti conosciamo.

leiji matsumoto arcadia

IL NUOVO DOPPIAGGIO

Per l’occasione, il film è stato ritradotto da capo e doppiato ex novo, sotto la direzione di Giorgio Bassanelli Bisbal, che ha curato anche l’adattamento dei dialoghi. Il nuovo cast vede doppiatori del calibro di Loris Loddi (Dexter nell’omonima serie, Val Kilmer nel film The Doors…) e Mario Cordova (voce italiana di Richard Gere, qui al suo primo doppiaggio per un anime) solo per citarne due. Di seguito l’elenco dei ruoli principali con link alle rispettive schede del sito Il Mondo dei Doppiatori.it

Alcune clip di doppiaggio in anteprima

Curiosità: L’ENIGMA DELL’ARCADIA VERDE

Mentre in questo film (e nella successiva serie SSX, basata proprio su di esso) vediamo un’Arcadia di colore verde, dal mecha design più incentrato sull’aspetto “militare”, nell’anime originale vediamo un’Arcadia diversa, di colore prevalentemente blu, il cui design richiama invece un grande vascello.

Arcadia blu

Questo fatto, unito all’ordine cronologico degli eventi narrati nel film e nell’anime, ha portato molti fan ad ipotizzare la cosa più ovvia, cioé che l’Arcadia dell’anime originale sia un’evoluzione di quella verde. Tuttavia questo particolare non è mai stato confermato in nessuna delle produzioni legate ad Harlock che, anzi, in qualche modo hanno sempre creato (e continuano a creare) tantissima confusione circa la continuity della saga del pirata dello spazio, tanto che è ormai comune considerare ogni Harlock che appare in una data serie una diversa incarnazione dello stesso personaggio. Allo stesso modo, anche l’Arcadia sarebbe quindi diversa in base all’universo narrativo in cui compare. Ipotesi affascinante pure questa, se non fosse che, a riportarci con i piedi per terra e, di conseguenza, a questioni meno legate alla fantasia e più ai soldi, c’è semplicemente una questione di sponsor: la Takara, infatti, finanziava l’anime televisivo di Harlock e produceva i modellini dell’Arcadia originale, mentre la Bandai finanziava e produceva invece i modellini per Galaxy Express 999. l’Arcadia verde è nata quando Harlock è comparso in un cameo dell’anime appena citato e la Bandai, non volendo assolutamente fare pubblicità alla rivale, impose di modificare la nave spaziale dell’eroe. Detto questo, il resto è abbastanza facile da intuire: la Bandai divenne sponsor del film e della successiva serie SSX, di conseguenza venne sfruttato il nuovo modello.

arcadia verde

 

Kazuo Komatsubara, l’artigiano dell’animazione

kazuo komatsubaraMorto nel 2000 a causa di un tumore, il maestro Komatsubara è stato per decenni uno dei massimi esponenti dell’animazione made in Japan nonché un punto di riferimento per tanti altri suoi colleghi ed eredi che tutt’oggi lavorano nel settore. Nato il 24 dicembre del 1943, Komatsubara ha portato in TV e sul grande schermo molte  serie ormai di culto: Devilman, Goldrake, Mazinga Z, il Grande Mazinga, Getter Robot, Gackeen, Capitan Harlock, Galaxy Express 999, Starzinger e Forza Sugar. A queste si aggiungono poi varie collaborazioni (Komatsubara era un animatore indipendente, non legato ad una specifica casa di produzione), tra le quali ricordiamo quella di direttore dell’animazione in Nausicaä nella Valle del vento, capolavoro di Hayao Miyazaki a cui venne invitato a collaborare proprio in seguito ai risultati ottenuti con Capitan Harlock – L’Arcadia della mia giovinezza. Assolutamente non interessato alla fama, Kazuo Komatsubara è ricordato nell’ambiente per via della sua maestria e della sua dedizione al lavoro, caratteristiche che gli hanno sempre garantito la stima dei colleghi. In poche parole, se Yamato Video voleva dare un chiaro segno di quello che si propone di fare con quest’operazione di “valorizzazione” degli anime di un tempo, è partita proprio con il piede giusto.

Harlock by Komatsubara

13 risposte a “L’Arcadia della mia giovinezza: Capitan Harlock all’arrembaggio dei cinema il 15 ottobre 2014

  1. E’ tutto bello, ma purtroppo viene omessa (anche la Yamato stessa si guarda bene dal farlo notare) la cosa più importante: cioè che al cinema non verrà proiettato nel formato originale 4:3, bensì in una versione barbariamente tagliata in 16:9. Peccato

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    • Al cinema verrà proiettato nel formato fornito da Toei per le sale cinematografiche. Evitiamo di cercare appigli per criticare un’operazione a mio avviso molto importante anche a livello culturale.

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      • Nessun appiglio. Semplicemente informazione.
        A me non interessa chi ha compiuto lo scempio: Toei ha tagliato l’immagine e Yamato ha accondisceso a portare al cinema una pellicola in formato non originale.
        Per me non è proprio un’operazione da lodare.

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      • Ok, come si può del resto evincere dall’articolo il mio italiano è pessimo, quindi vedrò di spiegarmi meglio. La Toei, che detiene i diritti del film, fornisce non solo la licenza, ma anche i materiali con cui è possibile proiettarlo nei cinema. Oltretutto, cosa che spesso sfugge ai non addetti ai lavori, la Toei pretende che vengano sottoposte alla sua approvazione diverse cose quando si tratta di localizzare il prodotto. Se vuoi ti faccio qualche esempio, cosi ti rendi conto. È successo con i fascicoli allegati ai DVD di Ken allegati alla Gazzetta dello Sport, che singolarmente dovevano essere tradotti in inglese per poter essere letti e approvati prima di poter andare in stampa. È successo con il gioco di carte di Ken, in cui hanno preteso che il logo fosse fatto in un certo modo costringendo a modificarlo rispetto alla vecchia edizione. Per quello che riguarda Harlock, addirittura il trailer (che deve ancora essere lanciato) è stato sottoposto alla loro approvazione. E potrei andare avanti con tantissimi altri esempi, ma il succo del discorso è uno ed uno soltanto: ad oggi, se Yamato decide di riportare nelle sale qualsiasi film prodotto da Toei, DEVE sottostare a ciò che dice Toei e farlo con i materiali che fornisce Toei, altrimenti il film non lo vedi. Chiaro e cristallino.
        Questa è informazione. Quando uno parla dicendo le cose come stanno, non omettendo fatti importanti in un patetico tentativo di svilire un’operazione che non può non rendere felice qualsiasi fan della buona animazione.

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  2. E quindi?
    Quale parte della frase
    “A me non interessa chi ha compiuto lo scempio: Toei ha tagliato l’immagine e Yamato ha accondisceso a portare al cinema una pellicola in formato non originale.”
    non ti è chiara?

    Prova a rileggere con più attenzione.

    Parli di informazione. Forse vivo in un altro mondo, ma per me l’informazione è tale quando è esaustiva e da la possibilità di scelta a chi ne usufruisce.
    Spendere 8/10 Euro per andare al cinema e ritrovarmi a sorpresa un video in Pan & Scan (nel 2014), sinceramente mi farebbe un po’ girare le scatole.

    Sembra che “accontentarsi” nel settore anime sia diventata la regola imprescindibile.

    P.S.: se uno fosse un fan dell’animazione, teoricamente (poi ognuno è libero di scegliere) dovrebbe pretendere che il prodotto non venga alterato. Io la vedo così.

    P.P.S. faccio un esempio su Ken, perché l’hai citato tu. Se la serie TV di Ken fosse stata proposta in DVD tagliata a 16:9 (o così o niente), tu saresti stato contento? (e magari venendolo a sapere dopo aver acquistato il primo box).

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    • Il tuo problema è che parti dal presupposto che Yamato agisca in malafede, quando ti ho spiegato bene che è Toei a comandarsela. In questo senso, Yamato deve sottostare quanto noi a certe cose.
      Ti posso fare sempre l’esempio del film di Ken dell’86. Le versioni uscite successivamente alla prima proiettata al cinema in Giappone, erano censurate in vari modi. Oggi ci si scanna per trovare le prime versioni pubblicate da Granata Press che erano scevre da tali censure, ma la realtà è che, da allora in poi, qualsiasi edizione estera sarà costretta ad avere tali censure. Censure che, bada bene, si sorbiscono i giapponesi stessi.
      Purtroppo, si ha spesso l’errata convinzione che Toei (o qualsiasi altra casa di produzione nipponica) sia come un ente per la preservazione dell’arte dell’animazione. Non è così, I giapponesi si sono resi conto del potenziale degli anime a livello mondiale solo a partire dagli anni ’90. Prima di allora sai quanti cell di animazione di serie concluse sono finiti nell’immondizia? Altro che collezionismo e musei.
      Lo stesso vale per certi capolavori del passato. Se si decide, dall’alto, di “alterare” il prodotto originale, noi da qui possiamo fare ben poco.
      Secondo te, cosa dovrebbe fare Yamato Video? Dire a Toei “no, adesso mi spendi svariati milioni e mi rifai i master come gli originali”?
      Mettiamo per ASSURDO che Toei lo faccia davvero e poi arrivi un altro claudio a lamentarsi: “Sì però io lo voglio con la stessa qualità della pellicola di allora, con la stessa identica grana e magari qualche segno del tempo, che fa tanto vintage”. Allora la Yamato che fa? Va di nuovo da toei e gli dice “sentite un po’, spendete n’altro po’ di milioni e rifate tutto”?
      Dimmi tu quando mi devo fermare.

      Ribadisco per l’ultima volta il concetto:
      La Yamato vuole riportare al cinema l’animazione VERA, quella di Komatsubara e di tanti altri maestri. L’operazione dovrebbe solo renderci felici.
      Tutto il resto, compreso il formato video (che tra l’altro, da come lo dici tu, sembra quasi che uno vada a vedere un film in cui Harlock avrà la testa mozzata fino al collo, quando non è così) o anche audio che sia, è roba che riguarda il produttore stesso e il modo in cui ha stabilito che l’opera debba venir presentata nel nostro Paese. Andare a fare le pulci su questi aspetti significa non avere ben chiaro il quadro della situazione.

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