JAGI IL FIORE MALVAGIO Vol.1 – Recensione


jagi ita 1Conclusasi la saga dedicata a Toki, la collana KEN LA LEGGENDA di Planet Manga inizia ad ospitare JAGI IL FIORE MALVAGIO, edizione italiana di Jagi Gaiden – Gokuaku No Hana (ジャギ外伝 – 極悪ノ華 – La Storia Parallela di Jagi – Il Fiore del Male), serie composta da due volumi che portano la firma di Shinichi Hiromoto. Originariamente pubblicato sul settimanale Comic Bunch  a partire da dicembre 2008 fino ad agosto 2009, il manga narra il percorso verso la follia del terzo dei quattro fratelli di Hokuto, mostrandoci retroscena completamente inediti sulla sua storia e sulle cause che l’hanno trasformato nell’ossessionata nemesi di Kenshiro che tutti abbiamo conosciuto attraverso la serie storica.
Un viaggio allucinante ed allucinato nella psiche e nella memoria di un personaggio mai veramente approfondito prima. Allacciatevi quindi le camicie di forza e buona lettura!😉

TRAMA

Risulta ostico parlare di una “trama” in questo manga, ma non fraintendetemi, lo dico in senso buono. Perché Jagi Gaiden non si limita ad approfondire un personaggio fornendogli un background, no, come dicevo nell’introduzione, ti catapulta direttamente nella mente malata del protagonista, e senza fare complimenti! La storia procede infatti in un continuo avvicendamento di scene di inauditi massacri da lui compiuti e flashback (dove si sviluppa la vera narrazione) in cui Jagi viene presentato sin dalla più tenera infanzia, quando rimasto orfano a causa di un incendio, viene salvato e adottato dal maestro Ryuken. Da subito il piccolo, che palesa già un carattere irruento ed incline alla violenza, si affeziona al padre adottivo, desiderando la sua approvazione. I primi problemi iniziano però quando Raoh e Toki giungono al tempio per essere addestrati. In questo frangente, Jagi scopre per la prima volta che il padre è l’unico Successore dell’Hokuto Shinken e che i suoi due nuovi fratelli adottivi sono giunti lì per apprenderlo. Scioccato da queste rivelazioni, Jagi non capisce il motivo per cui il padre non abbia concesso anche a lui di poter apprendere i segreti dell’Hokuto. Il ragazzo, sopraffatto dalle emozioni, fugge via dal tempio. Per un breve periodo sopravvive entrando a far parte di una gang di strada poi, un giorno, decide di tornare di nuovo da Ryuken. Intenzionato a farsi valere, Jagi inizia ad allenarsi imitando Toki e Raoh, ma non si aspetta di certo il secondo colpo basso che il fato gli ha riservato: al tempio giunge infatti Kenshiro, un ragazzino più piccolo di lui che, senza se e ne ma, viene subito accolto nel dojo!

Non vado oltre per non rovinare il piacere della lettura e passo piuttosto alla mia solita analisi. Di Hiromoto ho già parlato qualche giorno fa proprio in previsione dell’uscita di questo manga, in modo da avere un quadro un po’ più chiaro sull’autore con cui abbiamo a che fare. Quello che posso dire di lui e di Jagi è che sicuramente nessun connubio fumettistico poteva essere tanto azzeccato come questo. Non tanto per la coerenza con il manga originale (quella scordatevela proprio), ma per l’esatto opposto, ovvero il prendere in mano un personaggio vile e dalle scarse capacità per trasformarlo in uno completamente nuovo, reinventandolo dalle radici. Leggendo ci si rende infatti conto di quanto questo Jagi sia più folle, più grottesco e più ossessionato rispetto a quello della serie storica. Hiromoto non ha effettivamente dato vita ad uno spin-off, ha creato piuttosto una realtà alternativa in cui Jagi diviene quasi un eroe maledetto, un incompreso dal fato avverso che lotta costantemente per affermarsi, per raggiungere una meta che normalmente gli sarebbe preclusa. Ed è un approccio semplicemente geniale. Non tanto per il canovaccio della storia, in alcuni punti anche prevedibile e scontata, quanto per le implicazioni che si porta dietro. Perché è una storia che divide il pubblico: da un lato chi può pensare “ok, Jagi è un personaggio molto famoso tra i fan giapponesi, è solo una commercialata e stop”; dall’altro chi pensa “finalmente un po’ di dignità ad un personaggio troppo sottovalutato”; infine, come nel mio caso, l’ipotesi forse più inquietante (e che in qualche modo ho suggerito nell’introduzione) “in realtà tutta la storia è solo il delirio della folle mente di Jagi, talmente pazzo da vedere la realtà in modo completamente distorto”.
E la cosa geniale è, appunto, che ognuno di questi punti di vista potrebbe essere quello giusto, perché Hiromoto lascia che sia il lettore a decidere cosa vederci!

PROTAGONISTI

JAGI (ジャギ)

jagi profile

Per una volta vero protagonista, Jagi è un individuo violento e completamente privo di scrupoli, terzo dei figli adottivi di Ryūken e l’unico a non discendere da un qualsiasi ramo della Dinastia Principale di Hokuto. Proprio per questo motivo, viene inizialmente escluso dal dojo ma, combattendo con le unghie e con i denti, riesce infine a guadagnarsi il diritto di accedere agli allenamenti.
Vedi la scheda di Jagi nel manga originale

ryuken profileRYUKEN (リュウケン)

63° maestro successore dell’Hokuto Shinken, Ryūken ha adottato Jagi nel giorno stesso in cui lo ha salvato, ancora in fasce, da un incendio che lo aveva lasciato orfano di entrambi i genitori. Conscio del fatto che il ragazzo non potrebbe mai aspirare a divenire successore di Hokuto, cerca di tenerlo lontano da un cammino che gli recherebbe soltanto sofferenza ma, dopo averne constatato la grande determinazione, resta talmente colpito da ammetterlo nel dojo. Vedi scheda di Ryuken nel manga originale

raoh profileRAOH (ラオウ)

Forte e autoritario, Raoh è il maggiore tra i fratelli di Hokuto. Concentrato sull’addestramento, il mezzo che gli consentirà di acquisire il potere a cui ambisce, si limita ad osservare con distacco le dinamiche famigliari, senza mai farsi veramente coinvolgere. Nonostante ciò, sembra in qualche modo rispettare l’ostinazione di Jagi.
Vedi scheda di Raoh nel manga originale

toki profileTOKI (トキ)

Diversamente dal fratello Raoh, e pur rivestendo un ruolo di secondo piano rispetto alla storia, Toki si mostra ben più sensibile all’evolversi dei rapporti all’interno del dojo, preoccupandosi attivamente di quanto accade e mostrando spesso grande senso di responsabilità.
Vedi scheda di Toki nel manga originale

kenshiro profileKENSHIRO (ケンシロウ)

Il minore tra i fratelli di Hokuto, già dal suo arrivo al Tempio di Hokuto riesce a scatenare una violenta reazione da parte di Jagi, che non può comprendere come questi possa essere ammesso agli allenamenti prima di lui. E da quel giorno in poi, benché Kenshiro cerchi sempre di mostrarsi rispettoso e benevolo nei suoi confronti, l’odio non farà altro che crescere a dismisura…
Vedi scheda di Kenshiro nel manga originale

boss profileBOSS (ボス)

Leader di una gang di motociclisti tra i cui membri troverà asilo il giovane Jagi durante il suo allontanamento dal Tempio, dovuto all’arrivo di Raoh e Toki e alla scoperta che Ryuken, il suo amato padre adottivo, lo ha in realtà tenuto sempre all’oscuro della sua vera vita e gli ha precluso l’apprendimento dell’Hokuto Shinken.

anna profileANNA (アンナ)

Sorella minore di Boss, Anna diviene una cara amica di Jagi, incoraggiandolo spesso a dare il meglio e a scrivere da solo il suo destino, facendo di tutto per raggiungere il suo sogno di diventare successore dell’Hokuto Shinken. Man mano che crescono, i due ragazzi si legano sempre più, ma il fato pare avere in serbo solo immenso dolore per entrambi…

shiva profileSHIVA (シバ)

Giunto al Tempio di Hokuto per sfidarne i candidati alla successione, è il maestro dell’Hakuja Ken (白蛇拳 – Scuola del Serpente Bianco). Al suo arrivo, però, non trova Ryuken ma Jagi, il quale si dichiara egli stesso successore dell’Hokuto Shinken e lo attacca per difendere l’onore del padre adottivo.

ALTRI PERSONAGGI

Nel manga fanno una breve apparizione anche altri personaggi. Nello specifico, nel capitolo 7, ci si ricollega al noto episodio del manga originale in cui un Kenshiro ancora meno che adolescente viene portato da Raoh a sfidare 10 guerrieri di Nanto e, mentre la piccola Julia, rimasta al Tempio, è disperata e cerca l’aiuto di Jagi, Shu sacrifica i suoi occhi per salvare il ragazzo da morte certa, sotto lo sguardo indignato di Souther.

julia profileshu profilesouther profile

EDIZIONE ITALIANA

Dopo la pubblicazione di TOKI IL SANTO D’ARGENTO, che pur non essendo perfetta era comunque decente come edizione, da questa collana mi aspettavo che lo standard qualitativo si fosse finalmente attestato almeno su quel livello. Purtroppo no. E lo dico con la morte ne lcuore perché per me questo manga merita, ma la Planet pare godere nel perdersi in un bicchier d’acqua. Stavolta però, il guaio non sono tanto traduzioni e adattamento (anche se qualche piccolo “What The Fuck?” ogni tanto scappa…), anzi, per una volta la resa “volgare” dei dialoghi ben si adatta al personaggio e alla storia. No, il problema stavolta è tecnico, di impaginazione. TUTTE le tavole sono tagliate male e impaginate peggio.

Si parte da roba come questa…

… per arrivare a cose come questa…

… o questa…

Senza contare il millimetro e mezzo di rigo bianco che rimane in cima ad OGNI pagina e diverse illustrazioni (di cui trovate le versioni a colori sempre nello speciale su Hiromoto) dalla resa scurissima, talmente scure che spesso non è possibile distinguere nulla!

Penso che le immagini parlino da sole, il resto lo lascio ai vostri eventuali commenti.


AGGIORNAMENTO IMPORTANTE!
(16 dicembre 2014)

A dispetto di quanto pensavo, sembra che il difetto di impaginazione non interessi tutte le copie in circolazione. Ecco infatti una foto dimostrativa inviatami dal responsabile della testata, Mattia Dal Corno:

Di conseguenza è possibile chiedere direttamente al proprio edicolante o al proprietario della fumetteria di fiducia di sostituire la copia fallata con una buona.


Appuntamento al prossimo mese!

6 risposte a “JAGI IL FIORE MALVAGIO Vol.1 – Recensione

  1. L’impaginazione è veramente orrenda. Comunque sia sembra un manga molto meritevole e sarei curioso di leggerlo. Bella recensione =)

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