JUZA LA NUVOLA VAGABONDA Vol.2 – Recensione


juza 2Dopo 22 uscite, ci saluta la collana KEN LA LEGGENDA di Planet Manga, e lo fa con il volume conclusivo di JUZA LA NUVOLA VAGABONDA, che questo mese ci mostra ancora dei lati inediti della vita del protagonista e ci accompagna fino al suo ultimo combattimento.  Già la volta scorsa avevamo visto come il tentativo dell’autrice, Missile Kakurai, di “afferrare la nuvola”, non sembri tra i più riusciti, mostrando il fianco ad evidenti lacune sia nella conoscenza generale dell’opera originale che dello stesso protagonista. Quindi non ci resta che vedere se, in questa seconda raccolta di episodi, abbia infine corretto il tiro, documentandosi un po’ meglio e fornendoci finalmente qualcosa di davvero interessante da leggere. Le premesse ci sono, visto che fanno la loro comparsa diversi personaggi noti del manga originale, ora non ci resta che vedere com’è andata.
Buona lettura!😉

TRAMA E CONSIDERAZIONI

Avevamo lasciato Juza alle prese con un povero, stereotipatissimo, pazzo che, non sapendo che fare con i propri traumi del passato, giustamente organizza piani assurdi  per far soffire la gente non appena si trova un potente guerriero a portata di mano.  Tutto chiaro, vero? No perché questo è, in buona sostanza, quello che Missile Kakurai intende come concetto di “trama”. E insomma, in questo volume vediamo chiudersi (nella maniera più telefonata possibile, aggiungerei) questo piccolo arco di episodi per poi passare ad una “seconda fase” che porta il protagonista ad interagire con diversi personaggi dell’opera originale. Che sia la volta buona? Che l’autrice riesca finalmente a sfruttare l’occasione per darci un racconto e dei retroscena coerenti? Certo… nei vostri sogni…

juza 02 01

Al grido di “più banalità per tutti!”, questo secondo volume si trascina in una serie di incontri e flashback che il più delle volte non hanno motivo di esistere e che sono creati al solo scopo di strizzare l’occhio a chi preferisce vedere in azione, ad esempio, Rei o Mamiya piuttosto che chiedersi se effettivamente Juza abbia mai avuto veramente a che fare con tutta questa gente. Il punto è proprio che Missile Kakurai cerca di fare il passo più lungo della gamba: non conosce bene trama e personaggi ma prova lo stesso a tirar fuori dei retroscena plausibili con risultati a dir poco tragicomici.

Partiamo da quello più assurdo in assoluto: l’appartenenza di Ryuga a Nanto!
Sì, avete letto bene. L’autrice, in un primo momento chiama la tecnica di combattimento di Ryuga Nanto Tenrō Ken invece che Taizan Tenrō Ken! Questo errore era così macroscopico che è rimasto però confinato solo all’edizione originale su rivista, venendo corretto per la successiva raccolta in volume (quindi nell’edizione italiana troverete la versione corretta, non spaventatevi). Già questo sarebbe sufficiente a far capire la reale competenza dell’autrice, ma c’è di più…

LA PREDESTINAZIONE DEI NANTO GOSHASEI !!

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Prego notare le finezze varie: Shuren e Hyui scappati da una puntata di Beyblade, Juza con i braccini corti e Fudo con una protesi sulla guancia sinistra. Dulcis in fundo, le fibbie delle cinte con i simboli degli elementi. Final Fantasy non ti temiamo!

Fermatevi qualche istante per riprendere fiato. Magari uscite sul balcone, aprite un po’ le finestre, cose così. Fatto? Ok, andiamo avanti….

Secondo Missile Kakurai, i guerrieri Goshasei nascono già con il tatuaggio delle cinque stelle addosso. Nello specifico, Juza ce l’avrebbe sotto la milza…

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Tutto molto bello se non fosse che…

juza errore 1

… lì non c’è proprio niente!

La verità è che i Nanto Goshasei scelgono spontaneamente di dedicare la loro vita all’Ultimo Condottiero, proprio come fa Fudo, che NON nasce assolutamente come predestinato a diventarlo ma si “converte” dopo il fatidico incontro con la piccola Julia, cambiando completamente stile di vita. Juza non aveva alcun tatuaggio proprio perché si era svincolato del tutto da ogni dovere.

Questo modo dell’autrice di inserire elementi a casaccio lo trovo grave. Grave perché certe scelte narrative, che siano dovute a un’effettiva mancanza di conoscenza o alla prensunzione di poter disporre a piacimento dei personaggi, si possono accettare in una fan fiction di poche pretese, non di certo in un prodotto ufficiale. L’unica parte che salvo è quella in cui Juza viene finalmente a conoscenza della vera identità di Julia. Non la descrivo ma penso che nel suo piccolo, pur essendo forse scontata, restituisce un po’ di umanità ad una parte di storia che nell’originale, a causa del fatto che i lettori non potevano ancora sapere chi c’era dietro la maschera dell’Ultimo Condottiero, non ha goduto del giusto pathos. Il resto è piattume allo stato puro che non suscita alcuna emozione, un patchwork di scene che corrono velocemente verso la conclusione senza mai dare l’impressione di avere anche solo lontanamente a che fare con il capolavoro a cui i maestri Hara e Buronson hanno dato vita trent’anni or sono.

PROTAGONISTI

mamiya profileMAMIYA (マミヤ)

Donna bellissima e abile guerriera, Mamiya rappresenta il punto di riferimento per la comunità del suo villaggio. Divenuta amica di Kenshiro e Rei, ha condiviso con loro tante battaglie e tanti momenti difficili, mettendo in gioco la propria vita pur di aiutarli. Quando però il suo stesso passato, nelle vesti di Yuda, è tornato a tormentarla minacciando di farle piombare addosso la Stella della Morte, è stato Rei a combattere per lei fino all’ultimo respiro pur di riuscire a rovesciarne la sorte.
Vedi la scheda di Mamiya nel manga originale

aili profileAILI (アイリ)

Sorella minore di Rei, Aili è stata rapita da Jagi nel giorno del suo matrimonio. Da allora, la sua vita è stata solo un inferno e, anche dopo essere stata tratta in salvo da suo fratello, Ken e Mamiya, le ferite del suo cuore le hanno impedito a lungo di affrontare di nuovo il mondo senza fuggire.  In seguito alla morte di Rei ha preso a vivere in pianta stabile nel villaggio di Mamiya, ove veglia sulla tomba dell’amato fratello.
Vedi la scheda di Aili nel manga originale

rei profileREI (レイ)

Stella della Giustizia del Nanto Rokuseiken e maestro del Nanto Suichō Ken (Tecnica dell’Uccello d’Acqua di Nanto – 南斗水鳥拳), Rei ha vissuto a lungo solo per cercare vendetta, ma l’incontro con Kenshiro e Mamiya gli ha aperto il cuore, permettendogli di ritrovare quella nobiltà d’animo che aveva messo da parte e sacrificarsi infine per i propri amici e per la donna amata.
Vedi la scheda di Rei nel manga originale

hyui profileHYUI DEL VENTO (風のヒューイ)

Guerriero valoroso e determinato dei Nanto Goshasei, Hyui guida le Brigate del Vento, l’avanguardia dell’esercito dell’Ultimo Condottiero di Nanto ed è in grado, con la sua tecnica di combattimento, di generare potenti vuoti d’aria capaci di spaccare perfino l’acciaio.
Vedi la scheda di Hyui nel manga originale

shuren profileSHUREN DELLE FIAMME (炎のシュレン)

Membro dei Nanto Goshasei e leader del Corpo D’Armata Rosso, Shuren padroneggia il Gosha Enjōken (五車炎情拳 – Tecnica della Fiamma dell’Ira dei Cinque Astri) che permette, tramite l’utilizzo del fosforo e con la forza dell’ira, di generare potenti fiamme che accompagnano i suoi attacchi, incendiano e carbonizzando gli avversari mentre vengono tagliati a pezzi.
Vedi la scheda di Shuren nel manga originale

ryuga profileRYUGA (リュウガ)

Generale dell’Armata del Re del Pugno, Ryuga è il guerriero che segue il cammino imposto dalla Stella del Lupo del Cielo ed è depositario del Taizan Tenrō Ken (泰山天狼拳 – Tecnica del Lupo del Cielo del Taishan). Personaggio forse tra i più difficili da decifrare, è fratello si di Juza che di Julia.
Vedi la scheda di Ryuga nel manga originale

julia profileJULIA (ユリア)

Ultimo Condottiero dei Sei Sacri Pugni di Nanto e Stella dell’Amore Materno, è l’unica donna che Juza abbia mai davvero amato ed anche il motivo per cui il guerriero, scoperto che ella in realtà è sua sorella, ha deciso di rinnegare la propria esistenza e i propri doveri.
Vedi la scheda di Julia nel manga originale

rihaku profileRIHAKU DEL MARE (海のリハク)

Il più anziano dei Nanto Goshasei, Rihaku ne è anche la guida, sia a livello tattico che spirituale. Viene definito un grande stratega e, con il suo Corpo Militare del Mare, rappresenta l’ultimo baluardo a difesa del Condottiero.
Vedi la scheda di Rihaku nel manga originale

EDIZIONE ITALIANA

Come è ormai tradizione consolidata per questa collana, il volume gode di un buon aspetto estetico, buona stampa e buona qualità della carta. Le “beghe” sono sempre e comunque all’interno, nei contenuti, con tecniche inventate, qualche nome cannato e via dicendo, ma è anche vero che, giunti all’ultimo volume, si tratta di caratteristiche che abbiamo imparato a conoscere e, nostro malgrado, a mandar giù pur di poterci godere (si fa per dire) un’edizione in lingua italiana di manga che, come appassionati del mondo di Hokuto, aspettavamo da tanti anni. Certo, alla fine i problemi di questo spin off su Juza, come ho già ampiamente spiegato, sono ben altri e riescono anche a far passare in secondo piano i difetti dell’adattamento nostrano, ma ciò non toglie che tali problemi esistano e vadano ancora una volta evidenziati.

In conclusione, volendo tirare le somme sull’intera collana, si può dire che è stato un viaggio (piuttosto costoso, tra l’altro) di quasi due anni che, purtroppo, spesso non ha saputo ripagare del prezzo del biglietto. Perché, se l’operazione aveva un target ben preciso, era ovviamente quello dei fan di Hokuto No Ken, ma non tanto quella parte di pubblico semplicemente nostalgica degli innumerevoli passaggi televisivi dell’anime storico, bensì quella composta dai fan più accaniti, che ancora oggi si informano sulle nuove produzioni riguardo al brand. Difatti, se il primo tipo di pubblico (e ne abbiamo spesso avuto un grosso riscontro nei commenti sulla pagina di Divina Scuola di Hokuto) ha quasi sempre teso a bollare come “inutile” qualsiasi nuovo progetto che uscisse fuori dai canoni stabiliti trent’anni or sono, rifiutando in larga parte acquistare e quindi sostenere tali progetti, il secondo tipo di pubblico ha sempre “spinto” per avere tali opere in italiano (pur disponendo magari delle scan). Ed era allora questo secondo tipo di pubblico, più disposto ma anche più esigente, che andava premiato, fornendo una collana sicuramente più curata rispetto a quella che attualmente abbiamo tra le mani. Tra l’altro è difficile pensare che questi manga godranno mai di un’ulteriore ristampa in futuro e, anche se fosse, ancor più difficile (leggi “impossibile”) sarebbe vedere corretti i diversi problemi. Di conseguenza, l’intera collana è stata (non in toto ma sotto certi aspetti sicuramente) un’altra occasione sprecata per avere in Italia un prodotto sull’universo di Hokuto più fedele e che rispecchiasse le aspettative di coloro che sono poi stati i veri acquirenti dello stesso.


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