S.O.S. Ryuken Special – Cassandra: il gioco da tavolo

Nuovo episodio tutto speciale di S.O.S. Ryuken! Sì, è vero, dalla terza puntata sono passati un po’ di mesi, ma dovete sapere l’Hokuto non si ferma mai e per questo mi sono dovuto recare in una località segreta per un durissimo ritiro spirituale fatto di privazioni, tanta meditazione ed allenamenti estenuanti. Comunque, prima di iniziare, meglio ricordare per bene chi sono e quali sono le mie competenze…


ryuken hawaiiNome anagrafico: Ramon Kasumi
Nome d’arte: Ryuken
Sesso: MASCHIO 100%
Anno di nascita: Non sono affari vostri
Professione: 63° maestro successore di Hokuto

La mia missione

Riscrivere le regole della pedagogia a suon di calci in bocca. Insegnare che ogni bambino è come un piccolo blocco di creta da modellare con colpi precisi, diretti preferibilmente nei punti più sensibili. Permettere al mondo di riscoprire la tortura come strumento educativo.


Puntata speciale, dicevo in apertura. Sì perché, anche se completamente assorbito da queste attività volte a farmi raggiungere nuovi livelli di Illuminazione, non mi sono dimenticato di voi e delle vostre famiglie. Tema ricorrente delle vostre missive è infatti quello relativo al giusto tipo di svago. In un mondo in cui internet e i videogames hanno ormai monopolizzato la scena ricreativa (e non solo), molti si chiedono se non sia il momento di tornare a forme di divertimento più sane e forse più educative. Ebbene, miei cari genitori, la risposta arriva dal passato, con…

il gioco da tavolo di Cassandra!

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Nel 1985, mentre Ken il guerriero impazzava sui teleschermi giapponesi e in Italia era ancora del tutto sconosciuto, la Bandai metteva in commercio Hokuto No Ken Kasandra Densetsu Game (北斗の拳 カサンドラ伝説ゲーム), un gioco da tavolo che è ormai un piccolo reperto archeologico e che l’amico Aisanbou ha deciso di recensire sul suo sito. Prima di scendere più nel dettaglio, però, vediamo l’immancabile motto di questa puntata…

sos ryuken puntata speciale

Avete capito bene. Magari quando eravate bambini ve la spassavate con il gioco dell’oca e, se vi andava particolarmente di culo, con “Brivido” della MB, ma i vostri coetanei del Sol Levante potevano invece bullarsi di espugnare Cassandra impersonando Kenshiro!

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(notare i colori farlocchi tipici dei merchandise Hokutistico di quegli anni…)

Cioé, già solo da queste parole dovreste comprendere l’alto valore pedagogico del prodotto in esame. Cosa c’è di meglio che plasmare dei giovani virgulti facendogli intraprendere un viaggio ludico verso la Città dei Demoni Urlanti? Ma facciamo parlare le immagini…

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La plancia di gioco principale (1)

La plancia di gioco (2)

La plancia di gioco principale (2)

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Le porte di Cassandra!

Sembra di entrare direttamente nelle puntate dell’anime. C’è da chiedersi cosa potrebbe mai unire di più la famiglia dell’andare tutti insieme a far esplodere i malvagi. Ma andiamo a vedere il resto dei contenuti della scatola….

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A parte il dado d’ordinanza, è interessante notare il numero di carte di diverso tipo tra cui spiccano ovviamente quelle dedicate alle tecniche segrete di Kenshiro. In più, i 4 segnalini…

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Da sinistra verso destra: il Kenshiro di larghe vedute, Kenshiro primo della classe, Kenshiro che si regge i pantaloni e Kenshiro “ci siamo scordati di colorarlo”.

Il gioco è strutturato in due parti differenti. Nella prima, che si svolge sulla plancia di gioco tridimensionale, si ripercorre il viaggio fino a Cassandra e allo scontro con Uighur, il Carceriere. Superato questo ostacolo, il gioco prosegue su una plancia pieghevole, vedendo i giocatori impegnati nel raggiungere la cella di Toki.

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Bella anche l’attenzione di Bandai nell’inserire, a scopo puramente illustrativo, uno schema con delle brevi descrizioni dei personaggi e delle tecniche segrete utilizzate nel gioco. Così i vostri figli possono ripassare le lezioni di Hokuto Shinken anche quando non giocano. Geniale!

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Certo, di queste ultime alcune sembrano inventate di sana pianta, almeno guardando le diverse pose di Ken (purtroppo la immagini sono troppo piccole per capire bene cosa c’è scritto).

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Peculiare l’inserimento dell’Hokuto Kyomu Shidan (北斗虚無指弾 – Tocco Annullatore di Hokuto), che compariva solo nel manga e non nell’anime (nella foto sottostante è la tecnica in alto al centro).

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Ma andiamo a vedere come si svolge una partita…

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Chiaramente si dispongono le pedine sulla casella iniziale, contrassegnata dai principali protagonisti di quella parte di storia: Kenshiro, Rei e Mamiya (quest’ultima ritratta durante un cosplay di Jem e le Hologram…). Come dicevo poc’anzi, la prima fase del gioco prevede di affrontare il pericoloso viaggio fino a Cassandra, avventurandosi nel deserto popolato da brutta gente tipo..

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… i cacciatori di cavie

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Amiba

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… e il plotone d’esecuzione mandato da Cassandra.

Quando si ha la fortuna di capitare sulle caselle di combattimento, fermarsi è obbligatorio, anche se il risultato del tiro di dado ci permetterebbe di passare oltre. Insomma, anche in queste piccolezze, si nota il ruolo educativo del gioco. Il messaggio è chiaro: le mazzate sono sacre. Quando capita l’occasione, due sberle non si negano a nessuno e l’avversario va omaggiato con una bella mischiata alle ossa.

Purtroppo, per una questione di praticità, i duelli fisici veri e propri sono stati sostituiti da un sistema di carte che vi vado brevemente ad illustrare: all’inizio della partita, ogni giocatore viene dotato di tre diverse carte, chiamate Carte delle Tecniche Segrete dell’Hokuto Shinken

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Il giocatore che intraprende la fase di combattimento deve sceglierne una e, separandola dalle altre, metterla in evidenza. A questo punto, deve estrarre una carta da un altro mazzo, quello delle Carte dell’Hokuto Shinken (Sì, ok, la fantasia non sembra essere il punto forte di chi ha scelto i nomi delle carte, ma possiamo soprassedere) e, voltandola, metterla vicino alla carta precedentemente scelta.

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Quello che ci interessa non sono le figure, ma il colore delle stelle in alto a sinistra. Se i colori di entrambe le carte combaciano, il giocatore vince il combattimento, se invece sono diversi, deve soddisfare le richieste specificate in basso nella carta presa dal mazzo. Nel caso specifico, nell’immagine potete vedere che la carta scelta dal giocatore ha una stella di colore giallo, che non corrisponde all’arancione della carta presa dal mazzo. Di conseguenza, il giocatore deve soddisfare la richiesta prevista per una carta con la stella gialla, ovvero “Tira il dado una volta. Se esce 2 o 5 hai vinto!”. Se si vince, chiaramente si può proseguire, se si perde, bisogna ricominciare il combattimento al turno successivo.

E combattendo combattendo, si arriva pian piano a Cassandra…

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(Notare la rappresentazione grafica di alture e crepacci vari, simbolo stesso del metodo educativo Hokuto)

… dove Raiga e Fuga ci attendono davanti al portone!

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 Superato anche questo ostacolo, si arriva finalmente a Bud Spencer… ehm… Uighur

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Ma, come dicevo all’inizio, il gioco non finisce certo qui. Ecco infatti che la partita si sposta sull’altra plancia, opportunamente piegata, che riproduce l’interno della prigione:

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E quindi bisogna continuare la propria missione cercando Toki e facendo scempio della Guardia Personale del Re del Pugno. In questo caso, una volta sconfitta la prima guardia, verrà pescata una delle 8 carte dedicate. Il giocatore potrà, a quel punto, attraversare il cancello indicato.

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cassandra38Di queste 8 carte, comunque, 3 sono “fasulle”, nel senso che non danno accesso ad alcuno dei cancelli, quindi bisognerà combattere fin quando non si otterrà l’accesso ad uno dei cancelli per salire ai piani superiori. Certo, spiegato così può sembrare solo un grande sbattimento di zebedei ma, visto nell’ottica della competizione fino a 4 giocatori, aggiunge un certo grado di imprevedibilità (e quindi di divertimento) alla partita, che non può dirsi conclusa fin quando non si è davvero giunti fino in fondo. Oltretutto, la grande frequenza degli scontri ricorda molto gli incontri casuali degli RPG alla Final Fantasy, il che vuol dire “vecchia scuola”. Il che vuol dire “bene”. Sempre e comunque.

Un ulteriore ostacolo è costituito da un passaggio a trabocchetto. Come potete vedere nelle foto sottostanti, si tratta di una zona in cui il pavimento dev’essere “costruito” pescando altre carte da un altro apposito mazzetto…

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Superata anche questa fase, si accede alla sfida finale: trovare Toki. Semplice? Mica tanto…

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Le celle sono 3, tutte protette da altrettante guardie. In ognuna di esse è posta una carta. Voltandola, si può incappare anche in sorprese come questa:

cassandra47“Il falso Toki” c’è scritto, ma quello è chiaramente Amiba!! Un plot twist mica da ridere…

Come avrete capito, il gioco si conclude quando uno dei giocatori trova finalmente il vero Toki:

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In conclusione…

Il gioco da tavolo di Cassandra è dedicato a tutti quei genitori che desiderano trascorrere del tempo con i propri figli divertendosi in maniera sana, approfittando dell’occasione per consolidare, attraverso l’attività ricreativa, gli insegnamenti del metodo pedagogico di Hokuto. Forse andrebbe approfondito nelle meccaniche relative al combattimento, ma nutro la certezza che schiaffi, cazzotti e sputazzi verranno aggiunti spontaneamente dai diversi partecpanti che, in un rapporto di reciproca stima, non mancheranno di darsele reciprocamente soprattutto nella seconda fase del gioco. Un must !!


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