Hokuto Sōkeken (北斗宗家拳)

Si narra, con il sapore della leggenda, che l’Imperatore  Liu Zhuāng (劉莊), appartenente alla dinastia degli Han orientali,  sognò un uomo dorato e, colpito da tale evento, diede ascolto ad un suo consigliere, che suggerì si potesse trattare di una divinità straniera: Buddha. Vennero quindi inviati degli ambasciatori verso Occidente che tornarono, nel 67 d.C.,  assieme a due monaci, trasportati su un cavallo bianco, i quali recavano con sé i rotoli delle loro scuole e che costruirono il Tempio del Cavallo Bianco (白馬寺) presso la Capitale Luòyáng. L’incontro tra l’illuminato Imperatore e quei monaci missionari venne visto da entrambe le parti come un segno del destino.  Nel manga viene brevemente accennato ad un episodio particolare, avvenuto sul Koutendai (降天台 – Collina Celeste),  in cui gli déi affidarono la loro spada al capostipite della dinastia. Non viene spiegato di preciso cosa accadde, ma di fatto si capisce che ci fu un segno tangibile del favore che il Cielo aveva riservato ai membri della casata di Liu Zhuāng, qualcosa che spinse i monaci ad insegnar loro i segreti della loro micidiale arte marziale, nata in India circa 2.000 anni prima: l’Hokuto Sōkeken* (北斗宗家拳 – Hokuto della Dinastia Principale). Simbolo di quest’arte è la costellazione che in Giappone viene chiamata  Hokuto (北斗 – Mestolo del Nord), un gruppo di sette stelle all’interno dell’Orsa Maggiore che corrispondono al nostro “Grande Carro”.

*= Hokuto Sōkeken è chiaramente il nome che prese in quel periodo, mentre non è dato sapere quale fosse il nome originario di quest’antichissima arte marziale. Gli autori potrebbero però aver preso spunto dal Kalari Payattu, arte marziale indiana antica di 4.000 anni. Tale tecnica di combattimento, tutt’oggi esistente, avrebbe tra i suoi segreti la capacità di agire su determinati punti vitali del corpo umano (chiamati Marma) sia per guarire le ferite che per debilitare o addirittura uccidere l’avversario. Esportata in Cina dai buddhisti, si dice abbia dato origine al Kung Fu e al Ju Jitsu!

La prima diramazione di quest’arte micidiale fu il Gento Kōken, che aveva il compito di proteggere direttamente l’Imperatore del Cielo. In seguito venne a crearsi il Nanto Seiken, i cui 6 maestri principali erano chiamati Comandanti della Guardia dei 6 cancelli della residenza dell’Imperatore.

Quando, nel 189 d.C., morì l’Imperatore Liú Hóng (劉宏), esplose un turbolento periodo di battaglie per il potere. L’Hokuto Sōkeken, che avrebbe dovuto ristabilire la pace, raggiunto ormai il suo limite di potenza aveva perso d’efficacia sui campi di battaglia. I monaci tutelari decisero allora di affidare il destino del mondo nelle mani di un discendente della casata che avrebbe dovuto creare una nuova e definitiva arte marziale: l’Hokuto Shinken!

posizione hokuto sokeken

Nel manga e nelle altre produzioni non viene spiegato molto circa le caratteristiche dell’Hokuto Sōkeken, ma dalle immagini si può dedurre che in esso erano contenuti i semi delle diverse arti che ne sono derivate. Si possono notare infatti la velocità e la fluidità nei movimenti tipici del Nanto Seiken, uno sfruttamento dello spirito combattivo simile a quello del Gento Kōken e una potenza distruttiva pari a quella poi ereditata dall’Hokuto Ryūken.

TECNICHE SEGRETE

Tōshin No O ̄-ra – 闘神のオーラ
(Aura del Dio della Lotta)

Si tratta dell’aura combattiva sprigionata dal sangue degli appartenenti alla Dinastia Principale di Hokuto e che li identifica come divinità supreme della lotta. La sola emanazione di quest’aura è capace di annichilire lo spirito combattivo di qualsiasi guerriero, anche il più potente. Lo stesso Kaioh è costretto ad arrendersi di fronte all’evidenza e a dover mettere in moto una perversa macchinazione per far sì che Kenshiro e Hyoh, entrambi appartenenti alla Dinastia Principale, si scontrino e si uccidano a vicenda.
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Yūshō Seibu – 遊昇凄舞
(Caotica Danza Volante )

Tecnica segreta che consiste in una serie di movimenti talmente fulminei da rendere impossibile al nemico l’individuazione dell’esatta posizione di chi la esegue. Nel manga, Kutoyasha utilizza questa tecnica per arginare gli effetti dell’Anryu Tenha di Hyoh e questo porta a pensare che il Makai e le tecniche ad esso correlate fossero già presenti nell’Hokuto Sōkeken.


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Jōma Kōshō – 擾摩光掌
(Mano Splendente dal Tocco Ingannevole)

Dopo aver effettuato alcuni movimenti con le mani, concentrando il proprio spirito combattivo tanto da renderle splendenti, il guerriero sferra un veloce attacco dalla provenienza ingannevole, capace di tagliare a metà un avversario in un solo colpo.


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Manju Maon Ken – 万手魔音拳
(Colpo dell’Urlo Demoniaco delle Diecimila Mani)

Un’impressionante sequenza di colpi rapidissimi e letali portati con le mani. Il termine “Maon”, tradotto “Urlo Demoniaco”, potrebbe stare ad intendere l’atto di esalare l’ultimo respiro (ovviamente riferito al nemico).


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Seimyō Danretsu – 凄妙弾列
(Raffica Ultraterrena)

Una furiosa serie di attacchi rapidissimi che investono l’avversario con disumana violenza, raggiungendo punti di pressione letali.


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