Ken il guerriero Regenesis – Intervista al direttore del doppiaggio

In occasione dell’uscita in edicola, in assoluta anteprima con La Gazzetta dello Sport ed il Corriere della Sera, dell’edizione italiana di Souten No Ken Regenesis, il più recente anime ambientato nell’universo di Hokuto, ho pensato di rivolgere qualche domanda a chi ha avuto l’onore (e l’onere) di curarne l’adattamento e dirigerne il doppiaggio: Giorgio Bassanelli Bisbal.

Con alle spalle una carriera lunga e non priva di parecchie soddisfazioni, Giorgio opera nel settore sin dal 1993 ed ha curato, a vario titolo, davvero un’infinità di localizzazioni, spaziando agilmente dal mondo degli anime fino alle produzioni hollywoodiane (se volete approfondire, cliccate qui). Quello che più colpisce non è solo la professionalità con cui svolge il suo lavoro, ma soprattutto il fatto di essere lui per primo un grande appassionato delle produzioni del Sol Levante. Il primo (se non l’unico) che ha provato ad elevare la percezione di queste opere presso il grande pubblico per mezzo di un’impostazione dei dialoghi e del doppiaggio volutamente più maturi e più vicini al cinema. Non nascondo, quindi, che è stato con grandissimo piacere che ho appreso del suo coinvolgimento nell’edizione nostrana di Regenesis (ed ho accettato anche la sua richiesta di collaborare di persona all’adattamento). Di qui è nata l’idea, a lavorazione conclusa, di fare un po’ il punto della situazione. Non mi resta quindi che augurarvi una buona lettura. 😉

199X: Sono passati più di trent’anni dall’arrivo di Ken il guerriero in Italia e quasi una quindicina da che hai diretto il doppiaggio degli OAV della Trilogia. Nel frattempo, tante cose sono cambiate nel mondo dell’animazione giapponese. Francamente, cosa ne pensi di questo “Regenesis”?

GBB: Cosa ne penso di questo Regenesis… beh, devo dire che l’impatto è stato molto, molto, molto duro per me. E’ stato molto duro perché io non amo la computer grafica; è stato molto duro perché io sono all’antica e fin troppo affezionato a quei disegni che, a tutt’oggi, considero dei veri e propri dipinti animati. E quindi, all’inizio, ho veramente storto il naso. Vedere quel tipo di animazioni, quei “pupazzoni”, mi ha un po’ disorientato e, devo dire, forse anche fatto un po’ arrabbiare. Mentre adesso, conclusa la lavorazione, ho un giudizio complessivo diverso su questa nuova produzione. Oggi i tempi sono cambiati, l’animazione – come dici anche tu nella tua domanda – è cambiata tantissimo, i gusti sono cambiati… è cambiato tutto. Anche l’approccio che hanno le nuove generazioni, che sono più abituate a ciò che viene fatto con la computer grafica. Anzi, forse ormai sono abituate solo a quello. E quindi, per darti una risposta definitiva, dico che, nonostante tutto, questa serie perlomeno omaggia il tratto del maestro Tetsuo Hara; i personaggi e gli episodi non hanno uno stile altalenante come invece spesso accadeva negli anni ’80; i combattimenti devo ammettere che sono coinvolgenti e la colonna sonora è di tutto rispetto.

199X: E per quello che riguarda la trama?

GBB: So che questo anime, rispetto al manga da cui trae origine, ha subito tantissimi tagli e cambiamenti di direzione. In pratica l’inverso di quello che succedeva nella serie storica, in cui il brodo veniva allungato spesso a dismisura dalla Toei con episodi “fuori canone” (che non disdegnavano di sfociare anche nell’assurdo). Insomma, i giapponesi non sono nuovi a questo tipo di “rimescolamenti”.

Cos’è Ken il guerriero – Le origini del mito REGENESIS?

Per chi non è aggiornato sugli ultimi avvenimenti relativi al mondo di Hokuto, occorre fare un po’ di chiarezza. Molti probabilmente conoscono già Ken il guerriero – Le origini del mito, anime del 2006 giunto anche in Italia grazie a Yamato Video e più volte replicato su SKY. Altri ancora conosceranno l’omonimo manga su cui era basato ma di cui l’anime in questione copriva solo una parte, fermandosi nel punto in cui il protagonista, Kenshiro Kasumi, reincontrava la sua amata Yuling. Bene, nel frattempo, in Giappone è stato deciso di dare un seguito ad entrambi, chiamando questa nuova fase con il nome di “Regenesis”. Ma, mentre il nuovo manga prosegue da dove finiva il manga precedente, l’anime di cui parliamo in questa intervista riprende le vicende da dove si erano fermate con l’anime del 2006, prendendo una direzione diversa e quindi inedita rispetto alla versione cartacea!

 

199X: Quale obiettivo ti sei posto nel dirigerne il doppiaggio?

GBB: Io per primo amo Ken il guerriero. Di conseguenza ho cercato di fare tutto al meglio delle mie possibilità per dare un valore aggiunto a questa serie, in special modo per restituire, tramite l’interpretazione dei doppiatori che si sono avvicendati al leggio, l’umanità che mancava alla glacialità della computer grafica. Detto questo, lascio poi al pubblico il giudizio finale.

199X: Ottimo. Proprio riallacciandomi alle tue ultime parole, non posso fare a meno di ricordare l’ottimo lavoro svolto ai tempi della già citata Trilogia. Cosa puoi dirci riguardo le voci scelte per questa nuova serie?

GBB: Beh, non vorrei correre il rischio di rovinarvi le sorprese che…

199X: Ti devo premere il punto segreto Shinichi?

GBB: Ok, ok, mi arrendo (ride). Allora, il discorso è molto semplice: io mi sono ascoltato tutto il doppiaggio della serie precedente de “Le origini del mito” (quella del 2006 per intenderci), ho capito tutto quello che NON dovevo fare e, d’altra parte, ho capito quello che poteva essere valorizzato. Quindi ho riconfermato Massimiliano Plinio – e ne sono veramente contento perché è un bravissimo attore oltre che una persona eccezionale anche al di là del lavoro – , così Elena Liberati, Gaetano Lizzio, Gabriele Trentalance… ho riconfermato il parte del vecchio cast e poi l’ho rinnovato con i nuovi personaggi.

199X: Ecco partiamo proprio dal protagonista principale…

GBB: Massimiliano, per quanto mi riguarda, è riuscito a infondere tutte le caratteristiche d’origine del personaggio. Kenshiro Kasumi non è il Ken della fine del secolo. E’… come si può dire… è un “cazzone”, uno spaccone, è uno che è divertente, è uno tronfio… è un coatto! E’ esattamente l’opposto del protagonista della serie storica (ride). E Massimiliano in questo è stato bravissimo. Abbiamo poi riprodotto, sia con lui che con con tutti gli attori, i versi dei personaggi, quindi non sentirete ad esempio un “atatatatà” ripreso dal doppiaggio originale giapponese. Non credo sia il caso di dilungarmi sugli altri perché magari tra il pubblico c’è chi ancora non ha avuto modo di vedere nulla della serie e non vorrei togliergli il gusto di scoprire i vari protagonisti man mano che verranno introdotti nel racconto.

199X: Pensi quindi che la serie sarà di richiamo anche per chi non è un “fondamentalista” del mondo di Hokuto?

 

GBB: Allora, ti stupirò con effetti speciali: tutti gli attori che sono venuti a fare Ken il guerriero Regenesis – TUTTI – si sono esaltati. Per quale motivo? Principalmente perché non avendo una “cultura” riguardo all’animazione, hanno guardato al prodotto in sé, scevri da preconcetti basati sulla nostalgia per il passato . E quindi tutti, tutti, tutti, sono rimasti affascinati. Dallo stile di disegno, dai combattimenti, dalle musiche… alla fine questo Regenesis, te lo dico con tutta sincerità e non perché entrato nel vivo della lavorazione, è un prodotto dignitoso. Mi è piaciuto. E’ una cosa che va vista in maniera diversa rispetto al Ken il guerriero che tutti conosciamo.
Questo però non vuol dire che mi sono dimenticato degli appassionati: essendo la serie originale adattata in un modo, la serie del 2006 in un altro e via dicendo, ho voluto – aiutato da persone di fiducia – creare una “cerniera” per poter rendere giustizia proprio alla versione storica, per cui nella serie potrete sentire ad esempio sia “Hokuto” che “Orsa Maggiore”, sia “Tento” che “Costellazione Celeste”, sia “Seito” che “Costellazione Occidentale”. Ho uniformato tutto: tipo ho messo “Hokuto Shinken” ma ho potuto far dire anche “Divina Scuola di Hokuto”… con un sistema… come posso dire… a Roma diremmo “paraculo” (ride). Una cosa però ve la anticipo: per la voce narrante ho scelto proprio quella che introduce la sigla di ogni puntata della serie storica e i più attenti noteranno anche dei punti di contatto proprio nell’introduzione.

199X: Hai avuto delle particolari difficoltà rispetto ad altre lavorazioni?

GBB: Certamente. Le difficoltà che di solito si hanno quando si porta un certo livello di attori a confrontarsi con un cartone animato. Gli anime in generale sono sottostimati dal punto di vista qualitativo, quindi far capire il valore di quello che si stava facendo è stato in parte difficile. Far in modo che gli attori lasciassero le corde vocali sul leggio, per essere credibili, è stato difficile. E convincerli e far percepire loro che comunque si trattava di anime con alle spalle una storia importante, è stato altrettanto difficile. Qualcuno potrebbe contestarmi e dire: ma non avevi detto che ne erano affascinati? Sì, però solo una volta entrati nel tunnel di Ken accompagnati da me che ne esaltavo i contenuti e la sua storia nella cultura italiana. Ho fatto in modo che il loro approccio fosse convinto.

199X: Grandissimo! A proposito del cast che hai reclutato, c’è qualche aneddoto particolare che puoi raccontarci sull’esperienza vissuta in sala doppiaggio?

GBB: C’è stato un attore, MOLTO importante nel mondo del doppiaggio, che una sera mi ha detto: “Quando dico che sto facendo Ken il guerriero, se non rivelo quale personaggio sto interpretando non mi fanno tornare a casa! Sono tutti impazziti per Ken il guerriero!”. Insomma, questo famoso doppiatore è rimasto stupito perché può aver anche fatto millemila film, ma poi a tavola, quando dice che ha fatto Ken il guerriero, i suoi amici si esaltano (ride).

199X: Questo aneddoto mi spinge a condividere con te una riflessione che esula un po’ dal solo Regenesis e abbraccia tutta l’orbita che ruota attorno all’uomo dalle sette cicatrici. Da parecchio tempo, infatti, parlo di quella che chiamo “Generazione Ken il guerriero” o “Generazione Hokuto”, cioé quella che non solo conosce l’animazione giapponese per via al suo primo sbarco in Italia con Goldrake, ma ha approfondito questa passione ed ha scoperto i manga e tutto ciò che c’era da sapere sulle produzioni del Sol Levante partendo proprio da Ken il guerriero. Prima con l’anime e poi, dopo poco tempo, con la versione cartacea pubblicata da Granata Press, che fece da apripista per ogni cosa venuta dopo. I numeri fatti con le due serate de “La leggenda di Hokuto” al cinema, lo scorso settembre, non fanno che confermare che in Italia questa generazione è viva, vegeta e desiderosa di vedere Kenshiro tornare prepotentemente alla ribalta. Quindi eccoti la mia domanda: Dopo Regenesis, cosa ci riserva il futuro?

GBB: Beh, a questa domanda posso risponderti ma parlando solo in base a quello che io auspico. Sarebbe bello veder finalmente arrivare al cinema il film animato del 1986, che merita un doppiaggio degno di questo nome. Sarebbe bello avere una versione dignitosa dell’anime storico. Sarebbe bello, qualora il mio lavoro venga apprezzato, poter mettere le mani sul nuovo progetto, 202X, di cui poco tempo fa abbiamo visto un trailer. Perché, credimi, il mio sogno sarebbe far crollare i cinema con Ken il guerriero!

L’intervista si conclude qui, ma l’appuntamento è in edicola, a partire dal 25 giugno, ogni settimana con La Gazzetta dello Sport ed il Corriere della Sera!

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[1987 – 2017] Trent’anni di Ken il guerriero in Italia

Molti magari non l’avranno notato, ma il 2017 segna il trentesimo anniversario dello sbarco di Kenshiro sulle reti televisive nostrane. Difficile è risalire ad una data precisa perché, avendo debuttato su diverse emittenti locali in tempi e in orari differenti, non vi è alcuna certezza circa l’effettivo giorno della prima messa in onda. Quello che è certo però, è che il guerriero di Hokuto da allora, per me come per tantissimi altri, è diventato come uno di famiglia. Perché? Credo per tanti motivi, ma per quanto mi riguarda è capitato in un periodo particolarmente felice della vita, sovrapponendosi ai ricordi più belli dell’adolescenza. E non è forse questo il “segreto” della maggioranza delle serie cult? Ebbene, se in altre occasioni ho preferito parlare in generale della storia di Ken, della sua genesi e di come sia giunto fino ad oggi cavalcando i decenni senza perdere neanche un po’ di smalto, in questo post l’idea è di parlare di come Ken l’ho vissuto io, sicuro che questo tuffo nel passato risveglierà i ricordi di tanti  🙂

La prima volta che io e Ken ci siamo incontrati è stato a casa di mio nonno. Dopo aver passato una vita prima al fronte e poi a lavorare la campagna, mio nonno si era ritrovato a starsene a casa per motivi di salute e quindi, mentre oggi la gente passa le giornate sui social, lui all’epoca poteva soltanto fare zapping tra ciò che offrivano le diverse reti televisive. Nel 1987, come molti ricorderanno, i palinsesti pomeridiani erano letteralmente inondati di cartoni di ogni genere e mio nonno si ritrovò quindi giocoforza a guardarli. Inutile dire che in breve tempo si appassionò così tanto a certe serie che ormai si era praticamente creato il suo palinsesto personale, saltando con precisione da un’emittente all’altra in base all’orario per seguire la messa in onda delle nuove puntate. Fu così che un giorno, mentre io ero arrivato da poco e mi ero seduto lì sul divano, terminata la rituale visione di Quark il saggio progenitore allungò il braccio verso la tv e spinse il pulsante per cambiare canale, portandosi su Junior TV.

Quello che vidi ebbe su di me un profondo impatto. Dopo Černobyl’, la paura della guerra atomica era un argomento sentitissimo e, in particolare, mi era rimasta impressa una frase dal film The Day After, una citazione di Einstein che recitava: “Non so come si combatterà la terza guerra mondiale, ma so come si combatterà la quarta: con bastoni e pietre”. Oggi le paure sono altre, siamo nella morsa di una crisi economica di cui sembra non vedersi mai la fine, ma all’epoca tanto l’Italia quanto il Giappone vivevano un periodo di benessere. E quindi “il nemico”, l’ombra nera che aleggiava sull’umanità era quella di un’imminente conflitto nucleare e non si trattava solo di un argomento utile ad imbastire la trama di qualche film hollywoodiano, ma era qualcosa che influenzava realmente le discussioni di tutti i giorni. Se ne parlava anche a scuola. Insomma, dire che Ken il guerriero capitava a fagiolo non esprime pienamente il concetto. Nella mia mente  si è innescato quindi un vero e proprio cortocircuito quando ho sentito per la prima volta l’introduzione del cartone animato, con la voce narrante che diceva:

“Siamo alla fine del ventesimo secolo. Il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della Terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l’aspetto di desolati deserti. Tuttavia, la razza umana era sopravvissuta”.

Poi è partita la bellissima e suggestiva sigla degli Spectra

La musica da sola creava già un’atmosfera tesa, mentre le parole racchiudevano disperazione, morte e violenza in maniera che definirei poetica. E tutto questo solo per quanto concerne lo scenario in cui si muoveva il protagonista. Che dire invece degli altri elementi, sapientemente “scippati” altrove dagli autori e amalgamati assieme per creare quel mix unico? Partiamo dalle arti marziali: mio padre e mio zio, suo fratello minore, erano appassionati dei film di Bruce Lee. Quelli erano anni in cui i palinsesti delle TV abbondavano di tali produzioni. Mio zio, già menzionato, aveva la sua piccola palestra in camera da letto e, appesi alle pareti, diversi poster proprio di Bruce Lee. Scene riprese dai suoi film e le cui pose le ritrovavo pari pari in Kenshiro in diversi episodi del cartone. Perché Kenshiro ERA Bruce Lee, c’è poco da fare. Laddove l’autore del fumetto originale aveva cercato di creare una commistione tra diversi attori (tra i quali Mel Gibson e, in seguito, Sylvester Stallone) per caratterizzare fisicamente il personaggio, chi si era occupato di trasporre l’opera in animazione aveva decisamente posto l’accento sulla somiglianza tra il protagonista ed il defunto attore e maestro di arti marziali, tanto da copiarne anche le movenze e le varie urla di battaglia. Certo, gli effetti “esplosivi” dei colpi di Kenshiro, così di primo acchitto mi disgustarono un po’, non lo nascondo. D’altronde ero un bambino, ero cresciuto fino a quel momento vedendo al massimo esplodere mostri giganti eliminati sistematicamente da Mazinga e Goldrake in maniera “asettica”. Ci misi un po’ a metabolizzare il tutto. L’episodio in questione, onestamente, non ricordo quale fosse nello specifico. Sicuramente era uno tra quelli della prima parte della saga, che tra l’altro all’epoca avevano il brutto vizio di stopparsi e ricominciare daccapo peggio di quello che sarebbe poi successo con la casa di Leo ne I Cavalieri dello Zodiaco.

Ecco, nonostante questo vero e proprio colpo di fulmine (dal cielo), a quel tempo non riuscii a seguire Ken puntata dopo puntata. Perché? Perché purtroppo a casa mia Junior TV non prendeva bene (per lo stesso motivo mi sarei poi perso buona parte delle puntate del primissimo passaggio televisivo di Dragonball, ma questa è un’altra storia…). Dato che non sempre potevo passare il pomeriggio a casa di mio nonno, provai anche a risintonizzare il canale alla meno peggio, ma il risultato era un’immagine tanto disturbata da farti perdere una diottria al secondo. Insomma, per un po’ dovetti metterci una pietra sopra ed accontentarmi di vederlo occasionalmente. Passarono un po’ di anni, durante i quali l’amore per Ken il guerriero si diffuse in tutto lo stivale e portò la neonata Granata Press del mitico Luigi Bernardi a pubblicarne, a partire dalla fine del 1990, il manga originale.

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NOTA: Prima che arrivino i soliti precisini… sì, lo so che prima di Granata Press qualche rivista tipo Japan Magazine aveva pubblicato degli episodi cartacei di Ken (e non solo), ma quello che molti ignorano è che tali pubblicazioni erano realizzate senza l’acquisizione di alcuna licenza dal Giappone e con traduzioni che erano frutto di pura fantasia. Quindi Ken, in Italia, viene pubblicato ufficialmente dal 1990 in poi. Caso chiuso.

Purtroppo persi anche questo treno. Quando seppi che Ken usciva in edicola, infatti, era già il 1992. Perché vivendo in un paesino, anche l’edicola aveva i suoi limiti. Oggi l’idea farebbe ridere, perché siamo abituati alle fumetterie e alle librerie specializzate, ma all’epoca era così. Tanto Zero quanto altre riviste e altri manga, in quel periodo, uscivano dalle mie parti forse una volta sì e due no. Oltretutto, spesso finivano in angoli così remoti dell’edicola stessa che per vederle dovevi o avere la fortuna che ti ci cadesse l’occhio o sapere già dove andare a guardare. Ad ogni modo fu solo grazie al primo volumetto de I Cavalieri dello Zodiaco (sempre di Granata Press), stavolta messo in bella mostra, che seppi che anche Ken veniva pubblicato in Italia. In quei mesi, infatti, Ken e i Cavalieri esordivano in volumetti monografici più o meno in contemporanea, solo che mentre i santi di Athena partivano presentando le prime storie, per Ken si era optato diversamente: il primo volume non presentava la serie dall’inizio, ma continuava da dove si era fermata la pubblicazione su Zero. Questo significava dover recuperare quasi una trentina di numeri della suddetta rivista tramite il servizio arretrati, cosa che per me, che  autofinanziavo le mie passioni risparmiando principalmente su colazioni e merende varie, era quantomeno un miraggio. E quindi niente, nell’attesa che ci fosse qualche tipo di ristampa integrale, dovetti a malincuore passare la mano.

Di lì in poi, iniziò in Italia il vero boom dei manga. Di colpo, un po’ come era successo tanti anni prima con gli anime, con le emittenti nazionali e locali che acquisivano qualsiasi cosa venisse dal Giappone, ora tutti si buttavano a pubblicare i fumetti del Sol Levante. In effetti furono anni magnifici. Oltre alla già citata Granata Press c’erano la Star Comics (con la sua divisione manga guidata dai famosi Kappa Boys) e diverse altre realtà editoriali più o meno grandi come Play Press e simili. Sempre in quegli anni, per soddisfare anche la voglia di animazione, aveva inziato a muovere i primi passi la Yamato Video. In tutto questo, Kenshiro e soci fecero un po’ la parte del leone, tanto che non solo venne pubblicato in VHS (sempre da Granata Press) il famoso film d’animazione del 1986 ma, ben presto, la serie televisiva passò finalmente sul circuito di reti che costituivano Italia 7, permettendomi di recuperare il tempo perso. Tra l’altro il canale prevedeva una rotazione del palinsesto per la quale Ken veniva trasmesso ben 3 volte al giorno: mattino presto, ora di pranzo e ora di cena. Quindi, come dicevo all’inizio, Ken finì per sovrapporsi ai ricordi più belli di quegli anni perché lui c’era sempre. Facevi colazione ed era lì, andavi a scuola ed era sulla bocca di tutti, tornavi da scuola ed era lì, uscivi con gli amici e si parlava degli episodi appena visti, tornavi a casa per cena ed era ancora lì. Ken c’era sempre, anche quando t’innamoravi e quando prendevi le prime sbronze e, male che andasse la giornata, potevi sempre ricaricarti con questa…

Alzi la mano chi, ai tempi, non ha mai provato a registrarsela direttamente dalla TV. Altro che mp3 e lossless! Cassettina, registratore piazzato davanti allo speaker e si andava a comandare!  😂

Ricordo ancora mia madre che, lungi dal dirmi di non vederlo, rimaneva però perplessa di fronte a certe scene e, guardandomi, diceva: “che seccia” (che dalle mie parti equivale ad un “che cavolata”). Intanto però, con questa scusa, se lo vedeva pure lei. Che poi non so se ero particolarmente fortunato io, ma a casa mia tutti guardavamo cartoni.  A pranzo lo vedevo spesso assieme a mio padre che, sempre per la passione sui film di arti marziali di cui parlavo prima, mi chiedeva i dettagli sui personaggi e rimaneva quasi a bocca aperta durante i combattimenti. Che poi, cosa che mi è già capitato di sottolineare in passato, secondo me la vera chiave del successo di Ken in Italia – tolta la spettacolarità dei duelli e delle tecniche segrete dei protagonisti -risiede nei sentimenti spesso esasperati dei personaggi. Perché da popolo dal sangue caldo quale siamo, non potevamo restare indifferenti di fronte a guerrieri che combattono principalmente per l’amore di una donna, a uomini che danno la vita per amicizia… a vicende tragiche in cui la speranza per il futuro risiede tutta nel coraggio e nella forza d’animo non solo di Kenshiro, ma di tutti coloro che decidono di affiancarlo nel suo viaggio.

Comunque, giusto per ricordare a che livello eravamo in quegli anni, basta un attimo pensare che Ken non era solo in TV ma praticamente ovunque. E non mi riferisco solo ai lunghi articoli dedicati dalle riviste di settore come Mangazine e Kappa Magazine (che, se avete nostalgia, potete trovare qui), ma a merchandise di ogni tipo che includeva cartoline, card collezionabili, album di figurine, VHS della serie televisiva, un remix da discoteca della sigla italiana, gioco di carte e gioco di ruolo, solo per citare le cose più semplici da trovare in commercio, ma bastava entrare in negozi un attimino più specializzati come anche solo una fumetteria per trovarci anche merce d’importazione come le action figures, i portachiavi, le statue e tanto altro.

Tra l’altro, anche se a quei tempi internet era ancora uno strumento che definire elitario è un eufemismo,   bastava sfogliare un numero di Mangazine a caso per trovare il mitico Catalogo Hunter che, aggiornato ogni mese, presentava un lunga lista di prodotti (con relativi prezzi) che era possibile ordinare dal Giappone tramite un semplice vaglia postale. Ovviamente non mancavano i CD con le colonne sonore originali di Ken e diverso altro merchandise correlato. Qualche amico si fece spedire  l’album Hokuto No Ken Original Songs  e da allora via a registrare le cassette e a diffondere tra gli amici il “verbo” delle sigle originali. Insomma, di quegli anni anni non mi posso di certo lamentare, tanto più che la Star Comics, a partire dal gennaio del 1997, pubblicò una nuova edizione del manga originale, così potei finalmente colmare anche quella lacuna.  Ciliegina sulla torta, nel 1999 arrivò da noi anche il romanzo di Ken.

Certo, bisogna pure dire che tanta popolarità ebbe il suo rovescio della medaglia. A causa dei suoi contenuti violenti, Ken il guerriero divenne infatti facile bersaglio per chi cercava un perfetto capro espiatorio da legare alle azioni sconsiderate di alcuni giovani che in quegli anni riempivano le pagine di cronaca. Uno fra tutti, il famoso caso dei sassi dal cavalcavia (che potete leggere nel dettaglio cliccando qui). Ora non mi va di addentrarmi tanto nel discorso sulla miopia dei cosiddetti “esperti” e giornalisti vari che scelsero Ken come vittima della loro gogna mediatica, ma è curioso come la storia tenda sempre a ripetersi. Infatti lo stesso era già successo tanti anni prima, quando addirittura si era arrivati ad un’interrogazione parlamentare su Goldrake (ne parlavo qui) e, più in generale, argomentazioni simili saltavano fuori ogni volta che qualche adolescente si rendeva protagonista di episodi violenti. Sarebbe bello ogni tanto ricordare che Caino uccise Abele quando non esistevano gli anime, ma forse – pensiero personale – per la nostra società è molto più comodo additare altri come fonte del problema piuttosto che gettare la maschera ed assumersi ogni tanto la responsabilità dei mostri che genera.

Un’altra cosa che mi ricordo con piacere di quegli anni furono i diversi videogames dedicati a Ken che era possibile reperire per la maggioranza delle console in commercio (anche se quasi tutti erano in giapponese, sigh). Tra tutti, vale la pena menzionare quello davvero mitico uscito per Playstation nel 2000

Oggi a rivederlo fa tenerezza, con quei pupazzoni poligonali che solo la nostra fervida immaginazione poteva davvero associare al tratto dinamico ed accattivante della serie animata e del manga, ma per i tempi era l’avverarsi di un sogno. Sì, è anche vero che più che un gioco era una serie di filmati lunghissimi intervallati da brevi sessioni di combattimento vero e proprio, ma questo non mi impedì di giocarlo e rigiocarlo un’ifinità di volte affrontando a testa bassa i menù in giapponese (senza capirci un accidente, ovvio) e sbloccare i diversi extra che il titolo offriva, in special modo i personaggi con cui affrontare avversari umani in duelli uno contro uno. Così, a memoria, potrei dire che quel gioco rappresentò, almeno nella mia percezione delle cose, la degna conclusione di un ciclo. Ken era arrivato, ci aveva conquistato e pian piano se n’era andato, scomparendo dalla TV e dalle edicole.

Vero è che di lì a poco – più precisamente a settembre del 2001 – l’allora neonata LA7 avrebbe deciso di riproporre l’anime storico nel tardo pomeriggio, ma chi c’era si ricorderà benissimo che l’esperimento ebbe un inaspettato quanto ridicolo esito: le puntate vennero infatti trasmesse in versione censurata! Sì, avete letto bene. LA7 andò davvero a profanare le puntate tagliando le parti in cui si vedevano le esplosioni ed altre forme di violenza, rendendole di fatto inguardabili e piene di “buchi”. Chiaramente smisi subito di guardarlo perché ogni volta era come assistere ad uno stupro, ma per quanto mi sembra di ricordare la cosa durò poco (forse altri protestarono oppure, più semplicemente, gli ascolti calarono in maniera drastica) e Ken venne sostituito (mi pare) da Ranma 1/2.

E mentre il guerriero latitava la mia vita andava avanti. Con gli amici più stretti si giocava ancora ogni tanto al gioco di ruolo, ma nel frattempo mi ero fidanzato e mi stavo preparando al matrimonio. Sì, su una rivista di settore avevo anche letto che in Giappone era iniziata la pubblicazione di Souten No Ken, il nuovo manga di Hara che aveva per protagonista un predecessore del Kenshiro che tutti conoscevamo, ma le notizie erano scarse e la mia testa comunque rivolta altrove. Per un po’ ci perdemmo di vista, io e Ken, e solo nel 2004, trovando in edicola il primo volume italiano di Ken il guerriero – Le origini del mito (cioé proprio quel Souten No Ken di cui avevo letto 3 anni prima), iniziai a riavvicinarmi al mondo di Hokuto.

Ken il guerriero - Le Origini del Mito

L’anno seguente acquistai i 3 OAV che componevano Ken il guerriero – La trilogia e a giugno 2006 mi registrai sul forum di Hokutonoken.it per poter discutere con altri appassionati e scoprire magari qualcosa che non sapevo. Nel 2008, mentre in Giappone si concludeva la Pentalogia e in Italia era da poco approdato al cinema il primo capitolo della stessa, assieme a MusashiMiyamoto e diversi altri conosciuti proprio in rete, fondai il forum di 199X. Qui iniziò effettivamente per me il nuovo ciclo. Se fino ad allora ero stato spettatore passivo delle diverse produzioni, da quel momento in poi mi sono adoperato (coadiuvato proprio dall’insostituibile Musashi) per approfondire e condividere sempre più tutto il possibile su Hokuto No Ken. News, traduzioni di interviste e manga, chiarimenti sugli aspetti più criptici della serie, recensioni, anteprime, guide, schede dettagliate e tanto altro ancora. Tutte cose sulle quali abbiamo fatto scuola e che ancora oggi, nonostante il tempo libero si sia notevolmente ridotto, mi piace portare avanti con la stessa passione di un hacker smanettone alla continua ricerca di sistemi da violare. Anche perché se quando ero ragazzo potevo intuire magari dei significati particolari in quello che vedevo, non era nulla in confronto a quello che ho scoperto man mano che ho fatto ricerche sull’argomento. In Hokuto No Ken ci sono tanti riferimenti storici, filosofici, religiosi e mitologici relativi al Giappone che c’è letteralmente da perdersi e questo ha creato per me un circolo vizioso secondo il quale più scopro, più rimango affascinato e più ho voglia di condividere con altri appassionati. Che poi sì, nella vita ci sono sicuramente cose ben più importanti per cui gioire, come trovare la donna giusta e sposarla, avere dei figli e accompagnarli nel lungo cammino della crescita,  benedizioni che non si possono eguagliare e che ho avuto la fortuna di ricevere, ma la bellezza di coltivare talmente bene un interesse da ricevere consensi e stima da coloro che usufruiscono di quello che scrivi, beh, non si può negare che sia una grossa soddisfazione.

Mentre scrivo questo pezzo non so dire se, quando e come riuscirò a portare a termine tutte le cose (tante, forse pure troppe) che ancora ho in mente di fare su questo sito ma quello che è certo è che, grazie a Ken, mi sono divertito, mi diverto ancora e ho conosciuto tante belle persone, quindi, come il grande Raoh, posso tranquillamente dire: “Non ho alcun rimpianto!”

Shortlink: http://wp.me/p1KoP8-2Cs

Hokuto No Ken Legendary Warriors – Primo video di gameplay

È stato finalmente pubblicato il primo video che mostra il gameplay di Hokuto No Ken Legendary Warriors, videogioco amatoriale per PC con sistema Windows, sviluppato da Zero e Amon (al secolo, i fratelli Cristian e Mirko Giuseppone).

Con una grafica in alta definizione, il gioco si presenta come un picchiaduro a scorrimento di stampo classico in cui al giocatore viene data la possibilità di selezionare il proprio guerriero tra una rosa di 4 personaggi: Kenshiro, Rei, Toki e Mamiya. Elemento di grosso rilievo è che, anche se a prima vista può sembrare un semplice rip-off del famoso picchiaduro ad incontri su Hokuto No Ken che anni fa fece furore sia come cabinato arcade che su PS2, in realtà gli sprite – fedeli allo stile della serie animata storica – sono completamente ridisegnati da Cristian, come si può ben vedere nell’immagine sottostante (cliccate per ingrandire).

Al momento non è ancora disponibile alcuna demo giocabile, ma contiamo di tenervi costantemente informati sugli sviluppi di questo interessantissimo progetto. Restate sintonizzati!

Giappone: Kenshiro va alla città di Hokuto con lo Shinkansen!

Il giorno 26 di marzo sarà inaugurata la nuova stazione ferroviaria Shin-Hakodate-Hokuto-Eki, che verrà raggiunta dalla linea ad alta velocità Hokkaido Shinkansen. Il fatto curioso risiede nella proposta di porre una statua di bronzo di Kenshiro nell’atrio della stazione di prossima apertura. L’idea nasce dalla presenza, nel titolo dell’opera, del termine “Hokuto”, ovvero il nome di questa città, il comune di Hokuto (Hokuto-shi in giapponese) nei pressi della ben più conosciuta Hakodate, isola di Hokkaido.

Il resto dell’interessante articolo lo potete trovare sul sito personale del carissimo Andrea “MusashiMiyamoto” Mazzitelli e della sua dolce metà Fukuko, sito che vi invito a seguire se siete appassionati di tutto ciò che riguarda il Giappone.  😉

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La stazione prossima all'apertura

"Shin Hakodate Hokuto Eki" nella città di Hokuto

Ken il guerriero: i 15 momenti più epici secondo i fan italiani

Dopo il sondaggio sui personaggi di Ken il guerriero più amati dai fan italiani, è giunto il momento di vedere quali sono i momenti della saga più apprezzati di sempre dal pubblico nostrano. Perché il mondo creato da Buronson e Tetsuo Hara è sì fatto principalmente di grandi protagonisti, ma è innegabile che deve gran parte della sua fama anche a scene memorabili che hanno saputo scuotere tanto su carta quanto in video. Quindi abbiamo deciso di chiedere ad oltre 40.000 fan quali fossero i loro momenti della serie preferiti. Ecco i risultati!


QUINDICESIMA POSIZIONE

VERSO LA TERRA DEI DEMONI

verso la terra dei demoni

L’indimenticabile momento in cui Kenshiro, durante il funerale di Ain, riceve da Aska il guanto da combattimento di quest’ultimo e poco dopo glielo si vede indossare e prepararsi per andare a salvare Lin nella Terra degli Shura. Il tutto accompagnato dalla magnifica “Kill the fight” di Masato Shimon! Tristezza ed eroismo a palate.


QUATTORDICESIMA POSIZIONE

LA MORTE DI TOKI

morte di toki

La poetica fine di uno dei personaggi più carismatici della serie. Ormai vinto dalla sua malattia, spossato dal recente scontro con l’amato fratello maggiore e gravemente ferito dall’assalto di Ryuga, Toki si avvia sereno verso la conclusione del proprio cammino, portando in braccio il corpo ormai privo di vita dell’uomo di Sirio.


TREDICESIMA POSIZIONE

LO SCONTRO FINALE TRA KENSHIRO E RAOUL

ken contro raoh

Senza alcun dubbio lo “scontro finale” più epico e più carico di sentimenti di sempre. Lo Yin e lo Yang che lottano per divenire infine tutt’uno e dare un senso a tante sofferenze patite.

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DODICESIMA POSIZIONE

IL RISVEGLIO DI KEN

risveglio di ken

Grandiosa sequenza, esclusiva dell’anime, che vede Kenshiro risvegliarsi dallo stato di morte apparente in cui era entrato per guarire dalle gravi ferite riportate durante il primo scontro con Kaioh. Uno Shura ambizioso vorrebbe approfittare del momento per portare la sua testa al primo Demonio, ma non ha la più pallida idea di cosa lo attende…

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UNDICESIMA POSIZIONE

“VOGLIO VEDERE IL COLORE DEL VOSTRO SANGUE!!”

voglio vedere il colore del vostro sangue

Un momento entrato di diritto nella storia di manga e anime. Di ritorno da Cassandra, Rei trova il villaggio di Mamiya invaso dalle truppe del Re del Pugno e giunge appena in tempo per salvare la piccola e coraggiosa Lin da una spietata tortura. Dinanzi a tali disumani individui, capaci di infliggere dolore anche a dei semplici bambini, il guerriero di Nanto non riesce a trattenere la propria ira, lanciandosi all’attacco e facendo strage degli uomini del Re.

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DECIMA POSIZIONE

LO SCONTRO FINALE TRA REI E YUDA

rei contro yuda

In top 10 troviamo il combattimento decisivo tra Rei e Yuda. Il primo disposto a sacrificare la vita per vendicare Mamiya, il secondo animato invece dalla voglia di vincere con ogni mezzo pur di dimostrare la propria superiorità. Il dramma di Caino e Abele ripresentato nel mondo di Hokuto No Ken.

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NONA POSIZIONE

LA SALVEZZA VIENE DAL NORD

la salvezza viene dal nord

“Vengo dal nord unicamente per consegnarti la tua condanna a morte”. Con questa frase Kenshiro, dopo un’assenza durata anni, irrompe nell’arena in cui gli uomini dell’Impero sono in procinto di giustiziare degli innocenti. Quello che succede dopo è storia!

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OTTAVA POSIZIONE

LA TRASMIGRAZIONE ATTRAVERSO SATORI

trasmigrazione attraverso satori

Uno dei momenti chiave della serie: l’acquisizione, da parte di Kenshiro, del Muso Tensei (Rinascita dal Nulla), il massimo segreto della Divina Scuola di Hokuto. Anche il corpo di Raoh, istintivamente, reagisce e trema di fronte alla schiacciante superiorità dell’uomo più forte dei 1800 anni di storia dell’Hokuto!

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SETTIMA POSIZIONE

LO SCONTRO TRA RAOUL E FUDO

fudo contro raoh

Probabilmente il duello più commovente in assoluto. L’uomo che non voleva più essere un demone contro l’uomo che voleva diventarlo. Uno scontro doloroso ma necessario che regala ulteriore profondità ad un’opera già molto intensa.

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SESTA POSIZIONE

LO SCONTRO FINALE TRA TOKI E RAOUL

toki contro raoh

Il momento della verità per i due fratelli maggiori di Hokuto. Una battaglia in cui entrambi danno il meglio di sé e di cui nemmeno il Cielo sembra conoscere l’esito finale, ma che viene infine vinta da un “terzo contendente”…

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QUINTA POSIZIONE

LO SCONTRO FINALE TRA JUZA E RAOUL

raoh contro juza

Entriamo nella top 5 con la disperata lotta di Juza, l’uomo libero come le nuvole. Un guerriero indomito che aveva abbandonato ogni responsabilità e che ritrova una ragione per combattere grazie all’amore. Un amore purtroppo impossibile ma capace di trasformarlo in uno dei più grandi avversari che Raoh abbia mai incontrato sul suo cammino.

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QUARTA POSIZIONE

LO SCONTRO FINALE TRA KENSHIRO E SOUTHER

ken contro souther

Il momento in cui Kenshiro dimostra per la prima volta di essere l’unico degno successore di Hokuto: lo scontro finale contro Souther, il Sacro Imperatore, l’uomo protetto da un segreto capace di renderlo invulnerabile agli attacchi portati ai suoi punti di pressione. Hokuto contro Nanto, amore contro odio, vita contro morte.

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TERZA POSIZIONE

LA MORTE DI RAOUL

morte di raoh

Sul podio troviamo, al terzo posto, la gloriosa morte di Raoh, che proietta le ultime energie residue verso quel Cielo al quale tanto ambiva ma che ha raggiunto davvero soltanto combattendo contro Ken. Poesia allo stato puro.

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SECONDA POSIZIONE

LA MORTE DI REI

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Quasi in vetta troviamo invece gli ultimi momenti di vita di Rei, il guerriero che già aveva vinto il nostro precedente sondaggio. Qui ogni parola è del tutto inutile, perché le immagini parlano da sole.

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PRIMA POSIZIONE

LA MORTE DI SHU

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Al primo posto troviamo infine la morte di Shu, momento altamente drammatico e carico di significato. Simbolo di quell’amore altruistico che Souther tanto disprezza e vuole eliminare, l’Airone di Nanto viene infatti sacrificato sulla cima del Mausoleo del Sacro Imperatore, ma questo non farà altro che donare a Kenshiro ancor più determinazione nello sconfiggere il crudele avversario!

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Che ne pensate? Siete d’accordo con la classifica? Commentate! 😉

Nanto Academy – La fan fiction umoristica sulla Scuola di Nanto

Visto che ultimamente parliamo tanto di parodie sul mondo di Hokuto No Ken (e visto che l’amica Pontomedusa ci ha tenuto a ricordarmelo 😛 ), dedico volentieri un post ad una divertente fan fiction che ha per protagonisti i guerrieri di Nanto alle prese con l’ambiente scolastico che, ormai lo sappiamo bene, è uno dei capisaldi delle produzioni animate e cartacee del Sol Levante (e non solo per quello che riguarda le serie umoristiche). Quindi, ben prima che la seconda stagione di DD Hokuto No Ken ci facesse scoprire la proverbiale acqua calda, tantissimi fan (soprattutto giapponesi) avevano già associato Kenshiro e soci a questo genere, così come ha fatto proprio Pontomedusa, che si cimenta da un po’ di tempo nella stesura di piccoli episodi autoconclusivi tutti da ridere. Ecco i link diretti:

Nanto Academy – Episode 1

Nanto Academy – Episode 2

Nanto Academy – Episode 3

Nanto Academy – Episode 4

Buona lettura! 😉

Fist of the North Star – Gli “orrori” dell’edizione americana del manga di Ken il guerriero

di Darkwil

Apro questa discussione e già mi viene da ridere, pensando a quanto in difficoltà si troverà l’amico Squalo a criticare ancora le nostre meravigliose edizioni italiane del Manga di Hokuto no Ken. 😀

Come descritto dal buon amico Pescecane in questa sezione del sito, negli anni novanta le gesta del guerriero di Hokuto aveva raggiunto anche il continente americano.

Ma com’era questa edizione?
Mi sono impossessato di diversi volumetti in formato comic americano, con rilegatura in stile quaderno, per niente accattivante come formato, rispetto ai volumetti giapponesi.
Molto più interessante il primo dei quattro volumetti, pubblicati dalla casa editrice “VIZ C. dal 1995 al 1998) che raccolgono da un volume ad un volume e mezzo abbondante a testa.
Parlo di questo qui:

fist of the north star viz comics cover

Andiamo ad analizzarlo bene:
E’ un bel volume, con una buona copertina in cartoncino, formato 143/206, con una buona carta e un’ottima qualità della stampa. Non c’è sovraccoperta e la copertina non c’entra niente con le copertine dei volumi dell’edizione giapponese, anche se devo dire che è un’immagine che mi è sempre piaciuta un sacco, ed in Italia è stata utilizzata come immagine di copertina sia da Granata Press che da Star Comics.
Il volume raccoglie i primi 16 capitoli dell’opera, gli stessi pubblicati la prima volta sulla rivista “ZERO” e poi raccolti nei volumetti “01/02/03”. Totale circa 360 pagine.
Giriamo il volume e troviamo una piccola descrizione dell’opera

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Prezzo? Beh…19 dollari e 95…
Quanti erano circa 20 dollari nel 1995 in italia? ..beh: circa 29.000 lire, ovvero circa 15 euro di adesso. E’ un volume carissimo, basti considerare che l’edizione Star COmics del uscita a gennaio 1997 costava 5.000 lire a volume= 10.000 lire due volumi. Questa costa quasi 30.000 lire di due volumi scarsi.

Non è finita: apriamo il volume:

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beh, non mi pareva che il prima anno di pubblicazione in Giappone fosse il 1995…
Ma non è niente:

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La famosa guerra nucleare che segna l’inizio dell’epoca in cui è ambientato HNK ha avuto inizio in un’imprecisato anno del secolo scorso. Toh, era il 1998, finalmente l’ho scoperto. Toccherà cambiare il nome del forum…

Mi piace il suono della lingua inglese e mi piace davvero come suonano certe espressioni tipo “man wiith the seven scars”!
Un pò meno espressioni come questa:

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Che min**ia è questa “Scuola del Grande Orso”?

Ok, si parla di Tsubo e Colpo della Stella del Nord, ma perchè dimenticarsi proprio della parola Hokuto?
Che poi c’è una continua confusione se la squolascuola sia questa Grande Orso o Stella del Nord

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Poi quando entra in scena il buon Shin si parla della scuola del “Southern Cross”…almeno una qualche logica contorta che li ha spinti a inventarsi questa cosa c’è…

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Insomma, una traduzione tipo quella della vecchia serie tv.
Non mi dilungo oltre…

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(più di un rimpianto, secondo me…)