Ken il guerriero – Torna in edicola la “Pezzent Edition” di Planet Manga

ken il guerriero pezzent edition

A partire dall’11 giugno 2015, con cadenza quindicinale, Planet Manga riporta in edicola il manga originale di Hokuto No Ken nella stessa “imperdibile” edizione che ha già funestato la nostra penisola nel 2013.

La notizia è stata rivelata dallo stesso editore sulla propria pagina Facebook, attirando immediatamente l’attenzione di molti.  Chi segue questo sito già da tempo sicuramente ha avuto modo di leggere la mia analisi, volume per volume, proprio di tale edizione al risparmio (per Planet, non per noi…) ma, a beneficio di tutti, cercherò di elencare almeno alcuni di quelli che ritengo i punti salienti di tale scempio.

Dal volume 2:

Nell’edizione originale giapponese, il titolo dell’episodio occupava tutta la parte bassa della tavola, coprendo per metà il volto di Shin ed il torace di Kenshiro. Mentre nei precedenti adattamenti, gli editori italiani se la sono “sfangata” mettendo una didascalia rettangolare bianca con all’interno il titolo, la Planet ha voluto osare…

Il risultato lo vedete da voi: Non solo Shin si ritrova senza bocca e con un bieco e maldestro tentativo di ricostruirgli il naso, ma anche sul torace di Kenshiro appaiono segni aggiuntivi che non si capisce bene cosa dovrebbero rappresentare.

Dal volume 5:

ORRORE

Dal volume 7:

re guerriero

Da notare che se lo chiedono tutti: “Cu cazzu è il Re Guerriero?”

Non ci siamo proprio. Sicuramente è un passo avanti rispetto a Re di Hokuto, per carità, ma non becca il senso dell’appellativo originale nemmeno di striscio. Quando Raoh si autoproclama “Ken Oh”, lancia un messaggio chiarissimo che suona più o meno così: “Sono il massimo esponente di ogni fottutissima arte di combattimento esistente”. Tale implicito messaggio è rivolto in particolare proprio a colui che è stato scelto al suo posto per divenire successore dell’Hokuto Shinken, suo fratello minore Kenshiro. E’ un’ulteriore sfida al Cielo e alla volontà delle divinità che hanno decretato il fato dei pretendenti alla successione di Hokuto. In quel semplice termine (e, quindi, nella sua eventuale adeguata traduzione) c’è l’anima stessa del personaggio. Raoh NON è un semplice “Re Guerriero”, uno che parte alla conquista e va a combattere senza sapere se vincerà o meno. Raoh si presenta già quale supremo Signore della Battaglia. Non viene lì a combattere, viene a vincere. Non c’è scampo. Di conseguenza, il termine non rende assolutamente. Punto.

Dal volume 12 (ma valido per TUTTI i volumi):

Questo è il caso più evidente, ma in realtà TUTTE le tavole sono impaginate male, con il risultato che restano tagliate sui lati. Ecco un esempio:

Personalmente trovo questa cosa molto grave.

Dal volume 13:

Rotto ogni indugio, Planet Manga inaugura un nuovo filone di adattamento che potremmo definire parodistico e surreale. Memori, forse, del famigerato doppiaggio italiano storico dell’anime, decidono di regalarci perle da ricordare e tramandare ai posteri:

sottrazione violenta

“Questa è una famosissima tecnica conosciuta solo dai più potenti professori di matematica.
Essa fa parte della Scuola Elementare del Monte Tai, la quale comprende anche l’Addizione Volante, la Moltiplicazione del Dolore e la Divisione dei Beni. Alcuni dicono che esistano tecniche ancor più potenti una volta entrati alla Scuola Media del Monte Tai, ma pochissimi sono coloro che ne fanno parte e ancor meno chi è disposto a parlarne…”
(Narratore del doppiaggio storico)

 Dal volume 14:

Come detto in apertura, per quanto concerne la traduzione, questa settimana si è proprio toccato il fondo. Non mi soffermo su tante piccole cose, ma su un’unica, macroscopica boiata riguardante un passaggio chiave fondamentale: il Musō Tensei.

Questa è, infatti, la nostra particolareggiata descrizione di tale “acquisizione di coscienza” da parte di Ken.

Musō Tensei (Rinascita dal Nulla – 無 想転生): In realtà non si tratta di una semplice tecnica di arti marziali, ma del raggiungimento del massimo stato di Illuminazione attraverso il continuo ciclo di morti e rinascite del salvatore prescelto dal Cielo di cui Kenshiro è l’ultima incarnazione. Egli, grazie alle sofferenze e al dolore di cui si è fatto carico, riesce infine ad interrompere il ciclo e raggiungere il nulla, ovvero la forza più potente dell’universo. La tecnica è ispirata al concetto di metempsicosi, ovvero il “samsara”, il ciclo buddista di morte e rinascita, la reincarnazione. Ultimato questo ciclo si raggiunge l’ultimo stadio, il “nirvana”, l’illuminazione. Nel caso di Ken, come per Buddha, la tristezza e la sofferenza provate hanno fatto sì che egli raggiungesse e superasse quel confine fra mondo materiale e mondo spirituale, laddove non vi è alcun legame con le cose terrene. Kenshiro ha compreso meglio di chiunque altro la sofferenza e la tristezza, proprio perché ha superato il limite che definisce questi due sentimenti. E come il Buddha ha acquisito piena consapevolezza delle cose umane, trascendendo in una dimensione nuova e più alta. Questo gli ha permesso di trasmigrare, ovvero di assumere differenti forme, di rinascere sotto altra forma, mantenendo quello stato di calma, quasi di quiescenza, proprio dell’illuminazione. Ha svuotato la propria mente, l’ha liberata da tutto, sconfinando in quell’enorme sfera comunemente definita “nulla”, riempendola in realtà del suo io, ovvero della consapevolezza di sé e di tutti i sentimenti umani e delle cose terrene.

Una descrizione in cui c’é tutto quello il significato non solo di quel passaggio, ma di tutta l’opera. Se, infatti, Kenshiro è una figura che ricorda il Buddha, il resto del racconto mostra tutta una serie di parallelismi con il buddismo di cui la Rinascita dal Nulla è forse la summa imprescindibile. Quando Ken raggiunge tale stato di coscienza (notare il termine… Ken è ben conscio di quello che accade, tutto questo non avviene nel suo inconscio) diviene un Ahrat, un Illuminato… un Buddha. Lui e l’Hokuto Shinken sono oramai un’unica entità. Non esiste più una forza così potente da turbarlo ed impedirgli di vincere. Potrei andare avanti per ore a descrivere e spiegare questo particolare passaggio dell’opera, in realtà condensato dagli autori in poche pagine di grande impatto e alcune frasi molto significative,  ma alla Planet hanno deciso che, giunti a metà della saga, era ora di assestare un colpo da maestro…
Perché perder tempo dietro a profondi concetti filosofici? Ebbene, secondo la nuova traduzione operata da Planet, il Musou Tensei si scrive “Reincarnazione nell’Inconscio” (termine utilizzato anche nell’adattamento italiano di Souten No Ken) e si legge BUCIO DI CULO!
Come infatti spiega Ryuken: “… consiste nel salvarsi la vita in maniera istintiva e inconsapevole“.

MA DOVEEEEEEEE!?

Ciliegina sulla torta, in fondo al volume, sezione “Le Tecniche di Hokuto”, leggiamo la descrizione fatta dagli stessi responsabili della testata: “La più potente fra le tecniche supreme della Divina Scuola di Hokuto. Istintivamente vengono effettuati i movimenti (spostarsi, parare un colpo o altro) necessari per salvarsi la vita.”

Dal volume 15:

Iniziamo dicendo che era davvero difficile far peggio della scorsa settimana, con il Musou Tensei ridotto a “Paraculata nell’Inconscio”. Eppure, per non farci mancare nulla, anche questa settimana alla Planet si sono impegnati per farci ridere (o piangere, fate voi…).

Si inizia subito con un Raoh tutto eccitato che, appena caduto da tipo settordici piani, si trova davanti a Julia e…

Ora, in queste due tavole c’è un po’ di tutto: Per prima cosa l’esclamazione di Raoh, alla quale mi stavo rovesciando dal ridere.

“LO DICEVO IO…”

E sì! Lo diceva lui! E voi malfidenti non gli avete mai voluto dar retta 😀 Pare di sentire mia madre che spettegola con la portinaia a proposito di quella donnaccia del secondo piano…
Molto migliori, almeno in questo caso, le edizioni Star Comics (“E’ proprio vero! Il Cielo desidera me!”) e d/visual (“Il Cielo mi brama”). La seconda cosa che salta all’occhio è quel fastidiosissimo difetto di impaginazione già segnalato e che perdura, lasciando spazi bianchi nel mezzo. Infine, nel titolo dell’episodio un’altra chicca: da Re Guerriero, Raoh si trasforma in Re Diavolo (Milan! Milan! Soooloooo con teeeee….). Qui c’è da specificare una cosa importante: come da me stesso affermato nella redazione della scheda di Raoh, il personaggio è effettivamente ricalcato sulla figura di Oda Nobunaga, figura storica di grandissima importanza in Giappone. Ebbene, il termine qui utilizzato “Re Demoniaco” (魔王) è il medesimo che fu affibbiato a questo grande ma controverso condottiero. Quindi, diciamo che pur non volendo star lì a spenderci una nota aggiuntiva, era forse preferibile tradurlo Re Demoniaco piuttosto che Re Diavolo, proprio per richiamare l’affinità tra le due figure (che poi, diciamocelo, Re Diavolo suona davvero male…).

Un’altra cosa che ritengo grave è la sequenza di dialoghi che si trovano verso la fine del volume: in essi, dopo che è stato chiaramente detto che l’acquisizione del Musou Tensei da parte di entrambi i guerrieri ha di fatto azzerato l’efficacia di tale tecnica, riportando tutti e due a combattere come dei bambini, a puri e semplici cazzottoni alla ‘ndò cojo cojo, si inizia a “sparlare” di nuovo di colpire con la “reincarnazione nell’inconscio”.

confronto

Ma siamo matti!? Adesso i dialoghi li inventiamo pure?

Guardando le vignette in lingua originale, infatti, non appare mai il nome del Musou Tensei (無 想転生), bensì la dicitura Musou No Ken (無 想の拳) ovvero, volendolo tradurre in maniera stringata, “Colpo dal / del Nulla o Senza Pensiero / Turbamento”.
Per capirci meglio, non si sta parlando di niente di nuovo, anzi, un colpo basato sullo stesso identico concetto lo avevamo visto nel volume 12, durante il combattimento tra Toki e Raoh:

Musō Insatsu (無想陰殺 – Uccisione Istintiva Senza Pensiero): Tecnica che permette di sferrare un attacco istintivo contro l’avversario concentrandosi solo sul suo spirito combattivo, allontanando dalla propria mente ogni emozione e distrazione, riuscendo ad intercettare il momento esatto in cui la difesa del nemico viene meno, ovvero quell’istante in cui egli stesso lancia il suo attacco. Nota del traduttore: “Musoo” è abbreviazione di “Munen Musoo” che è lo stato tipico della meditazione buddista Zen con il quale si libera la mente da qualsiasi pensiero e da qualsiasi idea; in altre parole, uno stato di vuoto interiore, di imperturbabilità. “Insatsu” è una combinazione, difficilmente traducibile, che sta più meno a significare la capacità di sopprimere ogni influenza negativa, grazie alla percezione istantanea derivante dallo stato mentale di vuoto che permette di annullare, come nel caso di Raou, una minaccia rivolta verso di sè.

Benché possa sembrare un discorso complicato, in realtà è tutto molto semplice: un attacco “libero da ogn turbamento” era ed è possibile portarlo indipendentemente dal raggiungimento del Musou Tensei, che è ben altra cosa.
Sostanzialmente, ciò che Kenshiro deve fare è sgombrare la mente da ogni sentimento fraterno nei confronti di Raoh per affrontarlo al meglio delle sue forze e potergli dare il colpo decisivo. Per fare ciò, dovrà concentrarsi solo ed esclusivamente sullo spirito combattivo di Raoh, cercandone il minimo turbamento (o punto debole) e affondando il suo colpo al momento giusto. Ecco qual è il significato di quel passaggio.

Dal volume 17:

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Chi!? Forse non ho letto bene…

COOOOOSAAAAAAAAA!?

Un attimo, fatemi riprendere il controllo…

Allora…

Dopo “Re Guerriero”, dopo la “Paraculata nell’Inconscio” e dopo ben 16 volumi in cui se ne inventano una nuova ogni volta, è arrivato anche il turno di “IMPERATRICE CELESTE”. Perché dopo che ben 3 edizioni manga italiane hanno SEMPRE (e appropriatamente) tradotto Tentei (天帝) come “Imperatore del Cielo” riferendosi contemporaneamente sia alla Stella Polare che all’Imperatore della Cina, arrivano gli splendidi della Planet e ti piazzano “Imperatrice”.

Il bello è che, nel loro voler fare gli splendidi, non solo hanno praticamente già rovinato l’effetto “sorpresa” che si avrà nel prossimo volume con la rivelazione della vera identità dell’Imperatore e che, ci tengo a precisarlo altrimenti mi viene risposto che si tratta di un mio parere personale, era un effetto VOLUTO dagli autori, no, hanno anche generato scene ridicole come questa…

Sua Eccellenza l’Imperatrice sta per parlare…

MA LA VOCE E’ DI UN UOMO!!! E’ JAKO CHE PARLA!!

Dal volume 21:

Durante lo scontro con Kaioh, Kenshiro ricorre al Musō Tensei e la Planet, non paga di aver già rovinato un passaggio fondamentale della storia dandone una spiegazione totalmente errata, ripropone lo stesso fallace concetto…

Come già affermato in precedenza, la Rinascita dal Nulla (questa la traduzione più corretta), in un simbolismo che vede coinvolti Buddhismo e dualismo Yin / Yang, rappresenta il limite ultimo dell’Hokuto Shinken , uno stato di coscienza superiore raggiungibile soltanto dopo aver toccato con mano gli abissi del dolore altrui. In questo stato di imperturbabilità (e quindi non di incoscienza), Kenshiro riesce ad annullare la sua stessa essenza risultando impossibile da individuare e colpire. Kaioh, tuttavia, ricorrendo all’arcano potere demoniaco dell’Anryū Tenha, anch’essa una tecnica che rappresenta il limite ultimo della sua arte, riesce rompere l’equilibrio spirituale di Kenshiro e quindi a neutralizzare gli effetti del Musō Tensei. Questa è l’unica vera spiegazione. Quello che è scritto nella scansione sovrastante è invece un’interpretazione del tutto arbitraria e priva di senso.


Ribadisco che questi erano soltanto alcuni esempi di ciò che è possibile trovare nella “Pezzent edition” di Ken il guerriero. Di tutto il macello che hanno saputo combinare l’unica costante positiva è stata la qualità della stampa. Punto. Il resto merita di finire nel dimenticatoio o di essere raccontato al massimo come leggenda nera alle generazioni future perché, in buona sostanza, con quest’edizione, Planet Manga è stata capace di settare nuovi standard su come NON approcciarsi alla pubblicazione di un grande classico del fumetto giapponese.

Flash News: Comic Zenon regala la T-shirt di Souther

Per la serie: “Ne avevamo bisogno?”

Pillole: Souther Gaiden, Re Nero alle corse dei cavalli virtuali di Sega e i wafer di Hokuto

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Torniamo a parlare delle nuove iniziative legate ad Hokuto No Ken e lo facciamo con alcune news che ci lasciano tra il perplesso e l’indifferente.  La prima riguarda l’ennesimo manga spin-off, questa volta dedicato al potente e crudele Sacro Imperatore e che vedrà la luce su Comic Zenon il prossimo 25 marzo. Con il chilometrico titolo Hokuto No Ken Ichigo Aji Souther Gaiden – Nanto of Meet – Itsutsu No Hoshi Ga Deaishi Ken「北斗の拳 イチゴ味  サウザーGAI伝 南斗 of Meet 〜五つの星が出会いし剣〜」, sarà disegnato da Yukito Imoto (già “colpevole”, appunto, della parodia “Hokuto No Ken Ichigo Aji”, di cui accennavo qui) e sceneggiato da Takeshi Kawada.

Proseguiamo parlando di Re Nero, il magnifico destriero di Raoh, che sarà protagonista di un videogame:

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Non c’è molto da spiegare, è già tutto ben comprensibile dalla pubblicità che campeggia fra le pagine di Comic Zenon. Il videogame in questione, prodotto da Sega, risponde al nome di Star Horse 3 Season II – Blaze of Glory ed è un simulatore di corse di cavalli che sembra andare forte nelle sale giochi del Giappone.

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Concludiamo con i wafer di Hokuto, nelle cui confezioni possiamo trovare ben 20 diverse figurine (18 normali e 2 speciali) dei protagonisti della serie con le loro espressioni tipiche (per le immagini sottostanti ringrazio l’amico Aisanbou )

Com’è stato il 2013 di Kenshiro? Tiriamo le somme sul trentesimo anniversario

Mentre il 2013 conclude la sua corsa, non posso fare a meno di gettare uno sguardo sommario a quelle che sono state le iniziative dedicate a celebrare il trentennale di Hokuto No Ken. Di alcune cose abbiamo già trattato nel corso dell’anno, altre le ho volutamente tralasciate proprio in vista di questo “riassuntone” finale.

Fist of the North Star Ken's Rage 2

Tutto era iniziato con Shin Hokuto Musou (da noi “Fist of the North Star Ken’s Rage 2”), che già a fine 2012 mostrava fieramente il logo ufficiale delle iniziative legate al trentennale. Del gioco ne abbiamo parlato più che abbondantemente e sotto ogni aspetto nel corso dei mesi che ne hanno preceduto l’uscita e quando finalmente è stato pubblicato ma, col senno di poi, si può tranquillamente affermare che non avrebbero potuto scegliere un apripista migliore per un trentennale che si è dimostrato all’insegna del “tanto fumo e niente arrosto”. Perché in definitiva tanto Ken’s Rage 2 quanto il resto delle iniziative dedicate a celebrare il lungo cammino del successore di Hokuto, sono proprio questo: una sequela di promesse e dichiarazioni trionfali smentite ogni volta da operazioni imbarazzanti e molto al di sotto della sufficienza. Un po’ come dire che si sposa tua sorella e ti presenti al matrimonio mandando avanti un po’ di gente che ti stende il tappeto rosso per poi fare il tuo epocale ingresso a petto nudo, con bermuda e infradito.

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E quindi non stupisce che, proprio a cavallo dell’uscita di Shin Hokuto Musou, su Comic Zenon sia apparso lo special cartaceo “Heart of Meet“, che per celebrare il trentennale si concentrava sul passato di Heart (oltre che, in appendice, degli altri suoi compagni membri di KING). Perché è OVVIO che tutti volevamo sapere di più sul primo personaggio minore in grado di rifilare una sonora mappina a Kenshiro solo per esplodere fragorosamente tipo qualche vignetta più avanti. D’altronde son trent’anni pure per lui, oh… peccato non abbiano fatto uno special pure per Misumi.

pachinko hokuto no ken 5 hashaNel frattempo, la SEGA – SAMMY già stava infilando sul mercato Pachinko CR Hokuto No Ken 5 Hasha (ぱちんこ CR北斗の拳5 覇者), ovvero un altro di quei cosi mangiasoldi con le biglie che fanno impazzire il popolo del Sol Levante (e di cui avevamo pure accennato ).  Da notare che quel 5 NON indica semplicemente che questo è il quinto pachinko dedicato al mondo di Hokuto, bensì che l’impero del male (Sega + Sammy = SS, fate voi…)  è arrivato ormai a produrre la quinta serie di queste macchinette diaboliche.  Che poi a noi, sostanzialmente, potrebbe anche non fregare niente del modo in cui i giapponesi spendono i loro dindi, ma ogni volta che ci passa davanti agli occhi una scena animata di qualità SUPERIORE  a quelle viste anche nei recenti film della pentalogia, non possiamo evitare di mandare, anche solo col pensiero, un bel “vaffancuore” a chi ha scelto di investire risorse nella produzione di questi pachinko piuttosto che in progetti animati o videoludici più concreti (o almeno più appetibili da parte del resto del mondo). Ma ormai è palese che il conto in banca di Hara, Buronson e Horie è strettamente legato a questo fruttuoso connubio tra Hokuto e macchinette varie. Una riprova, se ancora ce ne fosse bisogno, è proprio in uno spin-off, pubblicato sempre in occasione del trentennale della serie, dal titolo Kin’yoku No Garuda, creato per pubblicizzare Pachislot Hokuto No Ken Tensei No Sho (パチスロ 北斗の拳 転生の章), ovvero il secondo prodotto di Sega-Sammy ad invadere le sale giochi nipponiche nel 2013.

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Qualcuno dirà: “Ma guarda che pachinko e pachislot sono diversi, perchè il secondo è una slot machine che usa le biglie del pachinko”, al che io rispondo: “Sempre la stessa merda sono”.

Ed eccolo il guerriero di Nanto, che protende la sua mano rapace verso le vostre biglie…

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Tra l’altro, un’operazione simile era già stata fatta con Cyber Blue ed un pachinko ad esso dedicato (ne parlavo qui) in cui Hara aveva dato vita a nuovi personaggi che sono poi stati usati nel manga CROSS BATTLERS – Cyber Blue The Last Stand, ma tornando all’argomento principale del post, ovvero le diverse iniziative pensate in Giappone per il trentennale, non posso non citare il ritorno di un’altra illustre (ed inutile) serie. Signori e signore, fate un bell’applauso a Hokuto No Ken Gekiuchi MAX – 1 Oku-ri No Typing Densetsu (北斗の拳 激打MAX ~1億人のタイピング伝説~) ovvero l’ultimo esponente della ex-defunta linea di typing games, denominati Gekiuchi, della SSI Tristar.

gekiuchi max

Sviluppato da Microvision Inc., il “gioco” (le virgolette sono obbligatorie) prevede sostanzialmente le medesime dinamiche dei titoli precedenti, aggiungendo nemici e capitoli oltre ad una massiccia componente online fatta di eventi speciali e missioni. Insomma, tutto quello che serve per un maniaco del “genere”.

Ma parliamo un po’ dei progetti animati. Mentre permangono le voci su un imminente remake dell’anime televisivo, il meglio che ci siamo beccati quest’anno è DD Hokuto No Ken. Divertente, per carità, in alcuni casi anche follemente geniale nelle gag, ma ci aspettavamo di certo qualcosina in più.

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Restando in tema di parodie, da segnalare anche un manga, Hokuto No Ken Ichigo Aji (北斗の拳 イチゴ味), che potremmo tradurre “Hokuto No Ken gusto fragola” (già il titolo è tutto un programma).

Hokuto alla fragola

Come si evince dalla copertina, l’indiscusso protagonista, disegnato da Yukito Imoto (già partecipe alle storie in appendice ad Heart of Meet), è Souther. Com’è prevedibile, si tratta di un’accozzaglia di gag surreali ed assurde che tentano di fare il verso alla serie originale e di cui non si sentiva il bisogno. Davvero. C’hanno fatto pure il trailer.

Ma in un clima del genere, potevano forse mancare i concorsi? Certo che no! E chi, se non la Sega, poteva lanciare una lotteria con in palio statuine e varie amenità targate Hokuto? Ecco un video esplicativo (attenti allo sciroccato sulla destra…)

Ed ecco la lista dei premi. Notare il morbidoso casco di Jagi e il ricercato vassoio di Raiga e Fuga.

Nemmeno gli smartphone sono stati risparmiati. I sistemi iOS e Android hanno quindi potuto godere di Hokuto No Ken Figure Gekitō Retsuden (北斗の拳 フィギュア激闘列伝), un social game strutturato come un classico RPG con combattimenti a turni. Dalle immagini non sembra poi tanto male, ma non avendolo provato evito ulteriori considerazioni, limitandomi a dire che sarebbe stato interessante vederlo localizzato anche per il mercato occidentale.

hokuto no ken figure gekito retsuden

Lo stesso non si può certo dire per l’altro gioco, sempre per dispositivi iOS e Android, Mahjong Raijin – Rising – Hokuto No Ken Seikimatsu Hasha Mahjong Battle (『麻雀 雷神 -Rising-』北斗の拳~世紀末覇者麻雀バトル~) di cui basta semplicemente guardare il trailer per rendersi conto dell’orribile lavoro svolto da chi ha colorato i personaggi.

Anche lo store online di Comic Zenon non è stato a guardare. E così, per la modica cifra di 2100 yen (meno di 15 euro!!), è tornato disponibile un modellino di Kenshiro di 20 cm. che in precedenza era in edizione limitata nella linea 200X della Kaiyodo.

“Finalmente ne hanno fatta una dritta” direte voi. “Certo” rispondo io, d’altronde anche un orologio rotto segna l’ora esatta almeno due volte al giorno. E infatti di cosa dritta ne hanno fatta almeno un’altra con il ritorno dei monili di BIGBLACKMARIA di cui ho già parlato un po’ di tempo fa. Ecco, però, se cliccate sul link a quella news, potrete vedere anche la bambola dharma di Heart. Sì, sempre Heart. Heart ovunque. Un oggetto ridicolo (considerato anche che le bambole dharma dovrebbero avere a che fare con la religione piuttosto che con i villains del mondo di Hokuto…) ma che giustamente non poteva rimanere un esperimento isolato. Era troppo mainstream mettere nello store altri modellini rari della Kaiyodo…

Meglio le cagate!

Ma passiamo ad altro, ovvero la notizia che ha “shockato” i fan lo scorso settembre: HOKUTO NO KEN EXTREME EDITION, l’edizione definitiva del manga, raccolta in 18 volumi da 300 pagine l’uno con ripristino delle tavole a colori e…. degli episodi nuovi di zecca collocati nell’arco temporale che va dalla morte di Raoh al ricongiungimento di Kenshiro con Lin e Bart ormai adulti.

Sì, avete letto bene. Nuovi episodi, disegnati dal Tetsuo Hara odierno, con uno stile ormai anni luce lontano da quello di trent’anni fa, inseriti a forza in un’opera che per gli stessi giapponesi è considerata il testo sacro di tutto il genere shonen manga. E’ un paragone che ho già fatto in alcune sedi ma lo ripeto qui: E’ come se domani clonano Leonardo Da Vinci, lo fanno rinascere e quello prende e si mette a ritoccare la Gioconda aggiungendo dettagli con uno stile completamente diverso. Non basta come esempio? Ok, è la peggiore idea dai tempi di The Unforgiven II.

Perché se fino ad ora, con i vari “Gaiden”, gli autori se la sono cavata modestamente, riuscendo a produrre storie legate all’universo di Hokuto ma al contempo anche ben separate dall’opera originale, con questa mossa si stanno invece dando una sonora zappata sui piedi. Andare a toccare un manga nato negli anni ’80, influenzato proprio dalla cultura, dalle mode, dai personaggi e dagli avvenimenti politici di quel particolare periodo storico e innestarci sopra una serie di episodi, creati con tutt’altra mentalità e stile, significa semplicemente snaturarlo. E se pensate che la mia visione sia catastrofica, riflettete per un attimo sul fatto che un personaggio cardine di questi episodi extra sarà un tale di nome Shoza, ovvero un inedito figlio di Juza delle Nuvole. Un piccolo applauso per l’originalità…

volume-7E se in patria il nostro guerriero di Hokuto ha dovuto subire questa pioggia di banalità, vediamo un po’ com’è andata in Italia. Partiamo quindi dalla “Pezzent Edition” di Ken il guerriero di Planet Manga, un vero e proprio affronto che ho recensito volume per volume in un crescendo di ribrezzo. Non ci spendo ulteriori parole sopra perché sarebbe come sparare sulla croce rossa, spero solo che la Planet non abbia mai più in mano la licenza per pubblicare Hokuto No Ken oppure, meglio ancora, che si decida ad assumere dei traduttori degni di questo nome.
Va comunque dato atto alla casa editrice di essersi almeno ricordata di pubblicare i vari spin-off che attendevamo da anni.

Nel frattempo, e qui ci è andata meglio, Yamato Video ha ripubblicato con delle accattivanti Collector’s Edition tutto ciò che aveva: Ken il guerriero – Le origini del mito, Ken il guerriero (la serie TV) e Ken il gueeriero il Film. Un altro annuncio che ci ha fatto particolarmente piacere da parte di Yamato è quello relativo ad un’edizione Deluxe “definitiva” dell’anime storico con qualità video eccelsa, sottotitoli migliori e tanti extra. Tale edizione vedrà la luce nel 2014, trentesimo anniversario proprio dell’anime di Ken. Peccato però che la Yamato, in tutto questo, non mostri ancora il coraggio e l’intraprendenza necessari per il doveroso ridoppiaggio a cui andrebbe sottoposta la serie e che i fan più accaniti chiedono ormai a gran voce da anni. Perché magari io stesso poi me la vedrò in giapponese con i sottotitoli, ma vuoi mettere quanto sarebbe davvero definitiva l’edizione del 2014 con un nuovo cast di voci e dialoghi che rendano finalmente giustizia all’opera?

Per chiudere l’articolo in maniera positiva, voglio parlare di quella che ritengo essere la vera “chicca” di questo 2013: i fascicoli allegati ai DVD della serie Ken il guerriero, attualmente in edicola. Sono forse il primo vero prodotto editoriale (almeno qui in Italia) ad approfondire in maniera così accurata i diversi aspetti dell’anime, anche perché contengono per la maggior parte il materiale scritto da me e da Musashi che potete trovare nella nostra enciclopedia online. Un lavoro eccellente sotto ogni punto di vista e che mi permette di dire:

Italia – Giappone = 1 – 0

scarica primo fascicolo

Ken il guerriero, il famoso successo mondiale di Buronson e… Kentaro Miura!?

Quando ormai pensavamo che Planet Manga avesse finito di martoriare il manga originale di Hokuto No Ken, avendo concluso la propria edizione solo pochi giorni fa, l’amico nannilo di hokutonoken.it ci segnala una newsletter, pubblicata sul 24° volume di Soul Eater…

Avete letto bene?

“… la splendida serie realizzata da Buronson e Kentaro Miura, un classico del fumetto mondiale che abbiamo avuto l’onore di proporre in una nuova veste grafica ed editoriale”

Quindi, alla Planet non solo si pavoneggiano di aver proposto una serie con traduzioni sballate e veste grafica ridicola, non sanno nemmeno che cosa stanno pubblicando!

 

 

KEN IL GUERRIERO Vol.14 – Planet Manga – Recensione

volume-14Eccoci ancora insieme per l’analisi di un nuovo volume di quest’edizione Planet del manga originale di Ken il guerriero (Hokuto No Ken).
Mi scuso dell’inconsueto ritardo con cui arriva questa disamina ma, ultimamente, gli imprevisti sembrano aver fatto fronte comune contro di me 😀
Ad ogni modo, prima di lasciarvi alla lettura ci tengo a ricordarvi le solite cose, ovvero che tutte le recensioni dei volumi di Ken di quest’edizione le trovate CLICCANDO QUI e che le traduzioni di nomi, tecniche, appellativi e via dicendo NON rispecchiano l’adattamento operato da Planet Manga bensì sono frutto di un lavoro decisamente più ragionato operato da MusashiMiyamoto, Enrico “Kenrico” Croce e me medesimo.
Tale discorso vale ancor di più proprio questa settimana, in cui non posso non anticiparvi già da ora che il traduttore della Planet l’ha fatta davvero grossa, andando a stravolgere il senso di un passaggio chiave importantissimo per l’intera saga. Ma andiamo con ordine… Continua a leggere

Si conclude il manga spin off Kin’yoku no Garuda

Kinyoku No Garuda

Piccola segnalazione da parte dell’amico Roberto Addari di Mangaforever per la conclusione del manga spin off  Kin’yoku no Garuda – Nanto Goshasei Zenshi  (letteralmente traducibile come “Il manga di cui nessuno sentiva il bisogno e che nessuno aveva chiesto”) che sarà finalmente e giustamente consegnato all’oblio sul numero di agosto di Comic Zenon (che sarà in vendita in Giappone a partire dal 25 giugno). Per le scans del primo episodio e per le nostre impressioni vi rimando a questo link:  Kin’yoku no Garuda – Scans del primo episodio online