Ken il guerriero Regenesis – Intervista al direttore del doppiaggio

In occasione dell’uscita in edicola, in assoluta anteprima con La Gazzetta dello Sport ed il Corriere della Sera, dell’edizione italiana di Souten No Ken Regenesis, il più recente anime ambientato nell’universo di Hokuto, ho pensato di rivolgere qualche domanda a chi ha avuto l’onore (e l’onere) di curarne l’adattamento e dirigerne il doppiaggio: Giorgio Bassanelli Bisbal.

Con alle spalle una carriera lunga e non priva di parecchie soddisfazioni, Giorgio opera nel settore sin dal 1993 ed ha curato, a vario titolo, davvero un’infinità di localizzazioni, spaziando agilmente dal mondo degli anime fino alle produzioni hollywoodiane (se volete approfondire, cliccate qui). Quello che più colpisce non è solo la professionalità con cui svolge il suo lavoro, ma soprattutto il fatto di essere lui per primo un grande appassionato delle produzioni del Sol Levante. Il primo (se non l’unico) che ha provato ad elevare la percezione di queste opere presso il grande pubblico per mezzo di un’impostazione dei dialoghi e del doppiaggio volutamente più maturi e più vicini al cinema. Non nascondo, quindi, che è stato con grandissimo piacere che ho appreso del suo coinvolgimento nell’edizione nostrana di Regenesis (ed ho accettato anche la sua richiesta di collaborare di persona all’adattamento). Di qui è nata l’idea, a lavorazione conclusa, di fare un po’ il punto della situazione. Non mi resta quindi che augurarvi una buona lettura. 😉

199X: Sono passati più di trent’anni dall’arrivo di Ken il guerriero in Italia e quasi una quindicina da che hai diretto il doppiaggio degli OAV della Trilogia. Nel frattempo, tante cose sono cambiate nel mondo dell’animazione giapponese. Francamente, cosa ne pensi di questo “Regenesis”?

GBB: Cosa ne penso di questo Regenesis… beh, devo dire che l’impatto è stato molto, molto, molto duro per me. E’ stato molto duro perché io non amo la computer grafica; è stato molto duro perché io sono all’antica e fin troppo affezionato a quei disegni che, a tutt’oggi, considero dei veri e propri dipinti animati. E quindi, all’inizio, ho veramente storto il naso. Vedere quel tipo di animazioni, quei “pupazzoni”, mi ha un po’ disorientato e, devo dire, forse anche fatto un po’ arrabbiare. Mentre adesso, conclusa la lavorazione, ho un giudizio complessivo diverso su questa nuova produzione. Oggi i tempi sono cambiati, l’animazione – come dici anche tu nella tua domanda – è cambiata tantissimo, i gusti sono cambiati… è cambiato tutto. Anche l’approccio che hanno le nuove generazioni, che sono più abituate a ciò che viene fatto con la computer grafica. Anzi, forse ormai sono abituate solo a quello. E quindi, per darti una risposta definitiva, dico che, nonostante tutto, questa serie perlomeno omaggia il tratto del maestro Tetsuo Hara; i personaggi e gli episodi non hanno uno stile altalenante come invece spesso accadeva negli anni ’80; i combattimenti devo ammettere che sono coinvolgenti e la colonna sonora è di tutto rispetto.

199X: E per quello che riguarda la trama?

GBB: So che questo anime, rispetto al manga da cui trae origine, ha subito tantissimi tagli e cambiamenti di direzione. In pratica l’inverso di quello che succedeva nella serie storica, in cui il brodo veniva allungato spesso a dismisura dalla Toei con episodi “fuori canone” (che non disdegnavano di sfociare anche nell’assurdo). Insomma, i giapponesi non sono nuovi a questo tipo di “rimescolamenti”.

Cos’è Ken il guerriero – Le origini del mito REGENESIS?

Per chi non è aggiornato sugli ultimi avvenimenti relativi al mondo di Hokuto, occorre fare un po’ di chiarezza. Molti probabilmente conoscono già Ken il guerriero – Le origini del mito, anime del 2006 giunto anche in Italia grazie a Yamato Video e più volte replicato su SKY. Altri ancora conosceranno l’omonimo manga su cui era basato ma di cui l’anime in questione copriva solo una parte, fermandosi nel punto in cui il protagonista, Kenshiro Kasumi, reincontrava la sua amata Yuling. Bene, nel frattempo, in Giappone è stato deciso di dare un seguito ad entrambi, chiamando questa nuova fase con il nome di “Regenesis”. Ma, mentre il nuovo manga prosegue da dove finiva il manga precedente, l’anime di cui parliamo in questa intervista riprende le vicende da dove si erano fermate con l’anime del 2006, prendendo una direzione diversa e quindi inedita rispetto alla versione cartacea!

 

199X: Quale obiettivo ti sei posto nel dirigerne il doppiaggio?

GBB: Io per primo amo Ken il guerriero. Di conseguenza ho cercato di fare tutto al meglio delle mie possibilità per dare un valore aggiunto a questa serie, in special modo per restituire, tramite l’interpretazione dei doppiatori che si sono avvicendati al leggio, l’umanità che mancava alla glacialità della computer grafica. Detto questo, lascio poi al pubblico il giudizio finale.

199X: Ottimo. Proprio riallacciandomi alle tue ultime parole, non posso fare a meno di ricordare l’ottimo lavoro svolto ai tempi della già citata Trilogia. Cosa puoi dirci riguardo le voci scelte per questa nuova serie?

GBB: Beh, non vorrei correre il rischio di rovinarvi le sorprese che…

199X: Ti devo premere il punto segreto Shinichi?

GBB: Ok, ok, mi arrendo (ride). Allora, il discorso è molto semplice: io mi sono ascoltato tutto il doppiaggio della serie precedente de “Le origini del mito” (quella del 2006 per intenderci), ho capito tutto quello che NON dovevo fare e, d’altra parte, ho capito quello che poteva essere valorizzato. Quindi ho riconfermato Massimiliano Plinio – e ne sono veramente contento perché è un bravissimo attore oltre che una persona eccezionale anche al di là del lavoro – , così Elena Liberati, Gaetano Lizzio, Gabriele Trentalance… ho riconfermato il parte del vecchio cast e poi l’ho rinnovato con i nuovi personaggi.

199X: Ecco partiamo proprio dal protagonista principale…

GBB: Massimiliano, per quanto mi riguarda, è riuscito a infondere tutte le caratteristiche d’origine del personaggio. Kenshiro Kasumi non è il Ken della fine del secolo. E’… come si può dire… è un “cazzone”, uno spaccone, è uno che è divertente, è uno tronfio… è un coatto! E’ esattamente l’opposto del protagonista della serie storica (ride). E Massimiliano in questo è stato bravissimo. Abbiamo poi riprodotto, sia con lui che con con tutti gli attori, i versi dei personaggi, quindi non sentirete ad esempio un “atatatatà” ripreso dal doppiaggio originale giapponese. Non credo sia il caso di dilungarmi sugli altri perché magari tra il pubblico c’è chi ancora non ha avuto modo di vedere nulla della serie e non vorrei togliergli il gusto di scoprire i vari protagonisti man mano che verranno introdotti nel racconto.

199X: Pensi quindi che la serie sarà di richiamo anche per chi non è un “fondamentalista” del mondo di Hokuto?

 

GBB: Allora, ti stupirò con effetti speciali: tutti gli attori che sono venuti a fare Ken il guerriero Regenesis – TUTTI – si sono esaltati. Per quale motivo? Principalmente perché non avendo una “cultura” riguardo all’animazione, hanno guardato al prodotto in sé, scevri da preconcetti basati sulla nostalgia per il passato . E quindi tutti, tutti, tutti, sono rimasti affascinati. Dallo stile di disegno, dai combattimenti, dalle musiche… alla fine questo Regenesis, te lo dico con tutta sincerità e non perché entrato nel vivo della lavorazione, è un prodotto dignitoso. Mi è piaciuto. E’ una cosa che va vista in maniera diversa rispetto al Ken il guerriero che tutti conosciamo.
Questo però non vuol dire che mi sono dimenticato degli appassionati: essendo la serie originale adattata in un modo, la serie del 2006 in un altro e via dicendo, ho voluto – aiutato da persone di fiducia – creare una “cerniera” per poter rendere giustizia proprio alla versione storica, per cui nella serie potrete sentire ad esempio sia “Hokuto” che “Orsa Maggiore”, sia “Tento” che “Costellazione Celeste”, sia “Seito” che “Costellazione Occidentale”. Ho uniformato tutto: tipo ho messo “Hokuto Shinken” ma ho potuto far dire anche “Divina Scuola di Hokuto”… con un sistema… come posso dire… a Roma diremmo “paraculo” (ride). Una cosa però ve la anticipo: per la voce narrante ho scelto proprio quella che introduce la sigla di ogni puntata della serie storica e i più attenti noteranno anche dei punti di contatto proprio nell’introduzione.

199X: Hai avuto delle particolari difficoltà rispetto ad altre lavorazioni?

GBB: Certamente. Le difficoltà che di solito si hanno quando si porta un certo livello di attori a confrontarsi con un cartone animato. Gli anime in generale sono sottostimati dal punto di vista qualitativo, quindi far capire il valore di quello che si stava facendo è stato in parte difficile. Far in modo che gli attori lasciassero le corde vocali sul leggio, per essere credibili, è stato difficile. E convincerli e far percepire loro che comunque si trattava di anime con alle spalle una storia importante, è stato altrettanto difficile. Qualcuno potrebbe contestarmi e dire: ma non avevi detto che ne erano affascinati? Sì, però solo una volta entrati nel tunnel di Ken accompagnati da me che ne esaltavo i contenuti e la sua storia nella cultura italiana. Ho fatto in modo che il loro approccio fosse convinto.

199X: Grandissimo! A proposito del cast che hai reclutato, c’è qualche aneddoto particolare che puoi raccontarci sull’esperienza vissuta in sala doppiaggio?

GBB: C’è stato un attore, MOLTO importante nel mondo del doppiaggio, che una sera mi ha detto: “Quando dico che sto facendo Ken il guerriero, se non rivelo quale personaggio sto interpretando non mi fanno tornare a casa! Sono tutti impazziti per Ken il guerriero!”. Insomma, questo famoso doppiatore è rimasto stupito perché può aver anche fatto millemila film, ma poi a tavola, quando dice che ha fatto Ken il guerriero, i suoi amici si esaltano (ride).

199X: Questo aneddoto mi spinge a condividere con te una riflessione che esula un po’ dal solo Regenesis e abbraccia tutta l’orbita che ruota attorno all’uomo dalle sette cicatrici. Da parecchio tempo, infatti, parlo di quella che chiamo “Generazione Ken il guerriero” o “Generazione Hokuto”, cioé quella che non solo conosce l’animazione giapponese per via al suo primo sbarco in Italia con Goldrake, ma ha approfondito questa passione ed ha scoperto i manga e tutto ciò che c’era da sapere sulle produzioni del Sol Levante partendo proprio da Ken il guerriero. Prima con l’anime e poi, dopo poco tempo, con la versione cartacea pubblicata da Granata Press, che fece da apripista per ogni cosa venuta dopo. I numeri fatti con le due serate de “La leggenda di Hokuto” al cinema, lo scorso settembre, non fanno che confermare che in Italia questa generazione è viva, vegeta e desiderosa di vedere Kenshiro tornare prepotentemente alla ribalta. Quindi eccoti la mia domanda: Dopo Regenesis, cosa ci riserva il futuro?

GBB: Beh, a questa domanda posso risponderti ma parlando solo in base a quello che io auspico. Sarebbe bello veder finalmente arrivare al cinema il film animato del 1986, che merita un doppiaggio degno di questo nome. Sarebbe bello avere una versione dignitosa dell’anime storico. Sarebbe bello, qualora il mio lavoro venga apprezzato, poter mettere le mani sul nuovo progetto, 202X, di cui poco tempo fa abbiamo visto un trailer. Perché, credimi, il mio sogno sarebbe far crollare i cinema con Ken il guerriero!

L’intervista si conclude qui, ma l’appuntamento è in edicola, a partire dal 25 giugno, ogni settimana con La Gazzetta dello Sport ed il Corriere della Sera!

Ken il guerriero – Le origini del mito REGENESIS: Riassunto Capitoli 2 e 3

Con questo articolo – e con altri che pubblicherò a breve – vorrei iniziare a fare il punto della situazione  su Souten No Ken Regenesis. Per ora mi soffermerò solo sulla versione cartacea delle nuove avventure del 62° successore di Hokuto per poi passare, in un secondo momento, a parlare un po’ dell’omonimo anime che, interrotto dopo 12 puntate, riprenderà il prossimo ottobre.

Se ci seguite, dovreste aver già scaricato e letto da tempo il primo (e lungo) capitolo che abbiamo tradotto tempo fa per presentarlo agli appassionati di tutto lo stivale. Siccome, però, tra lavoro e impegni vari non ci è riuscito di star dietro alla traduzione vera e propria di tutti i capitoli (anche perché tanto, molto presto – forse già a Lucca – ne verrà annunciata la pubblicazione da parte di Planet Manga), ci tocca almeno fare un bel riassunto degli episodi apparsi su Comic Zenon nel corso di questi mesi. Quindi, grazie alla collaborazione del nostro amico Carmine Napolitano, andiamo intanto a vedere cosa è accaduto nei capitoli 2 e 3. Chiaramente, chi NON vuole spoiler è pregato di fermarsi qui. A tutti gli altri, invece, auguro una buona lettura 😉

 

Dopo lo spettacolare salvataggio di Erika, nel secondo capitolo Kenshiro, Yasaka e la ragazza sbarcano in Indonesia, paese che è nelle mani dell’esercito coloniale olandese che tratta gli abitanti del posto in maniera a dir poco brutale, schiavizzando tutti gli uomini che sono in grado di fungere da mano d’opera, cosa che non manca di suscitare l’opposizione di diversi movimenti per l’indipendenza dell’Indonesia, guidati da membri della stessa popolazione.  Uno scenario violento che non può non ricordare il devastato mondo post-atomico della saga originale, in cui gli oppressi anelano a quella giustizia che solo l’Hokuto sembra capace di riportare.

 

Ecco quindi che i protagonisti si imbattono in un ufficiale olandese che sta maltrattando un anziano usando le mani di quest’ultimo come posacenere, suscitando grasse risate nei suoi commilitoni ubriachi.

 

Erika interviene frapponendosi fra l’ufficiale e l’anziano, mentre Ken, costantemente impegnato a fumare, prima utilizza la testa del prepotente come posacenere. poi se ne sbarazza velocemente con una tecnica di Hokuto…

 

Ken e Yasaka vengono allora circondati da altri soldati olandesi che si dichiarano apertamente suprematisti bianchi, rispetto ai quali gli indonesiani (ma si lascia intendere gli asiatici in toto) sarebbero degli oggetti. A questo punto, citando Matrix, Kenshiro dapprima schiva i proiettili dei nemici…

 

… poi, assieme a Yasaka, fa strage degli avversari davanti agli sguardi stupiti della popolazione.

 

Alla scena, sin dall’inizio, ha assistito Haruto, un ragazzino – che secondo il mio personalissimo parere potrebbe essere un giovanissimo Kuroyasha – il quale chiede agli eroi di liberare suo padre, arrestato perché leader di un movimento di opposizione agli olandesi.

 

D’altronde pare che solo i nostri eroi abbiano una minima speranza di battere il famigerato Colonnello Van der Kohl, del sesto reggimento dell’esercito olandese, personaggio che inziamo a conoscere meglio nel terzo capitolo, in cui Haruto racconta ai protagonisti dell’arte marziale “sovrannaturale” che tale individuo sembra possedere. Anche il padre del ragazzo, nonostante fosse un maestro di Pencak Silat (arte marziale indonesiana) nulla ha potuto contro di lui. Yasaka ipotizza quindi che sia questo Van der Kohl l’uomo con lo stesso sangue di Erika che stanno cercando. Ken sembra inizialmente poco propenso ad aiutare Haruto, dicendogli anzi di prendersela con se stesso per non essere in grado di proteggere le persone a lui care…

 

…. Ma alla fine chiede al giovane di indicargli il luogo in cui si trova questo tanto famigerato Colonnello il quale, nel frattempo, come un novello Amiba, si diletta in esperimenti molto particolari su cavie umane…

 

Esperimenti che, a quanto pare, sono quanto di più lontano ci possa essere dalla definizione di “esito positivo”, tanto che l’ultimo soggetto che ha la sfortuna di passare per le mani  di Van der Kohl si tramuta in una specie di Blanka di Street Fighter che attacca indistintamente chiunque si trovi di fronte, compreso il Colonnello stesso, che però lo finisce molto rapidamente trapassandolo con una mano.

 

Deluso da quanto appena accaduto, decide allora di passare alla cavia successiva e, dopo aver analizzato i possibili candidati con – reggetevi forte – uno scouter alla Dragonball, sceglie proprio il padre di Haruto…

 

Nel frattempo, dopo averlo stabilito con Yasaka tramite la morra cinese, Kenshiro si è addentrato nel covo nemico, raggiungendo il laboratorio di Van der Kohl, abbattendone la porta blindata a pugni, proprio mentre questi ha le mani sul nuovo soggetto del test. E, al disappunto del Colonnello, il successore di Hokuto replica: “Ho soltanto bussato”

 

(Continua…)

PARLANE NEL FORUM

 

shortlink: http://wp.me/p1KoP8-8kX

Ken il guerriero – Le origini del mito REGENESIS: Come distruggere 35 anni di Hokuto in soli 20 minuti

Anche se negli ultimi tempi sono stato più latitante di Matteo Messina Denaro, non potevo certo perdermi la messa in onda di Souten No Ken Regenesis, il nuovo anime dedicato alle gesta del 62° successore dell’Hokuto Shinken.

Ecco quindi che, nonostante le già basse aspettative alimentate dal massiccio impiego di CGI che traspariva fin dai trailer, ho deciso di fare da spettatore a quella che si è rivelata la più grossa caduta di stile riguardante Kenshiro e le produzioni a lui legate. Uno spettacolo patetico fin dalla sigla di testa, con il suo insulso rap accompagnato da scene prive di senso il cui unico scopo sembra quello di mostrare il protagonista mentre ciondola come un pupazzone sullo sfondo di varie location di Shangai. E chiaramente, se il buon giorno si vede dal mattino, ciò che viene dopo di sicuro non può essere tanto meglio…

Che poi quello che rode davvero di tutta quest’operazione è che, almeno per quello che riguarda gli ultimi 5 anni, il maestro Hara non ha perso occasione per denigrare il lavoro svolto a suo tempo dagli animatori della serie storica. Nonostante quelle 152 puntate abbiano segnato all’epoca non solo una svolta per via del livello di dettaglio raggiunto ma anche un enorme successo che ha poi contribuito a trasformare Ken il guerriero in un’icona dell’animazione nipponica, il nostro caro maestro aveva da ridire.

“E vabbé”, dirà qualcuno, “d’altronde Ken è roba sua, avrà anche il diritto di sindacare sulle produzioni animate che ne sono state tratte”. “Sacrosanto”, risponderei io, ma se poi vuoi fare le proverbiali nozze con i fichi secchi e quello che riesci a rimediare è una cosa che più che un anime sembra un videogame scrauso in cell shading per PS2, beh, caro maestro, allora lì mi diventi indifendibile. Se proprio volevi puntare sulla CGI potevi almeno investirceli due soldi che non fossero del monopoli e far realizzare qualcosa di decente dagli stessi che hanno curato i filmati per le slot machine. Sarebbe stato tutto certamente più appagante.

Come se non bastasse, a corredo di tale deludente scempio visivo, la trama è stata DEVASTATA dagli sceneggiatori che, come dei folli armati di mannaia, hanno tagliato così tanta roba che in 20 minuti hanno praticamente narrato ciò che nel manga si verificava tra il capitolo 105 e l’inizio del 124 !! Via situazioni, personaggi e via dicendo, chi se ne fotte. Ma, soprattutto, via le emozioni. Proprio quelle forti emozioni e quel pathos che da sempre rappresentano il perno attorno a cui ruotano le storie (ed il successo) del mondo di Hokuto e dei manga di Tetsuo Hara più in generale, qui si perdono completamente per strada. Evito di rivelare dettagli a chi ancora non ha visto il primo episodio, ma davvero mi è sembrato di assistere più ad un montaggio di rapidi filmati introduttivi di un videogame che ad una storia con un’anima ed un corpo. Tra l’altro alcune cose sono state profondamente cambiate rispetto alla trama del manga, mettendoci di fronte a delle scelte narrative di cui stento a trovare altro significato che non sia semplificare (e di conseguenza banalizzare) una storia che forse avrebbe richiesto più lavoro per la realizzazione di tutti gli altri personaggi originariamente coinvolti. Questo, ovviamente, sperando che l’intento non sia soltanto quello di concentrarsi sui combattimenti, come lascia intendere l’introduzione (che avverrà prossimamente) di altri due guerrieri esclusivi di questa produzione: Himuka e Simeon Nugget.

In conclusione

Souten No Ken è un manga che davvero meritava il traino di un anime di spessore, non questo teatrino di pupi siciliani in salsa digitale. In particolare io che ho sempre atteso un sequel dei 26 episodi del 2006 mi auguravo che quel “regenesis” nel titolo fosse di buon auspicio ma, a conti fatti, più che una rinascita mi pare si stia celebrando un funerale.

shortlink: http://wp.me/p1KoP8-8kK

 

Ken il guerriero – Le origini del mito REGENESIS: Trailer e primi dettagli sul nuovo anime

Ieri è stato pubblicato il primissimo trailer riguardante il nuovo anime Souten No Ken Regenesis, sequel diretto dei precedenti 26 episodi di Ken il guerriero – Le origini del mito realizzati tra il 2006 ed il 2007. A dar voce a Kenshiro Kasumi, 62° successore dell’Hokuto Shinken, sarà di nuovo Koichi Yamadera, che si dichiara entusiasta di poter tornare ad interpretare un personaggio così intenso. 

L’animazione in 3DCG è stata affidata alla Polygon Pictures con il character design di Kazumi Teshigahara, il quale ha parlato di come, nonostante l’utilizzo del 3D, ci sia stato un impegno del tutto particolare, attraverso svariate prove, nel tentare di trasporre fedelmente lo stile del manga in animazione. Alla regia troviamo Akira Akitsuki, mentre le sceneggiature sono state affidate a Satoshi Ozaki.
Come avevamo già detto, la serie partirà ad aprile 2018 sul canale Tokyo MX e riprenderà le vicende da dove si erano interrotte nel 2007 per poi riallacciarsi ai nuovi capitoli dell’omonimo manga che dallo scorso ottobre ha iniziato la sua corsa su Comic Zenon (e di cui abbiamo tradotto il primo capitolo).
shortlink: http://wp.me/p1KoP8-8kg
  

KEN IL GUERRIERO LE ORIGINI DEL MITO REGENESIS – Il primo episodio tradotto in italiano!

Sì, lo so che dopo questa lunghissima assenza pensavate che fossi morto (e magari qualcuno lo sperava…) o, peggio ancora, che mi fossi arruolato nell’Isis, ma tra un impegno e l’altro e assieme ad Andrea “MusashiMiyamoto” Mazzitelli e Carmine Napolitano, ho finalmente concluso l’adattamento in italiano del primo episodio di Souten No Ken Regenesis, il nuovo manga di cui abbiamo parlato più volte nei tempi recenti. Avrei anche voluto scriverne una recensione ma, per una volta, ho pensato sarebbe stato meglio lasciare a voi eventuali commenti. Quindi, cliccate sul link sottostante e sarete reindirizzati al nostro forum, ove troverete l’intero capitolo da scaricare, completo di introduzione e note esplicative. Buona lettura! 😉

VAI AL FORUM

shortlink: https://wp.me/p1KoP8-8ja

Ken il guerriero – Le origini del mito: REGENESIS FIRST LOOK

Abbiamo finalmente messo le mani su Souten No Ken Regenesis.
Il Re dell’Inferno è tornato ed è in splendida forma!

Sette anni fa, a causa dell’aggravarsi della distrofia corneale che lo affligge ormai da una vita, il maestro Tetsuo Hara per poco non decise di smettere completamente di disegnare. A quel tempo stava portando avanti Souten No Ken (da noi Ken il guerriero – Le origini del mito), un manga prequel dell’originale Hokuto No Ken  che per ben 10 anni era stato regolarmente pubblicato, settimana dopo settimana, su Comic Bunch. Per come era messo, non poteva più sostenere certe scadenze e quindi, anche se a malincuore, terminò la serie. Il finale, in effetti, parve a tutti un po’ affrettato rispetto a quanto ci si aspettava, ma quello che sicuramente lasciò speranza nel cuore di molti fu la didascalia che accompagnava le ultime pagine: “Fine del capitolo di Shangai”.

Ora, dopo aver accolto ed addestrato per anni nel suo staff il bravissimo Hideki Tsuji (segnatevi questo nome), il maestro ha deciso che era giunto il momento di aprire il sipario su un nuovo capitolo della vita del 62° successore di Hokuto. Diamo allora un primo sguardo a Regenesis, l’inizio di una nuova grande avventura sotto il segno dell’Orsa Maggiore!

Il numero di Comic Zenon che ospita le 75 pagine del primo episodio del manga ci introduce con una breve carrellata dei principali protagonisti e di quanto accaduto nella precedente serie.

A seguire uno schema riassuntivo sulla storia dell’Hokuto Shinken attraverso alcuni dei suoi più famosi successori.

C’è anche un’intervista al maestro in cui si parla della morte di Kenshiro Kasumi. Se ricordate, il mese scorso avevamo riportato proprio la notizia che, per la prima volta, Hara avrebbe fatto morire il protagonista di una sua serie. Personalmente avevo ipotizzato un inizio simile a quello di Ikusa No Ko che, con un flashforward, immortalava gli ultimi istanti di vita di Nobunaga per poi tornare al “presente”. Invece no. Semplicemente il maestro ci tiene ad informarci che la morte di Kenshiro Kasumi era nei suoi piani fin dagli inizi di Souten No Ken ma, essendosi i personaggi e la trama evoluti in maniera diversa da quanto si aspettava, aveva messo da parte l’idea in attesa di trovare una maniera adeguata per narrarne la morte. Hara parla infatti di un’idea di “estetica della morte” simile a quella di Rocky Joe, qualcosa di tragico ma allo stesso tempo glorioso e, se prima non aveva idea di come presentarla, adesso afferma di avere ben chiaro in mente come finirà la vita di Kenshiro Kasumi. Insomma, a meno che il maestro non si ritrovi coinvolto in uno scenario alla Misery non deve morire, ci toccherà fare scorta di fazzoletti per salutare la dipartita del nostro eroe.

Passando al manga vero e proprio, è interessante notare come questo nuovo inizio assomigli molto a quello della serie precedente.

Quello che però colpisce subito è lo stile del già citato Hideki Tsuji, che ad un profano sarebbe indistinguibile rispetto a quello del maestro Hara! Non ci credete? Guardate qua sotto…

Siete ancora convinti che dare Souten No Ken in mano ad un esordiente sia stata una mossa azzardata? Io per niente. E se questi sono gli inizi, possiamo solo immaginare di cosa sarà capace man mano che continuerà a lavorare sulla serie 😀

Per ora evitiamo di spoilerare la trama. Vi diciamo solo che la piccola Erika Arendt nel frattempo è cresciuta (e pure bene, direi) ed il primo capitolo è ambientato su una nave in mare aperto. Ad un certo punto la situazione degenera e tocca al nostro Kasumi entrare in scena in maniera spettacolare…

E MARY POPPINS MUTA!!

L’avversario contro cui dovrà vedersela è un militare dell’esercito olandese di nome Bonnefert. Praticamente un fratello cugino di Uighur e Bask.

Quello che però piacerà agli affezionati della serie precedente è il ritorno di Yasaka!

Se ci eravamo lamentati che lo si era visto poco in azione, stavolta c’è invece la concreta possibilità di vederlo sfoggiare il completo repertorio di colpi del micidiale Seito Gekken.

Tornando allo stile di disegno, c’è da notare come il volto di Kenshiro sia ora più “giovanile”. Assomiglia infatti molto più al Kipposhi di Ikusa No Ko in alcune espressioni, segno che Tsuji nel corso di questi anni si è evidentmente fatto le ossa proprio sul manga storico dedicato a Nobunga, restando per lungo tempo all’ombra del maestro.

Per ora chiudiamo qui, ricordandovi che il prima possibile realizzeremo la traduzione completa dell’episodio. Intanto ringrazio infinitamente Carmine Napolitano per le foto, le informazioni e la disponibilità.  A presto 😉

shortlink: http://wp.me/p1KoP8-8iz

 

KEN IL GUERRIERO – Chi è davvero il Kenshiro de “Le origini del mito”?

Mancano ormai pochi giorni al debutto di Souten No Ken Regenesis, la nuova serie di Ken il guerriero – Le origini del mito, il manga che per ben 10 anni ha raccontato le gesta del 62° successore dell’Hokuto Shinken. Per questo motivo ho voluto cogliere l’occasione di fare chiarezza su un punto fondamentale che praticamente nessuno sembra aver colto, ovvero chi è veramente il Kenshiro Kasumi degli anni ’30. La stragrande maggioranza, erroneamente, lo ritiene lo zio del Kenshiro post-atomico semplicemente perché le riviste italiane che per prime diedero notizia, nel lontano 2001, dell’allora nuovissima serie, non avevano molto da dire se non che era fratello di Ryuken.

Altri ancora pensano che sia il nonno del protagonista dell’opera originale. Anche io, un tempo, la pensavo così. L’idea era che avesse avuto una figlia e che questa fosse divenuta poi la madre di Kenshiro e Hyoh. Ci poteva stare, anche perché se si fosse trattato di un figlio maschio avrebbe avuto tutto il diritto di essere addestrato per diventare egli stesso il successore dell’Hokuto Shinken al posto di Ryuken o in diretta competizione con quest’ultimo. Ma di un tale personaggio, nell’opera originale, non sembra esserci traccia. C’è invece questa vignetta…

Sì, avete letto bene è, se siete furbi, avete già capito tutto: è proprio il Kenshiro Kasumi de “Le origini del mito”  il padre di Hyoh e Kenshiro. Perché se ci pensate bene tutto combacia:

  1. Apparteneva alla Dinastia Principale di Hokuto.
  2. Ha vissuto per amore di una donna.
  3. Sempre per amore della sua donna, resta in Cina (che verrà poi chiamata “Terra degli Shura”), lo stesso luogo in cui avranno i natali Ken e Hyoh.
  4. Jukei, a cui i bambini sono affidati, è stato raccolto dalla strada proprio da lui.
  5. Ne “Le origini del mito”, quando il neonato Kenshiro viene portato al cospetto di Ryuken, non c’è alcuno stupore che abbia la stessa voglia a forma di costellazione del Ken degli anni ’30, anzi, sembra una cosa del tutto naturale.
    Nascita di Kenshiro

Ma il discorso non finisce qui perché, come già dovrebbe sapere chiunque abbia letto fino alla fine entrambe le opere, il Kenshiro post-atomico è anche la reincarnazione (o sarebbe meglio dire “rinascita”) del suo predecessore. La cosa viene sottintesa infatti negli ultimi volumi de “Le origini del mito”, quando Kenshiro Kasumi posa le mani sulla Stele dopo il Rito del Dono Celeste e rivive non solo la storia di Hokuto ma anche le sue vite passate. E se può sembrare una cosa assurda, è bene ricordare che il concetto di fondo di un percorso di continue morti e rinascite per raggiungere l’Illuminazione appartiene al buddhismo (dalla cui filosofia e storia l’universo di Ken il guerriero pesca a piene mani) ed è sintetizzato già nella serie classica con il Musou Tensei (Rinascita dal Nulla), stessa tecnica che il Ken degli anni ’30 sembra aver quasi raggiunto ma senza saperla padroneggiare (nel manga la vediamo manifestarsi infatti soltanto in un’occasione ma fuori dal controllo del protagonista, mentre è svenuto).

D’altronde anche il titolo stesso dell’imminente nuova serie, Regenesis, unito al fatto che nel primo capitolo vedremo gli ultimi istanti di vita del Kenshiro degli anni ’30, potrebbe stare ad indicare che quello che fino ad ora era stato lasciato intendere tramite indizi sparsi verrà finalmente detto apertamente. Per saperlo non dovremo aspettare molto, quindi restate sintonizzati. 😉

shortlink: http://wp.me/p1KoP8-8if