Ken il guerriero – Le origini del mito REGENESIS: Come distruggere 35 anni di Hokuto in soli 20 minuti

Anche se negli ultimi tempi sono stato più latitante di Matteo Messina Denaro, non potevo certo perdermi la messa in onda di Souten No Ken Regenesis, il nuovo anime dedicato alle gesta del 62° successore dell’Hokuto Shinken.

Ecco quindi che, nonostante le già basse aspettative alimentate dal massiccio impiego di CGI che traspariva fin dai trailer, ho deciso di fare da spettatore a quella che si è rivelata la più grossa caduta di stile riguardante Kenshiro e le produzioni a lui legate. Uno spettacolo patetico fin dalla sigla di testa, con il suo insulso rap accompagnato da scene prive di senso il cui unico scopo sembra quello di mostrare il protagonista mentre ciondola come un pupazzone sullo sfondo di varie location di Shangai. E chiaramente, se il buon giorno si vede dal mattino, ciò che viene dopo di sicuro non può essere tanto meglio…

Che poi quello che rode davvero di tutta quest’operazione è che, almeno per quello che riguarda gli ultimi 5 anni, il maestro Hara non ha perso occasione per denigrare il lavoro svolto a suo tempo dagli animatori della serie storica. Nonostante quelle 152 puntate abbiano segnato all’epoca non solo una svolta per via del livello di dettaglio raggiunto ma anche un enorme successo che ha poi contribuito a trasformare Ken il guerriero in un’icona dell’animazione nipponica, il nostro caro maestro aveva da ridire.

“E vabbé”, dirà qualcuno, “d’altronde Ken è roba sua, avrà anche il diritto di sindacare sulle produzioni animate che ne sono state tratte”. “Sacrosanto”, risponderei io, ma se poi vuoi fare le proverbiali nozze con i fichi secchi e quello che riesci a rimediare è una cosa che più che un anime sembra un videogame scrauso in cell shading per PS2, beh, caro maestro, allora lì mi diventi indifendibile. Se proprio volevi puntare sulla CGI potevi almeno investirceli due soldi che non fossero del monopoli e far realizzare qualcosa di decente dagli stessi che hanno curato i filmati per le slot machine. Sarebbe stato tutto certamente più appagante.

Come se non bastasse, a corredo di tale deludente scempio visivo, la trama è stata DEVASTATA dagli sceneggiatori che, come dei folli armati di mannaia, hanno tagliato così tanta roba che in 20 minuti hanno praticamente narrato ciò che nel manga si verificava tra il capitolo 105 e l’inizio del 124 !! Via situazioni, personaggi e via dicendo, chi se ne fotte. Ma, soprattutto, via le emozioni. Proprio quelle forti emozioni e quel pathos che da sempre rappresentano il perno attorno a cui ruotano le storie (ed il successo) del mondo di Hokuto e dei manga di Tetsuo Hara più in generale, qui si perdono completamente per strada. Evito di rivelare dettagli a chi ancora non ha visto il primo episodio, ma davvero mi è sembrato di assistere più ad un montaggio di rapidi filmati introduttivi di un videogame che ad una storia con un’anima ed un corpo. Tra l’altro alcune cose sono state profondamente cambiate rispetto alla trama del manga, mettendoci di fronte a delle scelte narrative di cui stento a trovare altro significato che non sia semplificare (e di conseguenza banalizzare) una storia che forse avrebbe richiesto più lavoro per la realizzazione di tutti gli altri personaggi originariamente coinvolti. Questo, ovviamente, sperando che l’intento non sia soltanto quello di concentrarsi sui combattimenti, come lascia intendere l’introduzione (che avverrà prossimamente) di altri due guerrieri esclusivi di questa produzione: Himuka e Simeon Nugget.

In conclusione

Souten No Ken è un manga che davvero meritava il traino di un anime di spessore, non questo teatrino di pupi siciliani in salsa digitale. In particolare io che ho sempre atteso un sequel dei 26 episodi del 2006 mi auguravo che quel “regenesis” nel titolo fosse di buon auspicio ma, a conti fatti, più che una rinascita mi pare si stia celebrando un funerale.

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Giappone: Ken il maniaco scandalizza la prefettura di Miyagi

Vi ricordate di “Naoto Date”, il misterioso benefattore giapponese, emulo dell’Uomo Tigre, che qualche anno addietro aveva fatto notizia con delle generose donazioni? Ecco, bene, diciamo che qualcuno, sempre nel Paese del Sol Levante, pare abbia deciso di emulare Kenshiro.

Cioé, emulare non è proprio la parola esatta. Non è in effetti un tizio che va in giro a far esplodere delinquenti o curare miracolosamente la gente con il tocco delle mani. No, non c’entra niente.

In realtà, stando ad un bollettino ufficiale, lo scorso 31 ottobre, nella cittadina di Wakuya (Distretto di Tōda, Prefettura di Miyagi) ci sono state diverse segnalazioni riguardo ad un uomo di età compresa tra i 20 e i 30 anni, dell’altezza approssimativa di 1 metro e 60/65, magro, con i capelli corti neri e, soprattutto, con indosso un soprabito nero decorato sul davanti con le sette stelle di Hokuto, che se ne andava in giro a mostrare il membro a donne e bambini.

La notizia originale

Naturalmente la polizia locale ha chiesto la collaborazione di ogni possibile testimone in modo da raccogliere più informazioni possibili e poter risalire in fretta all’identità del maniaco sessuale, tuttavia pare non ci siano stati finora altri avvistamenti. Che si sia trattato solo di un modo tutto particolare di festeggiare Halloween?

(Ringrazio UrielMatt per la segnalazione)

Quando Kenshiro divenne troppo scomodo per Rete 37

Una delle sezioni di questo sito è chiamata “Cose da dimenticare”. Contiente approfondimenti su produzioni o fatti legati ad Hokuto No Ken che, come da titolo, sarebbe bene consegnare all’oblio. L’articolo che segue, riguardante un caso esploso nel 1994 proprio in Italia, sicuramente appartiene a tale categoria…

“RIDATECI KEN IL VIOLENTO”
E’ SCONTRO TRA FIGLI E MADRI

di MAURIZIO BOLOGNI da Repubblica del 25 febbraio 1994

ken rete 37

SIENA – Il sangue scorre a fiumi in quel cartone animato di fantascienza tante volte riproposto dalle televisioni private e particolarmente amato dal pubblico dei più giovani. Che “Ken il guerriero” sia un eroe buono, però, lo si intuisce a malapena. Con una leggera pressione delle robuste dita sulle tempie di un nemico, Ken può far schizzare via il cervello. Immagini forti, troppo violente. Così, le mamme hanno protestato e la tv privata Rete 37 di Firenze ha sospeso la fortunata serie. I ragazzi però non ci stanno ed hanno organizzato la controffensiva. Hanno promosso alcune petizioni nelle scuole della Toscana per chiedere che “Ken il guerriero” torni a far strage di cattivi. Per loro è un eroe buono, il vendicatore giusto. Contestano che dallo schermo arrivi un messaggio poco educativo o negativo. E’ guerra, dunque, tra genitori e figli. Il foglio che esprime il disappunto dei ragazzi per l’interruzione del cartoon, i fans di Ken lo hanno attaccato persino in un paio di bacheche a scuola, con l’ invito a mobilitarsi per firmare la petizione. “Abbiamo ricevuto decine di telefonate di protesta dei ragazzi delusi dalla sospensione del telefilm – dicono a Rete 37 – ma non possiamo proprio farci nulla, non è possibile accontentarli. Tra l’ altro abbiamo già restituito le cassette al distributore”. L’ aria si era fatta pesante già da qualche tempo. Si parlava di un ormai prossimo intervento del garante per l’ editoria e la radiodiffusione quando, all’ inizio di questo mese, la televisione privata toscana ha deciso di sospendere “Ken il guerriero”, fino ad allora trasmesso due volte al giorno: alle 14 del pomeriggio e in replica la mattina alle 7. E pare che la serie televisiva facesse registrare un buon ascolto anche nell’ ora meno propizia. I ragazzi rimanevano incollati davanti al video ignorando la colazione e ritardando i preparativi per la scuola. E magari saltando anche qualche lezione. Contro ‘ Ken’ , le mamme si sono mosse dalla Toscana, ma anche dalla Liguria e dal Lazio, dove arrivano le onde di Rete 37. Hanno telefonato e scritto alla sede della tv, hanno raccolto firme per il garante dell’ editoria, una rappresentanza si è rivolta al Maurizio Costanzo Show. Alla fine la direzione dei programmi di Rete 37 ha deciso di autocensurarsi e ha sospeso il telefilm violento. Adesso, però, sono i fans di “Ken il guerriero” a lamentarsi. “Ken lotta per valori positivi come la libertà, perché non possiamo più guardare il telefilm?” dice uno studente delle medie superiori che non sa farsi una ragione della sospensione del telefilm. E sono proprio i ragazzi più grandi che stanno cercando di mettere in piedi una protesta organizzata. La raccolta di firme è già iniziata in due istituti tecnici professionali della provincia di Siena: uno in città, il “Sarrocchi”, l’ altro a Poggibonsi, il “Roncalli”. “Fanno sul serio – dicono i responsabili di Rete 37 – Hanno telefonato anche per sapere se sarebbe cambiato qualcosa qualora avessero inviato le petizioni. Noi abbiamo cercato di dissuaderli, ma a quanto pare non ci hanno ascoltato”.

Com’è stato il 2013 di Kenshiro? Tiriamo le somme sul trentesimo anniversario

Mentre il 2013 conclude la sua corsa, non posso fare a meno di gettare uno sguardo sommario a quelle che sono state le iniziative dedicate a celebrare il trentennale di Hokuto No Ken. Di alcune cose abbiamo già trattato nel corso dell’anno, altre le ho volutamente tralasciate proprio in vista di questo “riassuntone” finale.

Fist of the North Star Ken's Rage 2

Tutto era iniziato con Shin Hokuto Musou (da noi “Fist of the North Star Ken’s Rage 2”), che già a fine 2012 mostrava fieramente il logo ufficiale delle iniziative legate al trentennale. Del gioco ne abbiamo parlato più che abbondantemente e sotto ogni aspetto nel corso dei mesi che ne hanno preceduto l’uscita e quando finalmente è stato pubblicato ma, col senno di poi, si può tranquillamente affermare che non avrebbero potuto scegliere un apripista migliore per un trentennale che si è dimostrato all’insegna del “tanto fumo e niente arrosto”. Perché in definitiva tanto Ken’s Rage 2 quanto il resto delle iniziative dedicate a celebrare il lungo cammino del successore di Hokuto, sono proprio questo: una sequela di promesse e dichiarazioni trionfali smentite ogni volta da operazioni imbarazzanti e molto al di sotto della sufficienza. Un po’ come dire che si sposa tua sorella e ti presenti al matrimonio mandando avanti un po’ di gente che ti stende il tappeto rosso per poi fare il tuo epocale ingresso a petto nudo, con bermuda e infradito.

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E quindi non stupisce che, proprio a cavallo dell’uscita di Shin Hokuto Musou, su Comic Zenon sia apparso lo special cartaceo “Heart of Meet“, che per celebrare il trentennale si concentrava sul passato di Heart (oltre che, in appendice, degli altri suoi compagni membri di KING). Perché è OVVIO che tutti volevamo sapere di più sul primo personaggio minore in grado di rifilare una sonora mappina a Kenshiro solo per esplodere fragorosamente tipo qualche vignetta più avanti. D’altronde son trent’anni pure per lui, oh… peccato non abbiano fatto uno special pure per Misumi.

pachinko hokuto no ken 5 hashaNel frattempo, la SEGA – SAMMY già stava infilando sul mercato Pachinko CR Hokuto No Ken 5 Hasha (ぱちんこ CR北斗の拳5 覇者), ovvero un altro di quei cosi mangiasoldi con le biglie che fanno impazzire il popolo del Sol Levante (e di cui avevamo pure accennato ).  Da notare che quel 5 NON indica semplicemente che questo è il quinto pachinko dedicato al mondo di Hokuto, bensì che l’impero del male (Sega + Sammy = SS, fate voi…)  è arrivato ormai a produrre la quinta serie di queste macchinette diaboliche.  Che poi a noi, sostanzialmente, potrebbe anche non fregare niente del modo in cui i giapponesi spendono i loro dindi, ma ogni volta che ci passa davanti agli occhi una scena animata di qualità SUPERIORE  a quelle viste anche nei recenti film della pentalogia, non possiamo evitare di mandare, anche solo col pensiero, un bel “vaffancuore” a chi ha scelto di investire risorse nella produzione di questi pachinko piuttosto che in progetti animati o videoludici più concreti (o almeno più appetibili da parte del resto del mondo). Ma ormai è palese che il conto in banca di Hara, Buronson e Horie è strettamente legato a questo fruttuoso connubio tra Hokuto e macchinette varie. Una riprova, se ancora ce ne fosse bisogno, è proprio in uno spin-off, pubblicato sempre in occasione del trentennale della serie, dal titolo Kin’yoku No Garuda, creato per pubblicizzare Pachislot Hokuto No Ken Tensei No Sho (パチスロ 北斗の拳 転生の章), ovvero il secondo prodotto di Sega-Sammy ad invadere le sale giochi nipponiche nel 2013.

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Qualcuno dirà: “Ma guarda che pachinko e pachislot sono diversi, perchè il secondo è una slot machine che usa le biglie del pachinko”, al che io rispondo: “Sempre la stessa merda sono”.

Ed eccolo il guerriero di Nanto, che protende la sua mano rapace verso le vostre biglie…

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Tra l’altro, un’operazione simile era già stata fatta con Cyber Blue ed un pachinko ad esso dedicato (ne parlavo qui) in cui Hara aveva dato vita a nuovi personaggi che sono poi stati usati nel manga CROSS BATTLERS – Cyber Blue The Last Stand, ma tornando all’argomento principale del post, ovvero le diverse iniziative pensate in Giappone per il trentennale, non posso non citare il ritorno di un’altra illustre (ed inutile) serie. Signori e signore, fate un bell’applauso a Hokuto No Ken Gekiuchi MAX – 1 Oku-ri No Typing Densetsu (北斗の拳 激打MAX ~1億人のタイピング伝説~) ovvero l’ultimo esponente della ex-defunta linea di typing games, denominati Gekiuchi, della SSI Tristar.

gekiuchi max

Sviluppato da Microvision Inc., il “gioco” (le virgolette sono obbligatorie) prevede sostanzialmente le medesime dinamiche dei titoli precedenti, aggiungendo nemici e capitoli oltre ad una massiccia componente online fatta di eventi speciali e missioni. Insomma, tutto quello che serve per un maniaco del “genere”.

Ma parliamo un po’ dei progetti animati. Mentre permangono le voci su un imminente remake dell’anime televisivo, il meglio che ci siamo beccati quest’anno è DD Hokuto No Ken. Divertente, per carità, in alcuni casi anche follemente geniale nelle gag, ma ci aspettavamo di certo qualcosina in più.

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Restando in tema di parodie, da segnalare anche un manga, Hokuto No Ken Ichigo Aji (北斗の拳 イチゴ味), che potremmo tradurre “Hokuto No Ken gusto fragola” (già il titolo è tutto un programma).

Hokuto alla fragola

Come si evince dalla copertina, l’indiscusso protagonista, disegnato da Yukito Imoto (già partecipe alle storie in appendice ad Heart of Meet), è Souther. Com’è prevedibile, si tratta di un’accozzaglia di gag surreali ed assurde che tentano di fare il verso alla serie originale e di cui non si sentiva il bisogno. Davvero. C’hanno fatto pure il trailer.

Ma in un clima del genere, potevano forse mancare i concorsi? Certo che no! E chi, se non la Sega, poteva lanciare una lotteria con in palio statuine e varie amenità targate Hokuto? Ecco un video esplicativo (attenti allo sciroccato sulla destra…)

Ed ecco la lista dei premi. Notare il morbidoso casco di Jagi e il ricercato vassoio di Raiga e Fuga.

Nemmeno gli smartphone sono stati risparmiati. I sistemi iOS e Android hanno quindi potuto godere di Hokuto No Ken Figure Gekitō Retsuden (北斗の拳 フィギュア激闘列伝), un social game strutturato come un classico RPG con combattimenti a turni. Dalle immagini non sembra poi tanto male, ma non avendolo provato evito ulteriori considerazioni, limitandomi a dire che sarebbe stato interessante vederlo localizzato anche per il mercato occidentale.

hokuto no ken figure gekito retsuden

Lo stesso non si può certo dire per l’altro gioco, sempre per dispositivi iOS e Android, Mahjong Raijin – Rising – Hokuto No Ken Seikimatsu Hasha Mahjong Battle (『麻雀 雷神 -Rising-』北斗の拳~世紀末覇者麻雀バトル~) di cui basta semplicemente guardare il trailer per rendersi conto dell’orribile lavoro svolto da chi ha colorato i personaggi.

Anche lo store online di Comic Zenon non è stato a guardare. E così, per la modica cifra di 2100 yen (meno di 15 euro!!), è tornato disponibile un modellino di Kenshiro di 20 cm. che in precedenza era in edizione limitata nella linea 200X della Kaiyodo.

“Finalmente ne hanno fatta una dritta” direte voi. “Certo” rispondo io, d’altronde anche un orologio rotto segna l’ora esatta almeno due volte al giorno. E infatti di cosa dritta ne hanno fatta almeno un’altra con il ritorno dei monili di BIGBLACKMARIA di cui ho già parlato un po’ di tempo fa. Ecco, però, se cliccate sul link a quella news, potrete vedere anche la bambola dharma di Heart. Sì, sempre Heart. Heart ovunque. Un oggetto ridicolo (considerato anche che le bambole dharma dovrebbero avere a che fare con la religione piuttosto che con i villains del mondo di Hokuto…) ma che giustamente non poteva rimanere un esperimento isolato. Era troppo mainstream mettere nello store altri modellini rari della Kaiyodo…

Meglio le cagate!

Ma passiamo ad altro, ovvero la notizia che ha “shockato” i fan lo scorso settembre: HOKUTO NO KEN EXTREME EDITION, l’edizione definitiva del manga, raccolta in 18 volumi da 300 pagine l’uno con ripristino delle tavole a colori e…. degli episodi nuovi di zecca collocati nell’arco temporale che va dalla morte di Raoh al ricongiungimento di Kenshiro con Lin e Bart ormai adulti.

Sì, avete letto bene. Nuovi episodi, disegnati dal Tetsuo Hara odierno, con uno stile ormai anni luce lontano da quello di trent’anni fa, inseriti a forza in un’opera che per gli stessi giapponesi è considerata il testo sacro di tutto il genere shonen manga. E’ un paragone che ho già fatto in alcune sedi ma lo ripeto qui: E’ come se domani clonano Leonardo Da Vinci, lo fanno rinascere e quello prende e si mette a ritoccare la Gioconda aggiungendo dettagli con uno stile completamente diverso. Non basta come esempio? Ok, è la peggiore idea dai tempi di The Unforgiven II.

Perché se fino ad ora, con i vari “Gaiden”, gli autori se la sono cavata modestamente, riuscendo a produrre storie legate all’universo di Hokuto ma al contempo anche ben separate dall’opera originale, con questa mossa si stanno invece dando una sonora zappata sui piedi. Andare a toccare un manga nato negli anni ’80, influenzato proprio dalla cultura, dalle mode, dai personaggi e dagli avvenimenti politici di quel particolare periodo storico e innestarci sopra una serie di episodi, creati con tutt’altra mentalità e stile, significa semplicemente snaturarlo. E se pensate che la mia visione sia catastrofica, riflettete per un attimo sul fatto che un personaggio cardine di questi episodi extra sarà un tale di nome Shoza, ovvero un inedito figlio di Juza delle Nuvole. Un piccolo applauso per l’originalità…

volume-7E se in patria il nostro guerriero di Hokuto ha dovuto subire questa pioggia di banalità, vediamo un po’ com’è andata in Italia. Partiamo quindi dalla “Pezzent Edition” di Ken il guerriero di Planet Manga, un vero e proprio affronto che ho recensito volume per volume in un crescendo di ribrezzo. Non ci spendo ulteriori parole sopra perché sarebbe come sparare sulla croce rossa, spero solo che la Planet non abbia mai più in mano la licenza per pubblicare Hokuto No Ken oppure, meglio ancora, che si decida ad assumere dei traduttori degni di questo nome.
Va comunque dato atto alla casa editrice di essersi almeno ricordata di pubblicare i vari spin-off che attendevamo da anni.

Nel frattempo, e qui ci è andata meglio, Yamato Video ha ripubblicato con delle accattivanti Collector’s Edition tutto ciò che aveva: Ken il guerriero – Le origini del mito, Ken il guerriero (la serie TV) e Ken il gueeriero il Film. Un altro annuncio che ci ha fatto particolarmente piacere da parte di Yamato è quello relativo ad un’edizione Deluxe “definitiva” dell’anime storico con qualità video eccelsa, sottotitoli migliori e tanti extra. Tale edizione vedrà la luce nel 2014, trentesimo anniversario proprio dell’anime di Ken. Peccato però che la Yamato, in tutto questo, non mostri ancora il coraggio e l’intraprendenza necessari per il doveroso ridoppiaggio a cui andrebbe sottoposta la serie e che i fan più accaniti chiedono ormai a gran voce da anni. Perché magari io stesso poi me la vedrò in giapponese con i sottotitoli, ma vuoi mettere quanto sarebbe davvero definitiva l’edizione del 2014 con un nuovo cast di voci e dialoghi che rendano finalmente giustizia all’opera?

Per chiudere l’articolo in maniera positiva, voglio parlare di quella che ritengo essere la vera “chicca” di questo 2013: i fascicoli allegati ai DVD della serie Ken il guerriero, attualmente in edicola. Sono forse il primo vero prodotto editoriale (almeno qui in Italia) ad approfondire in maniera così accurata i diversi aspetti dell’anime, anche perché contengono per la maggior parte il materiale scritto da me e da Musashi che potete trovare nella nostra enciclopedia online. Un lavoro eccellente sotto ogni punto di vista e che mi permette di dire:

Italia – Giappone = 1 – 0

scarica primo fascicolo

Ken il guerriero, il famoso successo mondiale di Buronson e… Kentaro Miura!?

Quando ormai pensavamo che Planet Manga avesse finito di martoriare il manga originale di Hokuto No Ken, avendo concluso la propria edizione solo pochi giorni fa, l’amico nannilo di hokutonoken.it ci segnala una newsletter, pubblicata sul 24° volume di Soul Eater…

Avete letto bene?

“… la splendida serie realizzata da Buronson e Kentaro Miura, un classico del fumetto mondiale che abbiamo avuto l’onore di proporre in una nuova veste grafica ed editoriale”

Quindi, alla Planet non solo si pavoneggiano di aver proposto una serie con traduzioni sballate e veste grafica ridicola, non sanno nemmeno che cosa stanno pubblicando!

 

 

KEN IL GUERRIERO Vol.14 – Planet Manga – Recensione

volume-14Eccoci ancora insieme per l’analisi di un nuovo volume di quest’edizione Planet del manga originale di Ken il guerriero (Hokuto No Ken).
Mi scuso dell’inconsueto ritardo con cui arriva questa disamina ma, ultimamente, gli imprevisti sembrano aver fatto fronte comune contro di me 😀
Ad ogni modo, prima di lasciarvi alla lettura ci tengo a ricordarvi le solite cose, ovvero che tutte le recensioni dei volumi di Ken di quest’edizione le trovate CLICCANDO QUI e che le traduzioni di nomi, tecniche, appellativi e via dicendo NON rispecchiano l’adattamento operato da Planet Manga bensì sono frutto di un lavoro decisamente più ragionato operato da MusashiMiyamoto, Enrico “Kenrico” Croce e me medesimo.
Tale discorso vale ancor di più proprio questa settimana, in cui non posso non anticiparvi già da ora che il traduttore della Planet l’ha fatta davvero grossa, andando a stravolgere il senso di un passaggio chiave importantissimo per l’intera saga. Ma andiamo con ordine… Continua a leggere

Kin’yoku no Garuda – Scans del primo episodio online

Come di consueto, il sito di Comic Zenon ha messo online le pagine dei primi episodi delle nuove serie del mensile e, questa volta, è toccato ovviamente anche a Kin’yoku no Garuda, lo spin-off di cui vi avevamo parlato qualche tempo fa. A dirla tutta, già dal primo annuncio non se ne sentiva affatto il bisogno, ma si sperava almeno in una trama interessante. Così non è invece e ci troviamo a contemplare un esordio un po’ moscio per questo nuovo personaggio.  La storia, riassunta brevemente, vede  i Goshasei intenti a proteggere il loro villaggio dopo aver miseramente perso contro un non ben specificato nemico e, per fare questo, Rihaku ordina che tutti vadano a cercare Garuda, guerriero di Nanto dotato di abilità particolari. Se non fosse che Garuda, oltre che essere una copia di Ryuga al contrario ( fuoco anziché gelo) ha l’unico scopo di trovare l’ultimo generale di Nanto e del resto non gli importa nulla e segue una mappa che gli è stata consegnata da Uighur quando da giovane ed inesperto era andato a Cassandra. Lo scontro con Juza serve a ben poco, se non a dimostrare che quest’ultimo dovrebbe farsi controllare da qualcuno dato che, ogni volta che lo vediamo, piscia in giro. L’episodio si conclude con Garuda che riesce a capire come raggiungere il generale perché in realtà la mappa è visibile solo alla luce delle 6 stelle di Nanto (ma per favore). Garuda ha quindi capito dove si trova il generale di Nanto. Noi tutti speriamo che prenda fuoco durante il viaggio…