Quando Kenshiro istigava a lanciare i sassi dal cavalcavia…

Quello che segue è solo una piccola parte di un saggio scritto da Elena Romanello in cui si parla delle centinaia di accuse mosse contro gli anime in italia da Goldrake in poi.
Nello specifico si parla sinteticamente del “fattaccio” che vide protagonista il nostro guerriero di Hokuto, stavolta alle prese con gente del calibro di Santoro (tra l’altro la coerenza fatta persona, all’epoca lavorava in Mediaset…)

Ken il guerriero ispira i lanciasassi dal cavalcavia

di Elena Romanello

Alla fine del 1996 l’Italia è sconvolta dai tragici fatti dei sassi tirati dal cavalcavia: il 22 gennaio 1997, La Repubblica rivela chi c’è dietro a tutto.
Signori e signore, il responsabile è Ken il guerriero, uno degli idoli del branco di giovani che ha ideato le tragiche gesta. L’articolo, riportato in larghi stralci nel numero 0 di Man Ga, riporta una serie di assurde inesattezze, tipo che Ken sarebbe un gioco di ruolo che si gioca in piazza e che quando si vince si grida Bingo, ma accusa in maniera velata non tanto l’orribile gesto di alcune tragiche teste vuote (ricordiamo che non tutti i giovani sono così, e che alla base di molti reati da loro commessi ci sono moventi molti banali, come il desiderio di avere soldi, come in questo caso, o il giro della droga), ma le mode giovanili, che avevano talmente condizionato il branco da spingerlo a commettere quello che ha commesso.
La cosa divertente, si fa per dire, per gli otaku, è che viene pubblicata la foto della stanza di uno degli assassini: c’è di tutto, dalla sciarpa della squadra del cuore al poster di Dylan Dog, dalle videocassette di Star Trek a quelle di X Files, ma non c’è assolutamente niente sugli anime. Non sappiamo chi abbia messo in giro questa voce della passione degli assassini dei sassi per Ken il guerriero.
La palla viene comunque presa al balzo da Gad Lerner in Pinocchio e da Michele Santoro in Moby Dick, che dedicano due trasmissioni al fatto e più in generale al disorientamento dei giovani, indicandone come uno dei principali responsabili proprio Ken il guerriero ed in generale tutto l’universo fumettistico ed animato giapponese.
Molti anni dopo le polemiche su Goldrake, si ritorna al luogo comune del cartone animato giapponese violento e diseducativo: ma gli otaku sono più grandi e meglio organizzati, in una scuola per esempio un gruppo di allievi risponde alle accuse verso Ken di un insegnante portando tutti a scuola insieme il fumetto incriminato.
Ancora una volta si nota come ci sia la tendenza a giudicare senza capire le mode dei giovani. È curioso notare come gli anime e i manga non siano ancora stati accusati di avviare i giovani sulla strada della droga e che non siano considerati tra gli ispiratori degli squatters.

Ecco un altro approfondimento che ho trovato a questo link: www.ilbazardimari.net/censure/spiegazioni/censura05.html

OLTRE LA FINZIONE…
Autunno 1996: a Tortona, in provicia di Alessandria, un gruppo di otto ragazzi sale su un cavalcavia della locale strada e inizia a bersagliare di sassi tutte le auto che hanno la sventura di passarvi sotto.
In uno di questi lanci il sassi sfonda il parabrezza è centra in pieno una giovane passeggera dell’auto uccidendola quasi all’istante… è la prima volta che succede qualcosa di simile in Italia!
Alle forze dell’ordine basta poco per rintracciare gli autori di questa follia, e a ancora più folle è la loro “motivazione” secondo la quale era solo un gioco per “ingannare la noia”
Ok l’antefatto è questo… e la storia potrebbe anche finire adesso ma noi stavamo parlando di Kenshiro giusto? e allora arriviamo all’ultimo capitolo di questa prima parte… il peggiore!

IMPUTATO KEN NOI LO ACCUSIAMO DI …
Dopo i fatti di Tortona ovviamente riesplodono le solite discussioni di giornalisti, psicologi e pedagogi sul perchè del “disagio giovanile” (termine stra-abusato che detesto…) ma questa volta nelle stanze dei ragazzi coinvolti dopo le perquisizioni dei Carabinieri e le visite dei giornalisti escono altre probabili cause!
Capita infatti che tra un giubbotto nero tipo bomber, un poster di X-Files (saranno accusati anche gli agenti Mulder&Scully a tal proposito.. .troppo “dark” le loro storie..) e un CD di musica Heavy Metal (ancora non c’erano Marylin Manson ne Eminem da accusare..) qualcuno noti dei fumetti… dei manga… Ken il Guerriero!
Premettendo che oltre a Ken ci sono anche quelli di Dylan Dog (ma essendo by Bonelli, quini italiani, sono subito dichiarati innocenti con formula piena) apriti cielo!
Un giornalista di “La Repubblica”, tale Fabrizio Ravelli, il 22 Gennaio 1997, scrive infatti nella sua vibrante arringa:
“Gare di Karate ispirate ad un fumetto giapponese… e Paolo Bertocco (il “capo” della banda ndKojiro) vinceva sempre! Giocavamo sempre a Ken il Guerriero in piazza dice Paolo…”
Qualche tempo dopo, questa volta sul “Venerdì di Repubblica” (ci risiamo) Federica Lamberti Zanardi scrive:
“Dopo anni di produzioni giapponesi violente e terrorizzanti, che hanno causato addirittura tragedie, finalmente le nuove serie TV per ragazzi sono popolati da personaggi buffi e divertenti…”
Da tutte queste accuse non si esimeranno neanche le televisioni.

RAI… DI TUTTO DI PIU’!
Ci eravamo lasciati con la scoperta che i lanciatori dal cavalcavia leggevano e giocavano a Ken il Guerriero (a proposito ma come diavolo si farà a giocare a Ken? mah…nd Kojiro) e le conseguenti prime reazioni dell’opinione pubblica.
Ebbene oltre alle discussioni sulla carta stampata il caso Ken arrivò addirittura sulla RAI!
(nota di Squalo: in realtà la trasmissione era Moby Dick e andava in onda su Italia 1… ^_^ )
In una trasmissione serale condotta da Michele Santoro venne infatti a galla questo aspetto della tragedia, questo “personaggio di un fumetto giapponese che lanciava sassi per uccidere le persone”, come dichiarato da uno dei giornalisti presenti al dibattito.
Oltre a qualche battutina, scontata, sulla violenza dei cartoni giapponesi, con tanto di citazione dei soliti Goldrake e Mazzinga (rigorosamente con 2 zeta…) la discussione fu trattata con tale passione che anche chi non era della RAI ma lavorava in televisione decise di prendere provvedimenti..

UN AVVOCATO DIFENSORE… TANTI AVVOCATI DIFENSORI!

Eh già perchè l’intera discussione sulla RAI aveva un problema… quasi nessuno sapeva chi fosse questo misterioso e pericoloso Kenshiro! Come avevamo visto infatti Ken era passato esclusivamente sulle reti private regionali che a quel punto si trovarono nella situazione di dover scegliere cosa fare… continuare trasmetterlo o no? Secondo voi cosa scelsero? Bravi ovviamente no ma la storia aveva in serbo qualke colpo di scena! Una piccola rete toscana… Rete 37 decide infatti la sopressione dell’anime dal palinsesto… scusandosi addirittura del “colpevole ritardo” di tale decisione ma all’improvviso succede qualcosa… centinaia di ragazzi subissano il centralino di Rete37 chiedendo a gran voce il ritorno di Ken! Apriti cielo… non si era mai visto niente di simile!
Abituati a trattare i propri giovani spettatori come delle stordite pecorelle i responsabili di Rete37 (e delle altre televisoni in generale) rimasero completamente spiazzati… le pecorelle si ribellavano!

IMPUTATO KEN SI ALZI!
Il caso fece infatti abbastanza rumore da far decidere alla RAI che in fondo di Ken si poteva ancora parlare… e stavolta si decise di farlo a “Uno Mattina”, trasmissione dove venne invitato il Direttore di Rete37, tale Isler, il prof.Bartolini, un affermato pedagogista rettore della cattedra all’Università di Bologna e la sig.ra D’Amato, Sociologa della Sapienza di Roma e consulente del Ministero degli Affari Sociali.
Ora fin dall’inizio sembrava che il direttore Isler e il conduttore della trasmissione (pardon non ricordo chi fosse nd Kojiro) avessero ben chiaro cosa dire..e cioè quanto fosse pericoloso Ken e quanto fossero belli i cartoni che passavano sulla Rai… specie i Disney!
In una situazione come questa e visto anche i miei articoli precedenti pensereste che il pedagogo e la sociologa si sarebbero accodati alle critiche e che la discussione sarebbe finita subito presto ed invece…

LA GIURIA DICHIARA L’IMPUTATO…
Siamo arrivati alla fine del processo: da una parte giornalisti e responsabili televisivi dall’altro gli appassionati. Per non essere troppo di parte, visto che sono anche io un appassionato della animazione giapponese il giudizio finale lo lascio questa volta ai due esperti di cui riporto le dichiarazioni finali:

*Prof.Bartolini: “Personalmente non credo che un cartone animato, per quanto violento, possa essere responsabile di un induzione alla violenza, nel senso che un ragazzo riesce a leggere molto bene nel cartone animato la finzone della violenza, specie negli anime giapponesi (li definì correttamente “anime” nd Kojiro-ammirato!) che sono caratterizzati da una sorta di estetica dell’eccesso e del paradosso”

Prof.sa D’Amato: “Io conosco Ken il Guerriero e sarei stata tra coloro che non l’avrebbero eliminato, perchè Ken è ancora uno di quei pochi cartoni che non inducono alla noia. Perchè? Perchè succede sempre qualcosa e alla fine comunque il buono vince, ne più ne meno che nelle favole con le quali tutti noi siamo cresciuti”

Insomma Ken fu inaspettatamente assolto ma la cosa più importante fu che per la prima volta una protesta “seria” e civile di un gruppo di fans aveva almeno scosso le acque… e questo fu da dimostrazione per altre situazioni che vedremo nei prossimi articoli

Un saluto dal vostro “reporter dall’Aula Giudiziaria”
Kojiro

LA BANDA DEI SASSI ECCO I PROTAGONISTI

Repubblica — 17 febbraio 1997 pagina 14 sezione: CRONACA

PAOLO FURLAN IL MURATORE Paolo Furlan, 25 anni, muratore, residente a Tortona. Sul cavalcavia della Cavallosa lancia sassi sulle auto “in uscita sotto il ponte, fermato il 15 gennaio, detenuto nel carcere di Voghera. Si è sempre dichiarato innocente.
SANDRO FURLAN IL FIDANZATO Sandro Furlan, 23 anni, fidanzato di Loredana. Si sarebbe limitato ad assistere ai lanci. In carcere dal 15 gennaio. All’ inizio respinge le accuse. Confessa dopo aver saputo che Loredana parla, conferma la posizione GABRIELE FURLAN ‘FACEVO IL PALO’ Gabriele Furlan, 27 anni. Il grande accusatore. La notte del 14 gennaio parla e fa finire in galera i tre fratelli. Il 20 gennaio è fermato anche lui e confessa di essere stato sul cavalcavia a fare il palo. Alterna confessioni a ritrattazioni.
LOREDANA VEZZARO CONFESSA PER PRIMA Loredana Vezzaro, 20 anni, commessa in un negozio di scarpe, fidanzata di Sandro. Confessa per primo. Dice di essere rimasta sulla Tipo e di aver visto gli altri lanciare le pietre. Probabili gli arresti domiciliari.
FRANCO FURLAN L’ IRRIDUCIBILE Franco Furlan, 29 anni, il maggiore dei fratelli Furlan. Fermato il 20 gennaio, si dichiara innocente. Secondo l’ accusa anche lui sorvegliava un lato del cavalcavia come “palo”. Detenuto a Pavia, non ha mai confessato.
PAOLO BERTOCCO L’ AUTISTA DELLA Y10 Paolo Bertocco, 25 anni, cugino dei fratelli Furlan, Fermato il 20 gennaio. Era alla guida della Y10 con a bordo Siringo, Mastarone e Gabriele Sarebbe uno dei tre che tiravano sulle auto in uscita dal cavalcavia. Continua a negare.
ROBERTO SIRINGO IL SEGNALATORE Roberto Siringo, 28 anni, grande amico di Paolo Bertocco, Fermato il 20 gennaio, ha confessato dopo pochi giorni. Detenuto a Pavia, conferma la confessione ma resterà in carcere. Sul cavalcavia segnalava agli altri le auto in arrivo GIANNI MASTARONE SUO IL LANCIO KILLER? Gianni Mastarone, 26 anni, operaio edile. Fermato il 22 gennaio.
Potrebbe essere l’ autore del lancio omicida. Respinge le accuse. Ha un alibi confermato da quattro persone. Potrebbe essere scarcerato FRANCESCO LAURIA IL ‘PROFESSORE’ Francesco Lauria, 24 anni, detto “il professore”, operaio edile. E’ l’ autista della Peugeot. Fermato il 27 gennaio. Avrebbe lanciato sassi sulle auto “in entrata”. Potrebbe essere scarcerato.
MICHELE FAIELLA IL ‘MARESCIALLO’ Michele Faiella, 26 anni, detto “il maresciallo” operaio edile.
Fermato il 27 gennaio. Secondo l’ accusa tirava sassi verso le auto in entrata. Il suo legale ha fatto ricorso al gip. Potrebbe essere rilasciato.
CLAUDIO MONTAGNER IL PRIMO SCARCERATO Claudio Montagner, 40 anni, operaio alla Manifattura Tabacchi Fermato il 27 gennaio con l’ accusa di essere “mister X” e di aver tirato sassi verso le auto in entrata. Scarcerato il 15 febbraio Resta indagato.

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