Jagi Gaiden – Gokuaku No Hana (Manga – 2008/2009)

(La Storia Parallela di Jagi – Il Fiore del Male – ジャギ外伝 – 極悪ノ華)

Disegnato da Shinichi Hiromoto, questo manga è stato serializzato su Comic Bunch dal dicembre 2008 all’agosto 2009 e narra il percorso verso la follia di Jagi, terzo fratello di Hokuto. L’opera non si limita ad approfondire un personaggio fornendogli un background, ma catapulta il lettore direttamente nella mente malata del protagonista, e senza fare complimenti! La storia procede infatti in un continuo avvicendamento di scene di inauditi massacri da lui compiuti e flashback (dove si sviluppa la vera narrazione) in cui Jagi viene presentato sin dalla più tenera infanzia, quando rimasto orfano a causa di un incendio, viene salvato e adottato dal maestro Ryuken. Da subito il piccolo, che palesa già un carattere irruento ed incline alla violenza, si affeziona al padre adottivo, desiderando la sua approvazione. I primi problemi iniziano però quando Raoh e Toki giungono al tempio per essere addestrati. In questo frangente, Jagi scopre per la prima volta che il padre è l’unico Successore dell’Hokuto Shinken e che i suoi due nuovi fratelli adottivi sono giunti lì per apprenderlo. Scioccato da queste rivelazioni, Jagi non capisce il motivo per cui il padre non abbia concesso anche a lui di poter apprendere i segreti dell’Hokuto. Il ragazzo, sopraffatto dalle emozioni, fugge via dal tempio. Per un breve periodo sopravvive entrando a far parte di una gang di strada poi, un giorno, decide di tornare di nuovo da Ryuken. Intenzionato a farsi valere, Jagi inizia ad allenarsi imitando Toki e Raoh, ma non si aspetta di certo il secondo colpo basso che il fato gli ha riservato: al tempio giunge infatti Kenshiro, un ragazzino più piccolo di lui che, senza se e ne ma, viene subito accolto nel dojo! Di qui nascerà il leggendario senso di rivalsa del personaggio nei confronti del suo fratello minore, “reo” ai suoi occhi di non essersi meritato quanto lui l’accesso agli allenamenti. Vediamo infatti Jagi scivolare sempre più nel baratro a causa dei suoi sentimenti contrastanti in un crescendo che esplode poi nel tragico finale in cui assistiamo alla sua totale perdita di umanità.

Jagi e Shinichi Hiromoto. Sicuramente nessun connubio fumettistico poteva essere tanto azzeccato come questo. Non tanto per la coerenza con il manga originale (quella scordatevela proprio), ma per l’esatto opposto, ovvero il prendere in mano un personaggio vile e dalle scarse capacità per trasformarlo in uno completamente nuovo, reinventandolo dalle radici. Leggendo ci si rende infatti conto di quanto questo Jagi sia più folle, più grottesco e più ossessionato rispetto a quello della serie storica. Hiromoto non ha effettivamente dato vita ad uno spin-off, ha creato piuttosto una realtà alternativa in cui Jagi diviene quasi un eroe maledetto, un incompreso dal fato avverso che lotta costantemente per affermarsi, per raggiungere una meta che normalmente gli sarebbe preclusa. Nella visione che il racconto vuole dare delle vicende legate a Jagi, anche la sua folle corsa verso la morte acquista un senso ben definito. Il suo “richiamare” Kenshiro tramite innumerevoli spargimenti di sangue non è, quindi, soltanto il gesto di un povero demente che non si rende conto del reale valore del proprio avversario. Jagi è “guidato” verso la sua inevitabile fine (da chi o da cosa lo scoprirete leggendo), una fine che però sembra essere l’unico modo di salvarsi da un fato maledetto e potersi riunire, magari in un luogo al di là del tempo e dello spazio, con una persona molto importante. Un approccio semplicemente geniale. Non tanto per il canovaccio della storia, in alcuni punti anche prevedibile e scontata, quanto per le implicazioni che si porta dietro. Perché è una storia che divide il pubblico: da un lato chi può pensare “ok, Jagi è un personaggio molto famoso tra i fan giapponesi, è solo una commercialata e stop”; dall’altro chi pensa “finalmente un po’ di dignità ad un personaggio troppo sottovalutato”; infine, come nel mio caso, l’ipotesi forse più inquietante (e che in qualche modo ho suggerito nell’introduzione) “in realtà tutta la storia è solo il delirio della folle mente di Jagi, talmente pazzo da vedere la realtà in modo completamente distorto”.
E la cosa geniale è, appunto, che ognuno di questi punti di vista potrebbe essere quello giusto, perché Hiromoto lascia che sia il lettore a decidere cosa vederci!


Shinici Hiromoto

shinichi hiromotoClasse 1966, Hiromoto nasce a Kumamoto, nell’isola di Kyushu (Giappone), si laurea in Belle Arti e, tra i primissimi lavori di rilievo, collabora con la software house Konami al character design di Parodius Da! e alla produzione di Gradius III per Super Famicom. Nel 1992, dopo aver vinto il premio Tetsuya Chiba, debutta sul mensile Afternoon di Kodansha con Single Action Army, ma il vero primo grande successo arriva proprio con Fortified School, pubblicato sempre sullo stesso mensile dal 1994 al 1997 e poi raccolto in 7 volumi. Da allora ha dato vita a tantissime opere, tra manga, illustrazioni e collaborazioni varie, tra le quali vale la pena citare Lupin III – La maledizione degli Ishikawa, realizzato in con Kappa Edizioni  su sceneggiatura di Andrea Baricordi, oppure le opere legate all’universo di Star Wars, così come vale la pena di citare altri successi come Hells Angels, ma la lista è veramente troppo lunga per poterne parlare più estesamente (considerate pure che tra le varie cose ci sono anche dei videogame dei Pokemòn…). Tra i progetti più interessanti a cui Hiromoto ha partecipato, sicuramente è da menzionare il “The Masters of Animanga”, un’iniziativa che permetteva a utenti di tutto il mondo di interagire nella creazione di una storia partendo da un personaggio proposto da grandi autori.

fortified school

Per descrivere Shinichi Hiromoto, il cui modello di riferimento è chiaramente il Go Nagai dei tempi andati, si potrebbero usare tanti aggettivi: irriverente, geniale, cattivissimo, spudorato, maniacale, dissacrante, estroverso, visionario, brutale, provocatorio… e potremmo andare avanti ancora per un bel po’, ma quello che mi preme sottolineare è quanto sia difficile esprimerne la personalità e lo stile a parole piuttosto che come egli stesso sceglie di mostrarsi, ovvero attraverso le sue stesse opere e i suoi disegni. Per questo motivo ho preparato una piccola gallery:


PROTAGONISTI

JAGI (ジャギ)

jagi profile

Per una volta vero protagonista, Jagi è un individuo violento e completamente privo di scrupoli, terzo dei figli adottivi di Ryūken e l’unico a non discendere da un qualsiasi ramo della Dinastia Principale di Hokuto. Proprio per questo motivo, viene inizialmente escluso dal dojo ma, combattendo con le unghie e con i denti, riesce infine a guadagnarsi il diritto di accedere agli allenamenti.
Vedi la scheda di Jagi nel manga originale

ryuken profileRYUKEN (リュウケン)

63° maestro successore dell’Hokuto Shinken, Ryūken ha adottato Jagi nel giorno stesso in cui lo ha salvato, ancora in fasce, da un incendio che lo aveva lasciato orfano di entrambi i genitori. Conscio del fatto che il ragazzo non potrebbe mai aspirare a divenire successore di Hokuto, cerca di tenerlo lontano da un cammino che gli recherebbe soltanto sofferenza ma, dopo averne constatato la grande determinazione, resta talmente colpito da ammetterlo nel dojo. Vedi scheda di Ryuken nel manga originale

raoh profileRAOH (ラオウ)

Forte e autoritario, Raoh è il maggiore tra i fratelli di Hokuto. Concentrato sull’addestramento, il mezzo che gli consentirà di acquisire il potere a cui ambisce, si limita ad osservare con distacco le dinamiche famigliari, senza mai farsi veramente coinvolgere. Nonostante ciò, sembra in qualche modo rispettare l’ostinazione di Jagi.
Vedi scheda di Raoh nel manga originale

toki profileTOKI (トキ)

Diversamente dal fratello Raoh, e pur rivestendo un ruolo di secondo piano rispetto alla storia, Toki si mostra ben più sensibile all’evolversi dei rapporti all’interno del dojo, preoccupandosi attivamente di quanto accade e mostrando spesso grande senso di responsabilità.
Vedi scheda di Toki nel manga originale

kenshiro profileKENSHIRO (ケンシロウ)

Il minore tra i fratelli di Hokuto, già dal suo arrivo al Tempio di Hokuto riesce a scatenare una violenta reazione da parte di Jagi, che non può comprendere come questi possa essere ammesso agli allenamenti prima di lui. E da quel giorno in poi, benché Kenshiro cerchi sempre di mostrarsi rispettoso e benevolo nei suoi confronti, l’odio non farà altro che crescere a dismisura…
Vedi scheda di Kenshiro nel manga originale

boss profileBOSS (ボス)

Leader di una gang di motociclisti tra i cui membri troverà asilo il giovane Jagi durante il suo allontanamento dal Tempio, dovuto all’arrivo di Raoh e Toki e alla scoperta che Ryuken, il suo amato padre adottivo, lo ha in realtà tenuto sempre all’oscuro della sua vera vita e gli ha precluso l’apprendimento dell’Hokuto Shinken.

anna profileANNA (アンナ)

Sorella minore di Boss, Anna diviene una cara amica di Jagi, incoraggiandolo spesso a dare il meglio e a scrivere da solo il suo destino, facendo di tutto per raggiungere il suo sogno di diventare successore dell’Hokuto Shinken. Man mano che crescono, i due ragazzi si legano sempre più, ma il fato pare avere in serbo solo immenso dolore per entrambi…

shiva profileSHIVA (シバ)

Giunto al Tempio di Hokuto per sfidarne i candidati alla successione, è il maestro dell’Hakuja Ken (白蛇拳 – Scuola del Serpente Bianco). Al suo arrivo, però, non trova Ryuken ma Jagi, il quale si dichiara egli stesso successore dell’Hokuto Shinken e lo attacca per difendere l’onore del padre adottivo.

ALTRI PERSONAGGI

Nel manga fanno una breve apparizione anche altri personaggi. Nello specifico, nel capitolo 7, ci si ricollega al noto episodio del manga originale in cui un Kenshiro ancora meno che adolescente viene portato da Raoh a sfidare 10 guerrieri di Nanto e, mentre la piccola Julia, rimasta al Tempio, è disperata e cerca l’aiuto di Jagi, Shu sacrifica i suoi occhi per salvare il ragazzo da morte certa, sotto lo sguardo indignato di Souther.

julia profileshu profilesouther profile

L’episodio mancante!

Nei volumi originali (e, di conseguenza, in quelli dell’edizione italiana) manca un brevissimo episodio che venne pubblicato durante la prima serializzazione su rivista. L’esistenza dello stesso mi è nota solo grazie agli amici del team di Hokuto No Gun, che alcuni anni fa tradusse in inglese le scan di Jagi Gaiden, ed è quindi facendo affidamento sul loro edit che ho pensato di farvi un piccolo regalo e permettervi di leggere in italiano questo piccolo tassello mancante. Cronologicamente si colloca immediatamente dopo che Kenshiro ha colpito Jagi sfigurandolo, mostrando l’origine della caratteristica maschera del personaggio. Niente di epocale in verità, ma credo valga la pena conoscere il parere di Hiromoto anche su questo argomento 😉

ryuken gaidenEXTRA
RYUKEN GAIDEN
THE JUDGEMENT DAY

In appendice al secondo volume è presente un piacevole extra, sempre ad opera di Shinichi Hiromoto. Originariamente pubblicato nel dicembre 2006 su uno speciale numero del settimanale Comic Bunch, ben due anni prima di Jagi Gaiden, questo episodio manga narra delle ultime ore di Ryuken, ma in una maniera inedita e slegata dalla successione degli eventi che conosciamo dal manga originale. Infatti, in questo racconto, la decisione di Ryuken riguardo al suo possibile successore si accavalla con gli eventi che portano allo scoppio delle testate nucleari e alla sua ultima battaglia con Raoh.

LEGGI LA SCHEDA COMPLETA


jagi ita 1EDIZIONE ITALIANA

Questo manga è stato pubblicato in Italia in 2 volumi da Planet Manga, a dicembre 2014 e gennaio 2015, al’interno della collana “Ken la Leggenda”, con il titolo JAGI IL FIORE MALVAGIO.
I volumi di questa serie sono stati pubblicati in due diverse edizioni: normale, al prezzo di 4,50 euro, e con sovraccoperta, in esclusiva per le fumetterie e le librerie specializzate, al prezzo di 6,50 euro.
A parte questo, entrambe le edizioni presentano le medesime caratteristiche: 200 pagine in bianco e nero, formato 13×18,8, brossurate.

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LE RECENSIONI
DEI SINGOLI VOLUMI


 

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