Planet Manga e la collana “Ken la Leggenda” – Facciamo un po’ d’ordine


hokuto no ken manga gaiden

Siccome, tanto nei messaggi privati quanto nelle interazioni pubbliche, ho notato un certo grado di confusione riguardo alla pubblicazione in Italia dei diversi spin-off dedicati ad Hokuto No Ken, ho pensato di dedicare un post a chiarire, si spera una volta per tutte, la situazione riguardo a tali opere, tanto in Giappone quanto da noi. Ma andiamo con ordine…

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JUZA LA NUVOLA VAGABONDA Vol.2 – Recensione


juza 2Dopo 22 uscite, ci saluta la collana KEN LA LEGGENDA di Planet Manga, e lo fa con il volume conclusivo di JUZA LA NUVOLA VAGABONDA, che questo mese ci mostra ancora dei lati inediti della vita del protagonista e ci accompagna fino al suo ultimo combattimento.  Già la volta scorsa avevamo visto come il tentativo dell’autrice, Missile Kakurai, di “afferrare la nuvola”, non sembri tra i più riusciti, mostrando il fianco ad evidenti lacune sia nella conoscenza generale dell’opera originale che dello stesso protagonista. Quindi non ci resta che vedere se, in questa seconda raccolta di episodi, abbia infine corretto il tiro, documentandosi un po’ meglio e fornendoci finalmente qualcosa di davvero interessante da leggere. Le premesse ci sono, visto che fanno la loro comparsa diversi personaggi noti del manga originale, ora non ci resta che vedere com’è andata.
Buona lettura! 😉

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JUZA LA NUVOLA VAGABONDA Vol.1 – Recensione


juza 1Penultima uscita per la collana KEN LA LEGGENDA di Planet Manga, che questo mese ospita il primo dei due volumi che compongono JUZA LA NUVOLA VAGABONDA, edizione italiana di Jūza Gaiden – Hōkō no Kumo (ジュウザ外伝 – 彷徨の雲 – La Storia Parallela di Juza – La Nuvola Errante), serie originariamente pubblicata sul settimanale Comic Bunch  a partire dall’8 gennaio 2010 come ultimo dei manga spin-off del progetto Shin Kyuseishu Densetsu. Chiaramente, protagonista assoluto della vicenda è Juza, uno dei personaggi sicuramente più apprezzati della serie originale nonostante il breve arco di vita all’interno della stessa e Missile Kakurai, l’autrice chiamata a scriverne la biografia, cerca di esplorare scorci dell’esistenza del guerriero per tentare di approfondirne il background e rispondere ai tanti quesiti che il pubblico  si è sempre posto.
Ci sarà riuscita? Andiamo a scoprirlo.
Buona lettura! 😉

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JAGI IL FIORE MALVAGIO Vol.2 – Recensione


jagi 2Giunge al termine JAGI IL FIORE MALVAGIO, la serie dedicata alla storia parallela del terzo dei quattro fratelli di Hokuto. Lo scorso mese, accompagnati dal provocatorio tratto e dal perverso genio di Shinichi Hiromoto, abbiamo potuto conoscere sia le origini del personaggio che diversi retroscena del tutto inediti, seguendone la crescita e i disperati tentativi di impadronirsi dell’Hokuto Shinken pur di meritarsi la completa approvazione di Ryuken, suo padre adottivo. Un cammino impervio che ben presto si è trasformato in una folle corsa verso un inevitabile e tragico epilogo fatto di dolore, violenza e morte.
Ora, sullo sfondo della terribile catastrofe nucleare che investe il pianeta, tutti i nodi vengono infine al pettine, calando un sipario rosso sangue su una delle più interessanti riletture possibili della storia di questo personaggio. Buona lettura!

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JAGI IL FIORE MALVAGIO Vol.1 – Recensione


jagi ita 1Conclusasi la saga dedicata a Toki, la collana KEN LA LEGGENDA di Planet Manga inizia ad ospitare JAGI IL FIORE MALVAGIO, edizione italiana di Jagi Gaiden – Gokuaku No Hana (ジャギ外伝 – 極悪ノ華 – La Storia Parallela di Jagi – Il Fiore del Male), serie composta da due volumi che portano la firma di Shinichi Hiromoto. Originariamente pubblicato sul settimanale Comic Bunch  a partire da dicembre 2008 fino ad agosto 2009, il manga narra il percorso verso la follia del terzo dei quattro fratelli di Hokuto, mostrandoci retroscena completamente inediti sulla sua storia e sulle cause che l’hanno trasformato nell’ossessionata nemesi di Kenshiro che tutti abbiamo conosciuto attraverso la serie storica.
Un viaggio allucinante ed allucinato nella psiche e nella memoria di un personaggio mai veramente approfondito prima. Allacciatevi quindi le camicie di forza e buona lettura! 😉

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TOKI IL SANTO D’ARGENTO Vol.6 – Recensione


KEN_TOKI_santo_dlx_scvr_6.inddGiunge a conclusione la storia di Toki, l’uomo dall’animo limpido e fermo come il mare calmo. Un mare le cui acque sono state fonte di ristoro per i deboli ma anche di giudizio avverso per i malvagi. Un mare sovrastato da fitte nubi ma che ha sempre guardato oltre, cercando anche il più flebile raggio di luce pur di scorgervi il sole. Un mare che sarà ora costretto ad agitarsi e scatenare una violenta burrasca, pur di tener fede ad un’antica promessa.
Perché c’è un altro mare. Un mare la cui potenza sembra incontenibile e che vuole coprire il mondo intero con le proprie acque, spazzando via chiunque abbia l’ardire di ostacolarlo. Un mare che ha già mietuto molte vittime e che dev’essere fermato ad ogni costo. Un duello fratricida senza alcuna via di scampo, il cui esito sembra imperscrutabile anche alle onniscenti divinità celesti…

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Ken il guerriero – Trent’anni sotto il segno dell’Orsa Maggiore


01

11 Ottobre 1984.
Sono le sette di sera di un tranquillo giovedì quando, sull’emittente nipponica Fuji Television, appare un’enigmatica scritta bianca su sfondo nero: “199X”

Una seria voce narrante la legge  e quello che accade dopo è ormai leggenda. Un fungo atomico si allarga fino a mostrarsi in tutta la sua terribile potenza, rivelando uno scenario di morte e distruzione in cui sono riconoscibili le vestigia simbolo di un mondo, il nostro, che in quegli anni sembrava davvero dover finire così da un momento all’altro. Nel frattempo la stessa voce (per inciso quella di Banjou Ginga, che diverrà in seguito doppiatore di Souther) accompagna quelle immagini descrivendo sinteticamente quanto accaduto: Il pianeta è stato inghiottito dalle fiamme nucleari e trasformato in un unico gigantesco deserto…

“Tuttavia, la razza umana era sopravvissuta!”

Stacchetto, titolo – Hokuto No Ken – Seikimatsu Kyuseishu Densetsu – , sigla adrenalinica e via, gli spettatori si ritrovano catapultati in quel mondo violento ed eroico che da circa un anno già spopolava in forma cartacea ed era divenuto la punta di diamante di Shonen Jump e della Shueisha.
Prodotta da Toei Animation, la serie animata giunse nel 1987 anche da noi, in Italia, con il titolo Ken il guerriero. Stavamo ancora bevendo il latte a lunga scadenza per via del disastro di Černobyl’ e, di lì a poco, un referendum avrebbe abrogato l’impiego del nucleare sul nostro territorio. Film come “Interceptor – il guerriero della strada” e “The Day After” ci avevano già preparato al peggio da qualche anno… insomma, il tema era ben più che caldo.

Facile capire l’impatto che ebbero su di noi le parole dell’introduzione e la suggestiva quanto indimenticabile sigla italiana di Spectra…

Da allora, il nostro paese divenne una specie di seconda patria per Kenshiro e tutti gli altri protagonisti della storia. Solo diversi anni più tardi abbiamo conosciuto il manga originale che, piaccia o no, è stato pubblicato la prima volta solo grazie al fatto che eravamo ormai un popolo “innamorato” di Hokuto No Ken. In Italia come in Giappone è difficile conoscere qualcuno che non sappia chi siano Ken, Raoul, Rei, Kaioh, Toki, oppure che non abbia mai sentito nominare Hokuto, Nanto e i punti di pressione. Per un certo periodo, fra i banchi di scuola, era girata anche la leggenda metropolitana “del colpo della morte in 3 giorni” (che venne poi ripresa da Elio e le storie tese per la mitica “Mio cugggino”), c’era poi quel compagno di classe che, dapprima patito di Judo Boy, si era messo a praticare arti marziali e affermava che il suo maestro gli avrebbe un giorno insegnato la tecnica dei cento pugni. Cioé, ragazzi, lo vedeva pure mio nonno! Giuro! E ogni tanto un “uatà!!” me lo tirava pure mia sorella, nonostante preferisse vedere Beautiful…

Ho già parlato estesamente della genesi di Kenshiro e della Divina Scuola di Hokuto in un lungo articolo in occasione del trentennale del manga originale (lo trovate qui), mentre sempre per il trentesimo anniversario ho pensato all’iniziativa congiunta “Thirty Years of Battles” (di cui potete gustare i contributi cliccando qui). Sempre per lo stesso motivo abbiamo tradotto con dovizia le interviste a Buronson e Tetsuo Hara della serie “Raccontando Hokuto” (cliccate qui), così come ho recensito in maniera oggettiva Last Piece, il nuovissimo capitolo celebrativo del manga (qui)… ma oggi… oggi diamo a Cesare quel che è di Cesare pagando tributo alla mitica serie TV!
Chiudiamo quindi simbolicamente i festeggiamenti sulla scia dei ricordi, lasciando la parola a chi, in un modo o nell’altro, ha avuto o ha a che fare in maniera significativa con l’anime.  Buona lettura!

masami sudaMasami Suda

(character designer e direttore dell’animazione)

Un uomo, una leggenda. Colui che, attraverso un character design potente e dinamico, ha definito il peculiare stile dei personaggi. Senza le sue idee ed intuizioni, l’Hokuto No Ken televisivo non sarebbe mai stato il successo planetario che è diventato.

“30 anni fa l’animazione giapponese era ancora caratterizzata da opere nel complesso piuttosto semplici, prive di una chiara elaborazione nel disegno, nelle ombreggiature e via dicendo. Perciò, a quel tempo s’incominciò ad andare un po’ a tentoni nella ricerca di qualcosa di davvero innovativo. Parlando della questione con il regista Ashida decidemmo di focalizzare la nostra attenzione su una composizione generale che avrebbe trasceso qualsiasi canone fino ad allora acquisito e di porre enfasi su una energia travolgente, ben sapendo che forse saremmo stati sommersi da critiche alle quali eravamo preparati.
Eppure, contrariamente a quanto ci eravamo aspettati, la nostra opera venne accolta senz’alcuna critica, anzi ricordo con piacere che fummo sostenuti in maniera decisiva dai più piccoli e dai giovani in generale.
Personalmente provo una profonda soddisfazione per quel che riuscimmo a fare in quel periodo.

claudio maioliClaudio Maioli

(cantante della sigla italiana)

Compositore della musica e cantante della sigla, il mitico Spectra ci ha regalato veri e propri brividi con la sua interpretazione, contribuendo a rendere ancora più tetra l’atmosfera generale del postapocalittico mondo di Ken.

“Devo dire che è passato tanto tempo. All’epoca avevo quasi quarant’anni e, trattandosi di lavoro, mi sono concentrato esclusivamente sul comporre una musica che rendesse un buon servizio alla storia e quindi alle immagini che l’avrebbero narrata.
Per oltre 15 anni ho ignorato che il cartone e la sigla avessero un seguito. Quando l’ho scoperto, per un po’ di tempo, ogni volta che i fan me lo confermavano con grande affetto e stima rimanevo sorpreso, poi pian piano ci ho fatto l’abitudine. “

alessio ciglianoAlessio Cigliano

(voce italiana di Kenshiro)

Attore, doppiatore, direttore del doppiaggio e dialoghista, è stato la primissima voce italiana del nostro eroe, quella che riecheggia costantemente nei ricordi di noi fan ogni volta che pensiamo alle gesta di Kenshiro… anche se stiamo leggendo il manga!

“Il primo impatto è stato negativo. Non avevo mai seguito anime che andassero oltre i robot spaziali e trovavo l’ambientazione cupa e inutilmente violenta. Pensai che non l’avrebbe visto nessuno… E mai valutazione fu più sbagliata!! Anni dopo, con l’affermarsi di internet, mi trovai casualmente su un forum a tema e poi rimbalzai di forum in forum. Fu allora che compresi la portata del fenomeno e la mia erronea valutazione.”

norman mozzatoNorman Mozzato

(voce italiana di Raoul)

Attore, doppiatore e regista, con la sua interpretazione possente ed autoritaria, Norman Paolo Mozzato ha reso immortale il personaggio di Raoul, principale antagonista di Ken, nel cuore dei telespettatori.
Un maestro della voce per un maestro di Hokuto!

“Raoul è stato un personaggio di una difficoltà estrema per due grandi motivi: il primo era la lunghezza dei suoi dialoghi e il secondo era la necessità di andare in sincrono con il suo labiale, dato che i pochi fondi di cui disponevamo non permettevano alcun tipo di post-produzione.
Nonostante tutto ho un ottimo ricordo dei valori della serie e dell’onore che questo personaggio rappresentava.”

giorgio bassanelli bisbalGiorgio Bassanelli Bisbal

(direttore del doppiaggio di Ken il guerriero – La trilogia)

Direttore di doppiaggio, dialoghista e doppiatore, è un grandissimo fan di Ken il guerriero e, oltre a dirigere il doppiaggio di Ken il guerriero – La trilogia, è stato più volte coinvolto come supervisore e curatore delle edizioni italiane di Ken.

“Ero molto piccolo, forse era il 1988, la prima volta che l’ho visto su Junior TV.
Mi sono trovato di fronte alla parte finale del primo episodio, quando Zeed, che tiene in ostaggio Lin, viene sconfitto da Ken e cade a terra. Mi ricordo che rimasi talmente colpito da questa scena che non aspettai altro che la sigla finale per sapere di che cartone si trattasse e, il giorno dopo, mi sintonizzai prontamente a quella stessa ora per vedere il secondo episodio.
Qual è stata la mia impressione? Il fomento. Un crescendo di fomento.
Cosa me ne ha fatto innamorare? La storia, le musiche, i disegni… tutto me ne ha fatto innamorare. La carica emotiva che c’è nella serie era qualcosa di quasi irripetibile. A quei tempi, i due anime che assolutamente ritenevo diversi da tutti erano Maison Ikkoku e Ken il guerriero che, guardacaso, venivano trasmessi entrambi da Junior TV, quindi camminavano a braccetto per me, benché fossero due cose completamente diverse. “

fighiFighi

(webmaster di Hokutonoken.it)

Reduce degli anni ’80, nel 2000 fonda quello che senza alcun dubbio è stato il primissimo punto d’approdo di ogni fan di Hokuto No Ken in Italia, dando un contributo fondamentale alla diffusione ed alla condivisione di tutto ciò che riguarda questo universo.

“Alla prima messa in onda dell’episodio 1 di Ken il Guerriero, al tempo su TelePadova, io ero lì. In quegli anni non si perdeva nessun cartone animato, figuriamoci quelli mai messi in onda prima. Dopo la prima puntata rimasi subito estasiato dal personaggio e uscii immediatamente in cerca dei miei amici per parlare di questo nuovo cartone animato che anche loro dovevano vedere assolutamente.
Parecchi anni più tardi arrivò internet e capii in fretta che questo anime, da tanti criticato e bistrattato, poteva essere invece uno strumento per unire le persone attorno ad una stessa passione. Da quella convinzione nacque HokutoNoKen.it e la community di appassionati di Ken il Guerriero che lo frequentano.”

 

Curiosità: Ken il “tappabuchi”

Nessuno (all’infuori del Giappone, ovviamente) sembra sapere che il 4 ottobre, una settimana prima della messa in onda di Hokuto No Ken, su Fuji Television veniva trasmessa la finale della Central League di baseball. Le condizioni atmosferiche erano però tali da ritenere che la partita sarebbe stata sospesa a causa della pioggia. L’emittente aveva quindi pensato a Ken come “piano B” nel caso fosse stata costretta ad interrompere la diretta, ma le cose andarono per il verso giusto: gli Hiroshima Toyo Carp vinsero la Central League e non fu necessario anticipare la messa in onda di Hokuto No Ken.

Chissà, magari anche più di qualche fan avrà pregato che piovesse pur di vedere il proprio idolo in TV una settimana prima 😉

Il primo episodio in immagini

神か悪魔か!? 地獄にあらわれた最強の男
“Divinità o Demonio!? Un uomo fortissimo fa la sua comparsa all’inferno”

  • Supervisione artistica: Toyoo Ashida
  • Sceneggiatura: Shoozoo Uehara
  • Sakkan: Masami Suda
  • Fondali: Morishige Suzuki
  • Titolo italiano: Sotto il segno dell’Orsa Maggiore

Per le immagini ringrazio il sito amico Hokuto Legacy

Ringraziamenti

Ringrazio tutti coloro che gentilmente hanno dedicato il loro tempo per esprimere un pensiero e aggiungo un ringraziamento speciale per MusashiMiyamoto, Andrea Florio e Luca Cordella.