Ken il guerriero e gli errori del doppiaggio storico (decima puntata)


Bentornati (o benvenuti, se siete nuovi da queste parti) alla rubrica sugli svarioni del doppiaggio italiano dell’anime di Hokuto No Ken. La volta scorsa avevamo lasciato Kenshiro a destreggiarsi tra zingare dall’identità sessuale incerta, capivillaggio caconi e altre amenità. Oggi andiamo quindi a chiudere il cerchio parlando della seconda parte della minisaga filler legata al Monte Ryujin. Ce la farà Kenshiro a sconfiggere i suoi avversari? E, cosa più importante, ce la farete voi ad arrivare a fine articolo o soccomberete di fronte alle castronerie del nostro amato adattamento? Ai posteri l’ardua sentenza…


EPISODIO 10
“L’UOMO DI FUOCO

烈火逆流拳! 死すべき奴らが多すぎる!!
(Tecnica del flusso inverso del fuoco ardente!
Sono in troppi a dover morire!!)

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Dati tecnici

  • Prima TV (J): 13 dicembre 1984
  • Supervisione artistica: Masahisa Ishida
  • Sceneggiatura: Shoozoo Uehara
  • Sakkan: Nobuhiro Masuda
  • Fondali: Masao Ichitani / Morishige Suzuki
Sinossi

La misteriosa Patra sembra svanita nel nulla così come il lago che permetteva la sopravvivenza della povera gente del villaggio. Ma dove può essere andata a finire tutta quell’acqua? E dove sono Sam e Mikah? L’unica possibilità di rispondere a tali domande sembra celata sul Monte Ryujin e Kenshiro è ora deciso a svelarne i segreti…


L’episodio, davvero ricco di minchiate assortite, parte bene già dal riassunto! Infatti, già dopo circa 30 secondi dall’inizio, viene ribadito che:

“Kenshiro era riuscito a sconfiggere Patler, ma questi era scomparso…”

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Insomma, ‘sta povera donna doveva essere proprio brutta per essere ritenuta un uomo…

“Ma allora per quale motivo avranno deciso di portare via la mia Mirka…”

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Qui la frase originale ha un senso piuttosto diverso. Infatti il padre di Mikah non sta puntando il dito tanto contro Patra e i suoi seguaci, quanto incolpando sé stesso per la propria stupidità. Infatti la traduzione più corretta sarebbe: “Ma per quale ragione ho consegnato loro Mikah?”

Di conseguenza anche la seguente frase di Jiro (Ciro per gli amici) è messa in maniera differente dall’originale:

“Perché sono esseri crudeli, ecco perché”

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… mentre in realtà sarebbe: “Patra ci ha soltanto ingannati!”

Poco dopo aver iniziato la scalata, Kenshiro deve vedersela con il famigerato mostro del monte Ryujin

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…al quale, dopo averlo sconfitto, dà questo avvertimento:

“Ti ho colpito in un punto segreto, uno STOMA dei muscoli…”

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Ora, prima che vi mettiate a googlare, vi anticipo io la definizione di questo termine:

stoma [stò-ma] s.m. (pl. -mi)

* 1 bot. Ognuna delle numerose aperture microscopiche presenti sulle foglie e su altri organi delle piante, che permettono la traspirazione e gli scambi gassosi con l’esterno
* 2 zool. Apertura della conchiglia nei molluschi che ne sono provvisti

‘Sto doppiaggio è sempre più mitico! In realtà quello che manca nella frase è il nome del punto segreto in questione che è  Kyousei (竅星). che sembra avere effetti molto simili all’Hokuto Gōkin Bundan Kyaku (visto nella settima puntata), rendendo la vittima incapace di utilizzare le proprie braccia.

Curiosità: Il mostro e il Nanto Seiken

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Sebbene nella puntata in questione non venga dato alcun nome allo stile di combattimento del mostro (in realtà “guardiano”番人 -) del monte Ryujin, pare che “ufficialmente” si chiami Nanto Yajū Ken (南斗野獣拳 – Tecnica della Belva di Nanto) e tale denominazione deriverebbe da una vecchia linea di giocattoli prodotta negli anni ’80.

Kenshiro utilizza quindi l’avversario come sherpa improvvisato per raggiungere il quartier generale di Patra, ma lungo la salita c’è un imprevisto: un uomo robusto, completamente avvolto da fiamme blu (in pratica una caldaia a metano vivente), dà fuoco al mostro e lo fa precipitare nel vuoto, aggiungendo queste parole:

“Idiota! Spingerti fin qui… Non bisogna mai fidarsi delle sottorazze

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Ma nell’originale giapponese la frase era: “Idiota! Lo hai guidato fin qui! Crepa, inutile cane bastonato!”

Kenshiro cerca di corrergli dietro ma, girato l’angolo, non solo il tizio si è volatilizzato, ma si trova di fronte ad una sorta di castello medievale mitteleuropeo (!?)

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Senza stare lì a chiedersi come cavolo fa a starci una cosa del genere in pieno Giappone postatomico, Ken decide che entrare dal portone principale e spaccare il culo a tutti è troppo mainstream, mentre è ben più figo il free climbing estremo in notturna…

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Manolo? Bitch, please

Intrufolatosi finalmente nel castello, Kenshiro trova una stanza in cui è appeso un quadro raffigurante Julia. Decide allora di chiedere lumi al padrone di casa (che con i suoi circa 200 chili pretendeva di spiarlo di nascosto) e questi gli racconta di come Shin e la sua amata si siano fermati lì per un breve soggiorno durante il loro viaggio verso la Croce del Sud, aggiungendo:

“Shin era contento ma lei è l’immagine della tristezza”

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… mentre la frase originale sarebbe: “Questo dipinto è stato realizzato dallo stesso Shin, ma negli occhi della signora Julia si scorge l’amarezza”. Insomma, l’anime ci consegna uno Shin non solo come maestro di arti marziali ma anche come abile pittore. Bella lì 😀

L’amabile conversazione si sposta inaspettatamente a tavola, dove Dragon (questo il nome dell’uomo caldaia) senza mezzi termini chiede a Kenshiro di unirsi a lui per fare il cappottone a Shin.

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Siccome però Kenshiro non è d’accordo, con grande sportività Dragon decide di schiattarlo grazie ad una trappola, ma il nostro eroe – com’era prevedibile – all’ultimo secondo riesce a scamparla tramite una botola segreta sul pavimento:

“Questa era un’altra trappola”

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… dice Ken nel nostro doppiaggio, dando il dubbio che sia un po’ lento a capire le cose, mentre in realtà sarebbe: “Come pensavo c’era un trucco”, riferendosi proprio alla botola sul pavimento dalla quale evidentemente è sparito lo stesso Dragon.

Subito dopo entriamo nell’harem e troviamo Patra vestita in maniera un po’ più femminile che si occupa di truccare Mikah.

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Probabilmente la megera ci avrà messo un po’ ad agghindarsi pure lei per far capire di che sesso è, immaginate quindi la sua frustrazione quando la ragazza le dice: Sì, PADRONE…”  :p

Poco dopo, la ragazza (evidentemente sottoposta a qualche forma di ipnosi) viene portata, assieme ad altre, al mercato che si trova all’interno del castello. Sam, il suo ragazzo, che faceva parte dell’asta degli schiavi di sesso maschile, vedendo Mikah esposta come merce da vendere al miglior offerente si getta d’impeto tra la folla, eludendo le guardie e strappando la giovane dalle grinfie di Patra. Tuttavia, la fuga dei due viene interrotta proprio da Dragon che, dopo aver conficcato un pugnale nella spalla di Sam, dichiara:

“Se tenterai ancora la fuga ti ucciderò”

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… che sembrerebbe un giusto avvertimento ma, in realtà, la frase originale recita: “Chi fugge non può essere lasciato in vita”, al che, Sam si dichiara pronto a combattere (la frase italiana non è proprio uguale all’originale ma il senso è lo stesso, quindi non la segnalo come errore) e Dragon aggiunge:

“Piccolo insetto! Non mi sporcherò certo le mani né userò la mia abilità per farti abbassare la cresta. Prendetelo!”

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… che come frase reggerebbe pure, se non fosse che si sono dimenticati di menzionare il Nanto Ryūjin Ken (南斗竜神拳 – Tecnica del Dio Drago di Nanto) a cui l’uomo scaldabagno si riferisce e che la parte finale non è “Prendetelo!” ma “Ammazzatelo!“.

Fortunatamente per i due ragazzi, Kenshiro è già lì, pronto a far strage di cattivoni (non prima di essersi scrocchiato le dita come se ne avesse 15 per mano, ovvio) e, dopo aver accoppato il solito gruppetto di scagnozzi ed ordinato a Sam e Mikah di liberare gli altri prigionieri, si appresta a confrontarsi una volta per tutte con Patra e Dragon:

“Ti ucciderò con il Colpo del Drago Divino del Sud!”

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…urla il panzuto guerriero dai gusti ellenici, mentre il vero nome della tecnica sarebbe, come già abbiamo detto, “Colpo del Dio Drago di Nanto, che è praticamente una forma d’attacco che prevede la combinazione delle rispettive abilità di Patra e Dragon. Mentre la prima usa l’illusionismo per creare dei miraggi capaci di disorientare l’avversario, il secondo emette vere e proprie fiammate dalla bocca.

Qui c’è una scena di pochi secondi non doppiata in italiano in cui Ken dice: “Dev’essere un’illusione”

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Come si conclude la cosa dovreste saperlo bene: Patra, tentando di infilzare Kenshiro si ritrova dapprima cecata e poi finisce carbonizzata da una fiammata dello stesso Dragon, cadendo infine in uno strapiombo (manca solo una voce fuori campo ad urlare “ULTRAAAA COMBOOOO!!”). Il suo alleato, invece, si piglia prima una caterva di pugni e poi viene inchiodato al muro in stile Pegasus:

“Con i miei colpi ho bloccato la fonte del fuoco…”

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… sentenzia un Kenshiro in overdose da anabolizzanti, ma in realtà la frase originale sarebbe: “Ho colpito lo Zenchō (前頂), un punto segreto di pressione, serrandoti la gola…”

Il risultato di questo processo è che, non potendo più sprigionare le sue fiamme all’esterno, Dragon è condannato a bruciare dall’interno e morire in maniera orribile nel giro di pochi secondi:

“CONTROCOLPO DEL FUOCO ARDENTE”

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Stavolta, pur sbagliando come al solito, ci sono andati vicini, perché il nome originale è Rekka Gyakuryū Ken (烈火逆流拳 – Tecnica del Flusso Inverso del Fuoco Ardente).

E mentre Kenshiro si allontana dal castello in preda alle fiamme sparandosi pose da gran figo…

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… alla Croce del Sud troviamo Shin e ‘Ndonie la Passatell che constatano l’ennesimo insuccesso, continuando a fare errori come Uomo di fuoco al posto di Dragon e Drago Divino del Sud al posto di Tecnica del Dio Drago di Nanto.
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La puntata si chiude finalmente con Ken che manifesta i primi sintomi da pugile suonato e inizia a sentire gli arpeggi, mentre Lin lo asseconda…

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(notare l’espressione intelligente)

ALLA PROSSIMA PUNTATA !!


Ringraziamenti

P.S.: nell’analizzare gli errori del doppiaggio storico ho ritenuto di dover segnalare solo ed esclusivamente quelli più eclatanti e/o ridicoli, perché diversamente sarebbe toccato fare una trascrizione ed un adattamento completi dal giapponese dell’intero episodio, cosa che avrebbe richiesto una mole di lavoro eccessiva.

Ken il guerriero e gli errori del doppiaggio storico (nona puntata)


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Dopo ben tre episodi in compagnia dei Berretti Rossi, passiamo finalmente ad un vero e proprio fiore all’occhiello della serie animata di Ken, i famigerati “filler”, ovvero le puntate tappabuchi che – soprattutto nella saga di Shin – servivano per evitare di andare in pari con le storie pubblicate settimanalmente in formato cartaceo. Di come tali avventure “apocrife” abbiano dato vita alle più assurde tecniche di combattimento ne ho già parlato in una classifica a parte (che potete leggere cliccando qui) mentre oggi andiamo a vedere la prima di due puntate a base di streghe, castelli, fanciulle da salvare, trappole, sotterranei e… draghi!

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Anche Leiji Matsumoto vicino alle vittime del sisma


leiji matsumoto harlock terremoto

Mentre gente indegna approfitta del momento per farsi un po’ di pubblicità grazie a squallide vignette che ridicolizzano le vittime del terremoto che ha colpito il Centro Italia, dal Giappone il maestro Leiji Matsumoto, padre di Capitan Harlock, Galaxy Express 999, Corazzata Spaziale Yamato e tanti altri, ci mostra come si comporta davvero una persona di cuore, seguendo in parte l’esempio del collega Tetsuya Chiba di cui abbiamo parlato solo la scorsa settimana.

Il maestro ha infatti espresso telefonicamente, al presidente dell’Associazione Culturale Leiji Matsumoto, tutta la sua solidarietá per il popolo italiano con non poca commozione e ha dunque inviato, tramite Toshiro Fukuoka, manager della Art Space di Tokyo, 5 shikishi dedicati “VICINO AGLI AMICI ITALIANI” che saranno esposti il 24/25 settembre in occasione del Lama Comics & Games a Castel di Lama (AP) all’interno di “Un treno per la solidarietà”, una mostra con ingresso ad offerta libera a lui dedicata il cui intero ricavato sarà devoluto alle vittime del sisma. Gli shikishi saranno a breve messi all’asta e l’intero ricavato devoluto alla popolazione terremotata. A ciò, ha aggiunto anche un sentito videomessaggio.

Il maestro ha disegnato un anche altro shikishi dedicato al presidente del Leiji Matsumoto Official Fan Club di Tokyo. Anche questo, come quelli giá inviati in Italia sará messo all’asta – questa volta in Giappone – e l’intero ricavato sará devoluto in beneficenza.

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Le parole dello shikishi recitano: “A tutti gli italiani che soffrono. Il mio cuore è addolorato per le persone decedute. Vi prego di tenere duro”. Nel cerchio l’ideogramma “vita”.

Di seguito il comunicato congiunto del Fan Club e del Maestro:

“Porgiamo sentite condoglianze alle vittime del sisma e alle loro famiglie, ed esprimiamo dal profondo del cuore la nostra solidarietà a tutte le persone ancora attualmente costrette a una vita difficile. Preghiamo di cuore affinché tutti possano recuperare una tranquilla e sicura quotidianità nel più breve tempo possibile”.

In basso, la locandina ufficiale della mostra. Per tutte le info al riguardo, scrivete al seguente indirizzo: info@leijimatsumoto.it

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Hokuto No Ken Legendary Warriors – Primo video di gameplay


È stato finalmente pubblicato il primo video che mostra il gameplay di Hokuto No Ken Legendary Warriors, videogioco amatoriale per PC con sistema Windows, sviluppato da Zero e Amon (al secolo, i fratelli Cristian e Mirko Giuseppone).

Con una grafica in alta definizione, il gioco si presenta come un picchiaduro a scorrimento di stampo classico in cui al giocatore viene data la possibilità di selezionare il proprio guerriero tra una rosa di 4 personaggi: Kenshiro, Rei, Toki e Mamiya. Elemento di grosso rilievo è che, anche se a prima vista può sembrare un semplice rip-off del famoso picchiaduro ad incontri su Hokuto No Ken che anni fa fece furore sia come cabinato arcade che su PS2, in realtà gli sprite – fedeli allo stile della serie animata storica – sono completamente ridisegnati da Cristian, come si può ben vedere nell’immagine sottostante (cliccate per ingrandire).

Al momento non è ancora disponibile alcuna demo giocabile, ma contiamo di tenervi costantemente informati sugli sviluppi di questo interessantissimo progetto. Restate sintonizzati!

DD Hokuto No Ken – Si conclude la parodia di Ken il guerriero


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Chiude i battenti il manga DD Hokuto No Ken, la simpatica parodia di Ken il guerriero che ha ravvivato le pagine di Comic Zenon fin dal suo esordio, nel 2010. Come lo stesso autore Kajio aveva infatti annunciato lo scorso maggio, l’ultimo episodio della serie verrà pubblicato domani, 25 giugno 2016, sulle pagine del già citato mensile giapponese.

In basso, il tweet con cui l’autore saluta la serie “senza alcun rimpianto” 😀


ddhnkNato già nel 2008, sotto forma di gag animate realizzate in Flash ed alcuni speciali episodi manga (all’epoca pubblicati sul settimanale Comic Bunch), DD Hokuto No Ken si prende gioco di Kenshiro, Raoh, Toki e tutti gli altri personaggi dell’eroico universo creato da Hara e Buronson. In un mondo in cui l’Olocausto Nucleare non c’è mai stato, i diversi guerrieri si ritrovano infatti a dover fare i conti con la vita di tutti i giorni e, soprattutto, con la ricerca di un lavoro! Grazie al successo di questo manga sono state realizzate ben due serie animate: la prima nel 2013, in occasione del trentennale di Ken il guerriero, e la seconda, più recente, nel 2015. (per approfondire, cliccate qui)

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GALLERY

A coronare il successo riscosso dalla serie nel corso di questi anni, il prossimo agosto verrà immesso sul mercato CR DD Hokuto No Ken, un nuovo pachinko tutto da ridere. Prodotto dalla Takao, si segnala soprattutto per via di un’accattivante e pupazzosa grafica 3D che – onestamente – avremmo preferito vedere in un prodotto televisivo.

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Ringrazio Daniel Zelter per la segnalazione

15 cose che la gente crede di sapere su Ken il guerriero (e che sono sbagliate)


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Sapete cosa sono le leggende metropolitane? Sono vere e proprie bufale che, per un motivo o per un altro, nonostante vengano smentite di continuo, sembrano godere degli stessi poteri della mitologica Idra: più si pensa di averle eliminate e più si ripresentano. Spesso diventano talmente “forti” da sostituirsi alla verità storica (potrei fare l’esempio delle famose cinture di castità) o perlomeno da influenzare la cultura di massa.

Tutto questo cappello per dire che, con il nostro amato Ken, qualcosa del genere accade praticamente da sempre. Per tentare di sfatare alcuni falsi miti ho voluto quindi dedicare un post all’argomento, una specie di F.A.Q.  sull’opera più famosa di Buronson e Tetsuo Hara.

1 – È vero che Ryuga è un guerriero di Nanto?

No. Su questo personaggio, forse per renderlo molto enigmatico, gli autori sono stati davvero parsimoniosi con le informazioni, ma quel poco che ci hanno detto è molto chiaro: Ryuga utilizza il Taizan Tenro Ken ed è guidato da Sirio, stella che, notoriamente, rivaleggia in luminosità con quella Polare – che rappresenta l’Imperatore del Cielo – e che quindi simboleggia perfettamente la sua “indipendenza” rispetto a Hokuto, Nanto e Gento, che invece nascono proprio per difendere l’Imperatore.

(Cliccate per ingrandire)

L’unico legame che ha con Nanto è l’essere fratello di Julia e nient’altro. Tuttavia, chi sostiene che Ryuga appartenga ad una delle 108 discipline di Nanto, porta spesso a sostegno delle sue affermazioni il Gioco di Ruolo di Ken il guerriero, edito da Nexus negli anni ’90. Lì, in effetti, Ryuga viene presentato come guerriero di Nanto, ma la dura verità è che, in questo bellissimo GdR, la meticolosità nel creare il sistema di gioco è stata purtroppo inversamente proporzionale a quella profusa nel ricreare l’ambientazione. Di conseguenza è un GdR divertentissimo da giocare ma quasi totalmente inattendibile per ogni informazione riguardante l’opera originale.

2 – È vero che solo da noi il cartone è censurato mentre in Giappone il sangue è rosso?

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No. Qui tra l’altro sfatiamo un mito che, in generale, ci portiamo dietro all’incirca dagli anni ’90, periodo della prima grande invasione dei manga in Italia e del propsperare delle riviste di settore come Mangazine, Zero e Kappa Magazine. All’epoca si iniziavano a scoprire i pesanti tagli che Mediaset operava sugli anime – uno su tutti, Kimagure Orange Road (da noi “È quasi magia Johnny”), vittima di una vera e propria mutilazione – e questo generò non solo l’indignazione di molti appassionati, ma anche l’errato pregiudizio che ogni anime trasmesso da noi che non mostrasse apertamente scene di violenza o di sesso, fosse necessariamente vittima di censura. Al contrario, la verità è che ANCHE in Giappone esiste la censura per i prodotti destinati al mercato televisivo e Ken non faceva eccezione. La censura “creativa”, studiata da Masami Suda, diede quindi modo di portare sullo schermo un anime che altrimenti non avrebbe mai visto la luce. Qui in Italia, fatto salvo qualche taglio occasionale e di poco conto, Ken il guerriero è stato sempre trasmesso così com’era. L’unica volta che qualcuno ha provato a metterci le mani sopra è stato alla fine degli anni ’90, quando per un certo periodo la serie è andata in onda sull’allora neonata La7. Lì in effetti tante scene sono state tagliate, ma è stato un caso isolato. Alcuni sono comunque convinti che le cose non stiano così semplicemente perché gli è capitato di imbattersi in qualche scena del film d’animazione di Ken il guerriero, in cui la violenza è molto più esplicita che nell’anime televisivo.

3 – È vero che alcuni dialoghi italiani sono stati cambiati dopo i primissimi passaggi televisivi?

Sembrerà assurdo ma, a volte, la memoria gioca brutti scherzi. E questo è uno di quei casi. Alcuni infatti dichiarano di ricordare perfettamente delle frasi – che avrebbero udito da bambini, quando guardavano Ken nei suoi primi passaggi sulle TV locali – che sarebbero poi state cambiate nelle successive repliche. Chiaramente, essendo che stiamo parlando di un doppiaggio che veniva fatto in maniera sbrigativa e – per usare un eufemismo – con pochissimi mezzi, la sola logica basterebbe già  a suggerire l’ovvia risposta, ma per fugare in via definitiva anche il più infinitesimale dubbio, ho girato la domanda direttamente al mitico Alessio Cigliano, voce storica del nostro Kenshiro. Ecco la sua risposta:

risposta alessio cigliano

4 – È vero che esiste una terza serie del cartone che non è mai arrivata in Italia?

No. La serie animata storica di Ken il guerriero si ferma in Giappone esattamente nello stesso punto in cui si è fermata in Italia: alla morte di Kaioh. Esistono però altre storie, SOLO nel manga originale, successive alla saga della Terra degli Shura, che non sono mai state trasposte in animazione e in cui, tra le altre cose, compare Ryu, il figlio di Raoh.

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Ken il guerriero vol. 24 – dicembre 1998 – Edizione Star Comics

5 – È vero che è Julia la madre di Ryu, il figlio di Raoh?

No. Come lo stesso Buronson ha confermato in un’intervista per il trentennale di Ken il guerriero, né lui né Hara avevano in mente di dare una madre particolare a Ryu, né vi è alcun indizio che possa minimamente far pensare il contrario. Si tratta, come spesso accade, di mere speculazioni nate sui forum e nulla più.

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(Estratto dall’intervista a Buronson del 2013)

6 – È vero che Raoh era più forte di Ken ma si è lasciato battere di proposito?

Assolutamente NO. Raoh e Kenshiro, come lo Yin e lo Yang, come la Tigre e il Dragone, sono uguali, complementari ma contrapposti. Potrei dilungarmi per ore su questo discorso ma, per farla breve, benché di pari forza (vedere l’esito del loro primo scontro al villaggio di Mamiya), entrambi hanno bisogno di apprendere qualcosa dall’altro. E se Raoh si trova man mano a riscoprire i sentimenti che aveva tentato di seppellire sotto la maschera di Re del Pugno, Kenshiro impara quella determinazione necessaria ad affrontarlo e vibrare il colpo mortale nel loro ultimo scontro. Entrambi lottano senza risparmiarsi e senza concessioni (da notare che, a livello marziale, sarebbe un disonore per l’avversario se uno dei due si facesse sconfiggere di proposito) e, alla fine, dopo aver dato tutto sé stesso, Raoh muore dichiarando di non avere il minimo rimpianto. Potrebbe mai dichiarare una cosa del genere sapendo di lasciare il mondo nelle mani di qualcuno che gli è inferiore? Chiaramente no, e infatti egli stesso a rendersi conto della superiorità di Ken.

Ken il guerriero vol. 16 - Aprile 1998 - Edizione Star Comics

Ken il guerriero vol. 16 – Aprile 1998 – Edizione Star Comics

7 – È vero che Toki, se non si fosse ammalato, sarebbe stato il successore di Hokuto?

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Ken il guerriero vol. 6 – 2013 – Edizione Planet Manga

Questo è ciò che sembra affermare Kenshiro, ma non ci sono evidenze che dimostrino che quello che dice non sia altro che un pensiero nato dall’affetto e dalla stima (ma anche un certo senso di colpa) verso quel fratello maggiore dalla “tecnica perfetta” che tanto ammirava. Interessante il fatto che, a sostegno di quello che dice, egli porti infatti una descrizione della bravura di Toki piuttosto che un flashback in cui Ryuken affermi di volerlo designare come successore, quindi quello che dice va inteso non come un dato di fatto ma, come è possibile leggere nella stessa pagina, un’opinione comune tra tutti gli altri candidati al ruolo, altrimenti, piuttosto che dire “Perfino quell’infame di Jagi ne riconosceva il talento”, limitando quindi di fatto l’affermazione alla ristretta cerchia dei fratelli di Hokuto, ci sarebbe stato scritto “Perfino il maestro Ryuken ne era convinto” o qualcosa del genere. Insomma, in poche parole Raoh, Jagi e Kenshiro guardavano a Toki come un esempio delle qualità che avrebbe dovuto avere il successore di Hokuto e quindi ritenevano che Ryuken avrebbe scelto lui se non si fosse ammalato, ma questo non significa che le cose sarebbero andate davvero così.

8 – È vero, come afferma Toki, che un solo errore nell’esecuzione del “Colpo della Distruzione dell’Universo” avrebbe potuto distruggere l’intero universo?

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No, per carità! Si tratta soltanto di uno degli innumerevoli errori del doppiaggio nostrano di Ken il guerriero. Tanto per cominciare il nome della tecnica è Hokuto Shinken Hi Ōgi Tenha No Kamae (北斗神拳秘奥義天破の構え – Segreto Occulto della Divina Scuola di Hokuto: Posizione della Distruzione del Cielo), ed è una posizione di guardia che precede la Hokuto Shinken Ōgi Tenha Kassatsu (北斗神拳奥義天破活殺 – Segreto della Divina Scuola di Hokuto: Potenza Distruttrice del Cielo), che rappresenta invece l’attacco vero e proprio. Ad ogni modo, come già si può evincere dal nome della tecnica, ciò che dice Toki è da intendere in senso metaforico e suona più o meno così: “Le sette stelle di Hokuto sono numi tutelari del Cielo e si dice che possano arrivare anche a distruggerlo se questi versa nel caos”. Ovviamente tutto fa riferimento al Cielo non in senso fisico ma in quanto dimora di tutti quegli astri che, secondo la tradizione orientale (da cui Ken il guerriero pesca a piene mani, ricordiamolo sempre), determinano il fato degli esseri umani. Souther dichiara con orgoglio di avere dalla sua la Stella della Sovranità e di percorrere quindi il sentiero del dominatore, ma Kenshiro è guidato da Hokuto, la costellazione che protegge l’ordine del Cielo e, di conseguenza,  governa sul fato stesso! Difatti, proprio quando Souther pensa di avere la vittoria in tasca, affermando che il suo corpo è l’evidente testimonianza che gli astri gli hanno concesso di dominare il mondo, Kenshiro gli mostra che il suo segreto è scoperto ed assume la particolare posizione di guardia, descrivendo con le mani le sette stelle di Hokuto, proprio per ricordargli chi governa davvero nei reami celesti. L’osservazione di Toki si colloca proprio in tale contesto, andando a sintetizzare quanto ho appena esposto in un’iperbole molto efficace che ricorda che, a dispetto di quello a cui Souther crede che il Cielo lo abbia destinato, la potenza di Hokuto è tale da arrivare a distruggere perfino l’intera volta celeste – a fare tabula rasa, come si suol dire – se gli astri decidono di ribellarsi all’ordine prestabilito.  

9 – È vero che Raoh e Kaioh avevano un terzo gemello di nome Diago che venne rapito alla nascita?

No. Tolto il fatto che Kaioh era più grande di Raoh, questo è un altro dei “danni” fatti dal GdR di Ken il guerriero. Come già detto, con un’attendibilità prossima allo zero, il GdR ricostruiva l’ambientazione dell’opera originale tentando anche di riempire dei vuoti narrativi della trama, ma non si limitava solo a questo. Per tentare di aggiungere nuove linee narrative utili a sviluppare avventure interessanti, gli autori del gioco si spinsero al punto di inventare di sana pianta sia la storia della nascita delle diverse scuole di lotta, sia eventi e personaggi mai nemmeno immaginati da Hara e Buronson. Nel caso specifico, prendendo anche vagamente spunto dagli episodi pilota di Ken, in cui i guerrieri Taishan giocano un ruolo importante, il gioco narra dell’esistenza di un ordine, La Mano Segreta, costituito da guerrieri Shura che miravano a conquistare il mondo prima dell’Olocausto Nucleare. Furono loro a costituire il Tempio Taishan per perseguire i loro scopi e furono sempre loro a rapire questo famigerato terzo gemello di Raoh e Kaioh. Nell’ottica di questa ricostruzione furono poi sempre loro, attraverso i Taishan infiltrati nelle strutture governative, a condannare il pianeta alla guerra atomica. Tutto questo, come ebbi modo di sapere direttamente da Marcello Missiroli, uno degli autori del GdR, serviva per creare un modulo d’espansione (che non venne mai realizzato) in cui Diago, cresciuto dai superstiti della Mano Segreta, sarebbe stato un potente avversario per i giocatori, potendo disporre non solo dello stesso sangue dei suoi fratelli, ma anche dei più arcani segreti della Scuola Shura.

10 – È vero che Kaioh avrebbe potuto uccidere Ken se non fosse intervenuto nessuno a portarlo via?

Ma neanche per sogno. Mi spiace per tutti i fanboy di Kaioh ma quello che avviene è molto chiaro e privo di zone d’ombra. Inizialmente, Kenshiro viene colto di sorpresa dall’immensa forza dell’avversario, le cui tecniche sono alimentate dal rancore che nutre verso Hokuto. Non c’è dubbio che Kaioh ce la mette tutta ma, quando finalmente il sangue della Dinastia Principale si risveglia nelle vene di Ken, basta la semplice emanazione del suo spirito combattivo (nonostante egli sia in stato di incoscienza) a sottomettere il nemico. Lo stesso Kaioh, dopo aver visto all’opera la vera forza del successore di Hokuto, si rende conto che non potrà mai batterlo e decide di architettare un diabolico piano per far sì che sia Hyoh (che ha lo stesso sangue) a lottare contro Ken, nella speranza che i due si uccidano a vicenda.

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Ken il guerriero vol. 22 – Giugno 2011 – Edizione d/books

11 – È vero che l’Hokuto si ispira all’arte marziale “x” o all’arte marziale “y”?

No. Non esiste nella realtà un’unica arte marziale che possa fregiarsi del merito di aver ispirato la famosa tecnica assassina di Kenshiro. Come ormai dovrebbero sapere anche i sassi, l’Hokuto Shinken è un’idea che venne in mente a Nobuhiko Horie e consisteva, inizialmente, in una vaga arte marziale capace di far esplodere i nemici. Di lì l’idea si è man mano sviluppata e, tanto Buronson quanto Hara hanno sempre affermato che lo spunto lo prendevano spesso da svariate arti marziali, senza alcun riferimento particolare, prediligendo però quelle più antiche.

12 – È vero che, in un’intervista, Sylvester Stallone ha dichiarato che gli sarebbe piaciuto interpretare Kenshiro?

Questa storia gira da almeno una decina d’anni eppure, fino ad ora, NESSUNO è stato in grado di fornire un link alla fonte della notizia o, quantomeno, di farci sapere a chi questa intervista è stata rilasciata o dove e quando è stata pubblicata. Di solito, quando mancano questi elementi, si parla di bufala, ma se un domani dovesse saltare finalmente fuori anche solo la scansione di un ritaglio di giornale con la fantomatica intervista, sarò lieto di ricredermi.

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13 – È vero che Ken il guerriero – le origini del mito si è concluso perché non vendeva bene?

No, per niente. In Giappone, quando un manga va male, si conclude nel giro di pochissimo tempo. Le origini del mito è andato invece benone: pubblicato settimanalmente per ben 10 anni (il doppio della serie storica!), attualmente conta già diverse ristampe in patria. È successo piuttosto che il maestro Hara, con l’aggravarsi del suo cheratocono, una particolare patologia degli occhi che si porta dietro da tanti anni, non riusciva più a sostenere i ritmi di pubblicazione settimanali. Insomma, voleva proprio appendere la matita al chiodo. Si decise allora di far combaciare la fine del manga con la chiusura della rivista sulla quale veniva pubblicato, Comic Bunch e, alcuni mesi più tardi, grazie all’insistenza di Nobuhiko Horie, Hara tornò con un nuovo manga, Ikusa No Ko, pubblicato al ritmo di un episodio al mese sulla neonata Comic Zenon.

souten no ken

14 – È vero che Hara si è ispirato alle città italiane di Nanto e di Cento per i nomi delle due scuole che rivaleggiano con Hokuto?

Sarebbe bello ma purtroppo no, mi spiace. Nanto (南斗), in giapponese, significa letteralmente “Mestolo del Sud”, mentre Gento (元斗 – che si legge ghen-to e non cento), significa “Stella Primigenea”. La prima indica un’ asterismo di 6 stelle che si trova all’interno della costellazione del Sagittario, mentre la seconda è riferita alla Stella Polare.

15 – È vero che l’Isola dei Demoni è un’isola al largo delle coste del Giappone?

No. E non è nemmeno un’isola. Il termine con cui viene identificato il luogo in cui è nato l’Hokuto è “Shura No Kuni”, che tadotto in italiano è Terra degli Shura e rappresenta ciò che rimane della Cina postatomica. Anche in questo caso il GdR di Ken ha contribuito ad alimentare l’errore, creando  addirittura un’intera espansione dal titolo “L’Isola dei Demoni” e dando credito all’idea che si trovasse al largo delle coste giapponesi. La verità è, oltre che già intuibile dal manga originale, ribadita in maniera esplicita in Ken il guerriero – Le origini del mito, in cui l’episodio della partenza di Raoh, Toki e Kenshiro dalla Terra degli Shura è geograficamente localizzata (immagine sottostante).

terra degli shura

BONUS – È vero che Ken è il nome e Shiro il cognome?

Questa me la sono voluta tenere per ultima, come extra. Eppure, al 2016, c’è ancora chi scrive: “Io sono il più migliore fan di Ken Shiro !!111”. Tra l’altro ci sono versioni ancor più orripilanti come Ken Sciro o, peggio ancora, Chen Sciro (sempre rigorosamente staccate però, eh  😀  ). Ecco, a beneficio di tutti coloro che ancora non l’hanno capito, si scrive così:

KENSHIRO
(ケンシロウ)

kenshiro

Ken il guerriero e gli errori del doppiaggio storico (ottava puntata)


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Ben ritrovati con la rubrica sugli ormai mitici errori del doppiaggio di Ken il guerriero! Dopo la lunga pausa che ha tenuto fermo il sito per molti mesi, ho deciso di riprenderla da dove l’avevo lasciata e – a gran richiesta – aggiornarla con più frequenza. Sia perché é ormai divenuta il mio personale cavallo di battaglia, sia perché di puntate da analizzare ce ne sono così tante da rendere necessaria un’accelerazione. Ce la farò? Vedremo, ma intanto, mentre vi ricordo che cliccando qui trovate l’elenco delle precedenti puntate, vi esorto a mettervi comodi e a prepararvi (come sempre) al peggio. Buona lettura!

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