Hirohiko Araki e Tetsuo Hara si incontrano per ricordare gli anni su Shonen Jump

Hirohiko Araki, autore de “Le Bizzarre Avventure di JoJo”, e Tetsuo Hara, papà di “Ken il guerriero”, si sono incontrati lo scorso 8 settembre nella cornice del  “Weekly Shonen Jump Exhibition VOL. 1 – Dal primo numero agli anni ’80 – L’inizio della leggenda”, la mostra evento (di cui abbiamo parlato qualche tempo fa) dedicata al 50° anniversario dello storico settimanale della Shueisha.

Nel corso dell’evento, denominato “Talk Show delle Leggende”, i due artisti hanno ricordato quegli anni d’oro, parlando del rapporto che avevano con i rispettivi editor, dei mangaka a cui più si sono ispirati e delle loro iniziative.

Araki ha raccontato dell’epoca del suo debutto e di quando il suo editor, Ryōsuke Kabashima (attualmente responsabile della divisione nuove testate di Shueisha), gli fece pressioni perché… facesse un viaggio in Egitto! Araki non amava viaggiare al’estero, ma ricorda quanto quell’esperienza gli sia poi stata d’aiuto nel momento in cui ha realizzato il terzo arco narrativo di JoJo (oggi noto come “Stardust Crusaders”). Un altro ricordo particolare è legato ad una volta in cui, disegnando qualcosa che ricordava molto da vicino i lavori di Hisashi Eguchi, Araki si è beccato una bella ramanzina sempre da Kabashima che, visibilmente alterato, gli ha intimato di non provare mai più a disegnare qualcosa di tanto derivativo. Questo, secondo l’autore, è stato l’evento che lo ha spinto poi ad andare in direzione esattamente opposta, portandolo alla creazione di JoJo.

Entrambi, Araki ed Hara, hanno in effetti sottolineato quanto era dura passare costantemente “sotto la scure” dei loro rispettivi editor. Ad esempio, Araki ha narrato di un episodio in particolare, che all’epoca lo ha colpito molto, riguardante un altro autore che piangeva mentre il suo editor gli diceva “questa roba è noiosa, la butto nel tritacarte”. Da allora, l’autore ha temuto spesso che gli potesse capitare una cosa del genere. Dal canto suo, il maestro Hara gli ha fatto eco aggiungendo: “Gli editor devono tenere a bada i mangaka e non le mandano a dire”.

Quindi ha parlato del rapporto che aveva Nobuhiko Horie, all’epoca suo editor ed ora con lui a capo della Coamix. “Di solito era affabile, ma la mia lentezza gli faceva venire l’aura come quella di Raoh. Sbatteva il pugno sulla scrivania gridando – ma possibile che hai fatto solo questo? -. Faceva paura”.

Hara ha quindi ricordato la prima volta in cui Horie ha letto le sue “Hidebu!” e “Abeshi!”, le ormai iconiche urla di morte dei crestoni di Ken il guerriero (di cui abbiamo parlato meglio qui). L’editor, senza mezzi termini, gli disse “Hai sbagliato a scrivere”, e a quel punto l’autore gli spiegò che si trattava invece di giochi parole con un proposito ben preciso ma dovette faticare non poco per convincerlo ad accettare quell’idea. “Gli editor tirano fuori il lato competitivo dei loro colleghi mangaka”, ha concluso Hara.

Quando gli è stato chiesto da quali artisti  ha tratto maggior ispirazione, il maestro non si è potuto esimere dal menzionare Tetsuya Chiba (Rocky Joe) e Katsuhiro Otomo (Akira). Su quest’ultimo ha condiviso un ricordo di gioventù, quando, avendo saputo che abitava a Kichijōji (un quartiere di Musashino, città conurbata con Tokyo), era andato fino a lì per cercarne la casa ma senza trovarla.

Hara ha infine fatto sorridere il pubblico quando, scherzando, ha dichiarato: “All’epoca pensavo di potermi guadagnare da vivere disegnando manga fino alla fine dei miei giorni. Alla fine è andata proprio così… e adesso me ne pento!”

Fonte: ANN

Ringrazio Daniel Zelter per la segnalazione

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Quentin Tarantino dirigerà il film di Ken il guerriero

PESCE D’APRILE PER TUTTI GLI AMANTI DEL GUERRIERO DI HOKUTO!!

Dopo anni di rimandi e di imprevisti, è stato finalmente ufficializzato l’accordo tra Tetsuo Hara e Quentin Tarantino per portare su grande schermo le gesta di Kenshiro! Il film, attualmente ancora in fase di pre-produzione, sarà il primo capitolo di una trilogia che culminerà con il duello finale tra il protagonista e il grande Raul, il Re di Hokuto, ruolo per il quale è stato fatto il nome di Dwayne “The Rock” Johnson.

Di seguito, le dichiarazioni del regista e dell’autore:

Quentin Tarantino

Fin da quando, nei primi anni ’90, mi capitò fra le mani un numero del fumetto, non potei fare a meno di innamorarmene. Appena ne ho avuto l’occasione, durante un mio viaggio in Giappone nel ’99, ho incontrato il maestro Hara e gli ho sottoposto il progetto, ma all’epoca c’erano ancora alcuni problemi di copyright con il precedente editore e quindi la cosa sfumò. Io utilizzai allora molte delle idee che avevo in mente per la realizzazione di Kill Bill. In seguito non ci ho pensato più almeno fino al 2013, quando il maestro, dopo aver visto Django Unchained, mi ha ricontattato chiedendomi se ero ancora interessato all’idea. Da allora sono iniziati gli accordi per produrre una trilogia cinematografica che finalmente soddisferà tutti i fan della serie. In accordo con il maestro Hara abbiamo pensato infatti di sfruttare l’occasione per chiarire definitivamente dei concetti che ancora oggi generano dibattiti tra i fan. In particolare abbiamo pensato di inserire, durante i combattimenti, delle barre di energia vitale tipo picchiaduro ad incontri e dei misuratori di potenza dei colpi inflitti. Questo aiuterà finalmente a capire chi è più forte di chi, che poi è il fulcro centrale della storia, no? Alcuni combattimenti verranno appositamente riscritti in modo che le vittorie siano sempre pulite. Ad esempio, Raul stavolta non avrà alcun mantello e dovrà battere in ritirata strategica contro l’immane potenza dell’Uccello D’Acqua, lo stile più forte tra quelli del Sacro Nanto. A livello di trama esploreremo poi i motivi che hanno portato Raul a farsi uccidere da quell’incapace di Kenshiro, che se non fosse stato solo un paraculato sarebbe morto già sotto i colpi di Shin e del Karaté di Sua Maestà. E non ci dimenticheremo di Toki, il migliore, che se non fosse stato per la malattia avrebbe fatto il culo a tutti! Ovviamente la violenza dei combattimenti sarà poi talmente realistica da richiedere un rating a parte che stiamo appositamente studiando con la Motion Picture Association of America. Con la nuova tecnologia 3D vedrete viscere e budella schizzarvi direttamente in faccia!

Tetsuo Hara

Che posso dire? Sono davvero soddisfatto che la mia opera venga portata sul grande schermo da qualcuno che l’ha capita davvero in ogni sua sfumatura. L’idea delle barre di energia vitale e dei misuratori di potenza dei colpi erano cose che avrei voluto già inserire io all’epoca del manga, ma avevo le mani legate per colpa di quel vecchio bacucco di Buronson. Io avrei voluto strutturare la serie come un vero videogame, anche al punto di far decidere ai lettori chi doveva vincere o perdere gli incontri, ma lui si opponeva sempre. Diceva “ci vuole una trama, ci vuole una trama” e io gli rispondevo “ma a che ca**o serve la trama se tanto, fra trent’anni, la gente starà ancora a farsi le pippe mentali su chi vince tra Toki sano contro Falco con tutte e due le gambe?”. Insomma, quello che stavolta vedrete sullo schermo sarà il VERO Ken!

La data di inizio per le riprese è fissata a novembre 2017. Nel ruolo di Kenshiro troveremo la star Shia LaBeouf, che già da mesi si sta allenando per interpretare il successore di Hokuto…


… mentre nel virginale ruolo di Julia troveremo la famosissima Sasha Grey

… e il mitico Nicolas Cage sarà invece Toki! Il migliore!

Ben conoscendo a quali attori il maestro Hara si era inizialmente ispirato per creare i suoi personaggi, il regista ha pensato anche di chiamare in videoconferenza Sylvester Stallone che, direttamente dal divano di casa sua, ha dichiarato:

“Come ho già avuto modo di dire in passato, sono ormai troppo vecchio per il ruolo ed è un vero peccato. Anche perché un paio di botte alla Grey le avrei date volentieri”.

Per ora le news si fermano qui, ma continuate a seguirci per saperne di più!

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Tetsuo Hara X Kentaro Miura – L’incontro tra due leggende del manga

Come anticipato una decina di giorni fa, lo storico incontro tra Tetsuo Hara e Kentaro Miura è stato finalmente pubblicato sulle pagine dell’ultimo numero del mensile giapponese Comic Zenon. Per l’occasione il team del Silent Manga Audition – che ringrazio per aver accettato la mia proposta – pur non traducendo la doppia intervista nella sua interezza, ha preparato però un esaustivo report della lunga chiacchierata, riassumendone i concetti chiave in modo da rendere partecipe anche chi non parla la lingua dei nobili samurai.
Quindi, come si chiede lo stesso Taiyo Nakashima, autore dell’articolo originale in inglese (che potete trovare cliccando qui), che tipo di discussione può essere venuta fuori mettendo due leggende viventi l’una di fronte all’altra? Continuate a leggere se volete scoprirlo!

NOTA: quella che segue non è una traduzione letterale dell’articolo, ho preferito esporre gli argomenti in essa riportati in maniera più scorrevole per la nostra lingua e aggiungere un paio di appunti (che a fare le cose con google translate son bravi tutti)

Nella primissima parte dell’intervista si è parlato delle opere che hanno influenzato i due celebri mangaka. Miura ha indicato Ken il guerriero, perché quando negli anni ’80 lo lesse per la prima volta rimase profondamente colpito dal fatto che qualcuno riuscisse a mantenere un così elevato livello di dettaglio pur rispettando le scadenze imposte dai ritmi di pubblicazione settimanali. Questa stessa doppia intervista è nata dal suo desiderio di incontrarne l’autore, Tetsuo Hara appunto, in quanto lo ritiene l’artista che più di tutti l’ha influenzato. Dal canto suo, il maestro Hara ha sorpreso tutti con una risposta del tutto inattesa. Egli ha indicato infatti Tensai Bakabon (天才バカボン – La geniale Bakabon), un gag manga demenziale che impazzava in Giappone negli anni ’70, come l’opera che per prima lo ha influenzato. Bakabon era infatti una serie dalla comicità molto elementare in cui però, ogni tanto, c’erano momenti disegnati in stile Gekiga che, per contrasto, rendevano le gag ancor più esilaranti.

bakabon

Creato da Fujio Akatsuka, Tensai Bakabon è stato pubblicato in Giappone dal 1967 al 1976

Gekiga (劇画) è un termine giapponese che significa “immagini drammatiche”. Il termine fu coniato da Yoshihiro Tatsumi e in seguito adottato da altri mangaka giapponesi, che non apprezzavano che il termine manga (“immagini disimpegnate”) fosse impiegato in riferimento alle loro opere. – da Wikipedia

Si è passati quindi a parlare di questo particolare stile e di come Hara ne fu attratto sin da ragazzino. Di come, alla continua ricerca del realismo, si è procurato fumetti americani (in special modo quelli disegnati da Neal Adams) e libri di anatomia con l’intenzione di diventare un pittore. E di come, influenzato da questo stile di cui si era innamorato, fosse per lui una sfida riuscire a trovare il giusto equilibrio tra umorismo e rappresentazione drammatica ai tempi in cui disegnava Ken il guerriero. Hara divenne infatti noto per questo suo gusto particolare e ha ricordato che una volta è giunto fino al punto di dichiarare che “Preserverà il Gekiga in eterno!”, mettendo in risalto la sua forte dedicazione a tale stile. Fatto interessante, nel periodo in cui aveva iniziato a disegnare fumetti, il “boom” dei Gekiga era al tramonto in Giappone e stava cedendo il passo alle commedie romantiche, caratterizzate da personaggi dai lineamenti molto più dolci e che guadagnavano sempre più popolarità presso il pubblico. Questo all’allora giovane Hara non andava proprio giù e fu anche per tale motivo che diede alla luce Ken il guerriero, riuscendo non solo a creare un capolavoro ma anche riportando in auge un genere che all’epoca stava scomparendo.

Comunque, da allora molte cose sono cambiate. Hara ha infatti confessato che attualmente mira di più al pubblico femminile (che in Giappone registra un aumento maggiore di quello di sesso maschile) e, benché possa sembrare strano che un mostro sacro dei manga si ponga ancora oggi il problema di come intrattenere un pubblico sempre più ampio, questo è da imputare alla passione che ancora arde nel maestro nonostante tanti anni di carriera alle spalle. Anni in cui anche i suoi gusti sono cambiati e, se quando era un ventenne amava disegnare personaggi virili e muscolosi, oggi ha imparato ad apprezzare figure più slanciate tipiche degli shonen che, secondo lui, mettono in risalto “il potenziale per il futuro”. In tal senso, il maestro Miura ha elogiato Ikusa No Ko, l’opera più recente di Hara, affermando che le lettrici troveranno quel certo “glamour” tra i personaggi maschili.


Ikusa No Ko – Oda Saburo Nobunaga Den

Edito in Italia da Goen con il titolo La leggenda di Oda Saburo Nobunaga, è l’ultima opera del maestro Tetsuo Hara e narra della giovinezza del più famoso condottiero del Giappone feudale. Cliccando qui troverete la recensione del primo volume ed un’intervista al riguardo.


Si è passati allora ai “dietro le quinte” di Ken il guerriero. Il maestro Miura ha parlato del fascino di quest’opera ed ha affermato che l’idea di premere i punti segreti per far esplodere gli avversari è semplicemente incredibile, e tutta la storia si è infatti evoluta intorno a questo unico espediente. Dal canto suo, il maestro Hara ha ricordato ancora una volta che l’idea venne da Nobuhiko Horie, all’epoca suo editor e oggi CEO della Coamix. Hara infatti amava Bruce Lee e Mad Max, così Horie cercò un modo per far combaciare le due cose. Il maestro Hara ha poi paragonato la creazione di un manga al tessere una veste, affermando che il lavoro di un mangaka è quello di diventare uno specialista nel tessere dei “fili orizzontali” (i personaggi e i loro attributi)”, ma può trovare difficoltà nel tessere “fili verticali” (gli eventi che mandano avanti la trama). All’epoca fu Horie a tessere molti di quei fili verticali.

Sempre restando su Ken, si è parlato del fatto che, pur essendo uno shonen, cioé indirizzato principalmente ad un pubblico di ragazzini, il manga è ben noto per le sue scene brutali. Hara ha quindi ribadito che la violenza non è mai stata il tema portante della serie, ma alcuni momenti erano inevitabili e necessari per mostrare quanto fosse straordinaria la tecnica di combattimento del protagonista. Il maestro però non voleva che i lettori percepissero il dolore e l’agonia che la morte inevitabilmente comporta e, per raggiungere questo scopo, indirizzando l’attenzione dei lettori su Kenshiro, il reale protagonista, piuttosto che sul sangue, si è inventato delle urla di dolore ridicole che smorzavano la crudezza della scena e, anzi, inducevano il lettore a ridere della giusta punizione inflitta al criminale di turno. Tutta questa attenzione non gli ha comunque impedito di ricevere parecchie critiche da chi osservava la sua opera in maniera superficiale e, per potersi concentrare al 100% sul lavoro, all’epoca dovette fare affidamento su Horie, che lo tenne al riparo da ogni polemica proveniente dall’esterno. E anche se qualche altro problema c’è stato, Hara ha affermato che la produzione di Ken è riuscita ad andare avanti a lungo senza intoppi sia grazie ad Horie, sia grazie a Buronson, abilissimo nel creare storie commoventi.

Dopo questa parentesi dedicata alle curiosità (che in realtà la maggioranza dei fan già conosceva, ma va bene lo stesso) legate alla lavorazione di Ken il guerriero, il maestro Miura è passato con tono entusiasta a parlare del modo in cui è stato disegnato. Stando alle sue parole era come se i pugni di Kenshiro e Raoh volassero fuori dalla pagina. Quando realizzò Berserk, Miura voleva ricreare quello stesso effetto, ma i risultati non lo soddisfacevano. Sentiva che la spada di Guts non aveva lo stesso “peso” di un pugno. Entrambi i maestri hanno quindi convenuto che “La Divina Scuola di Hokuto rappresenta come un’estensione del senso fisico del lettore, restituendogli un vero stimolo”. Miura ha quindi aggiunto che “L’Ammazzadraghi”, la grande spada di Guts, è stata creata anch’essa tenendo a mente quest’idea di “estensione della realtà”, in modo che i lettori la ritenessero credibile.

A seguire si è parlato dei personaggi storici di cui il maestro Hara si è trovato a raccontare le gesta. Partendo dall’ultimo, il giovane Oda Nobunaga di Ikusa No Ko e passando per Maeda Keiji, Shima Sakon e Tokugawa Ieyasu, la discussione è andata a finire sul metodo con cui il maestro ne ha ricostruito la personalità, le abitudini, il modo di vivere e di esprimere le emozioni, tutti elementi che ha dovuto immaginare durante la progettazione. L’ultimo ingrediente, fondamentale per dar vita agli affascinanti personaggi caratteristici delle sue opere, sono infine i dettagli storici. Nel caso di Nobunaga, comunque, trovandosi a parlare di un periodo in larga parte sconosciuto della sua vita, il maestro Hara gode di maggior libertà in termini creativi. Un discorso a parte è stato fatto circa il “Bigaku” (letteralmente “coscienza estetica”), ovvero quei tratti della personalità unici che definiscono il modo di vivere del personaggio. Hara ha detto che non li stabilisce nel momento in cui crea i protagonisti delle sue storie, ma li sviluppa man mano che questi vivono le intense storie scritte da Horie o Buronson.

Altro argomento dell’intervista è stato l’anime storico di Ken il guerriero. In sostanza, nonostante sia noto a livello mondiale, Hara non ne è mai stato pienamente soddisfatto. Il maestro infatti lamenta la semplificazione del tratto che necessariamente si è dovuta operare ma che, a suo avviso, tradisce il lavoro che egli ha fatto con il manga. Miura, giusto per mettere un po’ di benzina sul fuoco, gli ha fatto eco affermando che solo ad un artista di talento può accadere una simile tragedia. Tuttavia, giusto per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, entrambi hanno concordato sul fatto che un adattamento animato – per quanto oggigiorno non sia più redditizio come un tempo – rimane uno dei metodi più efficaci per spingere il pubblico ad interessarsi al manga d’origine. Stesso discorso è stato fatto per i manga spin-off. Hara ha dichiarato di partecipare attivamente alla loro creazione, in special modo le serie Naoe Kanetsugu e Kaze No Gunshi (rispettivamente derivanti da Hana No Keiji ed Ikusa No Ko), per le quali il maestro crea i personaggi importanti non solo dal punto di vista estetico, ma anche della personalità. In più, egli supervisiona il lavoro degli autori più giovani, controllando gli storyboard ed apportando miglioramenti ove necessario. Chiaramente tutto ciò comporta un bel carico di lavoro per il maestro Hara, ma egli sembra ripagato dal fatto non solo di riempire dei vuoti che da solo non riuscirebbe a colmare, ma anche di lavorare fianco a fianco con le nuove leve, che a suo avviso hanno molte idee nuove ed entusiasmanti. Non è sempre stato così, in realtà, perché in passato ha anche avuto dei diverbi con alcuni che non si attenevano alle sue direttive, ma oggi si sente soddisfatto del risultato e, anche se questi manga sono disegnati da altri, ritiene che i suoi input siano sempre ben visibili. Con un sorriso sornione ha aggiunto: “Ora che sono un po’ più anzianotto le persone tendono a darmi ascolto. Grazie al cielo ho superato i cinquant’anni!”

Argomento conclusivo della lunga chiacchierata è stato il metodo di lavoro del maestro Hara. Egli si è dichiarato infatti molto severo riguardo la realizzazione di un manga, definendolo come una forma di “disciplina”. Per quella che è la sua esperienza, infatti, quando si è disegnato per un tempo sufficiente si entra in una fase di concentrazione talmente alta che ogni altra cosa – compreso se stessi – scompare e conta soltanto il manga. Si viene presi da un sentimento di euforia che, secondo lui, rappresenta la vera gioia di un mangaka, ma che, quando finisce, ti lascia in uno stato di prostrazione tale che spesso ha temuto perfino di essere in punto di morte. Eppure, nonostante tutto, il maestro Hara non smette di entrare in questo particolare stato (che egli ha chiamato “la zona”) ogni volta che realizza un nuovo capitolo di un suo manga, anzi, ne ha fatto una vera e propria filosofia di vita. Perché se da un lato ha sempre ritenuto che un mangaka ha una sorta di responsabilità verso le nuove generazioni, che potrebbero allontanarsi da questa strada se vedessero i loro idoli “consumarsi” e morire giovani, dall’altro si è convinto col tempo che dare la propria vita per questo lavoro può essere una virtù. A tal proposito il maestro Miura ha aggiunto che, nonostante tema che invecchiando il suo piacere nel disegnare possa trasformarsi in pena, ha intenzione di farlo anche fino a novant’anni.

L’ultima domanda che Miura ha rivolto ad Hara, sempre restando legati al tema del lavoro come mangaka, riguardava la possibilità – visti i numerosi anni di carriera che entrambi hanno alle spalle – di arrivare ad un certo punto a perdere l’ispirazione, a non avere più stimoli. Hara ha risposto che la mancanza di idee è la norma e sarebbe dura se dovesse fare tutto da solo ma, fortunatamente, ha al suo fianco Nobuhiko Horie e tutto il resto dello staff della Coamix a sostenerlo. A questo ha aggiunto che, a volte, lo stimolo viene alimentato dal fatto che i giovani lo fanno “arrabbiare” (nel report originale non viene spiegato cosa voglia dire, ma con ogni probabilità e scherzosamente, Hara si riferiva al fatto che, ogni tanto, trova lo stimolo nel dover mostrare alle nuove leve, ancora inesperte, come si lavora). Infine, ha concluso dicendo che lavorare ed avere a che fare con così tante persone è qualcosa che aumenta il karma. Quel, karma, secondo lui, prima o poi torna indietro e aiuta sia te che le persone che ti stanno attorno.

Nel chiudere l’intervista, il maestro ha rivolto un particolare messaggio a Kentaro Miura, dicendogli che superata una certa età si diventa sicuramente più saggi e più esperti, ma il fisico diventa più fragile. Quindi il consiglio è di non pensare di poter gestire ogni cosa da solo ma delegare invece ai giovani e riservarsi il ruolo di guidarli. A suan volta il maestro Miura, che con i suoi 27 anni passati a lavorare su Berserk è ormai anch’egli un veterano di questo mestiere, ha accolto il messaggio con rinnovato entusiasmo.

Tetsuo Hara x Kentaro Miura – A breve l’incontro storico!

 

hara miura

Avete capito bene, i due mostri sacri del fumetto si incontreranno per una speciale intervista che verrà pubblicata sul prossimo numero del mensile Comic Zenon, in vendita in Giappone a partire dal prossimo 25 agosto. A testimonianza di questo eccezionale evento, Tetsuo Hara disegnerà la sua intepretazione di Guts, protagonista di Berserk, mentre Kentaro Miura disegnerà a sua volta Nobunaga Oda, protagonista di Ikusa No Ko, l’ultimissimo manga del papà di Ken il guerriero.

right on kingA corredare il tutto verrà presentato anche “Right On King”, un nuovo episodio spin off – stavolta dedicato a Shin – che, sulla falsariga di Ultimate Desire, Scrap Mountain e diversi altri, sarà scritto ancora una volta da Takeshi Kawada e disegnato da Yukito.

Per il pubblico occidentale, un report dell’evento sarà pubblicato – in inglese – anche sul sito del Silent Manga Audition, l’ormai famoso concorso internazionale indetto proprio da Hara e soci per scovare e forgiare le nuove promesse del manga.

SPECIALE: Masami Suda, leggenda dell’animazione

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Dal 30 Maggio al 2 Giugno 2015, il maestro Masami Suda sarà di nuovo in Italia, questa volta ospite di Etna Comics. Un’ottima occasione per fare un bel riepilogo
della vita di questo strordinario artista.

Nato il 16 settembre 1943 e originario della prefettura di Saitama, Masami Suda (須田 正己) è legato principalmente a Tatsunoko e Toei e si può considerare un vero veterano dell’animazione giapponese. Il maestro Suda è infatti oggi conosciuto come uno dei più grandi animatori mai esistiti. Infaticabile disegnatore, sempre pieno di lavoro, trova comunque il tempo per le sue passioni: il golf e le porsche. Nonostante tutto questo, si dimostra una persona modesta e di una gentilezza non comuni. Fin dall’infanzia era fortemente attratto dai manga e dal disegno in generale, anche a scuola era solito disegnare su ogni superficie scrivibile. Tra le sue prime fonti di ispirazione ci sono le serie di Osamu Tezuka, che lo spinsero a desiderare di entrare da grande nel mondo dell’animazione. Entrò a lavorare alla Tatsunoko fin dagli esordi della casa, nei primi anni sessanta. Qui iniziò ad apprendere i primi rudimenti di regia dell’animazione e character design. Parlando di questa fase della sua vita, in un’intervista tratta da Mangazine 25 del Luglio 1993, lo stesso Masami Suda dice: “E’ stata un’esperienza che mai potrò dimenticare, perchè c’era la possibilità di sperimentare veramente di tutto. Alla Tatsunoko c’era la possibilità di raggiungere il massimo dell’espressività affidandosi a un forte realismo grafico. Mi piaceva soprattutto il modo di lavorare di Tatsuo Yoshida, che stimavo moltissimo non solo come presidente, ma come artista”.

Masami Suda ha dalla sua parte la capacità di riuscire a modificare facilmente il proprio stile per adeguarsi al meglio ad ogni tipo di storia e, ovviamente, il suo talento non passa inosservato, tanto che un bel giorno vanno a fargli visita i membri dello staff esecutivo della Toei, che premono molto affinchè egli accetti la loro proposta. Suda accetta iniziando a collaborare con Toei da libero professionista. Diverse sono le opere di cui cura regia dell’animazione, character design e animazioni e, nel 1984, gli viene affidata un’impresa molto importante: portare su schermo le avventure di Kenshiro, protagonista del manga Hokuto No Ken che in quel periodo sta riscuotendo un successo enorme in madrepatria. Egli realizza quindi non solo la serie televisiva Seikimatsu Kyuseishu Densetsu – Hokuto No Ken (che noi ben conosciamo con il titolo Ken il Guerriero), ma anche il magnifico film animato del 1986, dove può esprimere ancor meglio il livello di dettaglio e realismo con il quale ha deciso di trasporre il manga in anime.

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Parlando di quest’esperienza dice: “I problemi sono stati numerosi. Per esempio, una cosa particolarmente difficile da rispettare erano le pose che Kenshiro assume quando si atteggia di fronte ai nemici. Mentre nel fumetto c’è l’aiuto del formato diverso della carta, in televisione tutto si appiattiva. Per rendere a tutti i costi l’impatto dell’azione ho dovuto escogitare il trucco delle linee che solcano il viso dei personaggi principali, proprio per esaltarne la forza. All’inizio erano contrari a questa soluzione, a causa dell’eccessivo lavoro che avrtebbe comportato, in seguito però ne sono rimasti tutti soddisfatti. Comunque ho dovuto studiare tutti i personaggi in modo da dare il tono più maschio e virile possibile alla serie. Forse è proprio questo il lato che in Hokuto No Ken mi piace di più.”

Sia in quel periodo che negli anni ’90, il maestro Suda ha disegnato moltissime delle illustrazioni che si possono trovare sulle confezioni del merchandise relativo a Ken, così come le illustrazioni di molti dei manuali d’istruzioni dei videogames pubblicati per Famicom, Sega Master System e Super Famicom. Non bisogna comunque dimenticare che negli anni più recenti il maestro ha dato il suo contributo come direttore dell’animazione anche in due episodi della serie televisiva di Souten No Ken e nell’OAV Toki Den, dove ha collaborato a stretto contatto con Junichi Hayama, che egli stesso considera il suo unico vero erede.


L’intervista di 199X – Sette Domande al maestro Masami Suda! (2011)

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1) Recentemente, Hokuto No Ken è stato al centro di un restyling animato sia su grande schermo che in Home Video. Nonostante questo, la maggioranza dei fan continua a preferire il suo lavoro di più vent’anni or sono sulla serie TV e sul film del 1986. Quanto si sente gratificato da ciò? Pensa che i risultati ottenuti all’epoca e non ancora eguagliati oggi, siano frutto più della capacità di animatori e disegnatori o dei metodi di lavoro?

Parliamo di “Hokuto no Ken”, la serie Tv partita nel 1984. 27 anni fa l’animazione giapponese era ancora caratterizzata da opere nel complesso piuttosto semplici, prive di una chiara elaborazione nel disegno, nelle ombreggiature e via dicendo. Perciò, a quel tempo s’incominciò ad andare un po’ a tentoni nella ricerca di qualcosa di davvero innovativo. Parlando della questione con il regista Ashida decidemmo di focalizzare la nostra attenzione su una composizione generale che avrebbe trasceso qualsiasi canone fino ad allora acquisito e di porre enfasi su una energia travolgente, ben sapendo che forse saremmo stati sommersi da critiche alle quali eravamo preparati.
Eppure, contrariamente a quanto ci eravamo aspettati, la nostra opera venne accolta senz’alcuna critica, anzi ricordo con piacere che fummo sostenuti in maniera decisiva dai più piccoli e dai giovani in generale.
Personalmente provo una profonda soddisfazione per quel che riuscimmo a fare in quel periodo.

2) Quanto tempo dedicava nella realizzazione di un singolo frame? Su cosa si basava il passaggio dallo schizzo a matita, al disegno pulito a matita e infine al frame completo di ombreggiature?

Nel mio caso “amplifico” l’immagine attenendomi allo storyboard. Ad esempio, quando devo descrivere una scena d’azione, ne immagino i movimenti e faccio uno schizzo approssimativo.
Il processo successivo, ovvero il disegno originale, ha nella “postura” il suo elemento fondamentale. E questo fattore è reso ancor più importante dalla presenza dell’aura generata dai personaggi di Hokuto No Ken. Ciò che si fa dei personaggi, insomma, è sintetizzato in questi aspetti (Fra l’altro, a quel tempo si trattava di un procedimento utilizzato nell’animazione al quale nessuno aveva ancora pensato).
Di conseguenza, una volta stabilita la postura si aggiungevano le ombreggiature e, infine, bastava conferire un senso di solidità alla figura così realizzata.
Per ciò che riguarda il tempo richiesto per il disegno, occorrevano non più di 30 minuti per un singolo fotogramma. Magari mi ci voleva più tempo affinché l’immagine che avevo in testa divenisse chiara e ben delineata. (Ride)
Non restava che aspettare! (Ride)

3) Quali sono stati gli aspetti più difficili e d’interesse del suo lavoro come character designer della serie animata e del film di Hokuto No Ken?

Nel periodo in cui s’inizio la serie televisiva, il Kenshiro dell’opera originale era ancora giovane e non molto elaborato nei tratti, ma il personaggio acquisì gradualmente un senso di realismo e divenne sempre più complesso. Anche il character design di Kenshiro nella versione Tv non potè fare a meno di seguire questa linea; ciò garantì un maggior realismo alla figura e nel contempo risultò estremamente piacevole e intrigante. Certo, credo che per tutti i direttori dell’animazione sia stata una bella gatta da pelare… (Ride)

4) Nell’episodio 49 dell’anime le animazioni e i disegni si discostano totalmente dalla serie regolare e si vocifera, addirittura, che sia stata opera di un membro esterno allo staff (un postino -ride-). Come mai questa scelta? Lei è stato felice di questo (ad esempio vedere Ken con i capelli rossi -risata-) ?

Parliamo del sistema di produzione che vi era a quel tempo nella Toei Animation. Io ero il character designer della serie Tv e mi occupai dei personaggi, dei vari passaggi e così via, dall’episodio 1 all’episodio 6.
In seguito, ogni direttore dell’animazione metteva insieme le cose. Tuttavia, allora non vi erano così tanti animatori capaci di rendere il disegno con sufficiente realismo. Fra l’altro, lo studio di produzione incaricato dalla Toei per il lavoro ignorava l’intento e il senso dell’opera, agiva precipitosamente e in piena libertà e c’era anche un altro studio che si occupava dell’animazione. Non vi erano scadenze per la realizzazione e in tutto ciò, considerando il lavoro finito, vi erano opinioni discordanti dalle varie componenti. Insomma, la cosa non mi convinceva.

5) Come siete riusciti a trasporre personaggi così emotivamente potenti in animazione? Com’era l’ambiente di lavoro?

A conti fatti, penso che allora vi fosse una particolare attenzione verso l’espressività dei personaggi e il modo di manifestare le emozioni. 27 anni fa si era certamente capaci di rappresentare le emozioni nelle espressioni facciali, ma non era ancora stato codificato un procedimento per poter mostrare le stesse emozioni e gli stessi sentimenti attraverso il corpo. Sarà stato probabilmente quest’ultimo aspetto che avrà suscitato una forte impressione e attirato la gente.
Oggigiorno, questo modo di rappresentare certe cose nell’animazione è la norma e viene sempre utilizzato… (Risata)
L’ambiente di lavoro trasudava di passione e spesso era difficile tenere a freno tutto lo staff! (Ride)

6) La serie in tv ha sconvolto tutti i canoni conosciuti, sia di tratto che di effetti grafici! Come riuscivate a fare un qualcosa così anacronistico per gli anni ’80?

Gli anni ’80 sono stati il periodo dell’ “analogico”, perciò tutto dipendeva dal lavoro manuale.
Questo rese necessaria l’adozione di un nuovo metodo sperimentale per rappresentare una nuova visione del mondo, del tutto differente da quanto si era visto sino a quel momento. Ritengo che in tutte le sue parti sia stato possibile conseguire questo risultato attraverso continue prove ed errori, procedendo per tentativi insomma, con energia e impegno costanti.

7) Settima e ultima domanda (come le sette stelle di Hokuto).
Ha mai pensato alle differenze tra il mondo post-atomico di Ken ed il nostro? Negli studi ne discutevate?

In quel periodo in America vi era un film che aveva ottenuto un successo strepitoso: Mad Max.
E si sa bene che quella fu la base di partenza per Hokuto No Ken.

Il mondo post-atomico di Mad Max e, di conseguenza, Hokuto No Ken costituisce uno sfondo arido in cui si è probabilmente intensificato il senso della bellezza tragica e dell’eroismo. Invece, il Giappone degli anni ’80 si trovava all’apice della cosiddetta “bolla economica” e nel bel mezzo di un periodo di pace che rasentava l’apatia (ndt: ovvero, quel senso di rilassatezza, simile all’apatia e al torpore, derivante da un lungo periodo di pace e prosperità, denominato in giapponese con un termine specifico “heiwa-boke”); in quello stesso periodo, i ricordi della guerra passata si erano ormai affievoliti e ciò contribuì a creare un clima distensivo anche intorno all’opera, non c’erano grandi discussioni.
Ora ci sono ben altri problemi, come la questione dell’energia nucleare o il disastroso terremoto nel nord-est del paese, intorno ai quali sono scaturite polemiche e discussioni molto accese…


 La carriera di Masami Suda

Masami Suda in una foto dei primi anni ’80

Il mitico Masami Suda, oltre ad aver creato le prime leggendarie trasposizioni animate di Hokuto No Ken, opere che lo hanno reso molto celebre nel suo settore, ha partecipato a decine decine di altri progetti nella sua lunga e gloriosa carriera. Leggendo l’elenco dei lavori del maestro vi renderete conto ancor meglio di quanto egli sia una vera e propria colonna di sostegno per il mondo dell’animazione giapponese, avendo prestato il suo grandioso talento in produzioni che hanno davvero fatto la storia degli anime.

Buona lettura!

PRIMA DI INIZIARE – GLOSSARIO

Alcuni termini saranno di facile comprensione, mentre altri più specifici hanno bisogno di una piccola spiegazione prima di iniziare a leggere questo approfondimento.

  • Character design (キャラクターデザイナー): detto anche Chara design, è quella parte del lavoro che consiste nello studio grafico e nella caratterizzazione, in parte anche psicologica, dei personaggi della storia creati dall’autore. Attraverso una serie di prove grafiche dette settei, è chiamato a dare ai personaggi il massimo dell’espressività con il minimo dei tratti: deve occuparsi, quindi, di fissarne la fisionomia, le proporzioni tra le varie parti del corpo, le principali espressioni, l’atteggiamento e la postura, la pettinatura, l’abbigliamento, fornendo così una sorta di guida di riferimento il più semplice possibile da riprodurre per gli animatori che dovranno farli “muovere”.
  • Sakkan (作監): contrazione di sakuga kantoku (作画 監督 – direttore dei disegni), è la figura che supervisiona, controlla e corregge i disegni degli animatori. Egli ha soprattutto cura della resa dei movimenti nel complesso dell’azione. Le correzioni, il più delle volte, sono necessarie per riportare il tratto dei personaggi a quello fissato nei settei dal character designer, al fine di garantire l’uniformità di stile dei disegni. Spesso il sakkan può coincidere proprio con quest’ultima figura, e realizza anche molti dei disegni chiave (keyframe). Nell’ambito di una serie, soprattutto se particolarmente lunga, frequentemente si avvicendano anche più sakkan.
  • Genga (原画): L’animazione chiave, si occupa appunto di creare i disegni chiave (keyframe) della scena, disegni che vengono poi inviati al sakkan per le correzioni.
  • Dōga (動画): L’intercalazione è quella fase in cui vengono creati dei frame d’animazione che collegano due keyframe.
  • E-konte (絵コンテ): E’ un termine il cui significato è “continuità grafica”, ed è un documento di lavoro sostanzialmente fisso che restituisce in modo molto più preciso ciò che sarà l’animazione definitiva, scena dopo scena. Contiene dettagli ed informazioni quali il numero di frame per scena, gli effetti visivi e gli sfondi necessari, le inquadrature, i movimenti di camera, la dinamica e la composizione delle scene, tutti dati che servono ai disegnatori ed agli animatori per portare a termine il proprio lavoro in minor tempo.

Gli inizi della carriera: Gli anni della Tatsunoko Production

Masami Suda, che fin da bambino amava disegnare, a 24 anni decise di presentarsi alla Tatsunoko Production, azienda fondata il 19 ottobre 1962 dai mitici fratelli Tatsuo Yoshida e Ippei Kuri. All’epoca della nascita della società, in Giappone spopolavano i cartoons stranieri come Mickey Mouse e Popeye, i due fratelli decisero quindi di tentare di creare un’alternativa, “sogni per le famiglie di tutto il mondo”, come recita il motto dell’azienda. Quando Yoshida concesse un collocquio di lavoro al giovane Suda rimase molto colpito dal suo stile realistico e non ci pensò due volte ad assumerlo. Qui, sotto l’abile direzione di Ippei Kuri, iniziò la carriera del maestro…

Oraa Guzura Dado (1967 – 68) Serie TV

(Dōga)

Giunto anche in Italia con il titolo Il mio amico Guz (おらぁグズラだど – Hei, sono Guzura) è un anime per bambini il cui protagonista è uno strano essere piovuto giù dal cielo ancora dentro un’uovo. Guzura è un alieno dalla forma di rinoceronte rosa che viene trovato da una coppia di fratelli, portato a casa e cresciuto come uno di famiglia. In cambio, aiuta le persone in difficoltà usando la sua grande forza.

Mach Go Go Go (1967 – 68) Serie TV

(Disegni)

Tra le prime serie nipponiche approdate in America (con il titolo Speed Racer) e giunta anche da noi come “Superauto Mach 5”, narra le avventura del giovane Go Mifune, impegnato in rischiose corse automobilistiche. Gli avversari non sono dei più leali, ma egli può contare su numerose attrezzature speciali applicate al suo bolide.

Dokachin (1968 – 69) Serie TV

(Dōga)

Serie di 27 episodi che racconta le comiche avventure che vedono protagonisti il ragazzino preistorico Dokachin e la sua famiglia, accidentalmente trascinati nel nostro presente dagli esperimenti di uno scienziato sui viaggi nel tempo. Ce la faranno ad affrontare i ritmi frenetici e le nevrosi dell’età moderna?

Kurenai Sanshiro (1969) Serie TV

(Genga)

Più noto in Italia come Judo Boy (in realtà non aveva niente a che fare con il Judo…. ma vabbé…), questo storico anime della Tatsunoko vede protagonista il giovane Sanshiro, allievo della Scuola del Kurenai Jujitsu che, accompagnato dal piccolo Kenbo viaggia in cerca di vendetta nei confronti di un misterioso “uomo con un occhio solo” che ha ucciso suo padre. La serie, composta da 26 episodi, non ha mai avuto un vero finale.

Hakushun Daimaō (1969 – 70) Serie TV

(Disegni)

52 episodi compongono questo anime che in Italia è meglio conosciuto come Il Mago Pancione Etcì. Ganchan, un bambino delle elementari, trova uno strano vaso impolverato con disegnata una faccia. A causa della polvere il bambino starnutisce e dal vaso per magia esce un buffissimo genio con una grossa pancia e il nasone rosso di nome Daimaō, che ha il compito di esaudire tutti i desideri di colui che lo invoca con uno stranuto. Purtroppo però, anche se con tutta la buona volontà, le magie di questo (tra l’altro sposato e con prole) genio pasticcione non fanno altro che creare ancora più problemi…

Konchû Monogatari Minashigo Hutch (1970 – 71) Serie TV

(Dōga)

Le Avventure dell’Ape Hutch (みなしごハッチ), serie nota in Italia con il titolo “Le Avventure dell’Ape Magà”, narra del piccolo Hutch (sì, avete capito bene era un maschietto, non una femminuccia…), scampato per miracolo all’assalto del proprio alveare da parte delle vespe quando era ancora un uovo. Raccolto e cresciuto da una mamma bombo, un giorno scopre la verità sulle sue origini e decide di mettersi in viaggio per ritrovare sua madre, l’Ape Regina.

Kagaku Ninjatai Gatchaman (1972 – 74) Serie TV

(Genga, Dōga)

“Squadra Tecnologica Ninja Gatchaman” (科学忍者隊ガッチャマン) serie fantascientifica giunta anche in Italia nella versione americana (purtroppo pesantemente tagliata e rimaneggiata), con il titolo La Battaglia dei Pianeti. La storia è ambientata nel futuro, dove troviamo un mondo devastato dall’inquinamento ambientale e a corto di risorse energetiche. Per far fronte a questa emergenza, l’organizzazione scientifica mondiale chiamata ISO, studia un progetto per restituire alla terra il suo antico splendore, ma non sa che l’organizzazione terroristica Galactor trama per prendere possesso della ISO e comandare la terra. Questa è comandata dal perfido Generalissimo X, un alieno proveniente dal pianeta Spectra, che impartisce gli ordini al comandante Berg. Il Dr. Nambu della ISO viene a conoscenza di questo pericolo e forma una squadra di 5 guerrieri che, a bordo dell’astronave Phoenix, dovranno combattere contro i Galactor. Precursore degli anime dai toni forti, in Giappone ebbe un seguito incredibile. Pare che lo stesso autore, Tatsuo Yoshida, fondatore della Tatsunoko, si sia occupato della correzione dei disegni delle prime puntate!

Hurricane Polimar (1974 – 75) Serie TV

(Genga, Dōga)

Il giovane Takeshi, esperto di arti marziali ma dall’aria maldestra, entra in possesso di uno speciale casco in grado di rivestirlo di un polimero indistruttibile trasformandolo nell’eroe Polimar, fortissimo guerriero capace di cambiare forma e diventare un veicolo qualsiasi (trivella, moto, aereo, ecc…). I 26 episodi di questo vero e proprio cult, giunto anche in Italia nel 1979, vedono il protagonista alle prese con criminali di ogni tipo, anch’essi dotati di tecnologie avanzate, nelle strade dell’immaginaria città di Washinkyo, accompagnato dal suo fedele cane Danshaku, dall’inconcludente investigatore Kuruma e, soprattutto, dalla bella Teru.

Uchu No Kishi Tekkaman (1975) Serie TV

(Disegni)

Giunto anche in Italia nel 1979 con l’appropriato titolo “Tekkaman, il Cavaliere dello Spazio” (宇宙の騎士テッカマン) è un anime per la TV di 26 episodi. Alla fine del 21° secolo, la Terra è condannata dall’inquinamento. I superstiti devono trovare un nuovo pianeta dove sia possibile vivere. La spedizione è però ostacolata dagli alieni Waldaster e il giovane Joji Minami, in cerca di vendetta per la morte del padre, causata proprio dagli alieni, li affronta con il robot Pegas e indossando la fantascientifica armatura che lo trasforma in Tekkaman, mettendo a rischio la sua stessa vita. L’armatura è infatti ancora in fase sperimentale e, pur trasformandolo in un potentissimo cyborg, ha effetti limitati a 37 minuti e 33 secondi, oltre i quali il corpo umano rischia la morte.

Gowapper 5 Godam (1976) Serie TV

(Sakkan)

Serie per la TV di 36 episodi, prodotta dalla Tatsunoko e giunta anche in Italia nei primi anni ottanta. Il Popolo degli Abissi cerca in tutti i modi di conquistare la superficie. Fortunatamente cinque ragazzi risvegliano per caso il robot pensante (formato dall’unione di cinque diversi mezzi) Godam, creato appositamente dal professor Hoarai nella previsione dell’attacco nemico. I ragazzi, alla guida del possente robot, capace di assumere ben 4 forme differenti (Drago Volante, Tigre di Fuoco, Trivella e Aquila) lanciano quindi il contrattacco al popolo invasore. Per i cinque amici Yoko, Go, Godaemon, Daikichi e Norisuke resta però il problema di non farsi scoprire dai genitori!

Il salto di qualità: L’inizio della carriera da libero professionista

Un bel giorno del 1976, Masami Suda ricevette la visita dello staff esecutivo della Toei Doga (oggi Toei Animation), azienda che aveva iniziato a produrre anime per la TV nel 1963 con Okami Shonen Ken (Ken il ragazzo lupo) e all’epoca aveva numerose serie in produzione e necessitava di buoni animatori. Lo stesso Masami Suda, in un’intervista del 1993, dice al riguardo:“Un giorno lo staff esecutivo della Toei è venuto a casa mia e mi ha quasi forzato ad entrarci…”. A quel punto, Suda decise di diventare un libero professionista, senza legami con nesuno studio in particolare. Iniziò quindi a lavorare sì per la Toei, ma continuò anche a collaborare con la Tatsunoko e, in seguito, con diversi altri studi d’animazione.

Machine Hayabusa (1976) Serie TV

(Sakkan degli episodi 15 e 21)

Mitica serie animata di 21 episodi giunta anche in Italia con il titolo Falco il superbolide, vede protagonista Ken Hayabusa, pilota di un’auto da corsa con motori intercambiabili progettata da suo padre. A bordo del suo bolide, Ken sfreccia sui più improbabili circuiti automobilistici mondiali, sempre alle prese con gli sporchi trucchi dei piloti della Black Shadow, scuderia il cui unico scopo è eliminarlo. Le più assurde e spettacolari manovre ai limiti della fisica ne hanno fatto un cult...

Magne-Robot Ga-kin (1976) Serie TV

(Sakkan degli episodi 9, 17, 25, 31 e 36)

Giunto anche nel nostro Paese, Ga-kin il robot magnetico (マグネロボ ガ・キーン) è un anime di 39 episodi che narra della minaccia aliena costituita dagli Izariti e dei coraggiosi Takeru e Mai, che dotati di due robot messi a disposizione dal Dr. Kazuki, possono unirsi per dar vita al possente Ga-Kin e respingere gli invasori.

Candy Candy (1976 – 79) Serie TV

(Sakkan dei titoli di testa)

Non penso ci sia bisogno di presentare questo anime, famosissimo anche in Italia dove è giunto nel 1980. Non tutti però sanno che la serie, prodotta da Toei, è ispirata ad un romanzo del 1975. La protagonista, Candice White (soprannominata “Candy”), viene abbandonata ancora in fasce di fronte ad un orfanotrofio e l’anime segue passo per passo la sua vita, tra amori, delusioni, amicizie, tragedie e sfondi storici.

Chojin Sentai Balatack (1977) Serie TV

(Sakkan degli episodi 3, 12, 20, 25 e 29)

Gli Shaizack, extraterrestri originari della della stella Y, rapiscono madre e fratello del giovane Yuji al fine di impedire al padre di portare a termine la creazione di una macchina del tempo. Coadiuvato dal padre e con l’aiuto degli amici Franco, Mack, Yuri e Tekky, il ragazzo combatte gli alieni pilotando il robot componibile Balatack. I cinque piloti sono dotati di poteri ESP che permettono loro di guidare psionicamente il gigantesco automa e con grande coraggio e tenacia riusciranno ad avere la meglio nei confronti dei loro avversari, riportando la pace sulla Terra.

SF Saiyuki Starzinger (1978 – 79) Serie TV

(Character design e Sakkan degli episodi 1, 8, 16, 23, 31, 39, 47 e 64)

Ideata da Leiji Matsumoto e giunta anche in Italia con il titolo Starzinger, questa serie TV della Toei è la versione fantascientifica dell’antico racconto cinese Viaggio in Occidente (Saiyuki). La Principessa Aurora deve essere condotta sul Grande Pianeta per riequilibrare le energie dell’universo. Tre cavalieri cyborg, Jan Kugo, Hakkai e Gorjo, la proteggono dalle creature dei diversi pianeti che, a causa degli scompensi energetici, stanno gradualmente diventando sempre più aggressive e violente. Ai 64 episodi della prima serie se ne aggiungono altri 9 prodotti con il titolo SF Saiyuki Starzinger 2 nel 1979, in cui inaspettatamente la Principessa Aurora richiama i suoi tre cyborg per affrontare un gruppo di demoni. In questi episodi Jan Kugo viene potenziato con nuovi circuiti che gli permettono di diventare gigantesco.

Kagaku Ninjatai Gatchaman 2 (1978 – 79) Serie TV

(Animazione dei titoli di testa)

Seconda parte della serie iniziata nel 1972 che vede la squadra dei tecno-ninja Gatchaman affrontare di nuovo la minaccia del Generalissimo X e dei Galactor. Questa fase è incentrata sul difficile reinserimento nel gruppo di Joe il Condor, creduto morto nel corso dell’ultima battaglia della serie precedente, che torna trasformato in un cyborg. Diversamente dalla serie precedente, questa giunge in Italia con il titolo “Gatchaman, la Battaglia dei Pianeti” direttamente dal Giappone, senza subirne quindi le stesse pesanti modifiche ed ottenendo quindi un adattamento più fedele.

Jean Valjean Monogatari (1979) Special TV

(Character design, Genga)

La Storia di Jean Valjean (ジャン・バルジャン物語), special televisivo di 69 minuti prodotto da Toei, narra del protagonista de “I Miserabili” di Victor Hugo. Nella Francia del 1815, un ex carcerato, grazie alla comprensione di un sacerdote, si ricrea una vita e aiuta i poveri come può, assumendo la falsa identità di Monsieur Madeleine e celando il suo reale passato. Ma sul suo capo ancora pende un ordine di cattura...

Kagaku Ninjatai Gatchaman F (1979 – 80) Serie TV

(Sakkan degli episodi 9 e 41)

Questa terza serie (giunta anche in Italia nel 1986) vede per l’ultima volta Ken l’Aquila, Jun la Rondine, Joe il Condor, Ryu il Gufo e Jinpei la Rondine alle prese con l’irriducibile Generalissimo. In una devastante battaglia che, nel corso dei 48 episodi che compongono la serie, sconvolge l’intera Terra, finalmente i Gatchaman giungono allo scontro conclusivo, ma il prezzo da pagare per la pace sul pianeta sarà molto alto: la loro stessa vita!

Gli anni ’80: Il periodo della consacrazione

Iniziano gli anni che vedranno il maestro impegnato in numerosissime produzioni anche contemporaneamente, anni di duro lavoro ma ricompensati dal grande successo riscosso soprattutto grazie all’anime TV e al film animato su Hokuto no Ken

Time Patrol-Tai Otasukeman (1980) Serie TV

(Genga)

Quarta serie delle Time Bokan (Yattaman, Zendaman, ecc…), è giunta anche in Italia con il titolo I Predatori del Tempo. Stavolta i protagonisti sono i membri della Pattuglia del Tempo, che ha il compito di vigilare costantemente sulla storia e sui tentativi di sabotaggio di loschi criminali. Formula ormai collaudata per il classico divertimento offerto dalle serie delle Macchine del Tempo.

Ganbare Genki (1980 – 81) Serie TV

(Sakkan)

Serie nota anche al pubblico italiano con il titolo Forza Sugar, vede protagonista il piccolo Genki, orfano di madre, che vive assieme al padre, un pugile. Un giorno questi muore in seguito ad un combattimento e il bambino decide di iniziare ad allenarsi per vendicarlo. L’anime segue quindi gli anni della crescita di Genki ed i suoi duri allenamenti, in vista dello scontro finale con il responsabile della morte di suo padre…

Tondemo Senshi Muteking (1980) Serie TV

(Sakkan)

Strano ibrido prodotto da Tatsunoko, sembra miscelare elementi supereroistici simili a quelli del precedente Hurricane Polimar con la demenzialità delle situazioni e dei nemici tipica delle Time Bokan Series. Un alieno di nome Takoro, giunto sulla terra per catturare altri 4 criminali alieni, decide di farsi aiutare da Lin, un ragazzino di 12 anni al quale concede il potere di trasformarsi nell’eroe Muteking. La serie è giunta anche in Italia nei primi anni ’80.

Tera E… (1980) Film d’animazione

(Character design, Sakkan)

Tradotto letteralmente “Verso la Terra…” (地球へ・・・) narra di un futuro imprecisato in cui gran parte della popolazione della Terra viene trasferita su un lontano pianeta al fine di risolvere i problemi dell’inquinamento e del sovrappopolamento. Su questo nuovo pianeta iniziano a nascere nuovi tipi di esseri umani dotati di poteri pshichici che vengono chiamati Mu. La società, spaventata da questo fenomeno, ben presto indice la pena di morte verso tutti coloro che presentano tali poteri. Uno di loro, Jomie, riesce a sfuggire alla condanna a morte entrando in contatto con un movimento ribelle. Con i compagni parte quindi verso la madre Terra…

Ōgon Senshi Gold Lightan (1981 – 82) Serie TV

(Animazioni dei titoli di testa)

Il Guerriero Dorato Gold Lightan (黄金戦士ゴールド・ライタン) è un anime di 52 episodi prodotto dalla Tatsunoko che può ritenersi a tutti gli effetti il vero precursore dei più famosi Transformers. Tutto inizia quando il piccolo Hiro trova per caso un accendino dorato e decide di tenerlo. Quando le forze aliene del Re Ibalda attaccano la Terra, l’accendino rivela la sua vera natura trasformandosi nel gigantesco robot senziente Gold Lightan.

Dr. Slump: Hoyoyo! Space Adventure (1982) Film d’animazione

(Genga)

Al Villaggio Pinguino è arrivata l’estate e la scuola ha chiuso i battenti cedendo il passo alle sospirate vacanze. Eppure gli alunni di questo stravagante paese non sono affatto allegri, perchè la loro amata maestra, la signorina Midori Yamabuki, ha improvvisamente abbandonato la scuola per tornare dai suoi genitori, che abitano su un altro pianeta! Più che di una fuga, però, si tratta in verità di un rapimento meticolosamente ordito dal più spregevole essere dell’universo, il tiranno Mashirito. Il sovrano galattico ha infatti deciso di sposarsi, scegliendo come sua consorte la bella maestra Midori. Inutile dire che il prode Dr. Slump si lancia in una missione di salvataggio insieme ad Arale, Gatchan e a tutti gli altri amici del Villaggio Pinguino, un salvataggio che si trasforma nella più esilarante e divertente delle avventure…

Future War 198X Nen (1982) Film d’animazione

(Character design, Sakkan)

Produzione sintomatica dell’inquietudine globale dei primi anni ’80 circa lo scatenarsi di possibili conflitti con l’impiego di armi nucleari, questo film della Toei è difficilissimo da trovare e racconta la tragica storia di un Wataru e Laura il cui amore verrà messo a dura prova dalla guerra. Il Dr. Bert Gane, uno scienziato americano, costruisce un satellite equipaggiato di laser capaci di intercettare e distruggere i missili a testata nucleare, nella speranza di impedire il verificarsi di una catastrofe mondiale. Purtroppo, quando il governo Russo lo rapisce gli USA reagiscono attaccando e distruggendo il sommergibile sul quale è tenuto prigioniero per evitare che i codici di attivazione dei laser cadano in mano ai nemici. La situazione inizia a diventare sempre più tesa e, mentre Laura, sorella del defunto Bert, trova rifugio e conforto tra le braccia di Wataru, inizia la corsa verso il conflitto. La situazione esplode definitivamente quando un pilota sovietico, a bordo di un segretissimo caccia chiamato Black Dragon, è costretto ad atterrare presso una base militare tedesca. Il suo governo, in maniera simile a quanto fatto dagli USA, invia subito un commando a sistemare la faccenda e fare in modo che la Germania non si impossessi del velivolo. A quel punto la reazione a catena è inevitabile e l’umanità si trova a fronteggiare il suo incubo peggiore…

Boku Patalliro! (1982 – 83) Serie TV

(Sakkan degli episodi 24, 28 e 47)

Tratto da un manga del 1979 (ancora oggi in corso di pubblicazione), questo anime narra le maliziose vicende di Patalliro, giovanissimo sovrano dell’immaginario regno di Malynera che, pur essendo un vero e proprio sgorbio, è convinto di possedere lo stesso fascino delle sue guardie del corpo…

Maho No Princess Minky Momo (1982 – 83) Serie TV

(Genga)

Serie animata della Ashi Production, La Principessa della Magia Minky Momo (魔法のプリンセス ミンキーモモ) è più nota in Italia come Il Magico Mondo di Gigì. La protagonista, principessa di un regno incantato, viene inviata sulla Terra per far tornare le persone a sognare ancora. Grazie al suo ciondolo magico, Momo può cambiare aspetto e aiutare chi è in difficoltà a risolvere i suoi problemi e ritrovare la speranza. Esponente del genere “Majokko” (Maghette), questo anime è basato su un manga a sua volta liberamente ispirato alla famosa fiaba di Momotaro.

Dr. Slump & Arale-chan Hoyoyo! Sekai Issuu Dai Race (1983) Film d’animazione

(Genga)

In questo divertentissimo film il Dr.Slump e Arale decidono di partecipare al Grand Prix Race (una gara automobilistica intorno al Mondo). I due personaggi sono però spinti da due diversi motivi a partecipare: Arale vuole partecipare per tirare su il morale a una vecchia automobile robotica depressa creata da Slump, quest’ultimo partecipa invece al solo scopo di poter fare il giro del Mondo assieme alla sua amata signorina Yamabuki, anche lei iscritta alla gara…

Ai Shite Knight (1983 – 84) Serie TV

(Animazione dei titoli di testa)

Anche questa serie non credo abbi bisogno di grandi spiegazioni, considerato che oltre ad essere giunta nel nostro bel Paese con il titolo Kiss Me Licia, ha avuto un successo tale da portare addirittura a produrre delle vere e proprie serie “live-action” nostrane (e apocrife, aggiungerei) con protagonista Cristina D’Avena. La trama, come recita la stessa sigla italiana è presto detta: Un giorno di pioggia, Hashizo e Giuliano (sì, il gatto si chiama proprio Giuliano anche in madrepatria…), incontrano Yaeko per caso. Poi Gou (fratello maggiore di Hashizo) finita la pioggia s’incontra e si scontra con Yaeko e così… il resto lo sapete no?

Dr. Slump & Arale-chan Hoyoyo! Nanaba Shiro No Hihou (1984) Film d’animazione

(Genga)

Anno 1929. L’intera popolazione mondiale è afflitta dalla povertà e soffre la fame. I furti compiuti dalla Banda Hoyoyo sono sulle prime pagine di tutti i giornali. Nessuno sa, però, che le numerose patate trafugate vengono puntualmente consegnate al reverendo Om per sfamare i bambini dell’orfanotrofio Pinguino, frattanto, il Conte Slump Norimaki ha appena recuperato sulle vette dell’Himayana la Pupilla dell’Arcobaleno, una pietra magica in grado di esaudire ogni desiderio. Inutile dire che una tale fonte di ricchezza attira l’attenzione della Banda Hoyoyo che si appresta a compiere la rapina…

Seikimatsu Kyuseishu Densetsu – Hokuto No Ken (1984 – 87) Serie TV

(Character design, Sakkan)

La prima mitica serie TV dedicata al Successore della Divina Scuola di Hokuto! Prodotta dalla Toei e composta di ben 109 episodi, narra della lunga lotta del protagonista in un mondo sprofondato nel caos postatomico in cui solo i più forti riescono a sopravvivere e ad imporre la loro legge. La seconda parte, Seikimatsu Kyuseishu Densetsu – Hokuto No Ken 2, andata in onda immediatamente dopo la prima, dal 1987 al 1988, vede Masami Suda a ricoprire sempre i ruoli di Sakkan e Character Designer. Vai alla scheda completa

The Littles – stagione 3 (1985) Serie TV

(E-konte)

Produzione dell’americana DiC Entertainment, questa serie ha per protagonisti degli esseri chiamati Littles che vivono nel loro minuscolo mondo parallelo a quello degli esseri umani, dai quali raramente vengono scorti. Tipico esempio di produzione occidentale affidata a studi di animazione giapponesi, vede il nostro Masami Suda occuparsi della definizione dei background, delle pose dei personaggi, delle inquadrature, dei colori, ovvero il passaggio preliminare all’animazione vera e propria.

Dr. Slump & Arale-chan Hoyoyo! Yume no Miyako Mekapolis (1985) Film d’animazione

(Genga)

Quinto film d’animazione per la sgangherata banda del Villaggio Pinguino. Stavolta il Dr. Senbee “Slump” Norimaki, Arale, Gatchan e tutta l’allegra brigata di personaggi creati da Akira Toriyama, devono vedersela con la misteriosa Mekapolis, la città dei sogni.

Nora (1985) 2 OAV

(Sakkan)

Liberamente tratti da un da un romanzo del 1977 di Satomi Mikuriya, questi due OAV narrano le fantascientifiche e comiche vicende di Nora, che in vacanza su un resort spaziale dovrà fare i conti con l’intelligenza artificiale che ne controlla l’infrastruttura. Pare infatti che il “cervellone” che gestisce l’intero impianto abbia iniziato a prendere coscienza e giocare brutti scherzi…

Seikimatsu Kyuseishu Densetsu – Hokuto No Ken – The Movie (1986) Film d’animazione

(Character design, Sakkan, Disegni)

Prodotto sempre dalla Toei ma con una cura per il dettaglio grafico e l’animazione infinitamente superiore all’omonimo anime per la TV, questo film ripercorre, modificandola profondamente, la trama di parte della prima serie. Vai alla scheda completa


Anime Sanjushi (1987 – 89) Serie TV

Anime Sanjushi(Sakkan dell’episodio 27)

Serie televisivadi 52 episodi molto nota in Italia con il titolo “D’Artagnan e i Moschettieri del Re”, è un adattamento molto (ma molto) libero del classico romanzo I Tre Moschettieri di Alexandre Dumas. Partito dal suo paese natale, il giovane D’Artagnan si reca a Parigi con l’intenzione di diventare moschettiere del re. La strada per raggiungere il suo sogno però, non sarà affatto facile e il protagonista dovrà affrontare mille avventure e ostacoli prima di riuscirci…

Uchū Kazoku Carlvinson (1988) OAV

(Genga)

L’equipaggio della Carlvinson trova per caso una neonata tra i resti di un incidente. Nei paraggi non sembra esserci nessuno della sua stessa specie, quindi i membri della banda decidono di crescerla finchè non riusciranno a trovare la sua gente. Le danno allora il nome Corona e diventano la sua sgangherata famiglia! L’allegro gruppetto vive tante avventure ma ben presto una trasmissione rivela che qualcuno sta cercando Corona

Sakigake!! Otoko Juku (1988) Serie TV

(Character design e Sakkan degli episodi 1, 7, 13 e 29)

Basato sull’omonimo manga di Akira Miyashita, tratta di una scuola completamente assurda, un istituto paramilitare che mira a forgiare i veri uomini giapponesi del domani, nel pieno rispetto delle tradizioni, insegnandogli a diventare forti nel corpo e nel cuore e sottoponendoli a massacranti esercizi ed allenamenti, oltre che allo studio delle materie scolastiche.
Gli insegnanti e il corpo docenti sono personaggi completamente deliranti: ex soldati della grande guerra che non vedono di buon occhio la modernità e ciò che arriva dall’Occidente.
Alla Otoko Juku, letteralmente “la scuola degli uomini”, gli studenti vengono puniti perché cantano “Thriller” di Michael Jackson sotto la doccia invece che l’inno nazionale giapponese, o perché portano gli slip invece dei fundoshi. Gli viene inoltre insegnato a portare sulla retta via la gente comune ormai schiava dell’Occidente, come gli effeminati ragazzi che portano gli slip o le ragazze di facili costumi che vanno dietro agli stranieri nei locali dei quartieri di divertimenti.
Tuttavia, gli studenti non si fanno piegare e spesso e volentieri sono loro a primeggiare sui loro strampalati insegnanti.

Himitsu No Akko-chan (1988 – 89) Serie TV

(Sakkan degli episodi 20 e 27)

Giunto anche in Italia con il titolo Un Mondo di Magia (ひみつのアッコちゃん – Il Segreto di Akko), è il remake dell’omonimo anime del 1969, anch’esso giunto nel nostro paese con il titolo Lo Specchio Magico. La protagonista, la Akko del titolo, è una bambina che possiede uno specchietto dotato di poteri magici che le permettono di trasformarsi nell’aspetto.

Ginga Eiyu Densetsu – prima stagione (1988 – 89) OAV

(Sakkan dell’episodio 26, conclusivo della prima stagione)

La Leggenda degli Eroi Galattici (銀河英雄伝説) è probabilmente la più lunga serie di OAV mai prodotti (anche se in seguito le varie serie hanno avuto il passaggio anche sulle TV Giapponesi) con ben 110 episodi pubblicati dal 1988 al 1997. Basata sui romanzi di Yoshiki Tanaka, questa produzione narra dell’epica guerra tra l’Impero Galattico e l’Alleanza dei Pianeti Indipendenti.

Dragon Ball Z: Ora no Gohan o Kaese!! (1989) OAV

(Genga)

Primo film dedicato a Dragonball Z, in Italia è stato pubblicato con il titolo “Dragonball Z – La vendetta divina” (ドラゴンボールZ オラの悟飯を返せッ!! – Dragonball Z – Ridatemi il mio Gohan!!). I protagonisti se la vedono con Garlic Jr. e i suoi scagnozzi, che per impossessarsi della sfera del drago che il piccolo Gohan porta sul berretto, hanno rapito il bambino. Per sconfiggerlo, Goku, Piccolo e Gohan dovranno unire le loro forze!

Tenkū Senki Shurato (1989 – 90) Serie TV

Shurato(Sakkan dell’episodio 36)

Anime televisivo di 38 episodi prodotto da Tatsunoko e basato sull’omonimo manga di Hiroshi Kawamoto, vede il protagonista, Shurato, combattere contro gli Asura, le forze del male, in un mondo parallelo al nostro grazie ad una prodigiosa armatura.

Gli anni ’90: Il boom planetario degli anime

Periodo di fervente produzione, vede il nostro Masami Suda collaborare a molte serie e film di successo, confermando ulteriormente (anche se non ce n’è bisogno) quanto sia fondamentale il suo contributo nel mondo degli anime in generale. Da segnalare in questo periodo l’interessante progetto Konpeki No Kantai ed il suo spin-off Kyokujitsu No Kantai, entrambi prodotti di altissimo livello.

Dragon Ball Z: Chikyū Marugoto Chō Kessen (1990) Film d’animazione

(Genga)

Terzo film ispirato a Dragonball Z, narra della battaglia di Goku e dei suoi amici contro Turles, un Saiyan sopravvissuto alla distruzione del suo pianeta natale ed intenzionato ad appropriarsi dei frutti dell’Albero della Vita, capaci di donargli il potere di distruggere Freezer e conquistare l’universo. Il film è stato pubblicato anche in Italia con il titolo Dragon Ball Z: La grande battaglia per il destino del mondo.

Hidari No O’Clock !! (1990) 2 OAV

(Sakkan)

2 OAV basati su un manga di Kaoru Shintani, raccontano la storia di Yuu Shinozaki che non riesce proprio a vivere sottostando all’orologio, a rispettare gli orari e le regole. Questo suo spirito libero lo mette in cattivi rapporti con i suoi genitori, i suoi insegnanti ed i suoi amici, finchè un giorno, dopo una giornata particolarmente stressante a scuola, decide di prendere la moto e andare via…

Cat Ninja Legend Teyandee (1990 – 91) Serie TV

(Animazione dei titoli di testa)

Noto in occidente come Samurai Pizza Cats e giunto anche da noi proprio nella versione americana, con il titolo Samurai per una pizza, questo anime è una produzione della Tatsunoko. I protagonisti sono Yattarō, Pururun e Sukashii, tre gatti che gestiscono una pizzeria a Little Tokyo. In realtà il loro lavoro è solo una copertura e, quando Little Tokyo è minacciata dai furfanti possono trasformarsi in ninja tecnologici per difenderla!

Dark Cat (1991) Film d’animazione

(Character design)

Film d’animazione horror, racconta la storia di Hyoi e Ryoi, due fratelli con l’oscuro potere di assumere sembianze feline. Dovranno utilizzare tutte le loro risorse per affrontare un misterioso essere demoniaco che ha attaccato la loro scuola per scoprire infine che dietro a tutto questo c’è il loro maestro delle arti oscure…

Soju Senshi Psychic Wars (1990) OAV

(Character design, Sakkan, Genga)

In questa produzione low-budget, il brillante chirurgo Ukyo Retsu si ritrova suo malgrado a dover viaggiare indietro nel tempo per combattere una battaglia antica di 5000 anni e salvare il Giappone dei suoi giorni dall’invasione di una razza di demoni intenzionati a soggiogare l’umanità.

Kaze No Na Wa Amnesia (1990) Film d’animazione

Il vento dell'Amnesia(Genga)

Tratto da un romanzo, questo film d’animazione è giunto anche in Italia con il titolo “Il vento dell’amnesia”. Nel 1997 un vento misterioso inizia a soffiare sul pianeta Terra e tutte le persone che ne rimangono esposte si ritrovano private della memoria. Ciò determina un’amnesia su scala mondiale che causa la regressione intellettiva dell’intera specie umana, riportandola a condizioni di vita primitive. In questo scenario si muove il vagabondo Wataru, che è riuscito a recuperare gran parte dei ricordi e delle conoscenze perdute…

Ore No Sora – Keiji Hen (1991 – 92) 2 OAV

(Character design)

Letteralmente “Il Mio Cielo – Il Capitolo del Detective” (俺の空 刑事編) è una serie di 2 OAV ispirati ad un manga di Hiroshi Motomiya. L’eroe, Ippei Yasuda, guidato dal suo forte senso di giustizia, decide di diventare detective della polizia piuttosto che ereditare la guida della Yasuda Group, la ricchissima azienda di suo padre.

Tenkū Senki Shurato Sousei E No Antou Vol.5 (1992) OAV

(Sakkan)

Quinto di 6 OAV dedicati alla serie TV Tenku Senki Shurato, il cui protagonista, il sedicenne Shurato del titolo, scopre di essere il prescelto di Tenku Kai un mondo mitologico parallelo al nostro. Sulla scia di Yoroiden Samurai Troopers e Saint Seiya, si sviluppa quindi questa serie che vede contrapposti coraggiosi guerrieri in mistiche armature a feroci e sanguinarie divinità. Gli OAV rappresentano un sequel della serie TV ed in particolare questo quinto episodio ha visto Suda alla regia dell’animazione.

Cooking Papa (1992 – 95) Serie TV

(Animazione dei titoli di testa degli episodi da 1 a 46)

Serie animata di ben 151 episodi basata su un manga del 1984 e ancora in corso di pubblicazione, vede protagonista un impiegato molto bravo in cucina, la sua famiglia e i loro amici e conoscenti alle prese con la vita quotidiana. Il tutto all’insegna dei buoni sentimenti e… della buona cucina. Sicuramente preferibile ai programmi della Clerici e della Parodi

Rokudenashi Blues 1993 (1993) Film d’animazione

(Character design, Sakkan)

Secondo film dedicato all’omonimo manga di Masanori Morita, “Il Blues dei buoni a nulla” (ろくでなしBLUES) vede protagonista Tyson Maeda, giovane studente leader del liceo Teikan a Tokyo e fortissimo praticante di boxe, farsi strada nella vita a suon di pugni. Egli sogna infatti di diventare un campione mondiale di boxe e questo lo porterà a sfidare tantissimi avversari.

(Genga)

In seguito ad una notte di tempesta, un cucciolo di plesiosauro arriva a turbare la tranquilla vita di Yosuke, un ragazzo giapponese trapiantato con il padre nella natura incontaminata delle isole Fiji. Un dinosauro sopravvissuto fino ai giorni nostri è certo un` importante scoperta scientifica, ma la sua esistenza rischia di compromettere un esperimento atomico deciso da varie nazioni perchè ne distruggerebbe l’habitat naturale. Si vengono quindi a scontrare interessi di vario genere, ma a prevalere su tutto sarà l’amicizia. Pubblicato anche in Italia da Yamato Video nel 2002 in VHS e DVD con il tiolo Coo che arrivò da un mare lontano (COO: 遠い海から来たCOO), Il film è ispirato ad un romanzo di Tamio Kageyama del 1988.

Konpeki No Kantai (1993 – 2003) 32 OAV

(Character design)

Letteralmente La Flotta del Profondo Blu (紺碧の艦隊), è una lunga serie di OAV basati su un romanzo di Yoshio Aramaki, che narrano di uno sviluppo completamente diverso della Seconda Guerra Mondiale inserendo elementi di fantascienza. La trama vede infatti l’ammiraglio Yamamoto, il 18 aprile del 1943, tornare misteriosamente indietro nel tempo poco prima che il suo velivolo danneggiato si schianti al suolo. Egli si sveglia quindi nel Giappone del 1905 e, presa coscienza della situazione, decide di mettere a frutto le conoscenze tecnologiche acquisite nel suo tempo per assicurare la supremazia del proprio Paese quando sarà il momento di impugnare le armi. La storia è molto interessante ed articolata, presentando molti fatti realmente accaduti che vengono stravolti grazie alla superiore tecnologia del Giappone e alla conoscenza stessa che Yamamoto ha di tali eventi. A partire dal 1997 la serie ha avuto uno spin-off dal titolo Kyokujitsu No Kantai (旭日の艦隊 – La Flotta del Sol Levante), conclusosi nel 2002 con ben 15 OAV all’attivo. Di questi OAV, oltre al character design, Masami Suda ha curato la regia dell’animazione per gli episodi da 1 a 8.

Metal Fighter ♥MIKU (1994) Serie TV

(Genga)

Anno 2061, il mondo impazzisce letteralmente per un nuovo sport: Il Neo Pro-Wrestling! Ai lottatori che decidono di salire sul ring è concesso l’uso di tecnologiche armature da combattimento e potenziamenti vari. La serie segue la carriera delle Pretty Four, il team di lottatrici formato dalle giovani Miku, Ginko, Nana e Sayaka, attraverso duri combattimenti e risate.

Samurai Spirits – Haten Kouma No Sho (1994) Special TV

(Genga)

Special televisivo ispirato alla serie di picchiaduro Samurai Spirits (in occidente Samurai Shodown) della SNK, vede protagonisti Haohmaru, Hanzo e tutti gli altri popolari guerrieri del videogame impegnati a combattere la malvagia Amakusa. Essi sono infatti le reincarnazioni dei sacri guerrieri traditi ed uccisi da lei 100 anni prima ed è ora giunto il momento della vendetta…

Shirayuki Hime No Densetsu (1994 – 95) Serie TV

(Genga)

Serie TV di 52 episodi co-prodotta da Tatsunoko e dall’italiana Mondo TV (ex- Doro), La Leggenda della Principessa Biancaneve (白雪姫の伝説) riprende e approfondisce la classica favola di Biancaneve e i Sette Nani. In Italia, la serie è stata trasmessa in contemporanea con il Giappone, con il titolo “Biancaneve”.

Street Fighter II V (1995) Serie TV

(Genga degli episodi 2, 8 e 17)

Basato sulla famosissima saga di picchiaduro della Capcom, questo anime vede come principali protagonisti Ryu, Ken, Chun Li e Guile. Ovviamente non possono mancare personaggi del calibro di Vega, Balrog, Sagat, Dhalsim, Cammy, Fei Long ed altri, che compaiono nel corso dei 29 episodi che compongono la serie.

Slam Dunk (1995) Serie TV

(Sakkan degli episodi 7, 14, 19, 25, 32, 38, 45, 52, 59, 66, 74, 83, 90 e 97)

Trasposizione animata dell’omonimo manga di Takehiko Inoue, ha per protagonista Hanamichi, uno sfigato che viene continuamente scaricato dalle ragazze, le quali, puntualmente, finiscono per mettersi con i giocatori della squadra di basket. Per questo motivo Hanamici odia a morte il basket ma, un giorno, invaghitosi della bella Haruko, anche lei innamorata di un giocatore della squadra, decide di iscriversi anche lui per conquistarla…

The Hard BOUNTY HUNTER (1996) OAV

(Character design)

Tratto da un violento manga di Tetsuya Saruwatari, questo OAV narra le vicende di Hard, cacciatore di taglie di New York City. In questo campo la concorrenza è davvero spietata nella Grande Mela e il protagonista deve fare i conti con i suoi rivali…

Jigoku Sensei Nube (1996 – 97) Serie TV

(Sakkan degli episodi 1, 8, 15, 23, 36, 44 e 48)

Meisuke Nueno, (detto Nube), insegna nella scuola elementare della città di Domori. In verità egli è un esorcista il cui compito è difendere la città dai numerosi eventi soprannaturali che incombono quotidianamente. Per respingere tali minacce Nube ricorre al potere combattivo donatogli dal demone rinchiuso nella sua mano sinistra.

Shin Mach Go Go Go (1997) Serie TV

(Character design, Sakkan)

Remake dell’originale del 1967, in realtà presenta personaggi simili a quelli già visti, con gli stessi ruoli, ma con nomi e storie differenti. Il protagonista, Go Hibiki, decide di partecipare alle pericolose corse dove suo fratello parrebbe aver perso la vita. Alla guida della supertecnologica Mach 5, costruita da suo padre, si farà strada verso la vittoria e la verità…

Cutie Honey Flash (1997 – 98) Serie TV

(Sakkan degli episodi 32 e 37)

Nota anche con il titolo Cutie Honey F, questa serie televisiva è stata il tentativo della Toei di unire l’universo di Cutie Honey creato nel 1973 da Go Nagai (e già con altre animazioni alle spalle) con le dinamiche della serie TV su Sailor Moon, che da poco si era conclusa in Giappone. La protagonista di questa “versione edulcurata e rimaneggiata” dell’originale è Honey Kisaragi, studentessa della St. Chapel Academy. Nel giorno del suo 16° compleanno la sua vita diventa un incubo: il padre, il dr. Takeshi Kisaragi, scienziato ed inventore, gli viene rapito dalla Panther Claw, organizzazione criminale spaziale che vuol conquistare la Terra. In soccorso di Honey arriva il misterioso principe Tasogare che le consegna 2 oggetti a forma di cuore: un anello ed una collana. Grazie ad essi Honey può trasformarsi, pronunciando la formula “Honey Flash“, in Cutey Honey, la combattente della luce dell’amore!

Ramayana – Rama Ouji Densetsu (1998) Film d’animazione

ramayana(Genga)

Coproduzione animata tra India e Giappone, questo film narra la leggenda del Principe Rama di Ayodhya, saggio e potente guerriero, ritenuto l’incarnazione di Vishnu. Le sue eroiche gesta lo vedono come unico successore al trono del padre, il Re Dasharatha ma, a causa di un complotto ordito dall’invidioso fratello Bharata, il prode guerriero viene esiliato nella foresta assieme a Sita, la sua adorata consorte…

Yū☆gi☆ō (1998) Serie TV

(Sakkan degli episodi 7, 12, 19 e 25)

Si tratta della prima serie dedicata al manga di Kazuki Takahashi, assolutamente inedita in Italia. Difatti, la dinamica incentrata sul gioco di carte si sviluppa solo nelle serie successive, mentre in questa vengono presi in esame solo gli avvenimenti dei primi 7 volumi del manga originale, in cui il protagonista è alle prese con la ricostruzione di un misterioso puzzle dai poteri arcani…

Nessa No Haou Gandahra (1998) Serie TV

(Sakkan ep.23 e 26)

Serie TV di 26 episodi vede un essere sovrannaturale, chiamato Supremo Gandahra, svegliarsi e investire il mondo con violente tempeste di sabbia per trasformarlo in un immenso deserto. Gli unici che sembrano poterlo combattere sono la giovane Ema, un’aspirante cantante, ed il suo amico Yuki che, assieme ad altri componenti di una band, dovranno scoprire il segreto, celato nella musica, per poter sconfiggere il demone e salvare il pianeta.

Jikū Tenshō Nazca (1998) Serie TV

(Genga, Sakkan dell’episodio 5)

Letteralmente “I Movimenti Dimensionali di Nazca” (時空転抄ナスカ) è un anime di 12 episodi giunto anche in Italia. Basato sull’omonimo manga, narra di un giovane chiamato Kyoji che scopre di essere la reincarnazone di un valoroso guerriero Inca il cui compito è di contrastare i piani di altri malvagi guerrieri, anch’essi reincarnatisi, che vogliono portare l’umanità all’estinzione tramite l’apertura dei “cancelli dell’Illyatesse”, una porta verso il potere primigeneo della Terra e della creazione. Kyoji non è però da solo nel suo compito: anche i suoi amici Dan e Keita combattono al suo fianco.

Gekijô-Ban Poketto Monsutâ: Maboroshi No Pokemon: Rugia Bakutan (1999) Film d’animazione

(Genga)

Eh, vabbè, il lavoro è lavoro, anche quando si tratta di collaborare al secondo film d’animazione dei Pokémon… considerato che agli utenti di questo sito non credo interessino e che i fan sfegatati non abbiano bisogno che gli riassuma la trama, passo volentieri al prossimo titolo…

Alexander Senki (1999) Serie TV

(Sakkan)

Anime televisivo di 13 episodi basato su un romanzo di Hiroshi Aramata, che vede protagonista Alessandro Magno. Viene narrata la sua ascesa al potere e la sua avanzata verso la conquista del mondo allora conosciuto, ma un’oscura profezia sembra gravare sulla sua vita… La serie è stata pubblicata anche in Italia da Dynit e trasmessa su MTV.

Kamikaze Kaitou Jeanne (1999 – 2000) Serie TV

(Sakkan degli episodi 8 e 18)

Tratto dall’omonimo manga (giunto anche in Italia) di Arina Tanemura, questo anime per la TV vede protagonista la sedicenne Maron, che in realtà è la reincarnazione di Giovanna D’Arco. Il suo “incarico divino” è di combattere i demoni che si annidano in particolari dipinti e che rubano la bellezza di chi li osserva…

Il nuovo millennio

In questi anni il numero di collaborazioni del maestro si riduce rispetto al passato e purtroppo non tutte le produzioni a cui partecipa sembrano degne di riportare il suo nome nello staff. E’ il caso ad esempio di Gundou Musashi e, purtroppo, Souten No Ken, che se sulla carta avrebbero dovuto rappresentare dei grandissimi progetti, nella realtà si sono dimostrati dei flop. Nota positiva per i fan di Ken, il maestro ha dato il suo contributo nello splendido OAV Toki Den.

Time Bokan 2000: Kaitou Kiramekiman (2000) Serie TV

(Animazione dei titoli di testa)

Ottava serie della saga delle Time Bokan, stavolta vede i ruoli apparentemente invertiti: L’inafferrabile coppia di ladri chiamati Kiramekiman è costantemente inseguita da uno sgangherato trio di poliziotti che non riesce mai ad acciuffarli. In realtà i propositi dei Kiramekiman sono nobili: Compiono furti solo per sottrarre oggetti che metterebbero in pericolo il futuro…

Taiyou No Hou – El Kantare e No Michi (2000) Film d’animazione

(Disegni)

Prima produzione animata del movimento religioso Happy Science, è basata sull’omonimo libro (pubblicato anche in occidente con il titolo The Laws of the Sun) di Ryuho Okawa, il suo fondatore. La Coscienza Cosmica crea la razza umana sul pianeta Venere, un paradiso di saggezza, amore, e apprendimento. Tuttavia, l’assenza di lotta impedisce all’umanità di progredire verso la perfezione, per cui l’intera specie viene spostato sulla meno ospitale Terra, dove viene incoraggiata a cercare l’illuminazione attraverso un processo di continue reincarnazioni…

Salaryman Kintaro (2001) Serie TV

(Character design)

Kintaro Yajima, temuto e riverito leader di una gang di motociclisti di ben 10.000 membri, decide di mettere la testa a posto quando la moglie Akemi muore dopo aver dato alla luce Ryuta, il loro figlio. Sciolta la gang, Kintaro diventa un impiegato, ma il suo animo resta sempre quello di un tempo. In un ambiente in cui la manipolazione ed il servilismo la fanno da padrone, il protagonista si rivelerà un osso duro per tutti…

Ougon No Hou – El Kantare No Rekishikan (2003) Film d’animazione

(Sakkan)

Film d’animazione prodotto ancora dal movimento Happy Science. Nell’anno 2403, un giovane studente di nome Satoru riceve la visitata di una viaggiatrice del tempo proveniente dal futuro, una ragazza di nome Alisa. I due tornano indietro nel tempo per esplorare insieme il 21 ° secolo, quando un guasto li spedisce attraverso episodi apparentemente casuali di importanza religiosa e storica.

F-Zero Falcon Densetsu (2003 – 04) Serie TV

(Sakkan degli episodi 13, 21, 29, 37 e 44)

Basato sulla celeberrima ed amata serie di videogames della Nintendo, questo anime di 51 episodi narra della leggenda di Captain Falcon e degli altri protagonisti delal saga, che nell’anno 2201 si riuniscono da ogni parte della galassia per partecipare alle mortali gare automobilistiche chiamate F-Zero. Nell’anime viene introdotto un nuovo personaggio, Ryu Suzaku, che oltre a rivestire il ruolo di protagonista principale della vicenda si rivelerà risolutivo per lo scontro finale tra Falcon e Black Shadow!

VIEWTIFUL JOE (2004) Serie TV

(Sakkan degli episodi 1, 7, 13, 20, 28, 35, 41 e 42)

Anime di 51 episodi ispirato alla celebre ed omonima serie di videogames nata su Nintendo Gamecube per mano di Capcom, vede protagonista Joe, un comune ragazzo che può assumere l’identità del paladino Viewtiful Joe e utilizzare i suoi “poteri cinematografici” (tra i quali il mitico “bullet time” alla Matrix) contro i mostrusoi nemici provenienti dal mondo della celluloide!

Naikaku Kenryoku Hanzai Kyosei Torishimarikan Zaizen Jotaro (2006) Serie TV

(Character design, Sakkan generale e Sakkan dell’episodio 11)

Serie animata di 13 episodi vede protagonista l’Agente della Government Crime Investigation Zaizen Jotaro (内閣権力犯罪強制取締官 財前丈太郎), un ex-ufficiale di polizia a lungo creduto morto. Per indagare sui loschi affari tra Seijiro Matsuzaka, membro del Parlamento, e Keiichi Suzuki, presidente della società edilizia Ooshima Construction, Jotaro viene messo in grado di accedere a risorse illimitate e a poter agire al di sopra della legge, sfruttando metodi ben poco ortodossi per fermare la corruzione.

Gundou Musashi (2006) Serie TV

(Character design)

Ideato da Monkey Punch (l’autore di Lupin III), questo anime di 26 episodi narra le avventura del giovane Musashi Miyamoto, praticante del gundo, un’arte marziale basata sulle armi da fuoco, che si muove in un’immaginario Giappone feudale. I suoi avversari sono i demoni conosciuti come Ayakashi… Minata da un budget molto basso, la serie è purtroppo considerata una delle peggiori mai prodotte a livello tecnico e non basta purtroppo l’ottimo character design del maestro Suda a risollevarla dai suoi problemi.

Souten No Ken (2006 – 07) Serie TV

(Sakkan degli episodi 14 e 26)

Trasposizione animata della prima parte del manga omonimo, è stata trasmessa per la prima volta in Italia nel 2010 sul canale satellitare Man-Ga, con il titolo “Ken il Guerriero – Le Origini del Mito” (fedele al titolo dell’edizione italiana del manga). Il protagonista è Kenshiro Kasumi, 62° Successore della Divina Scuola di Hokuto, alle prese con la malavita della Shangai degli anni ’30 e le lotte tra i diversi clan dell’Hokuto. Dopo anni di latitanza dal mondo di Hokuto, Masami Suda torna a dirigere l’animazione di due episodi di questa produzione, ma ciò non basta a risollevare il complessivo livello tecnico della serie, che lo stesso Suda definisce “imbarazzante” (come già spiegato nell’introduzione all’intervista che il maestro ci ha rilasciato). In seguito, lo stesso Suda è stato chiamato a rifare da zero character design e animazioni per le sequenze in stile anime che compaiono nel primo pachislot dedicato a Souten No Ken nel 2010, tra l’altro l’unico prodotto a mostrare la trasposizione animata degli episodi successivi a quelli di questa serie. Vedi la scheda completa

HELLSING: ULTIMATE (2006 – 12) Serie di OAV

Hellsing Ultimate(Genga degli episodi 1 e 2)

Serie di OAV che si propone come fedele trasposizione animata del manga Hellsing di Kota Hirano (pubblicato anche in Italia da J-Pop). I “Cavalieri Reali dell’Ordine Protestante” sono un nobile casato di Londra, conosciuto come Hellsing, che da generazioni lotta contro creature di cui la maggior parte della gente ignora l’esistenza: vampiri, ghoul e qualunque entità non umana che, generalmente, viene chiamata “mostro”. Protagonista principale delle vicende della serie è Alucard, vampiro al servizio dell’Ordine, che si ritroverà al centro di una vera e propria guerra contro gli spettri nazisti del Millennium.

Tokyo Majin Gakuen Kenpucho Tou: Dainimaku (2007) Serie TV

(Assistente Sakkan)

Seconda serie di un anime per la TV ispirato ad una saga di videogames. Per l’ennesima volta ci si ritrova a contemplare i soliti liceali dotati di poteri speciali e colpi segreti. Mentre nella prima stagione se la sono vista con dei morti viventi, stavolta sono in lotta contro un’organizzazione di assasini…

Kōtetsushin Jeeg (2007) Serie TV

Kotetsushin Jeeg(Genga dell’episodio 9)

13 episodi per questa serie robotica che, di fatto, costituisce il sequel del mitico Jeeg Robot D’Acciaio. A cinquant’anni dagli eventi della serie originale, il nuovo protagonista è il liceale Kenji Kusanagi che si ritroverà a combattere nuovamente per le sorti della Terra contro la Regina Himika. Nella guerra verranno coinvolti nuovi e vecchi amici, compresi l’ormai anziana Miwa e il leggendario Hiroshi Shiba, il Jeeg originale!

BAMBOO BLADE (2007 – 08) Serie TV

(Genga)

Kojiro è lo squattrinato insegnante di kendo di una scuola superiore. Demotivato e privo di obbiettivi si trascina a scuola ogni giorno per andare in palestra dai suoi (pochi) allievi. Eppure un evento sta per sconvolgere la sua esistenza. Una scommessa, un combattimento tra due squadre di kendo femminile con una scuola rivale e un premio in palio a cui è impossibile resistere : la fornitura per un’anno di sushi deluxe! Kojiro, ora motivato, ha un solo scopo: mettere insieme una squadra in grado di vincere e per farlo ha bisogno di Tamaki Kawazoe, figlia di uno dei più grandi maestri di spada del Giappone. Piccolo problema, la ragazza non ha alcuna intenzione di unirsi alla nascente squadra…

Hayate No Gotoku! – prima stagione (2007 – 08) Serie TV

(Genga)

Serie TV di 52 episodi basata sull’omonimo manga di Kenjiro Hata.La storia segue le vicissitudini del povero Hayate il quale, a causa di enormi debiti contratti dai suoi genitori, è costretto a lavorare come domestico, guardia del corpo, confidente ed altre varie mansioni per Nagi, una ragazza ricca e capricciosa alla quale ha però rocambolescamente salvato la vita…

Keroro Gunso – stagione 4 (2008) Serie TV

(Sakkan dell’episodio 200)

Lunga serie TV ancora in corso in Giappone, quella del Sergente Keroro (ケロロ軍曹) è la demenziale storia di un ranocchio alieno inviato a conquistare il nostro pianeta. Purtroppo, Keroro non è propriamente quello che si potrebbe definire un conquistatore intergalattico, la sua personalità è molto più vicina a quella di Otaku all’ultimo stadio e la missione pare essere proprio l’ultima delle sue preoccupazioni mentre, stabilitosi a casa dei giovani terrestri Natsumi e Fuyuki, passa il tempo a giocare ai videogames, guardare anime in TV e costruire modellini di Gundam!

Shin Kyuseishu Densetsu – Hokuto No Ken – Toki Den (2008) OAV

(Sakkan)

Masami Suda torna a dirigere l’animazione nel postapocalittico mondo di Hokuto No Ken in questo grandioso OAV dedicato a Toki, il saggio fratello di Kenshiro il cui tragico destino viene qui rivisitato nell’ambito del progetto Shin Kyuseishu Densetsu. Per l’occasione, Suda si reincontra con il mitico Junichi Hayama, suo allievo prediletto proprio ai tempi della serie televisiva storica e qui a dargli una mano anche lui come sakkan e character designer. Vedi la scheda completa

Buddha Saitan (2009) Film d’animazione

(Sakkan)

Nuova produzione basata sui libri di Ryuho Okawa, fondatore dell’organizzazione religiosa Happy Science, questo film d’animazione vede ancora una volta affrontare le tematiche legate al credo del movimento, che auspica la rinascita del Buddha nella nostra epoca ormai sprofondata nel caos. La trama: il suicidio di una famosa giornalista che stava indagando su uno scandalo legato alla corruzione causa il risveglio spirituale della diciassettenne Sayako, liceale che la stimava profondamente e ambiva a diventare giornalista proprio come lei. La ragazza inizia a vedere gli spiriti dei defunti e quasi perde la sua stessa vita, ma quest’esperienza la porterà a cercare la verità affrontando poteri oscuri…

(Sakkan dell’episodio 15)

Anime di 27 episodi tratto da una serie di romanzi (adattati anche come manga) che narrano di un mondo dove le persone decedute si trasformano in libri che vengono conservati nella Biblioteca di Bantorra. Leggere uno di questi libri significa avere accesso all’intera vita di quella persona. La preziosa biblioteca è sorvegliata da guerrieri dotati di poteri sovrannaturali, costantemente in lotta contro il culto della Chiesa di Shindeki

(Genga)

Inazuma Eleven – L’attacco dell’armata più forte: gli Ogre (劇場版 イナズマイレブン 最強軍団オーガ襲来) è il primo film animato dedicato a questa serie fanta-calcistica la cui serie TV è giunta anche in Italia. Stavolta i protagonisti devono vedersela con gli Ogre, una forza militare proveniente dal futuro ed intenzionata a distruggerli. Fortunatamente, dal futuro verrà in loro soccorso anche un amico…

GIANT KILLING (2010) Serie TV

(Sakkan dell’episodio 7, Genga)

Serie TV di 26 episodi basata sull’omonimo manga sceneggiato da Masaya Tsunamoto e disegnato da Tsujitomo. Una squadra di calcio di Tokyo sta attraversando un momento difficile. Ha appena perso cinque partite di fila e le prospettive non sono affatto rosee. Quando la squadra perde, l’allenatore viene licenziato, i giocatori venduti, gli sponsor se ne vanno, solo un miracolo potrebbe risollevarla. I dirigenti decidono quindi di assumere un nuovo allenatore, Tatsumi Takeshi, un ex grande campione di calcio…

Shinpi No Hō (2012) Film d’animazione

The Mystical Laws(Sakkan principale)

Quarto film d’animazione prodotto dal movimento religioso Happy Science, è conosciuto anche con il titolo internazionale The Mystical Laws. Nell’anno 202X, il misterioso Tathagata Killer è il signore indiscusso dell’Impero di Godom, che è riuscito a sottomettere anche l’America e le Nazioni Unite. Il protagonista, Sho Shishimaru, dotato di poteri di preveggenza e membro di una società segreta nota come Hermes Wings, si troverà coinvolto nella guerra contro il malvagio Impero dopo aver scoperto di essere la reincarnazione di Buddha.

PSYCHO-PASS (2012 – 13) Serie TV

PSYCHO-PASS(Genga del primo episodio)

Ambientato in un futuro prossimo, quest’anime di 22 episodi narra di un mondo in cui i progressi tecnologici hanno reso possibile misurare e monitorare con precisione lo stato mentale, la personalità e le disposizioni delle persone usando lo “Psycho-Pass”, un dispositivo installato nel corpo di ogni cittadino. Lo strumento viene usato anche per valutare le probabilità che una persona commetta un crimine, misurato dal “Coefficente di Criminalità”: quando questo valore supera un determinato limite interviene la sezione anticrimine della Pubblica Sicurezza. La storia ruota quindi attorno a Shinya Kōgami, un Agente che sfrutta tale dispositivo per lottare contro il crimine, e ad Akane Tsunemori, Ispettore di polizia che comanda la squadra a cui appartiene Kogami.

Youkai Watch (2014) Serie TV

youkai watch(Character design)

Basato sull’omonimo videogame per Nintendo 3DS prodotto da Level-5, questo anime vede protagonista un ragazzino di nome Keita che, entrato in possesso del prodigioso “Orologio degli Spiriti”, diviene in grado di interagire con fantasmi e demoni normalmente invisibili. Ovviamente, mentre una parte di tali presenze sembrano essere amichevoli e ben disposte verso Keita, lo stesso non si può dire per altre, che sembrano invece intenzionate a recare guai. Il tutto si risolverà per mezzo di numerose battaglie al grido di “Gotta catch’em all”


manifesto1200

SILENT MANGA AUDITION – Intervista a Tetsuo Hara

silent manga hara interview

Mentre mancano ormai pochi giorni allo scadere dei termini di consegna per la terza edizione del SILENT MANGA AUDITION, iniziativa che seguo con molto interesse fin dal principio, ho deciso di tradurre la seguente intervista, pubblicata sul sito ufficiale del concorso e rivolta principalmente a tutti coloro che aspirano a diventare dei mangaka professionisti. Tetsuo Hara, papà di Ken il guerriero e uno dei principali promotori dell’iniziativa (nonché membro della giuria), sale quindi in cattedra e lancia il suo messaggio a chiunque voglia intraprendere questa strada. Buona lettura! 😉

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Anime al Cinema 2015 – Intervista a Giorgio Bassanelli Bisbal

anime al cinema 2015

Quest’anno, Yamato Video e Koch Media hanno in serbo un piatto ricco per tutti gli amanti dell’animazione giapponese:  Berserk – L’epoca d’oro III, Rocky Joe, Kotetsu Shin Jeeg, Saint Seiya – The Lost Canvas, Una tomba per le lucciole, Giant Robot… sono solo alcuni dei titoli già annunciati e che verranno presentati al cinema nel corso del 2015.
Mi sono ritrovato a discuterne con l’amico Giorgio Bassanelli Bisbal, responsabile dell’adattamento e del doppiaggio (e ridoppiaggio) degli anime coinvolti in questa operazione, quindi ne è uscita fuori un’intervista, molto informale e schietta in verità, in cui abbiamo toccato diversi argomenti. Non capita tutti i giorni di avere a che fare con un addetto ai lavori con una tale reale passione per gli anime a cui è chiamato a dare il suo contributo e che veramente cerca un rapporto, un confronto con gli altri appassionati, piuttosto che facili consensi e piaggieria. Sono sicuro che molti di voi, soprattutto quelli più “datati”, si ritroveranno nel leggere le sue risposte, e spero che nel nostro paese siano sempre di più coloro che porteranno avanti questo settore animati dallo stesso spirito.

giorgio bassanelli bisbal

Buona lettura!

La volta scorsa abbiamo parlato di te, del tuo lavoro e della tua passione, stavolta partiamo direttamente con le domande. Ecco la prima: successo con Capitan Harlock – L’Arcadia della mia giovinezza e successone con Le Notti dei Super Robot. Una nuova giovinezza per il fenomeno anime in Italia?

Non so se si può parlare di nuova giovinezza o se la realtà dei fatti è che questo settore è rimasto addormentato per anni e anni e anni. Si è addormentato nel 2006 (e non lo dico a caso) e semplicemente adesso ha riaperto gli occhi… meglio: è stato risvegliato. C’è qualcuno che, con qualche “pizzico”, gli ha fatto aprire gli occhi e l’ha risvegliato.

Quali pensi siano state le cause di questo “torpore”?

Vedi, se pure sotto al culo hai un’auto da formula uno, ma non sei un pilota, con quella macchina non ci fai niente. Puoi fare un percorso, puoi farla camminare quella macchina, ma finisce là. Se invece sei un pilota, e sai spingere il veicolo al limite, il motore di quella macchina, la sua aereodinamica e le sue caratteristiche, ti daranno il massimo. E questo secondo me è quello che è successo. Diciamo che il mercato è finito in mano a persone che non sapevano fare quello che avrebbero dovuto fare. Poi, a un certo punto, ogni tanto capita il miracolo, e il volante finisce in mano (ma ogni tanto, eh) a chi quel veicolo lo sa sfruttare più o meno al massimo.

Risposta molto “politically correct” (rido)

E’ quello che penso e non ho paura di dirlo.

E per quello che riguarda il Giappone? Come le vedi tutte queste ultime produzioni in CGI? Prendo il recentissimo esempio dei Cavalieri dello Zodiaco al cinema, grosso flop tanto in patria quanto da noi…

Penso molto male. La computer grafica non mi piace e secondo me andrebbe sfruttata per fare altre cose. Gli anime sono gli anime e dovrebbero essere disegnati. Sono dei disegni, non possono essere dei fantocci o dei manichini della Rinascente in movimento. Ne penso tutto il male possibile, mi dà veramente fastidio.
Nel caso dei Cavalieri dello Zodiaco, sinceramente, non sono un fan della serie, non mi ha mai suscitato alcun interesse, ma posso capire che i fan dei Cavalieri siano incazzati neri nel vedere i loro personaggi preferiti trattati come un fenomeno da baraccone. A parte il fatto che il livello è bassissimo, ma non dei Cavalieri, dico in generale, di questa roba. Sono operazioni commerciali che, personalmente, credo lascino il tempo che trovano, perché veramente non hanno senso, tanto più per titoli come i Cavalieri o Capitan Harlock. Voglio dire… Leiji Matsumoto ha uno stile talmente preciso, talmente riconoscibile, che renderlo in computer grafica è un insulto, cioé… ne esce fuori un’altra cosa. E perché farlo? Che senso ha? Per i soldi? Facessero i soldi su altre cose. I Cavalieri dello Zodiaco uguale. Togliendo Kurumada, la serie animata era curata da Shingo Araki, e come puoi riprodurre in computer grafica uno stile così preciso, uno stile così bello? E’ impossibile, vengon fuori dei fantocci, delle cose pietose. Io stesso ti dico una cosa: sono un grande appassionato di Hokuto No Ken e, se ne facessero un film in computer grafica, io mi rifiuterei di lavorarci. Già nella Trilogia, quando c’erano quelle scene realizzate in computer grafica, mi veniva il voltastomaco, ma nel vero senso del termine. Queste sono produzioni che, secondo me, veramente ledono l’intelligenza umana, sono prodotti pessimi e non mi piacciono, non mi piacciono affatto.

berserk-movie-3

E in effetti, pare che l’intento dell’operazione “Anime al Cinema” sia proprio quello di ridare il giusto valore all’animazione tradizionale. Puoi parlarci dei titoli che vedremo prossimamente? Mi pare tu stia lavorando sul terzo film di Berserk e su Rocky Joe…

Ho finito l’adattamento di Berserk da un po’ e sono in attesa di andare in doppiaggio. Credo che il terzo capitolo sia in assoluto il più bello, non solo dal punto di vista qualitativo, ma proprio per quello che accade, per la trama. Mi auguro veramente, ma veramente, che sia un terzo capitolo che anticipa un quarto, un quinto, un sesto… come è stato promesso tempo fa (infatti questo film si conclude con un “continua”), perché Berserk merita di essere animato per intero, perché i fan di Berserk debbono poter vedere l’opera completa (un giorno, chissà…) e perché, veramente, per quello che è stato fatto (a parte la computer grafica che anche lì se la potevano risparmiare. Certe scene le hanno davvero rovinate, ma lasciamo perdere…), per me i film di Berserk sono molto belli, le musiche sono trascinanti ed adeguate, veramente l’opera è stata resa molto bene e quindi spero che ci siano quei famosi 12 film, come era nelle intenzioni dei produttori. Me lo auguro.
Per quanto riguarda Ashita No Joe… che dire? Sono veramente, veramente, ma veramente felice che approdi al cinema un capolavoro di tale levatura, però, a livello di lavorazione, stiamo ancora neanche a “Caro amico”. Il fatto di poter portare in Italia sia il primo lungometraggio riassuntivo di Ashita No Joe che il secondo, mi rende molto ma molto contento, perché in quei film vengono riportati alla luce i punti salienti, i personaggi più belli e più importanti del racconto e, onestamente, l’idea di poter riestituire dignità, coerenza e soprattutto (almeno questo è quello che mi impegnerò a fare) le atmosfere originali della storia, mi riempie d’orgoglio. Ashita No Joe è una delle mie serie preferite da sempre e Toru Rikishi è uno dei personaggi che più mi ha influenzato da bambino (mi piacevano i cattivi, sempre i cattivi – ride – se così si può definire Rikishi). L’ho sempre trovato un personaggio molto interessante, molto profondo e… quindi, come dicevo, l’idea di portare sul grande schermo una storia così, se vogliamo, anche attuale, mi riempie di felicità. Poi non ci dimentichiamo dello stile dei disegni: la prima parte tutta fatta un po’ con le scene al carboncino… per me Ashita No Joe è un’opera d’arte in animazione quindi, insomma, spero che il doppiaggio si sappia distinguere, che faccia veramente dimenticare il lavoro abbastanza discutibile che è stato fatto in passato. Certo, non sto accusando i vecchi addetti ai lavori di non avergli reso giustizia, è che loro erano costretti a lavorare in determinate condizioni, oggi però la storia può cambiare… la musica può cambiare.

ashita no joe

Hai toccato un punto importante legato a quanto dicevamo prima: l’invadenza della computer grafica nell’animazione tradizionale. Ricordo ancora lo spaesamento che ho provato durante la sequenza iniziale del primo film di Berserk. Credi che questa tendenza andrà a peggiorare oppure ci si renderà conto, presto o tardi, che bisogna fare un passo indietro e recuperare un certo modo di intendere l’animazione?

In tutta onestà spero che i giapponesi si rendano conto e quindi facciano tanti passi indietro, che usino la computer grafica per fare i videogiochi, non per fare l’animazione. E poi, per quanto riguarda anche il tratto, perché stiamo dando molta colpa alla computer grafica dimenticando che, in realtà, la qualità attuale degli anime è bassissima. Nel senso, e lo dico onestamente, se tutto questo lo stanno facendo per moda, beh… la moda secondo me si impone. E la possono imporre loro. Mi piace molto, per esempio, quest’idea delle ultime produzioni su Lupin, “La lapide di Jigen Daisuke” e “La donna chiamata Fujiko Mine”, in cui lo stile del disegno è tornato retrò. Io spero che i giapponesi facciano sempre più dei passi indietro e tornino allo stile degli anni ’70 e ’80, ma non questa roba quadrata, questi disegni appuntiti, questi… cioé, veramente sapevano fare l’arte in animazione, adesso fanno delle robe piatte, squallide, vuote… non c’è niente, niente di niente, oltre al fatto che mancano idee, ma quella non è colpa loro.

Tornando a quello che dicevamo all’inizio, visto che la conversazione è molto informale, volevo chiederti un parere da addetto ai lavori. Seguimi un attimo: tempo fa parlavo al telefono con Musashi, amico e collaboratore che da poco è tornato dal Giappone. La sua fidanzata è del posto e, proprio lei, diceva che il pubblico giapponese è molto passivo, nel senso che mangerebbe anche la cacca se gli venisse presentata con una bella pubblicità. Credi che anche il pubblico italiano rischi di diventare così?

No, questo non lo credo, non credo che gli italiani siano così passivi da accettare qualsiasi cosa gli si propini sotto gli occhi. Però credo fortemente che le mode, i gusti, quello che poi prende piede, si possa in qualche modo imporre, come dicevo poco fa. Ecco, io credo che il pubblico italiano sia un pubblico che si presta ad essere educato. Bada bene che “educato”, per me, non significa “portarlo a quello che vuoi”, significa semplicemente abituarlo bene, talmente bene che ad un certo punto il suo gusto si affina e quindi, nel momento in cui gli viene presentata (concedimi il termine) una zozzeria, è in grado di scansarla. Vedi, la nostra generazione si è nutrita di talmente tante opere d’arte che oggi è in grado di fare questa distinzione e quindi di dire “questa è merda e questo no”. Al contrario, le nuove generazioni vengono riempite di schifezze tanto da non avere più la capacità di distinguere cosa è di qualità e cosa non lo è, cosa ti lascia un messaggio e cosa non te lo lascia, cosa ti lascia qualcosa e cosa non te lo lascia. C’è una bella distinzione. Io credo che, da questo punto di vista, l’immensa disponibilità di tali produzioni, abbia anche portato un appiattimento generale del gusto, il fatto di avere così tanti titoli è un po’ “disorientante”, ecco.

C’è qualcosa che ti mette particolarmente in difficoltà durante un adattamento dal giapponese?

In tutta onestà, no. Ecco, forse l’unica cosa che mi mette, non in difficoltà, ma che mi urta un pochino, è questa maniacale tendenza, in tutti gli anime giapponesi, ad inserire parole inglesi. Questo comporta che, nell’adattamento italiano, a volte mi costringono ad usare termini inglesi, mentre invece siamo italiani e bisognerebbe usare parole italiane. Ti faccio un esempio: per me non esiste “Rocket Punch”, per me esiste “Pugno a Razzo”. Perché io devo dire il nome di un’arma in inglese? Questa è una cosa su cui io mi sto battendo molto, anche perché, specie negli ultimi anni, anche in Italia c’è questa tendenza, in tutto quello che si fa, a mettere parole inglesi quando noi abbiamo l’italiano e possiamo usare la nostra lingua. Anche sui social network, molto spesso leggo parole inglesi buttate lì e mischiate all’italiano. Si tratta di un imbastardimento della nostra lingua che mi dà molto fastidio. Siamo italiani? Parliamo italiano! Tra l’altro io preferisco l’italiano all’inglese, francamente. Le parole straniere si usano quando non esiste il vocabolo nella nostra lingua, ma questa necessità non c’è, perché noi abbiamo un vocabolario vastissimo e abbiamo tutte le parole per indicare qualsiasi cosa. Io poi, vabbé, da questo punto di vista sono anche un po’ estremista. Ultimanente c’è questa parola, che è molto usata e che mi urta veramente i nervi, è la parola “selfie”. In italiano esiste da secoli e si dice autoscatto, cioé ti fai uno scatto da solo. Punto. Sono tutte mode estremamente puerili… non lo so, guarda, veramente, è questa l’unica cosa che mi mette in difficoltà, il dover sopportare l’obbligo, a volte, di dover mettere delle parole straniere nei dialoghi. Ad esempio, in Capitan Harlock – L’Arcadia della mia giovinezza, sono stato costretto a dover lasciare il nome della nave, Death Shadow, piuttosto che tradurlo come Ombra della Morte. Mi ha dato molto fastidio, ma lì sono stato costretto anche per un fatto di nomi di giocattoli, merchandise e quant’altro.

E di quella parte di pubblico che pretende che certe parole vengano lasciate in giapponese anche quando non ce n’è il minimo bisogno, ne vogliamo parlare? (rido)

A quelli che pretendono ciò, rispondo che possono andare a vivere in Giappone…

Una domanda è d’obbligo: oltre a ciò che già è stato annunciato e che ci attende al cinema nel 2015, c’è spazio per qualche sorpresa?

Diciamo che in questo momento ci sono parecchie cose che bollono in pentola, però non sono autorizzato a divulgare informazioni.

Va bene, comprendo benissimo, cambiamo argomento. Ecco… se ti dico Ufo Robot Gattaiger, tu cosa mi rispondi?

Fare Ufo Robot Gattaiger non è stato soltanto svolgere un lavoro, è stato qualcosa di più, perché il mio approccio al mondo dell’animazione giapponese, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, fu anche dettato dalla curiosità che avevo per quel film. Avevo delle bobine in super 8 che contenevano stralci di Goldrake contro il Grande Mazinga e cose del genere ma, erroneamente, avevano le copertine di Ufo Robot Gattaiger, quindi io da ragazzino ero curiosissimo di sapere di cosa si trattasse. Vedevo delle similitudini con Goldrake ma non sapevo assolutamente che cosa fosse. Scoprii solo nei primi anni ’90 che cos’era e, già allora, sognavo un giorno di poterlo doppiare in italiano. Alla fine degli anni ’90 mi sono avvicinato, ho quasi sfiorato la possibilità di farlo, poi, improvvisamente, il buio in tutto il periodo dei primi 6 anni del 2000 e ancor più buio in seguito. Nel 2014, ritrovarsi in mano quel film, che è tornato a me quasi come un boomerang, come se avessi lanciato la mia passione e mi fosse tornata indietro, e avere la possibilità di farne un’edizione italiana, è stato un po’ come un premio. Forse per la pazienza, non lo so, ma lo vedo come una cosa non casuale, almeno per quanto riguarda il mio punto di vista, è chiaro. E’ un film che in qualche modo è tornato a me. Tutti i film sui Super Robot sono in qualche modo tornati a me, ma quello in particolare, ha una storia, come ti ho appena raccontato, molto personale. Non lo so, la vita è strana…

Ecco, i Super Robot! Come dicevo all’inizio, le due notti a loro dedicate sono state un successone. Ve l’aspettavate?

Il risultato al box office delle due Notti dei Super Robot è stato oltre le aspettative, anche perché non sono state fatte pubblicità per strada, non sono stati messi manifesti da nessuna parte, tranne la pubblicità su internet, dove poi si è innescato veramente un passaparola. E’ stato davvero un piccolo miracolo e, se vogliamo, anche una piccola rivoluzione messa in atto dagli appassionati. Sono stato molto contento, sono andato al cinema anch’io ed ero in mezzo al pubblico, dove mi sono divertito a vedere le reazioni della gente, i commenti… sono state due serate magiche e, in qualche modo, esserne stato tra i protagonisti mi ha gratificato molto.

Sì, anche io ho provato una sensazione veramente magica. Sarà stato vedere la sala strapiena, saranno state le atmosfere dei film in questione, ma davvero mi sono sentito tornare bambino. Tra l’altro ho notato una particolare cura nel ricreare delle “sonorità” d’epoca per quello che riguarda il doppiaggio…

Beh, sì, qui c’era un dovere nei miei confronti e nei confronti dei nostalgici, degli appassionati e degli amanti di queste serie. Non si poteva fare altrimenti. Ho corretto il tiro su molte cose che non m’erano mai andate giù ai tempi e allora ho cercato di seguire una linea logica. Per linea logica intendo un’operazione nostalgia a tutto tondo. Ho letto di commenti di persone che dicono “ah, basta con queste cose…” e via dicendo. Tali persone devono capire che quest’operazione non è rivolta a loro, è rivolta a noi (perché mi ci metto pure io), a noi che abbiamo vissuto quell’epoca e vogliamo sentire quei suoni. Non è un discorso egoista, ma un discorso di rispetto nei confronti della maggioranza. Una maggioranza che, a dispetto di quello che scrivono alcuni, non è rappresentata da loro, ma è rappresentata da tanti che oggi sono uomini tra i 30 e i 50 anni che hanno vissuto quell’era magica.

Eppure, in sala, oltre ai “nonni”, ho visto pure tanti nipotini che si esaltavano. Non è che grazie a voi, Mazinga & co. diventeranno un fenomeno intergenerazionale?

Se così fosse sarebbe molto bello e sarebbe anche molto divertente. Significherebbe che noi abbiamo vinto laddove qualcuno ha fallito miseramente, quindi ben venga che ci sia una cerniera che unisca generazioni così distanti, sarebbe bellissimo.

D’altronde stiamo vivendo un’operazione di rilancio dei robottoni che non ha precedenti. C’è qualcosa che puoi anticipare circa quello che ci attende nel 2015? Goldrake è già in onda su Man-ga a festeggiare il suo 40° anniversario in Italia. E tutti gli altri?

Sì, una bella sorpresa, che poi tanto sorpresa non è, sarà finalmente un’edizione che concluderà la versione italiana di Mazinga Z. Tra l’altro Mazinga Z, come Gattaiger, è uno dei miei titoli preferiti. La mia amicizia con Francesco Di Sanzo parte proprio da Mazinga Z alla fine degli anni ’80, quindi anche qui ho lanciato un boomerang ed è tornato indietro. Non so che dire. Non so se considerarlo un regalo del fato, non so… speriamo solo di riuscire a fare qualcosa di buono, visto che l’Italia ha dovuto aspettare tutti questi anni per vedere la conclusione di Mazinga Z, un titolo che per me significa molto.

C’è un altro robottone di cui vorrei chiederti. Tutti conosciamo Jeeg Robot d’Acciaio, che recentemente è approdato anche in edicola con un’esclusiva edizione in DVD, ma che mi dici di Kotetsu Shin Jeeg, che invece potremo vedere al cinema?

Di Shin Jeeg che cosa posso dire… non è un prodotto che mi entusiasma più di tanto perché si discosta totalmente dall’originale, il quale aveva delle atmosfere cupe, intense, dei disegni eccezionali, e se vogliamo era anche serio, a parte qualche siparietto comico con Don e Pancho. Qui invece si parla di personaggi comici, gag, qualche bella trovata, però del vecchio Jeeg c’è ben poco. Diciamo che è un prodotto moderno, più adatto alle nuove generazioni, scevre anche della vecchia serie. Certo, chi ha amato la vecchia serie potrebbe storcere il naso nel vedere questo nuovo Jeeg, però io alla fine dico che comunque vale la pena di vederlo perché, per esempio, i combattimenti sono ben fatti. Certo è, in tutta onestà, che se uno lo vuole vedere perché vuole rivivere quel Jeeg, siamo ben distanti, lo dico senza nasconderlo, ecco.

kotetsu shin jeeg

Ultima domanda: che cosa ti aspetti per il futuro degli anime in Italia e in generale?

In generale mi aspetto che i giapponesi facciano tanti passi indietro e si rendano conto che un tempo facevano arte e che sarebbe bene che tornassero a farla, sia nei contenuti che nei disegni. Potrebbero tornare al vecchio stile, non è possibile che ci siano così pochi autori che oggi fanno qualcosa di decente, devono tornare ad essere tanti. Per quanto riguarda l’Italia, invece, per il futuro mi auguro che sempre più anime vadano al cinema, che il pubblico aumenti sempre e soprattuto che tale pubblico sostenga la buona animazione, perché senza sostegno anch’essa è destinata a morire. Cerchiamo anche di non fagocitare qualsiasi cosa ci venga messa davanti ma, piuttosto, chiediamo e pretendiamo qualità, sempre e comunque, altrimenti alcuni signori continueranno a fare robette e a venderle come oro colato. Detto questo, ripeto, mi auguro sempre più anime al cinema, sempre più spazio e sempre più arte. Più arte per tutti.