Manga Tribute: BASTARD!!

Realizzato in collaborazione con Marco Nero (ilmondodinerd.blogspot.com)


Sul finire degli anni ’80 l’animazione giapponese era oramai esplosa definitivamente in tutto il mondo, ed i generi si erano moltiplicati. In particolare il fantasy, quello in pieno stile Dungeons & Dragons, con i suoi stereotipi ormai arcinoti, sembrava esercitare un fascino del tutto particolare sul pubblico del Sol Levante. E mentre orde di otaku erano capaci di mettersi in fila per giorni pur di accaparrarsi l’ultimo capitolo di Final Fantasy o di Dragon Quest, non era per nulla infrequente trovare quegli stessi elementi buttati (a volte anche a casaccio) negli anime e nei manga più disparati. Se avete un’età, è facile che vi tornino in mente svariate scene di diversi anime in cui i protagonisti, per un motivo o per un altro, si ritrovavano catapultati in un’ambientazione fantasy, con spade, armature, draghi e via così.

Ovviamente, visto il momento positivo per il genere, non mancarono i tentativi di andare ben oltre e produrre opere a tema. E se spesso si cita Record of Lodoss War come esempio tipico, non si può tacere sul meno conosciuto Panzer World Galient, che nel 1984 già mescolava mecha e fantasy o su Vampire Hunter D, con le sue atmosfere horror. E questi solo per nominarne un paio, perché l’argomento è molto vasto e meriterebbe un lungo approfondimento a parte, ma oggi ci serviva giusto per ricordare in che clima, sulle pagine di Shonen Jump, mentre erano ancora in corso “robette” tipo Ken il guerriero, City Hunter, Le bizzarre avventure di Jojo, i Cavalieri dello Zodiaco e Dragonball, esplose quella bomba chiamata Bastard!!.

L’opera

A centinaia di anni da un evento apocalittico che ha sconvolto il pianeta, il mondo è di nuovo dominato dalla magia e da forze oscure costantemente in lotta fra loro. Quando il regno di Meta Likana viene minacciato dai nemici, diventa necessario rompere il sigillo che teneva imprigionato il potentissimo stregone Dark Schneider, per anni celato nel corpo del piccolo Rushe Lenren da un incantesimo che è possibile spezzare solo grazie al bacio di una vergine, l’adolescente Tia Nort Yoko. Si tratta di una mossa rischiosa, perché lo stesso Dark Schneider è un individuo spregiudicato e vizioso che, a sua volta, tentò in passato di conquistare il mondo ma, nonostante ciò e nonostante le rimostranze della candida Yoko, viene infine liberato. E come previsto, carico di risentimento e voglia di riscatto, il redivivo signore delle arti oscure sarebbe già pronto a vendicarsi e fare strage di chi lo ha imprigionato e di chiunque tenti di intralciargli la strada, se non fosse che l’animo dell’innocente Rushe si è in qualche modo fuso con il suo, rendendolo maggiormente soggetto all’ascendente esercitato da Yoko, per la quale prova grande affetto.

Tutto questo avviene già solo nel primissimo episodio, pubblicato inizialmente nel 1987 come one-shot sotto il nome di WIZARD!! – Il conquistatore delle fiamme, per poi prendere il volo con il titolo che tutti conosciamo. Di lì, inizia una prima saga fatta di epici scontri tra Dark Schneider e i suoi compagni di un tempo, personaggi a loro volta carismatici e memorabili che contribuiscono a creare quella che, a tutti gli effetti, rappresenta la parte più riuscita della storia. Una serie che si unisce ai capolavori già presenti su Shonen Jump e dei quali, a posteriori, è anche possibile vedere maggiormente l’influenza. L’ambientazione post-apocalittica ed i personaggi imponenti, spesso nemici ma in fondo amici, ricorda molto Ken il guerriero. Manco a dirlo, il protagonista forte ma costantemente allupato sembra un’evoluzione del Ryo Saeba di City Hunter, mentre gli scontri devastanti, scanditi da incantesimi dai nomi evocativi, sembrano un mix tra Dragonball e i Cavalieri dello Zodiaco. Dulcis in fundo, le continue citazioni dal mondo dell’heavy metal sembrano la risposta a quelle rock che Hirohiko Araki amava infilare ne Le bizzarre avventure di Jojo. Ovviamente non è chiaro se quest’idea di prendere elementi vincenti dai manga di maggior successo della rivista e mescolarli al fantasy sia stata dell’autore o se (più probabilmente) dell’editor dell’epoca, fatto sta che Bastard!! si rivelò a sua volta un successo di vendite. Arrivato anche da noi nel 1993 per mano della defunta Granata Press, suscitò subito grande scalpore tra gli appassionati del fumetto made di Japan e, con le successive ristampe ad opera di Planet Manga, vide consolidarsi la sua fama e divenne uno dei dark fantasy più gettonati accanto al Berserk di Kentaro Miura.

Purtroppo, come si accennava più su, se il primo arco narrativo risulta quello più significativo ed ispirato, lo stesso non si può dire per tutta la parte seguente, che degenera via via in un hentai sempre più spinto (tanto che alcune storie, ad un certo punto, verranno pubblicate a parte con il titolo Bastard!! Expansion perché troppo porno per la serie regolare) ma dalla trama inconsistente e minata da tempi di pubblicazione dilatatissimi, figli di una storia editoriale travagliata, fatta di ripetute sospensioni temporanee e cambi di testata. La serie è infatti ufficialmente ancora in corso, ma nessuno sa quando il suo creatore si prenderà il disturbo di darle una degna conclusione.


L’autore

Classe 1963, Kazushi Hagiwara è un personaggio anomalo all’interno della “quadrata” società nipponica. Tanto per cominciare, come a voler segnalare anche fisicamente la sua ribellione al sistema, nasce mancino. Poi, laddove la vita del giapponese medio è scandita fin dai primi anni di vita da scadenze ed aspettative legate prima allo studio e poi al lavoro, il nostro è capace di farsi bocciare per ben 3 volte al primo anno delle superiori, fino a quando, a 17 anni, molla tutto e fugge da casa, andando a vivere in una stamberga di cui paga l’affitto con lavori part-time. Qualche anno più tardi, novello figliol prodigo, finalmente torna a casa dai genitori e, ispirato dal Devilman di Go Nagai e da Il Clan dei Poe di Moto Hagio, decide di entrare alla Scuola di Arti Grafiche di Tokyo, in cui ha l’opportunità di lavorare come assistente per Dirty Matsumoto, mangaka specializzato in fumetti porno, e di realizzare alcune doujinshi tra le quali Made Genius il suo primo vero manga in assoluto, nato come progetto scolastico assieme a Hirohisa Tsuruta e Yumi Morio ma mai completato.

Nel 1985, all’età di 22 anni, finito il percorso di studi, coglie al volo l’occasione di andare a lavorare per Shonen Jump, che in quel periodo sta reclutando. Viene allora assegnato come assistente al compianto Izumi Matsumoto, collaborando quindi al celeberrimo Kimagure Orange Road. Nel 1987, tra le varie cose, trova il tempo di disegnare Binetsu Rouge, commedia romantica one-shot che viene pubblicata su Shonen Jump Summer Special e che balza istantaneamente al primo posto nella classifica di gradimento dei lettori!

A quel punto, gli viene chiesto di disegnare un secondo one-shot e realizza il già citato Wizard!!, lavoro per il quale sarà costretto a lasciare il suo compito da assistente proprio mentre il maestro Matsumoto è alle prese con l’ultimo capitolo di Orange Road. Neanche a dirlo, anche questo ottiene un ottimo riscontro di pubblico e quindi gli viene affidato il compito di disegnarne un altro ancora: Virgin Tyrant, ulteriore commedia romantica che viene pubblicata su Shonen Jump Winter Special, all’inizio del 1988.

Quando finalmente gli viene chiesto di debuttare con la sua prima serie, Hagiwara mette insieme un gruppo di assistenti che diverrà famoso con il nome di Studio Loud in School e, sotto la guida dell’editor Toshimasa Takahashi, sceglie senza esitazione di espandere Wizard!!


Opere derivate

Il successo delle avventure di Dark Schneider diede vita a varie produzioni. Ma andiamo con ordine e scopriamo insieme quali.

Tra il 1992 ed il 1993, la AIC produsse una breve serie di 6 OAV che riassumevano una parte del primo arco narrativo. Tecnicamente nulla da dire: tanto il character design quanto le animazioni riuscivano a rendere giustizia alla controparte cartacea, però si perdeva quasi completamente il lato umoristico e le vicende, per forza di cose, venivano scremate. A conti fatti un’esperimento riuscito a metà. Da noi, sull’onda del grosso consenso di pubblico riscosso dal manga, giunse per mano di Yamato Video nell’ormai lontano 1998 in formato VHS e mai più riproposto.

Ci furono poi dei videogiochi. Il primo, pubblicato nel 1994 per Super Famicom con il titolo Bastard!! – Ankoku No Hakaishin (Il distruttore delle tenebre), fu realizzato dal misconosciuto Cobra Team e cercava di traslare le vicende del primo arco narrativo in una serie di scontri uno contro uno in cui i personaggi, immersi in ambientazioni che sfruttavano il famoso “mode 7” della storica console Nintendo, si davano battaglia lanciandosi incantesimi. Che detta così pare una figata, ma all’atto pratico era tanto fumo e ben poco arrosto.

Un paio di anni più tardi, nel 1996, su Playstation arrivò Bastard!! – Utsuro Naru Kamigami no Utsuwa (Le reincarnazioni delle divinità dell’ombra), un RPG in prima persona che si avvaleva del contributo artistico del nostro amato Junichi Hayama e, fatto degno di nota, esplorava una vicenda totalmente inedita, creata appositamente per il gioco.

In mezzo a tutto questo, vale la pena menzionare i romanzi. Due di essi, scritti da Nobuaki Kishima ed ambientati 50 anni prima degli eventi della serie originale, sono stati pubblicati anche in Italia da Kappa Edizioni. Il terzo, realizzato da Benny Matsuyama e dal titolo Bastard!! Black Rainbow, conta in Giappone 2 volumi di cui uno è giunto da noi grazie a Planet Manga e narra a sua volta vicende accadute circa un centinaio di anni prima del manga. L’ultimo, Ninja Master Gara Gaiden, risalente al 2012 e scritto da Hideyuki Furahashi , come da titolo si concentra sul personaggio di Gara, il Signore dei Ninja, seguendone le vicende nel periodo successivo alla battaglia contro Abigail.

Un progetto mai andato in porto, invece, è Bastard!! Online, MMORPG inizialmente messo in cantiere da Tecmo nel 2008 ma cancellato l’anno successivo e di cui ci resta solo un trailer.

Nella cultura di massa

Come già detto, Bastard!! ebbe subito molto successo sia in Italia che in Giappone. I siparietti comici ed il tratto dettagliato e pulito di Hagiwara, unito al suo particolare occhio di riguardo verso le procaci protagoniste femminili, lo resero un’icona nel panorama del dark fantasy. Il suo principale merito è stato quello di osare. E non ci riferiamo tanto alla sfrenata libido del protagonista, quanto alla capacità di prendere un genere abusatissimo e fortemente stereotipato donandogli una personalità unica ed esplorando territori mai battuti prima. Per dirne una, basti pensare a quanto il pubblico odierno osanni personaggi come il Deadpool della Marvel quando Dark Schneider, già ai tempi, faceva dentro e fuori dalla quarta parete senza il minimo ritegno. Per non parlare poi dei già citati riferimenti all’heavy metal, a partire proprio dal nome del protagonista, ispirato a quello di Udo Dirkschneider, storico frontman degli Accept (a sua volta nome del rituale che Yoko usa per spezzare il sigillo che tiene prigioniero il nostro eroe). Stesso dicasi per tutti gli altri personaggi, luoghi ed incantesimi. Per esempio, il malefico vampiro Di Amon altri non è che il famoso King Diamond, mentre Porno Diano prende il suo nome da Paul Di’Anno, cantante degli Iron Maiden. E potremmo stare qui a scriverne per giorni: Metallica, Megadeth, Helloween, Bon Jovi, Venom, Anthrax, sono solo la punta del gigantesco iceberg di citazioni musicali di questo manga. L’influenza di Bastard!! è stata talmente forte, soprattutto negli anni ’90, da generare perfino un figlio illegittimo: la serie di picchiaduro ad incontri Guilty Gear, che non solo riprende a mani basse lo stile grafico dell’opera, ma si focalizza a sua volta in una pletora di citazioni heavy metal!

La nuova serie Netflix

Ma passiamo alla notizia che è ormai di dominio pubblico già da un po’ e che è, in fondo, il vero motivo dietro a questa lunga retrospettiva. Sulla scia dei recenti adattamenti di vecchie glorie, Netflix ha infatti annunciato per il 2022 una nuova serie anime su Bastard!!

Il regista sarà Takaharu Ozaki, che ha già diretto l’anime di Goblin Slayer (2018), la sceneggiatura sarà affidata a Yosuke Kuroda (Gundam 00) mentre il character design spetterà a Sayaka Ono. La serie, prodotta da Warner Bros. Japan e composta da due stagioni per un totale di 24 episodi, verrà realizzata da Liden Films, studio di animazione fondato nel 2012 – che si è espanso a macchia d’olio fino a fondare 5 filiali diverse ubicate fra Kyoto, Osaka e Tokyo – e che è tristemente ricordato in Italia per il terribile 3D sperimentato sulla più recente serie di Berserk (2016).

Per quello che riguarda le voci, nel ruolo di Dark Schneider troveremo Kishou Taniyama, già voce di Fungami Yuya in Jojo nell’adattamento animato di David Production. Gara sarà invece interpretato da Hiroki Yasumoto (Sado Yasutora in Bleach e Elfman Strauss in Fairy Tail) mentre l’affascinante Arshes Nei avrà la voce della cantante Yoko Hikasa, nota per il personaggio di Yoh Asakura in Shaman King (2021). A dar vita a Tia Nort Yoko sarà infine Tomori Kusunoki, giovane ma già con un lungo curriculum alle spalle nel doppiaggio di anime e videogames.

Cosa aspettarsi da questa nuova incarnazione dello stregone oscuro? Beh, il trailer, per quello che si vede, sembra promettere bene. Non c’è ancora una data precisa per l’effettiva diffusione sulla nota piattaforma di streaming e, di conseguenza, nemmeno si sa qualcosa a proposito di chi verrà chiamato a curarne l’edizione in lingua italiana. Di certo, per tanti appassionati storici di anime e manga, si tratterà di un evento dal sapore fortemente nostalgico, soprattutto se la serie sarà capace di portare su schermo quella stessa forza dissacrante ed anarchica che fece la fortuna dell’opera originale.

Ken il guerriero – In arrivo l’edizione definitiva!

Finalmente posso iniziare a svelare qualcosa circa quello che, da diversi mesi a questa parte, bolle in pentola riguardo all’anime storico di Ken il guerriero. Sì perché il nostro uomo di Hokuto preferito ha i suoi santi in paradiso. Santi che per il momento, almeno fino all’annuncio ufficiale, resteranno anonimi. Nel frattempo, godetevi alcune immagini del magnifico lavoro di restauro che stanno facendo…

E se pensate che tutto si limiti alla parte visiva… beh, vi sbagliate, perché le sorprese non sono finite. Ma avremo modo di parlarne meglio a breve. 😏

Chiudo con una frase dell’amico Giorgio Bassanelli Bisbal: “La storia di questo capolavoro deve restare viva ancora oggi. Non c’è niente nel presente e nel futuro se non ricordiamo e divulghiamo il passato.”

KEN IL GUERRIERO – I film e le serie su Prime Video

Da un po’ di tempo è disponibile, su Prime Video, un bel catalogo di produzioni animate riguardanti Ken il guerriero ed il mondo di Hokuto. Nella speranza che la selezione vada presto ad espandersi, ho pensato di fare un servizio gradito a tutti elencando i titoli attualmente fruibili. Buona visione.

pentalogia 1

KEN IL GUERRIERO – LA LEGGENDA DI HOKUTO
In un mondo devastato e inaridito dalle guerre nucleari, le stelle hanno eletto l’unico salvatore…
Kenshiro combatte per difendere chi si trova in difficoltà, grazie alle tecniche della Divina scuola di Hokuto, di cui  è l’erede.  Raoul, il fratello maggiore di Ken, assetato di potere, sfrutta gli stessi insegnamenti per cercare di conquistare il mondo, mentre il terzo fratello, Toki, con le sue doti curative aiuta la popolazione in preda al caos e alle barbarie. I tre fratelli si troveranno riuniti, grazie all’aiuto della valorosa Reina, per combattere Souther, il Sacro Imperatore di Nanto, ma solo Kenshiro sarà chiamato allo scontro finale.  LINK >>> https://amzn.to/3tGr6zo <<<

pentalogia 2

KEN IL GUERRIERO – LA LEGGENDA DI JULIA
Il secondo dei film della Pentalogia racconta le gesta della bella Julia, innamorata di Kenshiro e rapita da Shin, assetato di potere. Tuttavia, dopo aver compreso la portata del destino che attende la giovane donna, ovvero diventare l’Ultimo Condottiero della scuola di Nanto, Shin decide di lasciarla libera ed affidarla ai Cinque Astri in Cerchio, che veglieranno su di lei. Da questa nuova prospettiva, guidata dai suoi particolari poteri di preveggenza, Julia  potrà ora influire in segreto sullo svolgersi di eventi cruciali per la salvezza del mondo. LINK >>> https://amzn.to/3pUAwF8 <<<

pentalogia 3

KEN IL GUERRIERO – LA LEGGENDA DI RAOUL
I duemila anni di storia della scuola di Hokuto giungono al loro culmine nello scontro fratricida tra Raoul e Kenshiro, i massimi depositari delle tecniche di questa disciplina. Raoul ha l’ambizione di dominare il mondo attraverso la forza, ma l’amore e la tristezza che albergano nel cuore di Kenshiro si rivelano un ostacolo insormontabile. Per vincere contro di lui e riuscire a superare le proprie paure, anche Raoul dovrà imparare a conoscere e fare propri questi sentimenti. LINK >>> https://amzn.to/3oQEE7x <<<

pentalogia 4

KEN IL GUERRIERO – LA LEGGENDA DI TOKI
Quarto capitolo della pentalogia, è interamente incentrato sulla figura di Toki, fratello di Ken e Raoul, uomo prescelto a succedere come unico erede della Divina Scuola di Hokuto ma piegato da un fato avverso: quello di una malattia lo consuma lentamente. Escluso dalla successione, il guerriero si allontana dal tempio e inizia ad usare le proprie conoscenze e capacità per curare feriti e malati. Ben presto però, per tener fede ad un’antica promessa, viene richiamato sul campo di battaglia a sfidare sia il proprio corpo decadente che l’amato fratello Raoul. LINK >>> https://amzn.to/39QKWjf <<<

pentalogia 5

KEN IL GUERRIERO – LA LEGGENDA DEL VERO SALVATORE
Dopo aver sconfitto Raoul, autoproclamatosi Re di Hokuto, Ken può finalmente riabbracciare la sua amata Julia e i due possono coronare il loro sogno d’amore. Il destino di Kenshiro, come unico erede della Divina Scuola di Hokuto e salvatore degli oppressi è segnato da tempo, ma è arrivato ora il momento di raccontare a Julia come tutto questo ha avuto inizio. Una storia mai narrata nella serie originale che ci svela retroscena inediti della saga che ancora oggi appassiona milioni di fan in tutto il mondo. LINK >>> https://amzn.to/3oT8Peu <<<

KEN IL GUERRIERO – LA LEGGENDA DI RAOUL IL DOMINATORE DEL CIELO
Serie animata in 13 episodi prodotta nel 2008, narra le gesta di un giovane Raoul che, accompagnato dagli inseparabili e leali Reina e Souga, inizia il cammino che lo porterà a diventare il temutissimo “Re del Pugno”. LINK >>> https://amzn.to/39QiiPh <<<

trilogia 3

KEN IL GUERRIERO – LA TRILOGIA
Scomparsi ormai i rivali appartenenti alle altre scuole di arti marziali, perduti gli amici più cari, Kenshiro giunge nel piccolo villaggio di Libertà, uno dei pochi luoghi che ancora resiste alla città-fortezza di Lastland e al suo dittatore Sanga. Costui esercita il suo dominio facendosi forte dell’Eccelso Doha, una sorta di dio in grado di offrire il bene più prezioso: acqua pura. Ma Sanga è conscio che il suo regno si fonda sull’inganno ed è ben deciso a prendere il controllo di una divinità davvero in grado di fare miracoli: una dea di nome Sara. LINK >>> https://amzn.to/2YLv7nM <<<

Ken il guerriero – Hideki Tsuji torna a parlare dello stallo di Regenesis

Dopo parecchi mesi (la pubblicazione era stata sospesa a maggio 2020), Souten No Ken REGENESIS, sequel di Ken il guerriero – Le origini del mito, stenta a tornare in scena. Per questo, ed in seguito alle richieste sempre più pressanti dei fan giapponesi, Hideki Tsuji, disegnatore a cui era stata affidata la serie (e, soprattutto, in grado di non far rimpiangere il tratto del maestro Tetsuo Hara), ha deciso di spiegare meglio la situazione in una serie di tweet pubblicati direttamente dal suo profilo.

In essi, per prima cosa ringrazia tutti coloro che, nonostante il duro periodo dovuto alla pandemia, continuano a mostrargli supporto e affetto. Passando poi ai veri motivi di questa situazione, l’autore finalmente parla della sua particolare forma di depressione, talmente grave da aver reso necessario lo scioglimento dello staff a tempo indefinito (fatto che gli causa oltremodo imbarazzo nei confronti dei colleghi).

Allo stato attuale, Tsuji non è capace di dare certezze circa il periodo di un suo eventuale rientro perché, secondo i medici che lo stanno seguendo, ora si trova in una fase di transizione e tornare a lavorare a pieno ritmo, in questo momento, potrebbe peggiorare la situazione. Quindi, fermo restando che non guarirà mai in maniera definitiva, l’obiettivo attuale è quello di raggiungere almeno una fase di remissione (l’alleviarsi dei sintomi) e procedere verso un livello di serenità sufficiente a consentirgli di tornare al tavolo da disegno.

L’autore si scusa infine con tutti i fan, augurandosi che possano comprendere le sue ragioni e la situazione in cui versa.

Ricordiamo che la serie, attualmente ferma al 4° volume in Giappone, verrà proposta anche in Italia, tramite Planet Manga, a partire da marzo 2021.

KEN IL GUERRIERO – La Perfect Edition che vorrei

Negli scorsi giorni, chiacchierando con altri appassionati, ha iniziato a frullarmi in testa un’idea: che caratteristiche dovrebbe avere una “Perfect Edition” italiana del manga originale di Ken il guerriero?

Un po’ di storia

Prima di arrivare al punto, è sicuramente utile una breve retrospettiva sulle svariate edizioni precedenti, ovvero:

Edizione ZERO
(Granata Press – 1990 / 1992)

Volumi: 16
Formato: 24 x 16
Pagine: variabile in b/n
Prezzo: 3.500£

Primissima edizione italiana, viene adattata direttamente dalla versione americana della Viz, quindi con traduzioni dall’inglese e tavole ribaltate. In ogni numero di ZERO, rivista contenitore della Granata Press, viene presentato un singolo capitolo del manga, fino al 16°.

Edizione Z-Compact
(Granata Press – 1992 / 1994)

Volumi: 44
Formato: 18 x 12
Pagine: variabile in b/n
Prezzo: 2.800/3.000£

Raggiunta la pubblicazione dei primi 16 capitoli adattati dalla versione Viz, la Granata Press continua  la saga di Kenshiro in volumetti monografici (dapprima mensili, in seguito quindicinali) stavolta adattati dalla versione originale ma sempre seguendo il modello del ribaltamento delle tavole. Ogni volumetto raccoglie più o meno la metà del contenuto di un volume originale giapponese. Nel 1993 anche i primi 16 capitoli pubblicati su ZERO verranno raccolti in 3 volumetti speciali di questa collana.

PRO

  • Primissima edizione di Ken il guerriero in Italia
  • Presenza di diverse pagine esclusive dell’edizione su Shonen Jump

CONTRO

  • Tavole ribaltate rispetto all’originale
  • Traduzioni dall’inglese almeno fino al 16° episodio
  • Albi formato “sottiletta”

Edizione Star Comics
(Star Comics – 1997 / 1999)

Volumi: 27
Formato: 17 x 11,5
Pagine: circa 200 pagine in b/n
Prezzo: 5.000£

Seconda edizione del manga in Italia, quella della Star Comics NON è una ristampa dell’edizione Granata Press. Difatti, le traduzioni vengono completamente rifatte dal giapponese, mantenendo sia lo stesso numero di pagine dei tankobon originali e che il senso di lettura da destra verso sinistra.

PRO

  • Traduzioni fatte ex-novo direttamente dal giapponese
  • Senso di lettura identico all’originale
  • Lettura scorrevole
  • Volumi corposi

CONTRO

  • Carta e stampa scadenti
  • Adattamento non sempre fedele all’originale

Edizione d/books
(d/visual – 2005 / 2011)

Volumi: 27
Formato: 25 x 17,6
Pagine: 196 pagine in b/n, colore e bicromia
Prezzo: 8,50/9,30€

Terza edizione del manga in Italia, quella della d/visual si presenta come una versione “deluxe”, con pagine di grande formato e recupero delle tavole a colori (alcune, in realtà, prese dalla Master Edition e non dall’originale) e riproducendo quelle in bicromia con tonalità di grigio. A impreziosire il tutto una sovracoperta, una minifigure allegata ad ogni volume e diversi redazionali tra i quali analisi delle tecniche di combattimento e approfondimenti. Purtroppo, volumi alla mano, per quanto lo sforzo sia nel complesso davvero encomiabile, c’è da dire che le traduzioni ed il lettering non sono propriamente il massimo. Confrontando infatti questa versione con l’originale giapponese, ci si rende conto che alcuni passaggi sono stati mal interpretati o comunque tradotti senza tener conto del contesto. Anche il carattere utilizzato è piuttosto antiestetico e sgradevole alla lettura. La scelta di non adattare le onomatopee, se da un lato può essere positiva perché non intacca le tavole del maestro Hara, dall’altro, assieme a quanto già detto, trasforma quest’edizione più in un oggetto di collezionismo che in un’opera da leggere.

PRO

  • Tavole di grande formato e buona qualità di carta e stampa
  • Recupero di quasi tutte le pagine a colori e in bicromia
  • Sovraccoperta e minifigure incluse nel prezzo
  • Ricchi redazionali con una mini-enciclopedia dei colpi segreti

CONTRO

  • Tavole tagliate (e di molto) nella parte inferiore
  • Diversi errori di impaginazione e tavole a volte sgranate
  • Traduzioni a volte totalmente errate
  • Lettura spesso poco scorrevole e veri e propri errori grammaticali

KEN IL GUERRIERO
Edizione Planet Manga
(Panini comics – 2013)

Volumi: 27
Formato: 17,5 x 11,5
Pagine: 200 in b/n
Prezzo: 4,20€

Edizione pubblicata a cadenza settimanale, curata da Planet Manga, è stata pensata principalmente per il rilancio di Ken dopo 14 lunghi anni di latitanza dalle edicole. Di conseguenza, si presenta come un’edizione  che, a parte l’invidiabile traguardo dell’essere il primo manga in Italia ad uscire in allegato con un quotidiano (nello specifico il Corriere dello Sport e Tuttosport), non gode di particolari riguardi, sia per la mancanza di una sovraccoperta (che sarebbe stata auspicabile almeno per l’edizione da fumetteria), sia per le soluzioni grafiche discutibili (riguardanti principalmente il logo in copertina) che sicuramente si sarebbero potute studiare meglio, tenendo in considerazione che tale edizione avrebbe dovuto commemorare il trentesimo anniversario del manga. Ottima, invece, la qualità della stampa, mentre per quello che riguarda traduzioni ed adattamento è un’edizione da evitare come la peste.

Leggi le recensioni dei singoli volumi

PRO

  • Buona qualità di carta e stampa
  • Lettura scorrevole

CONTRO

  • Soluzioni grafiche orribili
  • Tavole tagliate lateralmente
  • Traduzioni spesso errate e/o totalmente inventate

L’edizione “Perfetta”

Dopo il riassunto, sarete sicuramente d’accordo con me almeno su un punto: in Italia, un’edizione davvero definitiva del manga originale di Ken il guerriero, ad oggi, ancora NON ESISTE. Quindi, come dicevo in apertura, la mia idea è di buttar giù una lista di possibili caratteristiche per una “Perfect Edition” che sia capace di accontentare anche il fan più esigente. Ma andiamo con ordine.

1 – FORMATO, CARTA, NUMERO DI PAGINE E COPERTINA

Come ci ha insegnato la summenzionata edizione d/books, è un piacere potersi gustare le tavole del manga in grande formato, specie considerando il tratto molto particolareggiato del maestro Hara. Questo, a patto però che le tavole stesse vengano rispettate e non tagliuzzate (come invece succedeva nelle edizioni precedenti). La soluzione migliore, anche se giustamente più dispendiosa per l’utente finale, sarebbero dei volumi simili agli OMNIBUS che Panini ormai riserva da anni ai comics. Quindi un grosso numero di pagine (anche fino a racchiudere 2 volumi originali), carta patinata e copertina rigida.

2 – CONTENUTI

La parte che più mi interessa e sulla quale vorrei essere il più chiaro possibile. Dal mio punto di vista, un’edizione davvero perfetta dovrebbe dare la possibilità di godersi l’opera originale così com’era stata concepita in origine e restituire, nel limite del possibile, quella che fu la sua storia editoriale all’epoca. Quindi, sempre secondo la mia idea, per prima cosa bisognerebbe recuperare TUTTE le pagine e le illustrazioni di quel periodo, ovvero quelle che di solito non sono incluse nelle raccolte in volumi, tipo queste…

Allo stesso modo, sarebbe importante recuperare le illustrazioni utilizzate per le copertine di Shonen Jump ed altre che sono state poi modificate per le raccolte in volume. Un esempio…

Insomma, l’idea sarebbe quella di recuperare tutto quello che è possibile recuperare rispetto all’epoca della prima pubblicazione. E, assieme a tutto questo, includere i famosi 2 episodi pilota e il più recente episodio celebrativo “Last Piece”.

Ciò che invece NON includerei (se non, al massimo, in un’appendice nell’ultimo volume) sono le famigerate 100 tavole modificate dal maestro Hara in occasione della più recente edizione giapponese del manga. Questo perché, sempre nell’ottica di preservare l’opera così com’era stata realizzata inizialmente, secondo me è più importante il valore storico delle tavole originali di quanto non lo possa artisticamente essere quello delle tavole ritoccate dal suo stesso autore. Perché quelle tavole, rimaste invariate per più di trent’anni, raccontano non solo la storia di Kenshiro, ma anche quella dello stesso Hara, che già allora lottava con risultati alterni contro il cheratocono, la grave malattia degenerativa che lo affligge ormai da una vita e che ne influenza pesantemente la vista.

3 – TRADUZIONE E ADATTAMENTO

Questo è un aspetto che avrei potuto includere alla voce precedente ma ho pensato che meritasse una considerazione a parte. E il perché, a chi conosce me e questo sito, dovrebbe essere già chiaro, ma giustamente è il caso di ribadirlo ancora.

Hokuto No Ken, qui in Italia, già a partire dalla serie televisiva storica, è sempre stato funestato da tutta una serie di errori più o meno gravi di traduzione e adattamento. E se la cosa si poteva tollerare “in tempi di ignoranza”, quando comunque la passione da sola non bastava a sopperire ad evidenti lacune non solo linguistiche ma spesso anche culturali, nel 2020 è difficile tollerare che l’edizione italiana del manga più recente sia anche quella con un numero di errori tali da far rimpiangere il doppiaggio storico dell’anime. Non è accettabile da appassionato di Ken ma non dovrebbe esserlo nemmeno da chi, in generale, amando il mondo dei manga, si aspetta che un’opera venga proposta al meglio, senza alterare il senso della trama e di quello che i vari protagonisti dicono. E con Hokuto No Ken, come illustravamo anche in un precedente articolo, non basta nemmeno essere laureati in lingue orientali per rendere alla perfezione le intenzioni degli autori, perché è un manga talmente pieno di simbolismi e di significati che serve necessariamente almeno la supervisione di chi lo conosce a fondo prima di mandare in stampa una traduzione capace di rispecchiare l’originale.

4 – EXTRA

In conclusione, butto dentro qualche idea per delle aggiunte (o magari dei riempitivi, laddove servano pagine in più). Non si tratta di cose che considero necessarie ma, appunto, di “extra”, ovvero cose che renderebbero una Perfect Edition ancora migliore. Per esempio, un’idea sarebbe recuperare il materiale dello speciale ALL ABOUT THE MAN (interviste, illustrazioni, schede dei personaggi e commenti degli autori) e spalmarli nelle appendici dei diversi volumi. Essendo un volume uscito all’epoca, sarebbe interessante a livello storico se affiancato a tutto il resto. Se poi ci fossero dei redazionali che spiegano i simbolismi astrologici e filosofici alla base della serie, o altre curiosità simili, sarebbe il massimo.


E voi?

Questi ovviamente sono i miei punti di vista. E voi, invece, che ne pensate? Cosa credete che renderebbe “perfetta” un’ulteriore nuova edizione del manga in Italia? Che siate d’accordo o meno, scrivetelo nei commenti.

Ken il guerriero Regenesis – Intervista al direttore del doppiaggio

In occasione dell’uscita in edicola, in assoluta anteprima con La Gazzetta dello Sport ed il Corriere della Sera, dell’edizione italiana di Souten No Ken Regenesis, il più recente anime ambientato nell’universo di Hokuto, ho pensato di rivolgere qualche domanda a chi ha avuto l’onore (e l’onere) di curarne l’adattamento e dirigerne il doppiaggio: Giorgio Bassanelli Bisbal.

Con alle spalle una carriera lunga e non priva di parecchie soddisfazioni, Giorgio opera nel settore sin dal 1993 ed ha curato, a vario titolo, davvero un’infinità di localizzazioni, spaziando agilmente dal mondo degli anime fino alle produzioni hollywoodiane (se volete approfondire, cliccate qui). Quello che più colpisce non è solo la professionalità con cui svolge il suo lavoro, ma soprattutto il fatto di essere lui per primo un grande appassionato delle produzioni del Sol Levante. Il primo (se non l’unico) che ha provato ad elevare la percezione di queste opere presso il grande pubblico per mezzo di un’impostazione dei dialoghi e del doppiaggio volutamente più maturi e più vicini al cinema. Non nascondo, quindi, che è stato con grandissimo piacere che ho appreso del suo coinvolgimento nell’edizione nostrana di Regenesis (ed ho accettato anche la sua richiesta di collaborare di persona all’adattamento). Di qui è nata l’idea, a lavorazione conclusa, di fare un po’ il punto della situazione. Non mi resta quindi che augurarvi una buona lettura. 😉

199X: Sono passati più di trent’anni dall’arrivo di Ken il guerriero in Italia e quasi una quindicina da che hai diretto il doppiaggio degli OAV della Trilogia. Nel frattempo, tante cose sono cambiate nel mondo dell’animazione giapponese. Francamente, cosa ne pensi di questo “Regenesis”?

GBB: Cosa ne penso di questo Regenesis… beh, devo dire che l’impatto è stato molto, molto, molto duro per me. E’ stato molto duro perché io non amo la computer grafica; è stato molto duro perché io sono all’antica e fin troppo affezionato a quei disegni che, a tutt’oggi, considero dei veri e propri dipinti animati. E quindi, all’inizio, ho veramente storto il naso. Vedere quel tipo di animazioni, quei “pupazzoni”, mi ha un po’ disorientato e, devo dire, forse anche fatto un po’ arrabbiare. Mentre adesso, conclusa la lavorazione, ho un giudizio complessivo diverso su questa nuova produzione. Oggi i tempi sono cambiati, l’animazione – come dici anche tu nella tua domanda – è cambiata tantissimo, i gusti sono cambiati… è cambiato tutto. Anche l’approccio che hanno le nuove generazioni, che sono più abituate a ciò che viene fatto con la computer grafica. Anzi, forse ormai sono abituate solo a quello. E quindi, per darti una risposta definitiva, dico che, nonostante tutto, questa serie perlomeno omaggia il tratto del maestro Tetsuo Hara; i personaggi e gli episodi non hanno uno stile altalenante come invece spesso accadeva negli anni ’80; i combattimenti devo ammettere che sono coinvolgenti e la colonna sonora è di tutto rispetto.

199X: E per quello che riguarda la trama?

GBB: So che questo anime, rispetto al manga da cui trae origine, ha subito tantissimi tagli e cambiamenti di direzione. In pratica l’inverso di quello che succedeva nella serie storica, in cui il brodo veniva allungato spesso a dismisura dalla Toei con episodi “fuori canone” (che non disdegnavano di sfociare anche nell’assurdo). Insomma, i giapponesi non sono nuovi a questo tipo di “rimescolamenti”.

Cos’è Ken il guerriero – Le origini del mito REGENESIS?

Per chi non è aggiornato sugli ultimi avvenimenti relativi al mondo di Hokuto, occorre fare un po’ di chiarezza. Molti probabilmente conoscono già Ken il guerriero – Le origini del mito, anime del 2006 giunto anche in Italia grazie a Yamato Video e più volte replicato su SKY. Altri ancora conosceranno l’omonimo manga su cui era basato ma di cui l’anime in questione copriva solo una parte, fermandosi nel punto in cui il protagonista, Kenshiro Kasumi, reincontrava la sua amata Yuling. Bene, nel frattempo, in Giappone è stato deciso di dare un seguito ad entrambi, chiamando questa nuova fase con il nome di “Regenesis”. Ma, mentre il nuovo manga prosegue da dove finiva il manga precedente, l’anime di cui parliamo in questa intervista riprende le vicende da dove si erano fermate con l’anime del 2006, prendendo una direzione diversa e quindi inedita rispetto alla versione cartacea!

 

199X: Quale obiettivo ti sei posto nel dirigerne il doppiaggio?

GBB: Io per primo amo Ken il guerriero. Di conseguenza ho cercato di fare tutto al meglio delle mie possibilità per dare un valore aggiunto a questa serie, in special modo per restituire, tramite l’interpretazione dei doppiatori che si sono avvicendati al leggio, l’umanità che mancava alla glacialità della computer grafica. Detto questo, lascio poi al pubblico il giudizio finale.

199X: Ottimo. Proprio riallacciandomi alle tue ultime parole, non posso fare a meno di ricordare l’ottimo lavoro svolto ai tempi della già citata Trilogia. Cosa puoi dirci riguardo le voci scelte per questa nuova serie?

GBB: Beh, non vorrei correre il rischio di rovinarvi le sorprese che…

199X: Ti devo premere il punto segreto Shinichi?

GBB: Ok, ok, mi arrendo (ride). Allora, il discorso è molto semplice: io mi sono ascoltato tutto il doppiaggio della serie precedente de “Le origini del mito” (quella del 2006 per intenderci), ho capito tutto quello che NON dovevo fare e, d’altra parte, ho capito quello che poteva essere valorizzato. Quindi ho riconfermato Massimiliano Plinio – e ne sono veramente contento perché è un bravissimo attore oltre che una persona eccezionale anche al di là del lavoro – , così Elena Liberati, Gaetano Lizzio, Gabriele Trentalance… ho riconfermato il parte del vecchio cast e poi l’ho rinnovato con i nuovi personaggi.

199X: Ecco partiamo proprio dal protagonista principale…

GBB: Massimiliano, per quanto mi riguarda, è riuscito a infondere tutte le caratteristiche d’origine del personaggio. Kenshiro Kasumi non è il Ken della fine del secolo. E’… come si può dire… è un “cazzone”, uno spaccone, è uno che è divertente, è uno tronfio… è un coatto! E’ esattamente l’opposto del protagonista della serie storica (ride). E Massimiliano in questo è stato bravissimo. Abbiamo poi riprodotto, sia con lui che con con tutti gli attori, i versi dei personaggi, quindi non sentirete ad esempio un “atatatatà” ripreso dal doppiaggio originale giapponese. Non credo sia il caso di dilungarmi sugli altri perché magari tra il pubblico c’è chi ancora non ha avuto modo di vedere nulla della serie e non vorrei togliergli il gusto di scoprire i vari protagonisti man mano che verranno introdotti nel racconto.

199X: Pensi quindi che la serie sarà di richiamo anche per chi non è un “fondamentalista” del mondo di Hokuto?

 

GBB: Allora, ti stupirò con effetti speciali: tutti gli attori che sono venuti a fare Ken il guerriero Regenesis – TUTTI – si sono esaltati. Per quale motivo? Principalmente perché non avendo una “cultura” riguardo all’animazione, hanno guardato al prodotto in sé, scevri da preconcetti basati sulla nostalgia per il passato . E quindi tutti, tutti, tutti, sono rimasti affascinati. Dallo stile di disegno, dai combattimenti, dalle musiche… alla fine questo Regenesis, te lo dico con tutta sincerità e non perché entrato nel vivo della lavorazione, è un prodotto dignitoso. Mi è piaciuto. E’ una cosa che va vista in maniera diversa rispetto al Ken il guerriero che tutti conosciamo.
Questo però non vuol dire che mi sono dimenticato degli appassionati: essendo la serie originale adattata in un modo, la serie del 2006 in un altro e via dicendo, ho voluto – aiutato da persone di fiducia – creare una “cerniera” per poter rendere giustizia proprio alla versione storica, per cui nella serie potrete sentire ad esempio sia “Hokuto” che “Orsa Maggiore”, sia “Tento” che “Costellazione Celeste”, sia “Seito” che “Costellazione Occidentale”. Ho uniformato tutto: tipo ho messo “Hokuto Shinken” ma ho potuto far dire anche “Divina Scuola di Hokuto”… con un sistema… come posso dire… a Roma diremmo “paraculo” (ride). Una cosa però ve la anticipo: per la voce narrante ho scelto proprio quella che introduce la sigla di ogni puntata della serie storica e i più attenti noteranno anche dei punti di contatto proprio nell’introduzione.

199X: Hai avuto delle particolari difficoltà rispetto ad altre lavorazioni?

GBB: Certamente. Le difficoltà che di solito si hanno quando si porta un certo livello di attori a confrontarsi con un cartone animato. Gli anime in generale sono sottostimati dal punto di vista qualitativo, quindi far capire il valore di quello che si stava facendo è stato in parte difficile. Far in modo che gli attori lasciassero le corde vocali sul leggio, per essere credibili, è stato difficile. E convincerli e far percepire loro che comunque si trattava di anime con alle spalle una storia importante, è stato altrettanto difficile. Qualcuno potrebbe contestarmi e dire: ma non avevi detto che ne erano affascinati? Sì, però solo una volta entrati nel tunnel di Ken accompagnati da me che ne esaltavo i contenuti e la sua storia nella cultura italiana. Ho fatto in modo che il loro approccio fosse convinto.

199X: Grandissimo! A proposito del cast che hai reclutato, c’è qualche aneddoto particolare che puoi raccontarci sull’esperienza vissuta in sala doppiaggio?

GBB: C’è stato un attore, MOLTO importante nel mondo del doppiaggio, che una sera mi ha detto: “Quando dico che sto facendo Ken il guerriero, se non rivelo quale personaggio sto interpretando non mi fanno tornare a casa! Sono tutti impazziti per Ken il guerriero!”. Insomma, questo famoso doppiatore è rimasto stupito perché può aver anche fatto millemila film, ma poi a tavola, quando dice che ha fatto Ken il guerriero, i suoi amici si esaltano (ride).

199X: Questo aneddoto mi spinge a condividere con te una riflessione che esula un po’ dal solo Regenesis e abbraccia tutta l’orbita che ruota attorno all’uomo dalle sette cicatrici. Da parecchio tempo, infatti, parlo di quella che chiamo “Generazione Ken il guerriero” o “Generazione Hokuto”, cioé quella che non solo conosce l’animazione giapponese per via al suo primo sbarco in Italia con Goldrake, ma ha approfondito questa passione ed ha scoperto i manga e tutto ciò che c’era da sapere sulle produzioni del Sol Levante partendo proprio da Ken il guerriero. Prima con l’anime e poi, dopo poco tempo, con la versione cartacea pubblicata da Granata Press, che fece da apripista per ogni cosa venuta dopo. I numeri fatti con le due serate de “La leggenda di Hokuto” al cinema, lo scorso settembre, non fanno che confermare che in Italia questa generazione è viva, vegeta e desiderosa di vedere Kenshiro tornare prepotentemente alla ribalta. Quindi eccoti la mia domanda: Dopo Regenesis, cosa ci riserva il futuro?

GBB: Beh, a questa domanda posso risponderti ma parlando solo in base a quello che io auspico. Sarebbe bello veder finalmente arrivare al cinema il film animato del 1986, che merita un doppiaggio degno di questo nome. Sarebbe bello avere una versione dignitosa dell’anime storico. Sarebbe bello, qualora il mio lavoro venga apprezzato, poter mettere le mani sul nuovo progetto, 202X, di cui poco tempo fa abbiamo visto un trailer. Perché, credimi, il mio sogno sarebbe far crollare i cinema con Ken il guerriero!

L’intervista si conclude qui, ma l’appuntamento è in edicola, a partire dal 25 giugno, ogni settimana con La Gazzetta dello Sport ed il Corriere della Sera!

KEN IL GUERRIERO: La leggenda di Hokuto nei cinema per il 35° anniversario

“…se dovessimo farne un altro, Raoul sarebbe l’unico personaggio più ‘cool’ e potente. Oltre a ciò, sì, rifarei di nuovo tutto da capo. Penso che questo renderebbe la storia ancora più interessante.”

Con queste parole, nel 2004, il maestro Buronson, co-creatore del mito di Ken il guerriero, rispondeva a chi gli chiedeva del futuro delle produzioni animate sull’universo di Hokuto. Frasi che magari all’epoca saranno sembrate vaghe ma che hanno poi trovato conferma 2 anni più tardi, nel 2006, quando nei cinema di tutto il Giappone è stato proiettato “Ken il guerriero – La leggenda di Hokuto”, film che oggi, grazie a Koch Media, torna nelle sale cinematografiche italiane in due serate evento, il 25 e il 26 settembre, in versione HD rimasterizzata.
Un’occasione non solo per rivivere alcuni dei momenti più spettacolari dell’epopea dell’uomo dalle sette cicatrici, ma anche per celebrarne i 35 anni di onorata carriera.

 

LA “VERA” LEGGENDA

Il film, primo capitolo della pentalogia “Shin Kyuuseishu Densetsu” (La vera leggenda del salvatore, un richiamo a “la leggenda del salvatore di fine secolo” che era il sottotitolo della storica serie animata), segna, oggi come allora, un passo fondamentale nel ritorno in auge del guerriero di Hokuto. Con un character design più fedele al poderoso stile di Tetsuo Hara ed una colonna sonora epica, la pellicola non si limita al semplice revival ma va ben oltre. Come infatti anticipato dalle parole di Buronson riportate in testa all’articolo, pur restando Kenshiro il vero protagonista, la narrazione è vista dalla prospettiva di Raoh. Un racconto nuovo, quindi, che riprende la mitologia del distopico mondo che abbiamo imparato a conoscere tanti anni fa e lo arricchisce di elementi e personaggi inediti. Un film dedicato proprio a chi, di Ken il guerriero, conosce già vita, morte e miracoli. Singolare è infatti la scelta di riassumere a grandi linee gli eventi in una lunga introduzione e gettare lo spettatore nel mezzo di un arco narrativo, quello della lotta al Sacro Imperatore Souther, dove solo chi è cresciuto a pane e Hokuto può cogliere tutte le sfumature, sapere retroscena che non vengono mostrati e, anche e soprattutto, stupirsi delle novità introdotte. Tuttavia, sempre per le caratteristiche appena elencate, “La Leggenda di Hokuto” è il film perfetto per tutti coloro che vogliono imparare a conoscere il mito di Ken il guerriero e diventare così nuovi fan.  Ecco quindi che l’evento cinematografico si trasforma nell’occasione giusta per portare con sé i propri figli, in un simbolico passaggio del testimone alle nuove generazioni. Perché, come ben sappiamo in questi lidi, nonostante la violenza, la storia di Kenshiro parla d’amore e sacrificio,  valori positivi senza tempo.

I PROTAGONISTI

Kenshiro
(voce: Lorenzo Scattorin)

Successore designato dell’Hokuto Shinken, la leggendaria arte marziale assassina capace di distruggere gli avversari dall’interno agendo sui loro punti segreti di pressione, continua a vagare nelle desolate lande postatomiche seguendo il cammino che gli è stato imposto dal Cielo e facendosi carico della sofferenza del prossimo.

Raoul
(voce: Dario Oppido)

Anch’egli maestro dell’Hokuto Shinken, ha deciso di percorrere il sentiero della conquista e sottomettere i nemici con la sua spaventosa potenza allo scopo di fermare il caos e stabilire un nuovo ordine. In maniera diametralmente opposta a Ken, per Raoul i sentimenti sono solo un intralcio ed è quindi costretto a rinnegarli pur di raggiungere l’obiettivo che si è preposto.

Toki
(voce: Ivo De Palma)

Fratello minore di Raoul, ha appreso talmente a fondo i segreti dell’Hokuto Shinken da essere considerato “l’uomo dalla tecnica perfetta”, ammirato da tutti gli altri pretendenti alla successione. In quello che rimane di un mondo devastato dalle bombe nucleari, utilizza la sua conoscenza dei punti segreti di pressione per curare i malati e riportare almeno un barlume di speranza, ma nel suo fisico attanagliato da una spietata malattia, arde ancora un fuoco guerriero.

Souther
(voce: Diego Sabre)

Autoproclamatosi Sacro Imperatore, è l’unico successore della Tecnica della Fenice di Nanto, l’uomo su cui splende la Stella Sovrana. Protetto da un segreto che rende il suo corpo immune alle tecniche dell’Hokuto Shinken, porta avanti un folle piano per la costruzione di un immenso mausoleo che simboleggi il suo potere e, per realizzarlo, fa rapire i bambini dai villaggi circostanti per utilizzarli come schiavi.

Shu
(voce: Marco Balzarotti)

Depositario della Tecnica dell’Airone Bianco di Nanto, ha sacrificato la sua vista per salvare la vita a Kenshiro quando questi era ancora un ragazzino. Seguendo il cammino di chi è sottoposto alla Stella della Benevolenza, combatte una lotta senza quartiere contro le truppe del Sacro Imperatore per difendere gli innocenti.

Reina
(voce: Sonia Mazza)

Personaggio inedito, creato appositamente da Tsukasa Hojo (City Hunter, Occhi di Gatto) per arricchire la storia, è una donna guerriera che conosce Raoul, Toki e Kenshiro sin dalla più tenera infanzia e che ha deciso di schierarsi al fianco del maggiore dei fratelli di Hokuto, di cui è da sempre innamorata.

UN TRAGUARDO ED UN NUOVO PUNTO DI PARTENZA

Come dicevo poco sopra, oggi come nel 2006 “La leggenda di Hokuto” rappresenta un passo fondamentale per un trionfale ritorno in scena dell’universo di Ken il guerriero. E’ da qui, infatti, che Koch Media, per mezzo della sua etichetta Anime Factory, ha deciso di ripartire con una serie di iniziative “a sette stelle”. Ad esempio la riedizione in box, per il mercato home video, dei DVD dell’anime storico, prevista per l’autunno 2018

 

 

 

… così come l’uscita, prevista per il 2 ottobre, dell’attesissimo Fist of the North Star: Lost Paradise, il videogame in esclusiva per PS4 di cui tanto abbiamo parlato. Molto di quello che accadrà dipende comunque dalla risposta che noi fan sapremo dare già alla proiezione del film. Insomma, se eravate indecisi su come festeggiare il 35° anniversario di Ken, ora sapete che fare 😉

Tanto più che, non solo sarà possibile ottenere una locandina da collezione diretamente alla cassa di tutti i cinema aderenti all’iniziativa…

… ma si potrà ottenere anche uno sconto di 10 euro sul gioco!

Tutti i dettagli, assieme alla lista dei cinema, li potete trovare a questo link: vinciconkenilguerriero.it

shortlink: https://wp.me/p1KoP8-8m3

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