KEN IL GUERRIERO – News in pillole giugno 2017


Come è già capitato altre volte, ecco un altro dei miei post riassuntivi con le ultime su Hokuto No Ken e dintorni. Partiamo allora dal sito ufficiale giapponese che, in vista del 35° anniversario, già da qualche settimana si è rifatto il trucco, mostrandoci un’interfaccia grafica nuova ed accattivante.

I contenuti sono tuttavia pressoché gli stessi, ma è simpatica la trovata, nella sezione dedicata ai personaggi, di inserire una graduatoria su quelli più cliccati.

Passiamo poi a due collaborazioni. La prima vede i personaggi del mondo di Hokuto invadere quello di Tanken Driland, un RPG per dispositivi mobili  sviluppato da GREE . Il gioco, che in Giappone gode addirittura di un adattamento manga ed 88 episodi anime, vede i partecipanti nei panni di cacciatori intenti a collezionare speciali carte con cui combattere mostri e impossessarsi dei loro tesori. Dal 7 al 15 giugno, Kenshiro e soci diverranno quindi un esclusivo set di carte, ognuna con le sue capacità speciali.

La seconda è invece con il Manga RPG Gangroad Joker, in cui i giocatori si battono per la conquista delle strade di Tokyo… sempre a colpi di carte. La durata di questa collaborazione va dal 12 giugno al 14 luglio ma, in entrambi i casi, parliamo comunque di app che (come al solito) non sono disponibili per il mercato occidentale.

E restando nell’ambito delle esclusive riservate agli abitanti di Giappolandia, è il caso di menzionare Manga Hot, una nuova app nata con l’intento di distribuire in forma digitale le diverse serie pubblicate su Comic Zenon.

Disponibile per dispositivi iOS e Android, Manga Hot si differenzia da altri servizi perché è totalmente gratuita. Sì, avete capito bene, tutto gratis. Quindi, a patto di sottostare a dei limiti di tempo e quantità, tutti gli utenti registrati potranno leggere sui propri smartphone e tablet i manga desiderati (fino al 4 giugno è stato possibile, per esempio, leggere per intero Hokuto No Ken ed Angel Heart). Nel catalogo saranno presenti anche i lavori dei partecipanti al Silent Manga Audition, il concorso internazionale lanciato da Coamix di cui tante volte abbiamo parlato su questo sito.

A seguire è doveroso segnalare l’esistenza di questa magnifica t-shirt di Raoh!

Se siete pratici con il nipponico idioma, potete ordinarla direttamente dallo shop online di Comic Zenon per circa 27 euro.

Ma parliamo un po’ di Fist of the North Star Ken’s Rage. Da quando ho pubblicato la news sui preparativi per il 35° anniversario di Hokuto No Ken, molti sono stati quelli che hanno espresso la speranza di un nuovo gioco della serie. Anche se Koei al momento tace, possiamo guardare al mercato giapponese e vedere che, proprio lo scorso marzo, la Sammy ha sfornato un nuovo pachinko dal titolo Pachinko CR Shin Hokuto Musou Mugen Touran.

Se da un lato la cosa può sembrare scoraggiante, perché si ha come l’impressione che ormai Ken’s Rage abbia imboccato il tunnel senza fine dei pachinko e dei pachislot (questo dovrebbe essere il secondo o addirittura il terzo…), d’altro canto ci conferma che il titolo è tutto tranne che morto e sepolto. Questo significa che non è assolutamente da escludere un annuncio di Koei, magari già al prossimo Tokyo Game Show di settembre. Quindi restate sintonizzati. 😉

Chiudiamo con un paio di notizie che riguardano l’Italia. La prima a proposito della presenza di Masami Suda al Roma Cartoon Festival, cosa di cui abbiamo parlato poco tempo addietro.

Per tutti i fortunati che si sono aggiudicati un posto per l’autografo del maestro, l’appuntamento è per sabato 24 dalle ore 18:00 e per domenica 25 dalle ore 17:00 presso la stanza dedicata nell’Area Disegnatori. Per tutti gli altri, invece, ci sarà la possibilità di assistere ad un’intervista al maestro nell’Area Palco dalle ore 17:00 di sabato 24 giugno.

L’altra, invece, è relativa a Ikusa No Ko – Oda Saburo Nobunaga Den, l’ultimo manga del maestro Tetsuo Hara. La GOEN ha finalmente deciso – dopo più di 2 anni dal primo – di pubblicarne il secondo volume.

Con il titolo italiano “La Leggenda di Oda Saburo Nobunaga”, il manga dovrebbe (mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo) spuntare sugli scaffali delle librerie specializzate a partire dal 17 giugno. Se ancora non conoscete quest’opera, potete cliccare qui e leggere la recensione del primo volume accompagnata da una bella intervista a Tetsuo Hara. Speriamo bene e speriamo soprattutto che il terzo volume non lo debbano leggere i nostri nipoti. 😂

– Ringrazio Carmine Napolitano per la collaborazione –

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KEN IL GUERRIERO – Iniziano i preparativi per il 35° anniversario


Con l’approssimarsi del 35° anniversario dalla nascita della serie, che ricadrà nel 2018, già fervono i preparativi e gli annunci sulle iniziative legate al mondo di Hokuto. E se solo la scorsa settimana parlavamo della notizia bomba del ritorno di Souten No Ken con un nuovo manga, oggi veniamo a sapere di una rappresentazione teatrale dal titolo Hokuto No Ken – la leggenda dei crestoni di fine secolo, “Un’opera con soli crestoni, per i crestoni, dai crestoni e dei crestoni”.

Alla manifestazione, che andrà in scena dal 6 al 10 settembre 2017 al THEATRE G-ROSSO di Tokyo, prenderanno parte Ryuko Isogai ( che ha già recitato nel musical di Tennis no Ojisama), Ryunosuke Kawai, JURI, Takeshi Hayashino, Naomichi Hanazono del gruppo di ballo “Super Nibu”, Aoi Mizuki delle “AoP”, ed è stata annunciata anche la presenza di Shigeru Chiba, il narratore dell’anime storico (per lo stesso ruolo).

Previsto anche un live dei Crystal King insieme alle AoP. La sceneggiatura sarà di Keita Kawajiri, compositore del duo comico Elec.Comic e assistente di Kentaro Kobayashi dei Rahmens (altro gruppo comico). La regia sarà invece affidata a Yu Murai, leader del gruppo teatrale Kaimaku Pennant Race. Tre tipi di biglietti disponibili: “Posto da crestoni” (6999 yen), “Posto di fine secolo” e “Posto ring-side” (entrambi 9999 yen).

NOTA DEL TRADUTTORE: il titolo originale è “Hokuto no Ken – Seikimatsu Zako Densetsu” . Zako in giapponese non vuol dire certo crestone, ma indica una persona di poco valore. Siccome nell’opera originale viene utilizzato per indicare quei personaggi che noi identifichiamo come crestoni, ho potato per tale traduzione.

Ringrazio Carmine Napolitano per la traduzione.

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Ken il guerriero – Le origini del mito: Primi dettagli sulla nuova serie!


Se hai qualcosa da ridire su Hokuto, dilla a me!!

SOUTEN NO KEN
RE:GENESIS

Un grande progetto in fase di sviluppo!!

Dopo sette anni si apre il sipario sul secondo arco narrativo di Souten No Ken! Il 62° successore dell’Hokuto Shinken, Kenshiro Kasumi, ha lasciato Shanghai e si trova in un’Indonesia avvolta dagli intrighi. Per i suoi ponyo e per la sua amata, tornerà ancora una volta ad usare il suo pugno.

Con questo messaggio, apparso sul numero di Comic Zenon che da oggi è possibile trovare in vendita in Giappone, arriva la notizia di una nuovissima serie di Ken il guerriero – Le origini del mito, il manga che per ben 10 anni ha narrato le avventure del Kenshiro degli anni ’30.

In attesa di ulteriori informazioni, ci teniamo a mostrarvi anche il doppio omaggio, presente sempre sullo stesso numero, che il maestro Tetsuo Hara ha voluto dedicare alla fine della serializzazione di Angel Heart e al ritorno del suo Kenshiro Kasumi. Ricordiamo infatti che entrambi i personaggi, nel 2001, iniziarono insieme le loro rispettive serie sull’allora neonata rivista Comic Bunch.

 

Foto e traduzioni: Carmine Napolitano

 

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Masami Suda ospite al Roma Cartoon Festival


Il maestro Masami Suda, papà della versione animata di Ken il guerriero, sarà ospite della prima edizione del Roma Cartoon Festival, evento che si terrà dal 23 al 25 giugno 2017.

Da questa mattina è possibile inoltre prenotarsi per incontrarlo e avere un suo autografo!
Per prenotarsi, occorre inviare una mail a info@romacartoonfestival.com specificando:
– NOME e COGNOME
– DATA DI NASCITA
– la preferenza del giorno SABATO o DOMENICA
Riceverete una conferma con un numero identificativo, che vi verrà richiesta il giorno dell’evento. Una email varrà SOLO per un nominativo, tutte le mail contenenti più nominativi non saranno accettate. Tutte le mail che non rispettano le specifiche sopra indicate non riceveranno una mail di risposta.
ATTENZIONE! Una volta ricevute 100 email non sarà più possibile prenotarsi!

E mentre aspettate di incontrarlo, potete sempre farvi un ripasso sulla sua lunga carriera nel mondo dell’animazione 😉

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Ken il guerriero entra nel tempio del Sumo!


La notizia, che come al solito riguarda il Giappone, è di qualche giorno fa e vede coinvolto Hagiwara Yutaka, meglio noto in madrepatria come Kise No Sato”,  che dallo scorso 25 gennaio è stato nominato 72° Yokozuna, ovvero il massimo esponente nell’arte del Sumo.

Il campione ha deciso infatti che per il dohyōiri – la particolare cerimonia d’ingresso al dohyō, la pedana in cui si svolge il combattimento –  indosserà un  keshōmawashi (tradizionale paramento tipico di tale cerimonia) raffigurante Raoh. Ma non finisce qui, perché anche i suoi assistenti porteranno le insegne di Hokuto: Il tachimochi (che porta la spada dello Yokozuna e si pone alla sua destra) avrà un paramento raffigurante Kenshiro, mentre lo tsuyuharai (colui che ne precede l’entrata e si pone alla sua sinistra) ne avrà uno con Toki.

L’evento, che a noi può sembrare una semplice nota di colore nello sport nazionale di un paese lontano, in realtà rappresenta la massima onoreficenza mai concessa ai protagonisti di un manga e il perché è presto detto. Il sumo ha infatti le sue radici nello scintoismo e conserva ancora oggi un aspetto fortemente legato alla tradizione e alla religione, tanto che lo Yokozuna, una volta eletto, viene considerato una sorta di divinità!

Per l’occasione è stata realizzata anche un’intervista in cui Kise No Sato ha parlato di sé e del suo rapporto con Hokuto No Ken. In particolare, alla domanda sul perché, piuttosto che il protagonista, abbia invece scelto di portare addosso l’immagine di Raoh, il campione ha risposto:

“Raoh è quello che piu mi somiglia come carattere. Solitario e forte, di grande presenza e soprattutto con un corpo enorme. Pensavo che da rikishi (praticante di sumo) avrei voluto essere come lui. Un oyakata (maestro di sumo) della precedente generazione mi disse “se non diventi solo non diventerai mai forte”. Quando sei neldohyō nessuno ti può aiutare. Diventare forte vuol dire diventare soli.

– Ringrazio Carmine Napolitano per la traduzione –

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KEN IL GUERRIERO – Tetsuo Hara rivela a chi si ispirò per creare Raoh


Chi segue questo sito da tempo dovrebbe esserne già al corrente, visto che ne ho parlato in un articolo – 10 cose che non sapevate su Ken il guerriero – che risale al 2015 e che ha avuto anche una larga diffusione, tanto da finire anche su Animeclick. Ma se c’era qualcuno che ancora nutriva dei dubbi in proposito, ora abbiamo niente di meno che la conferma ufficiale di Tetsuo Hara!

Sì perché in un post sul suo sito personale, il maestro parla dell’argomento rivelandoci anche qualche dettaglio in più circa quella che è stata poi l’evoluzione del personaggio:


L’immagine che avevo di Raoh, fratello maggiore che diventa il più grande nemico, all’inizio era semplicemente quella di un uomo enorme! E da li che ha cominciato piano piano a prendere forma. Inizialmente, a differenza di altri personaggi, c’è stato un periodo in cui, indossando l’elmo, il volto poteva essere anche solo accennato.
C’è voluto del tempo prima che arrivassi a strutturare il suo vero volto. Io, che amo accentuare la forza dello sguardo, guardavo al Rutger Hauer di “Blade Runner”. Era Roy Batty, il fortissimo leader dei replicanti che riesce a mettere alle strette Harrison Ford, che aveva il ruolo del protagonista, Rick Deckard. Credo che lo sguardo intenso di Raoh derivi da quella sua figura.

Dopo di che ero indeciso su come disegnarlo e che aria dargli. Mi ricordo bene che la prima volta che Raoh si tolse l’elmo mostrando il viso, ricevetti una lettera da un lettore, un bambino delle elementari. C’era scritto “Cos’è quel taglio corto?! E’ brutto!”…… E poi “Assurdo” , “Per essere l’antagonista di Kenshiro, dovrebbe essere il più forte!!” , ricordo che ero agitato (ride).

Da allora ho lavorato duro, cambiando a poco a poco il disegno per dargli un aspetto migliore. Per dire, era solo una lettera di un fan, ma ciò che vi era scritto mi aveva comunque colpito al cuore. Perché anche io da bambino, quando leggevo i miei manga preferiti, guardavo anche ai più piccoli dettagli. Avevo capito che proprio perché il mio manga piaceva, proprio perché c’erano delle aspettative verso di esso che nella lettera c’erano scritte quelle lamentele. Pensai che avrei dato tutto me stesso per essere all’altezza di tali aspettative. Come risultato credo che, pur essendo l’arcinemico del protagonista, sia diventato uno dei personaggi più amati. E di questo ve ne sono molto grato.

(Tetsuo Hara)


Queste parole del maestro Hara arrivano in tempo per ricordare che il prossimo 18 aprile sarà il 10° anniversario dal famoso “funerale di Raoh”, che si tenne nel 2007 e fece parlare il mondo intero meritandosi un articolo sul Times.

Un sentito ringraziamento a Carmine Napolitano per la segnalazione e la traduzione.

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Ken il guerriero e gli errori del doppiaggio storico (undicesima puntata)


Ed eccoci di nuovo qui, dopo alcuni mesi, ad analizzare insieme le prodezze del doppiaggio italiano storico di Ken il guerriero. Stavolta prometto che non dirò nulla sul fatto di accelerare la frequenza dei post perché poi, ogni volta che lo dico, succede sempre il contrario, quindi è meglio che sto zitto 😅. In ogni caso, se siete nuovi da queste parti, trovate l’elenco dei precedenti episodi cliccando QUI. Buona lettura 😉


EPISODIO 11
“I GUERRIERI

悪党ども!! 地獄のブルースを聞け!!
(Furfanti!! Ascolterete il Blues dell’inferno!!)

Dati tecnici

  • Prima TV (J): 20 dicembre 1984
  • Supervisione artistica: Kiyotaka Kantake
  • Sceneggiatura: Hiroshi Toda
  • Sakkan: Shizuo Kawai
  • Fondali: Senri Sagawa
Sinossi

Una richiesta d’aiuto porta Kenshiro a prestare soccorso agli abitanti del villaggio da cui proviene Bart. Ancora una volta le vite degli innocenti sono messe a repentaglio a causa dell’acqua e della crudeltà di chi ne brama il possesso, esseri che però non sanno di aver già firmato la propria condanna a morte…


Cominciamo subito con una doverosa premessa: in questo episodio non c’è in realtà nulla di davvero così eclatante da segnalare. Gli errori trovati sono quelli classici tipo “sette cicatrici” identificate come “sette stelle” e “KING” reso semplicemente come “Re”. Di queste cose ne ho parlato nelle precedenti analisi e quindi eviterò di ripetermi. Per il resto non c’è nulla, del doppiaggio di questa puntata, che pregiudichi in qualche modo la comprensione degli eventi. Questo non significa comunque che manchino le cose da segnalare o le curiosità. Partiamo ad esempio dal titolo italiano: “I guerrieri”. In effetti, per una volta, il titolo scelto nell’edizione nostrana è più adeguato di quello originale. Innanzitutto perché, a differenza del manga, nell’anime alla banda di Jackal è stato dato appunto il nome di “Warriors” (ウォリアーズ) e, in secondo luogo, perché ci permette di cogliere meglio l’omaggio alla pellicola di Walter Hill “The Warriors” (da noi “I guerrieri della notte”) del 1979.

Un film che, specialmente in Giappone, non poteva certo passare inosservato, visto che andava ad incastrarsi, manco a farlo apposta, nell’allora crescente fenomeno degli Yankī e dei Bōsōzoku, ovvero quella sottocultura di delinquenza giovanile (avente le sue radici nel Giappone post-bellico) che fu poi resa popolare nel corso di tutti gli anni ’80 e ’90 attraverso manga, anime e videogiochi, compreso appunto Hokuto No Ken.

Tornando all’episodio vero e proprio, tutto inizia con questo bimbo con le pezze al culo…

… che starebbe già per spatasciarsi al suolo dopo un salto nel vuoto…

… se non fosse per il provvidenziale intervento di …

BEPPE BERGOMI !!

Il successore della Divina Scuola dell’Inter afferra infatti per un pelo il piccolo vagabondo dalle tendenze suicide e gli offre pure da bere. Poi però, con nonchalance e senza proferire parola, alza i tacchi e se ne va, mollandolo di nuovo sul ciglio di un’autostrada postatomica. E mentre questa nobile figura si allontana in silenzio con la sua camminata figa, il piccolo si chiede:

“Chi sarà?”

Che, alla fine, andrebbe pure bene, ma che nell’originale sottolinea l’aspetto messianico delle vicende di Ken con un “che sia Dio?”.

Poco dopo ritroviamo il protagonista seduto al tavolo di un bar assieme a Bart e Lin. Tra gli avventori del locale ci sono però due bestioni che riconoscono in Kenshiro l’uomo sulla cui testa è stata messa una taglia da KING.

Inutile dire che Kenshiro è sempre molto diplomatico in questi casi…

Comunque, prima che le cose si mettano troppo male, interviene “il capo dei Guerrieri”  (come recita il doppiaggio italiano, mentre in originale è “il grande Jackal”).

Il tipo, che è talmente un duro da tenere gli occhi aperti nonostante ci sia dentro il sapone, richiama subito all’ordine i suoi due scagnozzi e, dopo avergli rifilato una paternale sul non mettersi mai contro chi è più forte di loro, rimescola ad entrambi i connotati come se i loro volti fossero due palline di pongo.

Nel mentre, il piccolo vagabondo che Ken aveva eroicamente lasciato a morire nel mezzo del nulla entra nel bar e viene riconosciuto da Bart, che gli si avvicina preoccupato. Taki, questo il nome del bambino, si è infatti allontanato dal villaggio  in cui un tempo risiedeva lo stesso Bart per poter trovare uomini capaci di perforare un durissimo strato di roccia sotto il quale si cela una sorgente d’acqua.

Kenshiro, fallito il tentativo di abbandono in autostrada, comincia a soppesare mentalmente diverse alternative per evitare di accollarsi un terzo marmocchio. E l’opportunità si presenta subito, appena Bart si rende conto che gli occhi del piccolo Taki sono stati danneggiati da una prolungata esposizione al sole del deserto. Ken, infatti, piglia la palla al balzo e gli tocca dei punti di pressione. Che tanto, oh, se per sbaglio invece di curargli la vista lo fai esplodere mica qualcuno sospetterà che l’hai fatto apposta, no?

Ma Kenshiro lo conosciamo, in fondo in fondo è un bonaccione…

“Ho solo trasmesso una giusta pressione al tuo nervo ottico. Adesso dovresti vederci di nuovo come prima”

Solo che l’adattamento italiano s’è perso per strada il nome del punto segreto, che è  Jōkai (浄界).

Comunque ormai Kenshiro s’è pigliato l’accollo e non gli resta altro da fare che riaccompagnare Taki al suo villaggio ed eventualmente dare una mano a risolvere la faccenda. Ma Jackal, dal canto suo, ha ascoltato tutta la conversazione e non vede l’ora di mettere le mani sulla sorgente, tanto che raduna all’istante tutta la banda…

“E’ arrivato il momento di divertirci un po’ miei guerrieri”

Ma in realtà la frase sarebbe: “Abbiamo trovato la nostra acqua, Warriors!”

Poco dopo, Kenshiro e i suoi piccoli scassapalle amici raggiungono l’insediamento e ci trovano una dolce vecchina che per poco non li accoppa tutti a fucilate: Zia Toyo.

Superata l’iniziale diffidenza, la nonna di American Sniper accoglie il gruppo e, dopo aver parlato del più e del meno, tutti vanno a dormire in attesa che sia di nuovo giorno. Anche Kenshiro sarebbe ben felice di farsi una meritata pennica, se non fosse che, nel cuore della notte, gli tocca alzarsi per andare a salvare il culo a quei due scemi di Bart e Taki, che hanno avuto la brillante idea di infiltrarsi in territorio ostile per prendere acqua da un pozzo ben sorvegliato…

Curiosità – La vera sorte di Taki

Come è risaputo, il manga originale è ben più crudo dell’anime nel rappresentare la violenza, specie quando essa è rivolta verso i minori. Nel caso specifico, il povero Taki, nel suo sconsiderato ma coraggioso tentativo di recuperare un po’ d’acqua, in realtà ci lasciava le penne.

Questo perché mentre Hara e Buronson hanno scelto, attraverso certe immagini, di simboleggiare un mondo talmente spietato da non risparmiare neanche i bambini, chiaramente con l’anime ci si è andati molto più cauti, perché già c’erano associazioni di genitori che protestavano per la versione cartacea, figurarsi se Toei si sarebbe mai arrischiata a riproporre le stesse cose solo per trovarsi poi costretta a cancellare una produzione che gli garantiva tanti introiti.

Avendo constatato di persona il pericolo ed il disagio a cui Taki e gli altri bambini sono sottoposti per la mancanza di una propria fonte d’acqua, Kenshiro decide finalmente di darsi una mossa e, dopo aver fatto un po’ di cinema a colpi di luci e suoni, spacca lo strato di roccia con solo pugno. Ma, come avevamo detto, Jackal non vede l’ora di poter mettere le mani sull’acqua ed è rimasto a distanza di sicurezza per poter seguire gli eventi ed attaccare al momento giusto e, ad alcuni subalterni impazienti di attaccare dice:

“Non dimenticate che da solo ha annientato completamente l’Armata di Dio. Questo non è il momento di subire la stessa sorte. La cosa più importante è mettere le mani su quell’acqua”

Frase che, come senso, non fa una piega, ma che in originale contiene una simpatica metafora : “Quello lì ha sconfitto da solo la God Army e Dragon. Perché correre rischi tentando di abbattere un elefante quando ciò che davvero conta è solo mangiarne la carne?”. Insomma, qualcosa che dice tutto sullo stile di vita di un personaggio che ha scelto come nome di battaglia quello di un animale che si nutre di carogne.

Tuttavia gli sgherri non sembrano convinti e, anzi, credono non solo di potersi appropriare del pozzo, ma anche di sistemare una volta per tutte l’uomo dalle sette stelle e poter intascare la taglia che pende sulla sua testa. E in effetti ci provano, solo che Kenshiro li riporta subito con i piedi per terra…

“COLPO DELL’ANNULLAMENTO TOTALE”

Per una volta ci pigliano anche con il nome della tecnica, che in giapponese è, infatti,  Hokuto Kyomu Shidan – (北斗虚無指弾 – Tocco Annullatore di Hokuto). L’unica curiosità al riguardo è che, nel manga, l’esecuzione della tecnica è differente, lasciando intendere che Kenshiro colpisca i punti segreti dei nemici senza toccarli direttamente, mentre nell’anime il contatto c’è e si vede. In ogni caso l’effetto è lo stesso, la perdita di memoria a breve termine da parte delle vittime.

“Avete visto? Il potere dell’Orsa è tremendo.”

… dice un soddisfatto Jackal ai suoi uomini. Chiaramente il potere dell’Orsa di cui vaneggia sarebbe l’Hokuto Shinken, ma ve lo scrivo giusto per ricordarvi che Hokuto e Nanto, in ben 11 puntate, ancora non vengono nominate mezza volta. 😂

Nel frattempo Kenshiro, con la scusa di portare i predoni in stato confusionale fuori dal villaggio, approfitta dell’occasione per squagliarsela alla grande mollando lì anche Bart e Lin. La sua giustificazione? Che se rimanesse in quel posto quei bambini sarebbero in costante pericolo per via dei continui attacchi da parte degli uomini di Shin. Va bene, ci crediamo, dai…

Jackal, che non aspettava altro, si lancia all’assalto con il resto della gang e in pochi secondi prende possesso del villaggio. Zia Toyo, che vorrebbe aprire un dialogo ma opta per tentare di aprirgli la testa con un colpo di fucile, sbaglia la mira ottenendo come unico effetto di far incazzare ancor di più il capo dei banditi. In pratica, a tipo 2 minuti da quando Ken ha messo piede fuori dall’insediamento abbiamo questa situazione:

“AHAHAHAH! E adesso un bel salto giù nel pozzo!”

Intanto facciamo un bell’applauso a Ken per la sua lungimiranza, poi vediamo meglio l’errore bello grosso che abbiamo qui. Per prima cosa la parte in cui si sente la risata del predone, in originale era invece riservata alle lamentele del povero Taki che, legato come un slame ed appeso a testa in giù, non può far altro che gridare: “Mi fa male!”. Il tizio poi, non lo vuole gettare in alcun pozzo (come si vede bene dall’immagine) ma lo espone al pubblico ludibrio dicendo all’incirca “Adesso ci divertiamo! Guardate!”.

Meno male che Ken, richiamato dallo sparo, ha deciso di tornare in tempo per la festa…

Questo spinge Jackal e i suoi scagnozzi a darsela a gambe a gran velocità, ma per essere sicuri di non essere inseguiti creano un terribile diversivo legando dei candelotti di dinamite a due poveri bambini che vengono fatti correre via in direzioni opposte. Kenshiro riesce a salvarne uno ma l’altro, ormai troppo distante, richiede l’intervento di zia Toyo, che dopo essere stata malmenata dai Warriors, usa le forze residue per raggiungere il piccolo, gettare via la dinamite e fare scudo con il proprio corpo dall’esplosione.

“Siamo tornati indietro appena abbiamo capito che stava succedendo qualcosa”

… dice Bart all’anziana ormai moribonda. E in effetti è vero, Bart e Lin erano andati a cercare Ken perché si erano accorti del suo allontanamento e sono tornati indietro assieme a lui quando hanno sentito lo sparo. Però la frase originale intendeva altro. Riferendosi al motivo per cui aveva lasciato il villaggio, Bart confessa a Zia Toyo i motivi che lo hanno spinto ad allontanarsi, dicendole: “Io volevo diventare qualcuno per poi tornare a prendervi”. La donna, confermando che aveva intuito tutto, muore allora fra le sue braccia e l’episodio si chiude con un Kenshiro determinato a rintracciare e sgominare Jackal e i Warriors.

Curiosità – L’urlo di Bart

Mentre nell’anime Bart continua a chiamare Toyo “zietta” (Obachan) anche nel momento in cui muore, nel manga originale la scena è più struggente perché, incoraggiato da Ken, il ragazzo urla “MAMMA!!”, a sottolineare ancor di più quanto doloroso sia quel lutto. Diciamo che, in generale, quest’undicesimo episodio dell’anime è forse uno dei peggio adattati rispetto al manga da cui è tratto. La quasi totale mancanza di pathos che invece è riscontrabile su carta banalizza molto gli eventi, non rendendo minimamente giustizia alle intenzioni degli autori.

ALLA PROSSIMA PUNTATA !!


Ringraziamenti

MusashiMiyamoto e Kyosuke Masaki 82 per il loro contributo.

P.S.: nell’analizzare gli errori del doppiaggio storico ho ritenuto di dover segnalare solo ed esclusivamente quelli più eclatanti e/o ridicoli, perché diversamente sarebbe toccato fare una trascrizione ed un adattamento completi dal giapponese dell’intero episodio, cosa che avrebbe richiesto una mole di lavoro eccessiva.