Fist of the North Star LEGENDS ReVIVE – L’Hokuto nel palmo della mano!

Lo stiamo seguendo fin dai primissimi annunci ma solo ora trovo un po’ di tempo per fare il punto della situazione: Fist of the North Star LEGENDS ReVIVE, dopo un breve periodo di beta testing (a cui ha partecipato anche il nostro amico Carmine Napolitano) conclusosi lo scorso 21 giugno, da un momento all’altro verrà reso disponibile per tutti i sistemi Android e iOS. Tuttavia, in totale controtendenza rispetto al passato, sarà il primo videogame per dispositivi mobili dedicato a Ken il guerriero a varcare i confini del Giappone e ad essere localizzato anche per il mercato occidentale! La pre-registrazione per la versione global è infatti aperta già da diversi giorni. Basta andare sul sito ufficiale: hokuto-revive.sega.com/en/

Come si può notare fin dal trailer di lancio, molta cura è stata riposta verso i fan storici della serie. Non solo nel comparto visivo, in cui molte scene in 3D sono accompagnate da altre provenienti direttamente dal manga originale, ma anche nel sonoro: se da un lato, infatti, salta subito all’orecchio la presenza della mitica “Ai wo torimodose!!” (anche se in versione cover), i più attenti avranno sicuramente notato che la voce narrante appartiene al grandissimo Shigeru Chiba, che nell’anime televisivo “urlava” le anticipazioni alla fine di ogni episodio!

Stando alle parole del già citato Carmine, che ha avuto modo di provarlo, la formula è quella, oramai consolidata, del Battle RPG che in Giappone gode di sempre maggiore popolarità.
I primi passi vengono svolti con un breve tutorial, ambientato durante lo scontro finale con Souther, in cui vengono illustrate le mosse base. Superata questa parte, si torna lì, dove tutto è iniziato, al primissimo episodio della serie, in cui sarà Bart a farci da cicerone e a spiegarci tutti gli altri meccanismi del gioco.

 

In buona sostanza, come ci si aspetta da un videogame basato su Ken il guerriero, andremo a ripercorrere tutti gli eventi della prima serie ma con la differenza fondamentale che Kenshiro non sarà da solo a combattere. Dovremo infatti costruire una “squadra” in cui, oltre al protagonista, avremo modo di includere anche altri personaggi. Per esempio, una volta sconfitto Zeta, sarà possibile “acquisirlo” così come gli altri avversari. Le battaglie si svolgono a turni (prima attacca la nostra squadra, poi tocca agli avversari, e poi di nuovo a noi, e così in avanti..) in cui possiamo disporre di diversi tipi di tecniche fra cui le tecniche mortali (必殺) e le tecniche segrete (奥義).

Tutti i personaggi possono essere poi migliorati grazie all’esperienza, nonché ai numerosi oggetti che collezioneremo mano a mano che andremo avanti col gioco. C’è ovviamente l’immancabile slot machine con la quale possiamo pescare qualche altro articolo che può interessarci. Naturalmente. chi è più avvezzo a questo genere di giochi, avrà già notato, anche solo guardando le immagini, che i diversi personaggi hanno differenti livelli di rarità e di potenza e che questo meccanismo sarà alla base delle eventuali micro transazioni per l’ottenimento di guerrieri sempre più forti. E’ facile prevedere, come accade praticamente in tutti i giochi di questo tipo, che ci saranno molteplici eventi e personaggi disponibili a tempo limitato e svariati bonus (alcuni dei quali già ottenibili con la pre-registrazione).

In conclusione, pur non trattandosi di un gioco innovativo e dalla realizzazione tecnica discreta ma non sconvolgente, resta un prodotto godibile che promette ore e ore di divertimento, non solo a detta del nostro Carmine ma anche di diversi utenti giapponesi che hanno avuto modo di provarlo.

Chiudiamo con un messaggio speciale del maestro Tetsuo Hara, che il nostro MusashiMiyamoto è andato a tradurre direttamente dal sito giapponese (in quello inglese c’erano delle inesattezze).

 


Mi piacerebbe iniziare ringraziando gli appassionati per il sostegno e l’affetto che continuano a darci. E’ merito vostro se, l’anno scorso, Ken il guerriero ha potuto celebrare il suo 35° anniversario.
Al fine di commemorare questo traguardo, abbiamo fatto squadra con SEGA per dar vita a Fist of the North Star LEGENDS ReVIVE.

Quando mi hanno chiamato a dare un primo parere durante lo sviluppo, ero stupefatto dal grado di fedeltà all’opera originale, che si spingeva fino ai più piccoli dettagli.
Avere a disposizione un gioco di questo livello, nel palmo della tua mano e ovunque tu voglia, è proprio il tipo di esperienza innovativa che ci si aspetta in questa neonata era Reiwa. Sono stato anche sorpreso e, senza volerlo, ho sorriso nel vedere spesa così tanta cura ed attenzione nel reimmaginare non solo i personaggi più popolari della serie, ma anche le comparse meno note.

Il gioco offre un’esperienza che può essere fruita appieno tanto dai veri cultori di Ken il guerriero quanto da chi lo ha conosciuto da poco. Spero quindi che ve lo godiate e possiate creare la vostra propria leggenda nel mondo di Hokuto.

Tra l’altro SEGA mi ha chiesto di realizzare un’illustrazione di Kenshiro e Raoh. A conti fatti è stata la prima volta che li  ho disegnati nell’era Reiwa. Magari a voi non sembra così importante, ma ritrarli a figura intera mi ha davvero toccato nel profondo. (Ride).

L’era Reiwa (“Splendida Armonia”, secondo la traduzione ufficializzata dal governo nipponico) è iniziata il 1° maggio 2019 con l’ascesa al trono dell’Imperatore Naruhito e l’abdicazione del padre Akihito, che con questo gesto ha posto fine alla precedente era nota come Heisei (“Pace Raggiunta”).


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Ken il guerriero – Le origini del mito REGENESIS: Riassunto Capitoli 2 e 3

Con questo articolo – e con altri che pubblicherò a breve – vorrei iniziare a fare il punto della situazione  su Souten No Ken Regenesis. Per ora mi soffermerò solo sulla versione cartacea delle nuove avventure del 62° successore di Hokuto per poi passare, in un secondo momento, a parlare un po’ dell’omonimo anime che, interrotto dopo 12 puntate, riprenderà il prossimo ottobre.

Se ci seguite, dovreste aver già scaricato e letto da tempo il primo (e lungo) capitolo che abbiamo tradotto tempo fa per presentarlo agli appassionati di tutto lo stivale. Siccome, però, tra lavoro e impegni vari non ci è riuscito di star dietro alla traduzione vera e propria di tutti i capitoli (anche perché tanto, molto presto – forse già a Lucca – ne verrà annunciata la pubblicazione da parte di Planet Manga), ci tocca almeno fare un bel riassunto degli episodi apparsi su Comic Zenon nel corso di questi mesi. Quindi, grazie alla collaborazione del nostro amico Carmine Napolitano, andiamo intanto a vedere cosa è accaduto nei capitoli 2 e 3. Chiaramente, chi NON vuole spoiler è pregato di fermarsi qui. A tutti gli altri, invece, auguro una buona lettura 😉

 

Dopo lo spettacolare salvataggio di Erika, nel secondo capitolo Kenshiro, Yasaka e la ragazza sbarcano in Indonesia, paese che è nelle mani dell’esercito coloniale olandese che tratta gli abitanti del posto in maniera a dir poco brutale, schiavizzando tutti gli uomini che sono in grado di fungere da mano d’opera, cosa che non manca di suscitare l’opposizione di diversi movimenti per l’indipendenza dell’Indonesia, guidati da membri della stessa popolazione.  Uno scenario violento che non può non ricordare il devastato mondo post-atomico della saga originale, in cui gli oppressi anelano a quella giustizia che solo l’Hokuto sembra capace di riportare.

 

Ecco quindi che i protagonisti si imbattono in un ufficiale olandese che sta maltrattando un anziano usando le mani di quest’ultimo come posacenere, suscitando grasse risate nei suoi commilitoni ubriachi.

 

Erika interviene frapponendosi fra l’ufficiale e l’anziano, mentre Ken, costantemente impegnato a fumare, prima utilizza la testa del prepotente come posacenere. poi se ne sbarazza velocemente con una tecnica di Hokuto…

 

Ken e Yasaka vengono allora circondati da altri soldati olandesi che si dichiarano apertamente suprematisti bianchi, rispetto ai quali gli indonesiani (ma si lascia intendere gli asiatici in toto) sarebbero degli oggetti. A questo punto, citando Matrix, Kenshiro dapprima schiva i proiettili dei nemici…

 

… poi, assieme a Yasaka, fa strage degli avversari davanti agli sguardi stupiti della popolazione.

 

Alla scena, sin dall’inizio, ha assistito Haruto, un ragazzino – che secondo il mio personalissimo parere potrebbe essere un giovanissimo Kuroyasha – il quale chiede agli eroi di liberare suo padre, arrestato perché leader di un movimento di opposizione agli olandesi.

 

D’altronde pare che solo i nostri eroi abbiano una minima speranza di battere il famigerato Colonnello Van der Kohl, del sesto reggimento dell’esercito olandese, personaggio che inziamo a conoscere meglio nel terzo capitolo, in cui Haruto racconta ai protagonisti dell’arte marziale “sovrannaturale” che tale individuo sembra possedere. Anche il padre del ragazzo, nonostante fosse un maestro di Pencak Silat (arte marziale indonesiana) nulla ha potuto contro di lui. Yasaka ipotizza quindi che sia questo Van der Kohl l’uomo con lo stesso sangue di Erika che stanno cercando. Ken sembra inizialmente poco propenso ad aiutare Haruto, dicendogli anzi di prendersela con se stesso per non essere in grado di proteggere le persone a lui care…

 

…. Ma alla fine chiede al giovane di indicargli il luogo in cui si trova questo tanto famigerato Colonnello il quale, nel frattempo, come un novello Amiba, si diletta in esperimenti molto particolari su cavie umane…

 

Esperimenti che, a quanto pare, sono quanto di più lontano ci possa essere dalla definizione di “esito positivo”, tanto che l’ultimo soggetto che ha la sfortuna di passare per le mani  di Van der Kohl si tramuta in una specie di Blanka di Street Fighter che attacca indistintamente chiunque si trovi di fronte, compreso il Colonnello stesso, che però lo finisce molto rapidamente trapassandolo con una mano.

 

Deluso da quanto appena accaduto, decide allora di passare alla cavia successiva e, dopo aver analizzato i possibili candidati con – reggetevi forte – uno scouter alla Dragonball, sceglie proprio il padre di Haruto…

 

Nel frattempo, dopo averlo stabilito con Yasaka tramite la morra cinese, Kenshiro si è addentrato nel covo nemico, raggiungendo il laboratorio di Van der Kohl, abbattendone la porta blindata a pugni, proprio mentre questi ha le mani sul nuovo soggetto del test. E, al disappunto del Colonnello, il successore di Hokuto replica: “Ho soltanto bussato”

 

(Continua…)

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Ken il guerriero – Le origini del mito: REGENESIS FIRST LOOK

Abbiamo finalmente messo le mani su Souten No Ken Regenesis.
Il Re dell’Inferno è tornato ed è in splendida forma!

Sette anni fa, a causa dell’aggravarsi della distrofia corneale che lo affligge ormai da una vita, il maestro Tetsuo Hara per poco non decise di smettere completamente di disegnare. A quel tempo stava portando avanti Souten No Ken (da noi Ken il guerriero – Le origini del mito), un manga prequel dell’originale Hokuto No Ken  che per ben 10 anni era stato regolarmente pubblicato, settimana dopo settimana, su Comic Bunch. Per come era messo, non poteva più sostenere certe scadenze e quindi, anche se a malincuore, terminò la serie. Il finale, in effetti, parve a tutti un po’ affrettato rispetto a quanto ci si aspettava, ma quello che sicuramente lasciò speranza nel cuore di molti fu la didascalia che accompagnava le ultime pagine: “Fine del capitolo di Shangai”.

Ora, dopo aver accolto ed addestrato per anni nel suo staff il bravissimo Hideki Tsuji (segnatevi questo nome), il maestro ha deciso che era giunto il momento di aprire il sipario su un nuovo capitolo della vita del 62° successore di Hokuto. Diamo allora un primo sguardo a Regenesis, l’inizio di una nuova grande avventura sotto il segno dell’Orsa Maggiore!

Il numero di Comic Zenon che ospita le 75 pagine del primo episodio del manga ci introduce con una breve carrellata dei principali protagonisti e di quanto accaduto nella precedente serie.

A seguire uno schema riassuntivo sulla storia dell’Hokuto Shinken attraverso alcuni dei suoi più famosi successori.

C’è anche un’intervista al maestro in cui si parla della morte di Kenshiro Kasumi. Se ricordate, il mese scorso avevamo riportato proprio la notizia che, per la prima volta, Hara avrebbe fatto morire il protagonista di una sua serie. Personalmente avevo ipotizzato un inizio simile a quello di Ikusa No Ko che, con un flashforward, immortalava gli ultimi istanti di vita di Nobunaga per poi tornare al “presente”. Invece no. Semplicemente il maestro ci tiene ad informarci che la morte di Kenshiro Kasumi era nei suoi piani fin dagli inizi di Souten No Ken ma, essendosi i personaggi e la trama evoluti in maniera diversa da quanto si aspettava, aveva messo da parte l’idea in attesa di trovare una maniera adeguata per narrarne la morte. Hara parla infatti di un’idea di “estetica della morte” simile a quella di Rocky Joe, qualcosa di tragico ma allo stesso tempo glorioso e, se prima non aveva idea di come presentarla, adesso afferma di avere ben chiaro in mente come finirà la vita di Kenshiro Kasumi. Insomma, a meno che il maestro non si ritrovi coinvolto in uno scenario alla Misery non deve morire, ci toccherà fare scorta di fazzoletti per salutare la dipartita del nostro eroe.

Passando al manga vero e proprio, è interessante notare come questo nuovo inizio assomigli molto a quello della serie precedente.

Quello che però colpisce subito è lo stile del già citato Hideki Tsuji, che ad un profano sarebbe indistinguibile rispetto a quello del maestro Hara! Non ci credete? Guardate qua sotto…

Siete ancora convinti che dare Souten No Ken in mano ad un esordiente sia stata una mossa azzardata? Io per niente. E se questi sono gli inizi, possiamo solo immaginare di cosa sarà capace man mano che continuerà a lavorare sulla serie 😀

Per ora evitiamo di spoilerare la trama. Vi diciamo solo che la piccola Erika Arendt nel frattempo è cresciuta (e pure bene, direi) ed il primo capitolo è ambientato su una nave in mare aperto. Ad un certo punto la situazione degenera e tocca al nostro Kasumi entrare in scena in maniera spettacolare…

E MARY POPPINS MUTA!!

L’avversario contro cui dovrà vedersela è un militare dell’esercito olandese di nome Bonnefert. Praticamente un fratello cugino di Uighur e Bask.

Quello che però piacerà agli affezionati della serie precedente è il ritorno di Yasaka!

Se ci eravamo lamentati che lo si era visto poco in azione, stavolta c’è invece la concreta possibilità di vederlo sfoggiare il completo repertorio di colpi del micidiale Seito Gekken.

Tornando allo stile di disegno, c’è da notare come il volto di Kenshiro sia ora più “giovanile”. Assomiglia infatti molto più al Kipposhi di Ikusa No Ko in alcune espressioni, segno che Tsuji nel corso di questi anni si è evidentmente fatto le ossa proprio sul manga storico dedicato a Nobunga, restando per lungo tempo all’ombra del maestro.

Per ora chiudiamo qui, ricordandovi che il prima possibile realizzeremo la traduzione completa dell’episodio. Intanto ringrazio infinitamente Carmine Napolitano per le foto, le informazioni e la disponibilità.  A presto 😉

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Ken il guerriero – Le origini del mito: ad aprile 2018 la nuova serie animata

Pubblicato oggi, in Giappone, il primo episodio di Souten No Ken Regenesis, l’attesissimo nuovo manga ambientato 7 anni dopo la conclusione di Ken il guerriero – Le origini del mito. Mentre aspettiamo di averne sotto mano le 75 pagine che lo compongono, parliamo invece del nuovo anime televisivo, che avrà lo stesso titolo e partirà ad aprile 2018 sulla rete TOKYO MX.

Come specificato dallo stesso Tetsuo Hara nel corso di un’intervista (riportata sul sito ufficiale del progetto), pur avendo lo stesso nome, il manga e l’anime avranno un inizio differente. Il secondo infatti riprenderà le vicende da dove si erano fermate con la precedente serie da 26 episodi prodotta nel 2006 (edita anche in Italia da Yamato Video).

Per ulteriori news, come sempre, restate sintonizzati 😉

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KEN IL GUERRIERO – Chi è davvero il Kenshiro de “Le origini del mito”?

Mancano ormai pochi giorni al debutto di Souten No Ken Regenesis, la nuova serie di Ken il guerriero – Le origini del mito, il manga che per ben 10 anni ha raccontato le gesta del 62° successore dell’Hokuto Shinken. Per questo motivo ho voluto cogliere l’occasione di fare chiarezza su un punto fondamentale che praticamente nessuno sembra aver colto, ovvero chi è veramente il Kenshiro Kasumi degli anni ’30. La stragrande maggioranza, erroneamente, lo ritiene lo zio del Kenshiro post-atomico semplicemente perché le riviste italiane che per prime diedero notizia, nel lontano 2001, dell’allora nuovissima serie, non avevano molto da dire se non che era fratello di Ryuken.

Altri ancora pensano che sia il nonno del protagonista dell’opera originale. Anche io, un tempo, la pensavo così. L’idea era che avesse avuto una figlia e che questa fosse divenuta poi la madre di Kenshiro e Hyoh. Ci poteva stare, anche perché se si fosse trattato di un figlio maschio avrebbe avuto tutto il diritto di essere addestrato per diventare egli stesso il successore dell’Hokuto Shinken al posto di Ryuken o in diretta competizione con quest’ultimo. Ma di un tale personaggio, nell’opera originale, non sembra esserci traccia. C’è invece questa vignetta…

Sì, avete letto bene è, se siete furbi, avete già capito tutto: è proprio il Kenshiro Kasumi de “Le origini del mito”  il padre di Hyoh e Kenshiro. Perché se ci pensate bene tutto combacia:

  1. Apparteneva alla Dinastia Principale di Hokuto.
  2. Ha vissuto per amore di una donna.
  3. Sempre per amore della sua donna, resta in Cina (che verrà poi chiamata “Terra degli Shura”), lo stesso luogo in cui avranno i natali Ken e Hyoh.
  4. Jukei, a cui i bambini sono affidati, è stato raccolto dalla strada proprio da lui.
  5. Ne “Le origini del mito”, quando il neonato Kenshiro viene portato al cospetto di Ryuken, non c’è alcuno stupore che abbia la stessa voglia a forma di costellazione del Ken degli anni ’30, anzi, sembra una cosa del tutto naturale.
    Nascita di Kenshiro

Ma il discorso non finisce qui perché, come già dovrebbe sapere chiunque abbia letto fino alla fine entrambe le opere, il Kenshiro post-atomico è anche la reincarnazione (o sarebbe meglio dire “rinascita”) del suo predecessore. La cosa viene sottintesa infatti negli ultimi volumi de “Le origini del mito”, quando Kenshiro Kasumi posa le mani sulla Stele dopo il Rito del Dono Celeste e rivive non solo la storia di Hokuto ma anche le sue vite passate. E se può sembrare una cosa assurda, è bene ricordare che il concetto di fondo di un percorso di continue morti e rinascite per raggiungere l’Illuminazione appartiene al buddhismo (dalla cui filosofia e storia l’universo di Ken il guerriero pesca a piene mani) ed è sintetizzato già nella serie classica con il Musou Tensei (Rinascita dal Nulla), stessa tecnica che il Ken degli anni ’30 sembra aver quasi raggiunto ma senza saperla padroneggiare (nel manga la vediamo manifestarsi infatti soltanto in un’occasione ma fuori dal controllo del protagonista, mentre è svenuto).

D’altronde anche il titolo stesso dell’imminente nuova serie, Regenesis, unito al fatto che nel primo capitolo vedremo gli ultimi istanti di vita del Kenshiro degli anni ’30, potrebbe stare ad indicare che quello che fino ad ora era stato lasciato intendere tramite indizi sparsi verrà finalmente detto apertamente. Per saperlo non dovremo aspettare molto, quindi restate sintonizzati. 😉

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Ken il guerriero su PS4 – Trailer esteso e nuove informazioni

Nella giornata di ieri, 26 settembre 2017, si è tenuto un live streaming di SEGA in cui, oltre a parlarne più approfonditamente, è stato mostrato un nuovo trailer esteso per il sempre più atteso  Hokuto Ga Gotoku, videogame per PS4 che, lo ricordiamo, fonderà le avventure di Kenshiro con le meccaniche della serie Yakuza.

Oltre a tutte le cose che potete vedere da soli nelle nuove immagini, ci preme riportare alcune informazioni raccolte nei giorni scorsi da svariate interviste che gli sviluppatori hanno rilasciato ad importanti siti nipponici. Per prima, la notizia più importante…

Saranno presenti TUTTI i personaggi della prima serie!

Sì, avete letto bene, a detta dei rappresentanti di Yakuza Studio, in Hokuto Ga Gotoku faranno la loro comparsa tutti i personaggi che, nella saga originale, compaiono fino alla morte di Raoh. Vi pare troppo? Beh, pensate comunque che, dato emerso sempre dalle suddette interviste, il gioco è in sviluppo fin dalla fine del 2016, quindi ciò che ci è stato mostrato fino ad ora altro non è che la punta dell’iceberg.

Il progetto è stato infatti avviato poco prima che fosse messo in vendita Yakuza 6,  il che è uno dei motivi per cui non si è pensato di usare il famigerato motore grafico Dragon Engine, che all’epoca non era ancora stato ultimato. L’altro motivo per cui non si è puntato al realismo che un simile motore poteva offrire è che l’intento degli sviluppatori era quello di ricreare lo stesso feeling del manga. Per questo motivo hanno creato un apposito engine, da loro ribattezzato “Tetsuo Hara Shader”, ricavandolo da Yakuza 0 e Yakuza Kiwami. Molto impegno è stato quindi profuso per fare in modo che la grafica del gioco fosse il più possibile accostabile alle illustrazioni del maestro Hara.

 

Tuttavia, gli sviluppatori si dichiarano anche affezionati dell’anime storico di Ken il guerriero, ed è per questo che, ad esempio, hanno scelto di far annerire le sagome dei nemici che esplodono (espediente grafico già citato da Koei nel primo Ken’s Rage con la modalità di censura del sangue). Per quello che invece concerne la perplessità di diversi fan riguardo alla trama che, come ormai sappiamo, sarà una rivisitazione di quella originale, sempre gli sviluppatori hanno parlato di come la storia di Kenshiro fosse difficile da trasporre efficacemente in un videogame e così, come anche con la serie Yakuza, si è cercato di trovare il giusto compromesso fra una storia consistente dal finale solido ed un mondo liberamente esplorabile.

Per ora è tutto, ma restate con noi che di cose da dire ce ne saranno tante. Ringrazio per la collaborazione Andrea “MusashiMiyamoto” Mazzitelli, Carmine Napolitano e Calogero Piazza.

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Ken il guerriero – Le origini del mito: la nuova serie affidata ad un esordiente

Alla fine è successo. Tetsuo Hara ha cominciato a passare il testimone alle nuove generazioni. Attualmente impegnato su Ikusa No Ko, il manga che racconta la vita del giovane Oda Nobunaga, il maestro ha lanciato Regenesis, una nuova serie di Souten No Ken (da noi Ken il guerriero – Le origini del mito), ma affidandola ad un esordiente di nome Hideki Tsuji, scoperto proprio grazie allo Zenon Manga Audition (l’equivalente nipponico dell’internazionale Silent Manga Audition) con il suo breve manga dal titolo Fountain. Di seguito un paio di tavole dello stesso per farvi un’idea:

Non è finita. La storia sarà affidata ad Hiroyuki Yatsu, romanziere e sceneggiatore di serie tv, mentre Buronson è indicato come supervisore anche se, onestamente, ci crediamo poco (visto che ormai lui e Hara non s’incontrano manco più alle feste comandate).

Ad ogni modo, per quello che concerne la trama, sapevamo già che sarebbe stata l’Indonesia il teatro delle nuove avventure del 62° successore di Hokuto, ma ora è stato aggiunto il dettaglio che il nemico sarà rappresentato dall’esercito olandese, interessato ad appropriarsi del “catalogo della speranza” (chi conosce la serie sa bene di cosa, o sarebbe meglio dire di chi si tratta, per tutti gli altri evitiamo spoiler ), mentre nell’ombra si muoverà una misteriosa organizzazione che usa un’arte marziale sconosciuta.

Fatto interessante, nella pubblicità apparsa sul numero di Comic Zenon in vendita in Giappone a partire da oggi, viene detto che “Tetsuo Hara descriverà per la prima volta come muore il protagonista!”. Questo potrebbe semplicemente stare ad indicare, oltre al fatto che almeno il primo episodio potrebbe essere disegnato proprio dall’autore originale, un inizio molto simile a quello del già citato Ikusa No Ko, in cui un flashforward ci porta esattamente agli ultimi istanti di vita del protagonista prima di tornare al “presente” in cui si svolge la storia vera e propria.

A corredo di tutto questo, non solo il sito ufficiale di Hokuto No Ken si è aggiornato, ma sono stati aperti un sito ed un profilo twitter dedicati esclusivamente alla nuova serie, indice che Hara e soci sembrano puntare molto sul progetto che, lo ricordiamo, partirà il prossimo 25 ottobre.

Ringrazio Carmine Napolitano per tutte le informazioni

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