Ken il guerriero – Hideki Tsuji torna a parlare dello stallo di Regenesis

Dopo parecchi mesi (la pubblicazione era stata sospesa a maggio 2020), Souten No Ken REGENESIS, sequel di Ken il guerriero – Le origini del mito, stenta a tornare in scena. Per questo, ed in seguito alle richieste sempre più pressanti dei fan giapponesi, Hideki Tsuji, disegnatore a cui era stata affidata la serie (e, soprattutto, in grado di non far rimpiangere il tratto del maestro Tetsuo Hara), ha deciso di spiegare meglio la situazione in una serie di tweet pubblicati direttamente dal suo profilo.

In essi, per prima cosa ringrazia tutti coloro che, nonostante il duro periodo dovuto alla pandemia, continuano a mostrargli supporto e affetto. Passando poi ai veri motivi di questa situazione, l’autore finalmente parla della sua particolare forma di depressione, talmente grave da aver reso necessario lo scioglimento dello staff a tempo indefinito (fatto che gli causa oltremodo imbarazzo nei confronti dei colleghi).

Allo stato attuale, Tsuji non è capace di dare certezze circa il periodo di un suo eventuale rientro perché, secondo i medici che lo stanno seguendo, ora si trova in una fase di transizione e tornare a lavorare a pieno ritmo, in questo momento, potrebbe peggiorare la situazione. Quindi, fermo restando che non guarirà mai in maniera definitiva, l’obiettivo attuale è quello di raggiungere almeno una fase di remissione (l’alleviarsi dei sintomi) e procedere verso un livello di serenità sufficiente a consentirgli di tornare al tavolo da disegno.

L’autore si scusa infine con tutti i fan, augurandosi che possano comprendere le sue ragioni e la situazione in cui versa.

Ricordiamo che la serie, attualmente ferma al 4° volume in Giappone, verrà proposta anche in Italia, tramite Planet Manga, a partire da marzo 2021.

“Salutatemi Kenshiro”, il manga che omaggia l’uomo di Hokuto

Può un manga essere completamente basato sull’ossessione del suo protagonista per un altro famosissimo manga? Beh, quale che sia la vostra risposta, questo è ciò che in soldoni ci propone il recentissimo Kenshiro Ni Yoroshiku (ケンシロウによろしく – “Salutatemi Kenshiro”), attualmente in corso di pubblicazione sul settimanale Young Magazine di Kodansha e realizzato da Jasmine Gyuh.

In questa serie assistiamo infatti alla storia di Koichi Numakura, che a 10 anni, abbandonato dalla madre, inizia a meditare vendetta verso Aniki, l’uomo che glie l’ha portata via, uno Yakuza che la frequentava. Il bambino, nel corso dei successivi 10 anni, passa tutto il suo tempo ad allenarsi fisicamente e a studiare i punti di pressione direttamente dalle pagine del manga di Ken il guerriero!

Purtroppo, proprio nel giorno in cui finalmente si decide ad affrontare il suo nemico, Koichi si scontra con la dura realtà: non basta leggere Ken il guerriero per diventare maestri di Hokuto.

E la storia potrebbe concludersi qui, nel vicolo buio in cui il ragazzo giace col volto tumefatto dalle mazzate prese da Aniki e dai suoi scagnozzi, mentre rimugina sugli errori della sua vita (magari valutando anche una bella visita psichiatrica…). Ma ovviamente non è così. Koichi, sconfitto ma non abbattuto, inizia a studiare veramente i punti segreti di pressione affidandosi a varie fonti, includendo libri sulla medicina orientale e tanto altro, fino ad ottenere…

UNA LICENZA DA MASSAGGIATORE (!?)

Sì perché Koichi applica le conoscenze acquisite all’arte del massaggio, diventando in breve tempo famoso come il miglior massaggiatore di tutti i tempi. Il che, in fondo in fondo, potrebbe sembrare un po’ un lieto fine per la disgraziata esistenza del ragazzo, ma la verità è che, dietro questa scelta, c’è un piano segreto per ottenere lo stesso la sua vendetta su Aniki.

Insomma, un manga che onestamente non saprei come definire se non come surreale. Sicuramente molto peculiare nel modo in cui decide di omaggiare Hokuto No Ken, ma anche “inquietante”, se mi si passa il termine.

Difficile dire se lo vedremo mai pubblicato anche qui in Italia, ma se siete curiosi, in giro per la rete troverete le scan tradotte in molte lingue (anche in italiano, sì).

Alla prossima!

KEN IL GUERRIERO – La Perfect Edition che vorrei

Negli scorsi giorni, chiacchierando con altri appassionati, ha iniziato a frullarmi in testa un’idea: che caratteristiche dovrebbe avere una “Perfect Edition” italiana del manga originale di Ken il guerriero?

Un po’ di storia

Prima di arrivare al punto, è sicuramente utile una breve retrospettiva sulle svariate edizioni precedenti, ovvero:

Edizione ZERO
(Granata Press – 1990 / 1992)

Volumi: 16
Formato: 24 x 16
Pagine: variabile in b/n
Prezzo: 3.500£

Primissima edizione italiana, viene adattata direttamente dalla versione americana della Viz, quindi con traduzioni dall’inglese e tavole ribaltate. In ogni numero di ZERO, rivista contenitore della Granata Press, viene presentato un singolo capitolo del manga, fino al 16°.

Edizione Z-Compact
(Granata Press – 1992 / 1994)

Volumi: 44
Formato: 18 x 12
Pagine: variabile in b/n
Prezzo: 2.800/3.000£

Raggiunta la pubblicazione dei primi 16 capitoli adattati dalla versione Viz, la Granata Press continua  la saga di Kenshiro in volumetti monografici (dapprima mensili, in seguito quindicinali) stavolta adattati dalla versione originale ma sempre seguendo il modello del ribaltamento delle tavole. Ogni volumetto raccoglie più o meno la metà del contenuto di un volume originale giapponese. Nel 1993 anche i primi 16 capitoli pubblicati su ZERO verranno raccolti in 3 volumetti speciali di questa collana.

PRO

  • Primissima edizione di Ken il guerriero in Italia
  • Presenza di diverse pagine esclusive dell’edizione su Shonen Jump

CONTRO

  • Tavole ribaltate rispetto all’originale
  • Traduzioni dall’inglese almeno fino al 16° episodio
  • Albi formato “sottiletta”

Edizione Star Comics
(Star Comics – 1997 / 1999)

Volumi: 27
Formato: 17 x 11,5
Pagine: circa 200 pagine in b/n
Prezzo: 5.000£

Seconda edizione del manga in Italia, quella della Star Comics NON è una ristampa dell’edizione Granata Press. Difatti, le traduzioni vengono completamente rifatte dal giapponese, mantenendo sia lo stesso numero di pagine dei tankobon originali e che il senso di lettura da destra verso sinistra.

PRO

  • Traduzioni fatte ex-novo direttamente dal giapponese
  • Senso di lettura identico all’originale
  • Lettura scorrevole
  • Volumi corposi

CONTRO

  • Carta e stampa scadenti
  • Adattamento non sempre fedele all’originale

Edizione d/books
(d/visual – 2005 / 2011)

Volumi: 27
Formato: 25 x 17,6
Pagine: 196 pagine in b/n, colore e bicromia
Prezzo: 8,50/9,30€

Terza edizione del manga in Italia, quella della d/visual si presenta come una versione “deluxe”, con pagine di grande formato e recupero delle tavole a colori (alcune, in realtà, prese dalla Master Edition e non dall’originale) e riproducendo quelle in bicromia con tonalità di grigio. A impreziosire il tutto una sovracoperta, una minifigure allegata ad ogni volume e diversi redazionali tra i quali analisi delle tecniche di combattimento e approfondimenti. Purtroppo, volumi alla mano, per quanto lo sforzo sia nel complesso davvero encomiabile, c’è da dire che le traduzioni ed il lettering non sono propriamente il massimo. Confrontando infatti questa versione con l’originale giapponese, ci si rende conto che alcuni passaggi sono stati mal interpretati o comunque tradotti senza tener conto del contesto. Anche il carattere utilizzato è piuttosto antiestetico e sgradevole alla lettura. La scelta di non adattare le onomatopee, se da un lato può essere positiva perché non intacca le tavole del maestro Hara, dall’altro, assieme a quanto già detto, trasforma quest’edizione più in un oggetto di collezionismo che in un’opera da leggere.

PRO

  • Tavole di grande formato e buona qualità di carta e stampa
  • Recupero di quasi tutte le pagine a colori e in bicromia
  • Sovraccoperta e minifigure incluse nel prezzo
  • Ricchi redazionali con una mini-enciclopedia dei colpi segreti

CONTRO

  • Tavole tagliate (e di molto) nella parte inferiore
  • Diversi errori di impaginazione e tavole a volte sgranate
  • Traduzioni a volte totalmente errate
  • Lettura spesso poco scorrevole e veri e propri errori grammaticali

KEN IL GUERRIERO
Edizione Planet Manga
(Panini comics – 2013)

Volumi: 27
Formato: 17,5 x 11,5
Pagine: 200 in b/n
Prezzo: 4,20€

Edizione pubblicata a cadenza settimanale, curata da Planet Manga, è stata pensata principalmente per il rilancio di Ken dopo 14 lunghi anni di latitanza dalle edicole. Di conseguenza, si presenta come un’edizione  che, a parte l’invidiabile traguardo dell’essere il primo manga in Italia ad uscire in allegato con un quotidiano (nello specifico il Corriere dello Sport e Tuttosport), non gode di particolari riguardi, sia per la mancanza di una sovraccoperta (che sarebbe stata auspicabile almeno per l’edizione da fumetteria), sia per le soluzioni grafiche discutibili (riguardanti principalmente il logo in copertina) che sicuramente si sarebbero potute studiare meglio, tenendo in considerazione che tale edizione avrebbe dovuto commemorare il trentesimo anniversario del manga. Ottima, invece, la qualità della stampa, mentre per quello che riguarda traduzioni ed adattamento è un’edizione da evitare come la peste.

Leggi le recensioni dei singoli volumi

PRO

  • Buona qualità di carta e stampa
  • Lettura scorrevole

CONTRO

  • Soluzioni grafiche orribili
  • Tavole tagliate lateralmente
  • Traduzioni spesso errate e/o totalmente inventate

L’edizione “Perfetta”

Dopo il riassunto, sarete sicuramente d’accordo con me almeno su un punto: in Italia, un’edizione davvero definitiva del manga originale di Ken il guerriero, ad oggi, ancora NON ESISTE. Quindi, come dicevo in apertura, la mia idea è di buttar giù una lista di possibili caratteristiche per una “Perfect Edition” che sia capace di accontentare anche il fan più esigente. Ma andiamo con ordine.

1 – FORMATO, CARTA, NUMERO DI PAGINE E COPERTINA

Come ci ha insegnato la summenzionata edizione d/books, è un piacere potersi gustare le tavole del manga in grande formato, specie considerando il tratto molto particolareggiato del maestro Hara. Questo, a patto però che le tavole stesse vengano rispettate e non tagliuzzate (come invece succedeva nelle edizioni precedenti). La soluzione migliore, anche se giustamente più dispendiosa per l’utente finale, sarebbero dei volumi simili agli OMNIBUS che Panini ormai riserva da anni ai comics. Quindi un grosso numero di pagine (anche fino a racchiudere 2 volumi originali), carta patinata e copertina rigida.

2 – CONTENUTI

La parte che più mi interessa e sulla quale vorrei essere il più chiaro possibile. Dal mio punto di vista, un’edizione davvero perfetta dovrebbe dare la possibilità di godersi l’opera originale così com’era stata concepita in origine e restituire, nel limite del possibile, quella che fu la sua storia editoriale all’epoca. Quindi, sempre secondo la mia idea, per prima cosa bisognerebbe recuperare TUTTE le pagine e le illustrazioni di quel periodo, ovvero quelle che di solito non sono incluse nelle raccolte in volumi, tipo queste…

Allo stesso modo, sarebbe importante recuperare le illustrazioni utilizzate per le copertine di Shonen Jump ed altre che sono state poi modificate per le raccolte in volume. Un esempio…

Insomma, l’idea sarebbe quella di recuperare tutto quello che è possibile recuperare rispetto all’epoca della prima pubblicazione. E, assieme a tutto questo, includere i famosi 2 episodi pilota e il più recente episodio celebrativo “Last Piece”.

Ciò che invece NON includerei (se non, al massimo, in un’appendice nell’ultimo volume) sono le famigerate 100 tavole modificate dal maestro Hara in occasione della più recente edizione giapponese del manga. Questo perché, sempre nell’ottica di preservare l’opera così com’era stata realizzata inizialmente, secondo me è più importante il valore storico delle tavole originali di quanto non lo possa artisticamente essere quello delle tavole ritoccate dal suo stesso autore. Perché quelle tavole, rimaste invariate per più di trent’anni, raccontano non solo la storia di Kenshiro, ma anche quella dello stesso Hara, che già allora lottava con risultati alterni contro il cheratocono, la grave malattia degenerativa che lo affligge ormai da una vita e che ne influenza pesantemente la vista.

3 – TRADUZIONE E ADATTAMENTO

Questo è un aspetto che avrei potuto includere alla voce precedente ma ho pensato che meritasse una considerazione a parte. E il perché, a chi conosce me e questo sito, dovrebbe essere già chiaro, ma giustamente è il caso di ribadirlo ancora.

Hokuto No Ken, qui in Italia, già a partire dalla serie televisiva storica, è sempre stato funestato da tutta una serie di errori più o meno gravi di traduzione e adattamento. E se la cosa si poteva tollerare “in tempi di ignoranza”, quando comunque la passione da sola non bastava a sopperire ad evidenti lacune non solo linguistiche ma spesso anche culturali, nel 2020 è difficile tollerare che l’edizione italiana del manga più recente sia anche quella con un numero di errori tali da far rimpiangere il doppiaggio storico dell’anime. Non è accettabile da appassionato di Ken ma non dovrebbe esserlo nemmeno da chi, in generale, amando il mondo dei manga, si aspetta che un’opera venga proposta al meglio, senza alterare il senso della trama e di quello che i vari protagonisti dicono. E con Hokuto No Ken, come illustravamo anche in un precedente articolo, non basta nemmeno essere laureati in lingue orientali per rendere alla perfezione le intenzioni degli autori, perché è un manga talmente pieno di simbolismi e di significati che serve necessariamente almeno la supervisione di chi lo conosce a fondo prima di mandare in stampa una traduzione capace di rispecchiare l’originale.

4 – EXTRA

In conclusione, butto dentro qualche idea per delle aggiunte (o magari dei riempitivi, laddove servano pagine in più). Non si tratta di cose che considero necessarie ma, appunto, di “extra”, ovvero cose che renderebbero una Perfect Edition ancora migliore. Per esempio, un’idea sarebbe recuperare il materiale dello speciale ALL ABOUT THE MAN (interviste, illustrazioni, schede dei personaggi e commenti degli autori) e spalmarli nelle appendici dei diversi volumi. Essendo un volume uscito all’epoca, sarebbe interessante a livello storico se affiancato a tutto il resto. Se poi ci fossero dei redazionali che spiegano i simbolismi astrologici e filosofici alla base della serie, o altre curiosità simili, sarebbe il massimo.


E voi?

Questi ovviamente sono i miei punti di vista. E voi, invece, che ne pensate? Cosa credete che renderebbe “perfetta” un’ulteriore nuova edizione del manga in Italia? Che siate d’accordo o meno, scrivetelo nei commenti.

Souten No Ken REGENESIS – Breve pausa per il manga

La notizia è rimbalzata già su diversi siti (nazionali ed internazionali) dedicati ad anime e manga, ma mi è sembrato doveroso approfondire un attimo la questione per chiarire dei punti. Ebbene sì, Souten No Ken Regenesis, sequel diretto del manga che in Italia conosciamo come “Ken il guerriero – Le origini del mito” e, attualmente, in corso di pubblicazione nella Terra del Sol Levante, ha subito una battuta d’arresto a causa di non meglio specificati problemi di salute di Hideki Tsuji, il talentuoso disegnatore che ha ricevuto l’onore (e l’onere) di succedere al maestro Tetsuo Hara nella realizzazione di questa nuova saga ambientata nell’universo di Hokuto.

E che non si tratti di una semplice voce lo testimonia il fatto che la notizia sia stata pubblicata proprio sulle pagine di Comic Zenon, il mensile che lo ospita…

Nella pagina in questione, infatti, non solo viene annunciata una pausa, scusandosi con i lettori, ma viene colta l’occasione per ringraziare il pubblico per il continuo sostegno e rassicurare tutti sulla ripresa del manga, che verrà annunciata sempre su quelle pagine non appena sarà possibile.

Per chi ancora non conosce questa serie, ricordiamo che inizia poco tempo dopo la fine de “Le origini del mito”e vede Kenshiro Kasumi e Yasaka raggiungere l’Indonesia per salvare Erika, rapita dall’esercito Olandese per conto di un misterioso mandante che si scoprirà detentore del Tento Seiinken (天斗聖陰拳 – Sacra Scuola Yin della Costellazione Celeste), un’antichissima arte marziale capace di manipolare il flusso vitale degli avversari e addirittura annientare l’Hokuto Shinken…

Ovviamente, il fatto che Hideki Tsuji abbia problemi di salute tali da costringere la Coamix a sospendere, anche solo temporaneamente, un manga con un nome così importante, ha generato più di qualche speculazione. Tuttavia, da fonte interna alla Coamix stessa (ovvero il nostro connazionale Enrico Croce) sono venuto a sapere che, in realtà, non è la prima volta che Tsuji è costretto a prendersi una pausa, quindi niente di cui preoccuparsi. È anche vero che disegnare su base regolare un manga dettagliato come Souten No Ken Regenesis ed essere sempre all’altezza delle aspettative di un mostro sacro come Hara non è certo una cosetta da nulla, anzi, dev’essere un’esperienza davvero sfibrante.

E allora diamo tempo a questo promettente autore di ritemprarsi e dare di nuovo sfoggio della sua bravura. Certo, se qualcuno poi si decidesse a pubblicare questo nuovo manga anche in Italia, sarebbe anche ora…

Un ringraziamento ad Andrea “MusashiMiyamoto” Mazzitelli per le traduzioni

Fist of the North Star LEGENDS ReVIVE – L’Hokuto nel palmo della mano!

Lo stiamo seguendo fin dai primissimi annunci ma solo ora trovo un po’ di tempo per fare il punto della situazione: Fist of the North Star LEGENDS ReVIVE, dopo un breve periodo di beta testing (a cui ha partecipato anche il nostro amico Carmine Napolitano) conclusosi lo scorso 21 giugno, da un momento all’altro verrà reso disponibile per tutti i sistemi Android e iOS. Tuttavia, in totale controtendenza rispetto al passato, sarà il primo videogame per dispositivi mobili dedicato a Ken il guerriero a varcare i confini del Giappone e ad essere localizzato anche per il mercato occidentale! La pre-registrazione per la versione global è infatti aperta già da diversi giorni. Basta andare sul sito ufficiale: hokuto-revive.sega.com/en/

Come si può notare fin dal trailer di lancio, molta cura è stata riposta verso i fan storici della serie. Non solo nel comparto visivo, in cui molte scene in 3D sono accompagnate da altre provenienti direttamente dal manga originale, ma anche nel sonoro: se da un lato, infatti, salta subito all’orecchio la presenza della mitica “Ai wo torimodose!!” (anche se in versione cover), i più attenti avranno sicuramente notato che la voce narrante appartiene al grandissimo Shigeru Chiba, che nell’anime televisivo “urlava” le anticipazioni alla fine di ogni episodio!

Stando alle parole del già citato Carmine, che ha avuto modo di provarlo, la formula è quella, oramai consolidata, del Battle RPG che in Giappone gode di sempre maggiore popolarità.
I primi passi vengono svolti con un breve tutorial, ambientato durante lo scontro finale con Souther, in cui vengono illustrate le mosse base. Superata questa parte, si torna lì, dove tutto è iniziato, al primissimo episodio della serie, in cui sarà Bart a farci da cicerone e a spiegarci tutti gli altri meccanismi del gioco.

 

In buona sostanza, come ci si aspetta da un videogame basato su Ken il guerriero, andremo a ripercorrere tutti gli eventi della prima serie ma con la differenza fondamentale che Kenshiro non sarà da solo a combattere. Dovremo infatti costruire una “squadra” in cui, oltre al protagonista, avremo modo di includere anche altri personaggi. Per esempio, una volta sconfitto Zeta, sarà possibile “acquisirlo” così come gli altri avversari. Le battaglie si svolgono a turni (prima attacca la nostra squadra, poi tocca agli avversari, e poi di nuovo a noi, e così in avanti..) in cui possiamo disporre di diversi tipi di tecniche fra cui le tecniche mortali (必殺) e le tecniche segrete (奥義).

Tutti i personaggi possono essere poi migliorati grazie all’esperienza, nonché ai numerosi oggetti che collezioneremo mano a mano che andremo avanti col gioco. C’è ovviamente l’immancabile slot machine con la quale possiamo pescare qualche altro articolo che può interessarci. Naturalmente. chi è più avvezzo a questo genere di giochi, avrà già notato, anche solo guardando le immagini, che i diversi personaggi hanno differenti livelli di rarità e di potenza e che questo meccanismo sarà alla base delle eventuali micro transazioni per l’ottenimento di guerrieri sempre più forti. E’ facile prevedere, come accade praticamente in tutti i giochi di questo tipo, che ci saranno molteplici eventi e personaggi disponibili a tempo limitato e svariati bonus (alcuni dei quali già ottenibili con la pre-registrazione).

In conclusione, pur non trattandosi di un gioco innovativo e dalla realizzazione tecnica discreta ma non sconvolgente, resta un prodotto godibile che promette ore e ore di divertimento, non solo a detta del nostro Carmine ma anche di diversi utenti giapponesi che hanno avuto modo di provarlo.

Chiudiamo con un messaggio speciale del maestro Tetsuo Hara, che il nostro MusashiMiyamoto è andato a tradurre direttamente dal sito giapponese (in quello inglese c’erano delle inesattezze).

 


Mi piacerebbe iniziare ringraziando gli appassionati per il sostegno e l’affetto che continuano a darci. E’ merito vostro se, l’anno scorso, Ken il guerriero ha potuto celebrare il suo 35° anniversario.
Al fine di commemorare questo traguardo, abbiamo fatto squadra con SEGA per dar vita a Fist of the North Star LEGENDS ReVIVE.

Quando mi hanno chiamato a dare un primo parere durante lo sviluppo, ero stupefatto dal grado di fedeltà all’opera originale, che si spingeva fino ai più piccoli dettagli.
Avere a disposizione un gioco di questo livello, nel palmo della tua mano e ovunque tu voglia, è proprio il tipo di esperienza innovativa che ci si aspetta in questa neonata era Reiwa. Sono stato anche sorpreso e, senza volerlo, ho sorriso nel vedere spesa così tanta cura ed attenzione nel reimmaginare non solo i personaggi più popolari della serie, ma anche le comparse meno note.

Il gioco offre un’esperienza che può essere fruita appieno tanto dai veri cultori di Ken il guerriero quanto da chi lo ha conosciuto da poco. Spero quindi che ve lo godiate e possiate creare la vostra propria leggenda nel mondo di Hokuto.

Tra l’altro SEGA mi ha chiesto di realizzare un’illustrazione di Kenshiro e Raoh. A conti fatti è stata la prima volta che li  ho disegnati nell’era Reiwa. Magari a voi non sembra così importante, ma ritrarli a figura intera mi ha davvero toccato nel profondo. (Ride).

L’era Reiwa (“Splendida Armonia”, secondo la traduzione ufficializzata dal governo nipponico) è iniziata il 1° maggio 2019 con l’ascesa al trono dell’Imperatore Naruhito e l’abdicazione del padre Akihito, che con questo gesto ha posto fine alla precedente era nota come Heisei (“Pace Raggiunta”).


PARLANE NEL FORUM

Ken il guerriero – Le origini del mito REGENESIS: Riassunto Capitoli 2 e 3

Con questo articolo – e con altri che pubblicherò a breve – vorrei iniziare a fare il punto della situazione  su Souten No Ken Regenesis. Per ora mi soffermerò solo sulla versione cartacea delle nuove avventure del 62° successore di Hokuto per poi passare, in un secondo momento, a parlare un po’ dell’omonimo anime che, interrotto dopo 12 puntate, riprenderà il prossimo ottobre.

Se ci seguite, dovreste aver già scaricato e letto da tempo il primo (e lungo) capitolo che abbiamo tradotto tempo fa per presentarlo agli appassionati di tutto lo stivale. Siccome, però, tra lavoro e impegni vari non ci è riuscito di star dietro alla traduzione vera e propria di tutti i capitoli (anche perché tanto, molto presto – forse già a Lucca – ne verrà annunciata la pubblicazione da parte di Planet Manga), ci tocca almeno fare un bel riassunto degli episodi apparsi su Comic Zenon nel corso di questi mesi. Quindi, grazie alla collaborazione del nostro amico Carmine Napolitano, andiamo intanto a vedere cosa è accaduto nei capitoli 2 e 3. Chiaramente, chi NON vuole spoiler è pregato di fermarsi qui. A tutti gli altri, invece, auguro una buona lettura 😉

 

Dopo lo spettacolare salvataggio di Erika, nel secondo capitolo Kenshiro, Yasaka e la ragazza sbarcano in Indonesia, paese che è nelle mani dell’esercito coloniale olandese che tratta gli abitanti del posto in maniera a dir poco brutale, schiavizzando tutti gli uomini che sono in grado di fungere da mano d’opera, cosa che non manca di suscitare l’opposizione di diversi movimenti per l’indipendenza dell’Indonesia, guidati da membri della stessa popolazione.  Uno scenario violento che non può non ricordare il devastato mondo post-atomico della saga originale, in cui gli oppressi anelano a quella giustizia che solo l’Hokuto sembra capace di riportare.

 

Ecco quindi che i protagonisti si imbattono in un ufficiale olandese che sta maltrattando un anziano usando le mani di quest’ultimo come posacenere, suscitando grasse risate nei suoi commilitoni ubriachi.

 

Erika interviene frapponendosi fra l’ufficiale e l’anziano, mentre Ken, costantemente impegnato a fumare, prima utilizza la testa del prepotente come posacenere. poi se ne sbarazza velocemente con una tecnica di Hokuto…

 

Ken e Yasaka vengono allora circondati da altri soldati olandesi che si dichiarano apertamente suprematisti bianchi, rispetto ai quali gli indonesiani (ma si lascia intendere gli asiatici in toto) sarebbero degli oggetti. A questo punto, citando Matrix, Kenshiro dapprima schiva i proiettili dei nemici…

 

… poi, assieme a Yasaka, fa strage degli avversari davanti agli sguardi stupiti della popolazione.

 

Alla scena, sin dall’inizio, ha assistito Haruto, un ragazzino – che secondo il mio personalissimo parere potrebbe essere un giovanissimo Kuroyasha – il quale chiede agli eroi di liberare suo padre, arrestato perché leader di un movimento di opposizione agli olandesi.

 

D’altronde pare che solo i nostri eroi abbiano una minima speranza di battere il famigerato Colonnello Van der Kohl, del sesto reggimento dell’esercito olandese, personaggio che inziamo a conoscere meglio nel terzo capitolo, in cui Haruto racconta ai protagonisti dell’arte marziale “sovrannaturale” che tale individuo sembra possedere. Anche il padre del ragazzo, nonostante fosse un maestro di Pencak Silat (arte marziale indonesiana) nulla ha potuto contro di lui. Yasaka ipotizza quindi che sia questo Van der Kohl l’uomo con lo stesso sangue di Erika che stanno cercando. Ken sembra inizialmente poco propenso ad aiutare Haruto, dicendogli anzi di prendersela con se stesso per non essere in grado di proteggere le persone a lui care…

 

…. Ma alla fine chiede al giovane di indicargli il luogo in cui si trova questo tanto famigerato Colonnello il quale, nel frattempo, come un novello Amiba, si diletta in esperimenti molto particolari su cavie umane…

 

Esperimenti che, a quanto pare, sono quanto di più lontano ci possa essere dalla definizione di “esito positivo”, tanto che l’ultimo soggetto che ha la sfortuna di passare per le mani  di Van der Kohl si tramuta in una specie di Blanka di Street Fighter che attacca indistintamente chiunque si trovi di fronte, compreso il Colonnello stesso, che però lo finisce molto rapidamente trapassandolo con una mano.

 

Deluso da quanto appena accaduto, decide allora di passare alla cavia successiva e, dopo aver analizzato i possibili candidati con – reggetevi forte – uno scouter alla Dragonball, sceglie proprio il padre di Haruto…

 

Nel frattempo, dopo averlo stabilito con Yasaka tramite la morra cinese, Kenshiro si è addentrato nel covo nemico, raggiungendo il laboratorio di Van der Kohl, abbattendone la porta blindata a pugni, proprio mentre questi ha le mani sul nuovo soggetto del test. E, al disappunto del Colonnello, il successore di Hokuto replica: “Ho soltanto bussato”

 

(Continua…)

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Ken il guerriero – Le origini del mito: REGENESIS FIRST LOOK

Abbiamo finalmente messo le mani su Souten No Ken Regenesis.
Il Re dell’Inferno è tornato ed è in splendida forma!

Sette anni fa, a causa dell’aggravarsi della distrofia corneale che lo affligge ormai da una vita, il maestro Tetsuo Hara per poco non decise di smettere completamente di disegnare. A quel tempo stava portando avanti Souten No Ken (da noi Ken il guerriero – Le origini del mito), un manga prequel dell’originale Hokuto No Ken  che per ben 10 anni era stato regolarmente pubblicato, settimana dopo settimana, su Comic Bunch. Per come era messo, non poteva più sostenere certe scadenze e quindi, anche se a malincuore, terminò la serie. Il finale, in effetti, parve a tutti un po’ affrettato rispetto a quanto ci si aspettava, ma quello che sicuramente lasciò speranza nel cuore di molti fu la didascalia che accompagnava le ultime pagine: “Fine del capitolo di Shangai”.

Ora, dopo aver accolto ed addestrato per anni nel suo staff il bravissimo Hideki Tsuji (segnatevi questo nome), il maestro ha deciso che era giunto il momento di aprire il sipario su un nuovo capitolo della vita del 62° successore di Hokuto. Diamo allora un primo sguardo a Regenesis, l’inizio di una nuova grande avventura sotto il segno dell’Orsa Maggiore!

Il numero di Comic Zenon che ospita le 75 pagine del primo episodio del manga ci introduce con una breve carrellata dei principali protagonisti e di quanto accaduto nella precedente serie.

A seguire uno schema riassuntivo sulla storia dell’Hokuto Shinken attraverso alcuni dei suoi più famosi successori.

C’è anche un’intervista al maestro in cui si parla della morte di Kenshiro Kasumi. Se ricordate, il mese scorso avevamo riportato proprio la notizia che, per la prima volta, Hara avrebbe fatto morire il protagonista di una sua serie. Personalmente avevo ipotizzato un inizio simile a quello di Ikusa No Ko che, con un flashforward, immortalava gli ultimi istanti di vita di Nobunaga per poi tornare al “presente”. Invece no. Semplicemente il maestro ci tiene ad informarci che la morte di Kenshiro Kasumi era nei suoi piani fin dagli inizi di Souten No Ken ma, essendosi i personaggi e la trama evoluti in maniera diversa da quanto si aspettava, aveva messo da parte l’idea in attesa di trovare una maniera adeguata per narrarne la morte. Hara parla infatti di un’idea di “estetica della morte” simile a quella di Rocky Joe, qualcosa di tragico ma allo stesso tempo glorioso e, se prima non aveva idea di come presentarla, adesso afferma di avere ben chiaro in mente come finirà la vita di Kenshiro Kasumi. Insomma, a meno che il maestro non si ritrovi coinvolto in uno scenario alla Misery non deve morire, ci toccherà fare scorta di fazzoletti per salutare la dipartita del nostro eroe.

Passando al manga vero e proprio, è interessante notare come questo nuovo inizio assomigli molto a quello della serie precedente.

Quello che però colpisce subito è lo stile del già citato Hideki Tsuji, che ad un profano sarebbe indistinguibile rispetto a quello del maestro Hara! Non ci credete? Guardate qua sotto…

Siete ancora convinti che dare Souten No Ken in mano ad un esordiente sia stata una mossa azzardata? Io per niente. E se questi sono gli inizi, possiamo solo immaginare di cosa sarà capace man mano che continuerà a lavorare sulla serie 😀

Per ora evitiamo di spoilerare la trama. Vi diciamo solo che la piccola Erika Arendt nel frattempo è cresciuta (e pure bene, direi) ed il primo capitolo è ambientato su una nave in mare aperto. Ad un certo punto la situazione degenera e tocca al nostro Kasumi entrare in scena in maniera spettacolare…

E MARY POPPINS MUTA!!

L’avversario contro cui dovrà vedersela è un militare dell’esercito olandese di nome Bonnefert. Praticamente un fratello cugino di Uighur e Bask.

Quello che però piacerà agli affezionati della serie precedente è il ritorno di Yasaka!

Se ci eravamo lamentati che lo si era visto poco in azione, stavolta c’è invece la concreta possibilità di vederlo sfoggiare il completo repertorio di colpi del micidiale Seito Gekken.

Tornando allo stile di disegno, c’è da notare come il volto di Kenshiro sia ora più “giovanile”. Assomiglia infatti molto più al Kipposhi di Ikusa No Ko in alcune espressioni, segno che Tsuji nel corso di questi anni si è evidentmente fatto le ossa proprio sul manga storico dedicato a Nobunga, restando per lungo tempo all’ombra del maestro.

Per ora chiudiamo qui, ricordandovi che il prima possibile realizzeremo la traduzione completa dell’episodio. Intanto ringrazio infinitamente Carmine Napolitano per le foto, le informazioni e la disponibilità.  A presto 😉

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