Hiroshima

A 67 anni dal terribile bombardamento di Hiroshima, mi piacerebbe invitare tutti a riflettere  su questo brano della storia dell’umanità. Se da un lato, come affezionati delle ambientazioni postatomiche di Ken il guerriero e di tante altre opere del genere, siamo forse abituati a vedere il tutto solo come uno scenario affascinante fatto di lande desertiche e macerie di civiltà scomparse, d’altro canto credo sia giusto fermarsi a pensare che ci sono persone che ancora oggi pagano le conseguenze della follia perpetrata in quel 6 agosto 1945.

Per questo motivo ripropongo un mio articolo in cui, nel tentativo di risalire alle origini del genere postatomico, faccio spazio ad una ricostruzione storica degli eventi che portarono a questo atto sconsiderato. Eccolo:

In più, valendo le immagini più di mille parole…

Gli Anni ’50 e il genere Post-Atomico

Prosegue il nostro viaggio attraverso le opere del genere post-atomico con questo terzo articolo. Nel primo avevamo parlato degli eventi storici alla base del sentimento collettivo di timore verso una catastrofe nucleare come quella che possiamo vedere proprio in Hokuto No Ken e, dopo una doverosa digressione sui precursori del filone post-atomico, riprendiamo l’analisi da dove l’avevamo lasciata, ovvero agli anni ’50… Continua a leggere

I precursori dell’Olocausto Nucleare

Nel precedente articolo ho iniziato a parlare della nascita del filone postatomico descrivendo gli eventi che più diedero impulso a questo sotto -genere della letteratura apocalittica. Eppure, cosa che mi sono riservato di analizzare in questo secondo articolo, i romanzieri non dovettero attendere il 6 agosto del 1945 per iniziare a narrare di mondi postatomici. L’immaginario collettivo era già stato infiammato da scoperte come i Raggi X nel 1895, dalla radiattività nell’uranio, nel radio e nel polonio tra il 1896 e il 1898 e dalla già citata teoria di Einstein del 1905 sulla possibilità di convertire la materia in energia. L’idea di adattare tali scoperte all’uso in ambito militare si fece strada da subito nella mente degli scrittori. Continua a leggere

Tetsuo Hara parla del Terremoto

Finalmente anche Tetsuo Hara lascia un messaggio di conforto per rassicurare i fan e parlare brevemente di ciò che sente riguardo agli eventi che sconvolgono la sua Nazione e ve lo riportiamo in anteprima.

L’autore inizia ricordando che nel suo Paese da sempre si convive con i terremoti e la paura del nucleare. Ora, con gli eventi che si stanno verificando, l’ansia è aumentata ed è difficile prevedere quello che succederà.
Hara continua dicendo che in questi momenti così difficili sin dall’infanzia ha trovato sostegno nei manga e anche ora che è adulto riesce ad andare avanti grazie al suo lavoro come mangaka.
In conclusione, afferma la sua volontà di continuare a dedicarsi al disegno per vincere questo momento di sconforto in attesa del futuro.

(Un sentito grazie a MusashiMiyamoto per la traduzione fulminea al telefono)

199X x JAPAN

No words… let the pictures tell the whole story…
The song is “Where the lights are” by Fiction Junction WAKANA from Shin Kyuseishu Densetsu – Raoh Gaiden – Junai No Sho

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199X x JAPAN, posted with vodpod

 

QUANDO NACQUE LA PAURA DI UN OLOCAUSTO NUCLEARE?

Per curiosità mi sono messo a fare ricerche sulle opere legate al filone post-atomico cercando di risalire ai primissimi esponenti di tale genere. Benché, quasi sicuramente, il pensiero della maggioranza vada a Mad Max come capostipite, in realtà diverse opere precedenti avevano affrontato l’argomento. Ma andiamo con ordine…

UN PO’ DI STORIA

Il 27 Settembre 1905 il famoso fisico Albert Einstein propose un’equazione che passò alla storia:  Emc2. Risultato di una ricerca  riguardo ad una dipendenza dell’inerzia di un corpo con il suo contenuto energetico, l’equazione illustrava come l’energia massima ottenibile da un oggetto fosse equivalente alla massa dell’oggetto moltiplicata per il quadrato della velocità della luce. Continua a leggere

Six-String Samurai

Ovvero: se Kenshiro avesse avuto la chitarra!

Con questo post inauguro una serie di piccole schede su opere del filone post-atomico che spero possano essere interessanti.

Un film di Lance Mungia. Con Jeffrey Falcon, Justin McGuire, Kim De Angelo, Stephane Gauger, Clifford Hugo, Oleg Bernov, Igor Yuzov, Zhenya Kolykhanov, Avi Sills, Monti Ellison, Richard McGuire, Zuma Jay, Lex Lang, Dan Barton, Lora Witty, Rheagan Wallace, Nathaniel Bresler, Gabrille Pimenter, James Frisa, Rebecca Morse, John Sarkisian, Pedro Pano

Fantascienza,  91 min. – USA 1998

Nel 1957, la Russia, uscita vittoriosa da un conflitto nucleare, ha invaso gli Stati Uniti, senza riuscire, tuttavia, a conquistare la città di Las Vegas dove la gente ha continuato a vivere libera sotto la guida del mitico Elvis, riconosciuto re per acclamazione popolare. Oggi, dopo 40 anni, la metropoli ribattezzata in Lost Vegas è l’ultima oasi in un continente desertificato, ma, morto Elvis, rischia di cadere nelle mani dello spietato Death, personificazione di una violenza anarchica in puro stile heavy metal. Ad evitare una simile sciagura, il caso indirizza verso la città un giovane samurai vagabondo, Buddy (Jeffrey Falcon), esperto nelle arti marziali così come nella chitarra: attraversando deserti e terre inospitali, combattendo mutanti di ogni specie, accompagnandosi ad un timido ragazzo rimasto orfano, Buddy si trasforma nell’eroe del destino chiamato a restaurare la filosofia del rock‘n’roll e, con essa, la libertà.
Originale post-apocalittico che sembra ispirarsi agli eroi taciturni di Clint Eastwood e di Toshiro Mifune agganciandoli alle tematiche di Road Warrior e di Guerre stellari con la sfrontatezza goliardica e con il gusto paradossale di chi sa che nella finzione cinematografica tutto è permesso. Molto applaudito dai recensori americani che hanno sottolineato, tra l’altro, l’ingegnosa coreografia dei duelli e l’ottima fotografia di Kristian Bernier.