KEN IL GUERRIERO – LE ORIGINI DEL MITO DELUXE Vol. 5 – Recensione


soten 5Con ben più di un anno di ritardo (mea culpa) vado finalmente a recensire il quinto volume di KEN IL GUERRIERO – LE ORIGINI DEL MITO DELUXE, collana bimestrale che si è conclusa a maggio (con il volume 11) e che raccoglie l’intera saga narrata in Souten No Ken, serie prequel della più famosa Hokuto No Ken. Dopo l’epico e decisivo combattimento tra Kenshiro Kasumi e Tàiyán Zhāng, il Cartello del Fiore Rosso sembrava ormai spacciato ma, in seguito ad un attentato che ha ridotto Guāng-Lín in fin di vita, Ken e Yuling, ora di nuovo insieme, comprendono che è ancora presto per festeggiare, perché la guerra è lungi dall’essere conclusa.  Come sempre ringrazio il mitico Andrea “MusashiMiyamoto” Mazzitelli per il suo grande aiuto con la lingua giapponese e anzi, colgo l’occasione per linkarvi di nuovo Kotokoto, il suo sito personale (cioé, non solo suo, ma anche della moglie Fukuko, che saluto tanto) . Buona lettura! 😉

SPERANZA

Anche stavolta ho voluto scegliere un titolo che sintetizzasse al meglio gli eventi che si succedono nel volume in questione e, pensandoci bene, la speranza è il vero filo conduttore delle vicende narrate. Perché è la speranza in un domani migliore che, davanti ad una situazione critica, spinge Yuling a farsi carico di una pesante responsabilità, assumendo il comando del Qing Bang. Ma la speranza in un riscatto è terreno fertile anche per gli impostori come il Generale Luó, giunto a Shangai per rapire i cuori disperati dei reietti e renderli schiavi del Cartello del Fiore Rosso. Una speranza che si credeva ormai morta può anche tornare a vivere e cambiare il cuore delle persone, come accade a Lièshān, che finalmente realizza quanto sia stato cieco nel non vedere che l’amore paterno, che tanto anelava, era sempre stato dinanzi a lui. Infine, la speranza può prendere anche la forma di una bambina indifesa che spinge il più duro degli uomini a non vivere più solo per sé stesso ma per proteggerla, come accade al temibile Fēiyàn, maestro del letale Kyoku Juji Seiken.

Quello che traspare dalle storie contenute in questo quinto volume è che Hara non ama solo giocare con i suoi personaggi e con le figure caricaturali, ma anche con i lettori. Perché, come ho già avuto modo di dire in precedenza, se ad uno sguardo superficiale ci sono situazioni e volti che sanno di dejà vu (ed andranno ad incrementare, fidatevi), spingendo a credere che l’autore si limiti a fare un mero copia e incolla, col senno di poi, sapendo come si concluderà l’opera e chi è realmente il Kenshiro di questa generazione, ci si rende conto che Hara aveva già deciso da tempo il finale e si è divertito a cospargere di “indizi” tutta la storia. Oltre a questo, non ha smesso di giocare neanche con i riferimenti cinematografici. Un esempio? Eccovi il “bullet-time” secondo il maestro!

tetsuo hara bullet time

L’altro riferimento (o sarebbe più corretto dire ispirazione) riguarda proprio Feiyan e la piccola Erika, il cui rapporto ricorda tantissimo quello dei protagonisti di “Man on Fire”, film del 2004 con uno straordinario Denzel Washington nei panni di un assassino professionista chiamato a fare da guardia del corpo all’unica figlia di una famiglia benestante. Dapprima quasi seccato all’idea di doversi ridurre a fare da baby sitter, il killer stabilisce col tempo un legame affettivo talmente profondo con la piccola da scatenare un vero e proprio inferno sui responsabili del suo rapimento (non vado oltre per non rovinare la visione a chi volesse recuperarlo 😉  ).

mybodyguardmanonfire

A dirla tutta, in Giappone il film – che venne distribuito con il titolo “My Bodyguard (マイ・ボディガード)” – pare sia uscito nelle sale dopo che Hara aveva introdotto Feiyan ed Erika in Souten No Ken. Tuttavia, tolto che il maestro potrebbe essere anche solo rimasto colpito dal trailer e si sia informato sulla trama (chi non l’ha mai fatto?), l’elemento che trovo decisivo è la somiglianza tra Erika e Lupita, la piccola protagonista del film (interpretata da Dakota Fanning).

erika dakota fanning

PERSONAGGI

Nota importante: Nelle schede che seguono ho voluto mantenere una linea coerente con l’opera originale. In esse verrà proposto il nome correttamente traslitterato in italiano, gli ideogrammi relativi e, a seconda dei casi, il nome così come viene pronunciato in giapponese con gli stessi ideogrammi. Altro punto importante che mi sento di sottolineare è che mentre in originale viene dato prima il cognome e poi il nome dei personaggi, nel tradurli ho invece messo prima il nome e poi il cognome, come è consuetudine nella nostra lingua.

luLù ()

(Giapp.: Riku)

Direttore di una banca, fondata sui proventi del mercato nero, di proprietà di Lièshān Zhāng.

hu cheng luoHǔ Chéng Luó (羅虎城)

(Giapp.: Kojō Ra)

Generale del Guómín Gémìng Jūn (Esercito Rivoluzionario Nazionale) ritenuto morto in combattimento, sembra essere divenuto l’eroe del movimento antinipponico dopo aver energicamente rifiutato di farsi comprare dai militari giapponesi stanziati in Manciuria. A dispetto della sua statura ridicolmente bassa, sembra possedere un carisma fuori dal comune, carisma utile per attuare il piano di Lièshān: trasformarlo nel leader dei predoni dell’Hebei e far rinascere con essi il Cartello del Fiore Rosso.

guGù ()

(Giapp.: Ko)

Soprannominato “Gù la civetta”, è il miglior assassino del Quing Bang. Un po’ per orgoglio personale e un po’ per tenere alto il nome stesso dell’organizzazzione cui appartiene, non vuole che sia Kenshiro ad occuparsi di Lièshān, preferendo utilizzare i propri metodi. Tuttavia, dopo aver constatato che la sua abilità è nulla in confronto a quella del successore di Hokuto, non ci pensa due volte a farsi da parte.

lifu chenLi-fu Ch’en (陳立夫)

Capo della Sezione Investigativa del Partito Nazionalista, appreso della morte del Generale Luó per mano del Re dell’Inferno, riferisce immediatamente ai vertici quanto accaduto e riceve l’incarico di trovare il più forte maestro di arti marziali della Cina per assoldarlo ed eliminare Kenshiro. Personaggio storico realmente esistito, è morto nel 2001 all’età di ben 101 anni!

yingquin heYìngqīn  (何応欽)

Ministro del Dipartimento di Amministrazione Militare del Partito Nazionalista, apprese le notizie sul Generale Luó dichiara di voler mandare immediatamente l’esercito ad eliminare Kenshiro, perché il suo crimine contro il Partito non può restare impunito. Personaggio storico, si è guadagnato il soprannome di “Generale fortunato” in quanto, pur partecipando a numerose battaglie e campagne militari, è riuscito a sopravvivere alla maggior parte dei membri del Partito Nazionalista, morendo nel 1987 all’età di 97 anni.

qun zhangQún Zhāng (張群)

Ministro degli Esteri del Partito Nazionalista, è completamente d’accordo con Yìngqīn Hé circa le misure da adottare nei confronti del Re dell’Inferno, ricordando ai presenti che la loro regola di condotta è quella di stroncare chiunque si opponga al Partito. Personaggio storico, durante la sua lunga carriera politica ha ricoperto molteplici cariche, in special modo quelle legate all’economia. E’ morto nel 1990, anch’egli alla veneranda età di 101 anni.

chiang kai shekChiang Kai-shek (蒋介石)

Presidente del Partito Nazionalista, è un uomo di principio che, pur appoggiando la linea dura degli altri membri del Partito, si oppone ad un’azione militare contro un singolo uomo, definendola disonorevole. La sua proposta è quindi quella di scovare il più forte guerriero della Cina e fare in modo che sia lui ad uccidere il nemico, rammentando agli altri che le arti marziali sono l’orgoglio principale del loro grande Paese. Chiamato anche “Generalissimo”, è un personaggio storico realmente esistito che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della Cina. E’ morto nel 1975, all’età di 87 anni.

erikaErika Arendt (エリカ・アレント)

Scampata al massacro della sua famiglia in Germania, è una bambina di origini ebraiche che custodisce il “Catalogo della Speranza”, un elenco di decine di migliaia di opere d’arte di grande valore di cui Hitler vuole appropriarsi a tutti i costi ma che gli ebrei hanno accuratamente nascosto per poter a loro volta finanziare il sogno di costruire un luogo di rifugio, una “Terra Promessa” per tutti coloro che sono perseguitati.

feiyan liuFēiyàn Liú (流 飛燕)

(Giapp.: Hien Ryū)

Maestro del Kyoku Juji Seiken è noto anche come “Demoniaco Rapace della Morte” (死鳥鬼). Capace di sbarazzarsi da solo dei migliori 23 uomini delle SS armate di Hitler, è il migliore tra i corrieri di Beiping (l’odierna Pechino) ed ha ricevuto l’incarico di proteggere Erika fino alla sua consegna ma, avendo sviluppato nei confronti della piccola un paterno senso di protezione durante il lungo viaggio affrontato insieme, decide piuttosto di continuare a ricoprire il ruolo di angelo custode che accettare l’offerta come sicario del Partito Nazionalista.

tian guiTiān Guǐ (天鬼)

(Giapp.: Tenki)

Capo di un gruppo di predoni noto come Branco delle Tigri (如虎部隊), incontra  Fēiyàn ed Erika in un locale e  mette subito gli occhi sulla bambina, pensando di poterla facilmente sottrarre al guerriero e rivenderla. Purtroppo per lui Fēiyàn non è assolutamente dello stesso avviso e, nel giro di pochi istanti, il losco figuro viene menomato ed ucciso.  Il suo è un nome di battaglia che si può tradurre come “Demone del Cielo”.

jiyun liJìyún Lǐ (李集雲)

(Giapp.: Shūun Ri)

Capo dei corrieri di Beiping, riceve da Li-fu Ch’en l’ordine di assoldare Fēiyàn per sfidare ed uccidere il Re dell’Inferno ma, dietro il secco rifiuto del guerriero, decide di avvalersi di Báifèng Biāo, fratello d’addestramento dello stesso Fēiyàn. Secondo il suo ragionamento, infatti, Báifèng è anche più esperto nel Kyoku Juji Seiken e, sia che vinca, sia che muoia, lo scopo verrà raggiunto comunque, perché nella seconda ipotesi Fēiyàn stesso si sentirebbe spinto a vendicarne la morte e ad affrontare quindi Kenshiro.

 

leviDr. Levi (レビ博士)

Rappresentante dell’Associazione degli Ebrei di Harbin, è stato incaricato di prendere in consegna Erika ed il Catalogo della Speranza. Braccati però dai nazisti, tanto lui quanto gli altri uomini che lo accompagnano vengono massacrati poco dopo la consegna ed Erika si salva in extremis solo grazie all’inaspettato intervento di Fēiyàn.

baifeng biaoBáifèng Biāo (彪白鳳)

(Giapp.: Hakuhō Hyō)

Soprannominato “Demone Bianco” (白鬼) e fratello maggiore (acquisito) di Fēiyàn, vanta una maggior esperienza nel Kyoku Juji Seiken. Accetta l’incarico di affrontare in combattimento il Re dell’Inferno e, dopo averne saggiato non solo la forza, ma anche la nobiltà d’animo, rimanda lo scontro ad un secondo momento.

TECNICHE SEGRETE

Nota importante – Sempre per coerenza, ho voluto mantenere i nomi delle tecniche e delle scuole nella lingua in cui dovrebbero pronunciarle i protagonisti. Ad esempio, suona piuttosto improbabile che Kuángyún Máng pronunci il nome della Scuola della Casata Sun di Hokuto in giapponese piuttosto che nella sua lingua madre, il cinese. Di conseguenza, come primo nome troverete sempre quello più “logico” mentre, in alcuni casi (come appunto le diverse sette derivanti da Hokuto), per completezza metterò tra parentesi anche la versione con pronuncia in giapponese.

  • Kishō (鬼床 – Giaciglio del Maligno): Punto segreto di pressione posto sotto la parte sinistra della mascella, rappresenta un vero e proprio strumento di tortura. Agendo su di esso, infatti, si può provocare l’estrazione simultanea di tutti i denti della vittima, causandole un dolore indescrivibile.
    kisho
  • Jū No Ken (柔の拳 – Tecnica Flessibile): Non viene espressamente nominato, ma è chiaro che si tratta dello stesso particolare stile di combattimento padroneggiato da Toki nella serie originale, in cui lo spirito combattivo del guerriero fluisce come l’acqua calma. Grazie ad esso è possibile distrarre lo spirito combattivo dell’avversario accompagnandone i movimenti e disperdendone la potenza.
  • Jí Shízì Shèng Quán (Kyoku Juji Seiken 極十字聖拳Sacra Scuola della Croce Polare): Misteriosa e letale tecnica di combattimento padroneggiata da Fēiyàn e Báifèng, permette di sferrare rapidi colpi capaci di tagliare di netto perfino l’acciaio. Il suo astro di riferimento è la Croce del Sud, di cui i suoi appartenenti portano tutti un tatuaggio sul dorso della mano destra.
    kyoku juji seiken
  • Míngkōngzhǎowǔ (Meikūsōbu – 瞑空爪舞 – Cieca Danza degli Artigli nel Vuoto): Un attacco in sospensione aerea (in realtà non ben descritto nelle immagini) che termina con un affondo della mano nelle carni dell’avversario.

EDIZIONE ITALIANA

Anche questo volume, come purtroppo i suoi predecessori, non smentisce il lavoro di traduzione fatto con i piedi che ormai contraddistingue la serie. Questo mese, a parte le poche tecniche (per le quali vi basta confrontare con la nostra solita lista), si segnala un errore veramente stupido – perché non si può definire altrimenti – nella traslitterazione del cognome della piccola Erika. Come potete vedere tornando indietro nell’articolo, il suo è ovviamente un nome “straniero” e quindi scritto in alfabeto fonetico, cioé senza un significato (come invece avviene per i nomi propri dei giapponesi), così: エリカ・アレント. Se lo si legge come lo leggerebbero i giapponesi, in effetti sarebbe “Erika Arento“, e quindi il genio del traduttore ha pensato che andava bene traslitterarlo “Alento” senza però tener conto di ben 2 fattori fondamentali. Il primo, che ormai dovrebbe esser noto anche alle pietre, è che quando i giapponesi usano quell’alfabeto è solo per sapere come quel nome lo pronunciano loro. Che vuol dire? Vuol dire che, per esempio, se noi scriviamo “Devil”, loro traslitterano in fonetico e pronunciano “debiru”, oppure “Batman” lo fanno diventare “battoman”. E’ chiaro, quindi, che quando ci tocca fare il procedimento inverso, cioé cercare di capire che cosa in effetti loro vogliano intendere con i nomi scritti in quell’alfabeto, molto risieda nel trovare un equilibrio tra logica ed interpretazione personale e non ingenuamente affidarsi al loro modo di pronunciarla. Il secondo, più specifico, è che in questo caso bastava fare una semplice e veloce ricerca su internet per scoprire che non esiste alcun “Alento” o “Arento” fra i cognomi ebrei, mentre invece esiste Arendt, come la famosa Hannah Arendt, scrittirice, giornalista filosofa e storica tedesca di origini ebraiche che subì la persecuzione nazista e che, molto probabilmente, avrà ispirato gli autori per il nome da dare alla piccola Erika. Per il resto, i punti di forza di quest’edizione rimangono i medesimi, ossia la confezione molto curata e la praticità di poter leggere tutto d’un fiato una lunga serie di storie che erano state anche troppo sacrificate nella precedente edizione a “sottilette”.

Appuntamento al prossimo volume!

15 cose che la gente crede di sapere su Ken il guerriero (e che sono sbagliate)


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Sapete cosa sono le leggende metropolitane? Sono vere e proprie bufale che, per un motivo o per un altro, nonostante vengano smentite di continuo, sembrano godere degli stessi poteri della mitologica Idra: più si pensa di averle eliminate e più si ripresentano. Spesso diventano talmente “forti” da sostituirsi alla verità storica (potrei fare l’esempio delle famose cinture di castità) o perlomeno da influenzare la cultura di massa.

Tutto questo cappello per dire che, con il nostro amato Ken, qualcosa del genere accade praticamente da sempre. Per tentare di sfatare alcuni falsi miti ho voluto quindi dedicare un post all’argomento, una specie di F.A.Q.  sull’opera più famosa di Buronson e Tetsuo Hara.

1 – È vero che Ryuga è un guerriero di Nanto?

No. Su questo personaggio, forse per renderlo molto enigmatico, gli autori sono stati davvero parsimoniosi con le informazioni, ma quel poco che ci hanno detto è molto chiaro: Ryuga utilizza il Taizan Tenro Ken ed è guidato da Sirio, stella che, notoriamente, rivaleggia in luminosità con quella Polare – che rappresenta l’Imperatore del Cielo – e che quindi simboleggia perfettamente la sua “indipendenza” rispetto a Hokuto, Nanto e Gento, che invece nascono proprio per difendere l’Imperatore.

(Cliccate per ingrandire)

L’unico legame che ha con Nanto è l’essere fratello di Julia e nient’altro. Tuttavia, chi sostiene che Ryuga appartenga ad una delle 108 discipline di Nanto, porta spesso a sostegno delle sue affermazioni il Gioco di Ruolo di Ken il guerriero, edito da Nexus negli anni ’90. Lì, in effetti, Ryuga viene presentato come guerriero di Nanto, ma la dura verità è che, in questo bellissimo GdR, la meticolosità nel creare il sistema di gioco è stata purtroppo inversamente proporzionale a quella profusa nel ricreare l’ambientazione. Di conseguenza è un GdR divertentissimo da giocare ma quasi totalmente inattendibile per ogni informazione riguardante l’opera originale.

2 – È vero che solo da noi il cartone è censurato mentre in Giappone il sangue è rosso?

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No. Qui tra l’altro sfatiamo un mito che, in generale, ci portiamo dietro all’incirca dagli anni ’90, periodo della prima grande invasione dei manga in Italia e del propsperare delle riviste di settore come Mangazine, Zero e Kappa Magazine. All’epoca si iniziavano a scoprire i pesanti tagli che Mediaset operava sugli anime – uno su tutti, Kimagure Orange Road (da noi “È quasi magia Johnny”), vittima di una vera e propria mutilazione – e questo generò non solo l’indignazione di molti appassionati, ma anche l’errato pregiudizio che ogni anime trasmesso da noi che non mostrasse apertamente scene di violenza o di sesso, fosse necessariamente vittima di censura. Al contrario, la verità è che ANCHE in Giappone esiste la censura per i prodotti destinati al mercato televisivo e Ken non faceva eccezione. La censura “creativa”, studiata da Masami Suda, diede quindi modo di portare sullo schermo un anime che altrimenti non avrebbe mai visto la luce. Qui in Italia, fatto salvo qualche taglio occasionale e di poco conto, Ken il guerriero è stato sempre trasmesso così com’era. L’unica volta che qualcuno ha provato a metterci le mani sopra è stato alla fine degli anni ’90, quando per un certo periodo la serie è andata in onda sull’allora neonata La7. Lì in effetti tante scene sono state tagliate, ma è stato un caso isolato. Alcuni sono comunque convinti che le cose non stiano così semplicemente perché gli è capitato di imbattersi in qualche scena del film d’animazione di Ken il guerriero, in cui la violenza è molto più esplicita che nell’anime televisivo.

3 – È vero che alcuni dialoghi italiani sono stati cambiati dopo i primissimi passaggi televisivi?

Sembrerà assurdo ma, a volte, la memoria gioca brutti scherzi. E questo è uno di quei casi. Alcuni infatti dichiarano di ricordare perfettamente delle frasi – che avrebbero udito da bambini, quando guardavano Ken nei suoi primi passaggi sulle TV locali – che sarebbero poi state cambiate nelle successive repliche. Chiaramente, essendo che stiamo parlando di un doppiaggio che veniva fatto in maniera sbrigativa e – per usare un eufemismo – con pochissimi mezzi, la sola logica basterebbe già  a suggerire l’ovvia risposta, ma per fugare in via definitiva anche il più infinitesimale dubbio, ho girato la domanda direttamente al mitico Alessio Cigliano, voce storica del nostro Kenshiro. Ecco la sua risposta:

risposta alessio cigliano

4 – È vero che esiste una terza serie del cartone che non è mai arrivata in Italia?

No. La serie animata storica di Ken il guerriero si ferma in Giappone esattamente nello stesso punto in cui si è fermata in Italia: alla morte di Kaioh. Esistono però altre storie, SOLO nel manga originale, successive alla saga della Terra degli Shura, che non sono mai state trasposte in animazione e in cui, tra le altre cose, compare Ryu, il figlio di Raoh.

ryu

Ken il guerriero vol. 24 – dicembre 1998 – Edizione Star Comics

5 – È vero che è Julia la madre di Ryu, il figlio di Raoh?

No. Come lo stesso Buronson ha confermato in un’intervista per il trentennale di Ken il guerriero, né lui né Hara avevano in mente di dare una madre particolare a Ryu, né vi è alcun indizio che possa minimamente far pensare il contrario. Si tratta, come spesso accade, di mere speculazioni nate sui forum e nulla più.

madre di ryu

(Estratto dall’intervista a Buronson del 2013)

6 – È vero che Raoh era più forte di Ken ma si è lasciato battere di proposito?

Assolutamente NO. Raoh e Kenshiro, come lo Yin e lo Yang, come la Tigre e il Dragone, sono uguali, complementari ma contrapposti. Potrei dilungarmi per ore su questo discorso ma, per farla breve, benché di pari forza (vedere l’esito del loro primo scontro al villaggio di Mamiya), entrambi hanno bisogno di apprendere qualcosa dall’altro. E se Raoh si trova man mano a riscoprire i sentimenti che aveva tentato di seppellire sotto la maschera di Re del Pugno, Kenshiro impara quella determinazione necessaria ad affrontarlo e vibrare il colpo mortale nel loro ultimo scontro. Entrambi lottano senza risparmiarsi e senza concessioni (da notare che, a livello marziale, sarebbe un disonore per l’avversario se uno dei due si facesse sconfiggere di proposito) e, alla fine, dopo aver dato tutto sé stesso, Raoh muore dichiarando di non avere il minimo rimpianto. Potrebbe mai dichiarare una cosa del genere sapendo di lasciare il mondo nelle mani di qualcuno che gli è inferiore? Chiaramente no, e infatti egli stesso a rendersi conto della superiorità di Ken.

Ken il guerriero vol. 16 - Aprile 1998 - Edizione Star Comics

Ken il guerriero vol. 16 – Aprile 1998 – Edizione Star Comics

7 – È vero che Toki, se non si fosse ammalato, sarebbe stato il successore di Hokuto?

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Ken il guerriero vol. 6 – 2013 – Edizione Planet Manga

Questo è ciò che sembra affermare Kenshiro, ma non ci sono evidenze che dimostrino che quello che dice non sia altro che un pensiero nato dall’affetto e dalla stima (ma anche un certo senso di colpa) verso quel fratello maggiore dalla “tecnica perfetta” che tanto ammirava. Interessante il fatto che, a sostegno di quello che dice, egli porti infatti una descrizione della bravura di Toki piuttosto che un flashback in cui Ryuken affermi di volerlo designare come successore, quindi quello che dice va inteso non come un dato di fatto ma, come è possibile leggere nella stessa pagina, un’opinione comune tra tutti gli altri candidati al ruolo, altrimenti, piuttosto che dire “Perfino quell’infame di Jagi ne riconosceva il talento”, limitando quindi di fatto l’affermazione alla ristretta cerchia dei fratelli di Hokuto, ci sarebbe stato scritto “Perfino il maestro Ryuken ne era convinto” o qualcosa del genere. Insomma, in poche parole Raoh, Jagi e Kenshiro guardavano a Toki come un esempio delle qualità che avrebbe dovuto avere il successore di Hokuto e quindi ritenevano che Ryuken avrebbe scelto lui se non si fosse ammalato, ma questo non significa che le cose sarebbero andate davvero così.

8 – È vero, come afferma Toki, che un solo errore nell’esecuzione del “Colpo della Distruzione dell’Universo” avrebbe potuto distruggere l’intero universo?

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No, per carità! Si tratta soltanto di uno degli innumerevoli errori del doppiaggio nostrano di Ken il guerriero. Tanto per cominciare il nome della tecnica è Hokuto Shinken Hi Ōgi Tenha No Kamae (北斗神拳秘奥義天破の構え – Segreto Occulto della Divina Scuola di Hokuto: Posizione della Distruzione del Cielo), ed è una posizione di guardia che precede la Hokuto Shinken Ōgi Tenha Kassatsu (北斗神拳奥義天破活殺 – Segreto della Divina Scuola di Hokuto: Potenza Distruttrice del Cielo), che rappresenta invece l’attacco vero e proprio. Ad ogni modo, come già si può evincere dal nome della tecnica, ciò che dice Toki è da intendere in senso metaforico e suona più o meno così: “Le sette stelle di Hokuto sono numi tutelari del Cielo e si dice che possano arrivare anche a distruggerlo se questi versa nel caos”. Ovviamente tutto fa riferimento al Cielo non in senso fisico ma in quanto dimora di tutti quegli astri che, secondo la tradizione orientale (da cui Ken il guerriero pesca a piene mani, ricordiamolo sempre), determinano il fato degli esseri umani. Souther dichiara con orgoglio di avere dalla sua la Stella della Sovranità e di percorrere quindi il sentiero del dominatore, ma Kenshiro è guidato da Hokuto, la costellazione che protegge l’ordine del Cielo e, di conseguenza,  governa sul fato stesso! Difatti, proprio quando Souther pensa di avere la vittoria in tasca, affermando che il suo corpo è l’evidente testimonianza che gli astri gli hanno concesso di dominare il mondo, Kenshiro gli mostra che il suo segreto è scoperto ed assume la particolare posizione di guardia, descrivendo con le mani le sette stelle di Hokuto, proprio per ricordargli chi governa davvero nei reami celesti. L’osservazione di Toki si colloca proprio in tale contesto, andando a sintetizzare quanto ho appena esposto in un’iperbole molto efficace che ricorda che, a dispetto di quello a cui Souther crede che il Cielo lo abbia destinato, la potenza di Hokuto è tale da arrivare a distruggere perfino l’intera volta celeste – a fare tabula rasa, come si suol dire – se gli astri decidono di ribellarsi all’ordine prestabilito.  

9 – È vero che Raoh e Kaioh avevano un terzo gemello di nome Diago che venne rapito alla nascita?

No. Tolto il fatto che Kaioh era più grande di Raoh, questo è un altro dei “danni” fatti dal GdR di Ken il guerriero. Come già detto, con un’attendibilità prossima allo zero, il GdR ricostruiva l’ambientazione dell’opera originale tentando anche di riempire dei vuoti narrativi della trama, ma non si limitava solo a questo. Per tentare di aggiungere nuove linee narrative utili a sviluppare avventure interessanti, gli autori del gioco si spinsero al punto di inventare di sana pianta sia la storia della nascita delle diverse scuole di lotta, sia eventi e personaggi mai nemmeno immaginati da Hara e Buronson. Nel caso specifico, prendendo anche vagamente spunto dagli episodi pilota di Ken, in cui i guerrieri Taishan giocano un ruolo importante, il gioco narra dell’esistenza di un ordine, La Mano Segreta, costituito da guerrieri Shura che miravano a conquistare il mondo prima dell’Olocausto Nucleare. Furono loro a costituire il Tempio Taishan per perseguire i loro scopi e furono sempre loro a rapire questo famigerato terzo gemello di Raoh e Kaioh. Nell’ottica di questa ricostruzione furono poi sempre loro, attraverso i Taishan infiltrati nelle strutture governative, a condannare il pianeta alla guerra atomica. Tutto questo, come ebbi modo di sapere direttamente da Marcello Missiroli, uno degli autori del GdR, serviva per creare un modulo d’espansione (che non venne mai realizzato) in cui Diago, cresciuto dai superstiti della Mano Segreta, sarebbe stato un potente avversario per i giocatori, potendo disporre non solo dello stesso sangue dei suoi fratelli, ma anche dei più arcani segreti della Scuola Shura.

10 – È vero che Kaioh avrebbe potuto uccidere Ken se non fosse intervenuto nessuno a portarlo via?

Ma neanche per sogno. Mi spiace per tutti i fanboy di Kaioh ma quello che avviene è molto chiaro e privo di zone d’ombra. Inizialmente, Kenshiro viene colto di sorpresa dall’immensa forza dell’avversario, le cui tecniche sono alimentate dal rancore che nutre verso Hokuto. Non c’è dubbio che Kaioh ce la mette tutta ma, quando finalmente il sangue della Dinastia Principale si risveglia nelle vene di Ken, basta la semplice emanazione del suo spirito combattivo (nonostante egli sia in stato di incoscienza) a sottomettere il nemico. Lo stesso Kaioh, dopo aver visto all’opera la vera forza del successore di Hokuto, si rende conto che non potrà mai batterlo e decide di architettare un diabolico piano per far sì che sia Hyoh (che ha lo stesso sangue) a lottare contro Ken, nella speranza che i due si uccidano a vicenda.

kaioh

Ken il guerriero vol. 22 – Giugno 2011 – Edizione d/books

11 – È vero che l’Hokuto si ispira all’arte marziale “x” o all’arte marziale “y”?

No. Non esiste nella realtà un’unica arte marziale che possa fregiarsi del merito di aver ispirato la famosa tecnica assassina di Kenshiro. Come ormai dovrebbero sapere anche i sassi, l’Hokuto Shinken è un’idea che venne in mente a Nobuhiko Horie e consisteva, inizialmente, in una vaga arte marziale capace di far esplodere i nemici. Di lì l’idea si è man mano sviluppata e, tanto Buronson quanto Hara hanno sempre affermato che lo spunto lo prendevano spesso da svariate arti marziali, senza alcun riferimento particolare, prediligendo però quelle più antiche.

12 – È vero che, in un’intervista, Sylvester Stallone ha dichiarato che gli sarebbe piaciuto interpretare Kenshiro?

Questa storia gira da almeno una decina d’anni eppure, fino ad ora, NESSUNO è stato in grado di fornire un link alla fonte della notizia o, quantomeno, di farci sapere a chi questa intervista è stata rilasciata o dove e quando è stata pubblicata. Di solito, quando mancano questi elementi, si parla di bufala, ma se un domani dovesse saltare finalmente fuori anche solo la scansione di un ritaglio di giornale con la fantomatica intervista, sarò lieto di ricredermi.

sylvester-stallone

13 – È vero che Ken il guerriero – le origini del mito si è concluso perché non vendeva bene?

No, per niente. In Giappone, quando un manga va male, si conclude nel giro di pochissimo tempo. Le origini del mito è andato invece benone: pubblicato settimanalmente per ben 10 anni (il doppio della serie storica!), attualmente conta già diverse ristampe in patria. È successo piuttosto che il maestro Hara, con l’aggravarsi del suo cheratocono, una particolare patologia degli occhi che si porta dietro da tanti anni, non riusciva più a sostenere i ritmi di pubblicazione settimanali. Insomma, voleva proprio appendere la matita al chiodo. Si decise allora di far combaciare la fine del manga con la chiusura della rivista sulla quale veniva pubblicato, Comic Bunch e, alcuni mesi più tardi, grazie all’insistenza di Nobuhiko Horie, Hara tornò con un nuovo manga, Ikusa No Ko, pubblicato al ritmo di un episodio al mese sulla neonata Comic Zenon.

souten no ken

14 – È vero che Hara si è ispirato alle città italiane di Nanto e di Cento per i nomi delle due scuole che rivaleggiano con Hokuto?

Sarebbe bello ma purtroppo no, mi spiace. Nanto (南斗), in giapponese, significa letteralmente “Mestolo del Sud”, mentre Gento (元斗 – che si legge ghen-to e non cento), significa “Stella Primigenea”. La prima indica un’ asterismo di 6 stelle che si trova all’interno della costellazione del Sagittario, mentre la seconda è riferita alla Stella Polare.

15 – È vero che l’Isola dei Demoni è un’isola al largo delle coste del Giappone?

No. E non è nemmeno un’isola. Il termine con cui viene identificato il luogo in cui è nato l’Hokuto è “Shura No Kuni”, che tadotto in italiano è Terra degli Shura e rappresenta ciò che rimane della Cina postatomica. Anche in questo caso il GdR di Ken ha contribuito ad alimentare l’errore, creando  addirittura un’intera espansione dal titolo “L’Isola dei Demoni” e dando credito all’idea che si trovasse al largo delle coste giapponesi. La verità è, oltre che già intuibile dal manga originale, ribadita in maniera esplicita in Ken il guerriero – Le origini del mito, in cui l’episodio della partenza di Raoh, Toki e Kenshiro dalla Terra degli Shura è geograficamente localizzata (immagine sottostante).

terra degli shura

BONUS – È vero che Ken è il nome e Shiro il cognome?

Questa me la sono voluta tenere per ultima, come extra. Eppure, al 2016, c’è ancora chi scrive: “Io sono il più migliore fan di Ken Shiro !!111”. Tra l’altro ci sono versioni ancor più orripilanti come Ken Sciro o, peggio ancora, Chen Sciro (sempre rigorosamente staccate però, eh  😀  ). Ecco, a beneficio di tutti coloro che ancora non l’hanno capito, si scrive così:

KENSHIRO
(ケンシロウ)

kenshiro

Ken il guerriero – Al via, in Giappone, le iniziative per i 15 anni de “Le origini del mito”


souten no ken 15 anni

Mentre in Italia si è conclusa solo pochi giorni fa la ristampa delle avventure di Kenshiro Kasumi, protagonista di “Ken il guerriero – Le origini del mito” (蒼天の拳 – Souten No Ken – Il pugno del Cielo Azzuro), in Giappone sono iniziati proprio oggi, 22 maggio, i “festeggiamenti” per il 15° anniversario della serie. Per l’occasione – e fino all’8 luglio 2016 – chiunque sia registrato al servizio online bookpass.auone.jp, potrà non solo leggere in maniera illimitata tutti e 22 i volumi del manga in formato ebook, ma anche rivedere i 26 episodi dell’anime e, dulcis in fundo, essere tra i 3 fortunati che verranno estratti a sorte per ricevere l’intera collezione dei volumi (nell’edizione Zenon Comics DX) tutti autografati da Tetsuo Hara in persona!

Ma cos’è “Ken il guerriero – Le origini del mito”?

Se siete appassionati di Ken e/o seguite questo sito già da tempo, conoscete sicuramente la risposta ma, per tutti quelli che ancora oggi non conoscono l’appassionante storia del 62° successore di Hokuto, è utile ricordare che si tratta di un prequel alla serie storica ambientato in buona parte nella Shangai degli anni ’30, in uno scenario diverso da quello catastrofico che ben conosciamo ma non meno violento e bisognoso di un eroe. Il protagonista – fratello maggiore di colui che un giorno diverrà il maestro Ryuken – combatte ancora per gli amici, per l’amore e per ristabilire l’ordine tra le diverse casate che rivendicano la supremazia nell’arte di Hokuto. La trama, pensata per un pubblico più maturo rispetto al manga originale, proietta tutta l’azione su uno sfondo storico realistico ed interessante, riuscendo a fondere atmosfere da film come “Il Padrino” con quelle del cinema di arti marziali tipico di Bruce Lee, il tutto condito dalla classica epicità che Tetsuo Hara ama conferire alle proprie opere. Se non l’avete ancora letto, vi consiglio di recuperarlo il prima possibile. (Per approfondire cliccate qui)

Che altro ci riserveranno Hara e soci per celebrare l’evento? Al momento non lo sappiamo, ma è interessante ricordare che l’anime televisivo, diversamente dal manga, non ha mai avuto una conclusione, fermandosi molto prima che la storia entrasse davvero nel vivo. Che ci sia anche solo una minima possibilità che un nuovo anime veda la luce nel 2016? Il tempo ce lo dirà, ma intanto sperare non costa niente.  😉

KEN IL GUERRIERO – Aggiornamenti Maggio 2016


Negli scorsi mesi, a causa di svariati motivi (non vi preoccupate, solo cose che possono capitare quando c’hai una vita…) il sito è rimasto in uno stato di abbandono e non ho potuto aggiornarlo con l’usuale frequenza. Mi tocca quindi fare un po’ il punto della situazione su quello che è successo nel frattempo nell’eptastellato mondo di Hokuto. Mettetevi comodi 😉

Partiamo dalla notizia che l’amico Musashi aveva riportato a marzo, quella sulla statua di Kenshiro che sarebbe stata posta, il giorno 26 dello stesso mese, all’interno di una stazione ferroviaria della città di Hokuto, in Giappone. Beh, ecco un paio di foto ricordo dell’evento (fornite da Divina Scuola di Hokuto, a cui faccio i complimenti per aver sfondato il tetto dei 76.000 fan su Facebook) con Tetsuo Hara e Buronson tutti contenti e felici. 🙂

kenshiro statua

Passiamo ora alle produzioni cartacee e parliamo di… Yuda!

yuda ultimate desire

Forse ricordate che in un articolo dell’anno scorso elencavo, cercando di fare un po’ d’ordine, i vari spin-off ed episodi speciali legati alla saga di Ken il guerriero. Lì mi ero fermato a Souther Gaiden, un episodio legato all’infanzia del Sacro Imperatore scritto da Takeshi Kawada e disegnato da Yukito. Ecco, lo stesso team creativo (coadiuvato da Yukito Imoto) è tornato, negli scorsi mesi, con un nuovo episodio speciale – pubblicato sulle pagine di Comic Zenon – dedicato al passato del maestro della Gru Rossa di Nanto. Il titolo dell’episodio è Yuda Gedō-den Ultimate Desire.

yuda ultimate desire 2

Tale storia si va ad aggiungere ad altri due brevi racconti precedentemente pubblicati, i cosiddetti  Goshasei Gaiden. Nel primo, intitolato RedBlue – Hen’yoku No Shōnen-tachi (ottobre 2014), viene esplorata la vita di Shuren e Hyui, mentre nel secondo, SCRAP MOUNTAIN (luglio 2015), le vicende narrate riguardano l’esistenza di Fudo.

goshasei gaiden

Passando invece al discorso merchandise e prodotti su licenza, segnalo l’RPG per dispositivi iOS e Android Hokuto No Ken Smart Shock.

hokuto no ken smart shock

game_image_01game_image_02game_image_03

Ora sicuramente starete correndo sugli store online per scaricarlo ma, oltre al fatto che per usufruirne bisogna essere registrati al servizio di messaggistica LINE, requisito essenziale è la conoscenza del nipponico idioma, quindi, a meno che non siate nati nella terra del Sol Levante o abbiate studiato la lingua dei prodi samurai, dubito che ci capirete qualcosa.

Il discorso potrebbe (il condizionale è d’obbligo) invece essere differente per la collaborazione “Hokuto No Ken x LINE Rangers”. Sviluppato sempre per dispositivi iOS e Android questo gioco vedrà, per tutto il mese di maggio 2016, Kenshiro, Raoh e Julia aggiungersi alla folta schiera di personaggi utilizzabili ed affrontare una sfida speciale legata a Souther.

line rangers hokuto

line rangers hokuto 2

Si potranno inoltre trovare indumenti, armi e vari oggetti legati al mondo di Hokuto, ognuno capace di potenziare in maniera differente il personaggio a cui verrà destinato.

line rangers hokuto 4

Non mancano poi gli adesivi dedicati sempre al già citato servizio di messaggistica.

line rangers hokuto 3

Come dicevo, il discorso potrebbe essere differente perché LINE Rangers è un gioco localizzato anche per l’occidente (basta cercarlo sugli store), quindi c’è la remota (molto remota) possibilità che tale iniziativa non rimanga confinata al solo Giappone.

Ma cambiando argomento, visto che ormai l’estate è alle porte, che ne dite di un po’ di surf firmato Hokuto? Se l’idea vi garba, potreste dare un’occhiata a”Kenshiro” e “Raoh”, i due modelli di mute da surfista realizzate dalla Glidz.

glidz hokuto

Chiudo segnalando che per il 19 maggio è prevista l’uscita dell’ultimo volume di KEN IL GUERRIERO LE ORIGINI DEL MITO DELUXE, di cui sono rimasto colpevolmente indietro con le recensioni (ma conto di recuperare, pian piano… 😉 ).

ken il guerriero le origini del mito 11

Alla prossima e…

WE STILL FIGHT !!

KEN IL GUERRIERO – LE ORIGINI DEL MITO DELUXE Vol. 4 – Recensione


snk 4Quarto volume per KEN IL GUERRIERO – LE ORIGINI DEL MITO DELUXE, ristampa bimestrale delle avventure di Kenshiro Kasumi, 62° successore della Divina Scuola di Hokuto che, diversi decenni prima del suo post-apocalittico omonimo, è stato chiamato a combattere una dura battaglia in nome dei nobili sentimenti d’amore e d’amicizia. La volta scorsa abbiamo assistito all’entrata in scena dello spietato Tàiyán Zhāng, secondo in comando nella scala gerarchica del Cartello del Fiore Rosso, e della pericolosa Scuola della Casata Cao di Hokuto. In più Yuling, la donna che Kenshiro credeva di aver perso per sempre, è tornata nella sua vita, ma priva di memoria e… a capo di un esercito di scatenati predoni! Cosa succederà adesso? Prima di andare a scoprirlo, ringrazio MusashiMiyamoto per il suo contributo come sempre fondamentale e vi auguro buona lettura! 😉

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KEN IL GUERRIERO – LE ORIGINI DEL MITO DELUXE Vol. 3 – Recensione


snk 3Con un po’ di giorni di ritardo (ultimamente devo programmare anche quando andare in bagno…), vado a recensirvi il terzo volume di KEN IL GUERRIERO – LE ORIGINI DEL MITO DELUXE, ristampa in maxi-formato delle vicende legate al Kenshiro degli anni ’30, gettato da Tetsuo Hara in una guerra tra cartelli criminali di cui è teatro la turbolenta città di Shangai, paradiso per alcuni ed inferno per molti. Lo scorso mese abbiamo visto la rinascita del Quing Bang dalle proprie ceneri e la dura battaglia tra Kenshiro e il Re degli Spiriti. Una serie di durissimi colpi inflitti al Cartello del Fiore Rosso che però non demorde, ed è pronto come non mai a sferrare la sua controffensiva… Prima di passare al sodo, occorre però che ringrazi MusashiMiyamoto, il cui contributo è stato come sempre essenziale oltre che eccellente. Buona lettura! 😉

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KEN IL GUERRIERO – LE ORIGINI DEL MITO DELUXE Vol. 2 – Recensione


MSOTE001ISBN_KEN_origini_DLX_2_scvr.inddSeconda uscita per la nuova edizione deluxe, targata Planet Manga, di Ken il guerriero – Le origini del mito, ristampa bimestrale che ci permette di rivivere, in volumi da più di 400 pagine e in grande formato, gli epici combattimenti di Kenshiro Kasumi, il 62° successore della Divina Scuola di Hokuto, coinvolto in una lotta senza quartiere fra le principali gang malavitose della Shangai degli anni ’30.
La volta scorsa abbiamo dato uno sguardo globale sia alla serie e ai suoi protagonisti, sia ai pregi e ai difetti della nuova edizione. Da ora, e per i restanti 11 volumi che la compongono, mi concenterò invece su approfondimenti (in maniera analoga a quanto fatto con la serie originale) volti a chiarire alcuni aspetti non facili da recepire, anche per gli stessi fan dell’universo Hokuto.
Buona lettura! 😉

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