Un anno con Fist of the North Star LEGENDS ReVIVE

A un anno esatto dal lancio ufficiale, avvenuto il 5 settembre 2019, è tempo di tirare le somme su Fist of the North Star LEGENDS ReVIVE, primo vero titolo mobile basato sull’universo di Ken il guerriero a varcare i confini del Giappone e che, per tale motivo, si porta addosso una bella responsabilità. Saranno riusciti quelli di SEGA a toccare i giusti punti di pressione degli appassionati di tutto il mondo o la Stella della Morte splende già sui loro server? Andiamo a vedere. 😉

Siamo all’inizio del 21° secolo…

Fin dagli esordi, quello di Hokuto No Ken è stato un brand che, almeno in madrepatria, ha goduto di una vera e propria marea di adattamenti per il mercato videoludico, cambiando di volta in volta non solo la potenza di calcolo dell’hardware – e parliamo di passare da giochini a cristalli liquidi fino al più recente Lost Paradise per PS4 – ma anche e soprattutto la formula di gioco. E allora, negli anni in cui dominavano Dragon Quest e Final Fantasy, Kenshiro e soci potevano adattarsi ad un RPG con combattimenti a turni. Quando invece andava di moda Street Fighter 2, abbiamo potuto vedere Hokuto e Nanto darsele di santa ragione in una sequela quasi infinita di picchiaduro ad incontri. In mezzo ci sono stati anche i due famosi capitoli di Ken’s Rage, le slot machine e tanto, tanto altro, compresi alcuni titoli per smartphone rimasti confinati al solo mercato nipponico.Tutto questo preambolo per dire che, nel 2020, e nonostante le rimostranze di una certa fetta di appassionati, è del tutto naturale vedere le sette stelle di Hokuto risplendere in un gacha game, ovvero il genere attualmente più in voga nel mondo dell’intrattenimento mobile.

Per i profani, lo scopo di questo genere di giochi è, alla fine della fiera, collezionare e potenziare i personaggi ottenuti casualmente tramite sorteggi di vario tipo o superando particolari prove. La trama, quando c’è, è qualcosa di davvero opzionale ed ininfluente ai fini del gioco, che sostanzialmente si espleta nella ripetizione sistematica e quotidiana della medesima routine – intervallata spesso da eventi speciali – fatta di completamento di missioni, raccolta di materiali atti a potenziare i propri personaggi, upgrade dei medesimi e via così a nastro, mettendoci ogni tanto in conto qualche sorteggio per vedere se non si becca un buon guerriero.Fist of the North Star Legends Revive è proprio questo e, almeno per il momento, nulla di più. I vari protagonisti della serie, qui denominati Fighters, di base sono divisi per rarità (Normal, Rare, Super Rare e Ultra Rare) e per tipologia (Power, Technique e Life). Tali distinzioni decretano non solo il potenziale del guerriero – e va da sé che più è raro e migliori sono le sue caratteristiche – ma anche il ruolo che più gli si addice sul campo di battaglia. Perché se, ad esempio, un Fighter di tipo Life, avendo dalla sua una maggior resistenza fisica, trova la sua collocazione ideale in prima linea (Front Row) a fare da scudo agli attacchi avversari, per contro quelli di tipo Power, capaci di infliggere danni maggiori, vanno normalmente a fare da retroguardia (Back Row), protetti dai primi. I Fighter di tipo Technique, invece, essendo una via di mezzo, possono essere usati efficacemente in ogni posizione.

Stabilita questa prima, importante, divisione, il giocatore si ritrova ben presto a fare i conti con altri millemila parametri di cui tener conto. Si parte dal semplice Level , migliorabile con l’esperienza, passando per la Class e i vari Equipment, che invece bisogna incrementare per mezzo di decine e decine di materiali raccolti giocando (e rigiocando più e più volte) le diverse missioni. Ci sono poi le Seven Stars, sbloccabili una ad una grazie a dei frammenti (Shards) e che influiscono direttamente non solo sulla potenza del guerriero ma anche sulle sue Skill, le abilità e i colpi segreti posseduti. Anche il Gokui è un aspetto assolutamente da non sottovalutare: di base divide i personaggi per elementi (Acqua, Fuoco, Terra e Vento) ed assegna ad ognuno delle caratteristiche che influiscono sul modo in cui si carica la barra del Chi (che serve per attivare le mosse segrete durante gli scontri). Ecco, quest’ultimo aspetto, introdotto solo alcuni mesi dopo il lancio, ha aggiunto maggior profondità alla creazione dei team, perché non basta mettere insieme dei personaggi molto forti, ma anche vedere come si relazionano in base all’elemento e alle abilità ad esso associate. Ultima aggiunta, in ordine di tempo, sono i Charms, ovvero delle vignette prese dal manga originale che, assegnate ai guerrieri, vanno a potenziare diversi parametri o, nel caso dei rarissimi Specialized Charms, ad attivare degli effetti particolari se assegnate a personaggi ben specifici.Come se già non bastasse tutto questo, alla voce Enhance Party possiamo trovare altri modi di incrementare le statistiche dei nostri personaggi quando sono raggruppati come squadra, passando, ad esempio, dalla somministrazione dei cibi preferiti di ognuno alla messa a punto di particolari veicoli (!?). Il tutto, chiaramente, mirato a favorire l’aspetto di cui stiamo per andare a parlare…

You wa SHOP!!

Ebbene sì, Fist of The North Star Legends Revive, per quanto comunque godibile anche senza dover necessariamente spendere un singolo euro, si è proposto fin dall’inizio – e pure con una certa sfacciataggine – come un titolo dalle richieste economiche esose ed aggressive. Come tutti hanno infatti scoperto molto presto, non basta continuare a giocare alle missioni Story (che rivisitano la trama della serie originale), alle Clash, ai duelli automatizzati nel Dojo, alla Trial of Nanto o alle diverse altre Challenge. Non basta nemmeno accedere ai bonus e ai minigiochi delle Guild. No, per quanto ci si sforzi le risorse, a partire dalla Stamina stessa (che serve per “pagare” l’accesso alle suddette Story e Clash) non bastano mai. Specie se, come ho già detto, le caratteristiche da potenziare tendono all’infinito. Eppure, se la faccenda si limitasse a questo, sarebbe ancora passabile come discorso. Uno potrebbe scegliere di giocare un’eternità senza pagare nulla oppure avvantaggiarsi di tanto in tanto spendendo qualcosa. Onesto.

E invece no. Una delle prime cose che saltano all’occhio è il Vip system, praticamente qualcosa che ti premia se hai deciso che su questo gioco ci vuoi accendere un mutuo. Perché se per ottenere un livello Vip 1 basta anche solo un euro, per arrivare ad esempio a livello Vip 12, fatti i debiti calcoli, bisognerebbe spenderci un totale di quasi 700 euro!! 😳

A questo aggiungiamoci i famigerati Ranked Gacha, ovvero degli eventi legati a personaggi ultra rari che premiano solo coloro che più hanno investito gemme nei tiri su quella specifica lotteria. Oltretutto, è da notare che, allo stato attuale, c’è un totale sbilanciamento a favore dei personaggi di tipo UR rispetto a quelli “normali” (SR, R e N). Praticamente avere un team composto solo da personaggi UR sta diventando lo standard perché, da un certo punto in poi, ogni nuovo personaggio aggiunto al gioco è stato classificato come UR. Tutto questo per invogliare i giocatori a spendere soldi in modo da avere sempre le migliaia di gemme necessarie non solo per ottenere i suddetti nuovi personaggi (o almeno provarci), ma anche per acquistarne il rarissimo cibo con cui potenziarli. Questa strategia avrà anche avuto un discreto successo a livello economico, ma in termini di meccaniche di gioco ha “ucciso” l’interesse verso tutti gli altri personaggi. Ci ritroviamo infatti con la storia non ancora giunta nemmeno allo scontro finale con tra Kenshiro e Raoh, ma abbiamo già quasi tutti i maggiori guerrieri della seconda parte del manga, avendo saltato a pié pari tanti personaggi minori che si sarebbero potuti aggiungere comodamente senza correre tanto.

Insomma, degli aspetti piuttosto antipatici che, se gestiti meglio, forse aiuterebbero a fidelizzare maggiormente l’utenza e ad invogliarla a spendere comunque senza sentirsi rapinata. E restando in tema di cose antipatiche…

Welcome to this crashy time!

Una delle cose più fastidiose che hanno afflitto il gioco, almeno nei primi mesi, è stata l’instabilità dei server. Tra continui crash e manutenzioni infinite (sia programmate che d’emergenza), l’utenza ha avuto davvero molto di cui lamentarsi, tanto che, oltre a regalare gemme e stamina in quantità industriale per scusarsi, il team di sviluppo ed il Producer hanno ritenuto di dover scrivere una lunga lettera per fare il punto della situazione e rassicurare tutti. È vero che la situazione, da allora, è migliorata parecchio e che i problemi di stabilità dei server sono la normalità quando si tratta del lancio di nuovi giochi, ma è pur vero che ho letto personalmente i commenti di chi, scoraggiato anche da questo, ha deciso di lasciar perdere Legends ReVive. Insomma, non un buon biglietto da visita, anche se, attualmente, i problemi sono sporadici e possiamo dire che il peggio ce lo siamo lasciati alle spalle e anche la velocità di gioco è migliorata.

Keep you playin’

Tornando al sistema di gioco vero e proprio – e premesso tutto quello che ho detto prima – siamo di fronte a qualcosa che, per quello ch mi riguarda, non può non creare un certo disappunto. Spacciato come RPG, questo titolo ha in comune con il genere solo l’idea del party che affronta le sfide in combattimenti a turni. Non c’è, nelle svariate modalità presenti, la minima traccia di qualcosa che davvero possa avvicinarlo ad un vero RPG. Assolutamente. I combattimenti stessi, in realtà, sono ben lontani da ciò che ci si aspetterebbe perché, una volta schierati in campo i propri personaggi, le scelte che ci vengono lasciate sono davvero troppo esigue. In buona sostanza si tappa sullo schermo per menare i nemici normalmente fino a quando non si caricano le Special (tecniche che in genere fanno un po’ più danno e infliggono vari status alterati) o le Secret (tecniche ancora più forti che possono essere usate solo ad inizio turno come attacco extra). Il punto è che tutto ciò avviene in maniera troppo semplificata e schematica. Talmente prevedibile che la CPU può calcolare al volo l’esito dello scontro e darvi il risultato dello stesso in tempo zero se premete sul pulsante “Skip”. L’unica variante sono le Combo, ovvero la capacità di tappare con precisione quando si illuminano tutte e 7 le stelle di Hokuto, aumentando il danno inflitto, ma è solo uno specchietto per le allodole. Non c’è una vera interazione nel flusso di gioco perché manca proprio il minimo sindacale per definirlo davvero un Rpg. E la cosa è ancor più difficile da mandare giù nel momento in cui si passa alle modalità PVP, cioé quelle che, in teoria, dovrebbero essere più divertenti, permettendo ai giocatori di tutto il mondo di scontrarsi tra loro. Ebbene, il Team di sviluppo è riuscito a fare un buco nell’acqua anche in questo caso, perché nel 2020, con un panorama ormai sconfinato di giochi che permettono di sfidarsi l’un l’altro in tempo reale, non te ne puoi uscire con dei combattimenti automatici in cui il giocatore può al massimo stare a guardare mentre i suoi Fighters, guidati da un’IA demente, fanno scelte tattiche pessime.

La verità è che tutto il lavoro va fatto a monte, ben prima di entrare in battaglia: la scelta dei Fighters, lo schieramento, il loro potenziamento continuo e costante. Questi sono gli unici elementi in cui il giocatore può studiare una strategia per poi vederne i risultati sul campo di battaglia, ma sono aspetti talmente risicati che, al di là della grafica davvero ambiziosa, fanno sembrare Legends ReVive un tamagotchi con i muscoli. E il fatto che ben presto si rimanga intrappolati in un eterno ciclo di ripetizione delle routine giornaliere non giova per niente.

I don’t like BLOOD…

Altre cose che non giovano affatto sono la tanto sbandierata fedeltà al manga originale – che ovviamente non c’è – e le musiche sostanzialmente anonime. Nel primo caso, da un certo punto di vista, si può anche soprassedere perché in un gioco ci si dovrebbe concentrare appunto sulla giocabilità. Ma se la campagna di marketing si focalizza anche su una presunta perfetta aderenza all’opera di riferimento, non mi puoi travisare completamente delle scene storiche. Oltretutto è brutto vedere che certi “tagli” e certe modifiche sono stati operati al solo scopo di evitare di mostrare sangue ed esplosioni. In un gioco su Ken il guerriero. Un censura esagerata che, se da un lato è comprensibile sotto il profilo commerciale, dall’altro non può non lasciare interdetti. Voglio dire, non ci si aspettava Mortal Kombat, ma nemmeno è bello vedere, solo per fare un esempio, un Amiba a cui non esplodono le mani o la mancanza della scena storica in cui Rei, al villaggio di Mamiya, fa strage delle truppe di invasione del Re del Pugno. Da questo punto di vista si poteva fare molto di più. Anche solo una galleria di illustrazioni storiche da sbloccare sarebbe stata cosa gradita.

No fan no cry

In conclusione – e riallacciandomi alla premessa iniziale – siamo di fronte all’ennesimo videogame dedicato a Ken il guerriero il cui unico vero punto di forza è solo e soltanto quello di essere dedicato a Ken il guerriero. Perché se si cerca sugli store, di giochi migliori con cui passare il tempo se ne trovano a palate. E allora, dopo un anno dal lancio, nonostante tutto, ci si gioca ancora solo perché si è fan sfegatati di Kenshiro e soci.

Questo, tuttavia, non è necessariamente un male, perché anche se il gioco è quello che è, i risultati ottenuti a livello mondiale rappresentano un’utile cartina tornasole di quanto l’universo di Hokuto sia popolare e di quanto potenziale pubblico c’è per nuovi progetti (non solo videogames). E questo è, forse, quello che lo stesso Tetsuo Hara fa trapelare nel suo recente messaggio in cui, dopo aver fatto i complimenti agli sviluppatori e ringraziato i giocatori, dice di sentirsi rinvigorito e “pronto a tutto”. Quindi sì, magari questo Legends Revive poteva essere pensato (e realizzato) in tutt’altro modo ma, mentre cerchiamo di collezionare e potenziare i nostri personaggi preferiti, possiamo immaginare che sia solo il primo passo verso una nuova direzione per l’intero brand di Ken il guerriero. E se domani avremo nuove produzioni non più “giappocentriche” come in passato, lo dovremo a lui.

Fist of the North Star LEGENDS ReVIVE – L’Hokuto nel palmo della mano!

Lo stiamo seguendo fin dai primissimi annunci ma solo ora trovo un po’ di tempo per fare il punto della situazione: Fist of the North Star LEGENDS ReVIVE, dopo un breve periodo di beta testing (a cui ha partecipato anche il nostro amico Carmine Napolitano) conclusosi lo scorso 21 giugno, da un momento all’altro verrà reso disponibile per tutti i sistemi Android e iOS. Tuttavia, in totale controtendenza rispetto al passato, sarà il primo videogame per dispositivi mobili dedicato a Ken il guerriero a varcare i confini del Giappone e ad essere localizzato anche per il mercato occidentale! La pre-registrazione per la versione global è infatti aperta già da diversi giorni. Basta andare sul sito ufficiale: hokuto-revive.sega.com/en/

Come si può notare fin dal trailer di lancio, molta cura è stata riposta verso i fan storici della serie. Non solo nel comparto visivo, in cui molte scene in 3D sono accompagnate da altre provenienti direttamente dal manga originale, ma anche nel sonoro: se da un lato, infatti, salta subito all’orecchio la presenza della mitica “Ai wo torimodose!!” (anche se in versione cover), i più attenti avranno sicuramente notato che la voce narrante appartiene al grandissimo Shigeru Chiba, che nell’anime televisivo “urlava” le anticipazioni alla fine di ogni episodio!

Stando alle parole del già citato Carmine, che ha avuto modo di provarlo, la formula è quella, oramai consolidata, del Battle RPG che in Giappone gode di sempre maggiore popolarità.
I primi passi vengono svolti con un breve tutorial, ambientato durante lo scontro finale con Souther, in cui vengono illustrate le mosse base. Superata questa parte, si torna lì, dove tutto è iniziato, al primissimo episodio della serie, in cui sarà Bart a farci da cicerone e a spiegarci tutti gli altri meccanismi del gioco.

 

In buona sostanza, come ci si aspetta da un videogame basato su Ken il guerriero, andremo a ripercorrere tutti gli eventi della prima serie ma con la differenza fondamentale che Kenshiro non sarà da solo a combattere. Dovremo infatti costruire una “squadra” in cui, oltre al protagonista, avremo modo di includere anche altri personaggi. Per esempio, una volta sconfitto Zeta, sarà possibile “acquisirlo” così come gli altri avversari. Le battaglie si svolgono a turni (prima attacca la nostra squadra, poi tocca agli avversari, e poi di nuovo a noi, e così in avanti..) in cui possiamo disporre di diversi tipi di tecniche fra cui le tecniche mortali (必殺) e le tecniche segrete (奥義).

Tutti i personaggi possono essere poi migliorati grazie all’esperienza, nonché ai numerosi oggetti che collezioneremo mano a mano che andremo avanti col gioco. C’è ovviamente l’immancabile slot machine con la quale possiamo pescare qualche altro articolo che può interessarci. Naturalmente. chi è più avvezzo a questo genere di giochi, avrà già notato, anche solo guardando le immagini, che i diversi personaggi hanno differenti livelli di rarità e di potenza e che questo meccanismo sarà alla base delle eventuali micro transazioni per l’ottenimento di guerrieri sempre più forti. E’ facile prevedere, come accade praticamente in tutti i giochi di questo tipo, che ci saranno molteplici eventi e personaggi disponibili a tempo limitato e svariati bonus (alcuni dei quali già ottenibili con la pre-registrazione).

In conclusione, pur non trattandosi di un gioco innovativo e dalla realizzazione tecnica discreta ma non sconvolgente, resta un prodotto godibile che promette ore e ore di divertimento, non solo a detta del nostro Carmine ma anche di diversi utenti giapponesi che hanno avuto modo di provarlo.

Chiudiamo con un messaggio speciale del maestro Tetsuo Hara, che il nostro MusashiMiyamoto è andato a tradurre direttamente dal sito giapponese (in quello inglese c’erano delle inesattezze).

 


Mi piacerebbe iniziare ringraziando gli appassionati per il sostegno e l’affetto che continuano a darci. E’ merito vostro se, l’anno scorso, Ken il guerriero ha potuto celebrare il suo 35° anniversario.
Al fine di commemorare questo traguardo, abbiamo fatto squadra con SEGA per dar vita a Fist of the North Star LEGENDS ReVIVE.

Quando mi hanno chiamato a dare un primo parere durante lo sviluppo, ero stupefatto dal grado di fedeltà all’opera originale, che si spingeva fino ai più piccoli dettagli.
Avere a disposizione un gioco di questo livello, nel palmo della tua mano e ovunque tu voglia, è proprio il tipo di esperienza innovativa che ci si aspetta in questa neonata era Reiwa. Sono stato anche sorpreso e, senza volerlo, ho sorriso nel vedere spesa così tanta cura ed attenzione nel reimmaginare non solo i personaggi più popolari della serie, ma anche le comparse meno note.

Il gioco offre un’esperienza che può essere fruita appieno tanto dai veri cultori di Ken il guerriero quanto da chi lo ha conosciuto da poco. Spero quindi che ve lo godiate e possiate creare la vostra propria leggenda nel mondo di Hokuto.

Tra l’altro SEGA mi ha chiesto di realizzare un’illustrazione di Kenshiro e Raoh. A conti fatti è stata la prima volta che li  ho disegnati nell’era Reiwa. Magari a voi non sembra così importante, ma ritrarli a figura intera mi ha davvero toccato nel profondo. (Ride).

L’era Reiwa (“Splendida Armonia”, secondo la traduzione ufficializzata dal governo nipponico) è iniziata il 1° maggio 2019 con l’ascesa al trono dell’Imperatore Naruhito e l’abdicazione del padre Akihito, che con questo gesto ha posto fine alla precedente era nota come Heisei (“Pace Raggiunta”).


PARLANE NEL FORUM

KEN IL GUERRIERO: La leggenda di Hokuto nei cinema per il 35° anniversario

“…se dovessimo farne un altro, Raoul sarebbe l’unico personaggio più ‘cool’ e potente. Oltre a ciò, sì, rifarei di nuovo tutto da capo. Penso che questo renderebbe la storia ancora più interessante.”

Con queste parole, nel 2004, il maestro Buronson, co-creatore del mito di Ken il guerriero, rispondeva a chi gli chiedeva del futuro delle produzioni animate sull’universo di Hokuto. Frasi che magari all’epoca saranno sembrate vaghe ma che hanno poi trovato conferma 2 anni più tardi, nel 2006, quando nei cinema di tutto il Giappone è stato proiettato “Ken il guerriero – La leggenda di Hokuto”, film che oggi, grazie a Koch Media, torna nelle sale cinematografiche italiane in due serate evento, il 25 e il 26 settembre, in versione HD rimasterizzata.
Un’occasione non solo per rivivere alcuni dei momenti più spettacolari dell’epopea dell’uomo dalle sette cicatrici, ma anche per celebrarne i 35 anni di onorata carriera.

 

LA “VERA” LEGGENDA

Il film, primo capitolo della pentalogia “Shin Kyuuseishu Densetsu” (La vera leggenda del salvatore, un richiamo a “la leggenda del salvatore di fine secolo” che era il sottotitolo della storica serie animata), segna, oggi come allora, un passo fondamentale nel ritorno in auge del guerriero di Hokuto. Con un character design più fedele al poderoso stile di Tetsuo Hara ed una colonna sonora epica, la pellicola non si limita al semplice revival ma va ben oltre. Come infatti anticipato dalle parole di Buronson riportate in testa all’articolo, pur restando Kenshiro il vero protagonista, la narrazione è vista dalla prospettiva di Raoh. Un racconto nuovo, quindi, che riprende la mitologia del distopico mondo che abbiamo imparato a conoscere tanti anni fa e lo arricchisce di elementi e personaggi inediti. Un film dedicato proprio a chi, di Ken il guerriero, conosce già vita, morte e miracoli. Singolare è infatti la scelta di riassumere a grandi linee gli eventi in una lunga introduzione e gettare lo spettatore nel mezzo di un arco narrativo, quello della lotta al Sacro Imperatore Souther, dove solo chi è cresciuto a pane e Hokuto può cogliere tutte le sfumature, sapere retroscena che non vengono mostrati e, anche e soprattutto, stupirsi delle novità introdotte. Tuttavia, sempre per le caratteristiche appena elencate, “La Leggenda di Hokuto” è il film perfetto per tutti coloro che vogliono imparare a conoscere il mito di Ken il guerriero e diventare così nuovi fan.  Ecco quindi che l’evento cinematografico si trasforma nell’occasione giusta per portare con sé i propri figli, in un simbolico passaggio del testimone alle nuove generazioni. Perché, come ben sappiamo in questi lidi, nonostante la violenza, la storia di Kenshiro parla d’amore e sacrificio,  valori positivi senza tempo.

I PROTAGONISTI

Kenshiro
(voce: Lorenzo Scattorin)

Successore designato dell’Hokuto Shinken, la leggendaria arte marziale assassina capace di distruggere gli avversari dall’interno agendo sui loro punti segreti di pressione, continua a vagare nelle desolate lande postatomiche seguendo il cammino che gli è stato imposto dal Cielo e facendosi carico della sofferenza del prossimo.

Raoul
(voce: Dario Oppido)

Anch’egli maestro dell’Hokuto Shinken, ha deciso di percorrere il sentiero della conquista e sottomettere i nemici con la sua spaventosa potenza allo scopo di fermare il caos e stabilire un nuovo ordine. In maniera diametralmente opposta a Ken, per Raoul i sentimenti sono solo un intralcio ed è quindi costretto a rinnegarli pur di raggiungere l’obiettivo che si è preposto.

Toki
(voce: Ivo De Palma)

Fratello minore di Raoul, ha appreso talmente a fondo i segreti dell’Hokuto Shinken da essere considerato “l’uomo dalla tecnica perfetta”, ammirato da tutti gli altri pretendenti alla successione. In quello che rimane di un mondo devastato dalle bombe nucleari, utilizza la sua conoscenza dei punti segreti di pressione per curare i malati e riportare almeno un barlume di speranza, ma nel suo fisico attanagliato da una spietata malattia, arde ancora un fuoco guerriero.

Souther
(voce: Diego Sabre)

Autoproclamatosi Sacro Imperatore, è l’unico successore della Tecnica della Fenice di Nanto, l’uomo su cui splende la Stella Sovrana. Protetto da un segreto che rende il suo corpo immune alle tecniche dell’Hokuto Shinken, porta avanti un folle piano per la costruzione di un immenso mausoleo che simboleggi il suo potere e, per realizzarlo, fa rapire i bambini dai villaggi circostanti per utilizzarli come schiavi.

Shu
(voce: Marco Balzarotti)

Depositario della Tecnica dell’Airone Bianco di Nanto, ha sacrificato la sua vista per salvare la vita a Kenshiro quando questi era ancora un ragazzino. Seguendo il cammino di chi è sottoposto alla Stella della Benevolenza, combatte una lotta senza quartiere contro le truppe del Sacro Imperatore per difendere gli innocenti.

Reina
(voce: Sonia Mazza)

Personaggio inedito, creato appositamente da Tsukasa Hojo (City Hunter, Occhi di Gatto) per arricchire la storia, è una donna guerriera che conosce Raoul, Toki e Kenshiro sin dalla più tenera infanzia e che ha deciso di schierarsi al fianco del maggiore dei fratelli di Hokuto, di cui è da sempre innamorata.

UN TRAGUARDO ED UN NUOVO PUNTO DI PARTENZA

Come dicevo poco sopra, oggi come nel 2006 “La leggenda di Hokuto” rappresenta un passo fondamentale per un trionfale ritorno in scena dell’universo di Ken il guerriero. E’ da qui, infatti, che Koch Media, per mezzo della sua etichetta Anime Factory, ha deciso di ripartire con una serie di iniziative “a sette stelle”. Ad esempio la riedizione in box, per il mercato home video, dei DVD dell’anime storico, prevista per l’autunno 2018

 

 

 

… così come l’uscita, prevista per il 2 ottobre, dell’attesissimo Fist of the North Star: Lost Paradise, il videogame in esclusiva per PS4 di cui tanto abbiamo parlato. Molto di quello che accadrà dipende comunque dalla risposta che noi fan sapremo dare già alla proiezione del film. Insomma, se eravate indecisi su come festeggiare il 35° anniversario di Ken, ora sapete che fare 😉

Tanto più che, non solo sarà possibile ottenere una locandina da collezione diretamente alla cassa di tutti i cinema aderenti all’iniziativa…

… ma si potrà ottenere anche uno sconto di 10 euro sul gioco!

Tutti i dettagli, assieme alla lista dei cinema, li potete trovare a questo link: vinciconkenilguerriero.it

shortlink: https://wp.me/p1KoP8-8m3

Ken Il Guerriero - La Leggenda di Hokuto - Poster Italiano Ufficiale.jpg

 

Fist of the North Star : Lost Paradise – Ken il guerriero pronto a combattere anche sulle PS4 occidentali dal 2 ottobre

Dopo una fuga di notizie avvenuta all’incirca questa mattina, nel pomeriggio abbiamo finalmente avuto la conferma: Hokuto Ga Gotoku, l’esclusivo videogame per PS4 nato dall’incrocio tra il violento mondo di Ken il guerriero e le meccaniche della serie Yakuza, avrà una localizzazione occidentale!!

Con il titolo Fist of the North Star : Lost Paradise, il gioco sbarcherà da noi il prossimo 2 ottobre con doppio audio (giapponese e inglese) e sottotitoli in inglese.

Se vi sembra di esservi persi qualcosa, continuate a leggere 😉

Annunciato il 26 agosto 2017, Hokuto Ga Gotoku ha immediatamente catturato l’attenzione di tutti gli appassionati, proponendo una formula che, anche se inizialmente aveva fatto storcere il naso a tanti sedicenti “puristi”, si è rivelata poi la sua vera carta vincente: calare Kenshiro e gli altri protagonisti di Hokuto No Ken in uno scenario nuovo e vivere una storia totalmente inedita, slegata da ogni cosa letta nel manga o vista in TV. Insomma, un vero e proprio universo alternativo in cui il protagonista, dopo aver sconfitto Shin, reo di avergli sottratto l’amata Julia, scopre che la donna è viva e si trova nella mitica città di Eden, un luogo in cui è ancora possibile godere di comfort come acqua e corrente elettrica. Di qui, tutta una serie di eventi che coinvolgeranno sia personaggi ben noti ai fan, sia altri creati appositamente (sempre e comunque sotto la supervisione di Tetsuo Hara) per quest’epica avventura.

 

 

Come era lecito aspettarsi, grande attenzione è stata riservata al sistema di combattimento, qui molto più tecnico dei vari titoli della serie Yakuza.  Kenshiro potrà avere 2 livelli di “Burst Mode”, entrambi attivabili con la pressione del tasto R2 del joypad. Il primo sarà caratterizzato dallo sprigionarsi di un’aura azzurra ed il secondo da un’aura rossa. Questo gli permetterà, per un limitato periodo di tempo, di strapparsi il giubbotto e scatenare appieno la furia dei suoi colpi sugli avversari. Da notare che, similmente alla serie Yakuza, normalmente Kenshiro NON può saltare. Questo magari risveglierà in molti lettori amari ricordi legati a Ken’s Rage 2, in cui il salto venne soppresso in favore di combo ancor più ripetitive di quelle del primo capitolo, ma la differenza è che, in Hokuto Ga Gotoku, Kenshiro potrà saltare liberamente durante il Burst Mode ed effettuare anche mosse speciali legate al salto. A tali meccaniche si aggiungono le “Heat Action”,  ovvero dei QTE attivabili dopo aver aperto la difesa avversaria e che risulteranno spesso in colpi fatali. Ovviamente non tutti gli avversari hanno la stessa forza e Kenshiro, per poterli affrontare, dovrà migliorarsi con l’esperienza, potenziandosi ed acquisendo nuove tecniche letali. Questo sarà possibile anche e soprattutto tramite Amuleti e Gemme del Fato. I primi servono infatti per donare a Ken dei colpi segreti di altri personaggi della serie, mentre le seconde per incrementare il livello delle sue caratteristiche. Bella l’idea, comunque, di rendere disponibile l’Hokuto Hyakuretsuken fin da subito non come parte di una combo o come mossa speciale, ma come colpo con cui sbizzarrirsi premendo ripetutamente i tasti. Da non dimenticare poi la chicca costituita dall’l’Abeshi Collection. Infatti, di quanto siano famose, in Giappone, le caratteristiche grida emesse dai poveri pirla  che hanno la sfortuna di incrociare Kenshiro durante le sue giornate storte, ne abbiamo parlato spesso (ad esempio qui), ma che tale elemento sarebbe diventato parte integrante delle meccaniche di gioco è una cosa che solo dei geni (o dei pazzi, che spesso è uguale) avrebbero potuto anche solo lontanamente immaginare. Fatto sta che il nostro Ken potrà raccogliere delle versioni “solidificate” delle urla dei suoi avversari e tirarle sulle gengive degli altri sfigati che lo circondano.

 

Tuttavia, Fist of the North Star : Lost Paradise non è un gioco di soli combattimenti, anzi…  la quantità di “extra” presenti in questo titolo è talmente imponente che è praticamente impossibile annoiarsi. Diverse attività e minigiochi sono infatti al centro di quest’esperienza unica nel suo genere. Già solo all’interno di Eden, Kenshiro potrà non solo giocare d’azzardo e improvvisarsi baristabuttafuori, fruttivendolo o anche medico

 

… ma all’esterno, una volta acquisito un fuoristrada, il nostro eroe potrà esplorare un deserto pieno di “punti di interesse” e di sorprese. Il minigioco del “fuoricampo” con i predoni ci ha conquistato tutti subito, è vero, ma anche la possibilità di ritrovare, fra le sabbie del tempo, alcuni vecchi titoli Sega (tra i quali non solo Out Run, ma anche il primo storico Hokuto No Ken per Master System, da noi conosciuto come Black Belt) non è che ci abbia lasciato indifferenti. In più, come se non bastasse, con il fuoristrada sarà possibile gareggiare in veri e propri rally nel deserto con in palio diversi premi, tra i quali dei potenziamenti per il veicolo stesso.

 

Non sono molti i mesi che ci separano dalla pubblicazione occidentale di Fist of the North Star : Lost Paradise e, nel frattempo, molti che hanno già giocato e completato la versione originale giapponese non hanno potuto fare a meno di esprimere il loro apprezzamento per quello che, fino ad ora, non solo sembra il miglior prodotto sfornato per il 35° anniversario dell’uomo di Hokuto, ma anche e soprattutto il miglior titolo videoludico mai realizzato su Ken il guerriero. Certo, magari sarebbe perfetto con un bel doppiaggio italiano (e ancor di più se richiamassero Alessio Cigliano, voce storica di Ken), ma già così è veramente imperdibile. Per eventuali altri aggiornamenti, restate sintonizzati 😉

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Ken il guerriero – Le origini del mito REGENESIS: Come distruggere 35 anni di Hokuto in soli 20 minuti

Anche se negli ultimi tempi sono stato più latitante di Matteo Messina Denaro, non potevo certo perdermi la messa in onda di Souten No Ken Regenesis, il nuovo anime dedicato alle gesta del 62° successore dell’Hokuto Shinken.

Ecco quindi che, nonostante le già basse aspettative alimentate dal massiccio impiego di CGI che traspariva fin dai trailer, ho deciso di fare da spettatore a quella che si è rivelata la più grossa caduta di stile riguardante Kenshiro e le produzioni a lui legate. Uno spettacolo patetico fin dalla sigla di testa, con il suo insulso rap accompagnato da scene prive di senso il cui unico scopo sembra quello di mostrare il protagonista mentre ciondola come un pupazzone sullo sfondo di varie location di Shangai. E chiaramente, se il buon giorno si vede dal mattino, ciò che viene dopo di sicuro non può essere tanto meglio…

Che poi quello che rode davvero di tutta quest’operazione è che, almeno per quello che riguarda gli ultimi 5 anni, il maestro Hara non ha perso occasione per denigrare il lavoro svolto a suo tempo dagli animatori della serie storica. Nonostante quelle 152 puntate abbiano segnato all’epoca non solo una svolta per via del livello di dettaglio raggiunto ma anche un enorme successo che ha poi contribuito a trasformare Ken il guerriero in un’icona dell’animazione nipponica, il nostro caro maestro aveva da ridire.

“E vabbé”, dirà qualcuno, “d’altronde Ken è roba sua, avrà anche il diritto di sindacare sulle produzioni animate che ne sono state tratte”. “Sacrosanto”, risponderei io, ma se poi vuoi fare le proverbiali nozze con i fichi secchi e quello che riesci a rimediare è una cosa che più che un anime sembra un videogame scrauso in cell shading per PS2, beh, caro maestro, allora lì mi diventi indifendibile. Se proprio volevi puntare sulla CGI potevi almeno investirceli due soldi che non fossero del monopoli e far realizzare qualcosa di decente dagli stessi che hanno curato i filmati per le slot machine. Sarebbe stato tutto certamente più appagante.

Come se non bastasse, a corredo di tale deludente scempio visivo, la trama è stata DEVASTATA dagli sceneggiatori che, come dei folli armati di mannaia, hanno tagliato così tanta roba che in 20 minuti hanno praticamente narrato ciò che nel manga si verificava tra il capitolo 105 e l’inizio del 124 !! Via situazioni, personaggi e via dicendo, chi se ne fotte. Ma, soprattutto, via le emozioni. Proprio quelle forti emozioni e quel pathos che da sempre rappresentano il perno attorno a cui ruotano le storie (ed il successo) del mondo di Hokuto e dei manga di Tetsuo Hara più in generale, qui si perdono completamente per strada. Evito di rivelare dettagli a chi ancora non ha visto il primo episodio, ma davvero mi è sembrato di assistere più ad un montaggio di rapidi filmati introduttivi di un videogame che ad una storia con un’anima ed un corpo. Tra l’altro alcune cose sono state profondamente cambiate rispetto alla trama del manga, mettendoci di fronte a delle scelte narrative di cui stento a trovare altro significato che non sia semplificare (e di conseguenza banalizzare) una storia che forse avrebbe richiesto più lavoro per la realizzazione di tutti gli altri personaggi originariamente coinvolti. Questo, ovviamente, sperando che l’intento non sia soltanto quello di concentrarsi sui combattimenti, come lascia intendere l’introduzione (che avverrà prossimamente) di altri due guerrieri esclusivi di questa produzione: Himuka e Simeon Nugget.

In conclusione

Souten No Ken è un manga che davvero meritava il traino di un anime di spessore, non questo teatrino di pupi siciliani in salsa digitale. In particolare io che ho sempre atteso un sequel dei 26 episodi del 2006 mi auguravo che quel “regenesis” nel titolo fosse di buon auspicio ma, a conti fatti, più che una rinascita mi pare si stia celebrando un funerale.

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HOKUTO GA GOTOKU – L’esclusiva PS4 di Kenshiro!

L’8 marzo 2018, in concomitanza con l’uscita sul mercato giapponese e asiatico di Hokuto Ga Gotoku, il videogame di Ken il guerriero realizzato dal Team Yakuza di cui ormai parliamo da mesi, vedrà la luce anche un’esclusiva PS4 a tema Hokuto, decorata con l’artwork realizzato da Tetsuo Hara in persona per il gioco.

La PS4 “Hokuto Ga Gotoku Edition” sarà disponibile in 2 versioni: una da 500 GB al prezzo di 33.480 yen (circa 250 euro ) e l’altra da 1 TB al prezzo di 38.480 yen (circa 287 euro). Nessuna delle due conterrà una copia del gioco, che dovrà quindi essere acquistato a parte (d’altronde molti affezionati l’avranno già in pre-order da un pezzo, quindi…) ma, come contenuti aggiuntivi avrà sia un tema che un design pack esclusivi sempre dedicati ad Hokuto Ga Gotoku.

Altra notizia che però interessa sostanzialmente gli acquirenti giapponesi è che, acquistando una copia limited del gioco presso determinati rivenditori, si avrà diritto a gadget e codici vari in regalo. Quindi, ad esempio, se presso un negozio Geo si otterrà uno Steel Book, tramite 7net Shopping si avrà diritto ad un codice per scaricare l’Amuleto del Fato di Amiba. Presso un Sega Store si potrà invece avere una confezione deluxe che includerà un poster in formato A2 ed una t-shirt entrambi con l’effigie di Jagi.

In ultimo, segnaliamo che il sito ufficiale del gioco ha finalmente aggiunto una sezione esplicativa sul combattimento (in realtà si tratta di cose di cui comunque abbiamo già parlato nei precedenti articoli) in modo da preparare tutti coloro che, tra il 23 ed il 24, saranno presenti agli eventi dal vivo organizzati a Tokyo e Osaka in cui sarà possibile innanzitutto giocare ad Hokuto Ga Gotoku e, come bonus, incontrare il produttore del gioco. Durante l’evento saranno anche distribuiti dei poster con il già citato artwork di Tetsuo Hara.

Per ora è tutto e, mentre ringrazio Calogero Piazza ed Andrea “MusashiMiyamoto” Mazzitelli per il continuo supporto, vi invito come al solito a restare sintonizzati. Alla prossima 😉

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Ken il guerriero – Le origini del mito: REGENESIS FIRST LOOK

Abbiamo finalmente messo le mani su Souten No Ken Regenesis.
Il Re dell’Inferno è tornato ed è in splendida forma!

Sette anni fa, a causa dell’aggravarsi della distrofia corneale che lo affligge ormai da una vita, il maestro Tetsuo Hara per poco non decise di smettere completamente di disegnare. A quel tempo stava portando avanti Souten No Ken (da noi Ken il guerriero – Le origini del mito), un manga prequel dell’originale Hokuto No Ken  che per ben 10 anni era stato regolarmente pubblicato, settimana dopo settimana, su Comic Bunch. Per come era messo, non poteva più sostenere certe scadenze e quindi, anche se a malincuore, terminò la serie. Il finale, in effetti, parve a tutti un po’ affrettato rispetto a quanto ci si aspettava, ma quello che sicuramente lasciò speranza nel cuore di molti fu la didascalia che accompagnava le ultime pagine: “Fine del capitolo di Shangai”.

Ora, dopo aver accolto ed addestrato per anni nel suo staff il bravissimo Hideki Tsuji (segnatevi questo nome), il maestro ha deciso che era giunto il momento di aprire il sipario su un nuovo capitolo della vita del 62° successore di Hokuto. Diamo allora un primo sguardo a Regenesis, l’inizio di una nuova grande avventura sotto il segno dell’Orsa Maggiore!

Il numero di Comic Zenon che ospita le 75 pagine del primo episodio del manga ci introduce con una breve carrellata dei principali protagonisti e di quanto accaduto nella precedente serie.

A seguire uno schema riassuntivo sulla storia dell’Hokuto Shinken attraverso alcuni dei suoi più famosi successori.

C’è anche un’intervista al maestro in cui si parla della morte di Kenshiro Kasumi. Se ricordate, il mese scorso avevamo riportato proprio la notizia che, per la prima volta, Hara avrebbe fatto morire il protagonista di una sua serie. Personalmente avevo ipotizzato un inizio simile a quello di Ikusa No Ko che, con un flashforward, immortalava gli ultimi istanti di vita di Nobunaga per poi tornare al “presente”. Invece no. Semplicemente il maestro ci tiene ad informarci che la morte di Kenshiro Kasumi era nei suoi piani fin dagli inizi di Souten No Ken ma, essendosi i personaggi e la trama evoluti in maniera diversa da quanto si aspettava, aveva messo da parte l’idea in attesa di trovare una maniera adeguata per narrarne la morte. Hara parla infatti di un’idea di “estetica della morte” simile a quella di Rocky Joe, qualcosa di tragico ma allo stesso tempo glorioso e, se prima non aveva idea di come presentarla, adesso afferma di avere ben chiaro in mente come finirà la vita di Kenshiro Kasumi. Insomma, a meno che il maestro non si ritrovi coinvolto in uno scenario alla Misery non deve morire, ci toccherà fare scorta di fazzoletti per salutare la dipartita del nostro eroe.

Passando al manga vero e proprio, è interessante notare come questo nuovo inizio assomigli molto a quello della serie precedente.

Quello che però colpisce subito è lo stile del già citato Hideki Tsuji, che ad un profano sarebbe indistinguibile rispetto a quello del maestro Hara! Non ci credete? Guardate qua sotto…

Siete ancora convinti che dare Souten No Ken in mano ad un esordiente sia stata una mossa azzardata? Io per niente. E se questi sono gli inizi, possiamo solo immaginare di cosa sarà capace man mano che continuerà a lavorare sulla serie 😀

Per ora evitiamo di spoilerare la trama. Vi diciamo solo che la piccola Erika Arendt nel frattempo è cresciuta (e pure bene, direi) ed il primo capitolo è ambientato su una nave in mare aperto. Ad un certo punto la situazione degenera e tocca al nostro Kasumi entrare in scena in maniera spettacolare…

E MARY POPPINS MUTA!!

L’avversario contro cui dovrà vedersela è un militare dell’esercito olandese di nome Bonnefert. Praticamente un fratello cugino di Uighur e Bask.

Quello che però piacerà agli affezionati della serie precedente è il ritorno di Yasaka!

Se ci eravamo lamentati che lo si era visto poco in azione, stavolta c’è invece la concreta possibilità di vederlo sfoggiare il completo repertorio di colpi del micidiale Seito Gekken.

Tornando allo stile di disegno, c’è da notare come il volto di Kenshiro sia ora più “giovanile”. Assomiglia infatti molto più al Kipposhi di Ikusa No Ko in alcune espressioni, segno che Tsuji nel corso di questi anni si è evidentmente fatto le ossa proprio sul manga storico dedicato a Nobunga, restando per lungo tempo all’ombra del maestro.

Per ora chiudiamo qui, ricordandovi che il prima possibile realizzeremo la traduzione completa dell’episodio. Intanto ringrazio infinitamente Carmine Napolitano per le foto, le informazioni e la disponibilità.  A presto 😉

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