Hokuto Ga Gotoku – Ancora dettagli dal Tokyo Game Show

SEGA ha mantenuto le promesse e, in occasione del Tokyo Game Show, ci ha dato in pasto davvero tante nuove informazioni riguardo all’imminente videogame su Ken il guerriero per PS4. Ci tocca quindi scrivere un ulteriore post dopo quello (già bello pieno di novità) che abbiamo redatto qualche giorno fa. Partiamo quindi da dove eravamo rimasti, ovvero il prezzo della Seikimatsu Premium Edition, che sarà di 11.390 yen (circa 92 euro). Sia questa che l’edizione standard sono già prenotabili, quindi, se non vi spaventa affrontare l’intero gioco tentando di decifrare l’idioma degli antichi samurai, affrettatevi.

Passiamo poi ai personaggi introdotti grazie all’ultimo aggiornamento del sito ufficiale giapponese. Della presenza di  Jagi e Souther ne avevamo già parlato, ma stavolta possiamo postare immagini migliori.

Il più paraculo dei fratelli di Hokuto è sempre lui, viscido e rancoroso verso Kenshiro. Pare che in Hokuto Ga Gotoku ricorderà molto da vicino il Goro Majima di Yakuza (anche perché avrà lo stesso doppiatore). Questo significa che sarà una spina nel fianco probabilmente per tutta la durata dell’avventura, sbucando spesso dall’ombra nel continuo tentativo di vendicarsi uccidendo l’odiato fratello minore o architettando piani alle sue spalle.

Riguardo al Sacro Imperatore, non ci vengono date informazioni diverse da quelle che già conosciamo se abbiamo seguito la serie originale, ma lo screenshot che lo accompagna ci aiuta a dedurre che, molto probabilmente, sarà l’artefice del rapimento di Xana, altro personaggio inedito che governa la città in vece del suo defunto padre, il che ci introduce proprio a…

Nadai, il fondatore di Eden, morto in circostanze misteriose e tutt’oggi ricordato e venerato dai cittadini come un eroe. Anch’egli personaggio nuovo di zecca, non sappiamo che ruolo avrà nella storia, ma siamo ansiosi di scoprirlo.

Infine, già intravisto nel trailer che vi abbiamo mostrato pochi giorni addietro, Uighur è stato finalmente svelato in via ufficiale. Anche in questo universo alternativo rivestirà il ruolo di Guardiano di Cassandra. Quest’informazione è importante perché la mitica prigione NON sarà situata all’interno di Eden. Come è infatti emerso da un’intervista agli sviluppatori (di cui parleremo meglio tra poco), ad un certo punto dell’avventura sarà necessario trasportare un malato al di fuori delle mura della città. Questo sarà possibile grazie ad un fuoristrada che da quel momento in poi potrà essere usato per spostarsi liberamente nel deserto!

Oltretutto il veicolo potrà essere migliorato e personalizzato raccogliendo diversi materiali, cosa che lo renderà anche in grado di inoltrarsi sempre più nel deserto. Questo, ovviamente facendo attenzione alle orde di predoni che, come da tradizione, ci inseguiranno senza tregua per prendersi la nostra vita ed i nostri averi. In questa modalità sarà anche possibile partecipare ad un vero e proprio rally nel deserto (Yaha! Rally) con in palio svariati premi.

Comunque, tornando alla missione di cui parlavamo, il trasporto del malato, questa circostanza  ci induce a pensare che l’obiettivo sarà quello di portarlo da Toki e rivivere, tramite questo espediente narrativo, le situazioni che porteranno poi Kenshiro a recarsi a Cassandra e sfidare Uighur per liberarlo.

Sempre a detta degli sviluppatori, infatti, il mondo esterno a Eden rappresenterà una grossa differenza rispetto alle classiche meccaniche della serie Yakuza. La superficie esplorabile, tra città e deserto, sarà enorme e l’esperienza di gioco, sempre dipendentemente dallo stile del singolo giocatore, sarà comunque più lunga dei precedenti titoli. Il deserto sarà infatti pieno di “punti di interesse” e di sorprese. Questo in pratica significa che oltre a Cassandra, l’avventura dovrebbe portare Kenshiro anche alla piramide di Souther (forse per liberare Xana?) e in altri luoghi “storici” della saga originale.

Sempre all’esterno delle mura sarà possibile trovare reliquie della civiltà pre-olocausto, tra cui, udite udite, alcuni videogames classici della SEGA, incluso il primo Hokuto No Ken per Mark III (da noi Master System).

Nel deserto c’è anche un vecchio campo da baseball abbandonato in cui, con una trave d’acciaio ben salda in mano, si dovranno effettuare dei fuoricampo tirandola direttamente nelle gengive dei predoni che cercheranno di investirci! Un minigioco completamente fuori di testa ma, allo stesso tempo, del tutto in linea con il tipo di umorismo della serie originale!

 

Altri minigiochi sono presenti all’interno di Eden, come quello, molto discusso, del “Kenshiro Barista”, che ha fatto storcere il naso a tutti quei fan di Hokuto che non hanno capito che si tratta di una citazione dalla serie Yakuza. In tale modalità, oltre a shakerare i cocktails, il nostro guerriero del bancone si farà carico dei problemi dei clienti, cercando di risolverli.

Ma la vita notturna di Eden non è fatta solo di bevute. In un altro minigioco, Kenshiro sarà infatti chiamato a fare da buttafuori in un Night Club, tenendo al sicuro le ragazze dagli avventori più cafoni (o semplicemente più ubriachi). Avrà a disposizione diverse opzioni, dalle più gentili (tipo chiedere semplicemente di andar via o scusarsi) alle più vigorose (tipo…. Ganzan Ryozan Ha!!).

Comunque, se vi sentite più filantropi, nessun problema: Kenshiro è pronto anche ad infilarsi un camice bianco e curare i pazienti in un ambulatorio grazie alla manipolazione dei punti segreti. Un minigioco ritmico che, in qualche modo, riprende il minigioco del karaoke della serie Yakuza. Ma attenzione! Tra i pazienti sembra che ci saranno dei delinquenti che non meritano di essere trattati con i guanti.

 

Ma parliamo finalmente dell’intervista agli sviluppatori di Yakuza Studio, dalla quale sono emersi molti altri dettagli. Innanzitutto l’idea di base, fondere il mondo di Hokuto con le meccaniche di Yakuza, non è venuta pensando di voler riscrivere un mito ma, piuttosto, riflettendo sui tanti punti di contatto fra le due serie, entrambe caratterizzate da forti sentimenti e faide famigliari. Di lì la collaborazione con il maestro Tetsuo Hara, che ha personalmente supervisionato la creazione non solo dei personaggi, ma anche della stessa città di Eden. Il luogo, che rappresenta il centro nevralgico delle vicende che si svilupperanno nel gioco, è stato infatti studiato con cura, tenendo a mente l’ambientazione post-atomica della serie originale e tutto ciò che ne consegue. Sostanzialmente, la città è il risultato di un’opera di ricostruzione fatta mediante il recupero delle vestigia del mondo precedente. Al suo interno non vi saranno quindi grattacieli diroccati, zone lasciate all’abbandono o carcasse di veicoli arrugginiti, perché tutto è pensato per essere funzionale alla vita della comunità che vi risiede. All’esterno, tuttavia, rimane quel mondo in rovina che tutti conosciamo e che non mancherà di fornire la giusta sfida al guerriero di Hokuto.

Anche il sistema di combattimento (giustamente, aggiungerei) sarà più tecnico rispetto al classico Yakuza. Come molti avranno capito dal video di gameplay che abbiamo postato sulla nostra pagina facebook qualche giorno fa,  Kenshiro potrà avere 2 livelli di “Burst Mode”, entrambi attivabili con la pressione del tasto R2 del joypad. Il primo sarà caratterizzato dallo sprigionarsi di un’aura azzurra ed il secondo da un’aura rossa. Questo gli permetterà, per un limitato periodo di tempo, di strapparsi il giubbotto e scatenare appieno la furia dei suoi colpi sugli avversari. Da notare che, similmente alla serie Yakuza, normalmente Kenshiro NON può saltare. Questo magari risveglierà in molti lettori amari ricordi legati a Ken’s Rage 2, in cui il salto venne soppresso in favore di combo ancor più ripetitive di quelle del primo capitolo, ma la differenza è che, in Hokuto Ga Gotoku, Kenshiro potrà saltare liberamente durante il Burst Mode ed effettuare anche mosse speciali legate al salto. A tali meccaniche si aggiungono le “Heat Action”,  ovvero dei QTE attivabili dopo aver aperto la difesa avversaria e che risulteranno spesso in colpi fatali. Ovviamente non tutti gli avversari hanno la stessa forza e Kenshiro, per poterli affrontare, dovrà migliorarsi con l’esperienza, potenziandosi ed acquisendo nuove tecniche letali. Bella l’idea, tra parentesi, di rendere disponibile l’Hokuto Hyakuretsuken fin da subito non come parte di una combo o come mossa speciale, ma come colpo con cui sbizzarrirsi premendo ripetutamente i tasti.

Relativamente al discorso del combattimento si è accennato anche al livello di violenza delle scene, per le quali gli sviluppatori stanno cercando di tenersi entro il rating CERO D, ovvero quello dei giochi destinati ad un pubblico dai 17 anni in su (stesso rating ottenuto, a suo tempo, dai due capitoli di Ken’s Rage di Koei), ma sarà prevista comunque un’opzione per la censura del sangue. Per quello che concerne invece le preoccupazioni dei fan circa la fedeltà all’opera originale, gli intervistati hanno voluto rassicurare tutti sul fatto che il gioco, benché presenti una storia totalmente inedita, rispetterà fermamente lo spirito di Hokuto No Ken. I personaggi noti al pubblico come Raoh, Toki, Rei e tutto il resto del cast, saranno gli stessi di sempre, con lo stesso carattere e le stesse motivazioni, solo calati in un contesto differente. E quel 10% di personaggi del tutto inediti, sarà perfettamente integrato con loro. Una breve parentesi è stata fatta anche sul sistema di commercio che, coerentemente con l’epoca in cui i personaggi vivono, sarà il baratto, mentre la moneta corrente pare che sarà l’acqua!

Passiamo infine ai dettagli che sono stati rivelati, sempre sul sito ufficiale, riguardo alla trama. Avevamo già detto che Kenshiro giungerà a Eden alla ricerca dell’amata Julia. Tuttavia, alle porte della città, avrà modo di scontrarsi con degli uomini e questo lo metterà in cattiva luce agli occhi di Juggle, il capo della milizia di Eden, che lo farà arrestare e lo sbatterà in prigione.

Ken deciderà però di evadere, trasformandosi ben presto in un latitante. A fermarlo sarà Xana che, senza rivelarsi apertamente come capo della comunità, cercherà di dissuaderlo dal continuare a fuggire e nascondersi. Per essere di nuovo libero, gli dirà, dovrà tornare in cella e guadagnarsi la vittoria negli scontri al Colosseo.

Kenshiro accetterà ed affronterà tutti gli avversari che gli si pareranno davanti nell’arena, fino ad arrivare allo scontro finale con il gigantesco Devil Rebirth, riuscendo con la sua forza non solo a sconfiggerlo, ma a guadagnarsi l’ammirazione dello stesso Juggle, che lo libererà. Da questo momento in poi sarà ospite di Eden e potrà finalmente iniziare la ricerca del suo amore perduto…

Per ora è tutto, ma ricordate che le news su Hokuto Ga Gotoku non sono di certo finite qui. Restate allora sintonizzati sulle frequenze di 199X se volete continuare a saperne di più 😉

Un grosso ringraziamento va a MusashiMiyamoto

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Hirohiko Araki e Tetsuo Hara si incontrano per ricordare gli anni su Shonen Jump

Hirohiko Araki, autore de “Le Bizzarre Avventure di JoJo”, e Tetsuo Hara, papà di “Ken il guerriero”, si sono incontrati lo scorso 8 settembre nella cornice del  “Weekly Shonen Jump Exhibition VOL. 1 – Dal primo numero agli anni ’80 – L’inizio della leggenda”, la mostra evento (di cui abbiamo parlato qualche tempo fa) dedicata al 50° anniversario dello storico settimanale della Shueisha.

Nel corso dell’evento, denominato “Talk Show delle Leggende”, i due artisti hanno ricordato quegli anni d’oro, parlando del rapporto che avevano con i rispettivi editor, dei mangaka a cui più si sono ispirati e delle loro iniziative.

Araki ha raccontato dell’epoca del suo debutto e di quando il suo editor, Ryōsuke Kabashima (attualmente responsabile della divisione nuove testate di Shueisha), gli fece pressioni perché… facesse un viaggio in Egitto! Araki non amava viaggiare al’estero, ma ricorda quanto quell’esperienza gli sia poi stata d’aiuto nel momento in cui ha realizzato il terzo arco narrativo di JoJo (oggi noto come “Stardust Crusaders”). Un altro ricordo particolare è legato ad una volta in cui, disegnando qualcosa che ricordava molto da vicino i lavori di Hisashi Eguchi, Araki si è beccato una bella ramanzina sempre da Kabashima che, visibilmente alterato, gli ha intimato di non provare mai più a disegnare qualcosa di tanto derivativo. Questo, secondo l’autore, è stato l’evento che lo ha spinto poi ad andare in direzione esattamente opposta, portandolo alla creazione di JoJo.

Entrambi, Araki ed Hara, hanno in effetti sottolineato quanto era dura passare costantemente “sotto la scure” dei loro rispettivi editor. Ad esempio, Araki ha narrato di un episodio in particolare, che all’epoca lo ha colpito molto, riguardante un altro autore che piangeva mentre il suo editor gli diceva “questa roba è noiosa, la butto nel tritacarte”. Da allora, l’autore ha temuto spesso che gli potesse capitare una cosa del genere. Dal canto suo, il maestro Hara gli ha fatto eco aggiungendo: “Gli editor devono tenere a bada i mangaka e non le mandano a dire”.

Quindi ha parlato del rapporto che aveva Nobuhiko Horie, all’epoca suo editor ed ora con lui a capo della Coamix. “Di solito era affabile, ma la mia lentezza gli faceva venire l’aura come quella di Raoh. Sbatteva il pugno sulla scrivania gridando – ma possibile che hai fatto solo questo? -. Faceva paura”.

Hara ha quindi ricordato la prima volta in cui Horie ha letto le sue “Hidebu!” e “Abeshi!”, le ormai iconiche urla di morte dei crestoni di Ken il guerriero (di cui abbiamo parlato meglio qui). L’editor, senza mezzi termini, gli disse “Hai sbagliato a scrivere”, e a quel punto l’autore gli spiegò che si trattava invece di giochi parole con un proposito ben preciso ma dovette faticare non poco per convincerlo ad accettare quell’idea. “Gli editor tirano fuori il lato competitivo dei loro colleghi mangaka”, ha concluso Hara.

Quando gli è stato chiesto da quali artisti  ha tratto maggior ispirazione, il maestro non si è potuto esimere dal menzionare Tetsuya Chiba (Rocky Joe) e Katsuhiro Otomo (Akira). Su quest’ultimo ha condiviso un ricordo di gioventù, quando, avendo saputo che abitava a Kichijōji (un quartiere di Musashino, città conurbata con Tokyo), era andato fino a lì per cercarne la casa ma senza trovarla.

Hara ha infine fatto sorridere il pubblico quando, scherzando, ha dichiarato: “All’epoca pensavo di potermi guadagnare da vivere disegnando manga fino alla fine dei miei giorni. Alla fine è andata proprio così… e adesso me ne pento!”

Fonte: ANN

Ringrazio Daniel Zelter per la segnalazione

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KEN IL GUERRIERO – News in pillole (settembre 2017)

Eccoci con l’ormai consueto appuntamento mensile delle news in pillole. Stavolta forse meno corpose delle altre ma non meno interessanti. Andiamo a vedere 😉

 

Ken il guerriero su Kickstarter!

È stata lanciata su Kickstarter, la popolare piattaforma di crowdfunding, una campagna per la realizzazione di un prestigioso ebook contenente l’intera saga a fumetti di Hokuto No Ken!

Sì, avete letto bene! Tutta la storia nata per mano di Buronson e Tetsuo Hara racchiusa in un dispositivo con due schermi ad alta risoluzione creato appositamente per potersela gustare sia in lingua originale che in inglese. L’edizione inclusa sarà l’Extreme Edition pubblicata tra il 2013 ed il 2014, in occasione del 30° anniversario della serie. Questo significa che conterrà non solo un centinaio di tavole ridisegnate dal maestro Hara, ma anche il famoso capitolo bonus Last Piece, di cui abbiamo parlato approfonditamente all’epoca.

È importante notare che quest’operazione, che per noi può sembrare superflua, visto che abbiamo già diverse edizioni cartacee del manga originale in italiano, rappresenta l’unica opportunità, al momento, di averne un’edizione completa ed ufficiale in lingua anglofona.

Per tutti gli altri dettagli vi rimando direttamente su Kickstarter, sperando che quest’iniziativa ottenga tutto il sostegno possibile.

Hokuto Ga Gotoku: Toki e Aili saranno presenti nel gioco

Mentre aspettiamo novità dall’imminente Tokyo Game Show 2017, il sito nipponico Famitsu ci svela gli artwork di altri 3 personaggi che saranno presenti in Hokuto Ga Gotoku, il videogame prodotto da SEGA in uscita nel 2018 per PS4.

E se della presenza di Rei sapevamo già grazie al trailer ufficiale (e di conseguenza immaginavamo che nella storia fosse coinvolta anche sua sorella Aili), non ci aspettavamo invece la presenza di Toki, il secondo dei fratelli di Hokuto. A questo punto è ormai chiaro che il gioco presenterà una trama completamente svincolata dall’opera originale, cosa che potrebbe far storcere il naso a chi è cresciuto seguendo il cartone in TV ma che, al contrario, potrebbe rivelarsi il suo vero punto di forza, dando al giocatore la possibilità di vivere una storia non scontata e ricca di colpi di scena.

Hokuto No Ken incontra Quiz RPG: The World of Mystic Wiz

È in corso, fino al 2 di ottobre, una speciale collaborazione tra il mondo di Hokuto e The World of Mystic Wiz, un gioco di ruolo basato su quiz e carte per dispositivi Android e iOS. Durante il periodo della collaborazione potrà apparire nel gioco il personaggio di Raoh, mentre anche quiz e carte potranno diventare a tema Hokuto. Come al solito è un’operazione che non ci riguarda perché anche questo gioco pare non essere disponibile al di fuori del Giappone (o meglio, pare che lo fosse fino allo scorso gennaio ma poi il servizio è stato chiuso assieme ad altri dello stesso sviluppatore). Resta però godibilissimo ed esilarante lo spot pubblicitario che l’accompagna. Potrei stare a guardare la faccia di quel fulminato tutto il giorno…. 😂

Anche Keiji va a teatro

Dopo Hokuto No Ken – La leggenda dei crestoni di fine secolo, lo spettacolo teatrale andato in scena dal 6 al 10 settembre (e di cui faremo un approfondimento tra qualche giorno), anche la serie manga Gifuu Doudou!! di Tetsuo Hara e Nobuhiko Horie verrà portata sul palco da attori in carne ed ossa. Con la doppia performance di Hiroki Ino e Akira Kagimoto, la rappresentazione andrà in scena all’ AiiA 2.5 Theater di Tokyo dal 17 al 26 novembre 2017, e alla Miel Parque Hall di Osaka il 9 e il 10 dicembre.

La serie originale Gifuu Doudou!! è il manga erede di Hana No Keiji – Kumo No Kanata Ni (Keiji dei fiori – oltre le nuvole) ed ha iniziato ad essere serializzato dal 2008. L’arco più recente, Gifuu Doudou Naoe Kanetsugu- Maeda Keiji – Hanagatari (il racconto dei fiori) è attualmente in corso di pubblicazione sul mensile Comic Zenon. Nel manga viene ritratto Kanetsugu Naoe, amico fraterno di Keiji Maeda; sceneggiatura e direzione saranno affidate a Tsuyoshi Kida.

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Ringraziamenti:  Carmine Napolitano

Ken il guerriero – Ecco chi sono i suoi 4 nuovi avversari

Ne abbiamo parlato a luglio. Mi riferisco a Pachislot Hokuto No Ken Shin Densetsu Sōzō (パチスロ北斗の拳新伝説創造), l’ennesima slot dedicata a Ken il guerriero che verrà lanciata in Giappone il prossimo lunedì 4 settembre. Di seguito il trailer esteso:

Come già avevo accennato (e come potete vedere dal trailer), stavolta saranno inclusi ben 4 nuovi personaggi creati sotto la diretta supervisione del maestro Tetsuo Hara. Scopriamone insieme il background:

Bijama della Luce Cremisi

Il folle scienziato guerriero che ha costruito la Capitale

Un essere abbietto, la cui astuzia è riconosciuta perfino dal Viceré Jako, che brama in segreto Myou, la donna di Falco, motivo per il quale nutre uno smisurato odio nei confronti dello Shogun della Luce Dorata. Tale odio, in passato, lo ha portato a rivelare a Raoh l’ubicazione del villaggio in cui risiedeva l’Imperatore nella speranza che uccidesse Falco. Ma la sua meschinità non finisce qui, perché egli è anche il responsabile dell’ideazione del piano che ha portato ad imprigionare l’Imperatore stesso. Come si poteva vedere nel trailer postato la volta scorsa, questo personaggio sembra anche dotato di protesi meccaniche simili a quelle del pirata Akashachi (Pirata Rosso, per i fedeli al doppiaggio italiano).

Asura della Luce Bianca

Colui che ha consacrato la sua vita all’Imperatore del Cielo

Maestro del Gento Kouken e dotato di un talento naturale per il combattimento, è noto per essere una spietata macchina di morte, ma non è sempre stato così. La sua personalità è cambiata radicalmente a causa delle macchinazioni di Jako e Bijama, che gli hanno portato via l’unica donna che ha amato e assieme alla quale è cresciuto: Luise, l’Imperatore del Cielo.

Batoro della Luce Azzurra

Ha messo il suo pugno al servizio di Falco

Ex tutore di Luise e Shogun dell’Impero, nutre per Falco una profonda stima dal giorno in cui questi ha sacrificato la sua stessa gamba per respingere Raoh e le sue truppe. Da allora lo segue fedelmente e, come lui, si è sottomesso al volere del Viceré Jako perché teme per l’incolumità dell’Imperatore.

Oguru della Luce Verde

L’anziano Shogun che ha addestrato Bart

Nonostante sia uno Shogun dell’Impero, mal sopporta gli ordini di Jako, ma il destino beffardo lo porterà comunque a scontrarsi con Bart, il ribelle che egli stesso ha addestrato anni prima, forgiandone corpo e spirito.

NOTA: Per evitare confusione è bene chiarire che questo pachislot (come praticamente tutto il resto del merchandise odierno a tema Hokuto) è basato esclusivamente sul manga originale e non sull’anime storico, che è invece a tutt’oggi una produzione a sé stante i cui diritti di sfruttamento sono ancora saldamente in mano a Toei. Di conseguenza Boltz e Taiga, personaggi esclusivi dell’anime, non solo non compaiono, ma vengono qui rimpiazzati dai nuovi personaggi.

Come dicevo la volta scorsa, c’è la concreta possibilità che ai quattro personaggi venga dedicato perlomeno qualche speciale episodio manga su Comic Zenon (come successe a suo tempo con Garuda) ma, al di là di tutto questo, come al solito è triste constatare che la macchinetta mangiasoldi vanterà numerose sequenze animate che avrebbero potuto tranquillamente far parte di una nuova serie di film e OAV sullo stampo della precedente Pentalogia (tantopiù che siamo in clima di 35° anniversario…) . Di seguito una gallery con alcuni esempi:

Sappiamo ormai bene che gli introiti che possono garantire pachinko e pachislot sono enormemente superiori a qualsiasi altro prodotto, ma ogni volta che della buona animazione viene usata così, un po’ muoio dentro. E voi che ne pensate? Scrivetelo nei commenti 😉

Ringraziamenti: Aisanbou (per le info sui personaggi) e Carmine Napolitano (per la traduzione)

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Ken il guerriero su PS4 – Prime informazioni su trama, personaggi e gameplay

Dopo il sensazionale annuncio dell’altro ieri, eccoci di nuovo a parlare di Hokuto Ga Gotoku, l’ormai attesissimo videogame per PS4 prodotto da SEGA e sviluppato dal team della serie Yakuza. Iniziano infatti a trapelare nuove informazioni e possiamo quindi gettare uno sguardo più approfondito a quello che già si preannuncia come uno dei titoli più interessanti mai realizzati su Ken.

Una nuova leggenda

Come già avevamo detto, quella di Hokuto Ga Gotoku sarà una storia inedita in cui però, come si può facilmente evincere anche dal trailer, non mancherà la presenza di personaggi ben noti ai fan della serie. A quanto pare la storia sarà collocata dopo lo scontro finale tra Kenshiro e Shin, con la conseguente rivelazione di quest’ultimo circa la morte di Julia, aspetto della saga originale che ormai conosciamo a memoria.

Seguiremo quindi il cammino di un Kenshiro che, in preda alla disperazione, si appiglierà a delle voci che vorrebbero in realtà Julia viva e vegeta all’interno della fantomatica Eden, la cosiddetta “città dei miracoli”, un luogo in cui non sono ammessi stranieri e in cui, tra svariati comfort come acqua e corrente elettrica, ormai scomparsi nel mondo esterno, sembra regnare la pace.

Personaggi vecchi e nuovi

Se di Shin e Julia già conosciamo tutto, lo stesso non si può certo dire dei primi 3 dei nuovi personaggi che animeranno questa inedita storia del successore di Hokuto:

XANA

Figlia del precedente capo della vasta comunità che popola Eden, questa ragazza cerca di governare in modo giusto, andando incontro alle necessità della gente.

JUGGLE

Comandante del corpo di guardia di Eden, dopo aver visto Kenshiro in azione ed aver constatato la potenza dell’Hokuto Shinken, deciderà di farlo imprigionare perché troppo pericoloso. Col tempo, tuttavia, gli aprirà il suo cuore e ne diventerà un amico fidato.

IL RE DEL MALE

Personaggio misterioso tanto quanto la sua arte marziale, è ossessionato dall’idea di impadronirsi di Eden, a cui periodicamente sferra attacchi grazie alla sua armata.

Degli altri personaggi visti nel trailer, Rei e Devil Rebirth, ancora non è stato detto nulla. Per quello che riguarda il maestro dell’Uccello d’Acqua di Nanto si può comunque dedurre, in base al trailer, che la sua presenza sarà legata ad un duello in un’arena. La cosa non è strana perché, come ben sa chi ha familiarità con Yakuza, le arene in cui combattere sono presenti in ogni capitolo della serie. È possibile che il guerriero di Nanto sia giunto a Eden sulle tracce della sorella rapita e che si ritrovi infine a combattere contro Kenshiro (interessante il fatto che Ken ha le sette cicatrici in bella mostra durante la lotta) per i più svariati motivi. Certo è che, se così fosse, ciò riscriverebbe la trama originale, presentando il primo incontro tra i due personaggi in circostanze molto diverse rispetto a quelle che conosciamo da più di 3 decenni e sarebbe un indizio importante sulle intenzioni degli sviluppatori, ovvero narrare una storia imprevedibile e senza reali vincoli con quella della serie classica. È vero che è ancora presto per dirlo con assoluta certezza, ma nell’ottica di un videogame, soprattutto dopo che abbiamo avuto i due precedenti capitoli di Ken’s Rage a raccontarci la storia del manga dall’inzio alla fine (più o meno), non si può non sottolineare come la cosa sia da vedere in maniera assolutamente positiva.

Struttura di gioco

Come da tradizione, Hokuto Ga Gotoku sarà un action adventure con struttura open world. Kenshiro sarà quindi in grado di esplorare in lungo e in largo la città di Eden senza particolari restrizioni, completando obiettivi sia principali che secondari e affrontando anche numerosi minigiochi (come quello dello shaker visto nel trailer e che tanto ha fatto storcere il naso ad alcuni).

Il sistema di combattimento, ormai rodato da anni di capitoli della serie Yakuza, sarà appagante e ricco di Quick Time Event volti a renderlo più spettacolare. Durante l’avventura il protagonista avrà anche modo di acquisire nuove tecniche di Hokuto.

Il gioco, tuttavia, non si limiterà a prendere la formula di Yakuza e riproporla in salsa Hokuto. Stando infatti alle parole degli sviluppatori, l’intenzione è di inserire degli elementi peculiari riguardanti Hokuto No Ken per soddisfarne gli appassionati.

Il sondaggio di SEGA

Incerta sul riscontro che il titolo potrebbe avere in occidente, SEGA ha lanciato un sondaggio ufficiale rivolto non solo ai fan di Hokuto ma anche di Yakuza. Il link è il seguente:

http://yakuza.sega.com/RGGStudioAnnouncementSurvey/

E’ importante sottolineare che, al momento, NON ci sono piani per una release di Hokuto Ga Gotoku al di fuori del Giappone, quindi tale sondaggio è un’occasione unica per tutti i fan di Ken il guerriero di far sentire la propria voce in merito.

Prossimamente

Oltre alle rivelazioni che verranno date al Tokyo Game Show, il prossimo 14 settembre sarà pubblicato in Giappone un numero speciale di Famitsu contenente altri approfondimenti e interviste a Tetsuo Hara, al produttore e agli sviluppatori del gioco. Quindi, stay tuned for more 😉

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Ringraziamenti: MusashiMiyamoto, Carmine Napolitano e Calogero Piazza

Ken il guerriero – Le origini del mito: La prima immagine ufficiale della nuova serie

Dalle pagine del nuovo numero di Comic Zenon, in vendita in Giappone a partire da oggi, arriva la prima immagine teaser di Souten No Ken RE:GENESIS, il nuovo manga che proseguirà le gesta di Kenshiro Kasumi, il 62° successore dell’Hokuto Shinken, già protagonista della precedente serie, edita in Italia con il titolo “Ken il guerriero – le origini del mito”.

A partire dal prossimo 25 ottobre, quindi, inizierà una nuova saga che, come già sapevamo, abbandonerà le malfamate strade della Shangai degli anni ’30 per spostarsi in Indonesia.

Per quello che riguarda un’eventuale pubblicazione italiana, è importante ricordare che, a differenza della precedente serie, che aveva cadenza settimanale, i nuovi episodi avranno invece in Giappone una cadenza mensile, il che significa che ci vorranno circa una decina di mesi in madrepatria prima che vengano raccolti in volume e ancor più tempo prima che il tutto venga tradotto e pubblicato anche da noi. L’attesa sarà quindi piuttosto lunga, ma vi terremo informati il più possibile. 😉

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Le peculiarità linguistiche di Ken il guerriero

A cura di Carmine Napolitano, MusashiMiyamoto e Squalo Densetsu

Oltre ad essere un’opera epica, capace di lasciare il segno non solo nel mondo dei manga e degli anime, ma anche nella società, Hokuto No Ken rappresenta un caso emblematico dal punto di vista linguistico. Perché se ogni tanto si cerca di spiegare ed approfondire le differenze culturali tra l’occidente ed il Giappone, il paese in cui la serie è stata ideata e si è sviluppata, quasi mai si analizza ciò che c’è dietro quella barriera linguistica che non ci permette di cogliere a fondo e più pienamente la complessità di storia e personaggi. Ecco quindi questo articolo, redatto allo scopo di far luce su quegli aspetti, molto spesso sottovalutati quando non addirittura del tutto ignorati o peggio ancora travisati, che solo chi ha fruito almeno una volta dell’opera in lingua originale può comprendere. Buona lettura! 🙂

Nomi dei personaggi

I nomi dei personaggi di Hokuto No Ken, tranne che in rarissimi casi, sono sempre scritti in katakana, ovvero l’alfabeto fonetico usato in giapponese per scrivere principalmente parole di origine straniera. Abbiamo quindi: ケンシロウ (Kenshiro), ラオウ (Raoh), レイ (Rei), トキ (Toki), ジャギ (Jagi), シン (Shin), ユリア (Julia) e via dicendo. È importante sottolineare come questo particolare alfabeto, diversamente dai kanji utilizzati ad esempio per i nomi delle tecniche segrete, non fornisca alcun tipo di significato ai nomi dei vari protagonisti dell’opera. Questo rende spesso difficile “azzeccare” la giusta traslitterazione nella nostra lingua, in quanto la pronuncia giapponese stessa del nome può differire anche in maniera significativa rispetto a quello che vorrebbero intendere. Basti l’esempio di アルフ, che da loro viene pronunciato Arufu ma che in realtà è semplicemente la lettura nippofona del nome Alf (lo Shura della clessidra. Ve lo ricordate, no?). Ecco perché è possibile trovare, sia ufficialmente che in maniera amatoriale, tanti diversi adattamenti dei nomi dei protagonisti.

Ad ogni modo, stando a quanto dice lo stesso Buronson, la scelta fu operata pensando al fatto che i personaggi vivevano in un mondo dove i confini geografici non avevano più significato, e quindi anche i concetti di nazione e nazionalità erano ormai privi di valore. Esisteva solo una razza umana che “tuttavia era sopravvissuta….”. Non avrebbe avuto senso distinguere quindi fra giapponesi e stranieri, ecco perchè venne scelto il katakana, per non dare connotazioni geografiche definite ai vari personaggi, anche in quei casi in cui il nome suonasse inequivocabilmente giapponese. Un’eccezione è Kenshiro, il cui nome compare scritto proprio in kanji (拳四郎) in entrambi gli episodi pilota precedenti la realizzazione della serie ed ambientati prima della guerra nucleare, dove peraltro compare anche il cognome: Kasumi (霞).

Samurai e tamarri

La particolarità che più di tutte è nota al pubblico giapponese, è l’alternanza fra il linguaggio classicheggiante dei maestri di arti marziali, pieno di espressioni arcaiche o comunque poco usate nel giapponese moderno, e quello dei crestoni e dei cattivi di basso livello, sgrammaticato e volgare, tipico dei ragazzi “difficili” del Giappone. Per rendere meglio l’idea, immaginate Ken o Toki che parlano come i Cavalieri dello Zodiaco, mentre i crestoni parlano come dei coatti qualunque. Non è un caso: i maestri di arti marziali altro non sono che la rappresentazione tipica del guerriero. Tale guerriero, secondo la cultura giapponese, non ha mai un’immagine rozza ma deve distinguersi anche per le sue maniere. Nell”era in cui vivono, dominata dalla violenza, i vari maestri (con la parziale eccezione di Jagi) rappresentano, anche col loro modo di parlare, quell’ideale di uomo d’altri tempi che potrebbe portare di nuovo ordine nel mondo. Ad esempio, “Addio” comunemente si direbbe さようなら (sayounara), ma in Hokuto No Ken viene invece usato un più aulico さらばだ (sarabada). “Mi scusi/mi perdoni” viene invece detto すまぬ (sumanu) al posto del più semplice すみません (sumimasen). Ancora, riguardo alle forme negative dei verbi, mentre nel giapponese moderno, per ottenerle si aggiunge il suffisso ない (nai), nell’opera si incontra spesso il suffisso ぬ (nu). Di seguito, l’esempio più noto, tratto dalla sezione “Le Frasi dei Personaggi di Hokuto No Ken”, curata da AndreaMusashiMiyamoto” Mazzitelli.

ひ、退かぬ!媚びぬ!省みぬ!-Lettura: Hi…Hikanu! Kobinu! Kaeriminu!
Traduzione: Non…non mi tirerò indietro! Non mi abbasserò! Non avrò ripensamenti!
Questa frase è famosissima in Giappone tra i fans, anche perché è molto particolare nei verbi usati. È Souther a dirla poco prima della fine dello scontro decisivo con Kenshiro quando, ormai già consapevole che il combattimento è giunto al termine, spinto dal suo immenso orgoglio si lancia in un ultimo disperato attacco.
La traduzione è come sempre letterale, ma si potrebbe rendere in tanti modi diversi, come per esempio:”Non indietreggerò! Non mi prostrerò! Non avrò ripensamenti!”.
Resa in questo modo è sicuramente più scorrevole e un po’ più aulica e intensa. Tra l’altro l’ultimo verbo è inteso anche come “non pentirsi di nulla”, quindi ripensamento in questa particolare accezione. E’ davvero una delle espressioni più belle e pregnanti dell’intero racconto.

Come vedremo nel prossimo paragrafo, esistono svariati modi per esprimere i pronomi personali. Alcuni sono caduti estremamente in disuso, tipo 吾が(waga) per dire “io”, e うぬ (unu) per dire “tu”. Nella serie li troviamo entrambi, usati tipicamanete da Raoh che, a dispetto della brutalità che sembra caratterizzarlo, è il personaggio con il registro linguistico più nobile di tutti. Un altro esempio, sempre dal nostro Musashi…

ぬう!!お…おれは拳王!拳王は決してひざなど地につかぬ~!-Lettura: Nuu! O…Ore wa Ken-Ou! Ken-Ou wa kesshite hiza nado chi ni tsukanu~!
Traduzione: Nuah!Io…io sono il “Re del Pugno”! E il “Re del Pugno” non cadrà mai in ginocchio!
Questa è una frase di Raou famosissima e molto bella anche linguisticamente, motivo per il quale è così nota. Rispecchia proprio la fierezza del personaggio. Letteralmente sta per “…non poggerò mai le ginocchia a terra” e il senso viene enfatizzato proprio da questa costruzione che mette in risalto il movimento di portare il ginocchio al terreno. Il tutto con un linguaggio molto letterario, che ricorda quello di un samurai o di un guerriero, tipico di questo mitico personaggio.

D’altro canto, i crestoni e gli altri cattivi di livello inferiore sono la parodia delle bande di motociclisti e di teppisti che negli anni ’70 e ’80 imperversavano in Giappone (ne abbiamo parlato anche nell’analisi dell’11° episodio dell’anime storico), i cui componenti erano quasi sempre poco istruiti, provenienti da famiglie poco agiate, e con un loro linguaggio peculiare caratterizzato, oltre che da espressioni volgari, da un tono sbruffone e dalla storpiatura di molte parole. Un primo esempio è l’utilizzo dell’espressione オレ様 (oresama) per indicare se stessi, in quanto -sama è un suffisso onorifico che non andrebbe mai usato in riferimento alla propria persona, perché farlo indicherebbe un’arroganza indicibile. Caratteristiche poi molto note, anche e soprattuto a chi ha avuto modo di ascoltare almeno una volta le espressioni dei crestoni in lingua originale (che sia nelle produzioni animate o anche nei videogiochi della serie Hokuto Musou/Ken’s Rage), sono l’allungamento e la storpiatura dei suoni, in particolare il suono –ai che diventa –eeeeeee. Come nel famoso いてえええええ di Heart, pronunciato alla vista del proprio sangue, che normalmente sarebbe 痛い (itai). Questa abitudine si è in realtà diffusa anche tra la popolazione in generale, ma rimane considerata un modo piuttosto volgare di esprimersi. Questo doppio livello linguistico è la fonte di innumerevoli parodie dedicate a Ken.

Male parole

Chi ha visto solo l’anime italiano avrà sentito dire al massimo “bastardo”. In realtà i personaggi di Ken, e in alcune situazioni anche Ken stesso, dicono pure le parolacce, talvolta ben più pesanti di bastardo, e nel manga ciò è decisamente evidente. Ad esempio l’esclamazione クソ (kuso), cioè “merda”, ma in alcuni casi traducibile anche come “cazzo”, viene usata con una certa sportività! Altro esempio, sempre da Musashi, riguarda proprio il termine “bastardo” di cui parlavamo poco sopra…

野郎!ふざけやがって!-Lettura: Yaroo! Fuzakeyagatte!
Traduzione: Bastardo! Ci prendi in giro / Ci prendi per il culo!
L’espressione è molto volgare, perciò la traduzione corretta in italiano sarebbe “Ci prendi per il culo!”, ma per i motivi che tutti conosciamo è stata molto edulcorata e, in alcuni casi, addirittura tradotta in modo del tutto diverso. Anche “Yaroo”, che viene ripetuto più volte nel corso della storia, è un’espressione volgare e la traduzione letterale è proprio “Bastardo!”. Ovviamente volendo tradurla con altri termini volgari (“stronzo” o “pezzo di merda”) si può fare, ma è quello il senso originario.

E qui veniamo a uno degli aspetti più difficili da riportare in una lingua straniera, ovvero la differenza dei pronomi personali. In giapponese esistono vari registri linguistici da utilizzare a seconda della persona con cui si parla. Anche i pronomi personali, di cui accennavo prima, variano a seconda delle circostanze e dell’interlocutore e sono ben più numerosi dei nostri. Per esempio, per dire “tu” oppure “voi” ci sono un bel pò di opzioni: l’espressione standard è 貴方 (anata), che si usa con una persona che non conosciamo, o con cui semplicemente non abbiamo confidenza. Ma tu si può dire anche con お前 (omae), che è un modo meno elegante di rivolgersi e che indica già una minore riverenza verso l’interlocutore. Non è per forza offensivo, ma usare questa parola in Giappone con uno sconosciuto o con un superiore viene considerato estremamente rozzo.

Su 手前 (temee) e 貴様 (kisama) non ci sono invece dubbi: significano entrambi tu, ma esprimono un forte disprezzo per l’interlocutore. Equivaglono, di fatto, a un insulto. Ora, traducendo questi pronomi alla lettera, non si riuscirebbe a rendere lo stato d’animo con cui i personaggi stanno parlando. Ecco perchè si introduce (si dovrebbe introdurre) uno “stronzo” oppure “bastardo”, “figlio di…”

貴様/きさま!-Lettura: Kisama!
Traduzione: Tu (maledetto, pezzo di merda, stronzo, ecc.)!
Questo è un termine abbastanza strano, almeno per chi non conosce certe cose. In passato veniva usato come termine di rispetto per indicare la seconda persona, ovvero un “tu”. Nella lingua moderna, invece, ha un significato del tutto opposto, cioè volgare. Indica sempre il “tu”, ma trasmette un senso di minaccia, aggressività e volgarità. Le paroline gentili fra parentesi le ho inserite perché il significato è proprio quello. Spesso è usato sia come un “tu” volgare, come detto, all’interno della frase (Rei lo usa rivolgendosi a Ken quando ancora non sono amici per trasmettere un senso di minaccia e rivalità) e a volte invece, come nell’esempio in rosso, usato a mo’ di esclamazione.
In base al contesto si può tradurre anche con una parolaccia.
Il termine forse più indicato è “maledetto” quando usato come esclamazione, ma il senso è sempre quello. Inutile dire che anche questo vocabolo, viste le frequenti incazzature che percorrono in lungo e in largo il racconto, è usato un po’ da tutti, soprattutto dai tipi rozzi, ma anche dai guerrieri più forti e dallo stesso Ken, il quale quando s’arrabbia perde un po’ il suo aplomb tipicamente giapponese e si produce in varie e colorite espressioni. :alienff:

Ovviamente le parole pesanti non sono un’esclusiva di Hokuto No Ken; tutto sommato, il breve excursus appena fatto, dovrebbe rendere l’idea di come anche il linguaggio usato dai personaggi sia ben più crudo di quanto si possa immaginare e decisamente più forte di quello di un Dragon Ball, tanto per fare un nome. E’ comunque importante rimarcare il punto fondamentale di quanto appena esposto: in Giappone NON esistono davvero le  parolacce così come le intendiamo noi, proprio per via di una struttura diversa della lingua. Quindi il problema “parolaccia sì, parolaccia no” che riguarda, incluso Ken, la stragrande maggioranza degli adattamenti italiani  di anime e manga è, di fatto, qualcosa che il traduttore deve stabilire da sé, tenendo conto del contesto e (preferibilmente, ma non tutti lo fanno) del target di riferimento dell’opera. Nel caso specifico di Hokuto No Ken, senza stare ad allargare troppo il discorso, bisognerebbe ricordare che era comunque un manga di genere Shonen (cioé per ragazzini) e che lo stesso Tetsuo Hara si sforzava, proprio per questo motivo (e anche per arginare le proteste delle associazioni dei genitori), di smorzare la violenza delle scene in cui i crestoni esplodevano, sia graficamente che creando le famose “urla di dolore” (di cui parleremo più tardi). Di conseguenza, un adattamento realmente “fedele” alla fonte originaria, in teoria non dovrebbe mai contenere espressioni esageratamente volgari, che stonerebbero troppo con tutto il resto.

Letture “arbitrarie”

Questa non è una caratteristica esclusiva di Hokuto No Ken, ma la si può riscontrare facilmente anche in altri manga e romanzi. I kanji, i numerosi caratteri che assieme agli alfabeti fonetici compongono il sistema di scrittura giapponesi, hanno in genere almeno due letture: una sinofona (i kanji vengono infatti dalla Cina) e una autoctona. Ma spesso e volentieri sono ben più di due. Gli autori di un manga, piuttosto che di un romanzo o altro, possono però scegliere di dare a determinati caratteri letture arbitrarie, specificate dai furigana che si trovano a lato dei kanji. Pensate ad esempio a quello che accade con le licenze poetiche in italiano.

Dal 1° volume del manga originale. I furigana sono posti in piccolo a destra dei kanji.

Un esempio di ciò si trova già nel titolo stesso dell’opera, 北斗の拳 (Hokuto No Ken). Il carattere  拳 si leggerebbe in questo caso kobushi, che sarebbe la lettura autoctona, ma il maestro Hara ha preferito quella sinofona, ovvero ken, creando così un gioco di parole col nome del protagonista, ma anche un riferimento alle origini cinesi delle arti marziali presentate nel manga. Altro esempio molto famoso è costituito dalla parola scritta con questi kanji, 強敵, che significa “rivale” o, più precisamente, “potente avversario”, e si leggerebbe normalmente kyouteki. Ma Hara lo fa leggere anche come tomo, che significa tipicamente “amico” o “compagno”. In questo modo, viene dato alla rivalità un significato più profondo, che sconfina poi nell’amicizia, creando quel dualismo che contraddistingue gli antagonismi della serie, per cui verso i maestri avversari, anche se acerrimi nemici, non c’è disprezzo ma rispetto e anche una sorta di riconoscenza.

Altro esempio ancora è il nome della città costruita da Shin (南十字星), che si leggerebbe Nanjuujisei. Ma Hara ha preferito Sazankurosu, ovvero la lettura nippofona dell’inglese Southern Cross. Stesso discorso per il simbolo di Shin (血の十字架), che si leggerebbe chi no juujika, ma vi è stato preferito buradiikurosu, ovvero Bloody Cross. Per ultimo citiamo la “Reincarnazione del Diavolo” (悪魔の化身), che normalmente si leggerebbe Akuma No Keshin ma a cui il maestro Hara ha preferito Debiruribaasu, ovvero Devil Rebirth.

Colpi metaforici

Anche se è vero che Hara e Buronson hanno dichiarato, in passato, di aver scelto i nomi dei colpi segreti in base a come suonavano meglio, questo non significa che mettevano insieme parole a casaccio. Infatti, diversamente da come ci hanno abituati il pessimo adattamento italiano dell’anime e, a volte, le traduzioni fuori contesto delle varie edizioni italiane del manga, in realtà i nomi delle tecniche usate dai protagonisti sono molto simbolici, hanno quasi sempre relazione con qualche aspetto della storia in corso e, in alcuni casi, nascondono anche dei giochi di parole. Tale caratteristica è presente fin dagli episodi pilota, ad esempio con l’Hokuto Hyakuretsu Dan (北斗百裂弾), che è il prototipo del più famoso Hyakuretsu Ken che si vedrà poi nella serie regolare.

Benché, per sintetizzare, vada anche bene la traduzione “Cento Colpi Distruttivi di Hokuto”, in realtà gli ideogrammi che ne compongono il nome nascondono un significato più metaforico, che rivela molto più della semplice potenza fisica del protagonista. “Hyaku” (Cento) è infatti un numero fortemente legato al buddhismo, mentre “Retsu”, letteralmente, significa squarciare le tenebre. Quindi i colpi lanciati da Kenshiro non servono solo a squarciare fisicamente l’avversario, ma si pongono su un piano più elevato, andando ad intendere che in essi c’è la potenza di dissipare il male. Sono colpi che possono purificare il mondo dai demoni.

Altro esempio molto particolare è l’Hokuto Ryū Ken Kappagan (北斗琉拳喝把玩). Anche se la traduzione sarebbe Presa del Rimprovero della Scuola della Gemma Splendente di Hokuto, rappresenta un divertente gioco di parole creato dagli autori: In primo luogo indica l’azione di Shachi, ovvero redarguire, rimettere al proprio posto, quello Shura che ha avuto l’ardire di sfidarlo. In seconda battuta, può essere interpretato letteralmente come “Scherzo del Kappa”, stando ad indicare sempre l’azione di Shachi che, deformando la testa dell’avversario, lo rende più simile ad un Kappa (mostro lacustre della mitologia giapponese) in sintonia anche con le rifiniture a tema “acquatico” della sua stessa armatura. Nell’anime, la tecnica è pronunciata “Katsu Hagan” in modo da suonare in maniera più marziale.

 

Questi chiaramente sono soltanto due esempi. Molti altri li potete trovare nella nostra esclusiva enciclopedia online.

Urla di dolore

A chiudere l’articolo, per completezza, non ci possiamo esimere dal parlare delle famosissime urla che caratterizzano i malcapitati che hanno l’ardire di mettersi contro Kenshiro. Come spiegato direttamente dal maestro Hara in una delle interviste per il trentennale della serie, tali esclamazioni nacquero dall’idea che, quando una persona si ferisce, in genere non pronuncia mai frasi di senso compiuto, dando luogo invece a parole sconnesse a causa del dolore. Quindi in primo luogo una ricerca di realismo. In seconda battuta, però, c’era la volontà di stemperare la violenza e la crudezza delle scene in cui i nemici morivano. Perché, come abbiamo già affermato prima, Hokuto No Ken era un manga indirizzato principalmente ad un pubblico di ragazzini. Per alleggerirne un po’ l’atmosfera, il maestro penso di rendere tali urla particolarmente ridicole e, senza volerlo, generò un vero e proprio fenomeno di costume in tutto il Giappone, tanto che ancora oggi, anche chi magai conosce Hokuto No Ken solo di nome, si ricorda però di queste particolari esclamazioni. Al nostro MusashiMiyamoto il compito di spiegarci “l’etimologia” di quella che è la più celebre in assoluto…

Hidebu!! (ひでぶっ!!)

Proprio come confermato dal maestro Hara anche in occasioni precedenti a questa intervista, “Hide” è lo stesso di “Itee”, che sta per “mi fa male, che dolore” – espressione che Heart usa quando vede uscire il proprio sangue – e “Bu” è un’onomatopea che indica il gonfiore. In altre parole, parafrasandola, la frase sarebbe “Che dolore…scoppio! Boom!”. Il maestro l’ha messa come preferita fra tutte in una classifica risalente a qualche anno fa.

Maschere con urla di dolore in rilievo

In conclusione…

Speriamo che questo viaggio nei meandri della lingua originaria in cui Ken il guerriero è stato pubblicato vi abbia divertito e fatto scoprire aspetti che non conoscevate e che meritavano di essere spiegati. Soprattutto, speriamo che questo approfondimento, come quelli che ormai proponiamo da una vita, vi faccia amare ancor di più quest’opera così piena di livelli di lettura. Alla prossima 😉

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