Ken il guerriero e gli errori del doppiaggio storico (decima puntata)


Bentornati (o benvenuti, se siete nuovi da queste parti) alla rubrica sugli svarioni del doppiaggio italiano dell’anime di Hokuto No Ken. La volta scorsa avevamo lasciato Kenshiro a destreggiarsi tra zingare dall’identità sessuale incerta, capivillaggio caconi e altre amenità. Oggi andiamo quindi a chiudere il cerchio parlando della seconda parte della minisaga filler legata al Monte Ryujin. Ce la farà Kenshiro a sconfiggere i suoi avversari? E, cosa più importante, ce la farete voi ad arrivare a fine articolo o soccomberete di fronte alle castronerie del nostro amato adattamento? Ai posteri l’ardua sentenza…


EPISODIO 10
“L’UOMO DI FUOCO

烈火逆流拳! 死すべき奴らが多すぎる!!
(Tecnica del flusso inverso del fuoco ardente!
Sono in troppi a dover morire!!)

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Dati tecnici

  • Prima TV (J): 13 dicembre 1984
  • Supervisione artistica: Masahisa Ishida
  • Sceneggiatura: Shoozoo Uehara
  • Sakkan: Nobuhiro Masuda
  • Fondali: Masao Ichitani / Morishige Suzuki
Sinossi

La misteriosa Patra sembra svanita nel nulla così come il lago che permetteva la sopravvivenza della povera gente del villaggio. Ma dove può essere andata a finire tutta quell’acqua? E dove sono Sam e Mikah? L’unica possibilità di rispondere a tali domande sembra celata sul Monte Ryujin e Kenshiro è ora deciso a svelarne i segreti…


L’episodio, davvero ricco di minchiate assortite, parte bene già dal riassunto! Infatti, già dopo circa 30 secondi dall’inizio, viene ribadito che:

“Kenshiro era riuscito a sconfiggere Patler, ma questi era scomparso…”

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Insomma, ‘sta povera donna doveva essere proprio brutta per essere ritenuta un uomo…

“Ma allora per quale motivo avranno deciso di portare via la mia Mirka…”

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Qui la frase originale ha un senso piuttosto diverso. Infatti il padre di Mikah non sta puntando il dito tanto contro Patra e i suoi seguaci, quanto incolpando sé stesso per la propria stupidità. Infatti la traduzione più corretta sarebbe: “Ma per quale ragione ho consegnato loro Mikah?”

Di conseguenza anche la seguente frase di Jiro (Ciro per gli amici) è messa in maniera differente dall’originale:

“Perché sono esseri crudeli, ecco perché”

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… mentre in realtà sarebbe: “Patra ci ha soltanto ingannati!”

Poco dopo aver iniziato la scalata, Kenshiro deve vedersela con il famigerato mostro del monte Ryujin

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…al quale, dopo averlo sconfitto, dà questo avvertimento:

“Ti ho colpito in un punto segreto, uno STOMA dei muscoli…”

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Ora, prima che vi mettiate a googlare, vi anticipo io la definizione di questo termine:

stoma [stò-ma] s.m. (pl. -mi)

* 1 bot. Ognuna delle numerose aperture microscopiche presenti sulle foglie e su altri organi delle piante, che permettono la traspirazione e gli scambi gassosi con l’esterno
* 2 zool. Apertura della conchiglia nei molluschi che ne sono provvisti

‘Sto doppiaggio è sempre più mitico! In realtà quello che manca nella frase è il nome del punto segreto in questione che è  Kyousei (竅星). che sembra avere effetti molto simili all’Hokuto Gōkin Bundan Kyaku (visto nella settima puntata), rendendo la vittima incapace di utilizzare le proprie braccia.

Curiosità: Il mostro e il Nanto Seiken

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Sebbene nella puntata in questione non venga dato alcun nome allo stile di combattimento del mostro (in realtà “guardiano”番人 -) del monte Ryujin, pare che “ufficialmente” si chiami Nanto Yajū Ken (南斗野獣拳 – Tecnica della Belva di Nanto) e tale denominazione deriverebbe da una vecchia linea di giocattoli prodotta negli anni ’80.

Kenshiro utilizza quindi l’avversario come sherpa improvvisato per raggiungere il quartier generale di Patra, ma lungo la salita c’è un imprevisto: un uomo robusto, completamente avvolto da fiamme blu (in pratica una caldaia a metano vivente), dà fuoco al mostro e lo fa precipitare nel vuoto, aggiungendo queste parole:

“Idiota! Spingerti fin qui… Non bisogna mai fidarsi delle sottorazze

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Ma nell’originale giapponese la frase era: “Idiota! Lo hai guidato fin qui! Crepa, inutile cane bastonato!”

Kenshiro cerca di corrergli dietro ma, girato l’angolo, non solo il tizio si è volatilizzato, ma si trova di fronte ad una sorta di castello medievale mitteleuropeo (!?)

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Senza stare lì a chiedersi come cavolo fa a starci una cosa del genere in pieno Giappone postatomico, Ken decide che entrare dal portone principale e spaccare il culo a tutti è troppo mainstream, mentre è ben più figo il free climbing estremo in notturna…

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Manolo? Bitch, please

Intrufolatosi finalmente nel castello, Kenshiro trova una stanza in cui è appeso un quadro raffigurante Julia. Decide allora di chiedere lumi al padrone di casa (che con i suoi circa 200 chili pretendeva di spiarlo di nascosto) e questi gli racconta di come Shin e la sua amata si siano fermati lì per un breve soggiorno durante il loro viaggio verso la Croce del Sud, aggiungendo:

“Shin era contento ma lei è l’immagine della tristezza”

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… mentre la frase originale sarebbe: “Questo dipinto è stato realizzato dallo stesso Shin, ma negli occhi della signora Julia si scorge l’amarezza”. Insomma, l’anime ci consegna uno Shin non solo come maestro di arti marziali ma anche come abile pittore. Bella lì 😀

L’amabile conversazione si sposta inaspettatamente a tavola, dove Dragon (questo il nome dell’uomo caldaia) senza mezzi termini chiede a Kenshiro di unirsi a lui per fare il cappottone a Shin.

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Siccome però Kenshiro non è d’accordo, con grande sportività Dragon decide di schiattarlo grazie ad una trappola, ma il nostro eroe – com’era prevedibile – all’ultimo secondo riesce a scamparla tramite una botola segreta sul pavimento:

“Questa era un’altra trappola”

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… dice Ken nel nostro doppiaggio, dando il dubbio che sia un po’ lento a capire le cose, mentre in realtà sarebbe: “Come pensavo c’era un trucco”, riferendosi proprio alla botola sul pavimento dalla quale evidentemente è sparito lo stesso Dragon.

Subito dopo entriamo nell’harem e troviamo Patra vestita in maniera un po’ più femminile che si occupa di truccare Mikah.

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Probabilmente la megera ci avrà messo un po’ ad agghindarsi pure lei per far capire di che sesso è, immaginate quindi la sua frustrazione quando la ragazza le dice: Sì, PADRONE…”  :p

Poco dopo, la ragazza (evidentemente sottoposta a qualche forma di ipnosi) viene portata, assieme ad altre, al mercato che si trova all’interno del castello. Sam, il suo ragazzo, che faceva parte dell’asta degli schiavi di sesso maschile, vedendo Mikah esposta come merce da vendere al miglior offerente si getta d’impeto tra la folla, eludendo le guardie e strappando la giovane dalle grinfie di Patra. Tuttavia, la fuga dei due viene interrotta proprio da Dragon che, dopo aver conficcato un pugnale nella spalla di Sam, dichiara:

“Se tenterai ancora la fuga ti ucciderò”

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… che sembrerebbe un giusto avvertimento ma, in realtà, la frase originale recita: “Chi fugge non può essere lasciato in vita”, al che, Sam si dichiara pronto a combattere (la frase italiana non è proprio uguale all’originale ma il senso è lo stesso, quindi non la segnalo come errore) e Dragon aggiunge:

“Piccolo insetto! Non mi sporcherò certo le mani né userò la mia abilità per farti abbassare la cresta. Prendetelo!”

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… che come frase reggerebbe pure, se non fosse che si sono dimenticati di menzionare il Nanto Ryūjin Ken (南斗竜神拳 – Tecnica del Dio Drago di Nanto) a cui l’uomo scaldabagno si riferisce e che la parte finale non è “Prendetelo!” ma “Ammazzatelo!“.

Fortunatamente per i due ragazzi, Kenshiro è già lì, pronto a far strage di cattivoni (non prima di essersi scrocchiato le dita come se ne avesse 15 per mano, ovvio) e, dopo aver accoppato il solito gruppetto di scagnozzi ed ordinato a Sam e Mikah di liberare gli altri prigionieri, si appresta a confrontarsi una volta per tutte con Patra e Dragon:

“Ti ucciderò con il Colpo del Drago Divino del Sud!”

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…urla il panzuto guerriero dai gusti ellenici, mentre il vero nome della tecnica sarebbe, come già abbiamo detto, “Colpo del Dio Drago di Nanto, che è praticamente una forma d’attacco che prevede la combinazione delle rispettive abilità di Patra e Dragon. Mentre la prima usa l’illusionismo per creare dei miraggi capaci di disorientare l’avversario, il secondo emette vere e proprie fiammate dalla bocca.

Qui c’è una scena di pochi secondi non doppiata in italiano in cui Ken dice: “Dev’essere un’illusione”

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Come si conclude la cosa dovreste saperlo bene: Patra, tentando di infilzare Kenshiro si ritrova dapprima cecata e poi finisce carbonizzata da una fiammata dello stesso Dragon, cadendo infine in uno strapiombo (manca solo una voce fuori campo ad urlare “ULTRAAAA COMBOOOO!!”). Il suo alleato, invece, si piglia prima una caterva di pugni e poi viene inchiodato al muro in stile Pegasus:

“Con i miei colpi ho bloccato la fonte del fuoco…”

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… sentenzia un Kenshiro in overdose da anabolizzanti, ma in realtà la frase originale sarebbe: “Ho colpito lo Zenchō (前頂), un punto segreto di pressione, serrandoti la gola…”

Il risultato di questo processo è che, non potendo più sprigionare le sue fiamme all’esterno, Dragon è condannato a bruciare dall’interno e morire in maniera orribile nel giro di pochi secondi:

“CONTROCOLPO DEL FUOCO ARDENTE”

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Stavolta, pur sbagliando come al solito, ci sono andati vicini, perché il nome originale è Rekka Gyakuryū Ken (烈火逆流拳 – Tecnica del Flusso Inverso del Fuoco Ardente).

E mentre Kenshiro si allontana dal castello in preda alle fiamme sparandosi pose da gran figo…

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… alla Croce del Sud troviamo Shin e ‘Ndonie la Passatell che constatano l’ennesimo insuccesso, continuando a fare errori come Uomo di fuoco al posto di Dragon e Drago Divino del Sud al posto di Tecnica del Dio Drago di Nanto.
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La puntata si chiude finalmente con Ken che manifesta i primi sintomi da pugile suonato e inizia a sentire gli arpeggi, mentre Lin lo asseconda…

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(notare l’espressione intelligente)

ALLA PROSSIMA PUNTATA !!


Ringraziamenti

P.S.: nell’analizzare gli errori del doppiaggio storico ho ritenuto di dover segnalare solo ed esclusivamente quelli più eclatanti e/o ridicoli, perché diversamente sarebbe toccato fare una trascrizione ed un adattamento completi dal giapponese dell’intero episodio, cosa che avrebbe richiesto una mole di lavoro eccessiva.

Ken il guerriero e gli errori del doppiaggio storico (nona puntata)


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Dopo ben tre episodi in compagnia dei Berretti Rossi, passiamo finalmente ad un vero e proprio fiore all’occhiello della serie animata di Ken, i famigerati “filler”, ovvero le puntate tappabuchi che – soprattutto nella saga di Shin – servivano per evitare di andare in pari con le storie pubblicate settimanalmente in formato cartaceo. Di come tali avventure “apocrife” abbiano dato vita alle più assurde tecniche di combattimento ne ho già parlato in una classifica a parte (che potete leggere cliccando qui) mentre oggi andiamo a vedere la prima di due puntate a base di streghe, castelli, fanciulle da salvare, trappole, sotterranei e… draghi!

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Ken il guerriero e gli errori del doppiaggio storico (ottava puntata)


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Ben ritrovati con la rubrica sugli ormai mitici errori del doppiaggio di Ken il guerriero! Dopo la lunga pausa che ha tenuto fermo il sito per molti mesi, ho deciso di riprenderla da dove l’avevo lasciata e – a gran richiesta – aggiornarla con più frequenza. Sia perché é ormai divenuta il mio personale cavallo di battaglia, sia perché di puntate da analizzare ce ne sono così tante da rendere necessaria un’accelerazione. Ce la farò? Vedremo, ma intanto, mentre vi ricordo che cliccando qui trovate l’elenco delle precedenti puntate, vi esorto a mettervi comodi e a prepararvi (come sempre) al peggio. Buona lettura!

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Ken il guerriero e gli errori del doppiaggio storico (settima puntata)


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Torna, dopo tanto tempo, l’appuntamento con il memorabile doppiaggio storico di Ken il guerriero! Siete pronti a salire sullo (sgangherato) treno dei ricordi? Bene, allora, mentre vi ricordo che trovate l’elenco delle puntate precedenti cliccando qui, auguro a tutti una buona lettura 😉

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CITY HUNTER TRIBUTE


A cura di Marco Nero (testi) e Squalo Densetsu (contributi addizionali)

Tanti sono i manga che durante il boom economico degli anni ’80 hanno raccolto uno spropositato successo –Ken il guerriero, Ranma 1\2, Dragon Ball, Akira, I Cavalieri dello Zodiaco, Le bizzarre avventure di Jojo, solo per citarne alcuni – un periodo, quello dei magici 80’s, in cui presero forma nuove idee e nuovi stili e in cui i disegnatori appassionati di cinema come Tetsuo Hara ed Akira Toriyama riversarono le loro passioni nel proprio lavoro.

Fra tutti gli esempi da me citati ve ne era uno però che mescolava sapientemente Azione/Detective Story e commedia sentimentale: City Hunter.

La maggioranza lo ricorderà per via della serie animata mandata in onda su Italia 7 (e, in seguito, su altre TV locali) nella seconda metà degli anni ’90, mentre chi conosce il manga originale saprà anche che sono già passati ben 31 anni dall’inizio delle rocambolesche avventure di Ryo Saeba. Creato dal geniale Tsukasa Hojo, già padre di Cat’s Eye (Occhi di Gatto), City Hunter vede infatti la luce come serie regolare il 26 febbraio 1985 sulle pagine del settimanale Shonen Jump, divenendo presto uno dei capisaldi della famosa rivista della Shueisha e, più in generale, uno dei maggiori successi nell’immenso panorama delle produzioni nipponiche.

TRAMA E PERSONAGGI

Ryo Saeba è un detective ed assassino prezzolato che opera nel quartiere di Shinjuku, a Tokyo. Come contattarlo? Scrivendo le iniziali XYZ sulla lavagna della stazione. Infallibile tiratore ed esperto del combattimento corpo a corpo, Ryo è talmente in gamba da esser soprannominato negli ambienti della malavita con il nome di “City Hunter”, il “cacciatore metropolitano”.  A questi enormi talenti si affianca però un enorme difetto: Ryo è un maniaco sessuale. Un uomo dalla mentalità talmente libertina da mettere a rischio l’incolumità delle proprie clienti (perché non accetta incarichi da clienti maschi!) con le sue continue avanches. A tenerlo a bada ci pensa Hideyuki Makimura, ex poliziotto ed amico fedele che, con la sua calma, riesce a fare da perfetto contraltare all’esuberanza di Ryo. I due collaborano fino a quando, sfortunatamente, Hideyuki perde la vita per colpa di un associazione  criminale chiamata UNION TEOPE, specializzata nel traffico di una droga chiamata “Angel Dust”, che agisce come una sorta di doping i cui tossicodipendenti diventano pazzi assassini. In punto di morte, Makimura prega Saeba di prendersi cura di sua sorella minore Kaori che, da quel momento in poi, diviene la nuova partner di City Hunter. Da qui si dipartono una lunga serie di avventure (in gran parte slegate tra loro) che vedono quasi sempre coinvolte bellissime clienti che, da un lato cercano l’aiuto di Ryo, ma dall’altro devono far fronte alla sua stessa libidine, espressa in fantasiosi e sempre più elaborati assalti sessuali che vengono spesso sventati solo grazie a Kaori ed al suo ormai famosissimo martellone punitivo!

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Durante le loro avventure Ryo e Kaori verranno a contatto con diversi personaggi e coprimari: Umibozu (Falcon), killer nemico di Ryo che finirà per allearsi con lui; Saeko Nogami (Selene), ispettore della polizia di Tokyo e seducente femme fatale sempre pronta al doppio gioco, che promette costantemente a Saeba una “notte d’amore” in cambio di incarichi di cui non darà mai il compenso; Miki che salvata da Umibozu in tenera età ne diventerà la dolce metà; Reika Nogami sorella di Saeko che chiede spesso aiuto a Ryo per risolvere casi del suo studio privato, promettendo anche lei dei pagamenti in natura che non verserà mai.

In più, mancante nell’anime ma con un ruolo centrale nel manga vi è Mick Angel, ex collega di Ryo che aveva fondato con lo stesso l’agenzia “City Hunter” in America, e che tenterà di ucciderlo per conto della UNION TEOPE.


TSUKASA HOJO

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Classe 1959, Tsukasa Hojo mostrava attitudine al disegno già a partire dall’età prescolare, quando cercava di riprodurre su carta i personaggi dei suoi cartoni animati preferiti. Eppure, paradossalmente, l’uomo che sarebbe divenuto uno dei più famosi mangaka a livello mondiale NON nutriva alcun interesse per i fumetti, ai quali si avvicinò soltanto alle medie, quando si lasciò influenzare da un compagno di classe che amava disegnarli. Fu comunque solo al terzo anno delle superiori che realizzò, assieme ad altri compagni, il suo primo fumetto completo. Quello fu anche il periodo in cui iniziò (e finalmente, possiamo dire… 😀 ) ad appassionarsi davvero ai manga, cominciando a leggerne diversi e continuando a disegnare tavole nel tempo libero. Il primo vero sbocco per questo suo hobby arrivò all’università quando, su consiglio di un amico, si mise a realizzare fumetti ed illustrazioni per una rivista amatoriale pubblicata dai suoi compagni più anziani della facoltà d’arte. Nonostante tutto, però, per il giovane Hojo quello di disegnare restava uno svago, non riusciva a prenderlo come un impegno, tanto che spesso non portava a termine ciò che iniziava. Fu quindi un vero e proprio scherzo del destino che lo portò, nel 1979, a partecipare al Tezuka Award indetto da Shonen Jump ed aggiudicarsi il secondo premio con il manga “Space Angel”. Hojo infatti non leggeva le riviste di fumetti (comprava solo le raccolte in volume) e non aveva quindi la minima idea dell’esistenza del concorso!

“Nel periodo delle vacanze estive, mentre frequentavo l’università, durante il giorno facevo dei lavoretti, mentre la sera avevo del tempo libero che utilizzavo per disegnare le tavole a fumetti: ne realizzavo una ogni notte. Dopo averne fatte 27, un mio amico mi disse che le avrebbe mandate al premio Tezuka e, quindi, anch’io pensai che se avessi vinto un premio sarei stato contento; così completai la storia in 31 pagine e sfacciatamente la mandai al concorso”.

Fu da quel momento in poi che Tsukasa Hojo decise di impegnarsi sul serio: l’anno seguente realizzò infatti “Ore ha otoko da!” (おれは男だ! – Io sono un uomo!) manga di ambientazione scolastica che venne pubblicato sul numero di agosto del Weekly Jump e segnò il suo debutto tra i professionisti, mentre nel 1981 diede il via al suo primo grande successo: Cat’s Eye!

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Parlando proprio di Occhi di Gatto è interessante notare che nel manga vi è un personaggio, Masato Kamiya, soprannominato “Il Topo” (e assente nella versione animata), che di fatto è stato  la base su cui Hojo ha poi sviluppato la figura di Ryo Saeba, infilandola dapprima in due episodi pilota – City Hunter XYZ (1983) e City Hunter Double Edge (1984) – e infine in una sua serie regolare (1985).

Nel corso degli anni, molti sono stati i lavori di questo grande artista. Tra i tanti vanno sicuramente ricordati Rash!! (1994-1995), Family Compo (1996-2000) e, dulcis in fundo, Angel Heart, iniziato ormai nel 2001 e tuttora in corso. Su quest’ultimo vale la pena spendere qualche parola in più, visto che NON si tratta di un vero e proprio sequel di City Hunter ma di un’opera ambientata in un universo “alternativo” in cui Kaori è morta in un tragico incidente ed il suo cuore è stato trapiantato nel petto di Shan In, una spietata killer professionista soprannominata Glass Heart. L’incontro tra lo stagionato sweeper e la giovane assassina determinerà per entrambi un profondo cambio di rotta nelle rispettive esistenze, dando vita ad uno dei più piacevoli manga degli ultimi anni. Oltre ad aver ricevuto una  trasposizione animata di 50 episodi, Angel Heart ha recentemente ottenuto un riuscito live drama in cui troviamo l’apprezzato attore e doppiatore Takaya Kamikawa a vestire i panni di Ryo Saeba.

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Tornando al maestro Hojo, è doveroso sottolineare la sua profonda amicizia con Tetsuo Hara e Nobuhiko Horie. Maturato ai tempi in cui tutti e tre lavoravano per Shonen Jump, questo rapporto li ha portati, in seguito, a fondare assieme la Coamix e la North Stars Pictures, ed è proprio in tale ambito che Hojo ha avuto modo di contribuire al revival di Hokuto No Ken degli scorsi anni, creando il personaggio di Reina.

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Oltre a tutto questo, negli ultimi anni Tsukasa Hojo compone, con Tetsuo Hara, Nobuhiko Horie e Ryuji Tsugihara (altro membro fondatore di Coamix e NSP) la speciale giuria del Silent Manga Audition, il concorso internazionale per aspiranti mangaka che, recentemente, ha permesso ad un nostro connazionale di volare fino in Giappone e  farsi una bella chiacchierata proprio con il maestro!


DIFFERENZE FRA ANIME E MANGA

City Hunter non è un opera violenta, ma nella trasposizione in cartone animato di quegli anni venne a perdersi la componente comica principale del fumetto; vale a dire l’esagerata voglia di sesso di Ryo Saeba, che nell’anime venne edulcorata non poco e che comunque in entrambe le opere veniva frenata sul nascere da Kaori, sotto forma di una martellata di 100 Tonnellate sul cranio del disgraziato protagonista.
Il MOKKORI e’ una delle trovate più divertenti della serie, ed in pratica è un suono onomatopeico che accompagna le erezioni di Ryo e che lo stesso utilizza con un gergo particolare nei confronti delle donne con cui vorrebbe avere rapporti sessuali (“Mokkori” fra i molteplici significati ha anche quello di “Ti do una botta”). Oltre a censurare questo aspetto del protagonista, che lo rendeva meno eroico e sicuramente molto più subdolo, nel passaggio televisivo si perse completamente l’esistenza della UNION TEOPE e dei suoi mercenari comandati dall’ex padre adottivo di Ryo e di Mick, per non menzionare Bloody Mary, figlia di un rivoluzionario in America Centrale che conobbe il protagonista durante la stessa guerra in cui combattè fianco a fianco del genitore Shin Kaibara. Al posto della UNION TEOPE nell’anime vi è la Red Pegasus, associazione fondata da un poliziotto corrotto che fu il mandante dell’omicidio di Hideyuki.

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Ciononostante è affascinante osservare come Ryo Saeba pur con la sua filosofia libertina venga amato da Kaori, che è il freno dei suoi impulsi libidinosi nonchè l’unica donna che Ryo ama davvero nella vita e che non si sognerebbe mai di portare a letto… nonostante non disdegni qualche maliziosa toccatina di tanto in tanto.


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Molti lo sapranno già ma, in Giappone, il doppiatore di Ryo Saeba era Akira Kamiya, lo stesso del nostro amato Kenshiro!


INFLUENZA CULTURALE E PARTICOLARITA’

City Hunter è un manga, al pari di Ken il Guerriero, molto influenzato dalla televisione e dal cinema dell’epoca. Non a caso il protagonista si veste con giacche multicolori come faceva Don Johnson nel famoso telefilm Miami Vice, O che porti in alcune scene lunghi impermeabili come Charles Bronson nel “Giustiziere della Notte”. Molto influenzata dalla cultura occidentale anche la rappresentazione del protagonista, alto dal fisico tonico e massiccio e muscoloso, ma “tradito” dal tratto di Tsukasa Hojo che evolvendosi sviluppa uno stile proprio e riconoscibile persino nell’iconografia del viso e nel taglio degli occhi dei protagonisti, forse gli unici nel panorama del fumetto giapponese ad avere gli occhi a mandorla.

Tsukasa Hojo rappresenta i suoi personaggi in un modo molto realistico, tanto da rappresentare uno dei migliori  mangaka della sua generazione per dettagli ed un sapiente uso dei chiaroscuri e dei retini grafici.

Il manga come l’anime è un prodotto anni ’80, e come già detto riscontrabile in tutti gli accessori sfoggiati dai protagonisti, compresa la mitica 357 magnum utilizzata da Saeba, velato riferimento alla 44 magnum di Harry Callahan della serie di film “Dirty Harry”, o i Ray Ban sfoggiati da Saeba e Hideyuki riconducibili a quelli indossati da Stallone nel film “Cobra”.

Oltre a 4 serie animate, un film d’animazione per il grande schermo, 2 OAV e 3 special televisivi, City Hunter ha avuto una prima versione dal vivo, per il grande schermo, nel 1993. E nei panni di Ryo c’era… *RULLO DI TAMBURI*… Jackie Chan!

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Esiste anche un serial televisivo coreano ispirato (molto vagamente, in realtà…) a City Hunter. Nei 20 episodi che lo compongono, andati in onda nel 2011, storia e personaggi cambiano radicalmente e tutta l’ambientazione viene spostata da Tokyo a Seul. Dice “ma che mi significa chiamare una serie City Hunter se non c’entra NULLA con City Hunter?”. Boh, non lo so, misteri della fede…

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GLI OMAGGI DI CITY HUNTER A KEN IL GUERRIERO

In occasione di questo tributo non potevamo certo esimerci dall’elencare tutti i passaggi in cui il maestro Hojo si è divertito a “prendere in giro” il suo grande amico e collega Tetsuo Hara !
(Nota: le seguenti scansioni sono tratte dalla prima edizione italiana ad opera della Star Comics)

In questa pagina, tratta dal quarto volume italiano (risalente all’aprile 1996), vediamo il nostro Ryo vantarsi delle proprie doti da imitatore e, tra gli altri, assumere le sembianze di Kenshiro!

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In queste vignette, tratte dal settimo volume (luglio 1996), c’è poco da spiegare: lo stallone di Shinjuku conosce tecniche segrete adatte ad ogni occasione ed il suo spirito combattivo si accende e ne strappa le vesti mentre punta il dito (e non solo quello  😀 ) verso Saeko. Vi ricorda qualcuno?

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Anche qui non credo servano molte spiegazioni: il volume è il quattordicesimo (febbraio 1997)

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In queste pagine, tratte dal volume 17 (maggio 1997), Ryo rimprovera a Kaori il fatto di non leggere Ken il guerriero e quindi – mentre gli passa prontamente una copia di Shonen Jump, la rivista su cui allora venivano pubblicate le avventure del successore di Hokuto – di non sapere che lì è pieno di “tomo” (amici-nemici, come dice Ryo, o più poeticamente “rivali e compagni”), termine che Hara usa nel suo manga per definire tutta quella schiera di personaggi che si scontrano tra loro all’ultimo sangue ma che allo stesso tempo nutrono stima reciproca.

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Al ventesimo volume (agosto 1997), Ryo si trucca e si traveste da donna. Possiamo dire con certezza che “la sua bellezza da tutti i pori trasuda” 😀

In queste due pagine, tratte dal volume 36 (dicembre 1998), in realtà l’omaggio è diretto ad un altro capolavoro di Tetsuo Hara (che nel frattempo aveva concluso Ken), all’epoca pubblicato sempre su Shonen Jump: Hana No Keiji. (Se vi riesce difficile leggere, cliccate sull’immagine)

Dal canto suo, il maestro Hara pare non aver dimenticato tutti gli affettuosi sfottò dell’amico, tanto che, in occasione dei trent’anni di carriera di Tsukasa Hojo, lo ha omaggiato con la sua personale interpretazione di Ryo e Hitomi (la “Sheila” di Occhi di Gatto). A voi i commenti… 😀

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Ken il guerriero: i 15 momenti più epici secondo i fan italiani


Dopo il sondaggio sui personaggi di Ken il guerriero più amati dai fan italiani, è giunto il momento di vedere quali sono i momenti della saga più apprezzati di sempre dal pubblico nostrano. Perché il mondo creato da Buronson e Tetsuo Hara è sì fatto principalmente di grandi protagonisti, ma è innegabile che deve gran parte della sua fama anche a scene memorabili che hanno saputo scuotere tanto su carta quanto in video. Quindi abbiamo deciso di chiedere ad oltre 40.000 fan quali fossero i loro momenti della serie preferiti. Ecco i risultati!


QUINDICESIMA POSIZIONE

VERSO LA TERRA DEI DEMONI

verso la terra dei demoni

L’indimenticabile momento in cui Kenshiro, durante il funerale di Ain, riceve da Aska il guanto da combattimento di quest’ultimo e poco dopo glielo si vede indossare e prepararsi per andare a salvare Lin nella Terra degli Shura. Il tutto accompagnato dalla magnifica “Kill the fight” di Masato Shimon! Tristezza ed eroismo a palate.


QUATTORDICESIMA POSIZIONE

LA MORTE DI TOKI

morte di toki

La poetica fine di uno dei personaggi più carismatici della serie. Ormai vinto dalla sua malattia, spossato dal recente scontro con l’amato fratello maggiore e gravemente ferito dall’assalto di Ryuga, Toki si avvia sereno verso la conclusione del proprio cammino, portando in braccio il corpo ormai privo di vita dell’uomo di Sirio.


TREDICESIMA POSIZIONE

LO SCONTRO FINALE TRA KENSHIRO E RAOUL

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Senza alcun dubbio lo “scontro finale” più epico e più carico di sentimenti di sempre. Lo Yin e lo Yang che lottano per divenire infine tutt’uno e dare un senso a tante sofferenze patite.

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DODICESIMA POSIZIONE

IL RISVEGLIO DI KEN

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Grandiosa sequenza, esclusiva dell’anime, che vede Kenshiro risvegliarsi dallo stato di morte apparente in cui era entrato per guarire dalle gravi ferite riportate durante il primo scontro con Kaioh. Uno Shura ambizioso vorrebbe approfittare del momento per portare la sua testa al primo Demonio, ma non ha la più pallida idea di cosa lo attende…

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UNDICESIMA POSIZIONE

“VOGLIO VEDERE IL COLORE DEL VOSTRO SANGUE!!”

voglio vedere il colore del vostro sangue

Un momento entrato di diritto nella storia di manga e anime. Di ritorno da Cassandra, Rei trova il villaggio di Mamiya invaso dalle truppe del Re del Pugno e giunge appena in tempo per salvare la piccola e coraggiosa Lin da una spietata tortura. Dinanzi a tali disumani individui, capaci di infliggere dolore anche a dei semplici bambini, il guerriero di Nanto non riesce a trattenere la propria ira, lanciandosi all’attacco e facendo strage degli uomini del Re.

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DECIMA POSIZIONE

LO SCONTRO FINALE TRA REI E YUDA

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In top 10 troviamo il combattimento decisivo tra Rei e Yuda. Il primo disposto a sacrificare la vita per vendicare Mamiya, il secondo animato invece dalla voglia di vincere con ogni mezzo pur di dimostrare la propria superiorità. Il dramma di Caino e Abele ripresentato nel mondo di Hokuto No Ken.

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NONA POSIZIONE

LA SALVEZZA VIENE DAL NORD

la salvezza viene dal nord

“Vengo dal nord unicamente per consegnarti la tua condanna a morte”. Con questa frase Kenshiro, dopo un’assenza durata anni, irrompe nell’arena in cui gli uomini dell’Impero sono in procinto di giustiziare degli innocenti. Quello che succede dopo è storia!

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OTTAVA POSIZIONE

LA TRASMIGRAZIONE ATTRAVERSO SATORI

trasmigrazione attraverso satori

Uno dei momenti chiave della serie: l’acquisizione, da parte di Kenshiro, del Muso Tensei (Rinascita dal Nulla), il massimo segreto della Divina Scuola di Hokuto. Anche il corpo di Raoh, istintivamente, reagisce e trema di fronte alla schiacciante superiorità dell’uomo più forte dei 1800 anni di storia dell’Hokuto!

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SETTIMA POSIZIONE

LO SCONTRO TRA RAOUL E FUDO

fudo contro raoh

Probabilmente il duello più commovente in assoluto. L’uomo che non voleva più essere un demone contro l’uomo che voleva diventarlo. Uno scontro doloroso ma necessario che regala ulteriore profondità ad un’opera già molto intensa.

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SESTA POSIZIONE

LO SCONTRO FINALE TRA TOKI E RAOUL

toki contro raoh

Il momento della verità per i due fratelli maggiori di Hokuto. Una battaglia in cui entrambi danno il meglio di sé e di cui nemmeno il Cielo sembra conoscere l’esito finale, ma che viene infine vinta da un “terzo contendente”…

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QUINTA POSIZIONE

LO SCONTRO FINALE TRA JUZA E RAOUL

raoh contro juza

Entriamo nella top 5 con la disperata lotta di Juza, l’uomo libero come le nuvole. Un guerriero indomito che aveva abbandonato ogni responsabilità e che ritrova una ragione per combattere grazie all’amore. Un amore purtroppo impossibile ma capace di trasformarlo in uno dei più grandi avversari che Raoh abbia mai incontrato sul suo cammino.

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QUARTA POSIZIONE

LO SCONTRO FINALE TRA KENSHIRO E SOUTHER

ken contro souther

Il momento in cui Kenshiro dimostra per la prima volta di essere l’unico degno successore di Hokuto: lo scontro finale contro Souther, il Sacro Imperatore, l’uomo protetto da un segreto capace di renderlo invulnerabile agli attacchi portati ai suoi punti di pressione. Hokuto contro Nanto, amore contro odio, vita contro morte.

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TERZA POSIZIONE

LA MORTE DI RAOUL

morte di raoh

Sul podio troviamo, al terzo posto, la gloriosa morte di Raoh, che proietta le ultime energie residue verso quel Cielo al quale tanto ambiva ma che ha raggiunto davvero soltanto combattendo contro Ken. Poesia allo stato puro.

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SECONDA POSIZIONE

LA MORTE DI REI

morte di rei

Quasi in vetta troviamo invece gli ultimi momenti di vita di Rei, il guerriero che già aveva vinto il nostro precedente sondaggio. Qui ogni parola è del tutto inutile, perché le immagini parlano da sole.

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PRIMA POSIZIONE

LA MORTE DI SHU

morte di shu

Al primo posto troviamo infine la morte di Shu, momento altamente drammatico e carico di significato. Simbolo di quell’amore altruistico che Souther tanto disprezza e vuole eliminare, l’Airone di Nanto viene infatti sacrificato sulla cima del Mausoleo del Sacro Imperatore, ma questo non farà altro che donare a Kenshiro ancor più determinazione nello sconfiggere il crudele avversario!

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Che ne pensate? Siete d’accordo con la classifica? Commentate! 😉

Trailer per DD Hokuto No Ken 2 Ichigo Aji +


Rilasciato, sul canale Youtube di Comic Zenon, il trailer ufficiale di DD Hokuto No Ken 2 Ichigo Aji +, la “doppia” parodia anime di cui abbiamo parlato di recente e che debutterà sulle emittenti giapponesi a partire dal prossimo 6 ottobre.

Come detto in precedenza, entrambe le serie andranno infatti a braccetto in un unico appuntamento animato settimanale diviso in due parti: da un lato ci saranno tutti i buffi protagonisti dell’universo caricaturale di DD Hokuto No Ken a fronteggiare la sfida dell’Hokuto Academy, mentre dall’altra un Souther festaiolo intento a coinvolgere il resto del cast dell’opera originale nelle sue assurde trovate.

La sigla di apertura, Seikimatsu Sukūruu~ōzu, sarà interpretata dalla boy band nipponica Ars Magna, mentre quella di chiusura, Kesenai, Nanatsu No Hoshi, verrà affidata alle idol del gruppo Hōkago Princess.

Fatto interessante, nel trailer c’è un cameo di Ruby Nyan, protagonista dell’anime (tratto da una famosa serie di videogames) Yokai Watch, di cui Masami Suda, il “papà” della versione animata di Ken, è character designer.

Si tratta comunque soltanto di un tributo al mestro in quanto, interrogato in merito, dopo essersi fatto una risata per l’inaspettata citazione, ci ha confermato che non è coinvolto in questo progetto animato.

masami suda nyan