Intervista doppia Hara/Hotei

Hotei Tomoyasu & Hara Tetsuo

UNA SUPER COLLABORAZIONE PER “HOKUTO NO KEN”!

UNA MAGNIFICA CHIACCHIERATA IN ESCLUSIVA!!

Traduzione di Musashi Miyamoto

Sono passati più di venticinque anni dal debutto di “Hokuto no Ken” e grazie a diversi mezzi e proposte, come film e videogiochi, i fans accaniti non accennano a diminuire.
“Hokuto no Ken 201X – Theme Song”, ovvero la colonna sonora portante di questo nuovo progetto, è stata affidata alle mani di Hotei Tomoyasu.
Questi, per puro caso, condivide con Hara Tetsuo, disegnatore di “Hokuto no Ken”, l’età e anche l’anno del debutto, che è pressappoco lo stesso. I due hanno voluto raccontarci le loro impressioni sulla nuova colonna sonora e sul fascino esercitato da “Hokuto no Ken”.

Intervistatore: Maestro Hara, a quanto pare Lei era alla ricerca di una nuova musica che potesse rispecchiare l’immagine offerta da “Hokuto no Ken”, vero?

Hara: E’ proprio così. “Hokuto no Ken” si appresta ormai a entrare nel 27°anno, perciò desideravo fortemente una musica che potesse rispecchiare la nuova visione del mondo. A quel punto mi son chiesto se vi fosse qualcuno dotato delle capacità necessarie per questo lavoro ed è saltato fuori il nome di Hotei Tomoyasu.
Ho pensato “Sì!”, anche perché sono sempre stato un tipo che non riesce proprio a lavorare senza la musica e, difatti, il suono coinvolgente della chitarra di Hotei mi ha sempre fatto compagnia in quei momenti. Per esempio nelle notti insonni o nelle lunghissime giornate di lavoro, quando la sua musica mi ha permesso di restare più a lungo concentrato e dell’umore giusto, e di questo gliene sono grato. Già…e sono andato a vederlo dal vivo.

Hotei: E’ vero. Al live tenutosi a Shinjuku.

Hara: Vederlo saltellare su un piede solo suonando la chitarra non mi ha dato affatto l’idea che potessimo avere la stessa età (ride). Eh sì! Mi sono davvero emozionato!

Hotei: E subito dopo ci siamo incontrati per la prima volta in camerino. Anch’io nutrivo un profondo rispetto verso Hara e il suo “Hokuto no Ken”, e nutrivo anche un profondo interesse verso il suo lavoro. Difatti mi chiedevo che tipo di persona potesse essere Hara, capace di disegnare per così tanto tempo mantenendo la stessa energia e concentrazione. L’impressione che ho tratto dal nostro incontro è stata quella di una persona profondamente pacata.
Da un uomo così tranquillo sgorga una tale energia esplosiva!
Questo mi ha reso particolarmente contento, perché anch’io vorrei essere sempre così.

Intervistatore: Per Lei, Sig.Hotei, in che cosa consiste il fascino esercitato da “Hokuto no Ken”?

Hotei: “Hokuto no Ken” possiede un’incredibile originalità ed è questo l’aspetto dal quale si è maggiormente attratti. Personalmente non sono mai stato un appassionato del mondo di Anime e Manga, perché ero un ragazzino dedito alla musica. Ma il mondo rappresentato in “Hokuto no Ken”, soprattutto da un punto di vista maschile, è un qualcosa dal quale chiunque, almeno una volta, viene rapito senza neanche rendersene conto. Ciò avviene perché in quel mondo è presente l’uomo in tutte le sue sfaccettature: la forza, la tenerezza, la lotta…e poi, l’amicizia, la delusione e lo scoraggiamento…tutti i sogni e gli spunti per vivere come un vero uomo dovrebbe, no?
E’ per questo che sono stato davvero lieto di accogliere la proposta.

Intervistatore: A proposito, entrambi avete debuttato pressappoco nello stesso anno e avete la stessa età. C’è qualcosa che vi accomuna?

Hotei: Recentemente ho avuto la possibilità di conversare privatamente e piacevolmente col maestro. Fra un pasto e l’altro e qualche bicchiere abbiamo avuto modo di affrontare discorsi originali, creativi e di parlare con franchezza della vita umana.

Hara: Fra l’altro, anche i discorsi legati al nostro passato sono piuttosto simili. L’ambiente in cui siamo cresciuti, ciò che abbiamo visto, tutte cose che ci rendono uguali.

Hotei: Proprio così. In seguito, io ho preso la strada della chitarra, Hara la strada della “penna”. Strade diverse, certo, ma entrambi abbiamo utilizzato questi strumenti come armi seguendo quello che era il medesimo intento: realizzare a tutti i costi il nostro sogno pur trovandoci a patire le difficoltà di destreggiarci in quel periodo che ci accomuna.

(CONTINUA…)

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