Ken il guerriero – Le origini del mito: Primi dettagli sulla nuova serie!


Se hai qualcosa da ridire su Hokuto, dilla a me!!

SOUTEN NO KEN
RE:GENESIS

Un grande progetto in fase di sviluppo!!

Dopo sette anni si apre il sipario sul secondo arco narrativo di Souten No Ken! Il 62° successore dell’Hokuto Shinken, Kenshiro Kasumi, ha lasciato Shanghai e si trova in un’Indonesia avvolta dagli intrighi. Per i suoi ponyo e per la sua amata, tornerà ancora una volta ad usare il suo pugno.

Con questo messaggio, apparso sul numero di Comic Zenon che da oggi è possibile trovare in vendita in Giappone, arriva la notizia di una nuovissima serie di Ken il guerriero – Le origini del mito, il manga che per ben 10 anni ha narrato le avventure del Kenshiro degli anni ’30.

In attesa di ulteriori informazioni, ci teniamo a mostrarvi anche il doppio omaggio, presente sempre sullo stesso numero, che il maestro Tetsuo Hara ha voluto dedicare alla fine della serializzazione di Angel Heart e al ritorno del suo Kenshiro Kasumi. Ricordiamo infatti che entrambi i personaggi, nel 2001, iniziarono insieme le loro rispettive serie sull’allora neonata rivista Comic Bunch.

 

Foto e traduzioni: Carmine Napolitano

 

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Ken il guerriero – La Battaglia di Fine Secolo


Lo scorso 19 marzo si è svolto in Giappone il Seikimatsu Butō-kai (世紀末武闘会 – Battaglia di Fine Secolo), l’annuale torneo che vede sfidarsi i migliori giocatori di Hokuto No Ken,  il noto picchiaduro ad incontri realizzato nel 2005 dagli stessi sviluppatori della serie Guilty Gear per il mercato arcade e poi approdato nel 2007 anche su PS2.

[Cliccate qui per una dettagliatissima scheda sul gioco]

Trattandosi di un evento che nel corso degli anni ha acquisito sempre più visibilità, tanto da meritarsi la diretta streaming sul portale Twitch, famoso tra i gamer di tutto il mondo, il sito Shoryuken.com – forse il più importante in assoluto sulla scena dei tornei professionistici di picchiaduro ad incontri – ha pensato bene di dedicargli un lungo reportage. Avendo trovato la lettura interessante e piacevole, ho pensato di riassumere un po’ quello che vi è scritto in modo da fare un po’ di luce su un aspetto del mondo di Hokuto di cui ero sì a conoscenza ma che non avevo mai approfondito davvero.

Premesse fondamentali

Una delle cose che l’autore dell’articolo ci tiene subito a precisare è che il picchiaduro di Hokuto No Ken si è fatto in Giappone (e non solo) la reputazione di Kusoge (letteralmente “gioco di merda”), perché si tratta di un titolo fortemente sbilanciato. Questo non gli ha impedito comunque di ritagliarsi una bella nicchia di appassionati e di rientrare fra i giochi della prestigiosa competizione Super Battle Opera Tougeki, indetta annualmente dalla rivista nipponica Arcadia almeno fino al 2012, anno in cui è stata sospesa a tempo indefinito.  Proprio in quell’anno il signor Matsuda, ex organizzatore del Tougeki,  indice il primo Seikimatsu Butō-kai assieme a K.I., giocatore professionista che da allora diventerà anche campione incontrastato di tutte le successive edizioni della nuova competizione. Almeno fino ad oggi…

K.I., il detentore del titolo

Il 6° Seikimatsu Butō-kai

L’ultima edizione del torneo ha avuto luogo nell’e-sports Square Akiba, un locale situato nel famoso quartiere di Akihabara, a Tokyo, e che è divenuto ormai fulcro di tutti i più importanti eventi legati al mondo delle FGC (Fighting Games Competitions). 129 giocatori, provenienti da regioni di tutto il Giappone e suddivisi in 43 squadre di 3 componenti ognuna, si sono dati battaglia sfoderando tutto il loro repertorio di mosse segrete, combo e – elemento cardine del gioco – Fatal K.O..

Senza entrare troppo nel dettaglio circa i partecipanti e lo svolgersi del torneo (se proprio volete c’è l’articolo originale in inglese con tanto di video annessi), l’evento è stato come sempre memorabile, sia per la bravura stessa dei partecipanti, sia perché quest’anno, per la prima volta, K.I. ha dovuto cedere il passo e consegnare il trofeo al team MicrotransactionTV.

Foto ricordo: K.I. che infila una combo da 150 Hit. Così, per gradire.

Considerazioni personali

Se l’autore del pezzo originale espone le sue considerazioni riguardo a come l’evento si riflette sulla scena FGC, dal canto mio non posso invece fare altro che dire la mia circa le possibili implicazioni di tutto questo nell’ambito di Hokuto No Ken come opera e come brand.  Anche qui, però, c’è bisogno subito di una premessa importante. Come ormai avrà notato chiunque, tutte le produzioni ed i prodotti di merchandise che gravitano nell’orbita di Hokuto hanno ormai un target ben specifico che è quello di chi è cresciuto con il manga originale e/o l’anime storico, quindi una massa di persone di un’età media compresa tra i 40 e i 50 anni se si guarda al solo Giappone. In Italia lo scarto è di poco, perché l’anime è arrivato quasi subito pure qui, mentre il resto del mondo fa effettivamente poco testo in termini di pubblico. Data la situazione, è chiaro che quel ricambio generazionale necessario alla sopravvivenza a lungo termine del brand non c’è stato. Non che non ci abbiano provato, tanto con la Trilogia e la Pentalogia quanto con i manga spin-off o anche con i due giochi della serie Ken’s Rage ma, a parte i nostalgici, davvero pochissimi sono i giovani che si sono avvicinati all’opera originale grazie a tali iniziative.

Al contrario, però, il Seikimatsu Butō-kai cresce sempre più in popolarità, coinvolgendo una platea di ragazzi amanti dei videogames che si emozionano e si appassionano nel guardare gli spettacolari scontri di altri ragazzi come loro. Nel suo piccolo questo cosiddetto “gioco di merda”, pubblicato ormai 12 anni fa, potrebbe riuscire laddove hanno fallito produzioni ben più dispendiose, avvicinando nuovo e giovane pubblico al mondo di Hokuto senza scendere a compromessi con il mutato gusto del mercato odierno. Utopia? No, non credo. E’ ovvio però che a questo punto la manifestazione avrebbe bisogno di una spinta decisiva in questa direzione. Già creare il tanto richiesto sequel del gioco potrebbe essere una mossa importante, ma non andrebbe sottovalutata l’ipotesi di coinvolgere direttamente Tetsuo Hara, Buronson e la Coamix. A dirla tutta, non sfruttare quest’occasione sarebbe davvero stupido, perché di questo passo l’attuale pubblico di riferimento si estinguerà presto. Non per morte naturale, attenzione, ma perché ad una certa età le passioni diventano bei ricordi ed il tempo che prima vi si dedicava viene sostituito da quello che serve per star dietro alla famiglia, specialmente se si hanno dei figli. A quel punto o Ken morirà definitvamente o, peggio ancora, verrà ripresentato in una veste più adeguata ai gusti della massa. Esagero? Non lo so, spero di sì. Intanto, dal canto suo, Yoshihara Motoki, mangaka che ha lavorato al reboot di Cyber Blue e che è un grande appassionato di FGC, ha già iniziato a collaborare con questa scena particolare e anche con il Seikimatsu Butō-kai, realizzando illustrazioni apposite per gli eventi, oltre che creare un manga, Battle Mexia, incentrato su un futuro dominato dalle competizioni tra gamers. Che sia un segno?

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Ken il guerriero entra nel tempio del Sumo!


La notizia, che come al solito riguarda il Giappone, è di qualche giorno fa e vede coinvolto Hagiwara Yutaka, meglio noto in madrepatria come Kise No Sato”,  che dallo scorso 25 gennaio è stato nominato 72° Yokozuna, ovvero il massimo esponente nell’arte del Sumo.

Il campione ha deciso infatti che per il dohyōiri – la particolare cerimonia d’ingresso al dohyō, la pedana in cui si svolge il combattimento –  indosserà un  keshōmawashi (tradizionale paramento tipico di tale cerimonia) raffigurante Raoh. Ma non finisce qui, perché anche i suoi assistenti porteranno le insegne di Hokuto: Il tachimochi (che porta la spada dello Yokozuna e si pone alla sua destra) avrà un paramento raffigurante Kenshiro, mentre lo tsuyuharai (colui che ne precede l’entrata e si pone alla sua sinistra) ne avrà uno con Toki.

L’evento, che a noi può sembrare una semplice nota di colore nello sport nazionale di un paese lontano, in realtà rappresenta la massima onoreficenza mai concessa ai protagonisti di un manga e il perché è presto detto. Il sumo ha infatti le sue radici nello scintoismo e conserva ancora oggi un aspetto fortemente legato alla tradizione e alla religione, tanto che lo Yokozuna, una volta eletto, viene considerato una sorta di divinità!

Per l’occasione è stata realizzata anche un’intervista in cui Kise No Sato ha parlato di sé e del suo rapporto con Hokuto No Ken. In particolare, alla domanda sul perché, piuttosto che il protagonista, abbia invece scelto di portare addosso l’immagine di Raoh, il campione ha risposto:

“Raoh è quello che piu mi somiglia come carattere. Solitario e forte, di grande presenza e soprattutto con un corpo enorme. Pensavo che da rikishi (praticante di sumo) avrei voluto essere come lui. Un oyakata (maestro di sumo) della precedente generazione mi disse “se non diventi solo non diventerai mai forte”. Quando sei neldohyō nessuno ti può aiutare. Diventare forte vuol dire diventare soli.

– Ringrazio Carmine Napolitano per la traduzione –

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Ken il guerriero – In pre-order il busto di Jagi


Ve ne avevo parlato l’estate scorsa e finalmente è arrivato: il busto a grandezza naturale del più bastardo dei fratelli di Hokuto è in fase di pre-order già da qualche giorno. Prodotto con il particolare vinile “Sofubi Advance”, utilizzato anche per il precedente busto di Kenshiro (cliccate qui), questo “monumento alla malvagità” – modellato tenendo conto dell’altezza e del peso ufficiali del personaggio (un metro e 79 cm per 89 kg) – può essere acquistato per un prezzo che si aggira attorno ai 370 euro e verrà consegnato alla fine di giugno 2017. Di seguito una gallery:

 

 

 

KEN IL GUERRIERO – Tetsuo Hara rivela a chi si ispirò per creare Raoh


Chi segue questo sito da tempo dovrebbe esserne già al corrente, visto che ne ho parlato in un articolo – 10 cose che non sapevate su Ken il guerriero – che risale al 2015 e che ha avuto anche una larga diffusione, tanto da finire anche su Animeclick. Ma se c’era qualcuno che ancora nutriva dei dubbi in proposito, ora abbiamo niente di meno che la conferma ufficiale di Tetsuo Hara!

Sì perché in un post sul suo sito personale, il maestro parla dell’argomento rivelandoci anche qualche dettaglio in più circa quella che è stata poi l’evoluzione del personaggio:


L’immagine che avevo di Raoh, fratello maggiore che diventa il più grande nemico, all’inizio era semplicemente quella di un uomo enorme! E da li che ha cominciato piano piano a prendere forma. Inizialmente, a differenza di altri personaggi, c’è stato un periodo in cui, indossando l’elmo, il volto poteva essere anche solo accennato.
C’è voluto del tempo prima che arrivassi a strutturare il suo vero volto. Io, che amo accentuare la forza dello sguardo, guardavo al Rutger Hauer di “Blade Runner”. Era Roy Batty, il fortissimo leader dei replicanti che riesce a mettere alle strette Harrison Ford, che aveva il ruolo del protagonista, Rick Deckard. Credo che lo sguardo intenso di Raoh derivi da quella sua figura.

Dopo di che ero indeciso su come disegnarlo e che aria dargli. Mi ricordo bene che la prima volta che Raoh si tolse l’elmo mostrando il viso, ricevetti una lettera da un lettore, un bambino delle elementari. C’era scritto “Cos’è quel taglio corto?! E’ brutto!”…… E poi “Assurdo” , “Per essere l’antagonista di Kenshiro, dovrebbe essere il più forte!!” , ricordo che ero agitato (ride).

Da allora ho lavorato duro, cambiando a poco a poco il disegno per dargli un aspetto migliore. Per dire, era solo una lettera di un fan, ma ciò che vi era scritto mi aveva comunque colpito al cuore. Perché anche io da bambino, quando leggevo i miei manga preferiti, guardavo anche ai più piccoli dettagli. Avevo capito che proprio perché il mio manga piaceva, proprio perché c’erano delle aspettative verso di esso che nella lettera c’erano scritte quelle lamentele. Pensai che avrei dato tutto me stesso per essere all’altezza di tali aspettative. Come risultato credo che, pur essendo l’arcinemico del protagonista, sia diventato uno dei personaggi più amati. E di questo ve ne sono molto grato.

(Tetsuo Hara)


Queste parole del maestro Hara arrivano in tempo per ricordare che il prossimo 18 aprile sarà il 10° anniversario dal famoso “funerale di Raoh”, che si tenne nel 2007 e fece parlare il mondo intero meritandosi un articolo sul Times.

Un sentito ringraziamento a Carmine Napolitano per la segnalazione e la traduzione.

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KEN IL GUERRIERO – Aggiornamenti Marzo 2017


Se da noi Hokuto No Ken è uno di quei cult imprescindibili che sembra però aver esaurito il suo ciclo vitale a livello commerciale, in Giappone è invece ancora oggi fonte inesauribile delle iniziative più svariate. Vediamo un po’ – tolta la collaborazione con Toyota – che cosa si sono inventati solo nell’ultimo mese.

Hokuto No Ken Gusto Fragola e i nuovi spin-off dedicati ad Ain e Falco

L’enorme successo del delirante manga parodistico che vede Souther come protagonista non accenna a calare e spinge l’acceleratore sulle iniziative più impensabili. Quindi, mentre è imminente la pubblicazione del 7° volume, non è per nulla strano imbattersi in menù a tema

… o Revoltech custom ispirate alle versioni Gusto Fragola dei personaggi!

A questo si aggiunge il materiale che il manga stesso propone, come gli speciali episodi dedicati ai diversi protagonisti della serie. E se a febbraio era toccato ad Ain, con un episodio un po’ frivolo…

… stavolta tocca a Falco, con un episodio che, purtroppo, non è così “fico” come ci si aspetterebbe.

Più che altro, qualcuno dovrebbe degnarsi di spiegarci perché il giovane successore di Gento ha una capigliatura che farebbe invidia al buon Benimaru Nikaido della serie The King of Fighters!!

Cioé, dai, è una cosa INGUARDABILE !!

Forse il team creativo di Gusto Fragola ha semplicemente scelto di gettare la maschera una volta per tutte e chiarire che anche questi piccoli tributi sono delle trollate in linea con lo spirito dissacrante della serie. O forse sono semplicemente io che non capisco l’umorismo nipponico. 😓

T-shirt e tazza di Souther

Rimanendo sul Sacro Imperatore, stavolta però nella versione “seria” ridisegnata poco tempo addietro dallo stesso Tetsuo Hara, segnalo che sono disponibili, sullo store online di Comic Zenon, tazza e T-shirt.

Hokuto No Ken X Hiroshima Carp

Dopo la collaborazione con gli Hanshin Tigers, Kenshiro e Raoh ci riprovano alleandosi stavolta con gli Hiroshima Carp. Per l’occasione, a partire dal 31 marzo – in concomitanza con l’inizio del nuovo campionato di baseball – verranno messi in vendita t-shirt e asciugamani ritraenti i due fratelli di Hokuto con indosso le uniformi della squadra.

CR Hokuto No Ken 7

E poteva forse mancare, in questo 2017 già funestato da catastrofi di ogni genere, l’ennesimo inutile pachinko? Qui da noi forse sì, ma in Giappone ‘ste trappole mangiasoldi sono un’istituzione e quindi chiudiamo con il trailer…

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Tetsuo Hara e Ken il guerriero testimonial per Toyota C-HR


Anno 20XX, il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche.
Sulla faccia della Terra, gli oceani erano scomparsi
e le pianure avevano l’aspetto di desolati deserti.
Tuttavia…
L’amore per le auto era sopravvissuto!

Con questo slogan, recitato dall’irriducibile Shigeru Chiba, si presenta la terza fase della campagna pubblicitaria CROSSOVER THE WORLD lanciata da Toyota per il suo nuovo SUV C-HR e che vede coinvolti Tomyca, Street Fighter e Hokuto No Ken. E’ infatti per mano di Tetsuo Hara che è stato realizzato un breve episodio manga “animato” in cui, sulle note di Keep yourself alive dei Queen, i protagonisti di Ken il guerriero si lanciano in uno spericolato inseguimento nel deserto ispirato – a detta dello stesso autore – a Mad Max Fury Road, ultimo capitolo della famosa saga che a sua volta venne presa ad esempio per creare l’estetica del mondo di Hokuto più di trent’anni fa.

Insomma, in qualche modo un cerchio che si chiude grazie a questa iniziativa e sulla quale il maestro Hara è stato anche intervistato in maniera scherzosa dichiarando, tra le altre cose, che ha sempre preferito non guidare perché incapace di rispettare i semafori ma che con un C-HR non ci penserebbe due volte a mettersi al volante e guidare a tutta velocità nel deserto, soprattutto perché nel deserto non ci sarebbero gli odiati semafori. 😅

Come sempre ringrazio MusashiMiyamoto per il supporto linguistico 😉

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