KEN IL GUERRIERO – Tetsuo Hara rivela a chi si ispirò per creare Raoh


Chi segue questo sito da tempo dovrebbe esserne già al corrente, visto che ne ho parlato in un articolo – 10 cose che non sapevate su Ken il guerriero – che risale al 2015 e che ha avuto anche una larga diffusione, tanto da finire anche su Animeclick. Ma se c’era qualcuno che ancora nutriva dei dubbi in proposito, ora abbiamo niente di meno che la conferma ufficiale di Tetsuo Hara!

Sì perché in un post sul suo sito personale, il maestro parla dell’argomento rivelandoci anche qualche dettaglio in più circa quella che è stata poi l’evoluzione del personaggio:


L’immagine che avevo di Raoh, fratello maggiore che diventa il più grande nemico, all’inizio era semplicemente quella di un uomo enorme! E da li che ha cominciato piano piano a prendere forma. Inizialmente, a differenza di altri personaggi, c’è stato un periodo in cui, indossando l’elmo, il volto poteva essere anche solo accennato.
C’è voluto del tempo prima che arrivassi a strutturare il suo vero volto. Io, che amo accentuare la forza dello sguardo, guardavo al Rutger Hauer di “Blade Runner”. Era Roy Batty, il fortissimo leader dei replicanti che riesce a mettere alle strette Harrison Ford, che aveva il ruolo del protagonista, Rick Deckard. Credo che lo sguardo intenso di Raoh derivi da quella sua figura.

Dopo di che ero indeciso su come disegnarlo e che aria dargli. Mi ricordo bene che la prima volta che Raoh si tolse l’elmo mostrando il viso, ricevetti una lettera da un lettore, un bambino delle elementari. C’era scritto “Cos’è quel taglio corto?! E’ brutto!”…… E poi “Assurdo” , “Per essere l’antagonista di Kenshiro, dovrebbe essere il più forte!!” , ricordo che ero agitato (ride).

Da allora ho lavorato duro, cambiando a poco a poco il disegno per dargli un aspetto migliore. Per dire, era solo una lettera di un fan, ma ciò che vi era scritto mi aveva comunque colpito al cuore. Perché anche io da bambino, quando leggevo i miei manga preferiti, guardavo anche ai più piccoli dettagli. Avevo capito che proprio perché il mio manga piaceva, proprio perché c’erano delle aspettative verso di esso che nella lettera c’erano scritte quelle lamentele. Pensai che avrei dato tutto me stesso per essere all’altezza di tali aspettative. Come risultato credo che, pur essendo l’arcinemico del protagonista, sia diventato uno dei personaggi più amati. E di questo ve ne sono molto grato.

(Tetsuo Hara)


Queste parole del maestro Hara arrivano in tempo per ricordare che il prossimo 18 aprile sarà il 10° anniversario dal famoso “funerale di Raoh”, che si tenne nel 2007 e fece parlare il mondo intero meritandosi un articolo sul Times.

Un sentito ringraziamento a Carmine Napolitano per la segnalazione e la traduzione.

shortlink: http://wp.me/p1KoP8-842

KEN IL GUERRIERO – Aggiornamenti Marzo 2017


Se da noi Hokuto No Ken è uno di quei cult imprescindibili che sembra però aver esaurito il suo ciclo vitale a livello commerciale, in Giappone è invece ancora oggi fonte inesauribile delle iniziative più svariate. Vediamo un po’ – tolta la collaborazione con Toyota – che cosa si sono inventati solo nell’ultimo mese.

Hokuto No Ken Gusto Fragola e i nuovi spin-off dedicati ad Ain e Falco

L’enorme successo del delirante manga parodistico che vede Souther come protagonista non accenna a calare e spinge l’acceleratore sulle iniziative più impensabili. Quindi, mentre è imminente la pubblicazione del 7° volume, non è per nulla strano imbattersi in menù a tema

… o Revoltech custom ispirate alle versioni Gusto Fragola dei personaggi!

A questo si aggiunge il materiale che il manga stesso propone, come gli speciali episodi dedicati ai diversi protagonisti della serie. E se a febbraio era toccato ad Ain, con un episodio un po’ frivolo…

… stavolta tocca a Falco, con un episodio che, purtroppo, non è così “fico” come ci si aspetterebbe.

Più che altro, qualcuno dovrebbe degnarsi di spiegarci perché il giovane successore di Gento ha una capigliatura che farebbe invidia al buon Benimaru Nikaido della serie The King of Fighters!!

Cioé, dai, è una cosa INGUARDABILE !!

Forse il team creativo di Gusto Fragola ha semplicemente scelto di gettare la maschera una volta per tutte e chiarire che anche questi piccoli tributi sono delle trollate in linea con lo spirito dissacrante della serie. O forse sono semplicemente io che non capisco l’umorismo nipponico. 😓

T-shirt e tazza di Souther

Rimanendo sul Sacro Imperatore, stavolta però nella versione “seria” ridisegnata poco tempo addietro dallo stesso Tetsuo Hara, segnalo che sono disponibili, sullo store online di Comic Zenon, tazza e T-shirt.

Hokuto No Ken X Hiroshima Carp

Dopo la collaborazione con gli Hanshin Tigers, Kenshiro e Raoh ci riprovano alleandosi stavolta con gli Hiroshima Carp. Per l’occasione, a partire dal 31 marzo – in concomitanza con l’inizio del nuovo campionato di baseball – verranno messi in vendita t-shirt e asciugamani ritraenti i due fratelli di Hokuto con indosso le uniformi della squadra.

CR Hokuto No Ken 7

E poteva forse mancare, in questo 2017 già funestato da catastrofi di ogni genere, l’ennesimo inutile pachinko? Qui da noi forse sì, ma in Giappone ‘ste trappole mangiasoldi sono un’istituzione e quindi chiudiamo con il trailer…

Shortlink: http://wp.me/p1KoP8-818

Tetsuo Hara e Ken il guerriero testimonial per Toyota C-HR


Anno 20XX, il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche.
Sulla faccia della Terra, gli oceani erano scomparsi
e le pianure avevano l’aspetto di desolati deserti.
Tuttavia…
L’amore per le auto era sopravvissuto!

Con questo slogan, recitato dall’irriducibile Shigeru Chiba, si presenta la terza fase della campagna pubblicitaria CROSSOVER THE WORLD lanciata da Toyota per il suo nuovo SUV C-HR e che vede coinvolti Tomyca, Street Fighter e Hokuto No Ken. E’ infatti per mano di Tetsuo Hara che è stato realizzato un breve episodio manga “animato” in cui, sulle note di Keep yourself alive dei Queen, i protagonisti di Ken il guerriero si lanciano in uno spericolato inseguimento nel deserto ispirato – a detta dello stesso autore – a Mad Max Fury Road, ultimo capitolo della famosa saga che a sua volta venne presa ad esempio per creare l’estetica del mondo di Hokuto più di trent’anni fa.

Insomma, in qualche modo un cerchio che si chiude grazie a questa iniziativa e sulla quale il maestro Hara è stato anche intervistato in maniera scherzosa dichiarando, tra le altre cose, che ha sempre preferito non guidare perché incapace di rispettare i semafori ma che con un C-HR non ci penserebbe due volte a mettersi al volante e guidare a tutta velocità nel deserto, soprattutto perché nel deserto non ci sarebbero gli odiati semafori. 😅

Come sempre ringrazio MusashiMiyamoto per il supporto linguistico 😉

Shortlink: http://wp.me/p1KoP8-80A

Bushido – La via del guerriero (武士道)


bushido-header

A cura di Carmine Napolitano

Quando si parla di cultura giapponese alcune delle parole che saltano fuori con una certa frequenza sono Samurai e Bushido, la via del guerriero. Purtroppo, spesso e volentieri, tali citazioni vengono fatte a sproposito, sulla base di una falsa idea che si ha delle suddette nozioni. Questo è sicuramente dovuto alle distorsioni della cultura pop moderna ma, come anche per i ninja, le arti marziali e altre tradizioni giapponesi, il tutto nasce da un “equivoco” creato dai giapponesi stessi. Anche i personaggi di Hokuto No Ken vengono spesso associati a questo codice d’onore, per lo più dai lettori e dai commentatori occidentali. Ecco quindi il motivo del presente approfondimento: fare chiarezza su di un concetto che viene un po’ troppe volte abusato.

Origini

Sebbene già il Kojiki (古事記) – il più antico testo conosciuto in lingua giapponese, scritto nel 712 – contenga riferimenti a quelle che sarebbero le virtù principali di un guerriero, non si può parlare di “codice” né tantomeno di samurai, visto che fino al 12° secolo tale parola non sarà associata all’aristocrazia militare.

La parola Bushido compare per la prima volta nel  Koyo Gunkan (甲陽軍鑑), una raccolta di cronache militari del clan Takeda, regnante sulla provincia di Kai (attuale prefettura di Yamanashi, non molto lontano da Tokyo). Tale opera fu scritta nel 1616. Siamo quindi già in epoca Tokugawa: l’epoca Sengoku, con le sue continue lotte che hanno insanguinato l’intero arcipelago, è ormai finita. Il Giappone si appresta a vivere quasi tre secoli di pace e di isolamento quasi totale dal resto del mondo (鎖国 – Sakoku) e i samurai iniziano a perdere lentamente il loro ruolo di guerrieri. La via del guerriero citata nel Gunkan è un riferimento, neanche troppo definito, ai valori che avrebbero dovuto guidare i samurai: fedeltà al proprio signore, senso del dovere, abnegazione, frugalità, difesa del proprio onore e di quello del proprio clan fino anche alla morte.

ryuga

Ryuga, uno dei personaggi più “travisati” dagli appassionati della serie proprio in virtù della sua stretta aderenza a principi difficili da comprendere per la cultura occidentale.

Ovviamente tra il Kojiki e il Koyo Gunkan, la letteratura contiene molti altri riferimenti alla figura del guerriero e a quelli che avrebbero dovuto essere i suoi principi guida. Tra i più famosi ricordiamo  Heike Monogatari (平家物語), racconto epico della lotta fra i clan Minamoto e Taira, scritto nel 14° secolo. Gli appassionati italiani conosceranno probabilmente Miyamoto Musashi (宮本武蔵). La sua opera  Go Rin No Sho (五輪書), che è in realtà più un trattato sulla scherma giapponese (剣術 – Kenjutsu) e sulla strategia, contiene altri riferimenti simili. Si tratta però per lo più di precetti, e in alcuni casi di indicazioni generiche, non di regole ferree, né tantomeno di un codice di condotta, che di fatto non esisteva.

Questo insieme di precetti descritti nelle varie opere rinvenute è in qualche modo simile a ciò che in Europa era rappresentato dalla “cavalleria”. Volendo individuare delle particolarità, possiamo citare sicuramente il concetto di morte, intesa non solo in senso negativo, ma anche come mezzo espiatorio delle proprie colpe o come simbolo di estrema dedizione. Il concetto di forza, intesa non semplicemente come la forza fisica o aggressività, magari esibita, piuttosto come capacità di sopportazione, da non ostentare e mostrare al momento opportuno. E, non ultimo, il senso estetico: il guerriero avrebbe dovuto possedere una certa delicatezza, intesa sia come buone maniere e portamento sia come amore per il bello nelle sue varie espressioni naturali e artistiche.

falco

Falco, un altro eroico personaggio forse più semplice da capire rispetto a Ryuga ma sempre modellato sui medesimi valori.

Nel 1717 viene composto un testo che assumerà fama mondiale nei secoli a venire:  Hagakure (葉隠). Siamo gia cento anni dopo la prima comparsa documentata della parola Bushido; i samurai sono sempre meno guerrieri e sempre più burocrati/amministratori. Il libro, composto da Yamamoto Tsunetomo ma pubblicato solo molti anni dopo la sua stesura, contiene una serie di insegnamenti che avrebbero dovuto guidare il samurai in questa nuova epoca di pace. In esso troviamo il famoso passo ” 武士道と云ふは死ぬ事と見つけたり” (Bushidou toifu ha shinu koto to mitsuketari –“la via del guerriero è la via della morte”). Curiosamente, questo libro poté essere scritto poiché il suo autore non effettuò il  Junshi (殉死), ovvero il “suicidio di fedeltà” a cui di solito erano tenuti i vassalli alla morte del proprio signore. Ciò avvenne in quanto Nabeshima Mitsuhige, il daimiyo di Yamamoto Tsunetomo, disapprovava tale tradizione e conseguentemente fu fatto divieto ai suoi vassalli di suicidarsi anche dopo la morte dello stesso Nabeshima.

La parola Bushido continua comunque ad essere piuttosto rara in letteratura; perché diventi di uso comune e acquisti il significato odierno, è necessario attendere… il 20° secolo!

Bushido: The Soul of Japan

Il titolo in inglese non è casuale. La prima opera che si focalizza prettamente sul bushido, proiettandolo nell’immaginario comune, fornendo l’immagine romanzata che tutti conosciamo fu infatti scritta originariamente in inglese, pubblicata nel 1900 e destinata ad un pubblico anglofono. Autore del testo fu uno studioso, Nitobe Inazo, giapponese, ma fortemente influenzato dalla cultura occidentale: convertitosi a circa vent’anni al cristianesimo, più che fluente in inglese, con numerose esperienze di studio e di lavoro all’estero, sposato con una cittadina americana, era probabilmente più a suo agio con la cultura occidentale che con quella giapponese. In quegli anni (era Meiji) il Giappone stava proseguendo a grande velocità il suo processo di modernizzazione, passando da una società di stampo ancora feudale rimasta isolata per 267 anni, a una società moderna, industrializzata, che potesse tenere il passo con le potenze occidentali. Nitobe pensa di scrivere un testo che presenti al mondo il Giappone e quelle che sarebbero le sue virtù principali. Nitobe individua 8 virtù fondamentali che secondo lui sarebbero alla base del bushido, il codice d’onore proprio dei samurai, e che sarebbero rappresentative dello spirito giapponese:

1) 義 – Rettitudine

2) 勇 – Coraggio

3) 仁 – Benevolenza

4) 礼 – Rispetto

5) 誠 – Integrità

6) 名誉 – Onore

7) 忠義 – Lealtà

8 ) 自制 – Compostezza

Per spiegare questi concetti Nitobe non fa riferimento tanto a fonti giapponesi ma usa spesso riferimenti occidentali; molte citazioni provengono addirittura dalla Bibbia.

Bushido: The Soul of Japan fu un immediato best-seller in Occidente, che all’epoca possedeva una conoscenza estremamente limitata del Giappone, e che cominciò piano piano ad innamorarsi di questa nazione esotica. In patria il libro fu accolto inizialmente con molto scetticismo. Una delle critiche che più venne rivolta all’autore fu quella di non essere adatto a parlare dell’argomento, sia perché non sufficientemente preparato sulla cultura giapponese, sia perché il pubblico occidentale non avrebbe avuto i presupposti necessari per comprendere tale cultura. Non ultimo, Nitobe si sarebbe di fatto inventato questo codice estraendo arbitrariamente le 8 virtù e senza fornire abbastanza prove storiche, ma solo un’idea romanzata di quello che avrebbe dovuto essere il codice d’onore dei samurai. In ogni caso, entro pochi anni il Giappone sarebbe diventato una nazione militarista e avrebbe iniziato ad espandersi nel resto dell’Asia. Questa nuova idea di Bushido era decisamente utile alle gerarchie militari come mezzo di propaganda presso la popolazione e le truppe impegnate in guerra: fu cosi che il bushido “inventato” da Nitobe uscì fuori dall’anonimato diventando il motore del nuovo Giappone militarista. Anche Hagakure, che fino ad allora era un testo conosciuto dagli accademici, subì la stessa sorte, diventando uno strumento di propaganda e un “propulsore” per le truppe giapponesi. Di lì ai giorni nostri, una quantità incalcolabile di rappresentazioni cinematografiche, teatrali, letterarie e ovviamente anche animate, giapponesi e non, avrebbero continuato perpetrare l’idea di bushido come il codice d’onore che guidava le azioni dei samurai, basato sulle otto virtù individuate da Nitobe.

Conclusioni

I samurai quindi non avevano in realtà nessun etica o un qualche codice morale? Certo che ne avevano. Ma ciò che è stato poi chiamato Bushido è qualcosa di decisamente diverso da ciò che molti, troppi occidentali sono stati portati a credere. Se il popolo giapponese attribuisce una certa importanza a determinati valori, e questi naturalmente emergano nelle varie produzioni culturali (tra cui i manga), è perché il percorso storico di questo popolo ha portato a tale situazione. Allo stesso modo, altri percorsi storici hanno fatto si che nelle società occidentali assumessero maggiore importanza altri valori.

shortlink: http://wp.me/p1KoP8-7Z2

KEN IL GUERRIERO – Souther, eroe gusto cola!


souther gusto cola

Il Sacro Imperatore Souther regna anche nel mondo della cola!!

Dopo la birra di Ken, il 2017 del mondo di Hokuto si apre con una nuova collaborazione, denominata Hero Ha Cola-aji (Eroe gusto cola), tra la parodia Hokuto No Ken Ichigo-aji e Kirin Mets Cola, bibita gassata dell’azienda omonima. Acquistando infatti la bibita in questione, oltre a poter leggere il nuovo manga Hokuto No Ken Cola-aji, si potrà partecipare ad un Oogiri (un tipo di gioco giapponese) basato sulla serie e all’estrazione di diversi regali.

lineup_pc

Il manga in questione verrà serializzato a partire dal 6 gennaio per un totale di quattro uscite. Acquistando una Mets Cola da 480 ml, con l’utilizzo del serial number incluso, si potrà selezionare la storia di proprio interesse e leggerla.

read_pc

Raccogliendo poi i vari serial number si può partecipare all’estrazione dei premi, Il primo dei quali è il giubbotto indossato da Kenshiro (Il suo!! Il suo giubbotto di pelle!!). 50 pezzi in palio, 24 punti necessari. Il secondo premio è il plicometro/bilancia Tanita Innerscan Dual (quello che ci vuole a fine secolo). 100 pezzi in palio, 12 punti necessari. Un totale di 4 opzioni possibili.

present_pc

Infine, scrivendo semplicemente una battuta nello spazio apposito di questa pagina (cliccate) si può giocare all’Oogiri con Kendo Kobayashi e Akira Kawashima (due comici giapponesi) e le migliori sei verrano inseriti nel volume “Hokuto no Ken Cola-aji”. L’idea è quella di far dire ai vari personaggi frasi surreali, proprio come nell’opera originale*.

(NOTA) Hokuto no Ken è famoso perché i suoi personaggi usano un giapponese appunto surreale, che praticamente nessun giapponese usa mai nella vita reale (da qui le difficoltà nel tradurre l’opera). Questa particolarità è chiaramente molto più facile da percepire nell’opera in lingua originale che nei vari adattamenti.

L’account ufficiale del Seiteigun -Kouhoubu (Pubbliche relazioni dell’esercito del Sacro Imperatore) su Twitter ha già annunciato: “sudditi, correte subito tutti a comprare!”

Si ringrazia Carmine Napolitano per news e traduzione

shortlink: http://wp.me/p1KoP8-7YQ

Recensione: REDBLUE – La storia di Hyui e Shuren


Pubblicato per la prima volta online alla fine di ottobre 2014, RedBlue (Titolo completo: 北斗の拳イチゴ味 五車星GAI伝 其之一 REDBLUE ~片翼の少年たち~ ovvero “Hokuto No Ken Gusto Fragola – La Storia Parallela dei Nanto Goshasei Capitolo Primo – REDBLUE ~ I due fanciulli indivisibili~ ) è uno dei diversi spin off brevi che Takeshi Kawada (testi) e Yukito (disegni) hanno dedicato ai personaggi di Ken il guerriero. Protagonisti di della storia sono Hyui del Vento e Shuren delle Fiamme, personaggi che a dispetto dell’importante ruolo che rivestivano nella serie come protettori dell’Ultimo Condottiero di Nanto,  hanno goduto veramente poco delle luci della ribalta nell’opera originale.

Come di consueto, le vicende narrate riguardano l’infanzia dei personaggi coinvolti, introducendo dapprima il giovane Hyui, definito già nell’adolescenza il più forte esponente mai esistito del Fujinken (風仁拳 – Tecnica del Vento Virtuoso), tanto a detta del suo stesso maestro quanto di Rihaku del Mare, che si trova di passaggio al dojo in cui il ragazzo si allena. Tuttavia, sempre a detta del suo maestro, è proprio la bravura di Hyui a rappresentare un ostacolo, perché il suo livello è sì talmente alto da rivaleggiare con quello dei Sei Sacri Pugni di Nanto, ma allo stesso tempo allontana da lui i suoi compagni d’addestramento, tra i quali non riesce a trovare qualcuno che sia alla sua altezza. La preoccupazione del maestro è che il protrarsi di tale situazione possa portare il ragazzo a spegnersi, a non avere più gli stimoli necessari per progredire. Rihaku però vede le cose in positivo e ricorda che il fato di Hyui dipenderà dal volere dagli astri.

Tale profezia non ci mette molto ad avverarsi: nottetempo irrompe infatti nel dojo Shuren, prodigio dell’Enrinken (炎燐拳- Tecnica delle Fiamme Fosforiche), che in cerca di sfida ha pensato bene di farsi due passi ed andare ad attaccar briga con i guerrieri del Fujinken. Il ragazzo, anche a detta di Rihaku, sembra proprio l’avversario che ci voleva per Hyui e, almeno in un primo momento, sembra riuscire addirittura a sconfiggerlo.

Hyui, tuttavia, riesce a tener testa a Shuren disperdendone le fiamme grazie alla sua enorme abilità nella manipolazione del vento, riportando il duello a proprio favore ed intimando all’avversario di non andare avanti se non vuole essere fatto a pezzi. All’impetuoso guerriero dell’Enrinken, che assolutamente rifiuta di arrendersi, non resta che incendiare le sue stesse mani per dar vita a fiamme che Hyui non possa soffocare. I due contendenti si lanciano quindi l’uno contro l’altro decisi al tutto per tutto.

Fortunatamente Rihaku non resta a guardare e si intromette nella lotta, separandoli prima che le cose vadano a finire male e, di fronte alle rimostranze di entrambi, non può far altro che spiegare come nessuno dei due sia in realtà riuscito a prevalere sull’altro. Le sue parole bastano ad acquietare gli animi e i ragazzi si danno la mano, in segno di reciproca stima, mentre i due maestri iniziano ad intravedere quello che sarà il futuro scaturito da quest’incontro.

La scena si sposta al presente, proprio nel momento in cui tanto Hyui quanto Shuren sacrificano la loro vita per rallentare l’avanzata di Raoh. Tou, figlia di Rihaku, si reca dal padre a fare rapporto sulla sorte dei due guerrieri, ma questi non rimane pensieroso, senza proferir parola.

L’unico commento che mi sento di fare su questa breve digressione dedicata a Hyui e Shuren è che, indipendentemente da qualsiasi valutazione sullo stile di disegno o sulla “trama” (chiamiamola così…), davvero non se ne sentiva il bisogno. Non tanto perché i due personaggi non meritassero un qualche approfondimento, anzi, ma perché queste 18 pagine non ci dicono nulla di davvero significativo e che, almeno in parte, non potesse essere immaginato. Più che conoscere la circostanza in cui i due personaggi si sono incontrati, avrei preferito vedere dei retroscena legati al loro ruolo di Goshasei nel periodo precedente a quello che conosciamo dalla serie originale. Qualcosa che, sebbene sempre da prendere con le pinze perché non frutto diretto del lavoro di Hara e Buronson ma di altri autori, avesse veramente aggiunto un tassello al mosaico generale (o almeno ci avesse provato).

Nota (stonata) a parte la merita l’ultima pagina, con un Rihaku fumatore che richiama quello che appare nelle gag di Hokuto No Ken “Gusto Fragola”. Davvero non lo so perché Takeshi Kawada si diverte tanto a farci leggere una storia dal tono serioso e poi a rovinare tutto nelle ultime vignette, ma credo che resterà un mistero.

RECENSIONE – Hokuto No Ken – Saikyou Ha Dare Da?


a cura di Carmine Napolitano

北斗の拳・最強は誰だ? Hokuto no Ken - Chi è il più forte?北斗の拳・最強は誰だ?
(Hokuto No Ken – Chi è il più forte?)

Editore: Futabasha

Anno di pubblicazione: 2011

Prezzo: 476 yen

Lingua: giapponese

Sito Web

Il volume in questione è stato pubblicato in Giappone nel 2011 da Futabasha, casa editrice che gia in passato ha dedicato diverse attenzioni a Hokuto no Ken. Come suggerisce il titolo, l’opera in questione si propone di analizzare i vari personaggi della saga del manga, in ordine di apparizione, da Kenshiro fino a Ryu. In caso vi interessasse quanto fossero forti Joker o Glenn, questo volume non potrà esservi d’aiuto…

Ad ogni personaggio viene dedicata una scheda in cui viene analizzato il suo livello di forza “complessivo” (総合力), espresso in numero di stelle (星)sulla base dei seguenti parametri:

  • 拳力 (Potenza dei colpi)

  • 統率 (Leadership)

  • 愛情 (Sentimenti)

  • 人望 (Popolarità)

  • 野望 (Ambizione)

  • 頭脳 (Intelligenza)

La forza dei vari personaggi viene quindi analizzata sotto vari aspetti e, cosa molto importante, viene data importanza ai fattori “immateriali” di tale forza. Non si tratta semplicemente di stabilire chi sia più abile tecnicamente o meglio preparato fisicamente; le arti marziali in Hokuto no Ken sono più un pretesto che viene usato per far emergere determinate qualità, che determineranno a loro volta il destino dei vari personaggi. Ai personaggi freddi, apatici o semplicemente “meno brillanti”, vengono assegnati infatti punteggi bassi che compensano un’ eventuale forza fisica, facendo calare il peso complessivo del personaggio all”interno della storia. Il sopracitato livello di forza complessivo dovrebbe infatti essere inteso come forza del personaggio o, meglio ancora, valore del personaggio all”interno della storia.

Anche personaggi non combattenti, come Lynn o Leia, vengono infatti analizzati proprio come i maestri delle varie arti marziali. In alcuni casi, questi personaggi “pacifici” arrivano ad avere addirittura una forza complessiva superiore a quella di alcuni maestri. Questo può far storcere il naso a qualche fan, soprattutto a color che sono più interessati ai combattimenti e alle scene d’azione ma, come già detto, questa è solo una parte del tutto e non è neanche la parte principale. Quindi, il pregio più importante di questo volume è sicuramente il fatto di aver colto lo spirito dell’opera e di invogliare in qualche modo il lettore ad abbracciare questa prospettiva più ampia.

Ogni scheda è poi arricchita da una o più “pick-up”, cioè note aggiuntive che riportano aneddoti o curiosità rispetto al personaggio analizzato, alcune delle quali davvero insolite, altre già abbastanza conosciute almeno dai fan più esperti. Tra le varie schede si trovano poi diverse digressioni (Hokuto No Ken Column) che approfondiscono alcuni aspetti dell’opera, ad esempio le genealogie o, come mostrato nella foto, la Shichousei (Stella che presagisce la morte); tutte piuttosto curate e approfondite.

Il risultato delle analisi dei personaggi non è sempre scontato: alcuni personaggi ricevono dei punteggi decisamente esagerati (uno su tutti, Ryu) mentre altri invece vengono ingiustamente sminuiti (Shin o Hyou, ad esempio). Sebbene le schede siano piuttosto esaurienti nell’analizzare ciascun personaggio, non sempre si rimane sufficientemente convinti. Discutibile anche la scelta di inserire la “popolarità” fra le caratteristiche analizzate: sicuramente il modo in cui un personaggio viene recepito è importante ma non è detto che la percezione che si ha di un personaggio corrisponda al suo reale valore.

In ogni caso, il volume in questione è decisamente riuscito, anche a giudicare dall’apprezzamento dei fans giapponesi, ed è godibile sia da chi vuole acculturarsi, sia da chi è già preparato e vuole semplicemente approfondire. Purtroppo il volume è disponibile solo in Giappone, ma è abbastanza facile reperirlo online.