KEN IL GUERRIERO – LE ORIGINI DEL MITO DELUXE Vol. 5 – Recensione


soten 5Con ben più di un anno di ritardo (mea culpa) vado finalmente a recensire il quinto volume di KEN IL GUERRIERO – LE ORIGINI DEL MITO DELUXE, collana bimestrale che si è conclusa a maggio (con il volume 11) e che raccoglie l’intera saga narrata in Souten No Ken, serie prequel della più famosa Hokuto No Ken. Dopo l’epico e decisivo combattimento tra Kenshiro Kasumi e Tàiyán Zhāng, il Cartello del Fiore Rosso sembrava ormai spacciato ma, in seguito ad un attentato che ha ridotto Guāng-Lín in fin di vita, Ken e Yuling, ora di nuovo insieme, comprendono che è ancora presto per festeggiare, perché la guerra è lungi dall’essere conclusa.  Come sempre ringrazio il mitico Andrea “MusashiMiyamoto” Mazzitelli per il suo grande aiuto con la lingua giapponese e anzi, colgo l’occasione per linkarvi di nuovo Kotokoto, il suo sito personale (cioé, non solo suo, ma anche della moglie Fukuko, che saluto tanto) . Buona lettura! 😉

SPERANZA

Anche stavolta ho voluto scegliere un titolo che sintetizzasse al meglio gli eventi che si succedono nel volume in questione e, pensandoci bene, la speranza è il vero filo conduttore delle vicende narrate. Perché è la speranza in un domani migliore che, davanti ad una situazione critica, spinge Yuling a farsi carico di una pesante responsabilità, assumendo il comando del Qing Bang. Ma la speranza in un riscatto è terreno fertile anche per gli impostori come il Generale Luó, giunto a Shangai per rapire i cuori disperati dei reietti e renderli schiavi del Cartello del Fiore Rosso. Una speranza che si credeva ormai morta può anche tornare a vivere e cambiare il cuore delle persone, come accade a Lièshān, che finalmente realizza quanto sia stato cieco nel non vedere che l’amore paterno, che tanto anelava, era sempre stato dinanzi a lui. Infine, la speranza può prendere anche la forma di una bambina indifesa che spinge il più duro degli uomini a non vivere più solo per sé stesso ma per proteggerla, come accade al temibile Fēiyàn, maestro del letale Kyoku Juji Seiken.

Quello che traspare dalle storie contenute in questo quinto volume è che Hara non ama solo giocare con i suoi personaggi e con le figure caricaturali, ma anche con i lettori. Perché, come ho già avuto modo di dire in precedenza, se ad uno sguardo superficiale ci sono situazioni e volti che sanno di dejà vu (ed andranno ad incrementare, fidatevi), spingendo a credere che l’autore si limiti a fare un mero copia e incolla, col senno di poi, sapendo come si concluderà l’opera e chi è realmente il Kenshiro di questa generazione, ci si rende conto che Hara aveva già deciso da tempo il finale e si è divertito a cospargere di “indizi” tutta la storia. Oltre a questo, non ha smesso di giocare neanche con i riferimenti cinematografici. Un esempio? Eccovi il “bullet-time” secondo il maestro!

tetsuo hara bullet time

L’altro riferimento (o sarebbe più corretto dire ispirazione) riguarda proprio Feiyan e la piccola Erika, il cui rapporto ricorda tantissimo quello dei protagonisti di “Man on Fire”, film del 2004 con uno straordinario Denzel Washington nei panni di un assassino professionista chiamato a fare da guardia del corpo all’unica figlia di una famiglia benestante. Dapprima quasi seccato all’idea di doversi ridurre a fare da baby sitter, il killer stabilisce col tempo un legame affettivo talmente profondo con la piccola da scatenare un vero e proprio inferno sui responsabili del suo rapimento (non vado oltre per non rovinare la visione a chi volesse recuperarlo 😉  ).

mybodyguardmanonfire

A dirla tutta, in Giappone il film – che venne distribuito con il titolo “My Bodyguard (マイ・ボディガード)” – pare sia uscito nelle sale dopo che Hara aveva introdotto Feiyan ed Erika in Souten No Ken. Tuttavia, tolto che il maestro potrebbe essere anche solo rimasto colpito dal trailer e si sia informato sulla trama (chi non l’ha mai fatto?), l’elemento che trovo decisivo è la somiglianza tra Erika e Lupita, la piccola protagonista del film (interpretata da Dakota Fanning).

erika dakota fanning

PERSONAGGI

Nota importante: Nelle schede che seguono ho voluto mantenere una linea coerente con l’opera originale. In esse verrà proposto il nome correttamente traslitterato in italiano, gli ideogrammi relativi e, a seconda dei casi, il nome così come viene pronunciato in giapponese con gli stessi ideogrammi. Altro punto importante che mi sento di sottolineare è che mentre in originale viene dato prima il cognome e poi il nome dei personaggi, nel tradurli ho invece messo prima il nome e poi il cognome, come è consuetudine nella nostra lingua.

luLù ()

(Giapp.: Riku)

Direttore di una banca, fondata sui proventi del mercato nero, di proprietà di Lièshān Zhāng.

hu cheng luoHǔ Chéng Luó (羅虎城)

(Giapp.: Kojō Ra)

Generale del Guómín Gémìng Jūn (Esercito Rivoluzionario Nazionale) ritenuto morto in combattimento, sembra essere divenuto l’eroe del movimento antinipponico dopo aver energicamente rifiutato di farsi comprare dai militari giapponesi stanziati in Manciuria. A dispetto della sua statura ridicolmente bassa, sembra possedere un carisma fuori dal comune, carisma utile per attuare il piano di Lièshān: trasformarlo nel leader dei predoni dell’Hebei e far rinascere con essi il Cartello del Fiore Rosso.

guGù ()

(Giapp.: Ko)

Soprannominato “Gù la civetta”, è il miglior assassino del Quing Bang. Un po’ per orgoglio personale e un po’ per tenere alto il nome stesso dell’organizzazzione cui appartiene, non vuole che sia Kenshiro ad occuparsi di Lièshān, preferendo utilizzare i propri metodi. Tuttavia, dopo aver constatato che la sua abilità è nulla in confronto a quella del successore di Hokuto, non ci pensa due volte a farsi da parte.

lifu chenLi-fu Ch’en (陳立夫)

Capo della Sezione Investigativa del Partito Nazionalista, appreso della morte del Generale Luó per mano del Re dell’Inferno, riferisce immediatamente ai vertici quanto accaduto e riceve l’incarico di trovare il più forte maestro di arti marziali della Cina per assoldarlo ed eliminare Kenshiro. Personaggio storico realmente esistito, è morto nel 2001 all’età di ben 101 anni!

yingquin heYìngqīn  (何応欽)

Ministro del Dipartimento di Amministrazione Militare del Partito Nazionalista, apprese le notizie sul Generale Luó dichiara di voler mandare immediatamente l’esercito ad eliminare Kenshiro, perché il suo crimine contro il Partito non può restare impunito. Personaggio storico, si è guadagnato il soprannome di “Generale fortunato” in quanto, pur partecipando a numerose battaglie e campagne militari, è riuscito a sopravvivere alla maggior parte dei membri del Partito Nazionalista, morendo nel 1987 all’età di 97 anni.

qun zhangQún Zhāng (張群)

Ministro degli Esteri del Partito Nazionalista, è completamente d’accordo con Yìngqīn Hé circa le misure da adottare nei confronti del Re dell’Inferno, ricordando ai presenti che la loro regola di condotta è quella di stroncare chiunque si opponga al Partito. Personaggio storico, durante la sua lunga carriera politica ha ricoperto molteplici cariche, in special modo quelle legate all’economia. E’ morto nel 1990, anch’egli alla veneranda età di 101 anni.

chiang kai shekChiang Kai-shek (蒋介石)

Presidente del Partito Nazionalista, è un uomo di principio che, pur appoggiando la linea dura degli altri membri del Partito, si oppone ad un’azione militare contro un singolo uomo, definendola disonorevole. La sua proposta è quindi quella di scovare il più forte guerriero della Cina e fare in modo che sia lui ad uccidere il nemico, rammentando agli altri che le arti marziali sono l’orgoglio principale del loro grande Paese. Chiamato anche “Generalissimo”, è un personaggio storico realmente esistito che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della Cina. E’ morto nel 1975, all’età di 87 anni.

erikaErika Arendt (エリカ・アレント)

Scampata al massacro della sua famiglia in Germania, è una bambina di origini ebraiche che custodisce il “Catalogo della Speranza”, un elenco di decine di migliaia di opere d’arte di grande valore di cui Hitler vuole appropriarsi a tutti i costi ma che gli ebrei hanno accuratamente nascosto per poter a loro volta finanziare il sogno di costruire un luogo di rifugio, una “Terra Promessa” per tutti coloro che sono perseguitati.

feiyan liuFēiyàn Liú (流 飛燕)

(Giapp.: Hien Ryū)

Maestro del Kyoku Juji Seiken è noto anche come “Demoniaco Rapace della Morte” (死鳥鬼). Capace di sbarazzarsi da solo dei migliori 23 uomini delle SS armate di Hitler, è il migliore tra i corrieri di Beiping (l’odierna Pechino) ed ha ricevuto l’incarico di proteggere Erika fino alla sua consegna ma, avendo sviluppato nei confronti della piccola un paterno senso di protezione durante il lungo viaggio affrontato insieme, decide piuttosto di continuare a ricoprire il ruolo di angelo custode che accettare l’offerta come sicario del Partito Nazionalista.

tian guiTiān Guǐ (天鬼)

(Giapp.: Tenki)

Capo di un gruppo di predoni noto come Branco delle Tigri (如虎部隊), incontra  Fēiyàn ed Erika in un locale e  mette subito gli occhi sulla bambina, pensando di poterla facilmente sottrarre al guerriero e rivenderla. Purtroppo per lui Fēiyàn non è assolutamente dello stesso avviso e, nel giro di pochi istanti, il losco figuro viene menomato ed ucciso.  Il suo è un nome di battaglia che si può tradurre come “Demone del Cielo”.

jiyun liJìyún Lǐ (李集雲)

(Giapp.: Shūun Ri)

Capo dei corrieri di Beiping, riceve da Li-fu Ch’en l’ordine di assoldare Fēiyàn per sfidare ed uccidere il Re dell’Inferno ma, dietro il secco rifiuto del guerriero, decide di avvalersi di Báifèng Biāo, fratello d’addestramento dello stesso Fēiyàn. Secondo il suo ragionamento, infatti, Báifèng è anche più esperto nel Kyoku Juji Seiken e, sia che vinca, sia che muoia, lo scopo verrà raggiunto comunque, perché nella seconda ipotesi Fēiyàn stesso si sentirebbe spinto a vendicarne la morte e ad affrontare quindi Kenshiro.

 

leviDr. Levi (レビ博士)

Rappresentante dell’Associazione degli Ebrei di Harbin, è stato incaricato di prendere in consegna Erika ed il Catalogo della Speranza. Braccati però dai nazisti, tanto lui quanto gli altri uomini che lo accompagnano vengono massacrati poco dopo la consegna ed Erika si salva in extremis solo grazie all’inaspettato intervento di Fēiyàn.

baifeng biaoBáifèng Biāo (彪白鳳)

(Giapp.: Hakuhō Hyō)

Soprannominato “Demone Bianco” (白鬼) e fratello maggiore (acquisito) di Fēiyàn, vanta una maggior esperienza nel Kyoku Juji Seiken. Accetta l’incarico di affrontare in combattimento il Re dell’Inferno e, dopo averne saggiato non solo la forza, ma anche la nobiltà d’animo, rimanda lo scontro ad un secondo momento.

TECNICHE SEGRETE

Nota importante – Sempre per coerenza, ho voluto mantenere i nomi delle tecniche e delle scuole nella lingua in cui dovrebbero pronunciarle i protagonisti. Ad esempio, suona piuttosto improbabile che Kuángyún Máng pronunci il nome della Scuola della Casata Sun di Hokuto in giapponese piuttosto che nella sua lingua madre, il cinese. Di conseguenza, come primo nome troverete sempre quello più “logico” mentre, in alcuni casi (come appunto le diverse sette derivanti da Hokuto), per completezza metterò tra parentesi anche la versione con pronuncia in giapponese.

  • Kishō (鬼床 – Giaciglio del Maligno): Punto segreto di pressione posto sotto la parte sinistra della mascella, rappresenta un vero e proprio strumento di tortura. Agendo su di esso, infatti, si può provocare l’estrazione simultanea di tutti i denti della vittima, causandole un dolore indescrivibile.
    kisho
  • Jū No Ken (柔の拳 – Tecnica Flessibile): Non viene espressamente nominato, ma è chiaro che si tratta dello stesso particolare stile di combattimento padroneggiato da Toki nella serie originale, in cui lo spirito combattivo del guerriero fluisce come l’acqua calma. Grazie ad esso è possibile distrarre lo spirito combattivo dell’avversario accompagnandone i movimenti e disperdendone la potenza.
  • Jí Shízì Shèng Quán (Kyoku Juji Seiken 極十字聖拳Sacra Scuola della Croce Polare): Misteriosa e letale tecnica di combattimento padroneggiata da Fēiyàn e Báifèng, permette di sferrare rapidi colpi capaci di tagliare di netto perfino l’acciaio. Il suo astro di riferimento è la Croce del Sud, di cui i suoi appartenenti portano tutti un tatuaggio sul dorso della mano destra.
    kyoku juji seiken
  • Míngkōngzhǎowǔ (Meikūsōbu – 瞑空爪舞 – Cieca Danza degli Artigli nel Vuoto): Un attacco in sospensione aerea (in realtà non ben descritto nelle immagini) che termina con un affondo della mano nelle carni dell’avversario.

EDIZIONE ITALIANA

Anche questo volume, come purtroppo i suoi predecessori, non smentisce il lavoro di traduzione fatto con i piedi che ormai contraddistingue la serie. Questo mese, a parte le poche tecniche (per le quali vi basta confrontare con la nostra solita lista), si segnala un errore veramente stupido – perché non si può definire altrimenti – nella traslitterazione del cognome della piccola Erika. Come potete vedere tornando indietro nell’articolo, il suo è ovviamente un nome “straniero” e quindi scritto in alfabeto fonetico, cioé senza un significato (come invece avviene per i nomi propri dei giapponesi), così: エリカ・アレント. Se lo si legge come lo leggerebbero i giapponesi, in effetti sarebbe “Erika Arento“, e quindi il genio del traduttore ha pensato che andava bene traslitterarlo “Alento” senza però tener conto di ben 2 fattori fondamentali. Il primo, che ormai dovrebbe esser noto anche alle pietre, è che quando i giapponesi usano quell’alfabeto è solo per sapere come quel nome lo pronunciano loro. Che vuol dire? Vuol dire che, per esempio, se noi scriviamo “Devil”, loro traslitterano in fonetico e pronunciano “debiru”, oppure “Batman” lo fanno diventare “battoman”. E’ chiaro, quindi, che quando ci tocca fare il procedimento inverso, cioé cercare di capire che cosa in effetti loro vogliano intendere con i nomi scritti in quell’alfabeto, molto risieda nel trovare un equilibrio tra logica ed interpretazione personale e non ingenuamente affidarsi al loro modo di pronunciarla. Il secondo, più specifico, è che in questo caso bastava fare una semplice e veloce ricerca su internet per scoprire che non esiste alcun “Alento” o “Arento” fra i cognomi ebrei, mentre invece esiste Arendt, come la famosa Hannah Arendt, scrittirice, giornalista filosofa e storica tedesca di origini ebraiche che subì la persecuzione nazista e che, molto probabilmente, avrà ispirato gli autori per il nome da dare alla piccola Erika. Per il resto, i punti di forza di quest’edizione rimangono i medesimi, ossia la confezione molto curata e la praticità di poter leggere tutto d’un fiato una lunga serie di storie che erano state anche troppo sacrificate nella precedente edizione a “sottilette”.

Appuntamento al prossimo volume!

KEN IL GUERRIERO – Aggiornamenti Maggio 2016


Negli scorsi mesi, a causa di svariati motivi (non vi preoccupate, solo cose che possono capitare quando c’hai una vita…) il sito è rimasto in uno stato di abbandono e non ho potuto aggiornarlo con l’usuale frequenza. Mi tocca quindi fare un po’ il punto della situazione su quello che è successo nel frattempo nell’eptastellato mondo di Hokuto. Mettetevi comodi 😉

Partiamo dalla notizia che l’amico Musashi aveva riportato a marzo, quella sulla statua di Kenshiro che sarebbe stata posta, il giorno 26 dello stesso mese, all’interno di una stazione ferroviaria della città di Hokuto, in Giappone. Beh, ecco un paio di foto ricordo dell’evento (fornite da Divina Scuola di Hokuto, a cui faccio i complimenti per aver sfondato il tetto dei 76.000 fan su Facebook) con Tetsuo Hara e Buronson tutti contenti e felici. 🙂

kenshiro statua

Passiamo ora alle produzioni cartacee e parliamo di… Yuda!

yuda ultimate desire

Forse ricordate che in un articolo dell’anno scorso elencavo, cercando di fare un po’ d’ordine, i vari spin-off ed episodi speciali legati alla saga di Ken il guerriero. Lì mi ero fermato a Souther Gaiden, un episodio legato all’infanzia del Sacro Imperatore scritto da Takeshi Kawada e disegnato da Yukito. Ecco, lo stesso team creativo (coadiuvato da Yukito Imoto) è tornato, negli scorsi mesi, con un nuovo episodio speciale – pubblicato sulle pagine di Comic Zenon – dedicato al passato del maestro della Gru Rossa di Nanto. Il titolo dell’episodio è Yuda Gedō-den Ultimate Desire.

yuda ultimate desire 2

Tale storia si va ad aggiungere ad altri due brevi racconti precedentemente pubblicati, i cosiddetti  Goshasei Gaiden. Nel primo, intitolato RedBlue – Hen’yoku No Shōnen-tachi (ottobre 2014), viene esplorata la vita di Shuren e Hyui, mentre nel secondo, SCRAP MOUNTAIN (luglio 2015), le vicende narrate riguardano l’esistenza di Fudo.

goshasei gaiden

Passando invece al discorso merchandise e prodotti su licenza, segnalo l’RPG per dispositivi iOS e Android Hokuto No Ken Smart Shock.

hokuto no ken smart shock

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Ora sicuramente starete correndo sugli store online per scaricarlo ma, oltre al fatto che per usufruirne bisogna essere registrati al servizio di messaggistica LINE, requisito essenziale è la conoscenza del nipponico idioma, quindi, a meno che non siate nati nella terra del Sol Levante o abbiate studiato la lingua dei prodi samurai, dubito che ci capirete qualcosa.

Il discorso potrebbe (il condizionale è d’obbligo) invece essere differente per la collaborazione “Hokuto No Ken x LINE Rangers”. Sviluppato sempre per dispositivi iOS e Android questo gioco vedrà, per tutto il mese di maggio 2016, Kenshiro, Raoh e Julia aggiungersi alla folta schiera di personaggi utilizzabili ed affrontare una sfida speciale legata a Souther.

line rangers hokuto

line rangers hokuto 2

Si potranno inoltre trovare indumenti, armi e vari oggetti legati al mondo di Hokuto, ognuno capace di potenziare in maniera differente il personaggio a cui verrà destinato.

line rangers hokuto 4

Non mancano poi gli adesivi dedicati sempre al già citato servizio di messaggistica.

line rangers hokuto 3

Come dicevo, il discorso potrebbe essere differente perché LINE Rangers è un gioco localizzato anche per l’occidente (basta cercarlo sugli store), quindi c’è la remota (molto remota) possibilità che tale iniziativa non rimanga confinata al solo Giappone.

Ma cambiando argomento, visto che ormai l’estate è alle porte, che ne dite di un po’ di surf firmato Hokuto? Se l’idea vi garba, potreste dare un’occhiata a”Kenshiro” e “Raoh”, i due modelli di mute da surfista realizzate dalla Glidz.

glidz hokuto

Chiudo segnalando che per il 19 maggio è prevista l’uscita dell’ultimo volume di KEN IL GUERRIERO LE ORIGINI DEL MITO DELUXE, di cui sono rimasto colpevolmente indietro con le recensioni (ma conto di recuperare, pian piano… 😉 ).

ken il guerriero le origini del mito 11

Alla prossima e…

WE STILL FIGHT !!

Ken il guerriero – Torna in edicola la “Pezzent Edition” di Planet Manga


ken il guerriero pezzent edition

A partire dall’11 giugno 2015, con cadenza quindicinale, Planet Manga riporta in edicola il manga originale di Hokuto No Ken nella stessa “imperdibile” edizione che ha già funestato la nostra penisola nel 2013.

La notizia è stata rivelata dallo stesso editore sulla propria pagina Facebook, attirando immediatamente l’attenzione di molti.  Chi segue questo sito già da tempo sicuramente ha avuto modo di leggere la mia analisi, volume per volume, proprio di tale edizione al risparmio (per Planet, non per noi…) ma, a beneficio di tutti, cercherò di elencare almeno alcuni di quelli che ritengo i punti salienti di tale scempio.

Dal volume 2:

Nell’edizione originale giapponese, il titolo dell’episodio occupava tutta la parte bassa della tavola, coprendo per metà il volto di Shin ed il torace di Kenshiro. Mentre nei precedenti adattamenti, gli editori italiani se la sono “sfangata” mettendo una didascalia rettangolare bianca con all’interno il titolo, la Planet ha voluto osare…

Il risultato lo vedete da voi: Non solo Shin si ritrova senza bocca e con un bieco e maldestro tentativo di ricostruirgli il naso, ma anche sul torace di Kenshiro appaiono segni aggiuntivi che non si capisce bene cosa dovrebbero rappresentare.

Dal volume 5:

ORRORE

Dal volume 7:

re guerriero

Da notare che se lo chiedono tutti: “Cu cazzu è il Re Guerriero?”

Non ci siamo proprio. Sicuramente è un passo avanti rispetto a Re di Hokuto, per carità, ma non becca il senso dell’appellativo originale nemmeno di striscio. Quando Raoh si autoproclama “Ken Oh”, lancia un messaggio chiarissimo che suona più o meno così: “Sono il massimo esponente di ogni fottutissima arte di combattimento esistente”. Tale implicito messaggio è rivolto in particolare proprio a colui che è stato scelto al suo posto per divenire successore dell’Hokuto Shinken, suo fratello minore Kenshiro. E’ un’ulteriore sfida al Cielo e alla volontà delle divinità che hanno decretato il fato dei pretendenti alla successione di Hokuto. In quel semplice termine (e, quindi, nella sua eventuale adeguata traduzione) c’è l’anima stessa del personaggio. Raoh NON è un semplice “Re Guerriero”, uno che parte alla conquista e va a combattere senza sapere se vincerà o meno. Raoh si presenta già quale supremo Signore della Battaglia. Non viene lì a combattere, viene a vincere. Non c’è scampo. Di conseguenza, il termine non rende assolutamente. Punto.

Dal volume 12 (ma valido per TUTTI i volumi):

Questo è il caso più evidente, ma in realtà TUTTE le tavole sono impaginate male, con il risultato che restano tagliate sui lati. Ecco un esempio:

Personalmente trovo questa cosa molto grave.

Dal volume 13:

Rotto ogni indugio, Planet Manga inaugura un nuovo filone di adattamento che potremmo definire parodistico e surreale. Memori, forse, del famigerato doppiaggio italiano storico dell’anime, decidono di regalarci perle da ricordare e tramandare ai posteri:

sottrazione violenta

“Questa è una famosissima tecnica conosciuta solo dai più potenti professori di matematica.
Essa fa parte della Scuola Elementare del Monte Tai, la quale comprende anche l’Addizione Volante, la Moltiplicazione del Dolore e la Divisione dei Beni. Alcuni dicono che esistano tecniche ancor più potenti una volta entrati alla Scuola Media del Monte Tai, ma pochissimi sono coloro che ne fanno parte e ancor meno chi è disposto a parlarne…”
(Narratore del doppiaggio storico)

 Dal volume 14:

Come detto in apertura, per quanto concerne la traduzione, questa settimana si è proprio toccato il fondo. Non mi soffermo su tante piccole cose, ma su un’unica, macroscopica boiata riguardante un passaggio chiave fondamentale: il Musō Tensei.

Questa è, infatti, la nostra particolareggiata descrizione di tale “acquisizione di coscienza” da parte di Ken.

Musō Tensei (Rinascita dal Nulla – 無 想転生): In realtà non si tratta di una semplice tecnica di arti marziali, ma del raggiungimento del massimo stato di Illuminazione attraverso il continuo ciclo di morti e rinascite del salvatore prescelto dal Cielo di cui Kenshiro è l’ultima incarnazione. Egli, grazie alle sofferenze e al dolore di cui si è fatto carico, riesce infine ad interrompere il ciclo e raggiungere il nulla, ovvero la forza più potente dell’universo. La tecnica è ispirata al concetto di metempsicosi, ovvero il “samsara”, il ciclo buddista di morte e rinascita, la reincarnazione. Ultimato questo ciclo si raggiunge l’ultimo stadio, il “nirvana”, l’illuminazione. Nel caso di Ken, come per Buddha, la tristezza e la sofferenza provate hanno fatto sì che egli raggiungesse e superasse quel confine fra mondo materiale e mondo spirituale, laddove non vi è alcun legame con le cose terrene. Kenshiro ha compreso meglio di chiunque altro la sofferenza e la tristezza, proprio perché ha superato il limite che definisce questi due sentimenti. E come il Buddha ha acquisito piena consapevolezza delle cose umane, trascendendo in una dimensione nuova e più alta. Questo gli ha permesso di trasmigrare, ovvero di assumere differenti forme, di rinascere sotto altra forma, mantenendo quello stato di calma, quasi di quiescenza, proprio dell’illuminazione. Ha svuotato la propria mente, l’ha liberata da tutto, sconfinando in quell’enorme sfera comunemente definita “nulla”, riempendola in realtà del suo io, ovvero della consapevolezza di sé e di tutti i sentimenti umani e delle cose terrene.

Una descrizione in cui c’é tutto quello il significato non solo di quel passaggio, ma di tutta l’opera. Se, infatti, Kenshiro è una figura che ricorda il Buddha, il resto del racconto mostra tutta una serie di parallelismi con il buddismo di cui la Rinascita dal Nulla è forse la summa imprescindibile. Quando Ken raggiunge tale stato di coscienza (notare il termine… Ken è ben conscio di quello che accade, tutto questo non avviene nel suo inconscio) diviene un Ahrat, un Illuminato… un Buddha. Lui e l’Hokuto Shinken sono oramai un’unica entità. Non esiste più una forza così potente da turbarlo ed impedirgli di vincere. Potrei andare avanti per ore a descrivere e spiegare questo particolare passaggio dell’opera, in realtà condensato dagli autori in poche pagine di grande impatto e alcune frasi molto significative,  ma alla Planet hanno deciso che, giunti a metà della saga, era ora di assestare un colpo da maestro…
Perché perder tempo dietro a profondi concetti filosofici? Ebbene, secondo la nuova traduzione operata da Planet, il Musou Tensei si scrive “Reincarnazione nell’Inconscio” (termine utilizzato anche nell’adattamento italiano di Souten No Ken) e si legge BUCIO DI CULO!
Come infatti spiega Ryuken: “… consiste nel salvarsi la vita in maniera istintiva e inconsapevole“.

MA DOVEEEEEEEE!?

Ciliegina sulla torta, in fondo al volume, sezione “Le Tecniche di Hokuto”, leggiamo la descrizione fatta dagli stessi responsabili della testata: “La più potente fra le tecniche supreme della Divina Scuola di Hokuto. Istintivamente vengono effettuati i movimenti (spostarsi, parare un colpo o altro) necessari per salvarsi la vita.”

Dal volume 15:

Iniziamo dicendo che era davvero difficile far peggio della scorsa settimana, con il Musou Tensei ridotto a “Paraculata nell’Inconscio”. Eppure, per non farci mancare nulla, anche questa settimana alla Planet si sono impegnati per farci ridere (o piangere, fate voi…).

Si inizia subito con un Raoh tutto eccitato che, appena caduto da tipo settordici piani, si trova davanti a Julia e…

Ora, in queste due tavole c’è un po’ di tutto: Per prima cosa l’esclamazione di Raoh, alla quale mi stavo rovesciando dal ridere.

“LO DICEVO IO…”

E sì! Lo diceva lui! E voi malfidenti non gli avete mai voluto dar retta 😀 Pare di sentire mia madre che spettegola con la portinaia a proposito di quella donnaccia del secondo piano…
Molto migliori, almeno in questo caso, le edizioni Star Comics (“E’ proprio vero! Il Cielo desidera me!”) e d/visual (“Il Cielo mi brama”). La seconda cosa che salta all’occhio è quel fastidiosissimo difetto di impaginazione già segnalato e che perdura, lasciando spazi bianchi nel mezzo. Infine, nel titolo dell’episodio un’altra chicca: da Re Guerriero, Raoh si trasforma in Re Diavolo (Milan! Milan! Soooloooo con teeeee….). Qui c’è da specificare una cosa importante: come da me stesso affermato nella redazione della scheda di Raoh, il personaggio è effettivamente ricalcato sulla figura di Oda Nobunaga, figura storica di grandissima importanza in Giappone. Ebbene, il termine qui utilizzato “Re Demoniaco” (魔王) è il medesimo che fu affibbiato a questo grande ma controverso condottiero. Quindi, diciamo che pur non volendo star lì a spenderci una nota aggiuntiva, era forse preferibile tradurlo Re Demoniaco piuttosto che Re Diavolo, proprio per richiamare l’affinità tra le due figure (che poi, diciamocelo, Re Diavolo suona davvero male…).

Un’altra cosa che ritengo grave è la sequenza di dialoghi che si trovano verso la fine del volume: in essi, dopo che è stato chiaramente detto che l’acquisizione del Musou Tensei da parte di entrambi i guerrieri ha di fatto azzerato l’efficacia di tale tecnica, riportando tutti e due a combattere come dei bambini, a puri e semplici cazzottoni alla ‘ndò cojo cojo, si inizia a “sparlare” di nuovo di colpire con la “reincarnazione nell’inconscio”.

confronto

Ma siamo matti!? Adesso i dialoghi li inventiamo pure?

Guardando le vignette in lingua originale, infatti, non appare mai il nome del Musou Tensei (無 想転生), bensì la dicitura Musou No Ken (無 想の拳) ovvero, volendolo tradurre in maniera stringata, “Colpo dal / del Nulla o Senza Pensiero / Turbamento”.
Per capirci meglio, non si sta parlando di niente di nuovo, anzi, un colpo basato sullo stesso identico concetto lo avevamo visto nel volume 12, durante il combattimento tra Toki e Raoh:

Musō Insatsu (無想陰殺 – Uccisione Istintiva Senza Pensiero): Tecnica che permette di sferrare un attacco istintivo contro l’avversario concentrandosi solo sul suo spirito combattivo, allontanando dalla propria mente ogni emozione e distrazione, riuscendo ad intercettare il momento esatto in cui la difesa del nemico viene meno, ovvero quell’istante in cui egli stesso lancia il suo attacco. Nota del traduttore: “Musoo” è abbreviazione di “Munen Musoo” che è lo stato tipico della meditazione buddista Zen con il quale si libera la mente da qualsiasi pensiero e da qualsiasi idea; in altre parole, uno stato di vuoto interiore, di imperturbabilità. “Insatsu” è una combinazione, difficilmente traducibile, che sta più meno a significare la capacità di sopprimere ogni influenza negativa, grazie alla percezione istantanea derivante dallo stato mentale di vuoto che permette di annullare, come nel caso di Raou, una minaccia rivolta verso di sè.

Benché possa sembrare un discorso complicato, in realtà è tutto molto semplice: un attacco “libero da ogn turbamento” era ed è possibile portarlo indipendentemente dal raggiungimento del Musou Tensei, che è ben altra cosa.
Sostanzialmente, ciò che Kenshiro deve fare è sgombrare la mente da ogni sentimento fraterno nei confronti di Raoh per affrontarlo al meglio delle sue forze e potergli dare il colpo decisivo. Per fare ciò, dovrà concentrarsi solo ed esclusivamente sullo spirito combattivo di Raoh, cercandone il minimo turbamento (o punto debole) e affondando il suo colpo al momento giusto. Ecco qual è il significato di quel passaggio.

Dal volume 17:

Immagine1

Chi!? Forse non ho letto bene…

COOOOOSAAAAAAAAA!?

Un attimo, fatemi riprendere il controllo…

Allora…

Dopo “Re Guerriero”, dopo la “Paraculata nell’Inconscio” e dopo ben 16 volumi in cui se ne inventano una nuova ogni volta, è arrivato anche il turno di “IMPERATRICE CELESTE”. Perché dopo che ben 3 edizioni manga italiane hanno SEMPRE (e appropriatamente) tradotto Tentei (天帝) come “Imperatore del Cielo” riferendosi contemporaneamente sia alla Stella Polare che all’Imperatore della Cina, arrivano gli splendidi della Planet e ti piazzano “Imperatrice”.

Il bello è che, nel loro voler fare gli splendidi, non solo hanno praticamente già rovinato l’effetto “sorpresa” che si avrà nel prossimo volume con la rivelazione della vera identità dell’Imperatore e che, ci tengo a precisarlo altrimenti mi viene risposto che si tratta di un mio parere personale, era un effetto VOLUTO dagli autori, no, hanno anche generato scene ridicole come questa…

Sua Eccellenza l’Imperatrice sta per parlare…

MA LA VOCE E’ DI UN UOMO!!! E’ JAKO CHE PARLA!!

Dal volume 21:

Durante lo scontro con Kaioh, Kenshiro ricorre al Musō Tensei e la Planet, non paga di aver già rovinato un passaggio fondamentale della storia dandone una spiegazione totalmente errata, ripropone lo stesso fallace concetto…

Come già affermato in precedenza, la Rinascita dal Nulla (questa la traduzione più corretta), in un simbolismo che vede coinvolti Buddhismo e dualismo Yin / Yang, rappresenta il limite ultimo dell’Hokuto Shinken , uno stato di coscienza superiore raggiungibile soltanto dopo aver toccato con mano gli abissi del dolore altrui. In questo stato di imperturbabilità (e quindi non di incoscienza), Kenshiro riesce ad annullare la sua stessa essenza risultando impossibile da individuare e colpire. Kaioh, tuttavia, ricorrendo all’arcano potere demoniaco dell’Anryū Tenha, anch’essa una tecnica che rappresenta il limite ultimo della sua arte, riesce rompere l’equilibrio spirituale di Kenshiro e quindi a neutralizzare gli effetti del Musō Tensei. Questa è l’unica vera spiegazione. Quello che è scritto nella scansione sovrastante è invece un’interpretazione del tutto arbitraria e priva di senso.


Ribadisco che questi erano soltanto alcuni esempi di ciò che è possibile trovare nella “Pezzent edition” di Ken il guerriero. Di tutto il macello che hanno saputo combinare l’unica costante positiva è stata la qualità della stampa. Punto. Il resto merita di finire nel dimenticatoio o di essere raccontato al massimo come leggenda nera alle generazioni future perché, in buona sostanza, con quest’edizione, Planet Manga è stata capace di settare nuovi standard su come NON approcciarsi alla pubblicazione di un grande classico del fumetto giapponese.

KEN IL GUERRIERO – LE ORIGINI DEL MITO DELUXE Vol. 4 – Recensione


snk 4Quarto volume per KEN IL GUERRIERO – LE ORIGINI DEL MITO DELUXE, ristampa bimestrale delle avventure di Kenshiro Kasumi, 62° successore della Divina Scuola di Hokuto che, diversi decenni prima del suo post-apocalittico omonimo, è stato chiamato a combattere una dura battaglia in nome dei nobili sentimenti d’amore e d’amicizia. La volta scorsa abbiamo assistito all’entrata in scena dello spietato Tàiyán Zhāng, secondo in comando nella scala gerarchica del Cartello del Fiore Rosso, e della pericolosa Scuola della Casata Cao di Hokuto. In più Yuling, la donna che Kenshiro credeva di aver perso per sempre, è tornata nella sua vita, ma priva di memoria e… a capo di un esercito di scatenati predoni! Cosa succederà adesso? Prima di andare a scoprirlo, ringrazio MusashiMiyamoto per il suo contributo come sempre fondamentale e vi auguro buona lettura! 😉

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Planet Manga e la collana “Ken la Leggenda” – Facciamo un po’ d’ordine


hokuto no ken manga gaiden

Siccome, tanto nei messaggi privati quanto nelle interazioni pubbliche, ho notato un certo grado di confusione riguardo alla pubblicazione in Italia dei diversi spin-off dedicati ad Hokuto No Ken, ho pensato di dedicare un post a chiarire, si spera una volta per tutte, la situazione riguardo a tali opere, tanto in Giappone quanto da noi. Ma andiamo con ordine…

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JUZA LA NUVOLA VAGABONDA Vol.2 – Recensione


juza 2Dopo 22 uscite, ci saluta la collana KEN LA LEGGENDA di Planet Manga, e lo fa con il volume conclusivo di JUZA LA NUVOLA VAGABONDA, che questo mese ci mostra ancora dei lati inediti della vita del protagonista e ci accompagna fino al suo ultimo combattimento.  Già la volta scorsa avevamo visto come il tentativo dell’autrice, Missile Kakurai, di “afferrare la nuvola”, non sembri tra i più riusciti, mostrando il fianco ad evidenti lacune sia nella conoscenza generale dell’opera originale che dello stesso protagonista. Quindi non ci resta che vedere se, in questa seconda raccolta di episodi, abbia infine corretto il tiro, documentandosi un po’ meglio e fornendoci finalmente qualcosa di davvero interessante da leggere. Le premesse ci sono, visto che fanno la loro comparsa diversi personaggi noti del manga originale, ora non ci resta che vedere com’è andata.
Buona lettura! 😉

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JUZA LA NUVOLA VAGABONDA Vol.1 – Recensione


juza 1Penultima uscita per la collana KEN LA LEGGENDA di Planet Manga, che questo mese ospita il primo dei due volumi che compongono JUZA LA NUVOLA VAGABONDA, edizione italiana di Jūza Gaiden – Hōkō no Kumo (ジュウザ外伝 – 彷徨の雲 – La Storia Parallela di Juza – La Nuvola Errante), serie originariamente pubblicata sul settimanale Comic Bunch  a partire dall’8 gennaio 2010 come ultimo dei manga spin-off del progetto Shin Kyuseishu Densetsu. Chiaramente, protagonista assoluto della vicenda è Juza, uno dei personaggi sicuramente più apprezzati della serie originale nonostante il breve arco di vita all’interno della stessa e Missile Kakurai, l’autrice chiamata a scriverne la biografia, cerca di esplorare scorci dell’esistenza del guerriero per tentare di approfondirne il background e rispondere ai tanti quesiti che il pubblico  si è sempre posto.
Ci sarà riuscita? Andiamo a scoprirlo.
Buona lettura! 😉

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