Ken il guerriero pronto a combattere in The Sandbox

Kenshiro e l’universo di Hokuto stanno per approdare in The Sandbox, videogioco open-world basato su tecnologia blockchain. “End of the Century LAND“, questo il nome dato all’iniziativa, rappresenterà la prima vera iterazione di Ken il guerriero nel metaverso e si avvarrà anche di contenuti NFT, acquistabili separatamente.

Commentando la notizia, il maestro Tetsuo Hara ha espresso curiosità verso questo nuovo approccio alla sua opera, specialmente sul versante estetico, che porta in scena i diversi protagonisti in una grafica “blocchettosa” che non può non ricordare il più celebre Minecraft. Ad ogni modo, l’autore non vede l’ora di assistere a quello che succederà (che, tradotto per noi comuni mortali, sarebbe “l’importante sono i soldi che intascheremo” 😆). Dal canto suo il francese Sebastien Borget, uno dei padri di The Sandbox, è entusiasta all’idea di questa collaborazione con uno dei manga più popolari nel suo paese.

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Riverdale incontra Ken il guerriero in “Archie VS The World”

Probabilmente è uno degli omaggi più folli ma al tempo stesso più divertenti che Hokuto No Ken abbia mai ricevuto. Stiamo parlando di “Archie VS The World“, one-shot a fumetti la cui uscita è prevista il 18 gennaio 2023 negli States.

Copertina di Jed Dougherty

La trama, neanche a dirlo, vedrà i ragazzi della ridente cittadina di Riverdale catapultati in un futuro post-apocalittico in cui Archie Andrews, eroe della storia e maestro di una tremenda arte marziale assassina, dovrà affrontare 32 pagine di pura azione per sconfiggere il suo acerrimo rivale Reggie ed ottenere il controllo di un’ambita fonte d’acqua, il bene più prezioso!

E mentre (giustamente) le citazioni a Mad Max si sprecheranno, il team creativo ci tiene a specificare che nella storia troveranno posto anche Sabrina Spellman – che da noi è famosa soprattutto per la sitcom “Sabrina, vita da strega” e per una sua più recente rivisitazione horror prodotta da Netflix – e Josie and the Pussycats, che molti di noi “vecchi” ricordano sicuramente per via dell’omonimo cartoon di Hannah e Barbera.

Variant di Aaron Lopresti

Personaggi ormai iconici nella cultura pop americana, Archie ed i suoi amici nascono nel 1942 e, nel corso di ben 80 anni di ininterrotta storia editoriale, sono stati protagonisti di molteplici rivisitazioni ed adattamenti.

Pur non avendo mai raggiunto da noi la stessa celebrità che gli viene tributata in patria, questa spensierata combriccola si è fatta comunque conoscere in Italia attraverso il cartoon The Archie Show (trasmesso nei primissimi anni ’80 con il titolo Archie e Sabrina), poi negli anni’ 90 con la serie, sempre a cartoni animati, The New Archies (ribattezzata Zero in condotta). È tuttavia negli anni recenti che questi personaggi sono saliti maggiormente alla ribalta grazie a Riverdale, la serie TV che li ha spogliati dell’innocenza per renderli protagonisti di un racconto drammatico, pieno di omicidi e morbosi segreti che ha ben poco da spartire con l’originale.

Tornando ad Archie VS The World, il team creativo è composto da Aubrey Sitterson (trama), Jed Dougherty (disegni), Matt Herms (colori) e Jack Morelli (lettering), gli stessi nomi coinvolti nel precedente Jughead the Burgarian, episodio apparso nel one-shot The Best Archie Comic Ever! e che vedeva il miglior amico di Archie (quello che qui conosciamo come “Mostarda”) calato in un universo alla Conan il barbaro.

Sembra che proprio lo strepitoso successo di quello speciale abbia spinto l’editore a rimetterli insieme per questa folle corsa nel deserto postatomico. Non è infatti la prima volta che il fumetto si presta a crossover inaspettati (tipo Archie VS Predator, per dirne uno) o alle reinterpretazioni più disparate, ma gli autori dicono che sarà la storia più pazza di sempre, creata anche per celebrare 8 decadi di pubblicazione e tutti coloro che hanno dato il loro contributo al suo intramontabile successo.

Fitness Boxing Fist of the North Star – A scuola di cazzotti con Ken il guerriero

Da circa una settimana, in occasione dell’ultimo Nintendo Direct, è stato presentato al pubblico Fitness Boxing Fist of the North Star, titolo che si è fatto subito notare non solo perché ha per protagonista Ken il guerriero, ma anche perché, concettualmente, sembrerebbe ricalcare il mitico Punch Mania Hokuto No Ken di Konami. Ma è davvero così? Andiamo a scoprirlo…

La serie Fitness Boxing

Prodotta da Imageneer, la serie Fitness Boxing ha fatto il suo esordio su Nintendo Switch nel 2018 proponendosi come strumento di esercizio fisico quotidiano. Quindi non un vero e proprio gioco ma uno di quei tanti titoli dedicati al fitness che hanno cominciato a spopolare dapprima su Nintendo Wii e che stanno riprendendo piede da un po’ su Switch.

Curiosità: nel 2021 Fitness Boxing si è guadagnato addirittura un anime di 12 episodi.

Il meccanismo è semplice: una volta impugnati entrambi i joy-con della console, i sensori interni permettono di registrare i movimenti del giocatore e quindi eseguire gli esercizi proposti dagli istruttori virtuali presenti nel gioco. Ovviamente è previsto un graduale aumento della difficoltà nel corso degli allenamenti giornalieri, con tabelle e grafici riguardanti le “statistiche” del giocatore (altezza, peso, calorie consumate, ecc.). A completare il tutto, una playlist di versioni strumentali di brani di successo per accompagnare gli esercizi.

Fin qui è già abbastanza chiaro che ci troviamo di fronte ad un prodotto dagli intenti molto diversi rispetto al già citato Punch Mania. Perché se il titolo arcade di Konami si proponeva con un gameplay fracassone in cui il divertimento era tirare cazzotti ai pannelli come se non ci fosse un domani, gettando sudore a destra e a manca, Fitness Boxing invece è uno strumento per stare in forma.

Significa questo che tutto è perduto? Non proprio…

Le nuove modalità di gioco

Fitness Boxing Fist of the North Star, proprio per omaggiare il nuovo istruttore Kenshiro, aggiunge almeno 2 modalità a quelle già consolidate.

1. La Modalità Battaglia, in cui si affrontano vari scagnozzi a suon di pugni.

2. La Modalità Sfida con il Boss, dedicata ai combattimenti contro gli altri grandi avversari del successore di Hokuto.

Questo, insieme ad una playlist di ben 20 brani dedicati – tra i quali spiccano ovviamente Ai wo torimodose!!, Yuria… Eien ni, Silent Survivor e Tough Boy, dovrebbe dare quel mordente che un fan di Ken il guerriero si aspetta ma, come si può evincere già dallo spassoso trailer più sopra (in cui si scherza anche sul fatto che, per combinazione, l’istruttrice si chiama Lin ❤️), in realtà il modo di affrontare sarà parecchio diverso da quello di Punch Mania. Non basterà infatti tirare pugni, ma bisognerà sferrare colpi ben precisi ed effettuare anche movimenti con il resto del corpo (specie con i piedi). Insomma, un’esperienza diversa che non mancherà però di farci sudare proprio come ai vecchi tempi.

Un ulteriore incentivo ad andare avanti negli allenamenti sarà poi rappresentato dalla possibilità di sbloccare altri istruttori come Shin, Jagi, Rei, Raoh, Souther e Mamiya oltre ad altri indumenti con cui abbigliarli.

In Giappone, l’uscita è prevista per il prossimo 22 dicembre 2022, mentre per il resto del mondo l’appuntamento è al momento fissato ad un generico marzo 2023. Voi ci sarete? Scrivetelo nei commenti. 👊

Perché Ken il guerriero ci riguarda oggi più che mai

Oggi, 13 settembre 2022, il manga originale di Ken il guerriero compie esattamente 39 anni, il che significa che entriamo ufficialmente nel 40° anno di vita dell’opera. Chiaramente ci aspettiamo a breve qualche annuncio sulle iniziative che verranno messe in campo mentre ci avviciniamo ad una data così importante ma, nel frattempo, ho pensato di cogliere l’occasione per riflettere su alcuni dei temi trattati nella serie e che secondo me ci riguardano da vicino oggi più di allora. Ma andiamo con ordine…

Una storia che parla di umanità

Come già detto altre volte sempre in questi lidi, Hokuto No Ken prende forma in un periodo storico ben preciso, fondendo il generale timore per la Guerra Fredda con una storia epica in cui sono riconoscibili quasi tutti i capisaldi del cinema e della musica di quegli anni. Soprattutto, la parte del leone la fanno spettacolari ed appassionanti combattimenti a base di arti marziali capaci di conferire poteri sovrumani a chi le padroneggia.

Ma questa è solo la parte più evidente del racconto.

Perché – cosa che Buronson stesso ha tenuto a precisare più di una volta – ciò di cui parla davvero la serie è l’importanza di restare umani. L’importanza dei sentimenti per ricostruire la società.

Kenshiro non è soltanto il legittimo erede di Hokuto, ma uno degli ultimi esseri umani che ancora non si sono arresi alla crudeltà del mondo postatomico. Gli stessi Bart e Lin, che dovrebbero rappresentare il ponte con i giovani lettori di Shonen Jump – il settimanale in cui il manga veniva serializzato – in realtà sono stati costretti a perdere la loro innocenza. Bart addirittura deride Ken per la sua ingenuità.

Eppure, è proprio questa “ingenuità” a fare la differenza tra il protagonista ed i suoi avversari. Kenshiro non combatte per ottenere il potere. Non usa la sua forza per sottomettere gli innocenti. Non cerca la gloria. In un mondo in cui quasi tutti sembrano regrediti ad uno stato bestiale, il successore di Hokuto sceglie l’altruismo. E diventa un esempio. Un faro che illumina le tenebre di una notte che sembra non dover finire mai. Chi gli sta vicino viene in qualche modo “guarito” dal male. Un esempio su tutti è Rei, personaggio amatissimo dal pubblico ma che viene introdotto nel racconto quando ormai sembra aver perso la strada maestra. Sarà proprio il lottare fianco a fianco con Kenshiro che lo porterà a riscoprire la sua umanità e a sacrificarsi per gli altri.

Fatto ancora più interessante, anche molti nemici vengono “redenti” dall’incontro con Ken, anche se a pochi istanti dalla morte. Basti pensare a Souther, Shin, o il terribile Kaioh. L’eroe diventa per loro come un ultimo confessore a cui aprire il cuore, tanto che copiose lacrime ne solcano il viso. Il finale della prima parte del manga, con la morte di Raoh, era perfetto proprio perché Kenshiro, dopo innumerevoli battaglie, poteva finalmente farsi da parte sapendo di aver lasciato al mondo un insegnamento ben più importante del saper combattere: l’amore per il prossimo.

Inutile sottolineare come tutto questo dovrebbe riguardarci. Oggi viviamo davvero un periodo buio della storia umana. E non serve trovarsi in una zona di guerra, perché spesso basta anche solo essere ad un incrocio con la macchina, al supermercato o su una qualsiasi piattaforma social per rendersi conto a che basso livello siamo arrivati. Prepotenza ed arroganza sono diventati talmente comuni che chi, invece, tenta ancora di essere civile, viene visto come un debole. Un ingenuo.

Il pericolo degli estremismi

Ci sono poi dei parallelismi inquietanti. Il Colonnello ed i suoi Berretti Rossi in qualche modo preannunciavano la deriva odierna di molti che, giustamente delusi dal corrotto sistema politico, decidono però di votarsi ad una visione che oggi definiremmo “di estrema destra”.

Per contro, un’altra forma di estremismo la possiamo ritrovare nell’Impero del Cielo che, oltre a tentare di schiacciare ogni singola sacca di resistenza, pretendeva di eliminare Hokuto e Nanto dalla memoria collettiva. La scena in cui Falco distrugge i volti dei guerrieri scolpiti nella roccia è emblematica e sembrava presagire quella “cancel culture” che oggi va tanto di moda. Per carità, sicuramente il mondo cambia e bisogna anche evolversi, ma la storia, laddove ci siano stati errori anche gravi, non andrebbe mai dimenticata. Piuttosto dovrebbe servire da monito.

Un’altra forma di estremismo, che sconfina nel fanatismo religioso, la possiamo trovare nella terza parte del manga, durante la saga di Barran, meno nota al grande pubblico perché mai trasposta in animazione ma non meno significativa in quanto a temi. Anche qui, comunque, quello che spicca è la mancanza di umanità. Anzi, lo stesso Kenshiro resta stupito del livello di fanatismo dei fedeli, capaci di immolarsi e continuare a combattere anche dopo aver subito i mortali colpi di Hokuto. Un argomento che evidentemente era caro a Buronson, tanto da riprenderlo anni dopo nel romanzo di Ken il guerriero (poi trasposto nei 3 OAV della “Trilogia”). In tal senso, comunque, la mente corre subito non solo ai tragici attentati orditi dai terroristi di Al Quaeda e dell’Isis, ma anche a chi, nonostante si professi cristiano, “benedice” l’attuale conflitto tra Russia e Ucraina.

Un’opera immortale

Ovviamente questi erano solo alcuni degli spunti di riflessione forniti da un manga che, a discapito della sua natura commerciale e del suo essere indirizzato ad un pubblico giovane, ha saputo trattare argomenti profondi senza cadere nella banalità. Di sicuro molti altri li potrete aggiungere voi nei commenti ma, nel frattempo, chiudo proponendovi un bel sondaggio.

Alla prossima! 👊

Si conclude a settembre Ikusa No Ko

Il manga, disegnato da Tetsuo Hara, era iniziato nell’ottobre del 2010.

Dopo ben 12 anni di pubblicazione, giunge al termine Ikusa No Ko – Oda Saburo Nobunaga Den (Il Figlio della Battaglia – La Leggenda di Oda Saburo Nobunaga), serie ispirata alla figura del più famoso condottiero della storia del Giappone e realizzata da Tetsuo Hara su testi di Nobuhiko Horie (qui con lo pseudonimo di Kitahara Seibo).

Il manga, giunto anche in Italia nel 2015 per mano di Goen con il solo titolo La Leggenda di Oda Saburo Nobunaga (e pubblicato in una maniera che definire “a singhiozzo” è un vero complimento) è stato per molti versi un punto di svolta nella vita e nella carriera del papà di Ken il guerriero. Perché ai tempi, a causa dell’aggravarsi del suo cheratocono, la patologia di cui Hara soffre ormai da decenni e che ne compromette talmente tanto la vista da costringerlo a disegnare facendo affidamento su un solo occhio, il maestro non era più in grado di reggere il ritmo di pubblicazione settimanale di Souten No Ken (da noi “Ken il guerriero – Le origini del mito”). Anzi, non si sentiva più in grado di poter disegnare nulla. Scelse quindi di concludere la storia delle gesta di Kenshiro Kasumi in concomitanza con la chiusura di Comic Bunch, la rivista di Tokuma Shoten su cui era pubblicata e fu solo dietro l’incoraggiamento di Nobuhiko Horie che accettò la scommessa di un nuovo manga, stavolta a cadenza mensile, che avrebbe tenuto a battesimo Comic Zenon, la loro nuova avventura editoriale.

Da allora parecchia acqua è passata sotto i ponti e, mentre Comic Zenon si arricchiva via via di nuove serie, Ikusa No Ko è rimasto sempre un caposaldo della rivista, anche quando il testimone è passato, di fatto, a Yuta Kumagai, che da alcuni anni a questa parte coadiuva così tanto il maestro Hara ai disegni, che il suo nome figura anche in copertina.

Ora arriva la notizia che il racconto della giovinezza di Nobunaga si concluderà con il numero di novembre di Zenon (che sarà in vendita a partire dal prossimo 24 settembre), per celebrare l’evento, verrà inclusa una cartolina ritraente i volti dei protagonisti dei maggiori successi di Tetsuo Hara, quindi non solo Oda Nobunaga, ma anche i due Kenshiro e Keiji Maeda.

In più, sarà possibile anche ottenere degli NFT sempre con i quattro eroi.

Nel frattempo la Sammy ha annunciato in pompa magna, attraverso un teaser in cui ricorda che da tanti anni si occupa di sfornare un’infinità di pachinko e pachislot relativi al mondo di Hokuto, che è imminente una nuova macchinetta mangiasoldi dedicata proprio ad Ikusa No Ko.

Cosa aspettarsi?

La conclusione di questo manga lascia spazio a diverse ipotesi sul futuro, specie considerando che ormai da tempo Souten No Ken Regenesis è fermo ai box per via dei problemi di salute del disegnatore Hideki Tsuji. C’è quindi la concreta possibilità che il già citato Kumagai, forte dell’esperienza maturata su Ikusa No Ko, sia il candidato ideale per dare un seguito a questo manga promettente ma sfortunato.

Come c’è anche la possibilità, assolutamente da non sottovalutare, che con il quarantennale di Ken il guerriero ormai alle porte (non manca poi molto al 2023), le forze vengano dirottare su un progetto del tutto nuovo. E magari, questo disegno pubblicato proprio da Kumagai sul suo profilo twitter, potrebbe essere un indizio… 😏

Ken il guerriero e la leggenda di “Raoh-san” il campione

Lo scorso 27 ottobre, la squadra di baseball Orix Buffaloes ha vinto la Pacific League e, tra tutti i tifosi della squadra, uno in particolare si è distinto per una dedica che ha fatto recapitare direttamente sul quotidiano Sports Nippon. Di chi stiamo parlando? Ma nientemeno che il maestro Tetsuo Hara, il quale ha voluto mandare un messaggio di congratulazioni sì a tutta la squadra ma, in particolare, al battitore Yutaro Sugimoto, che oltre ad essere un campione è ormai soprannominato da tutti i suoi compagni “Raoh-san”, perché letteralmente ossessionato dalla figura del maggiore dei fratelli di Hokuto, tanto da aver fatto sua la “posa del ritorno al Cielo”, esibendola ad ogni fuoricampo.

Il maestro Hara, saputo di questa peculiarità del giocatore, ha iniziato a seguire con più interesse l’evolversi del campionato e ha deciso di regalargli uno stupendo artwork del suo personaggio preferito, artwork che è stato pubblicato sempre sulle pagine del quotidiano.

Da lì alla collaborazione il passo è stato breve, tanto che è già disponibile diverso merchandise dedicato al connubio tra il campione ed il padre di Ken il guerriero: magliette, felpe, spille, borse, cuscini ed altro (alcuni potete vederli nelle immagini).

Sugimoto, galvanizzato per l’iniziativa, ha dichiarato che per lui Ken il guerriero è “la Bibbia della vita” e che si impegnerà ancora di più a seguire il modello di virilità di Raoh.

Amiba il genio dell’altro mondo – Il primo Isekai di Ken il guerriero

Tutti conosciamo Amiba, il folle e sedicente “genio” delle arti marziali che, sostituendosi a Toki, conduceva crudeli esperimenti su ignare vittime in Ken il guerriero. Personaggio molto sopra le righe già nell’opera originale, è ancora oggi uno dei più “amati” dal pubblico giapponese, che ricorda ancora il suo tormentone “Ore wa tensai da!!” (Sono un genio!!) e ne apprezza soprattutto quel lato ridicolo da perfetto mitomane che viene alla luce poco prima di tirare le cuoia.

Sarà proprio questa strana popolarità ad averlo reso il candidato ideale per il primo spin-off di Ken il guerriero di stampo “isekai“? Può darsi. Fatto sta che, dal 25 ottobre, sulle pagine di Comic Zenon è iniziato il nuovo manga Hokuto No Ken Gaiden: Taisen Amiba No Isekai Haо̄ Densetsu, che grossomodo potremmo tradurre Ken il guerriero – Storia parallela: La leggenda del geniale Amiba, Signore dell’Altro Mondo, che si apre con quelli che sembrano gli ultimi istanti di vita del personaggio, proprio come nella serie originale…

… Ma prosegue rivelandoci che Kenshiro lo ha mandato sì all’altro mondo… però LETTERALMENTE!

Amiba si ritrova infatti catapultato in un universo parallelo che, almeno dalle prime immagini diffuse in rete, parrebbe di stampo fantasy, con tanto di draghi volanti. Ma, come egli stesso afferma giusto sotto il titolo, anche in questa nuova ambientazione resta un genio! Un genio a cui il destino, nelle vesti dello sceneggiatore Sokra Nishiki e del disegnatore Natto Gohan, sembra aver dato una nuova possibilità di riscatto.

Quale sarà lo sviluppo della storia, che si presenta da subito con un doppio capitolo di ben 43 pagine, lo scopriremo solo vivendo ma, sia come sia, dopo le parodie DD, Gusto Fragola, Il lamento dello scagnozzo (di cui presto cercherò di parlare) e del più recente La leggenda del serial di fine secolo (sì, ok, vi parlerò anche di questo), non è poi così strano questo nuovo esperimento su Ken il guerriero, specie considerando che, mentre a noi forse fanno anche un po’ storcere il naso, perché vorremmo almeno qualche progetto “serio”, sembrano invece riscuotere un buon successo in Giappone, dove il pubblico abbraccia con entusiasmo tali iniziative (indicativo il botto che fece ai tempi il già citato Gusto Fragola).

E voi che ne pensate? Vi piace l’idea alla base di questo nuovo manga? Scrivetelo nei commenti!