Ken il guerriero – Le origini del mito REGENESIS: Trailer e primi dettagli sul nuovo anime

Ieri è stato pubblicato il primissimo trailer riguardante il nuovo anime Souten No Ken Regenesis, sequel diretto dei precedenti 26 episodi di Ken il guerriero – Le origini del mito realizzati tra il 2006 ed il 2007. A dar voce a Kenshiro Kasumi, 62° successore dell’Hokuto Shinken, sarà di nuovo Koichi Yamadera, che si dichiara entusiasta di poter tornare ad interpretare un personaggio così intenso. 
L’animazione in 3DCG è stata affidata alla Polygon Pictures con il character design di Kazumi Teshigahara, il quale ha parlato di come, nonostante l’utilizzo del 3D, ci sia stato un impegno del tutto particolare, attraverso svariate prove, nel tentare di trasporre fedelmente lo stile del manga in animazione. Alla regia troviamo Akira Akitsuki, mentre le sceneggiature sono state affidate a Satoshi Ozaki.
Come avevamo già detto, la serie partirà ad aprile 2018 sul canale Tokyo MX e riprenderà le vicende da dove si erano interrotte nel 2007 per poi riallacciarsi ai nuovi capitoli dell’omonimo manga che dallo scorso ottobre ha iniziato la sua corsa su Comic Zenon (e di cui abbiamo tradotto il primo capitolo).
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HOKUTO GA GOTOKU – Il commento di chi lo ha provato

Nella giornata di ieri, il nostro amico e collaboratore Carmine Napolitano ha avuto modo di toccare con mano Hokuto Ga Gotoku durante un evento ufficiale di cui vi avevamo già accennato nelle precedenti news. Vado quindi a riportare le sue impressioni a beneficio di chi attende trepidante la nuova incarnazione videoludica di Kenshiro.

1) Il pubblico delle grandi occasioni non c’era. Prima di me c’erano solo 27 persone e dopo ne saranno arrivate una trentina circa. L’evento era fino al pomeriggio comunque, ma dubito ci sia stato un assalto dopo la mia dipartita. Età media 40 anni, qualcuno intorno ai trenta, compreso il sottoscritto. Nessuno che sembrasse uno studente universitario, seppur fuori corso. Ah, c’erano anche 4 ragazze.

2) Sei postazioni di gioco, ognuno poteva accedervi per 15 minuti. Era possibile provare tre livelli di difficoltà: facile, medio, difficile. Si poteva provare solo la modalità Battle, niente giochini ecc. Lo staff ha dato solo delle brevi indicazioni all’inizio e poi basta. La cosa mi ha lasciato un attimo perplesso perchè di solito la spiegazione iniziale dura circa 10 minuti. Poi ho capito il motivo, e ne parlerò al punto successivo. La sala era tutta addobbata come vedete, con il palchetto dove poi si è seduto Toshihiro Nagoshi, regista e producer del gioco, per firmare gli autografi.

 

3) Questo è indubbiamente il gioco più bello di Ken che sia mai stato fatto e, probabilmente, che verrà mai fatto. Eh si, perchè data la situazione attuale del mercato console e dato l’andazzo generale delle case più importanti di videogiochi, questo potrebbe essere l’ultimo gioco di Ken che vediamo su tale piattaforma. A livello grafico, vi sarete già fatti un’idea dai vari trailer che girano in rete. Ma vederlo da vicino è veramente sorprendente per la fluidità e il livello di dettaglio. L’atmosfera del gioco è effettivamente quella che traspare dai trailer: molto più cupa dell’anime e dei precedenti giochi, con quel tocco di Yakuza, da cui ovviamente mutua il sistema di gioco, anche se, personalmente, l’ho trovato molto più semplice ed intuitivo. Utilizzare le tecniche segrete è davvero molto facile e anche chi non ha mai provato un gioco della serie Yakuza ci mette due minuti a capire come funziona. Insomma, prendete il joypad e vi mettete a far saltare in aria i vari crestoni come se non ci fosse un domani. Tali avversari sono ovviamente personaggi secondari ma danno comunque fastidio. Quindi  non sono messi lì a caso e sono anche aggressivi. Io sono arrivato a combattere con Shin, mentre il mio vicino destro se le stava dando con Uighur; alla mia sinistra c’era una ragazza che combatteva con Rei.

Nota: le immagini sottostanti provengono dal sito 4gamer, in quanto era severamente vietato ai partecipanti scattare foto e fare video direttamente agli schermi.

 

Per ora non si sa nulla della localizzazione del gioco. Tutto sommato, se a qualcuno venisse voglia di prendersi l’edizione giapponese, sappia che è decisamente complicato senza sapere bene la lingua.

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HOKUTO GA GOTOKU – L’esclusiva PS4 di Kenshiro!

L’8 marzo 2018, in concomitanza con l’uscita sul mercato giapponese e asiatico di Hokuto Ga Gotoku, il videogame di Ken il guerriero realizzato dal Team Yakuza di cui ormai parliamo da mesi, vedrà la luce anche un’esclusiva PS4 a tema Hokuto, decorata con l’artwork realizzato da Tetsuo Hara in persona per il gioco.

La PS4 “Hokuto Ga Gotoku Edition” sarà disponibile in 2 versioni: una da 500 GB al prezzo di 33.480 yen (circa 250 euro ) e l’altra da 1 TB al prezzo di 38.480 yen (circa 287 euro). Nessuna delle due conterrà una copia del gioco, che dovrà quindi essere acquistato a parte (d’altronde molti affezionati l’avranno già in pre-order da un pezzo, quindi…) ma, come contenuti aggiuntivi avrà sia un tema che un design pack esclusivi sempre dedicati ad Hokuto Ga Gotoku.

Altra notizia che però interessa sostanzialmente gli acquirenti giapponesi è che, acquistando una copia limited del gioco presso determinati rivenditori, si avrà diritto a gadget e codici vari in regalo. Quindi, ad esempio, se presso un negozio Geo si otterrà uno Steel Book, tramite 7net Shopping si avrà diritto ad un codice per scaricare l’Amuleto del Fato di Amiba. Presso un Sega Store si potrà invece avere una confezione deluxe che includerà un poster in formato A2 ed una t-shirt entrambi con l’effigie di Jagi.

In ultimo, segnaliamo che il sito ufficiale del gioco ha finalmente aggiunto una sezione esplicativa sul combattimento (in realtà si tratta di cose di cui comunque abbiamo già parlato nei precedenti articoli) in modo da preparare tutti coloro che, tra il 23 ed il 24, saranno presenti agli eventi dal vivo organizzati a Tokyo e Osaka in cui sarà possibile innanzitutto giocare ad Hokuto Ga Gotoku e, come bonus, incontrare il produttore del gioco. Durante l’evento saranno anche distribuiti dei poster con il già citato artwork di Tetsuo Hara.

Per ora è tutto e, mentre ringrazio Calogero Piazza ed Andrea “MusashiMiyamoto” Mazzitelli per il continuo supporto, vi invito come al solito a restare sintonizzati. Alla prossima 😉

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HOKUTO GA GOTOKU – Le ultimissime sul ritorno di Kenshiro

Alcuni giorni fa, sui nostri canali social, avevamo parlato dello slittamento della data d’uscita di Hokuto Ga Gotoku, l’atteso videogame per PS4 basato sul mondo di Ken il guerriero che non sarà quindi più disponibile dal 22 febbraio ma a partire dall’8 marzo del prossimo anno.  Il motivo, stando a quanto ufficialmente dichiarato, sarebbe riconducibile a diverse migliorie ancora da apportare e, forse a testimonianza di ciò, un nuovo lungo trailer è stato pubblicato, svelando alcuni dettagli finora inediti.

Della maggioranza delle cose che si vedono, come ad esempio il Burst Mode ed altre meccaniche, avevamo già parlato lo scorso settembre in un dettagliato articolo (che potete trovare cliccando qui) poco dopo la conclusione del Tokyo Game Show. Quindi mi limiterò ad analizzare le parti che davvero aggiungono nuova carne al fuoco, cominciando da…

LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI!

Ebbene sì! Se dopo il Kenshiro barista pensavate di aver visto tutto, preparatevi ad affrontare orde di nemici che sembrano usciti direttamente dall’episodio “Il villaggio degli zombi” della serie animata!

A parte gli scherzi, benché resti possibilissimo che gli sviluppatori abbiano voluto omaggiare proprio l’anime storico  (d’altronde hanno candidamente ammesso che anche l’idea del le sagome dei nemici che esplodono diventando nere è presa da lì), per ora non è dato capire a cosa sia dovuta questa anomala condizione. Ho però il forte sospetto che c’entrino il Re del Male e la sua misteriosa arte marziale.

MAD MAX FURY ROAD !!

Altra chicca è l’assalto a colpi di blindo cisterne condotto dall’esercito di Souther. Dopo aver letteralmente sfondato le difese di Eden, gli uomini  del Sacro Imperatore si riversano all’interno per conquistare la città!

ABESHI COLLECTION

Di quanto siano famose, in Giappone, le caratteristiche grida emesse dai poveri pirla  che hanno la sfortuna di incrociare Kenshiro durante le sue giornate storte, ne abbiamo parlato spesso (ad esempio qui), ma che tale elemento sarebbe diventato parte integrante delle meccaniche di gioco è una cosa che solo dei geni (o dei pazzi, che spesso è uguale) avrebbero potuto anche solo lontanamente immaginare. Fatto sta che il nostro Ken potrà raccogliere delle versioni “solidificate” delle urla dei suoi avversari e tirarle sulle gengive degli altri sfigati che lo circondano.

GIOIELLI DI FAMIGLIA

No, non quelli che pensate voi. In parte ne avevamo già accennato quando, mesi or sono, avevamo descritto il contenuto dell’edizione limitata del gioco. Parlo di Amuleti e Gemme del Fato che serviranno per la crescita delle caratteristiche e delle capacità di Kenshiro. In particolare viene fatto l’esempio di un amuleto che permette a Ken di eseguire il Tensho Honretsu, la famosa tecnica di Raoh. Quando il protagonista userà un colpo di un altro personaggio, il volto dello stesso, mutuato dal manga originale, apparirà quindi sullo schermo.

Non è chiaro in che modo tali potenziamenti verranno ottenuti ma, come dicevo poco sopra, per chi avrà comprato l’edizione limitata, sarà disponibile un pacchetto di amuleti denominato “Nanto Goshasei Set”,  dedicato quindi a Fudo, Juza, Shuren, Hyui, Rihaku e Tou, i Cinque Astri in Cerchio di Nanto. Le gemme, invece, verranno “incastonate” in una griglia che, ad occhio, ricorda quella già vista nei titoli della serie Ken’s Rage di Koei. In tal modo Kenshiro diventerà sempre più forte.

HOKUTO DE CUISINE  (Questa la capiscono solo i cugini francesi)

Un nuovo minigioco si aggiunge a quelli che già conoscevamo e vede Kenshiro vestito in maniera sempre più improbabile mentre elargisce risorse alimentari agli affamati cittadini di Eden.  Non si capisce bene il funzionamento, anche se l’impressione è che possa somigliare nel concept  a Bonnie’s Brunch (un simpatico giochillo per dispositivi mobili).

Quello che comunque colpisce di più è che finalmente è saltata fuori quella piccola, adorabile e pucciosa ROMPICO****NI di Lin. Avevamo davvero sperato che la timeline alternativa in cui sono ambientate le vicende non avesse posto per lei e invece…

PANDA 4×4

Che poi, giustamente, se c’è lei, poteva forse mancare Bart? Ovvio che no. Eccolo infatti apparire in relazione alle fasi legate alla guida del fuoristrada di cui abbiamo già parlato nei mesi scorsi.

Quale sarà il suo ruolo? Meccanico? Compagno di viaggi? L’addetto alle “missioni” secondarie da affidarci? Tutte queste cose insieme? Ancora non lo sappiamo, ma a ‘sto punto potevano ci potevano mettere la mitica “Bartmobile” dell’anime.

SEGA MUSEUM (perché Museo della Sega pareva brutto)

Come anticipato mesi fa, in Hokuto Ga Gotoku sarà possibile rinvenire alcuni degli storici videogame di SEGA. Al primo “Hokuto No Ken” del 1986 per Mark III (da noi Master System) si aggiungono quindi gli arcade Out Run (di cui avevamo già visto il cabinato in un precedente trailer), Super Hang On e Space Harrier.

CASINO ROYALE

Se davvero non vi bastano tutte queste feature, potete cimentarvi anche nel gioco d’azzardo ai tavoli del Casinò di Eden. Sicuramente l’aggiunta che più di tutte ci ricorda il doppio filo che lega questo titolo a quelli della serie Yakuza.

IN CONCLUSIONE

Mancano poco più di 2 mesi all’uscita sul mercato nipponico e asiatico di Hokuto Ga Gotoku. Ormai di informazioni ne abbiamo molte ed è facile immaginare che altre ne arriveranno man mano che ci avvicineremo alla data di pubblicazione. Al di là di qualsiasi “fondamentalismo” purista  circa la storia e le meccaniche di gioco, quello che ho visto fino ad ora mi piace. Anzi, mi piace assai. Quindi l’unica notizia che mi piacerebbe davvero poter ricevere nei prossimi giorni è quella di un’effettiva localizzazione occidentale.

Nel frattempo, se volete saperne di più, restate sempre sintonizzati su 199X 😉

– Ringrazio Calogero Piazza per il supporto –

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KEN IL GUERRIERO LE ORIGINI DEL MITO REGENESIS – Il primo episodio tradotto in italiano!

Sì, lo so che dopo questa lunghissima assenza pensavate che fossi morto (e magari qualcuno lo sperava…) o, peggio ancora, che mi fossi arruolato nell’Isis, ma tra un impegno e l’altro e assieme ad Andrea “MusashiMiyamoto” Mazzitelli e Carmine Napolitano, ho finalmente concluso l’adattamento in italiano del primo episodio di Souten No Ken Regenesis, il nuovo manga di cui abbiamo parlato più volte nei tempi recenti. Avrei anche voluto scriverne una recensione ma, per una volta, ho pensato sarebbe stato meglio lasciare a voi eventuali commenti. Quindi, cliccate sul link sottostante e sarete reindirizzati al nostro forum, ove troverete l’intero capitolo da scaricare, completo di introduzione e note esplicative. Buona lettura! 😉

VAI AL FORUM

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Ken il guerriero – Le origini del mito: REGENESIS FIRST LOOK

Abbiamo finalmente messo le mani su Souten No Ken Regenesis.
Il Re dell’Inferno è tornato ed è in splendida forma!

Sette anni fa, a causa dell’aggravarsi della distrofia corneale che lo affligge ormai da una vita, il maestro Tetsuo Hara per poco non decise di smettere completamente di disegnare. A quel tempo stava portando avanti Souten No Ken (da noi Ken il guerriero – Le origini del mito), un manga prequel dell’originale Hokuto No Ken  che per ben 10 anni era stato regolarmente pubblicato, settimana dopo settimana, su Comic Bunch. Per come era messo, non poteva più sostenere certe scadenze e quindi, anche se a malincuore, terminò la serie. Il finale, in effetti, parve a tutti un po’ affrettato rispetto a quanto ci si aspettava, ma quello che sicuramente lasciò speranza nel cuore di molti fu la didascalia che accompagnava le ultime pagine: “Fine del capitolo di Shangai”.

Ora, dopo aver accolto ed addestrato per anni nel suo staff il bravissimo Hideki Tsuji (segnatevi questo nome), il maestro ha deciso che era giunto il momento di aprire il sipario su un nuovo capitolo della vita del 62° successore di Hokuto. Diamo allora un primo sguardo a Regenesis, l’inizio di una nuova grande avventura sotto il segno dell’Orsa Maggiore!

Il numero di Comic Zenon che ospita le 75 pagine del primo episodio del manga ci introduce con una breve carrellata dei principali protagonisti e di quanto accaduto nella precedente serie.

A seguire uno schema riassuntivo sulla storia dell’Hokuto Shinken attraverso alcuni dei suoi più famosi successori.

C’è anche un’intervista al maestro in cui si parla della morte di Kenshiro Kasumi. Se ricordate, il mese scorso avevamo riportato proprio la notizia che, per la prima volta, Hara avrebbe fatto morire il protagonista di una sua serie. Personalmente avevo ipotizzato un inizio simile a quello di Ikusa No Ko che, con un flashforward, immortalava gli ultimi istanti di vita di Nobunaga per poi tornare al “presente”. Invece no. Semplicemente il maestro ci tiene ad informarci che la morte di Kenshiro Kasumi era nei suoi piani fin dagli inizi di Souten No Ken ma, essendosi i personaggi e la trama evoluti in maniera diversa da quanto si aspettava, aveva messo da parte l’idea in attesa di trovare una maniera adeguata per narrarne la morte. Hara parla infatti di un’idea di “estetica della morte” simile a quella di Rocky Joe, qualcosa di tragico ma allo stesso tempo glorioso e, se prima non aveva idea di come presentarla, adesso afferma di avere ben chiaro in mente come finirà la vita di Kenshiro Kasumi. Insomma, a meno che il maestro non si ritrovi coinvolto in uno scenario alla Misery non deve morire, ci toccherà fare scorta di fazzoletti per salutare la dipartita del nostro eroe.

Passando al manga vero e proprio, è interessante notare come questo nuovo inizio assomigli molto a quello della serie precedente.

Quello che però colpisce subito è lo stile del già citato Hideki Tsuji, che ad un profano sarebbe indistinguibile rispetto a quello del maestro Hara! Non ci credete? Guardate qua sotto…

Siete ancora convinti che dare Souten No Ken in mano ad un esordiente sia stata una mossa azzardata? Io per niente. E se questi sono gli inizi, possiamo solo immaginare di cosa sarà capace man mano che continuerà a lavorare sulla serie 😀

Per ora evitiamo di spoilerare la trama. Vi diciamo solo che la piccola Erika Arendt nel frattempo è cresciuta (e pure bene, direi) ed il primo capitolo è ambientato su una nave in mare aperto. Ad un certo punto la situazione degenera e tocca al nostro Kasumi entrare in scena in maniera spettacolare…

E MARY POPPINS MUTA!!

L’avversario contro cui dovrà vedersela è un militare dell’esercito olandese di nome Bonnefert. Praticamente un fratello cugino di Uighur e Bask.

Quello che però piacerà agli affezionati della serie precedente è il ritorno di Yasaka!

Se ci eravamo lamentati che lo si era visto poco in azione, stavolta c’è invece la concreta possibilità di vederlo sfoggiare il completo repertorio di colpi del micidiale Seito Gekken.

Tornando allo stile di disegno, c’è da notare come il volto di Kenshiro sia ora più “giovanile”. Assomiglia infatti molto più al Kipposhi di Ikusa No Ko in alcune espressioni, segno che Tsuji nel corso di questi anni si è evidentmente fatto le ossa proprio sul manga storico dedicato a Nobunga, restando per lungo tempo all’ombra del maestro.

Per ora chiudiamo qui, ricordandovi che il prima possibile realizzeremo la traduzione completa dell’episodio. Intanto ringrazio infinitamente Carmine Napolitano per le foto, le informazioni e la disponibilità.  A presto 😉

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KEN IL GUERRIERO – Chi è davvero il Kenshiro de “Le origini del mito”?

Mancano ormai pochi giorni al debutto di Souten No Ken Regenesis, la nuova serie di Ken il guerriero – Le origini del mito, il manga che per ben 10 anni ha raccontato le gesta del 62° successore dell’Hokuto Shinken. Per questo motivo ho voluto cogliere l’occasione di fare chiarezza su un punto fondamentale che praticamente nessuno sembra aver colto, ovvero chi è veramente il Kenshiro Kasumi degli anni ’30. La stragrande maggioranza, erroneamente, lo ritiene lo zio del Kenshiro post-atomico semplicemente perché le riviste italiane che per prime diedero notizia, nel lontano 2001, dell’allora nuovissima serie, non avevano molto da dire se non che era fratello di Ryuken.

Altri ancora pensano che sia il nonno del protagonista dell’opera originale. Anche io, un tempo, la pensavo così. L’idea era che avesse avuto una figlia e che questa fosse divenuta poi la madre di Kenshiro e Hyoh. Ci poteva stare, anche perché se si fosse trattato di un figlio maschio avrebbe avuto tutto il diritto di essere addestrato per diventare egli stesso il successore dell’Hokuto Shinken al posto di Ryuken o in diretta competizione con quest’ultimo. Ma di un tale personaggio, nell’opera originale, non sembra esserci traccia. C’è invece questa vignetta…

Sì, avete letto bene è, se siete furbi, avete già capito tutto: è proprio il Kenshiro Kasumi de “Le origini del mito”  il padre di Hyoh e Kenshiro. Perché se ci pensate bene tutto combacia:

  1. Apparteneva alla Dinastia Principale di Hokuto.
  2. Ha vissuto per amore di una donna.
  3. Sempre per amore della sua donna, resta in Cina (che verrà poi chiamata “Terra degli Shura”), lo stesso luogo in cui avranno i natali Ken e Hyoh.
  4. Jukei, a cui i bambini sono affidati, è stato raccolto dalla strada proprio da lui.
  5. Ne “Le origini del mito”, quando il neonato Kenshiro viene portato al cospetto di Ryuken, non c’è alcuno stupore che abbia la stessa voglia a forma di costellazione del Ken degli anni ’30, anzi, sembra una cosa del tutto naturale.
    Nascita di Kenshiro

Ma il discorso non finisce qui perché, come già dovrebbe sapere chiunque abbia letto fino alla fine entrambe le opere, il Kenshiro post-atomico è anche la reincarnazione (o sarebbe meglio dire “rinascita”) del suo predecessore. La cosa viene sottintesa infatti negli ultimi volumi de “Le origini del mito”, quando Kenshiro Kasumi posa le mani sulla Stele dopo il Rito del Dono Celeste e rivive non solo la storia di Hokuto ma anche le sue vite passate. E se può sembrare una cosa assurda, è bene ricordare che il concetto di fondo di un percorso di continue morti e rinascite per raggiungere l’Illuminazione appartiene al buddhismo (dalla cui filosofia e storia l’universo di Ken il guerriero pesca a piene mani) ed è sintetizzato già nella serie classica con il Musou Tensei (Rinascita dal Nulla), stessa tecnica che il Ken degli anni ’30 sembra aver quasi raggiunto ma senza saperla padroneggiare (nel manga la vediamo manifestarsi infatti soltanto in un’occasione ma fuori dal controllo del protagonista, mentre è svenuto).

D’altronde anche il titolo stesso dell’imminente nuova serie, Regenesis, unito al fatto che nel primo capitolo vedremo gli ultimi istanti di vita del Kenshiro degli anni ’30, potrebbe stare ad indicare che quello che fino ad ora era stato lasciato intendere tramite indizi sparsi verrà finalmente detto apertamente. Per saperlo non dovremo aspettare molto, quindi restate sintonizzati. 😉

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