KEN IL GUERRIERO Vol. 23 – Planet Manga – Recensione


volume-23Ancora insieme per dare uno sguardo approfondito al manga originale di Ken il guerriero nel trentennale dell’opera. Quello di questa settimana è un volume davvero carico di combattimenti e colpi di scena (alcuni dei quali ignoti a chi di Ken conosce solo la serie televisiva…), in cui tutti i nodi inizieranno a venire al pettine in attesa dell’epica conclusione della saga della Terra degli Shura, che vedremo nella prossima uscita.
Mentre mi chiedo che fine abbia fatto la statua di donna che campeggiava alle spalle di Kenshiro nella copertina del corrispondente volume originale giapponese, vi rammento le solite cose: Per cominciare, tutte le recensioni di questa edizione le trovate  CLICCANDO QUI , in più ricordo che le traduzioni che leggerete nell’articolo NON seguono il “fantasioso” adattamento operato da Planet Manga, bensì sono frutto di un lavoro certosino operato da me e MusashiMiyamoto.
Buona lettura!😉

IL TESTAMENTO DEL RE

Come si diceva in apertura, un volume, questo, ricco di eventi: Si parte dalla strenua lotta di Shachi che, sorretto dalla potenza delle anime della Dinastia Principale di Hokuto, cerca di opporsi a Kaioh on ogni fibra del suo essere.

shachi

Purtroppo, nonostante questo intervento “sovrannaturale” il giovane guerriero, pur riuscendo a difendere Lin e Leia,  deve soccombere di fronte alla furia distruttrice del Comandante Supremo. Così, in una scena triste ma solenne, nel pieno spirito della serie, Shachi spira tra le braccia dell’amata, non senza averle prima rivelato il vero motivo per cui aveva deciso di apprendere le tecniche della Scuola della Gemma Splendente di Hokuto. Una fine, quella di questo personaggio, che ci ricorda uno dei punti cardine della visione di Buronson circa la sua opera:

“Quanto più l’autore è legato al proprio personaggio, tanto più si trova costretto a dargli una morte onorevole. La qualità di un personaggio risiede proprio in questo.” (Raccontando Hokuto – 2013)

Mentre Leia accarezza ancora il corpo senza vita di quell’eroe che voleva cambiare il mondo per lei, sopraggiunge Kenshiro, ora pronto ad apprendere il segreto celato nella Stele di Hokuto…

stele

Tutto è pronto per dar luogo allo scontro finale: Da un lato Kenshiro, talmente colmo d’amore da farsi carico dell’altrui dolore e dall’altro Kaioh, l’uomo che trae tutta la sua potenza dallo sconfinato rancore nei confronti della Dinastia Principale di Hokuto.  Il lettore si trova quindi catapultato di nuovo di fronte al dualismo, stavolta forse più evidente, che caratterizza l’intera opera. Il Bene e il Male nella loro massima espressione si confrontano secondo la visione buddhista che domina le vite dei protagonisti: La lotta di Kenshiro (il Bene, “la natura fondamentale dell’Illuminazione”) NON è infatti volta ad annientare Kaioh (il Male, “l’oscurità fondamentale”) bensì a “trasformare il Male in Bene”, cercando in ogni modo di dare al nemico il modo di redimersi dai crimini commessi. Kenshiro vuole farsi carico anche del dolore di Kaioh e liberarlo dai suoi demoni interiori, proprio come ha promesso a Raoh e proprio come anche Hyoh cerca disperatamente di fare, nonostante le gravissime ferite.

Ma diamo uno sguardo ai nuovi personaggi della settimana…

samotoSAMOTO (サモト)

Nonostante l’aspetto ridicolo, questo Shura sembra essere riuscito a farsi strada nella dura società in cui vive, tanto da avere non solo un nome ma anche un ceto grado di ricchezza. Alla ricerca di una donna da prendere in moglie, si imbatte fortuitamente in Lin che, colpita nei punti segreti Shikanhaku da Kaioh, giace priva di sensi in attesa di riaprire gli occhi ed innamorarsi della prima persona che vedrà…

numeriNUMERI (ヌメリ)

Terribile Shura, capace di far schizzare via la testa di Samoto con un solo dito, avendo saputo degli Shikanhaku premuti a Lin, decide di prenderla e farle aprire gli occhi ricorrendo ad  un fantomatico punto segreto di sua conoscenza. Viene fortunatamente fermato ed eliminato da Hyoh.
Anche se nel manga non è esplicitamente detto, in base ai dialoghi è facilmente intuibile che Numeri è uno dei diretti sottoposti di Kaioh. Inviato assieme agli altri ad uccidere Hyoh, ha evidentemente dato la precedenza ai propri desideri carnali.

zebraZEBRA (ゼブラ)

Shura al servizio di Kaioh, viene spedito ad uccidere e Hyoh. Convinto che il Secondo Comandante Supremo sia ormai troppo debole da rappresentare ancora una sfida, Zebra si ritrova invece conficcato nel terreno dal suo avversario nel giro di pochi minuti.
Il design del personaggio, palesemente ispirato ad Alien di Ridley Scott, nasconde in realtà una doppia citazione: Nel film, per le scene in cui la creatura compariva a figura intera, veniva “interpretata” da un ragazzo africano dalla statura superiore ai due metri.

madreMADRE DI KAIOH, RAOH e TOKI

Figura anonima, protagonista di una fugace apparizione nel manga, rappresenta in realtà il fulcro dell’immenso odio che Kaioh nutre nei confronti di Kenshiro e di tutti i discendenti della Dinastia Principale di Hokuto. Sacrificatasi per salvare Ken e Hyoh da un incendio quando questi erano ancora solo dei bambini, con il suo esemplare gesto ha invece scatenato la furia di Kaioh, il quale fin da allora non ha fatto che alimentare il proprio rancore, giorno dopo giorno.

LE TECNICHE DI QUESTO VOLUME

  • Shihōrin (詞宝林): Tsubo, posti alla base del collo, attivati da Kenshiro per riuscire a comprendere le incisioni in sanscrito antico della stele della Dinastia Principale di Hokuto.
  • Hokuto Ryū Ken Shikanhaku (北斗琉拳死環白 – Candido Cerchio Mortale della Scuola della Gemma Splendente di Hokuto): Con questa tecnica il guerriero colpisce ed attiva dei punti segreti di distruzione localizzati sulla schiena della vittima. Questa perde immediatamente conoscenza e, al proprio risveglio, quando aprirà gli occhi, si innamorerà della prima persona che vedrà.
    shikanhaku
  • Kokei Kosoku (呼頸虚塞 – Sospensione Temporanea della Respirazione): Grazie a questa tecnica il guerriero è in grado di combattere sospendendo la propria respirazione.
    kokei kosoku
  • Hokuto Gyakushi Sō (北斗逆死葬 – Trappola Mortale di Hokuto ): Tecnica di combattimento probabilmente ideata dallo stesso Kaioh, sembra essere appositamente studiata per mettere in difficoltà i maestri della Divina Scuola di Hokuto. Per poterla mettere in atto è necessario attirare l’avversario in un’area in cui vi siano sette colonne disposte secondo la forma del Grande Carro dell’Orsa Maggiore mentre il guerriero che la esegue si dispone, rispetto ad esse, nella stessa posizione della Stella della Morte. A questo punto, il maestro della Divina Scuola sarà in trappola: ogni suo movimento verrà inevitabilmente ostacolato dalle colonne. Il segreto della tecnica risiede nella natura stessa dell’Hokuto Shinken: man mano che il maestro ne perfeziona l’arte, sarà sinfatti sempre più portato a seguire il movimento dei sette angoli morti della difesa rappresentati dalle sette stelle.
  • Anbakukō (安驀孔): Uno tsubo che permette la rapida eliminazione di tossine dal proprio corpo.

GIUDIZIO

Questa settimana non c’è in realtà molto da segnalare, perlomeno niente che non rientri già nei soliti standard dell’edizione. Ad esempio c’è qualche adattamento un po’ infelice  come la “terribile” vita del fondatore della Divina Scuola di Hokuto, laddove l’edizione Star Comics recitava “Formidabile e tregica vita” e la d/visual sintetizzava con un appropriato “Vita straordinaria”. Tra l’altro, nelle stesse pagine si legge due volte di fila l’espressione “Le sue ultime grandiose volontà”, quasi come se Ken si limitasse a ripetere a pappagallo la frase. Brutto, brutto…

Una tecnica la cui traduzione mi ha lasciato particolarmente basito è la Kokei Kosoku (呼頸虚塞 – Sospensione Temporanea della Respirazione), che alla Planet hanno deciso di ribattezzare Fortezza della Non Respirazione. Ora, pur ammettendo che nel nostro adattamento abbiamo semplificato un concetto complesso, scegliendo di tradurlo in modo che fosse chiara la “sostanza” del nome della tecnica, NON c’è assolutamente NULLA che indichi una qualsivoglia fortezza all’interno di tale definizione. Con le sopracciglia aggrottate, quindi, giunti anche ormai a pochi volumi dalla conclusione della serie, mi viene sinceramente da chiedermi un po’ di cose:

  1. Dove l’ha visto l’ideogramma per “fortezza” il traduttore della Planet?
  2. Sulla base anche dei volumi precedenti, quali sono le credenziali con cui svolge il suo lavoro?
  3. E’ sottopagato?
  4. Conosce davvero l’opera sulla quale lavora?

Ecco, già queste sarebbero delle belle domande da fare a chi di dovere ma, a parziale discolpa, mi sento anche di aggiungere un aneddoto interessante che magari sarà utile a molti per capire come mai Hokuto No Ken risulta spesso così difficile da tradurre. In poche parole, qualche settimana fa, mentre eravamo su Skype con Musashi a consultarci per le traduzioni (ricordo infatti ai lettori che Musashi INSEGNA il giapponese, oltre ad avere una piena padronanza della lingua italiana ed una vastissima cultura), era presente anche la sua ragazza, ovvero una giapponese vera e propria. Ebbene, voi forse non ci crederete ma anche per lei, nonostante sia un’appassionata di anime e manga, è stato difficile trovare una giusta traduzione o anche solo una spiegazione sensata ai nomi di certe tecniche. Questo perché stiamo parlando prima di tutto di una lingua talmente complessa che, mediamente, neanche gli stessi giapponesi conoscono appieno, a questo aggiungiamo che gli autori hanno pescato spesso da tradizioni religiose o di altro tipo, così come hanno addirittura messo assieme degli ideogrammi che producessero semplicmente un bel suono per dare dei nomi affascinanti alle tecniche dei protagonisti. Insomma, per dirla in poche parole, mettersi a tradurre ed adattare Hokuto No Ken in italiano NON è un lavoro che può essere affidato al primo che passa e che magari conosce giusto quel giapponese standard che gli consente di farsi una vacanza o anche di vivere semplicemente la vita di tutti i giorni nel Paese del Sol Levante. Ma questa, perdonate l’arroganza di un fan, era una valutazione che alla Planet avrebbero dovuto fare in fase di progettazione della nuova edizione, tanto più che andava a celebrare il trentennale di Ken. Sarò forse giudicato un po’ drastico, ma il fatto che un CLASSICO come Hokuto No Ken abbia invece ricevuto un trattamento così mediocre da parte degli addetti ai lavori rappresenta la cartina tornasole dello “stato di salute” generale del manga in Italia (o almeno quello delle edizioni made in Planet). Il tutto può essere sintetizzato da questa simpatica vignetta dell’amica Maria Chiara Arconte, con la quale vorrei chiudere la recensione…

punizione suprema

Alla prossima settimana!

Una risposta a “KEN IL GUERRIERO Vol. 23 – Planet Manga – Recensione

  1. Chiedere che il nome delle tecniche abbia un senso non è l’arroganza di un fan, ma un atto dovuto verso il manga stesso.
    Poi, posso capire che traducendo certe tecniche alla lettera queste perdano molto della loro originaria grandezza (una tecnica che in giapponese suona bene in un paio di parole e poi richiede 5 righi per essere tradotta in italiano ha bisogno di una rielaborazione che ne mantenga il senso più che di una traduzione letterale) ma siamo di fronte a lavori orrendi che ricordano il doppiaggio dell’anime (a tal proposito, perchè non si organizza tra fan per ridoppiarlo e trasformarlo in qualcosa di decente?).
    se il tizio che fa le traduzioni si fosse limitato a tradurre dalle scanlations inglesi che sono online, ci sarebbero stati meno problemi.

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...