KEN IL GUERRIERO – La Perfect Edition che vorrei

Negli scorsi giorni, chiacchierando con altri appassionati, ha iniziato a frullarmi in testa un’idea: che caratteristiche dovrebbe avere una “Perfect Edition” italiana del manga originale di Ken il guerriero?

Un po’ di storia

Prima di arrivare al punto, è sicuramente utile una breve retrospettiva sulle svariate edizioni precedenti, ovvero:

Edizione ZERO
(Granata Press – 1990 / 1992)

Volumi: 16
Formato: 24 x 16
Pagine: variabile in b/n
Prezzo: 3.500£

Primissima edizione italiana, viene adattata direttamente dalla versione americana della Viz, quindi con traduzioni dall’inglese e tavole ribaltate. In ogni numero di ZERO, rivista contenitore della Granata Press, viene presentato un singolo capitolo del manga, fino al 16°.

Edizione Z-Compact
(Granata Press – 1992 / 1994)

Volumi: 44
Formato: 18 x 12
Pagine: variabile in b/n
Prezzo: 2.800/3.000£

Raggiunta la pubblicazione dei primi 16 capitoli adattati dalla versione Viz, la Granata Press continua  la saga di Kenshiro in volumetti monografici (dapprima mensili, in seguito quindicinali) stavolta adattati dalla versione originale ma sempre seguendo il modello del ribaltamento delle tavole. Ogni volumetto raccoglie più o meno la metà del contenuto di un volume originale giapponese. Nel 1993 anche i primi 16 capitoli pubblicati su ZERO verranno raccolti in 3 volumetti speciali di questa collana.

PRO

  • Primissima edizione di Ken il guerriero in Italia
  • Presenza di diverse pagine esclusive dell’edizione su Shonen Jump

CONTRO

  • Tavole ribaltate rispetto all’originale
  • Traduzioni dall’inglese almeno fino al 16° episodio
  • Albi formato “sottiletta”

Edizione Star Comics
(Star Comics – 1997 / 1999)

Volumi: 27
Formato: 17 x 11,5
Pagine: circa 200 pagine in b/n
Prezzo: 5.000£

Seconda edizione del manga in Italia, quella della Star Comics NON è una ristampa dell’edizione Granata Press. Difatti, le traduzioni vengono completamente rifatte dal giapponese, mantenendo sia lo stesso numero di pagine dei tankobon originali e che il senso di lettura da destra verso sinistra.

PRO

  • Traduzioni fatte ex-novo direttamente dal giapponese
  • Senso di lettura identico all’originale
  • Lettura scorrevole
  • Volumi corposi

CONTRO

  • Carta e stampa scadenti
  • Adattamento non sempre fedele all’originale

Edizione d/books
(d/visual – 2005 / 2011)

Volumi: 27
Formato: 25 x 17,6
Pagine: 196 pagine in b/n, colore e bicromia
Prezzo: 8,50/9,30€

Terza edizione del manga in Italia, quella della d/visual si presenta come una versione “deluxe”, con pagine di grande formato e recupero delle tavole a colori (alcune, in realtà, prese dalla Master Edition e non dall’originale) e riproducendo quelle in bicromia con tonalità di grigio. A impreziosire il tutto una sovracoperta, una minifigure allegata ad ogni volume e diversi redazionali tra i quali analisi delle tecniche di combattimento e approfondimenti. Purtroppo, volumi alla mano, per quanto lo sforzo sia nel complesso davvero encomiabile, c’è da dire che le traduzioni ed il lettering non sono propriamente il massimo. Confrontando infatti questa versione con l’originale giapponese, ci si rende conto che alcuni passaggi sono stati mal interpretati o comunque tradotti senza tener conto del contesto. Anche il carattere utilizzato è piuttosto antiestetico e sgradevole alla lettura. La scelta di non adattare le onomatopee, se da un lato può essere positiva perché non intacca le tavole del maestro Hara, dall’altro, assieme a quanto già detto, trasforma quest’edizione più in un oggetto di collezionismo che in un’opera da leggere.

PRO

  • Tavole di grande formato e buona qualità di carta e stampa
  • Recupero di quasi tutte le pagine a colori e in bicromia
  • Sovraccoperta e minifigure incluse nel prezzo
  • Ricchi redazionali con una mini-enciclopedia dei colpi segreti

CONTRO

  • Tavole tagliate (e di molto) nella parte inferiore
  • Diversi errori di impaginazione e tavole a volte sgranate
  • Traduzioni a volte totalmente errate
  • Lettura spesso poco scorrevole e veri e propri errori grammaticali

KEN IL GUERRIERO
Edizione Planet Manga
(Panini comics – 2013)

Volumi: 27
Formato: 17,5 x 11,5
Pagine: 200 in b/n
Prezzo: 4,20€

Edizione pubblicata a cadenza settimanale, curata da Planet Manga, è stata pensata principalmente per il rilancio di Ken dopo 14 lunghi anni di latitanza dalle edicole. Di conseguenza, si presenta come un’edizione  che, a parte l’invidiabile traguardo dell’essere il primo manga in Italia ad uscire in allegato con un quotidiano (nello specifico il Corriere dello Sport e Tuttosport), non gode di particolari riguardi, sia per la mancanza di una sovraccoperta (che sarebbe stata auspicabile almeno per l’edizione da fumetteria), sia per le soluzioni grafiche discutibili (riguardanti principalmente il logo in copertina) che sicuramente si sarebbero potute studiare meglio, tenendo in considerazione che tale edizione avrebbe dovuto commemorare il trentesimo anniversario del manga. Ottima, invece, la qualità della stampa, mentre per quello che riguarda traduzioni ed adattamento è un’edizione da evitare come la peste.

Leggi le recensioni dei singoli volumi

PRO

  • Buona qualità di carta e stampa
  • Lettura scorrevole

CONTRO

  • Soluzioni grafiche orribili
  • Tavole tagliate lateralmente
  • Traduzioni spesso errate e/o totalmente inventate

L’edizione “Perfetta”

Dopo il riassunto, sarete sicuramente d’accordo con me almeno su un punto: in Italia, un’edizione davvero definitiva del manga originale di Ken il guerriero, ad oggi, ancora NON ESISTE. Quindi, come dicevo in apertura, la mia idea è di buttar giù una lista di possibili caratteristiche per una “Perfect Edition” che sia capace di accontentare anche il fan più esigente. Ma andiamo con ordine.

1 – FORMATO, CARTA, NUMERO DI PAGINE E COPERTINA

Come ci ha insegnato la summenzionata edizione d/books, è un piacere potersi gustare le tavole del manga in grande formato, specie considerando il tratto molto particolareggiato del maestro Hara. Questo, a patto però che le tavole stesse vengano rispettate e non tagliuzzate (come invece succedeva nelle edizioni precedenti). La soluzione migliore, anche se giustamente più dispendiosa per l’utente finale, sarebbero dei volumi simili agli OMNIBUS che Panini ormai riserva da anni ai comics. Quindi un grosso numero di pagine (anche fino a racchiudere 2 volumi originali), carta patinata e copertina rigida.

2 – CONTENUTI

La parte che più mi interessa e sulla quale vorrei essere il più chiaro possibile. Dal mio punto di vista, un’edizione davvero perfetta dovrebbe dare la possibilità di godersi l’opera originale così com’era stata concepita in origine e restituire, nel limite del possibile, quella che fu la sua storia editoriale all’epoca. Quindi, sempre secondo la mia idea, per prima cosa bisognerebbe recuperare TUTTE le pagine e le illustrazioni di quel periodo, ovvero quelle che di solito non sono incluse nelle raccolte in volumi, tipo queste…

Allo stesso modo, sarebbe importante recuperare le illustrazioni utilizzate per le copertine di Shonen Jump ed altre che sono state poi modificate per le raccolte in volume. Un esempio…

Insomma, l’idea sarebbe quella di recuperare tutto quello che è possibile recuperare rispetto all’epoca della prima pubblicazione. E, assieme a tutto questo, includere i famosi 2 episodi pilota e il più recente episodio celebrativo “Last Piece”.

Ciò che invece NON includerei (se non, al massimo, in un’appendice nell’ultimo volume) sono le famigerate 100 tavole modificate dal maestro Hara in occasione della più recente edizione giapponese del manga. Questo perché, sempre nell’ottica di preservare l’opera così com’era stata realizzata inizialmente, secondo me è più importante il valore storico delle tavole originali di quanto non lo possa artisticamente essere quello delle tavole ritoccate dal suo stesso autore. Perché quelle tavole, rimaste invariate per più di trent’anni, raccontano non solo la storia di Kenshiro, ma anche quella dello stesso Hara, che già allora lottava con risultati alterni contro il cheratocono, la grave malattia degenerativa che lo affligge ormai da una vita e che ne influenza pesantemente la vista.

3 – TRADUZIONE E ADATTAMENTO

Questo è un aspetto che avrei potuto includere alla voce precedente ma ho pensato che meritasse una considerazione a parte. E il perché, a chi conosce me e questo sito, dovrebbe essere già chiaro, ma giustamente è il caso di ribadirlo ancora.

Hokuto No Ken, qui in Italia, già a partire dalla serie televisiva storica, è sempre stato funestato da tutta una serie di errori più o meno gravi di traduzione e adattamento. E se la cosa si poteva tollerare “in tempi di ignoranza”, quando comunque la passione da sola non bastava a sopperire ad evidenti lacune non solo linguistiche ma spesso anche culturali, nel 2020 è difficile tollerare che l’edizione italiana del manga più recente sia anche quella con un numero di errori tali da far rimpiangere il doppiaggio storico dell’anime. Non è accettabile da appassionato di Ken ma non dovrebbe esserlo nemmeno da chi, in generale, amando il mondo dei manga, si aspetta che un’opera venga proposta al meglio, senza alterare il senso della trama e di quello che i vari protagonisti dicono. E con Hokuto No Ken, come illustravamo anche in un precedente articolo, non basta nemmeno essere laureati in lingue orientali per rendere alla perfezione le intenzioni degli autori, perché è un manga talmente pieno di simbolismi e di significati che serve necessariamente almeno la supervisione di chi lo conosce a fondo prima di mandare in stampa una traduzione capace di rispecchiare l’originale.

4 – EXTRA

In conclusione, butto dentro qualche idea per delle aggiunte (o magari dei riempitivi, laddove servano pagine in più). Non si tratta di cose che considero necessarie ma, appunto, di “extra”, ovvero cose che renderebbero una Perfect Edition ancora migliore. Per esempio, un’idea sarebbe recuperare il materiale dello speciale ALL ABOUT THE MAN (interviste, illustrazioni, schede dei personaggi e commenti degli autori) e spalmarli nelle appendici dei diversi volumi. Essendo un volume uscito all’epoca, sarebbe interessante a livello storico se affiancato a tutto il resto. Se poi ci fossero dei redazionali che spiegano i simbolismi astrologici e filosofici alla base della serie, o altre curiosità simili, sarebbe il massimo.


E voi?

Questi ovviamente sono i miei punti di vista. E voi, invece, che ne pensate? Cosa credete che renderebbe “perfetta” un’ulteriore nuova edizione del manga in Italia? Che siate d’accordo o meno, scrivetelo nei commenti.

5 risposte a “KEN IL GUERRIERO – La Perfect Edition che vorrei

  1. Non sono d’accordo. La traduzione della planet manga serebbe da evitare come la peste ? Ti invito allora a rileggere come la Star comics ha tradotto il capitolo di Koryu. Nello specifico la didascalia nella quale spiega chi è. Da andarli a cercare per picchiarli. Non si tratta di interpretazione o adattamento ma di una toppa clamorosa in cui viene fuori che Koryu sarebbe il capostipite di un altro stile di hokuto. COSA CHE SEMPLICEMENTE NON é. Oppure Kaiou e Hyou. Anche qui matte risate ! Avevano paura che il lettore medio leggesse Hyo ” e si domandasse: io chi ?. Io l’anime l’ho visto in lingua originale e nessuno dice Kayou o Hyou ! Dicono KaIoh e Hio. Perche saranno pure Giapponesi ma la O e la U le pronunciano chiare quanto noi ( a parte quel suono che noi scriviamo U ma loro dicono IU. Ma quello è un altro discorso ). Se a te sembra superiore a quella della planet manga…

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    • Ehm, in realtà nell’edizione Star Comics dice che autosigillò la sua tecnica, non c’è scritto che divenne capostipite di un nuovo stile di Hokuto. Probabilmente ti confondi con il GDR di Ken il guerriero edito dalla Nexus negli anni ’90.
      Per quello che riguarda le traslitterazioni dei nomi di Hyoh e Kaioh, quelle che citi sono comunque valide indipendentemente dalla pronuncia che puoi sentire in lingua originale, perché i nomi dei protagonisti di HNK sono scritti in katakana, un alfabeto fonetico di solito utilizzato per “tradurre” in giapponese parole straniere. In HNK questo alfabeto è stato volutamente usato dagli autori per dare l’idea di un mondo ormai privo di connotazioni geografiche definite e di conseguenza, anche se i nomi “suonano” giapponesi, in realtà non necessariamente lo sono. Di conseguenza, al di là di come li senti pronunciare, possono avere diverse traslitterazioni tutte valide. L’esempio classico che faccio sempre è quello di Devil Rebirth, che loro pronunciano “Debiru Rebisu”. Tu lo pronunci cosí?

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  2. Si, è vero, ho controllato la toppa su Koryu è dell’edizione Granata.
    Non cambia nulla. Una toppa che l’edizione Planet manga non prende.
    Per quel che riguarda il tuo esempio : devil rebirth, i giapponesi pronunciano anche Devilman/debiruman. Questo ha a che fare con la loro incapacità di pronunciare le sillabe che anno due consonanti diverse vicine: TR RS PS LM etc etc. Non centra nulla. Non è questo il caso.
    Visto che tu citi la fonetica di Devil Rebisu, perchè scrivere kaiou e Hyou ., visto che i9 giapponesi non li pronunciano cosi?
    Se non ricordo male oltretutto in una lettera della redazione spiegavano la scelta dicendo (sto parafrasando): se avessimo scritto Kaioh qualcuno si sarebbe chiesto dove sono Tizio e Sempronio…. una motivazione cretina.
    L’edizione planet manga non usa le parolacce ad esempio che in Giappone (come le intendiamo noi ) non esistono (sono molto più blande e meno offensive delle nostre).
    Vedi tu in quale edizione, quella granata o star comics. Ma sull’edizione planet manga non trovi Kaioh che dà del “coglione” a Raoh.
    A me la traduzione planet manga sembra la più convincente di quelle che io ho letto: star, granata , planet manga. Quella che riporta meglio le varie sfumature dalla lingua originale.

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    • Vabbé si vede che non hai letto la disamina dei diversi volumi Planet e tutte le castronerie che presentano. Inclusa Mamiya a cui viene data della “puttana”.
      Il discorso sulle traslitterazioni l’ho già fatto e non lo ripeto. Kaiou e Hyou, per quanto non li gradisca neanche io, sono comunque opzioni valide.

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