Hokuto e Tetsuo Hara: Checklist Settembre 2014


04 / 09 / 2014

Toki il santo d’argento vol.4 

di Yuka Nagate

Con Toki rinchiuso a Cassandra e Amiba a capo del Villaggio dei Miracoli, la storia torna indietro nel tempo per raccontare ciò che è successo prima della guerra nucleare, quando lui, Raoh e Kenshiro si allenavano per diventare il successore della Divina Scuola di Hokuto!

13×18, B., 192 pp., b/n
Edizione da edicola 4,50 euro
Edizione da fumetteria  6,50 euro (con sovraccoperta)

18 / 09 / 2014

Ken il guerriero – Le origini del mito DELUXE 1

di Tetsuo Hara e Buronson

Prima di Kenshiro… ci fu un altro Kenshiro! Direttamente dal passato della Divina Scuola di Hokuto arriva la storia di uno dei più famosi e carismatici successori della più letale delle arti marziali. Ambientata nella Shanghai di metà 900, ecco la serie che ha ridefinito il mito di KEN IL GUERRIERO, mostrandoci un Hokuto come non si era mai visto prima!

14,5×20, B., 448 pp., b/n e colore, con sovraccoperta

12,90 euro (solo fumetteria)

? / 09 / 2014

ikusa no ko betaLa vita di Oda Saburo Nobunaga  vol.1

di Tetsuo Hara e Seibo Kitahara

L’ultimo capolavoro disegnato da Tetsuo Hara  e sceneggiato da Nobuhiko Horie (con lo pseudonimo di Kitahara Seibo) racconta le epiche gesta di Oda Nobunaga, famosissimo condottiero che nel XVI secolo guidò vittoriose campagne militari alla conquista del Giappone. In particolare la storia si sofferma sulla giovinezza del “figlio della battaglia”, tracciando un ritratto a metà strada tra realtà storica e inventio narrativa, esaltato dai magnifici disegni del maestro Hara! Un’affascinante saga bimestrale per una nuova Collection che riunirà grandi guerrieri ed epiche battaglie!

12,2×17,8, B+sc, b/n e col., 224 pp

4,95 euro (solo fumetteria)

“HOKUTO E’ ETERNO!”


LAST PIECE HEAD

A trent’anni di distanza, Buronson e Hara tornano con l’ultimo tassello del grandioso mosaico che li ha resi famosi in tutto il mondo: Hokuto No Ken – LAST PIECE

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TOKI IL SANTO D’ARGENTO Vol.3 – Recensione


toki-3Terzo appuntamento con  TOKI IL SANTO D’ARGENTO, il manga incentrato sulle vicissitudini del più nobile tra i maestri di Hokuto.
Nei mesi scorsi abbiamo visto il protagonista giungere come uno splendente raggio di sole a squarciare l’oscurità che si è impadronita del mondo, riportando la gioia di vivere nel cuore delle persone ma, nel frattempo, le nubi hanno iniziato a muoversi e ad addensarsi di nuovo, minacciando di soffocare anche questo barlume di speranza.
Una tremenda tempesta è in procinto di abbattersi sul Villaggio dei Miracoli, una vera e propria discesa negli abissi dell’inferno sia per Toki che per i membri della comunità. Riuscirà il compassionevole guerriero a vincere anche questa battaglia o saranno le tenebre a prevalere?
La risposta in questo volume…

TRAMA

Come scritto nell’introduzione, la storia di Toki giunge, in questo terzo volume, ad un momento cruciale. Negli episodi in esso contenuti vedremo finalmente gli eventi, mai davvero spiegati nel manga originale, che hanno portato il guerriero ad essere rinchiuso a Cassandra mentre il suo posto veniva preso dal folle Amiba. Tutto ciò che Yuka Nagate ha preparato con dovizia di particolari esplode magnificamente, trasformando un sogno di speranza in un terrificante incubo senza via d’uscita. E la cosa che maggiormente gratifica il lettore è che tutto torna: dimenticatevi le semplici e sbrigative rese viste in RAOH IL CONQUISTATORE DEL CIELO o nell’OAV La Leggenda di Toki. Qui i tasselli tornano davvero tutti al proprio posto senza lasciare nulla al dubbio. Ed è proprio perché la storia narrata merita così tanto che evito di dire altro, lasciandovi il piacere della lettura e limitandomi a stuzzicare la vostra immaginazione con qualche immagine.

PROTAGONISTI

ryuga profileRYUGA (リュウガ)

Generale dell’Esercito del Re del Pugno, Ryuga è maestro del Taizan Tenrō Ken (泰山天狼拳 – Tecnica del Lupo del Cielo del Taishan), uno stile di combattimento i cui colpi sono in grado di gelare il sangue nelle vene dei nemici.
Inizialmente pronto ad invadere Medicine City, sospende l’operazione per recarsi a catturare Toki quando viene a sapere che Amiba ha fatto la sua mossa…
Vedi scheda di Ryuga nel manga originale

raoh profileRAOH (ラオウ)

Noto anche come Re del Pugno (拳王 – Ken Oh), Raoh è il maggiore dei quattro fratelli di Hokuto nonché vero fatello carnale di Toki.
Intenzionato a sfruttare la morsa del terrore e della disperazione per sottomettere l’umanità superstite al suo dominio, non può permettere a quest’ultimo di riportare la speranza tra le genti.
Vedi scheda di Raoh nel manga originale

 

EDIZIONE ITALIANA

In casa Planet, la perfezione non è di certo l’obiettivo primario. Lo dimostra questo volume: dopo due uscite che mi avevano fatto ben sperare circa il tentativo di riservare maggior attenzione al lavoro svolto sulla collana, apriamo questo e ci troviamo subito di fronte ad una pagina in cui Jagi viene chiamato Zeta (ringrazio Andrea per avermelo fatto notare). Insomma, ma davvero si può sbagliare nome tra due personaggi così diversi? Che razza di errore è? Il traduttore a cosa stava pensando? Boh…
Per fortuna, il resto del volume scorre abbastanza bene anche se torna, purtroppo, il famigerato appellativo “Re Guerriero” attribuito a Raoh. Su questo punto, benché abbia già esaurientemente spiegato il motivo della sua erroneità, dobbiamo anche sottostare al fatto che ormai hanno scelto di continuare a sbagliare, quindi non c’è molto altro da dire.
Ultima nota riguarda l’adattamento di un baloon:

grafica pessima

Come potete notare, l’adattamento grafico non solo è pessimo ed illeggibile, ma anche alquanto immotivato ed illogico, visto che è l’unico fatto in questo modo. Mistero…

Appuntamento al prossimo mese!

Gli anni ’60, i rifugi antiatomici, la crisi di Cuba e Stanley Kubrick


In occasione dell’anniversario dello sgancio della bomba nucleare su Hiroshima, avvenuto il 6 agosto del 1945, ho pensato di aggiungere un nuovo capitolo alla mia personale analisi del genere post-atomico. Per chi è nuovo da queste parti (o ha voglia di rinfrescarsi la memoria), ecco i precedenti articoli:

Gli anni ’60 rappresentano un momento storico particolarmente importante per quello che riguarda il tema del nucleare. Nell’autunno del 1961, l’Unione Sovietica erigeva il Muro di Berlino e mostrava i muscoli con una serie di test per il lancio di bombe atomiche le cui radiazioni vennero portate dal vento in giro per il mondo. In risposta a tutto questo, gli Stati Uniti d’America lanciavano il Community Fallout Shelter Program, un progetto volto alla costruzione di rifugi antiatomici in tutto il paese.

(le scansioni sono di proprietà di Ward Jenkins)

Ma non bastava. La Guerra Fredda non sembrava più tanto fredda e gli Stati Uniti avevano bisogno di nuovi metodi per spiare i russi ed essere sempre al corrente delle loro possibili mosse. Questo portò alla costruzione di un velivolo militare, chiamato U-2, che fosse in grado di volare talmente in alto da sfuggire ai radar ed introdursi in territorio nemico per monitorare i siti strategici e fu proprio così che, nell’ottobre del 1962, esplose quella che è nota come “crisi dei missili di Cuba” (o, più semplicemente, “crisi di Cuba”). I voli degli U-2 americani avevano infatti svelato che i sovietici avevano installato delle batterie di missili nucleari a pochissimi passi da loro!

cartina_geografica_cuba

Ora, ovviamente, lo scopo di questo articolo non è quello di fornire un’analisi particolareggiata degli eventi strettamente legati alla politica di quegli anni, quindi sarò molto riassuntivo: agli americani, Cuba stava proprio sullo stomaco all’incirca dal 1959, quando Fidel Castro, con la sua rivoluzione, aveva trasformato il paese in uno Stato filosovietico. Già nel 1961 il presidente Kennedy aveva autorizzato uno sbarco armato nella famosa Baia dei Porci, ma era fallito miseramente. A quel punto per Castro fu più che naturale cercare di tutelarsi con l’appoggio di Mosca, concordando appunto l’installazione di quelle batterie missilistiche di cui parlavamo poc’anzi.
Ci siamo? Bene, andiamo avanti.
Dopo una fase iniziale in cui le informazioni vennero tenute riservate, il governo americano divulgò pubblicamente la situazione facendola presente anche all’ONU. Per molti storici, non si andò mai così vicini alla Terza Guerra Mondiale come nei 13 giorni che seguirono. Alla fine, Kennedy stabilì un embargo per Cuba e lo smantellamento delle basi missilistiche. Da quel momento in poi, ci sarebbe stata una linea di quarantena invalicabile entro la quale non sarebbero più potute passare le navi sovietiche. Dall’Unione Sovietica, Chruscev pretese però lo smantellamento, da parte degli Stati Uniti, dei loro siti missilistici Jupiter in Turchia. Infine, il 30 agosto 1963, si decise anche di stabilire una linea diretta tra la Casa Bianca ed il Cremlino al fine di evitare, per il futuro, nuovi incidenti diplomatici: la Linea Rossa!

linea-rossa

 LE OPERE DI QUEGLI ANNI

Con un tale livello di tensione era più che normale che scrittori e registi si scatenassero: la distruzione dell’umanità sembrava ormai qualcosa di imminente. Anche un solo uomo avrebbe potuto decidere di premere i pulsanti che avrebbero avviato la fine del mondo.

Ed è proprio con questo tipo di pensieri che, già nel 1962, torna alla carica Mordecai Roshwald (di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente) con il suo Apocalisse tascabile (A Small Armageddon).

apocalisse tascabileL’autore, qui al suo secondo ed ultimo romanzo di fantascienza,  racconta la vicenda di Gerald Brown, capitano di corvetta sul sottomarino atomico Polar Lion. Una sera, ubriaco e in preda all’ira, uccide il capitano e, per evitare la corte marziale, decide di impadronirsi del sottomarino e dei suoi micidiali armamenti, ricattando prima agli Stati Uniti e poi le altre nazioni. Nel racconto, l’autore pone Brown a confronto con un altro personaggio, Peter Schumacher, che inserito nelle alte sfere come persona di alta rettitudine morale e fede cristiana, ad un certo punto sbrocca proprio per via di un eccesso di zelo e comincia ad imporre leggi proibizioniste volte ad eradicare ogni forma di corruzione (in modo che non possano più ripetersi casi come quello del Polar Lion). In buona sostanza, Roshwald utilizza il romanzo per mettere il lettore di fronte a pensieri contrastanti, espressi chiaramente per mezzo di un altro dei personaggi, il professor Applebaum. Questi, infatti, analizzando la situazione, mette in risalto quanto Brown e Schumacher rappresentino due modi diversi di influire sulla storia umana: la ricerca del potere e la volontà di salvare. Un libro le cui tematiche sono attuali ancora oggi e di cui potete trovare una più approfondita recensione cliccando qui.

200px-Spider-Man_spider-biteSupereroi e radiazioni

Non c’entrano con il genere post-atomico ma, giusto per rimarcare il clima di quegli anni, è importante ricordare la genesi di Spider-Man (1962) e degli X-Men (1963). Il primo, morso da un ragno radiattivo, acquisisce i suoi ormai notissimi poteri, i secondi sono invece dei “mutanti”, il prodotto diretto dell’effetto che le radiazioni hanno avuto sui geni di molte persone e che hanno quindi portato alla nascita di individui con un gene speciale. Interessante notare anche che, sempre per quanto concerne gli X-Men, molto probabilmente Stan Lee si ispirò al romanzo del 1953  “Children of the Atom” di Wilmar Shiras, in cui i protagonisti erano dei “giovani dotati”.

 

Il 1964 è, invece, l’anno di Stanley Kubrick che, con il suo famosissimo film Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba (Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb), crea un capolavoro di satira capace di mettere a nudo l’effettiva stoltezza della Guerra Fredda, dei governi e dell’umanità in generale.

docteur_folamour,9

Il ruolo di mattatore nella pellicola è del mai troppo compianto Peter Sellers, qui nei panni del dottor Stranamore, del presidente degli Stati Uniti e del colonnello Mandrake, ognuno a suo modo protagonista dell’assurda vicenda. Di seguito, alcuni estratti significativi:

davySempre dello stesso anno è il romanzo di Edgar Pangborn Davy, l’eretico (Davy), che in realtà è una riedizione rivisitata di due racconti dello stesso autore,  “The Golden Horn” e “A War of No Consequence”, entrambi del 1962.
In un post-atomico futuro governato da una religione che ha represso ogni forma di scienza, tutto ciò che proviene dal mondo precedente deve essere prima approvato e poi riadattato. In questo scenario il protagonista, il Davy del titolo, ritrovato un “corno d’oro” (un corno inglese), definito oggetto proibito dal culto dominante, inizierà un viaggio lungo molti anni durante i quali crescerà sia fisicamente che interiormente, ribellandosi ai dettami della cultura che gli è stata inculcata e scegliendo di confidare nel proprio libero arbitrio, esponendosi personalmente fino al punto di scatenare una rivolta. Un romanzo che, con il pretesto del mondo ridotto in rovina, tenta una critica nemmeno troppo velata alla Chiesa e alla società del proprio tempo, ma che purtroppo si riduce spesso all’uso di molti cliché.
Potete leggerlo per intero scaricandolo da qui.

cronache del dopobombaMolto interessante è Cronache del dopobomba (Dr. Bloodmoney, or How We Got Along After the Bomb) di Philip K. Dick, pubblicato nel 1965 (con un titolo che richiamava palesemente il già citato dottor Stranamore) ma in realtà già ultimato nel 1963.
Quello che viene descritto nei primi tre capitoli è il mondo di un futuro prossimo (il 1981) in cui i protagonisti di una piccola cittadina della California trascorrono la loro vita quotidiana. Dal quarto capitolo in poi, la situazione cambia drasticamente e il lettore si ritrova catapultato nel 1988, trovando i protagonisti intenti a sopravvivere nel mondo devastato dall’olocausto nucleare. In questo nuovo contesto, un astronauta rimasto bloccato intorno all’orbita terrestre assume un ruolo quasi da guida spirituale per le varie comunità, continuando a tenerle in contatto tra loro per mezzo della radio e diffondendo musica e messaggi pedagogici. Ad un certo punto però, uno dei personaggi protagonisti decide di volersi appropriare di questo ruolo di guida, mettendo in atto un ingegnoso piano…

Nel 1966 torna Pangborn con Il giudizio di Eva (The Judgement of Eve), che ripropone all’incirca la stessa formula del precedente Davy l’eretico: il mondo post-atomico, il viaggio, la crescita interiore e la scoperta di nuove realtà. Eva Newman vive isolata con la madre cieca quando arrivano alla sua casa tre uomini, con esperienze diverse. Eva, nella sua innocenza e nella sua ignoranza delle “cose della vita”, fa loro una semplicissima domanda: «Che cos’è l’amore?» La missione dei tre uomini, nel mondo distrutto del dopo-olocausto, sarà di trovare una risposta a questa domanda e sottoporla al giudizio di Eva…

Una citazione la merita sicuramente il misconosciuto film  Fine Agosto all’Hotel Ozon (Konec srpna v hotelu Ozon) di Jan Schmidt. La trama: Alcuni decenni dopo l’apocalisse nucleare che ha sterminato quasi tutta l’umanità, un gruppo di donne è in perenne viaggio alla ricerca di risorse per sopravvivere e di eventuali altri superstiti, in particolare uomini, che consentirebbero loro di procreare e mantenere in vita la razza umana. Alla loro guida c’è una donna più anziana, l’unica che ha conosciuto il mondo prima del conflitto…

hotel hozon

Prodotto in Cecoslovacchia nel 1967, “non piacque affatto ai vertici dell’esercito socialista di Praga perchè parlava di un mondo distrutto, nel quale la guerra aveva lasciato in vita solo la disperazione di pochi sopravvissuti. Secondo i responsabili dell’esercito cecoslovacco era impensabile descrivere una realtà simile perché un paese socialista doveva battersi per la pace nel mondo e non erano immaginabili scenari di distruzione e di morte. Ma il film fu “lavorato” sfruttando una zona utilizzata dall’esercito cecoslovacco per le esercitazioni. “Fine agosto all’Hotel Ozon” non piacque ai generali che lo visionarono e finì in un magazzino senza “vedere” il buio delle sale cinematografiche di Praga. L’esercito non aveva una sua distribuzione cinematografica! Il destino del film era segnato. Infatti, l’opera finì nella lista dei film da bruciare. Un ufficiale si prese la responsabilità di chiamare Jan Schmidt la notte prima del “rogo” avvertendolo del destino che si stava compiendo. Il regista riuscì a salvare il suo piccolo capolavoro. A quel punto il film passò misteriosamente la frontiera cecoslovacca e fu presentato al festival del nuovo cinema di Pesaro. Il regista fu invitato. E il film vinse a sorpresa un premio da parte del Vaticano che lodò l’impegno del regista contro i pericoli di un conflitto mondiale. Schmidt racconta che Pasolini invidiò molto quel premio perchè in quegli anni il regista sperava in un riconoscimento diretto da parte del Vaticano e della Chiesa sul suo lavoro di regista. Il problema per Schmidt fu che quando gli fu conferito questo premio nel 1967 era ancora un soldato e aveva ricevuto nientemeno che un premio dall’odiatissimo Vaticano. Il festival del cinema di Trieste consacrò l’opera anche a livello internazionale e il regista divenne “intoccabile”…….sia perchè era stato “benedetto” dal Vaticano e sia perchè era diventato troppo noto” (Lanfranco Palazzolo).

Chiudiamo con il trash spinto di stampo nipponico: L’allucinante fine dell’umanità (Konchu DaisensoLa guerra genocida degli insetti), diretto nel 1969 da Kazui Nihonmatsu. Perché il Giappone, secondo voi, poteva stare a guardare mentre nel mondo tutti sembravano in preda alla psicosi del nucleare? La risposta mi pare ovvia: un NO che si concretizza in un horror di un’ora e 24 minuti in cui la parte del leone la fanno dei micidiali insetti assassini creati da una scienziata pazza. Che c’entrano con la bomba, direte voi? Sinceramente non saprei, ma forse il regista pensava che la situazione non fosse già abbastanza pesa di suo e ha voluto includere nel pacchetto anche una bella distruzione nucleare di massa. Mi pare pure giusto…
Beccatevi il trailer!

Tuttavia, a parte gli scherzi e tornando al motivo che mi ha spinto a pubblicare questo nuovo capitolo sulla storia del genere post-atomico, c’è da segnalare che nel 1966, sempre in Giappone, “un tale” di nome Keiji Nakazawa pubblicava un manga dal titolo Kuroi ame ni utarete (黒い雨にうたれて – Sotto la pioggia nera), basato sui suoi ricordi da piccolo protagonista del bombardamento di Hiroshima. Ma di questo, mi riservo di parlare nel prossimo articolo.

(Continua…)

 

Maratona: KEN IL GUERRIERO – La Trilogia


Quando, nel 2000, Nobuhiko Horie rassegnò le dimissioni dalla Shueisha e fondò la Coamix, aveva già le idee chiare in mente: uno dei pilastri su cui aveva fondato la sua carriera era Hokuto No Ken e su quello, oltre che ovviamente sul suo amico Tetsuo Hara, avrebbe gettato le basi per le sfide che si preparava ad affrontare. Non fu quindi un caso se, nello stesso anno, lanciò subito l’edizione Bunch World del manga originale e, l’anno successivo, diede alle stampe il primo volume di Comic Bunch con il faccione di Kenshiro Kasumi, protagonista del nuovissimo Souten No Ken, in copertina. Ma tutto questo non bastava. Da sempre convinto che la carta non è l’unico media attraverso cui esprimersi, Horie mirava già a progetti nel campo dell’animazione. Fu così che, ben prima di dar vita alla North Star Pictures (2004), convinse Hara, Buronson, la SEGA, la OB Planning e molti altri, a riunirsi sotto il nome di “SHIN HOKUTO NO KEN” PRODUCTION COMMITEE e scommettere su un’ambiziosa super produzione per il rilancio del mondo di Hokuto a molti anni dalla conclusione dell’anime televisivo storico. Un “Nuovo Hokuto No Ken”!

Il risultato fu una serie di 3 OAV, pubblicati in Giappone tra il 2003 ed il 2004, che portarono su schermo le vicende narrate nel romanzo di Hokuto No Ken del 1996 “La Città Stregata“, scritto da Buronson ed illustrato dal maestro Hara.

TRAMA

Di seguito, i riassunti delle trame dei singoli OAV. Tra parentesi, la data della prima pubblicazione Giapponese.

Volume 1:
LA CITTA’ STREGATA
「呪縛の街」

(Luglio 2003)

image01Scomparsi ormai i rivali appartenenti alle altre scuole di arti marziali, perduti gli amici più cari, Kenshiro giunge nel piccolo villaggio di Libertà, uno dei pochi luoghi che ancora resiste alla città-fortezza di Last Land e al suo dittatore Sanga. Costui esercita il suo dominio facendosi forte dell’Eccelso Doha, una sorta di dio in grado di offrire il bene più prezioso: acqua pura. Ma Sanga è conscio che il suo regno si fonda sull’inganno ed è ben deciso a prendere il controllo di una divinità davvero in grado di fare miracoli: una dea di nome Sara, capace di guarire le persone con il solo tocco delle mani. Starà a Kenshiro intervenire per fermare i piani di Sanga e liberare la donna.
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Volume 2:
LA TECNICA PROIBITA
「禁じられた拳」

(Ottobre 2003)

image02Nonostante la morte di Sanga, l’ombra della pazzia sembra non essersi allontanata da Last Land e dai suoi ignari abitanti: adesso devono infatti accogliere il giovane figlio del dittatore, Seiji, come nuovo tiranno. Quest’ultimo, profondamente adirato per essere stato in passato abbandonato dal genitore, ha deciso di impossessarsi dei suoi domini, cosa che gli riesce facile data la momentanea assenza di Kenshiro, allontanatosi per cercare un siero immunizzante contro il tetano che sta uccidendo Bista. Durante la sua corsa contro il tempo, Kenshiro incontra i Clifflander, misteriosi bonzi ritiratisi dal mondo per custodire uno spaventoso segreto…
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Volume 3:
QUANDO UN UOMO SI FA CARICO DELLA TRISTEZZA
「男が哀しみを背負うとき」

(Gennaio 2004)

image03Tornato dalla terra dei Clifflander, Kenshiro trova ad accoglierlo Tobi, che lo informa di come Seiji si sia impossessato di Last Land ma anche di come, grazie a Bista, il popolo si sia schierato dalla loro parte e li adori come se fossero due divinità. Tutto ciò ha notevolmente mutato l’animo del semplice informatore che, accecato dalla prospettiva di poter diventare il dominatore assoluto, imprigiona lo stesso Kenshiro e organizza un attacco in massa contro la fortezza. La situazione sembrerebbe disperata, ma l’apparizione di un misterioso personaggio permetterà la liberazione del maestro di Hokuto per un epico scontro finale.
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PERSONAGGI

Kenshiro (ケンシロウ)

Voce originale: Takehito Koyasu
Voce italiana: Massimo De Ambrosis

kenshiro oav
Nel suo eterno vagare in un mondo ridotto ad un deserto di disperazione e macerie, Kenshiro si imbatte in una scena fin troppo familiare: il massacro di un gruppo di poveri uomini la cui unica colpa è quella di aver scavato un pozzo per cercare di dissetare gli abitanti del loro insediamento, il villaggio di Libertà. Del gruppo riesce a salvare purtroppo soltanto il giovane Tobi che, necessitando di cure immediate, lo conduce proprio al villaggio, dove Kenshiro conosce Sara, una ragazza con un dono miracoloso… Vedi scheda di Kenshiro nel manga originale

tobi oavTobi (トビ)

Voce originale: Akimitsu Takase
Voce italiana: Franco Mannella

Palesemente invaghito della bella Sara, Tobi si guadagna da vivere vendendo informazioni. Alla perenne ricerca di suo fratello Bista, scomparso durante la guerra, scoprirà che è vivo, ma prigioniero del perfido Sanga.
Nei 3 OAV, il personaggio subisce un pesante restyle dell’aspetto fisico rispetto al romanzo.
Vedi scheda di Tobi nel romanzo

sara oavSara (サーラ)

Voce originale: Yurika Hino
Voce italiana: Chiara Colizzi

Dotata di una miracolosa arte medica tramandata nella sua famiglia da generazioni, Sara ha aperto una clinica nel villaggio di Libertà ma, proprio a causa del suo dono, è stata presa di mira da Sanga, disposto a mettere a ferro e fuoco la piccola comunità pur di rapirla e portarla a Last Land. Vedi scheda di Sara nel romanzo

sanga oavSanga (サンガ)

Voce originale: Oshou Ishizuka
Voce italiana: Michele Gammino

Sovrano di Last Land, Sanga si è servito di un trovatello, Bista, per creare la figura di Doha e stregare i cuori della popolazione in modo da ottenerne l’ obbedienza ma, saputo delle straordinarie capacità di Sara, ha deciso di sfruttarla per rafforzare il suo potere. Rispetto al romanzo d’origine, il design del personaggio è stato rielaborato.
Vedi scheda di Sanga nel romanzo

bista oavBista (ビスタ)

Voce originale: Romi Park
Voce italiana: Davide Perino

Fratello minore di Tobi, si è perso durante la guerra. Privo della parola e della memoria, si aggirava tra le macerie ricordando solo i giochi di prestigio, con i quali riusciva a guadaganrsi qualche boccone di cibo e, raccolto da Sanga, è divenuto Doha, il dio di Last Land.
Vedi scheda di Bista nel romanzo

seiji oavSeiji (セイジ)

Voce originale: Gackt (Daisuke Kishio da piccolo)
Voce italiana: Massimo Lodolo (Omar Vitelli da piccolo)

Tormentato da un passato di abbandono, Seiji giunge a Last Land proprio per vendicarsi di suo padre Sanga ed appropriarsi di tutto ciò che possiede. Ben presto, però, dovrà vedersela con Kenshiro…
Vedi scheda di Seiji nel romanzo

gyth oavGyth (ギース)

Voce originale: Seiji Sasaki
Voce italiana: Claudio Fattoretto

Comandante delle Forze di Sicurezza di Last Land, nel romanzo d’origine è in realtà un semplice capobanda indipendente da Sanga.
Vedi scheda di Gyth nel romanzo

ches oavChes (チェス)

Voce originale: Kiyonobu Suzuki
Voce italiana: Vladimiro Grana

Pavido ed opportunista, Ches fugge di fronte a Kenshiro quando questi si introduce nel palazzo del suo signore Sanga. Sopravvissuto, vede in Seiji la possibilità di proseguire la sua “carriera” fatta di violenze e soprusi, quindi vi si sottomette di buon grado. Il personaggio “appare” già nel romanzo d’origine, dove però non gode di un’illustrazione del maestro Hara.

myne oavMyne (マイン)

Voce originale: Tomoe Hanba
Voce italiana: Lucrezia Marricchi

Figlia di uno degli uomini massacrati da Gyth e dai suoi sgherri nel tentativo di scavare un pozzo, Myne non gode di buona salute proprio a causa dell’acqua contaminata che è costretta a bere in assenza di una fonte migliore.
Purtroppo, anche la sua giovane vita verrà spezzata senza pietà quando gli uomini di Sanga assalteranno il villaggio di Libertà per rapire Sara.

loag oavLoag (ローグ)

Voce originale: Kouji Ishii
Voce italiana: Roberto Draghetti

Tirapiedi di Sanga, è al comando della spedizione inviata a spazzare via il villaggio di Libertà e rapire Sara per portarla a Last Land.
Muore per effetto dei colpi di Kenshiro immediatamente dopo aver rivelato a Sanga che questi si è introdotto nel palazzo.

magnum oavMagnum (マグナム)

Voce originale: Magnum Tokyo
Voce italiana: Maurizio Reti

Personaggio che compare per qualche minuto nel 3° OAV, è uno dei tanti soldati a cui Seiji ha dato l’incarico di opporre ferma resistenza contro gli attacchi dei fanatici di Doha. La sua unica rilevanza risiede nella voce che, nel doppiaggio originale giapponese, appartiene al wrestler professionista Magnum Tokyo.

maestro oavMaestro Hokumon (北門の拳の老師)

Voce originale: Takaya Hashi
Voce italiana: Gianni Musy

Anziano monaco del Tempio di Hokumon, viene chiamato solo con il titolo di maestro. Sarà lui a rivelare a Kenshiro tutti i segreti dei Clifflanders, il vero motivo per cui hanno scelto di condurre un’esistenza lontana dal resto del mondo e il pericolo che Seiji, fuggito dal Tempio, rappresenta.

jinen oavJinen (ジネン)

Voce originale: Masahiko Tanaka
Voce italiana: Pier Luigi Astore

Il più forte tra i monaci di Hokumon, combatte contro Kenshiro di fronte al cancello del Tempio ma, nonostante possa dirsi degno del suo nome, nulla può contro il tremendo spirito combattivo del legittimo successore della Divina Scuola di Hokuto. In seguito, mentre Kenshiro è a colloquio con il maestro del Tempio, viene inviato a recuperare il vaccino contro il tetano necessario per salvare la vita di Bista.

yuraYura (ユラ)

Voce originale: Reiko Suzuki
Voce italiana: Carmen Onorati

Sorella di Sanga, si aggira come un fantasma per le vie di Last Land ed ha un ruolo importante nell’episodio conclusivo della trilogia, quando indica a Sara il luogo in cui Tobi ha imprigionato Kenshiro e quando, infine, fornisce un chiarimento sui motivi che spinsero Sanga ad abbandonare Seiji in tenera età.

ryu oavRyu (リュウ)

Voce originale: -
Voce italiana: -

Brevissimo cameo, a testimonianza dell’intenzione che questi OAV fossero un nuovo punto di partenza per progetti inediti, è il figlio di Raoh. Appare in un flashback nel primo episodio e viene nominato alla fine del terzo.
Vedi scheda di Ryu nel manga originale

toki oavToki (トキ)

Voce originale: Hideyuki Tanaka
Voce italiana: Vittorio De Angelis

Altro breve cameo è riservato al più nobile dei quattro fratelli di Hokuto. Compare in un flashback quando Kenshiro, spiegando a Tobi la natura dei miracolosi poteri di Sara, paragona la sua arte medica a quella di Toki.
Vedi scheda di Toki nel manga originale

TECNICHE SEGRETE

Zusetsu – 頭顳
(Punti Segreti delle Tempie)

Punto di pressione che permettono di agire sulla memoria del bersaglio. Nel caso specifico, Sara vi ricorre per sbloccare i ricordi di Bista. Vedi scheda della tecnica nel manga originale
zusetsu

 

Hokuto Hyakuretsu Ken – 北斗百裂拳
(Cento Pugni Distruttivi di Hokuto)

Il “marchio di fabbrica” di Kenshiro non può non comparire in un’occasione del genere. Ed è infatti con tale colpo che, nel 1° OAV, il successore di Hokuto elimina definitivamente Sanga.
Vedi scheda della tecnica nel manga originale
hyakuretsuken

Hokumon No Ken – 北門の拳
(Tecnica del Portale del Nord)

Si tratta dell’Hokuto Shinken praticato in seno alla setta monastica del Tempio di Hokumon ed utilizzato solo come strumento per elevare il proprio livello di coscienza e raggiungere l’Illuminazione. Se nel romanzo non sono chiari i dettagli di questa derivazione dalla corrente originaria, nel 2° OAV vengono invece forniti più dettagli. Viene infatti specificato che tale ramificazione risale a ben 400 anni prima, per mano di uno dei pretendenti alla successione della Divina Scuola di Hokuto. In più viene aggiunto ulteriore background: i monaci vengono ora identificati con l’epiteto di “Clifflanders” (da Cliff Land, l’inaccessibile luogo ove sorge il loro Tempio), mentre il loro feroce isolazionismo viene giustificato con una “missione” che si sono posti: custodire un enorme deposito di armi nucleari per evitare che possano cadere di nuovo in mani sbagliate.
hokumon oav

Hokuto Tenkishō – 北斗天帰掌
(Ascesa al Cielo di Hokuto)

Si tratta di una posizione di combattimento che simboleggia la rinuncia alla propria vita. I monaci di Hokumon sembrano particolarmente inclini ad utilizzarla prima di affrontare un nemico.
Vedi scheda della tecnica nel manga originale
tenkisho oav

Heiketsushū – 閉血愁

Localizzato sul torace, è un punto segreto che fa fermare il cuore lentamente, senza dolore.
heiketsushu

Jōgaku上顎

Localizzato nel palato, permette di costringere la vittima a parlare contro la propria volontà, con effetti simili a allo Shin-ichi. Questo punto segreto di pressione compare per la prima volta nel 14° capitolo di Souten No Ken.
jogaku

Gakuchū – 額中

Punto segreto di pressione posto al centro della fronte. Se attivato, deforma orribilmente il volto della vittima prima che la sua testa esploda fragorosamente.
gakuchu

Hakki Meishin Ha – 発気鳴震波
(Risonanza degli Spiriti)

Unica tecnica di distruzione tramandata a Sara da suo padre, permette di creare una potente vibrazione mettendo in sintonia lo spirito combattivo di due persone. Mentre gli oggetti inanimati vengono frantumati in centinaia di pezzi, non sono noti gli effetti sugli esseri viventi.
hakki meishin ha

ARTWORKS

Si ringrazia Hokuto Chronicles per le immagini

 

COLONNA SONORA

Nato il 13 aprile 1964 a Tokyo, Yasuharu Takanashi (高梨 康治) è il compositore della magnifica colonna sonora dei 3 OAV.
Nella sua carriera ha composto la colonna sonora principalmente per le produzioni anime relative a Naruto, oltre che per tantissimi altri anime e videogames.
Appasionato di Heavy Metal, Takanashi ha iniziato la sua esperienza negli anni ’90 come tastierista con la Band J.D.K., creando colonne sonore fortemente orientate verso questo genere musicale. Artista polivalente, riesce ad adattare efficacemente il suo stile al tipo di anime al quale lavora e si distingue per la capacità di saper miscelare magistralmente strumenti tradizionali giapponesi con strumenti occidentali, creando musiche originali e potenti.
Per quello che concerne Shin Hokuto No Ken, è doveroso ribadire che l’incarico di Takanshi era tutt’altro che semplice. Creare la colonna sonora per una nuova produzione animata con protagonista Kenshiro significava, agli occhi di tutti gli affezionati della serie storica, mettersi a confronto con il mitico Nozomi Aoki, compositore delle indimenticabili musiche dell’anime televisivo. Nonostante questo, il risultato è eccellente: le sonorità di Takanashi rendono l’azione coinvolgente e sembrano spesso capaci di descrivere le scene anche meglio delle stesse immagini. Il tutto, mantenendo sempre una propria personalità, senza cercare mai di percorrere lo stesso sentiero del suo più illustre predecessore.

Queste musiche sono raccolte nell’album Shin Hokuto No Ken Music Files 1 (新・北斗の拳 音楽集・壱), pubblicato il 25 giugno del 2003 e che potete scaricare cliccando sulla copertina

shin hokuto no ken music files 1

gacktNato ad Okinawa il 4 luglio 1973, Gackt interpreta Lu;na e OASIS, rispettivamente sigle di apertura e di chiusura dei 3 OAV. Grande fan di Hokuto No Ken, ha anche prestato la sua voce al personaggio di Seiji.
- Vedi scheda completa
- Lu;na (Testo e traduzione)
- OASIS (Testo e traduzione)

 

CONSIDERAZIONI

A dispetto dello scarso successo ottenuto (non viene più citato nemmeno tra le produzioni elencate sul sito ufficiale), questo “nuovo” Hokuto No Ken è un esperimento tutt’altro che fallito. Tecnicamente parlando, la produzione è infatti ad altissimi livelli: un’ottima regia, una colonna sonora elettrizzante, una sapiente miscelazione di grafica 2D e 3D, sono solo alcuni degli aspetti migliori del progetto. Tuttavia, per molti versi, il lavoro svolto non ha mancato di lasciare interdetti i fan e addirittura gli stessi autori (leggere a tal proposito l’intervista a Buronson), soprattutto per quanto concerne la resa stessa di Kenshiro. Purtroppo, la mancanza dei mostri sacri Suda e Hayama (quest’ultimo presente solo per una manciata di animazioni chiave) si vede ed è davvero pesante da digerire. Haruo Sotozaki, qui al suo primo character design e alla direzione delle animazioni, ce la mette tutta: i diversi personaggi che si avvicendano nel corso della storia (anche le più insignifacnti comparse) sono tutti ottimamente realizzati. Solo Kenshiro, il protagonista, non si capisce di quale peccato sia colpevole. In alcune scene è anche guardabile ma, nel complesso, non solo non è paragonabile neanche lontanamente alla magnificenza raggiunta nell’anime storico, ma non riesce nemmeno ad “amalgamarsi” al resto dei personaggi che lo circondano.
Per quello che concerne la trama, possiamo dire che ci sono sia dei pro che dei contro. Da un lato, oltre alla sapiente mano di Horie, sul copione troviamo la rassicurante firma di Hiroshi Toda, già sceneggiatore di molti episodi dell’anime televisivo, ma dall’altro non sono pochi i momenti in cui si avverte una discreta mancanza di idee originali. Se nel primo dei 3 episodi si nota la volontà di approfondire l’ottima base fornita dal romanzo, cercando il giusto equilibrio tra quanto scritto da Buronson e quanto è invece necessario reinventare per una produzione animata, nei restanti due episodi si ha come un senso di “sì, questa cosa mettiamocela tanto per mettercela”. Un esempio sono i monaci di Hokumon: personaggi misteriosi nel romanzo, godono un po’ più delle luci della ribalta nel secondo OAV, dove se ne spiegano le origini e dove si parla della loro missione: proteggere un deposito di armi nucleari per evitare che queste possano finire in mani sbagliate. Sì, per giustificare la loro fama di assassini ci può stare, ma diciamoci la verità: chi mai, pur avendo a disposizione armi di tale potenza, riuscirebbe ad utilizzarle adeguatamente? In un’epoca in cui l’elettricità è un vero e proprio miraggio e l’unica tecnologia conosciuta sembra essere quella degli scassati mezzi di trasporto con cui ci si avventura nel deserto, possedere tali armi costituirebbe davvero una grossa minaccia? E cos’altro ci sarebbe da distruggere? Mah…
Altra nota dolente è la scena, presente nel terzo OAV, che vede Kenshiro imprigionato da Tobi. Già nel romanzo era poco credibile che Ken non riuscisse a liberarsi delle sbarre in meno di due secondi, ma alla fine ci si passava sopra, vuoi perché era un comprensibile espediente narrativo, vuoi perché comunque ce la faceva da solo. Qui, purtroppo, c’hanno messo il carico a coppe: non solo Ken non ce la fa, ma c’è bisogno dell’intervento di Sara e della sua misteriosa tecnica per riuscire nell’intento. Ma non era forse meglio ritardare il rientro di Kenshiro a Last Land in qualche altro modo? Al posto delle sbarre non ci si poteva mettere una parete spessissima? E, oltre tutto questo, era davvero necessario l’intervento di Sara? Altre domande senza risposta.

Potrei fare altri esempi del genere, ma volendomi concentrare sulle note positive, non posso esimermi dal riscontrare quanto certi passaggi abbiano tratto giovamento nel passare dalla carta all’animazione. Uno su tutti, il cambiamento di Tobi: elemento “nuovo” rispetto a quanto visto sia nel manga che nell’anime, quello del comprimario che si lascia corrompere dal potere è qui mostrato senza forzature e con una naturalezza interessanti. Il mutamento nel cuore di Tobi, che passa attraverso varie fasi, è sempre estremamente credibile e capace di scatenare riflessioni.

Per concludere, si potrebbe parlare di un altro aspetto: la brutalità delle scene. Forse nel tentativo di evocare i fasti del film animato del 1986, forse per aggiungere un altro elemento di rottura con il vecchio anime televisivo, fatto è che qui ci troviamo spesso di fronte a spettacoli raccapriccianti di viscere e cervella che schizzano fuori dai corpi esplosi dei poveri malcapitati che subiscono gli effetti dell’Hokuto. Aspetto ancora più strano se si pensa che gli stessi autori, Hara e Buronson, mal sopportano questo tipo di “pornografia” della violenza, cosa che in effetti porterà a correggere il tiro negli anni successivi con la pentalogia.

Che dire quindi? Beh… Shin Hokuto No Ken non sarà un capolavoro e avrebbe meritato più attenzione a livello di pianificazione generale, ma è un capitolo che si pone come capostipite della “rinascita” del mondo di Hokuto nel campo dell’animazione e come tale andrebbe rispettato. Per chi decide di assistervi senza stare di continuo a fare paragoni con il passato (ed è disposto a chiudere un occhio su certi passaggi), questo terzetto di OAV regala molte emozioni. Assolutamente da avere se siete dei fan di Hokuto No Ken.

EDIZIONE ITALIANA

Prodotta dalla gloriosa ma ormai defunta Shin Vision di Francesco di Sanzo e realizzata presso gli studi romani della Sefit-CDC, l’edizione italiana, intitolata Ken il guerriero – La trilogia, vanta un cast di voci di tutto rispetto (vedere le schede dei personaggi), cast abilmente diretto da Serena Verdirosi e Corrado Russo, con la supervisione artistica di Giorgio Bassanelli Bisbal. Il risultato è eccellente (tanto da essere stato premiato nel 2013 al Romics come miglior doppiaggio di un cartone animato) e ci regala dei momenti veramente epici. L’interpretazione dei personaggi è perfetta (De Ambrosis miglior Kenshiro di sempre) e ci sono frasi che rimangono scolpite nella mente, come la mitica “Nella volta celeste la stella che presagisce la tua morte ora sta brillando”, oppure “Non ho un nome da pronunciare a un vile”, giusto per citare due esempi. In più, cosa assolutamente da non sottovalutare, questa trilogia si presenta come il primo prodotto animato dell’universo di Hokuto ad aver goduto di tanto amore e rispetto, anche più di quanto è stato poi fatto con la pentalogia. Di seguito, un’illuminante intervista a Giorgio Bassanelli Bisbal sull’argomento e su tutto quello che c’era in ballo e che ancora oggi non è stato possibile realizzare.

Kenshiro contro Seiji – Duello finale

MAD MAX : Fury Road – Il trailer


Se siete fan di Ken il guerriero, non potete non conoscere la saga di Mad Max. E se conoscete Mad Max, dovreste già sapere da tempo che nel 2015 uscirà nei cinema Mad Max: Fury Road, un nuovissimo capitolo diretto sempre da George Miller, padre della serie. In alto potete vedere il trailer rilasciato in occasione dell’annuale Comic-Con di San Diego e sul quale credo che sia superfluo ogni commento: Lo spirito visionario alla base dei capitoli interpretati da Mel Gibson è ancora vivo! Miller è pronto a dipingere nuovamente l’immaginario postapocalittico che ha creato trent’anni fa!

Questa volta, nei panni di Max Rockatansky ci sarà Tom Hardy  (The Dark Knight Rises, Inception…) mentre, a fargli da spalla, la bellissima (oh, per me è sempre stata la donna più bella del mondo) Charlize Theron, che intepreterà la combattiva Furiosa. Il cattivissimo, questa volta si chiama Immortan Joe, dietro la cui evocativa maschera si nasconde Hugh Keays-Byrne, ovvero il Toecutter del primo capitolo della serie!

(Ringrazio Divina Scuola di Hokuto per la segnalazione)

Silent Manga Audition – Tutti i vincitori dell’edizione 2014


Rivelati finalmente i vincitori della seconda edizione internazionale del SILENT MANGA AUDITION indetto da Comic Zenon.  Moltissime le opere inviate anche quest’anno (da 65 paesi del mondo) e vagliate con attenzione dai maestri Tetsuo Hara, Tsukasa Hojo e Nobuhiko Horie.

Di seguito, l’elenco completo dei 26 vincitori.

PRIMO PREMIO (¥500,000)

SECONDO PREMIO (¥300,000)

TERZO PREMIO (¥100,000)

QUARTO PREMIO (¥30,000)

MENZIONE D’ONORE (¥10,000)

Presto verrà lanciato il tema per l’edizione 2015,
quindi restate sintonizzati!

Nel frattempo, gustatevi due trasposizioni live dei manga vincitori della precedente edizione

 

Riletture: JUBAKU NO MACHI, il romanzo di Ken il guerriero


KenilGuerriero

Nel 1996, a otto anni dalla conclusione del manga originale, Hara e Buronson tornano a narrare le gesta dell’uomo dalle sette cicatrici e lo fanno dando alle stampe un romanzo, un’ avventura inedita e autoconclusiva che si distacca quasi del tutto dagli eventi narrati in precedenza, inserendo il protagonista in un nuovo scenario, un’ambientazione in cui la disperazione e i forti sentimenti tornano di prepotenza nella vita dell’eroe e dove l’Hokuto ha ancora dei segreti da svelare.
Una storia che pesca a piene mani dall’immaginario costruito in passato dagli autori, andando anche ad approfondire delle tematiche già abbozzate nel manga, ma che si distingue per il taglio più maturo e riflessivo. Un piccolo gioiello in cui è possibile cogliere ancora meglio la capacità descrittiva di Buronson, grazie al quale riusciamo ad immaginare alla perfezione le scene anche senza il minimo ausilio visivo, arricchito dalle stupende illustrazioni di un Hara in piena forma.

TRAMA

Last Land è un luogo dominato dallo spietato Sanga, un uomo che ha letteralmente stregato la popolazione per mezzo di una divinità a cui egli stesso ha dato vita: Doha. Grazie ad un inganno ben orchestrato, Sanga è riuscito infatti a dare alla gente un’illusione in cui credere, qualcosa in cui riporre speranza e che gli ha garantito il dominio sui loro cuori, qualcosa di valore ben maggiore rispetto a quello che è possibile esercitare con la forza. Ed è per consolidare tale dominio che questi ordina di rapire Sara, donna capace di curare ogni male grazie al semplice tocco delle dita. Sanga è infatti convinto che grazie ai suoi poteri otterrà finalmente il dominio assoluto, ma sulla propria strada troverà invece Kenshiro che, accompagnato da Tobi, è giunto in quelle terre seguendo il richiamo di Hokuto, un richiamo che lo porterà infine a scontrarsi anche con Seiji, il misterioso figlio del dittatore, dotato a sua volta di una micidiale arte marziale: la tecnica di Hokumon!

PROTAGONISTI

kenshiroKenshiro (ケンシロウ)

Dopo aver combattuto sanguinose battaglie per riportare la luce in un mondo sprofondato nelle tenebre e nel caos, Kenshiro, l’ultimo successore della Divina Scuola di Hokuto, ha continuato a viaggiare nelle lande desolate sotto la guida delle sette stelle dell’Orsa Maggiore.
E saranno proprio le stelle a portarlo in un territorio sconosciuto, dove i malvagi prosperano ancora e dove il fato di Hokuto lo porterà a lottare di nuovo per donare speranza ai deboli e agli oppressi.
Vedi scheda di Kenshiro nel manga originale

tobiTobi (トビ)

Detto anche “l’informatore” (伝聞屋), Tobi sopravvive proprio grazie alla ricerca e allo scambio di informazioni, ed è per questo motivo che riconosce immediatamente sia Kenshiro che l’Hokuto Shinken non appena li vede in azione. Separato dal suo fratellino Bista durante la guerra nucleare, è convinto nonostante tutto che egli sia ancora vivo da qualche parte e non smette mai di cercarlo.

gythGyth (ギース)

Energumeno a capo di una banda di trenta uomini, Gyth non ama massacrare e derubare i villaggi, preferisce invece lasciarne in vita gli abitanti e dissanguarli giorno per giorno richiedendo il “pizzo” per la protezione dagli attacchi delle bande di altri territori. Dotato di un corpo possente, non si tira mai indietro di fronte ad un avversario e, in combattimento, utilizza du gigantesci artigli uncinati fissati ai polsi, con i quali è in grao di lacerare la carne e spezzare le ossa delle sue vittime.

SaraSara (サーラ)

Giovane donna dotata del miracoloso dono di guarire con il tocco delle mani, Sara si rivela essere l’ultima discendente di una famiglia presso cui si tramanda un’arte medica basata sull’utilizzo dei punti segreti di pressione dell’Hokuto Shinken. Di bell’aspetto, nasconde una grande forza di volontà, tale da colpire fin da subito lo stesso Kenshiro al loro primo incontro.

bistaBista (ビスタ)

Fratello perduto di Tobi, si muoveva tra le macerie della guerra nucleare vestito solo di stracci quando Sanga lo ha trovato. Muto e privo di memoria, per ricevere un po’ di cibo dalle persone, il ragazzino faceva piccoli giochi di prestigio e non poté non attirare l’attenzione di un uomo calcolatore come Sanga, che si servì di questa sua abilità per creare una divinità, Doha, che fosse in grado di rapire il cuore della gente di Last Land con finti miracoli, facendogli ottenere il dominio incontrastato sul popolo.

sangaSanga (サンガ)

Anziano e potente guerriero, Sanga è il reggente di Last Land, una città fortificata in continua espansione che cresce grazie all’affluenza delle persone attirate dai miracoli di Doha, la divinità fantoccio che egli stesso ha creato. Tanto il suo modo di vivere che quello di combattere rispecchiano l’animo di un lupo, un vecchio capobranco che ha sempre lottato all’ultimo sangue per ottenere e mantenere la propria posizione e che non è disposto a farsi da parte di fronte a nessuno.

seijiSeiji (セイジ)

Figlio di Sanga, dal quale è stato abbandonato all’età di soli dieci anni, scaraventato in un burrone, Seiji è stato costretto a lottare per sopravvivere sin da allora. Accolto nel Tempio dei monaci di Hokumon, ha appreso in soli due anni ogni segreto della loro micidiale arte marziale e ha deciso di tornare a Last Land in cerca di vendetta, infrangendo la ferrea legge che proibisce di portare tale arte al di fuori delle mura del Tempio stesso.

ren e shimaRen (レン) e Shima (シマ)

Monaci inviati dal Tempio di Hokumon per inseguire ed eliminare Seiji, si imbattono in Kenshiro e combattono contro di lui pensando che si tratti dell’uomo che stanno cercando. Durante il breve duello con il protagonista, rivelano di riuscire a lottare sincronizzando i loro movimenti alla perfezione, come se fossero un’unica persona.

TECNICHE SEGRETE

Hokumon No Ken – 北門の拳
(Tecnica del Portale del Nord)

Si tratta dell’Hokuto Shinken praticato in seno alla setta monastica del Tempio di Hokumon ed utilizzato solo come strumento per elevare il proprio livello di coscienza e raggiungere l’Illuminazione. Nel racconto non sono chiari i dettagli di questa derivazione dalla corrente originaria, si può solo supporre, come fa lo stesso Kenshiro riguardo ai punti di pressione utilizzati da Sara, che uno dei pretendenti alla successione nell’Hokuto Shinken sia stato scartato perdendo la possibilità di poter praticare la tecnica ma ne abbia conservato la conoscenza, applicandola in altri campi. Prova di questo è il fatto, spiegato sempre nel racconto, che a tutti i monaci viene severamente proibito di praticare l’Hokuto Shinken al di fuori del Tempio, specificando che solo al suo legittimo successore è permesso utilizzarlo.
I monaci di Hokumon sono riconoscibili dalle loro tuniche nere, accompagnate da un tatuaggio blu sulla fronte ed il marchio delle sette stelle di Hokuto inciso sul palmo della mano.
hokumon

Ōchū – 王柱

Un punto segreto di pressione collegato strettamente con la posizione eretta e con l’atto di camminare. Basta colpirlo con forza per spezzare a metà la schiena di un avversario ma, dosando con precisione l’energia utilizzata per stimolarlo, è in grado di rivitalizzare un muscolo che si stava atrofizzando.

Aketsushū – 亜血愁

Punto segreto localizzato sotto il collo, nell’incavo della clavicola. Per attivarne gli effetti e quindi fermare un’emorragia è necessario, mentre lo si tiene premuto, andare a stimolare anche un punto segreto nelle vicinanze della ferita.

Nishi Mukū Ha – 二指無空把
(Presa del Vuoto fra Due Dita)

Si tratta del nome con il quale i monaci di Hokumon conoscono e praticano la tecnica Nishi Shinku Ha dell’Hokuto Shinken.

Tsuishin – 椎神

Due punti segreti posti sui fianchi. Se attivati, irrigidiscono i muscoli della vittima, impedendone i movimenti fino al punto da creare difficoltà deambulatorie.

Heiketsushū – 閉血愁

Localizzato sul torace, è un punto segreto che fa fermare il cuore lentamente, senza dolore.

CONSIDERAZIONI

Come già accennato in apertura, in questo romanzo è possibile cogliere maggiormente la bravura di Buronson nel descrivere personaggi, pensieri e situazioni. Ogni singola pagina del racconto riesce ad evocare alla perfezione ciò che sta accadendo come se stessimo vedendo un film o un episodio dell’anime televisivo. Niente è lasciato al caso. Anche gli anonimi personaggi di contorno, a dispetto del ruolo estremamente marginale rivestito nella vicenda, diventano degli strumenti che l’autore usa con maestria per calarci meglio nell’atmosfera.
Ci sono poi degli elementi che erano stati col tempo messi in secondo piano nell’opera originale e che riaffiorano di prepotenza nel romanzo, in particolare l’ambientazione postatomica. Sembra di tornare ai primissimi episodi della serie, quando lo scenario disastrato e crudele faceva almeno l’80% del lavoro. Solo che stavolta la rappresentazione di tale condizione non è affidata alla sapiente mano di Hara, bensì alla prosa dello stesso Buronson, che ci regala una visione ancora più oscura e penetrante di quel mondo distrutto dalla guerra nucleare.
Torna poi una tematica, evidentemente cara all’autore, che già era stata affrontata nel manga in almeno due occasioni: il fanatismo. Elemento che qui assume un ruolo centrale in tutta la vicenda e nel significato generale del racconto e sul quale vale la pena spendere più di qualche parola. Perché se è vero che ad un primo impatto, è facile vedere una specie di denuncia alle religioni, bisogna un attimo guardare la storia nel complesso per capire che la denuncia è più profonda e meno scontata di quanto si pensi. Se infatti ci fermiamo a riflettere su Kenshiro e su quanto viene detto di lui nella storia, capiamo che Buronson pone una netta distinzione tra il suo operato, che è l’esperessione ultima delle divinità del Cielo, e quella di Sanga, che è una mera mistificazione, la creazione di un falso mito. Quindi non la solita, superficiale, trita e ritrita condanna alla fede che tanto è di moda oggi, ma uno spunto su cui riflettere parecchio, perché di falsi miti ne nascono ogni giorno e, a molti di essi, diventiamo devoti senza nemmeno rendercene conto. Buronson, uomo nato e cresciuto nella semplicità di un ambiente rurale, incoraggia a scrutare oltre l’apparenza, a non farci asservire da chi utilizza l’immagine per ingannarci, a guardare i fatti più che le parole.
E se era un messaggio attuale nel ’96, quando il romanzo è stato pubblicato, lo è forse ancor di più oggi, che siamo letteralmente “vittime” di un bombardamento mediatico senza precedenti, volto a condizionarci in ogni cosa, che sia la semplice scelta del migliore snack per la merenda fino a chi spetta il diritto di decidere della vita e della morte altrui. In tutto questo, tanto “panem et circenses” per distrarci e farci abbassare ulteriormente la guardia, permettendo ancor di più a certe idee di attecchire nella nostra mente. Perché, come dice Sanga:

“La vera obbedienza si può ottenere solo
quando possiedi lo spirito di qualcuno!”

Passando al lavoro svolto dal maestro Hara, stavolta limitato a delle illustrazioni e a pochissime pagine in stile manga, c’è da dire che il livello è eccelso. Tutto ciò che vediamo fra le pagine del libro è una gioia per gli occhi, a cominciare da Kenshiro stesso, qui rappresentato in maniera spettacolare. E’ tutto così perfetto che non si può fare a meno di desiderare che di illustrazioni ce ne siano almeno il doppio o il triplo, ma stavolta la parte del leone l’ha fatta Buronson, quindi bisogna accontentarsi.

GALLERY

EDIZIONE ITALIANA

Quest’opera è stata pubblicata in Italia dalla Kappa Edizioni nel 1999, con il titolo “Romanzo – Ken il Guerriero” all’interno della collana Mangazine. All’epoca, fu il primo romanzo ispirato ad un manga di successo ad essere pubblicato nel nostro paese (seguito a ruota dai romanzi di City Hunter e altri) e, considerato tutto, il risultato non fu poi malvagio. Si sarebbe forse potuto fare di più, ad esempio riprodurre fedelmente le tavole in bicromia piuttosto che in bianco e nero, includere delle interviste o delle biografie complete degli autori ma, sicuramente, una cosa sola sarebbe bastata: maggior cura nelle traduzioni e nell’adattamento.
Benché sia leggibile, il testo presenta a volte delle ingnuità grammaticali evidenti, segno che non è stata riservata la giusta attenzione al progetto. Ad ogni modo, se riuscite a trovarlo, acquistatelo, se siete fan di Ken non ve ne pentirete affatto.