S.O.S. Ryuken – L’Hokuto per le famiglie


Salve a tutti.
Come i più attenti si saranno accorti, questo articolo non è firmato da Squalo, ma da me, il maestro Ryuken. Ho infatti deciso di dispensare la mia saggezza su questo blog ma, prima di entrare nel dettaglio, ecco una mia brevissima presentazione…


maestro ryukenNome anagrafico: Ramon Kasumi
Nome d’arte: Ryuken
Sesso: MASCHIO 100%
Anno di nascita: Non sono affari vostri
Professione: 63° maestro successore di Hokuto

La mia missione

Riscrivere le regole della pedagogia a suon di calci in bocca. Insegnare che ogni bambino è come un piccolo blocco di creta da modellare con colpi precisi, diretti preferibilmente nei punti più sensibili. Permettere al mondo di riscoprire la tortura come strumento educativo.


 Passiamo ora al vero motivo della mia presenza qui…

Anche se può sembrare poco sensibile da parte mia, è chiaro che il pubblico appassionato di Hokuto No Ken ormai c’ha un’età. Quale età? Quella in cui in genere ci si crea una famiglia. Con dei figli. Sì, dei giovani guerrieri da crescere ed educare cercando di trasmettergli quei valori che via via si stanno perdendo. Valori come l’amicizia, la libertà di pensiero, le partite di pallone su campi chilometrici, lo sbucciarsi le ginocchia sul cemento armato, eccetera, eccetera…

E chi meglio di me potrebbe aiutarvi in questo percorso? Quel perfettino di Ogai? Beh, sì, se il vostro desiderio è quello di finire ammazzati dai vostri stessi pargoli sì, potete affidarvi ai suoi metodi. Se invece volete vincere la lotta e sopravvivere, non avete altro da fare che ascoltare me!

Per darvi una dimostrazione pratica, ho selezionato alcune richieste d’aiuto molto significative a cui darò risposta applicando 1800 anni di sapienza Hokuto. Buona lettura.


madre disperataTocca tutto

Non ce la faccio più!! Mio figlio è iperattivo, non riesce a stare fermo 2 secondi e soprattutto DEVE METTERE LE MANI SU OGNI COSA CHE VEDE!! Che si tratti del mio smartphone, dei fornelli, della candeggina, dei soprammobili… ormai più nulla è al sicuro dentro casa. Quando poi lo porto con me a fare spesa non ne parliamo!! Come posso risolvere? (Madre Disperata)


answerCara Madre Disperata, i maschietti sono di sovente molto più propensi a questo tipo di conportamento rispetto alle femminucce, quindi non disperi, non è un problema che riguarda soltanto lei, ma tantissimi altri genitori. Non è infatti la prima volta che mi viene chiesto come risolvere il problema. Ebbene, forse lei ricorda ancora quando i suoi genitori, spazientiti, le dicevano “Guarda che ti spezzo le manine”. Ecco, il metodo Hokuto prevede di spezzarle veramente.

Abbiamo una buona selezione di tecniche adatte allo scopo, ma oggi mi limiterò ad illustrare quella più nota ed utilizzata, chiamata “Goshi Retsu Dan”:

goshi

Come può vedere l’effetto è garantito ed immediato. Con la Goshi Retsu Dan la sua casa sarà al sicuro e potrà anche andare a far la spesa con più serenità.


signora morelQuando una ragazzata può finire in tragedia

Mio figlio Lucien, a causa di un litigio, ha provocato la caduta di un bambino più piccolo da un precipizio. Fortunatamente il bambino non è morto, pare però che dovrà camminare con le stampelle per il resto della vita. Ora mio figlio è distrutto dal dolore e la nostra piccola comunità lo guarda con disprezzo. Come posso aiutarlo ad uscire da questo tunnel? Riuscirà mai a riprendersi? (Signora Morel)


answerSignora mia, lei non si rende conto del bene che Lucien ha fatto a quel bambino. Il dirupo, la scarpata, il crepaccio e qualsiasi altra forma di brusco dislivello del terreno sono da sempre il punto cardine del mio metodo educativo. “Se scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te”, diceva Nietzsche. E allora io dico “Se ti spingo nell’abisso facciamo prima”, così che quel baratro fisico diventa un baratro anche metaforico da cui il giovane virgulto potrà risalire fortificato nello spirito.

baratro

Quindi, signora mia, stia serena lei ma soprattutto tranquillizzi suo figlio. Anzi, con queste premesse potrebbe farlo iscrivere ai miei corsi, mi sembra piuttosto promettente.


dana barretEventi paranormali

Il mio problema non è facile da spiegare. Oscar, il mio bambino, da un po’ di tempo è al centro di strani eventi. L’altro giorno la sua carrozzina si è messa a correre da sola in mezzo al traffico, mentre ieri la vasca da bagno ha cercato di afferrarlo. Alcuni anni fa sono stata posseduta da un’entità chiamata “Guardia di Porta”, potrebbe esserci una connessione?
(Dana Barret)


answerSignora, con questo curriculum poteva scrivere alla redazione di Mistero, magari si faceva due soldi. Comunque, tornando al problema che mi sottopone credo che, a meno di un uso spropositato di allucinogeni, lei si trovi di fronte ad un vero caso di possessione.
Ma è fortunata, la scuola di Hokuto è preparata ad ogni evenienza!
In casi come questi è infatti previsto l’utilizzo dell’Hokuto Senki Raidan:

Come vede, la capacità esorcizzante di questa tecnica di “scozzettamento acrobatico” è di tutto rispetto. Magari il pargolo sentirà un po’ di dolore al momento e gli resterà una sensazione di bruciore dietro la nuca per diversi giorni, ma le garantisco che ogni suo problema ultraterreno sarà risolto per sempre.


re randorAnimali da compagnia

Vorrei tanto regalare a mio figlio un animale da compagnia, ma sono fortemente indeciso su quale sia meglio. La verità è che nutro alcuni dubbi sul suo orientamento sessuale da quando ha iniziato a vestirsi di rosa, violetto e lilla. Forse sono stato un padre assente, non lo so, ma ora voglio recuperare. Insomma, cosa mi consiglia? Non vorrei aggravare la situazione con qualcosa di poco virile… (Re Randor di Eternia)


answerHo io la soluzione al suo problema!
Una tigre!
GLI REGALI UN FOTTUTA TIGRE!!
⇓⇓⇓

animali da compagnia


anonimoLei è un ciarlatano

Lei è una persona vomitevole come sono vomitevoli tutti quelli che le danno ascolto. Dove sono le sue qualifiche? Chi le ha dato il diritto di sentenziare sulle scelte educative degli altri? Perché non racconta la verità? Perché non dice che i suoi metodi non sono per niente infallibili come vuole dare ad intendere e che chi non si sottomette viene cacciato via? La gente deve sapere!! (Anonimo)


answerGuarda che ti ho riconosciuto Kim.
Suca!


signora buttmanGrazie, “divina provvidenza”

Sono disperata! Ho due figli naturali che litigano di continuo per colpa di una sgualdrinella / figlia di un ergastolano che – accidenti a quel giorno maledetto – mio marito ha adottato in nome della “divina provvidenza” tanti anni fa. Lui stesso c’ha rimesso la pelle per salvarla, lasciandomi vedova, e ora mi tocca vedere il resto della famiglia che va letteralmente in pezzi. Cosa posso fare? (Mary Buttman)


answerCara signora, il quadro che lei propone è per me pane quotidiano. Conosco quindi alla perfezione tutte le problematiche legate alle adozioni e alle lotte all’ultimo sangue per via di qualche bella figliola. Finché sono piccoli è tutto ok, ma quando l’ormone inizia a dettar legge… altro che “divina provvidenza”! Lei comunque non deve scoraggiarsi, deve solo lasciare che la questione venga lavata nel sangue. I miei figli adottivi litigavano sempre e, quando non lo facevano, li incoraggiavo io.

bersagli

Come può vedere chiaramente dalla foto, gli disegnavo pure i bersagli sul corpo in modo che fosse più facile raggiungere i reciproci punti vitali. Perché vede, Confucio era solito dire “colpirne uno per educarne cento”, ma io sono di tutt’altro avviso, ovvero “colpirne uno… per fargli male!”


Bene, direi che come prima dimostrazione è sufficiente. Avete visto alcuni dei fondamenti del mio metodo pedagogico. Se volete, potete porre le vostre domande direttamente nei commenti, saranno selezionate per avere una risposta in futuro. Nel frattempo, ricordate sempre che è la tristezza che dona la vera forza e per raggiungere la vera tristezza ci vogliono le mazzate!

Anime al Cinema – Le Notti dei Super Robot


Continua l’iniziativa di Yamato Video e Koch Media per riportare al cinema la grande animazione in versione restaurata. Dopo il successo di Capitan Harlock – L’Arcadia della mia giovinezza, che nella serata evento dello scorso 15 ottobre ha portato a casa un ottimo secondo posto al botteghino (subito dopo “The Equalizer – Il Vendicatore” con Denzel Washington), stavolta tocca ai mitici robottoni partoriti dalla mente di Go Nagai in due elettrizzanti maratone all’insegna di Magli Perforanti, Raggi Gamma e Alabarde Spaziali!


 

Lunedì 24 Novembre

Mazinger_Z_tai_Devilman_(1973)Mazinga Z VS. Devilman
(マジンガーZ対デビルマン)

Anno: 1973
Durata: 43 minuti

Regia
Tomoharu Katsumata
Animazioni
Kazuo Komatsubara

Il Dottor Inferno, grazie alla propria tecnologia, riesce ad asservire i demoni che giacevano ibernati fra i ghiacciai eterni dell’Himalaya e li utilizza per conquistare del mondo. Non ha però fatto i conti con la potenza combinata di Mazinga Z e Devilman, che faranno fronte comune per sventare i piani del folle scienziato!

mazinga z vs generale neroMazinga Z VS. il Generale Nero
(マジンガーZ対暗黒大将軍)

Anno: 1974
Durata: 43 minuti

Regia
Nobutaka Nishizawa
Animazioni
Kazuo Komatsubara

Quando il Generale Nero attacca la Terra con i suoi potenti mostri guerrieri, anche Mazinga Z sembra dover soccombere di fronte al nuovo nemico, ma in soccorso giunge il Grande Mazinga!

great mazinger vs. getter robotIl Grande Mazinga VS. Getter Robot
(グレートマジンガー対ゲッターロボ)

Anno: 1975
Durata: 30 minuti

Regia
Masayuki Akehi
Animazioni
Kazuo Komatsubara

L’accesa rivalità tra Tetsuya. pilota del Grande Mazinga e Ryo, Hayato e Musashi, piloti del Getter Robot, rischia di mettere a repentaglio la salvezza della Terra quando un potente e misterioso mostro alieno farà la sua comparsa. I due team dovranno imparare a collaborare se vogliono sconfiggere questa nuova minaccia!


Martedì 2 Dicembre

Il Grande Mazinga VS. Getter Robot G
– Violento scontro nei cieli -
(グレートマジンガー対ゲッターロボG
空中大激突)

Anno: 1975
Durata: 24 minuti

Regia
Masayuki Akehi
Animazioni
Kazuo Komatsubara

Tetsuya e il  team di piloti del Getter Robot, di nuovo alleati contro un nemico comune in una battaglia senza esclusione di colpi per la salvezza della Terra e per vendicare un amico morto sul campo.

ufo robot gattaigerUFO Robot Gattaiger
– La grande battaglia dei dischi volanti -
(宇宙円盤大戦争)

Anno: 1975
Durata: 30 minuti

Regia
Yugo Serikawa
Animazioni
Akira Sakano

Per la prima volta in Italia il film che ha dato origine all’anime televisivo di Goldrake!

imagesUFO Robot Goldrake VS. il Grande Mazinga
(UFO ロボ グレンダイザー
対グレートマジンガー)

Anno: 1976
Durata: 25 minuti

Regia
Osamu Kasai
Animazioni
Kazuo Komatsubara

Dopo diversi tentativi falliti di distruggere Goldrake, Re Vega invia sulla Terra il comandante Barendos che, catturato Koji Kabuto, riesce a mettere le mani sul Grande Mazinga! Lo scontro tra i due potenti Super Robot è inevitabile!

Goldrake, Getter Robot G
e Grande Mazinga
nella battaglia contro il Dragosauro
(グレンダイザー ゲッターロボG
グレートマジンガー決戦!大海獣)

Anno: 1976
Durata: 31 minuti

Regia
Masayuki Akehi
Animazioni
Tatsuji Kino

Goldrake, Great Mazinger e Getter Robot G , i più potenti robot dell’universo Nagaiano, uniti per fronteggiare l’attacco di un gigantesco mostro marino che, dopo aver divorato ingenti quantità di petrolio in giro per il pianeta, si dirige ora verso il Giappone. Uno scontro epocale che chiude in bellezza questa grande maratona robotica!


Ora io non so voi come state combinati, ma sono tornato bambino già solo a leggerne i titoli, quindi non aspetto altro che poterli vedere al cinema! Se state messi come me, consiglio di non prendere impegni per il 24 novembre e il 2 dicembre. E ricordatevi che se il datore di lavoro vi ostacola, c’è la concreta possibilità che appartenga alla flotta di Vega…

Qui sotto, i link da tenere d’occhio per ulteriori aggiornamenti ;)

Ken il guerriero GCC – 3 nuove serie a Lucca Comics & Games


logo

In concomitanza con Lucca Comics & Games 2014, la Envisage lancerà 3 nuove serie per il gioco di carte collezionabili di Ken il guerriero. Andiamo a vedere nel dettaglio di cosa si tratta:

vendettaVENDETTA

(15 carte del Ciclo Solitario, protagonista Rey)

Un instancabile e indomito Maestro solitario che senza sosta vaga per le terre desolate, nulla è in grado di ostacolarlo o rallentarlo sul suo cammino perché il suo unico scopo è la vendetta.

dominioDOMINIO

(15 carte del Ciclo di Cassandra, protagonisti Raoul, Wiggle, Laiga e Fuga)

I lamenti di Cassandra paralizzano anche i più forti, i segreti custoditi nelle sue prigioni hanno reso Raoul, signore di cassandra, invincibile. Ma potrebbe anche non essere Raoul… il futuro Signore di Cassandra.

diabolicaDIABOLICA

(23 carte del Ciclo del Tradimento, protagonisti Yuda, Tiger e Jagger)

Se la malvagità avesse forma sicuramente sceglierebbe quella di Yuda, Jagger e Tiger. I loro destini si intrecciano per tracciare una trama diabolica alla quale nessuno potrà sottrarsi.

 

KEN POINT a LUCCA

Presso il Padiglione Carducci, sarà adibito uno stand dedicato (E29) per tutta la durata della fiera. Gli autori del gioco saranno comunque presenti nella sola giornata di giovedì 30.

Per tutti gli aggiornamenti siete invitati a seguire il gruppo facebook ufficiale.

Platinum Games: “Amiamo tutti Hokuto No Ken!”


PlatinumGames

Alcuni penseranno che in realtà stiamo scoprendo l’acqua calda, comunque l’argomento  mi è sembrata simpatico e ho deciso di parlarne lo stesso. Oggi diamo quindi uno sguardo a quello che dice Hideki Kamiya, autore di Devil May Cry, Resident Evil 2, Viewtiful Joe, Okami e, attualmente, co-fondatore della Platinum Games assieme ad altri mostri sacri come Shinji Mikami (God Hand, Killer7…) e Atsushi Inaba (Samurai Shodown, Phoenix Wright, Mad World…).

Immagine1

Su twitter, alla domanda “Perché c’è un attacco “Hyakuretsu” in molti dei titoli Clover / Platinum Games? Citazione di Hokuto No Ken?”, Kamiya risponde infatti candidamente: Amiamo tutti Hokuto No Ken!

Ma Kamiya non si ferma di certo qui. Da vero appassionato della serie, non si trattiene quando c’è da parlarne. Per esempio, per lui (come per molti di noi, aggiungerei) Hokuto No Ken finisce con la morte di Raoh.

Punto.

Infine, la domanda che tutti adesso vi state facendo gli è già stata posta…

… e la risposta non poteva essere più evasiva…

A dirla tutta, dopo la cocente delusione di Fist of the North Star Ken’s Rage 2, che Koei ci presentò come il titolo definitivo sul mondo di Hokuto ma che si rivelò infine un costosissimo sedativo capace di farmi calare la palpebra già nei primissimi minuti di gioco, a me non dispiacerebbe affatto se i vertici di Platinum Games decidessero finalmente di acquisire la licenza per sviluppare almeno un titolo dedicato a Kenshiro e compagni. E a voi?

(Ringrazio nostalgicshakedown per la segnalazione)

Luigi Bernardi, il pioniere dei manga


luigi bernardi

Un anno fa, il 16 ottobre 2013, si spegneva, dopo una lunga malattia, il grande Luigi Bernardi.

In molti lo ricordano come scrittore, intellettuale, saggista, traduttore, drammaturgo e, soprattutto, editore. Difatti, noi appassionati delle produzioni made in Japan abbiamo un grandissimo debito di riconoscenza verso quest’uomo: E’ stato lui, con la sua mitica Granata Press nei primi anni ’90, il pioniere dell’invasione dei manga nella nostra penisola.

Quelli che mi conoscono bene sanno che non l’ho mai fatto. Forse giusto qualche commento, ma non mi sono mai sentito di dover dedicare un lungo post alla memoria di una persona scomparsa. Per tanti motivi, molti dei quali saranno ovvi a chi, come me, ha sempre avuto una forma di profondo rispetto verso tali circostanze. Quel tipo di rispetto che ti porta a non sapere cosa dire, perché temi che ogni cosa che dirai, per quante siano buone le intenzioni, apparirà banale e scontata.
E in effetti, sempre per lo stesso motivo, questo post era rimasto nel cassetto fin dall’anno scorso. L’avevo scritto, pensando e ripensando, chiedendomi se fosse opportuno o meno, ma nel frattempo son passati i giorni. Giorni che poi sono diventati mesi. Allora ho deciso di attendere. E mentre attendevo di pubblicarlo, ad un anno dalla sua morte, mi sono convinto infine che sì, a Luigi glie lo dovevo in fondo in fondo. Perché anche se non ho mai avuto l’onore di conoscerlo personalmente, le sue qualità trasparivano attraverso il suo lavoro e attraverso quegli editoriali che aprivano ogni numero di Mangazine, la mia preferita tra le riviste ammiraglie di Granata Press.
Perché, giusto per citare un esempio a caso preso dal numero 21, dove lo trovate un editore, oggi, che invece di accampare scuse e fare il solito scaricabarile sui giapponesi, vi scrive “… non siamo ancora riusciti ad organizzare un settore video credibile…” ? Così, diretto proprio. E il problema non riguardava la qualità del prodotto, comunque altissima per l’epoca, bensì il livello organizzativo dei tempi di realizzazione. E in chiusura, chiedeva non solo scusa ai fan, ma diceva: “… speriamo che sia l’ultima volta che dobbiamo approfittare della vostra pazienza.”
Tanto di cappello. Ma veramente. E non mi metto a fare altri paragoni, perché tanti, troppi editori odierni ne uscirebbero con le ossa rotte.

Il punto è che Bernardi, con Granata Press, ci ha cresciuti un po’ tutti. Quanti, partendo dai semplici fan, passando per i blogger fino ad arrivare agli addetti ai lavori di oggi, sono partiti da lì? La giusta terminologia, i redazionali, gli approfondimenti… tante cose che ci hanno aiutato a scoprire e comprendere meglio quello che andavamo a leggere. Non mi sono mai fatto problemi a dire che quelle pubblicazioni restano il mio punto di riferimento per quello che riguarda il modo di presentare gli argomenti di cui parlo nel sito. Non posso quindi dimenticare chi, anche inconsapevolmente, mi ha aiutato a crescere. Mai come in questo caso però, le immagini possono evocare ricordi che valgono più di mille parole. Ecco  quindi un piccolo ma significativo assaggio di quegli anni…

La Granata Press nei ricordi Luigi Bernardi

luigi bernardi 2“Lavoravo ancora alla Glénat Italia quando mi capitò tra le mani il primo manga da giudicare in chiave professionale. Si trattava del primo numero pubblicato negli Stati Uniti dalla Marvel del serial Akira, di Katsuhiro Otomo. All’editore francese, che aveva filiali in Spagna e in Italia, era stato offerto di tradurlo in Europa, nelle tre lingue. Io dirigevo la filiale italiana e diedi immediato parere positivo: il prodotto era bello, e poi pensavo che la nuova generazione di lettori di fumetti, quella cresciuta abbuffandosi di serial televisivi giapponesi, doveva essere pronta a recepire i manga. Due anni dopo, quando si cominciò a ipotizzare Granata Press, quel pensiero mi tornò alla mente. La costituenda casa editrice avrebbe fatto della pubblicazione di manga una delle proprie strategie. Il progetto di pubblicare i manga si sviluppò in due linee editoriali, contigue eppure sostanzialmente differenziate.  Entrambe avevano come battistrada una rivista antologica che presentava anche articoli, approfondimenti, notiziari e colloqui con i lettori. Zero fu la staffetta della linea Z, dedicata alle proposte di taglio fantascientifico, aggressivo e ipertecnologico. Mangazine, invece, insieme a tutta la linea Manga, offriva una visione più ampia della produzione giapponese, anche in chiave storica. L’idea e la realizzazione risultarono complementari, ed entrambe vincenti. Zero è stata la prima rivista di fumetti giapponesi pubblicata in occidente. Nelle sue pagine si sono alternati serial di indubbio impatto come Ken il guerriero e Patlabor, che in seguito si sono guadagnati testate autonome. Zero è inoltre stata la prima pubblicazione europea a pubblicare opere di Masamune Shirow e di Kia Asamiya, due mangaka destinati a un successo planetario. Qualche mese dopo uscì il primo numero di Mangazine, che prese lo stesso nome di una fanzine prodotta da quattro appassionati (Andrea Baricordi, Massimiliano De Giovanni, Andrea Pietroni e Barbara Rossi) che nel frattempo erano entrati nello staff della casa editrice.
Mangazine si caratterizzò per i servizi redazionali che offrivano una panoramica completa dell’attualità del fumetto giapponese, oltre a recuperare storicamente autori e serial del passato. Anche i manga pubblicati sulla rivista avevano un taglio meno specifico di quelli di Zero, su tutti il divertentissimo Lamù di Rumiko Takahashi.
In Granata valeva il principio di soddisfare ogni curiosità. Se i fumetti giapponesi “tiravano”, ecco che l’idea di pubblicare videocassette con i disegni animati degli stessi personaggi diventava un progetto da realizzare. Nessuno di noi, aldilà della duplicazione domestica, sapeva come si realizzassero delle videocassette. Imparammo in fretta. L’ufficio si riempì di enormi “cartuccioni” Ampex. Stabilimmo rapporti con la Siae, che cambiava regolamento ogni volta che andavamo a ritirare i bollini. Cominciammo a frequentare festival specializzati, a Milano e a Cannes, ogni volta acquistavamo diritti importanti. Ci affidammo a distributori “forti”, la Ricordi prima, la Bmg dopo, finimmo in un gioco di multinazionali che non poteva non stritolarci…”

(altri ricordi sull’intera produzione Granata Press li potete trovare cliccando qui)

Non solo manga

Come già accennato, Granata Press non era soltanto sinonimo di manga. Ben presto il suo catalogo iniziò a comprendere serie e film d’animazione di grosso calibro: Ken il guerriero, I Cavalieri dello Zodiaco, Maison Ikkoku, Ranma 1/2, Devilman, Giant Robot, Alita, Il vento dell’amnesia… sono solo alcuni dei titoli pubblicati in videocassetta dall’editore, che anche in questo caso è riuscito ad equilibrare nomi di richiamo a produzioni del tutto inedite ma di grande qualità.

Foto scattate da Francesco Di Sanzo con alcune delle produzioni realizzate in Granata Press

Dicono di lui…

Luigi Bernardi viene ricordato da tutti per la sua onestà e la sua lungimiranza, oltre che per la grande cultura. Inizialmente, tra i vari dubbi ricorrenti nello stendere l’articolo, vi era quello di sentirmi un po’ ipocrita a parlare di una persona che non avevo mai incontrato. Mi è sembrato giusto, quindi, andare a raccogliere  i pensieri di chi l’ha conosciuto da vicino, in modo da dare risalto alla persona vera e propria, oltre che al professionista.


“Chi non bazzica il mondo dell’editoria forse non sa chi è (anzi, chi era), mentre la maggior parte di quelli che lo bazzicano (specie il mondo del fumetto) probabilmente non lo ha mai capito. Potrei raccontare milioni di aneddoti personali su Luigi. Ne accenno brevemente solo due. Mi chiese di collaborare alle sue riviste in una lontana Lucca, dopo aver letto un mio articolo in cui lo criticavo duramente. Un esempio di intelligenza mai più riscontrato in altri addetti ai lavori.
Quando la Granata Press stava chiudendo, e lui era rimasto solo in un magazzino con i resi, non avevo il coraggio di chiedergli gli ultimi soldi che mi doveva per alcuni articoli, ma Luigi staccò un assegno e me lo porse dicendo “sono gli ultimi”. È stato un grande editore, ma, almeno per quel che mi riguarda, anche una grande persona, nei confronti della quale ho un gigantesco debito di riconoscenza. Un debito che, purtroppo, non potrò mai saldare.”

Davide Castellazzi


“Come rendere omaggio a Luigi Bernardi? Si puo’ dire che sia l’unico nel mondo dei fumetti ad averla sempre vista giusta su tutto… Per questo lo ricorderò sempre.”

Andrea Pietroni


“Nel ricordare Luigi, ritrovo tantissime emozioni diverse… È stato una figura per me fondamentale dal punto di vista professionale, perché con la burbera benevolenza con cui aveva accolto noi ‘kaotici’ nella famiglia Granata, ha guidato la nostra maturazione da fanzinari a ‘veri’ editori e redattori. Ma anche umanamente, con quel suo misto di utopia e cinismo, scontrosità e simpatia, allegrie e tristezze, è stato un uomo come pochi. Luigi ha dato tanto al mondo dell’ editoria italiana, non solo per quello che ha realizzato, ma per l’eredità che ha lasciato nel cuore e nella professionalità dei tanti che ha accolto in quelle stanze di Corso Marconi.”

Roberto Di Meglio


Devo dire c’è stato anche chi non si è sentito di lasciare un suo pensiero pubblico, ma non perché non avesse niente da dire, anzi, nella chiacchierata che abbiamo avuto in privato ne sono emerse di cose positive. Come dicevo in apertura, per quanto siano buone le intenzioni, non sempre riusciamo ad esprimere a parole quello che abbiamo dentro. Ringrazio comunque questa persona per essersi aperta ed avermi ulteriormente confermato il valore di Luigi Bernardi come essere umano. :)

Ken il guerriero – Trent’anni sotto il segno dell’Orsa Maggiore


01

11 Ottobre 1984.
Sono le sette di sera di un tranquillo giovedì quando, sull’emittente nipponica Fuji Television, appare un’enigmatica scritta bianca su sfondo nero: “199X”

Una seria voce narrante la legge  e quello che accade dopo è ormai leggenda. Un fungo atomico si allarga fino a mostrarsi in tutta la sua terribile potenza, rivelando uno scenario di morte e distruzione in cui sono riconoscibili le vestigia simbolo di un mondo, il nostro, che in quegli anni sembrava davvero dover finire così da un momento all’altro. Nel frattempo la stessa voce (per inciso quella di Banjou Ginga, che diverrà in seguito doppiatore di Souther) accompagna quelle immagini descrivendo sinteticamente quanto accaduto: Il pianeta è stato inghiottito dalle fiamme nucleari e trasformato in un unico gigantesco deserto…

“Tuttavia, la razza umana era sopravvissuta!”

Stacchetto, titolo – Hokuto No Ken – Seikimatsu Kyuseishu Densetsu – , sigla adrenalinica e via, gli spettatori si ritrovano catapultati in quel mondo violento ed eroico che da circa un anno già spopolava in forma cartacea ed era divenuto la punta di diamante di Shonen Jump e della Shueisha.
Prodotta da Toei Animation, la serie animata giunse nel 1987 anche da noi, in Italia, con il titolo Ken il guerriero. Stavamo ancora bevendo il latte a lunga scadenza per via del disastro di Černobyl’ e, di lì a poco, un referendum avrebbe abrogato l’impiego del nucleare sul nostro territorio. Film come “Interceptor – il guerriero della strada” e “The Day After” ci avevano già preparato al peggio da qualche anno… insomma, il tema era ben più che caldo.

Facile capire l’impatto che ebbero su di noi le parole dell’introduzione e la suggestiva quanto indimenticabile sigla italiana di Spectra…


Da allora, il nostro paese divenne una specie di seconda patria per Kenshiro e tutti gli altri protagonisti della storia. Solo diversi anni più tardi abbiamo conosciuto il manga originale che, piaccia o no, è stato pubblicato la prima volta solo grazie al fatto che eravamo ormai un popolo “innamorato” di Hokuto No Ken. In Italia come in Giappone è difficile conoscere qualcuno che non sappia chi siano Ken, Raoul, Rei, Kaioh, Toki, oppure che non abbia mai sentito nominare Hokuto, Nanto e i punti di pressione. Per un certo periodo, fra i banchi di scuola, era girata anche la leggenda metropolitana “del colpo della morte in 3 giorni” (che venne poi ripresa da Elio e le storie tese per la mitica “Mio cugggino”), c’era poi quel compagno di classe che, dapprima patito di Judo Boy, si era messo a praticare arti marziali e affermava che il suo maestro gli avrebbe un giorno insegnato la tecnica dei cento pugni. Cioé, ragazzi, lo vedeva pure mio nonno! Giuro! E ogni tanto un “uatà!!” me lo tirava pure mia sorella, nonostante preferisse vedere Beautiful…

Ho già parlato estesamente della genesi di Kenshiro e della Divina Scuola di Hokuto in un lungo articolo in occasione del trentennale del manga originale (lo trovate qui), mentre sempre per il trentesimo anniversario ho pensato all’iniziativa congiunta “Thirty Years of Battles” (di cui potete gustare i contributi cliccando qui). Sempre per lo stesso motivo abbiamo tradotto con dovizia le interviste a Buronson e Tetsuo Hara della serie “Raccontando Hokuto” (cliccate qui), così come ho recensito in maniera oggettiva Last Piece, il nuovissimo capitolo celebrativo del manga (qui)… ma oggi… oggi diamo a Cesare quel che è di Cesare pagando tributo alla mitica serie TV!
Chiudiamo quindi simbolicamente i festeggiamenti sulla scia dei ricordi, lasciando la parola a chi, in un modo o nell’altro, ha avuto o ha a che fare in maniera significativa con l’anime.  Buona lettura!

masami sudaMasami Suda

(character designer e direttore dell’animazione)

Un uomo, una leggenda. Colui che, attraverso un character design potente e dinamico, ha definito il peculiare stile dei personaggi. Senza le sue idee ed intuizioni, l’Hokuto No Ken televisivo non sarebbe mai stato il successo planetario che è diventato.

“30 anni fa l’animazione giapponese era ancora caratterizzata da opere nel complesso piuttosto semplici, prive di una chiara elaborazione nel disegno, nelle ombreggiature e via dicendo. Perciò, a quel tempo s’incominciò ad andare un po’ a tentoni nella ricerca di qualcosa di davvero innovativo. Parlando della questione con il regista Ashida decidemmo di focalizzare la nostra attenzione su una composizione generale che avrebbe trasceso qualsiasi canone fino ad allora acquisito e di porre enfasi su una energia travolgente, ben sapendo che forse saremmo stati sommersi da critiche alle quali eravamo preparati.
Eppure, contrariamente a quanto ci eravamo aspettati, la nostra opera venne accolta senz’alcuna critica, anzi ricordo con piacere che fummo sostenuti in maniera decisiva dai più piccoli e dai giovani in generale.
Personalmente provo una profonda soddisfazione per quel che riuscimmo a fare in quel periodo.

claudio maioliClaudio Maioli

(cantante della sigla italiana)

Compositore della musica e cantante della sigla, il mitico Spectra ci ha regalato veri e propri brividi con la sua interpretazione, contribuendo a rendere ancora più tetra l’atmosfera generale del postapocalittico mondo di Ken.

“Devo dire che è passato tanto tempo. All’epoca avevo quasi quarant’anni e, trattandosi di lavoro, mi sono concentrato esclusivamente sul comporre una musica che rendesse un buon servizio alla storia e quindi alle immagini che l’avrebbero narrata.
Per oltre 15 anni ho ignorato che il cartone e la sigla avessero un seguito. Quando l’ho scoperto, per un po’ di tempo, ogni volta che i fan me lo confermavano con grande affetto e stima rimanevo sorpreso, poi pian piano ci ho fatto l’abitudine. “

alessio ciglianoAlessio Cigliano

(voce italiana di Kenshiro)

Attore, doppiatore, direttore del doppiaggio e dialoghista, è stato la primissima voce italiana del nostro eroe, quella che riecheggia costantemente nei ricordi di noi fan ogni volta che pensiamo alle gesta di Kenshiro… anche se stiamo leggendo il manga!

“Il primo impatto è stato negativo. Non avevo mai seguito anime che andassero oltre i robot spaziali e trovavo l’ambientazione cupa e inutilmente violenta. Pensai che non l’avrebbe visto nessuno… E mai valutazione fu più sbagliata!! Anni dopo, con l’affermarsi di internet, mi trovai casualmente su un forum a tema e poi rimbalzai di forum in forum. Fu allora che compresi la portata del fenomeno e la mia erronea valutazione.”

norman mozzatoNorman Mozzato

(voce italiana di Raoul)

Attore, doppiatore e regista, con la sua interpretazione possente ed autoritaria, Norman Paolo Mozzato ha reso immortale il personaggio di Raoul, principale antagonista di Ken, nel cuore dei telespettatori.
Un maestro della voce per un maestro di Hokuto!

“Raoul è stato un personaggio di una difficoltà estrema per due grandi motivi: il primo era la lunghezza dei suoi dialoghi e il secondo era la necessità di andare in sincrono con il suo labiale, dato che i pochi fondi di cui disponevamo non permettevano alcun tipo di post-produzione.
Nonostante tutto ho un ottimo ricordo dei valori della serie e dell’onore che questo personaggio rappresentava.”

giorgio bassanelli bisbalGiorgio Bassanelli Bisbal

(direttore del doppiaggio di Ken il guerriero – La trilogia)

Direttore di doppiaggio, dialoghista e doppiatore, è un grandissimo fan di Ken il guerriero e, oltre a dirigere il doppiaggio di Ken il guerriero – La trilogia, è stato più volte coinvolto come supervisore e curatore delle edizioni italiane di Ken.

“Ero molto piccolo, forse era il 1988, la prima volta che l’ho visto su Junior TV.
Mi sono trovato di fronte alla parte finale del primo episodio, quando Zeed, che tiene in ostaggio Lin, viene sconfitto da Ken e cade a terra. Mi ricordo che rimasi talmente colpito da questa scena che non aspettai altro che la sigla finale per sapere di che cartone si trattasse e, il giorno dopo, mi sintonizzai prontamente a quella stessa ora per vedere il secondo episodio.
Qual è stata la mia impressione? Il fomento. Un crescendo di fomento.
Cosa me ne ha fatto innamorare? La storia, le musiche, i disegni… tutto me ne ha fatto innamorare. La carica emotiva che c’è nella serie era qualcosa di quasi irripetibile. A quei tempi, i due anime che assolutamente ritenevo diversi da tutti erano Maison Ikkoku e Ken il guerriero che, guardacaso, venivano trasmessi entrambi da Junior TV, quindi camminavano a braccetto per me, benché fossero due cose completamente diverse. “

fighiFighi

(webmaster di Hokutonoken.it)

Reduce degli anni ’80, nel 2000 fonda quello che senza alcun dubbio è stato il primissimo punto d’approdo di ogni fan di Hokuto No Ken in Italia, dando un contributo fondamentale alla diffusione ed alla condivisione di tutto ciò che riguarda questo universo.

“Alla prima messa in onda dell’episodio 1 di Ken il Guerriero, al tempo su TelePadova, io ero lì. In quegli anni non si perdeva nessun cartone animato, figuriamoci quelli mai messi in onda prima. Dopo la prima puntata rimasi subito estasiato dal personaggio e uscii immediatamente in cerca dei miei amici per parlare di questo nuovo cartone animato che anche loro dovevano vedere assolutamente.
Parecchi anni più tardi arrivò internet e capii in fretta che questo anime, da tanti criticato e bistrattato, poteva essere invece uno strumento per unire le persone attorno ad una stessa passione. Da quella convinzione nacque HokutoNoKen.it e la community di appassionati di Ken il Guerriero che lo frequentano.”

divina scuola di hokutoDivina Scuola di Hokuto

(amministratore dell’omonima pagina facebook)

Grande appassionato di Ken, è il fondatore della fanpage che, per numeri e contenuti, è ormai il punto di riferimento italiano su Facebook per tutti gli appassionati del mondo di Hokuto e non solo, spaziando dai miti del cinema d’azione agli anime culto della nostra infanzia.

“Ken il Guerriero non è solo violenza, offriva quel qualcosa che da bambino non avevo ancora ben chiaro: il senso dell’onore, dell’essere giusto, anche quando si è superiori. Ma il bello di tutto questo è che, dopo aver rivisto la serie dopo quasi vent’anni dall’ultima volta, mi sono reso conto ancora di più della profondità di quest’opera, con i suoi messaggi che un ragazzino difficilmente riesce a percepire.
Le famose “piaghe del dolore” per arrivare ad usare il Musou Tensei o il discorso di Fudo sul conoscere il sapore amaro delle sconfitte, bè, tutto questo è praticamente l’opposto del classico “vissero felici e contenti” delle favole. Sono tutti argomenti che dovrebbero preparare un bambino alla vita e dove una persona adulta si rispecchia. Ecco perché ci sono ancora tanti fan non più giovanissimi come me.”

Curiosità: Ken il “tappabuchi”

Nessuno (all’infuori del Giappone, ovviamente) sembra sapere che il 4 ottobre, una settimana prima della messa in onda di Hokuto No Ken, su Fuji Television veniva trasmessa la finale della Central League di baseball. Le condizioni atmosferiche erano però tali da ritenere che la partita sarebbe stata sospesa a causa della pioggia. L’emittente aveva quindi pensato a Ken come “piano B” nel caso fosse stata costretta ad interrompere la diretta, ma le cose andarono per il verso giusto: gli Hiroshima Toyo Carp vinsero la Central League e non fu necessario anticipare la messa in onda di Hokuto No Ken.

Chissà, magari anche più di qualche fan avrà pregato che piovesse pur di vedere il proprio idolo in TV una settimana prima ;)

Il primo episodio in immagini

神か悪魔か!? 地獄にあらわれた最強の男
“Divinità o Demonio!? Un uomo fortissimo fa la sua comparsa all’inferno”

  • Supervisione artistica: Toyoo Ashida
  • Sceneggiatura: Shoozoo Uehara
  • Sakkan: Masami Suda
  • Fondali: Morishige Suzuki
  • Titolo italiano: Sotto il segno dell’Orsa Maggiore

Per le immagini ringrazio il sito amico Hokuto Legacy

Ringraziamenti

Ringrazio tutti coloro che gentilmente hanno dedicato il loro tempo per esprimere un pensiero e aggiungo un ringraziamento speciale per MusashiMiyamoto, Andrea Florio e Luca Cordella.

Sotto il segno di Harlock – Intervista a Giorgio Bassanelli Bisbal


Mentre si avvicina inesorabile il 15 ottobre, il blog DarkArynLand intervista Giorgio Bassanelli Bisbal, direttore del doppiaggio e responsabile del nuovo adattamento de “L’Arcadia della mia giovinezza“.

Per leggerla, vi basterà cliccare qui

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