“HOKUTO E’ ETERNO!”


LAST PIECE HEAD

A trent’anni di distanza, Buronson e Hara tornano con l’ultimo tassello del grandioso mosaico che li ha resi famosi in tutto il mondo: Hokuto No Ken – LAST PIECE

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“Io ti ho già ucciso” – Kenshiro sbarca su Rai 4 e ci ammazza tutti… dalle risate!


E niente, è successo che ieri sera si è diffusa velocemente la voce che su Rai 4 davano il film dal vivo del 1995 Fist of the North Star (di cui trovate una scheda QUI), in prima visione assoluta italiana con il titolo “Il ritorno di Kenshiro“. Potevamo perderci l’occasione di commentare tale nefandezza in diretta? Ovvio che no!! Trovate tutto nei commenti al post sottostante. Buon divertimento :D

L’Arcadia della mia giovinezza: L’offerta speciale di Goen e l’elenco dei cinema


Mentre si avvicina la data dell’arrembaggio di Capitan Harlock, di cui abbiamo già parlato approfonditamente e che ricordiamo è previsto per il 15 ottobre, fioccano di continuo news ed iniziative interessanti. Abbiamo già dato uno sguardo a trailer e immagini qualche giorno fa, parliamo allora di GOEN che, come potete leggere nella locandina ufficiale che trovate qui sopra, ha deciso di applicare il 10% di sconto sull’acquisto dei volumi dell’edizione Deluxe del manga a chi esibirà il proprio biglietto in fumetteria!

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Passiamo ora all’atteso elenco delle sale in cui verrà proiettato il film. Sul sito ufficiale dedicato all’evento è presente, da un paio di giorni, una sezione in cui è possibile ricercare la sala cinematografica più vicina e prenotare il biglietto.
Per raggiungerla cliccate sull’immagine sottostante.

prenota il biglietto

 

HokUFO No Ken – Misteriosi segni dalle campagne del sud Italia


La notizia, dataci dal sempre attento Alessandro Vocisano, ha fatto ieri molto scalpore tra i fan di Hokuto. Inquietanti “cerchi nel grano” sarebbero apparsi in un imprecisato luogo del sud Italia, la cui ubicazione è ancora tenuta segreta per favorire le indagini da parte delle autorità, che fanno sapere, attraverso una nota diffusa soltanto in queste ore, che “è  necessario evitare, soprattutto in questi casi, il diffondersi di informazioni che porterebbero parte della popolazione a riversarsi nel luogo in cui stiamo effettuando i rilievi. Troppo alto il rischio di contaminazione”.
Nel frattempo, si moltiplicano le voci sull’accaduto. C’è chi pensa si tratti di una goliardata, ma pare che un testimone oculare abbia rivelato di trovarsi sul luogo dell’accaduto nel momento in cui sono comparsi i segni. Secondo il suo racconto, il cielo si sarebbe scurito e, dopo un fragoroso tuono, sarebbe apparso un uomo muscoloso proprio al centro di tale misterioso simbolo…

54704342Sempre secondo il racconto, tale personaggio si sarebbe poi allontanato con passo lento ma deciso nelle campagne, scomparendo. Non è chiaro, allo stato attuale delle indagini, quanto attendibile sia il racconto del testimone oculare ma, nel frattempo, lo staff di Lucca Comics & Games starebbe cercando di reclutarlo per portarlo all’edizione 2014 in cambio di un paio di magliette.
In più, notizia dell’ultim’ora, pare che alcune cosplayers siano riuscite a venire a conoscenza del luogo in cui si sono verificati gli eventi e siano corse immediatamente a farsi scattare delle foto in costume da mettere su facebook. Sono state però tutte cacciate via e le foto e i dispositivi sequestrati. Uno degli agenti sul posto avrebbe detto: “all’inizio pensavamo fossero membri di qualche gruppo nudista della zona”.

Nel frattempo, molti si interrogano sull’eventuale significato di questi segni. Che l’umanità sia davvero vicina alla fine? Che si tratti di un monito dopo la scandalosa edizione Planet del manga originale? Oppure, ipotesi ancor più remota, che sia finalmente giunto il momento di un doveroso ridoppiaggio dell’anime?

L’Arcadia della mia giovinezza: Trailer e immagini per il ritorno di Harlock al cinema


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Dopo aver meticolosamente parlato del ritorno di Capitan Harlock al cinema, previsto per il 15 ottobre, oggi possiamo finalmente gustarci il trailer ufficiale ed una serie di immagini.

GALLERY

 Segnalo inoltre le pagine ufficiali

 

KEN IL GUERRIERO – LE ORIGINI DEL MITO DELUXE Vol. 1 – Recensione


MSOTE001ISBN_KEN_origini_DLX_1_scvr.inddTorna in fumetteria Ken il guerriero – Le origini del mito, edizione italiana di Souten No Ken (蒼天の拳 – Il Pugno del Cielo Azzurro), manga che vede di nuovo protagonista la Divina Scuola di Hokuto e che si colloca cronologicamente prima dell’originale Hokuto No Ken, esplorando la storia di un altro Kenshiro, maestro successore che visse e lottò nella caotica Shanghai degli anni ’30.
Un lungo viaggio che Planet Manga aveva già proposto in passato con 44 volumi in formato “sottiletta” e che viene ora ripresentato in un’edizione deluxe, in volumi di grande formato da più di 400 pagine con sovraccoperta.
Un’occasione per riscoprire  (o scoprire, se siete approdati da poco sul pianeta Hokuto) un’opera intensa e di grande fascino in cui i protagonisti principali sono ancora i forti sentimenti.
Buona lettura ;)

PUNTA ALL’AZZURRO DEL CIELO

Anni ’30. Shanghai, “la città del diavolo”, una grande metropoli, la più fiorente del mondo e quella che più si era radicalizzata. La Shanghai di allora si dice fosse ricettacolo dei mali più foschi, nella quale tutti i desideri e i sogni delle persone erano confluiti su larga scala e si erano mischiati; ebbene, se si pensa “E se in tutto ciò ci fosse un successore dell’Hokuto Shinken?” si ha come un senso di trepidazione, di un’immagine che prende corpo. Nei meandri di quel periodo di sconvolgimenti voglio far agire Kenshiro Kasumi, personaggio principale di questo Soten No Ken, dandogli un tocco umano e con la stessa maestosità di un cielo azzurro. E’ mia ferma intenzione, con la collaborazione del maestro Buronson, voler disegnare e descrivere tutto ciò come un’opera nuova, in più diversa da Hokuto No Ken. (Tetsuo Hara)

Con queste parole, il 15 ottobre del 2001, il maestro Tetsuo Hara presentava la prima raccolta in volume delle avventure dedicate a quel Kenshiro nuovo, più maturo e per molti versi più umano, destinato a raccontare ed approfondire la storia dell’Hokuto. Calato in un periodo storico turbolento  e in un’ambientazione, la maledetta Shanghai dominata dai cartelli criminali, la cui pericolosità era paragonabile, se non superiore, a quella del postapocalittico mondo dominato dall’anarchia in cui si muoveva il suo più illustre predecessore, il nuovo protagonista raccoglieva un’eredità difficile da gestire, quella di un’opera immortale rimasta nel cuore di milioni di lettori in tutto il mondo.

Una sfida in cui le parole appena lette assumono quindi la valenza di una dichiarazione d’intenti: Hara non si limita infatti a cercare di sfruttare l’enorme successo di Hokuto No Ken per narrare una storia magari prevedibile, capace solo di ricalcare i punti di forza della serie originale e riproporre una minestra riscaldata. Coadiuvato da Nobuhiko Horie e con la supervisione generale del maestro Buronson, il maestro racconta una storia del tutto diversa, in cui pur mantenendo i sentimenti di amore ed amicizia come centrali rispetto allo svolgersi degli eventi, affiorano aspetti che mettono a nudo anche la crescita dell’autore rispetto a quanto fatto in precedenza.
Sì, perché Hara infonde in questa serie l’esperienza maturata su opere precedenti, non solo sullo stesso Hokuto No Ken, ma anche e soprattutto su quel capolavoro che è Hana No Keiji e su altri suoi manga da noi meno famosi come Aterui Nisei e Nakabo Rintaro.
(vedi la scheda sulle opere di Tetsuo Hara).

Ciò che ne esce è quindi una summa dello stile del maestro, e non solo per un discorso stilistico. L’autore non è più un ragazzino e lo si vede anche dalle tematiche affrontate, dal modo in cui decide di gestire i rapporti tra i personaggi e dal senso generale dell’opera. Quel cielo azzurro del titolo sembra davvero incarnarsi nella figura del nuovo Kenshiro. Se il suo predecessore cresceva anche grazie al contributo dei suoi “amici e rivali”, raggiungendo l’apice delle proprie capacità per mezzo delle sofferenze di cui si faceva carico, il Kenshiro degli anni ’30 sembra invece invertire questo processo. Egli è già completo, ha già raggiunto un equilibrio interiore tale da non dover più maturare oltre. Per questo può donare agli altri quella stessa serenità che porta dentro, cambiando loro la vita. Sì, la vita. Perché se in Hokuto No Ken sembrava essere la morte l’unico mezzo di salvezza e redenzione, in Souten No Ken lo è la vita. Ed è questo, forse, il vero messaggio che Hara cerca di far passare ora che vede il mondo e le persone in maniera diversa rispetto a tanti anni prima, ovvero che la vita vera è fatta di scelte, non di destini inelluttabili.

PERSONAGGI

Nota importante: Nelle schede che seguono ho voluto mantenere una linea coerente con l’opera originale. In esse verrà proposto il nome correttamente traslitterato in italiano, gli ideogrammi relativi e, a seconda dei casi, il nome così come viene pronunciato in giapponese con gli stessi ideogrammi. Altro punto importante che mi sento di sottolineare è che mentre in originale viene dato prima il cognome e poi il nome dei personaggi, nel tradurli ho invece messo prima il nome e poi il cognome, come è consuetudine nella nostra lingua.

Kenshiro Kasumi (霞 拳志郎)

Kenshiro Kasumi photo

62° Successore dell’Hokuto Shinken, è il protagonista principale della serie. Meglio noto (e temuto) con il nome di “Yán Wáng” (閻王 – Re dell’Inferno), che si è guadagnato durante il suo turbolento passato quando, a Shangai, ha sgominato da solo il cartello criminale del Fiore Rosso, stanco di un’esistenza segnata dalla violenza ha deciso di cambiare vita e, al momento in cui inizia la serie, è un apprezzato ed insospettabile docente di lettere di un’università femminile giapponese…

Kenshiro photoKenshiro (ケンシロウ)

Nato in un anno imprecisato tra il 1970 ed il 1980, vediamo il piccolo Kenshiro, protagonista dell’originale Hokuto No Ken. Nel breve cameo in cui compare, che svolge la funzione di prologo all’intera serie, due particolari precedentemente inediti: una voglia a forma di sette stelle sulla testa, simbolo del fato che lo attende, e l’origine del suo nome, ereditato proprio dal 62° successore di Hokuto.
Vedi scheda di Kenshiro nel manga originale

Aya Kitaoji photoAya Kitaōji (北大路 綾)

Figlia di Takeshi Kitaōji, frequenta la stessa università femminile in cui insegna Kenshiro Kasumi, per il quale ha un’evidente cotta, nonostante quest’ultimo non le riservi attenzioni che vadano oltre il semplice affetto di stampo paterno.
Ad ogni modo, quando il suo amato professor Kasumi si imbarca per tornare a Shangai, la ragazza raggiunge il porto pur di poterlo salutare per l’ultima volta.

Takeshi Kitaoji photoTakeshi Kitaōji (北大路 剛士)

Leader di una potente corporazione, ha un grande debito di riconoscenza verso Kenshiro, che anni prima lo ha salvato da un sequestro a Shanghai. Uomo d’onore, non ha potuto fare a meno di restare ammirato di fronte ad una persona pura come Kenshiro che, di tutto quello che avrebbe potuto chiedere in cambio, ha voluto soltanto che gli accendesse una sigaretta.

Yukiyo Ohara photoYukiyo Ōhara (大原幸代)

Preside dell’istituto femminile in cui lavora Kenshiro Kasumi, è una donna affabile che chiude anche più di un occhio rispetto ai comportamenti un po’ eccentrici del professore. Anzi, conoscendo il pensiero di Kitaoji, fondatore dell’istituto, la preside sembra quasi “fare il tifo” per un possibile matrimonio tra Kenshiro e Aya.

Masao Kondo photoMasao Kondō (金藤政夫)

Vice-preside dell’istituto, spaventato dalla possibilità che Kasumi ostacoli la sua carriera, cerca in ogni modo di metterlo in cattiva luce di fronte agli occhi della preside Ohara, ma senza alcun risultato. Personaggio volutamente ridicolo, ama vantarsi in pubblico di essere secondo dan di Judo, terzo dan di Karate  e decimo dan… con l’abaco!

Ramon Kasumi photoRamon Kasumi (霞 羅門)

Fratello minore di Kenshiro, è colui che in seguito diverrà il 63° successore dell’Hokuto Shinken e verrà conosciuto da tutti, nel manga originale, come maestro Ryuken.
Nonostante la giovane età si rivela già capace di tener testa ad un gruppo di sicari mandati in Giappone dal Fiore Rosso per uccidere il Re dell’Inferno, il quale è talmente compiaciuto dai progressi del fratellino da affidargli ufficialmente la successione nella Divina Scuola di Hokuto nel caso egli dovesse morire prima di far ritorno in patria.
Vedi scheda di Ryuken nel manga originale

Puyi photoPǔyí Àixīn Juéluó (愛新覺羅溥儀)

(Giapp.: Fugi Aishinkakura)

Imperatore della Manciuria, è in realtà un fantoccio nelle mani dell’esercito giapponese, che attraverso di lui porta avanti un’opera di colonizzazione del paese. Svilito da questo suo ruolo, vive nel terrore di essere assassinato e si circonda di guardie del corpo. Proprio per via di tale paura, raggiunto il Giappone per un incontro diplomatico, sguinzaglia al contempo i suoi uomini alla ricerca del Re dell’Inferno, che egli vuole assolutamente reclutare.

Kerong Jin photo Kèróng Jin (金 克榮 )

(Giapp.: Katsuei Kin)

Capo delle guardie del corpo di Pǔyí, è soprannominato “L’onorevole pugno dell’Hebei” (河北の拳侠) ed è il più grande maestro del Bājíquán (八極拳 – Tecnica degli Otto Poli), stile di combattimento realmente esistente originario del nord della Cina. Umiliato da Kenshiro Kasumi ai tempi in cui questi cercava potenti sfidanti, Kèróng Jin vuole lavare quell’onta nel sangue.

Chun Pingtian photoChún Píngtián (平田純)

Uomo al servizio di Pǔyí, è stato incaricato di seguire Yǒng-Jiàn Lǐ per scovare il Re dell’Inferno e proporgli di diventare guardia del corpo dell’Imperatore. In realtà, temendo di restare a spasso, questo bieco personaggio ha in mente di uccidere il Re dell’Inferno e intascare la taglia messa sulla sua testa dal Fiore Rosso.
Anonimo nel manga, in cui viene apostrofato solo come “topo di fogna” e “maiale”, viene chiamato Chún Píngtián nei credit dell’anime televisivo.

Qīng Bāng (青幇 – Banda Verde)

(Giapp.: Chinpan)

Organizzazione criminale che, grazie anche all’aiuto di Kenshiro Kasumi, è riuscita ad imporsi sulle altre. Realmente esistito, il Qīng Bāng è storicamente noto per essere stato il più importante gruppo malavitoso della Shanghai coloniale, arrivando al punto di controllare tutte le principali attività economiche della città.  Quello presentato da Tetsuo Hara è, ovviamente, una versione fortemente romanzata rispetto a quello reale.

Guang Lin Pan photoGuāng-Lín Pān (潘 光琳)

(Giapp.:  Kōrin Han)

Soprannominato “La Tigre di Shanghai” (上海の虎), è il capo del Qīng Bāng. Grande amico di Kenshiro Kasumi, con il quale ha stretto un legame fraterno nel periodo in cui questi si aggirava per Shangai guadagnandosi il nome di Yán Wáng, è stato dato per morto dopo che il Cartello del Fiore Rosso ha catturato ed ucciso ad uno ad uno i membri della sua gang.

Yu Ling Pan photoYù-Líng Pān (潘 玉玲)

(Giapp.: Gyokurei Han)

Sorella di Guāng-Lín, ha soccorso Kenshiro curandogli delle gravi ferite riportate in seguito ad un combattimento. Ben presto, tra i due è sbocciato l’amore ma, prima di poterla sposare, Kenshiro doveva far ritorno in Giappone per sistemare alcune questioni.
Nel frattempo però, anche lei sembra essere finita tra i membri del Qīng Bāng uccisi dal Fiore Rosso…

Li Yong Jian photoYǒng-Jiàn Lǐ (李 永健)

(Giapp.: Eiken Ri)

Un tempo noto come “Shuì-Lóng” (睡龍 – Il Drago Dormiente), è uno dei pochissimi superstiti del Qīng Bāng. Grande amico di Kenshiro, ha preferito che il Fiore Rosso gli mozzasse le dita dei piedi piuttosto che rivelare informazioni su di lui. All’inizio della serie, lo troviamo come assaggiatore personale dell’Imperatore Pǔyí, anch’egli interessato a rintracciare il famigerato Re dell’Inferno per farne la sua guardia del corpo…

Ye photoYè ()

(Giapp.: )

Chiamato anche “Yè dalle due pistole”, è il braccio destro di Guāng-Lín Pān. Bruciato vivo ed orribilmente sfigurato dal Fiore Rosso, da allora vive nascondendosi nei bassifondi di Shanghai.
Curiosità: Noto per essersi spesso ispirato graficamente a determinati film e attori, in questo caso Tetsuo Hara potrebbe aver preso spunto  dal film “Darkman”, diretto nel 1990 da Sam Raimi ed interpretato da Liam Neeson.

 

Zi Ying Ye photoZi-Yīng Yè (葉 子英)

(Giapp.: Shiei Yō)

Figlio di Yè, è troppo piccolo per ricordare il periodo in cui il padre era il braccio destro di Guāng-Lín Pān e la faceva da padrone per le strade di Shanghai, tanto da ritenere i suoi racconti delle storielle inventate.
Grande è lo stupore quando, invece, il leggendario Yán Wáng appare nella sua baracca confermando tutto ciò che il padre ha sempre detto.

Mei Yu Yang photoMěi-Yù Yáng (楊 美玉)

(Giapp.: Bigyoku Yan)

La più famosa attrice di Shanghai, nonché la donna di Guāng-Lín Pān. Letteralmente assediata dalle insistenti e minacciose avances del viscido Dōng-Lái Wú, dimostra di essere non solo bellissima, ma anche di carattere forte, continuando a respingerlo con coraggio e serbando il ricordo dell’unico uomo che ha amato.

Hóng Huá Huì (紅華会 – Cartello del Fiore Rosso)

(Giapp.: Kōkakai)

Associazione malavitosa che da tempo si contende con il Qīng Bāng il controllo di Shanghai. Sopravvissuti alla rappresaglia lanciata da Kenshiro Kasumi in seguito ad un attentato ai danni di Guāng-Lín Pān , anche se mutilati e costretti a servirsi di vistose protesi, i suoi dirigenti hanno recuperato il potere e si sono vendicati della fazione avversaria, divenendo gli attuali padroni della città. Benché non sia mai esistito un gruppo criminale con questo nome, l’autore si è evidentemente ispirato all’Hóng Bāng  (紅幫 – Banda Rossa), l’organizzazione che all’epoca rivaleggiava davvero con il Qīng Bāng.

Dong Lai Wu photoDōng-Lái Wú (吳 東來)

(Giapp.: Tōrai Go)

Il numero quattro tra i dirigenti del Cartello del Fiore Rosso, a causa delle ferite riportate dall’attacco del Re dell’Inferno è costretto su una particolare sedia a rotelle dotata di un meccanismo a manovella collegato ad un collare con cui riesce ancora a muoversi. Laido e dal grilletto facile, nei momenti di stress è capace di sparare a chiunque sia nelle vicinanze.

Xi Fei Huang photoXī-Fēi Huáng (黄 西飛)

(Giapp.: Seihi Kō)

Il numero tre tra i dirigenti del Cartello del Fiore Rosso. Costretto a vivere con delle ingombranti protesi in metallo sulla parte sinistra del volto e del corpo, ogni volta che si muove emette gemiti di dolore. Il suo vizio più strano è quello di recarsi regolarmente in chiesa per confessarsi ed ottenere il perdono corrompendo il prete.

Juan Min Chen photoJùan-Mín Chén (陳 狷民)

(Giapp.: Kenmin Chin)

Soprannominato “Chen la puzzola” (イタチの陳) per via dei suoi affari poco puliti, è il numero sette tra i dirigenti del Cartello del Fiore Rosso. Ha incontrato il Re dell’Inferno ben due volte in passato: la prima durante il tentato sequestro di Takeshi Kitaoji, guadagnandosi la cicatrice che porta sul lato sinistro del volto, e la seconda durante il massacro dei dirigenti del Fiore Rosso, rimettendoci la mano destra, ora rimpiazzata da una tenaglia.

Zhang photoZhāng (張)

(Giapp.: Chō)

Ex membro del Qīng Bāng, ha lavorato per Yè fino a che non ha deciso di passare al Fiore Rosso, diventando il braccio destro di Xī-Fēi Huáng e vendendo loro lo stesso Yè come atto di fedeltà.

Concessione francese

Nella Shanghai degli anni ’30 le potenze europee esercitavano la loro sovranità tramite concessioni extraterritoriali, che erano il frutto delle guerre coloniali combattute alla fine dell’800. In tali concessioni non avevano alcun valore le leggi del governo cinese, tanto che i funzionari di tali concessioni erano praticamente intoccabili. La concessione francese non faceva ovviamente differenza e in essa l’ordine era mantenuto dalla gendarmeria francese.

Jean Carne PhotoJean Carné (ジャン・カルネ)

Capo della gendarmeria della concessione francese a Shanghai, è un uomo corrotto che ha ottenuto il proprio posto dopo la “misteriosa” morte del suo predecessore e che favorisce le attività del cartello del Fiore Rosso dietro il pagamento di laute tangenti.
Grazie a lui, il Fiore Rosso può disporre addirittura dei servizi della gendarmeria, sia che si tratti di scortare un dirigente del cartello, sia che si tratti di stanare e uccidere i superstiti del Qīng Bāng.

Goran photoGoran (ゴラン)

Campione di boxe portato a Shanghai da Jean Carné, è il responsabile della morte di innumerevoli affiliati del Qīng Bāng, che trucida senza pietà sul “Ring della Morte” (処刑遊戯) al Gran Nuovo Mondo (大新世界), la più imponente casa di giochi d’azzardo di tutta la città.
Un tempo membro delle forze militari francesi, ha appreso il Muay Thai nel periodo in cui era d’istanza nella colonia indocinese.

Charles De Guise photoCharles de Guise
(シャルル・ド・ギーズ)

Colonnello dei servizi segreti dell’esercito francese, è un uomo misterioso che sembra parteggiare per Kenshiro.
La sua missione sembra essere quella di ripulire Shanghai ed intende farlo lasciando che i membri del Qīng Bāng e del Fiore Rosso si uccidano a vicenda…

TECNICHE SEGRETE

  • Hokuto Shinken (北斗神拳 – Divina Scuola di Hokuto): Nata nel violento periodo di disordini noto come Battaglia dei Tre Regni, la Divina Scuola di Hokuto è una letale arte marziale tramandata ad un unico discendente per ogni generazione. Basata principalmente sulla stimolazione di punti segreti presenti nel corpo umano, questa terrificante tecnica di combattimento è capace di distruggere gli avversari dall’interno ed è considerata la tecnica assassina definitiva.
    Vedi scheda completa
  • Jōgaku (上顎): Punto segreto localizzato sul palato, costringe la vittima a rispondere a qualsiasi domanda dicendo solo la verità.
    jogaku
  • Tōmonketsu Hashisō (当門穴破指挿 – Distruzione a Porte Sigillate): Tecnica che colpisce dei punti segreti capaci di distruggere tutte le ossa interne della vittima senza lasciare tracce all’esterno.
  • Bājíquán (八極拳 – Tecnica degli Otto Poli): Stile di combattimento realmente esistente, originario dell’Hebei, nel nord della Cina. Il suo segreto risiede nella “forza esplosiva”, ovvero l’emissione della forza di tutto il corpo nell’attimo in cui viene colpito il bersaglio. A partire da l1723, sotto il regno di Yung-Cheng, quest’arte marziale si è legata in maniera indissolubile agli Imperatori della dinastia Ch’ing, che ne impiegavano i maestri come guardie del corpo e come addestratori per i propri eserciti. A tutt’oggi, il Bājíquán viene insegnato ai membri delle forze speciali cinesi e dei servizi segreti di Singapore e Vietnam.
    bajiquan
  • Muay Thai (มวยไทย – Boxe Thailandese): Arte marziale le cui origini si perdono nella storia dell’antico Regno del Siam (l’odierna Thailandia). Tecnica violenta e brutale, la boxe thailandese vede nel “clinch”, il combattimento corpo a corpo ravvicinato, la sua espressione forse più letale, fatta di micidiali ginocchiate in sequenza che non lasciano scampo all’avversario.
    muay thai

EDIZIONE ITALIANA

Partiamo da un presupposto: Souten No Ken è un manga che inizialmente aveva spiazzato anche me. Non solo per le scelte di Hara, che comunque ho metabolizzato con il tempo fino ad apprezzarle davvero solo a partire da un certo punto in poi, ma soprattutto perché in Italia questo manga ha dovuto subire dei tempi di pubblicazione veramente troppo dilatati e in più è stato presentato in volumi formato sottiletta che di certo non aiutavano il lettore ad apprezzare al meglio l’evolversi delle vicende. Capirete quindi che, almeno per quel che mi riguarda, era una vera priorità avere una riedizione che fosse in grado di restituire la giusta dimensione a questa fin troppo sottovalutata serie.

Con queste premesse è già chiaro che vi dirò di prenderla a prescindere, tuttavia cercherò di essere obiettivo elencando i pro e i contro che ho riscontrato, sperando di essere il più esaustivo possibile. Partiamo quindi dal vero punto a favore…

  • Confezione: Il primo impatto è sempre quello che conta di più. In questo senso, avere fra le mani il volume, sentire il “peso” di quelle 400 e rotte pagine avvolte da un’elegantissima sovraccoperta ad effetto metallizzato, sfogliarlo, vedere il mantenimento delle tavole a colori, constatare la buona qualità della carta e notare la qualità di stampa…. beh, sono tutte cose che colpiscono positivamente e che non si possono apprezzare se non, appunto, toccando con mano. Prima di vederlo “dal vivo”, ero deluso dal fatto che non avessero scelto di pubblicare l’edizione più recente uscita in Giappone, con copertine disegnate ex-novo dal maestro Hara, ma devo dire ora sono contento di essermi sbagliato. Hanno saputo stupirmi in positivo.

Ora però è il momento della nota dolente…

  • Traduzioni e adattamento:  Purtroppo tutte le energie profuse sul lato estetico non sono state egualmente utilizzate per una revisione seria del precedente adattamento. Come potete leggere direttamente nelle schede che ho preparato, la traduzione operata con la prima edizione italiana non è assolutamente esente da difetti ed ingenuità varie. Ci sono nomi traslitterati male (ad esempio Kèróng Jin diventa inspiegabilmente Kulong Jin) , altri completamente inventati (ad esempio Yukiyo Ōhara che diventa Sachio Ohara), mentre non si capisce bene quale sia la linea adottata in merito a nomi come Qīng Bāng (che viene tradotto Chinpan) o anche Bājíquán ( tradotto Hakkyoken), come se entrambi i termini fossero giapponesi invece che cinesi. Ci sarebbe da discutere a lungo su queste cose, ma consola il fatto che, bene o male, il senso generale degli eventi non viene inificiato.

Diciamo che questi sono i punti cardine che bisognerebbe valutare e soppesare tra loro. Il mio “voto” è positivo per tutte le ragioni esposte sopra e, se proprio bisogna trovare un ulteriore difetto lo si potrebbe ricercare nel prezzo, praticamente quasi 13 euro per un’edizione “perfetta a metà”.
Realisticamente parlando, ritengo che sia il massimo che Planet potesse fare. E non lo dico per giustificarla. Ormai abbiamo imparato a conoscerla e sappiamo che ci poteva andare molto peggio (basta dare uno sguardo a quello che hanno fatto con la loro edizione di Ken il guerriero), quindi un’edizione perfetta al 100% la vedremo forse in un futuro lontano, quando i diritti verranno presi da altri o, magari, quando Planet Manga smetterà di essere l’editore mediocre che è. E non è che ci vogliano i miracoli, basterebbe semplicemente fare un po’ di selezione del personale…

In definitiva è quindi un’edizione che consiglio, fermo restando quell’amaro in bocca per l’ulteriore occasione sprecata, in primis per noi lettori e in secondo luogo per l’editore stesso.

Prima di chiudere ringrazio sentitamente MusashiMiyamoto, senza la cui reale competenza non potremmo andare avanti, e vi ricordo che per ogni commento, critica, obiezione, suggerimento o quello che volete, potete scrivere direttamente qui (anche con un account facebook o twitter) oppure farlo sul forum (preferibile).

Appuntamento a novembre!

Tsume – Svelato il prototipo di Raoh e Re Nero


Il sito Itakon.it ci mostra in esclusiva il prototipo della prima statuetta prodotta da Tsume per la nuovissima linea dedicata ad Hokuto No Ken, di cui da pochi mesi è stata acquisita la licenza. Trovate una nutrita galleria di foto ed un dettagliato reportage direttamente sul loro sito.

L’Arcadia della mia giovinezza: Capitan Harlock all’arrembaggio dei cinema il 15 ottobre 2014


Grazie ad un accordo tra Yamato Video e Koch Media,
il pirata dello spazio farà da apripista ad un’operazione
che prevede il recupero della migliore animazione
nipponica e la sua riproposta su grande schermo!

In un periodo in cui i cinema sono letteralmente dominati da prodotti realizzati con animazione digitale e in cui anche colossi come Toei decidono di scimmiottare  Disney e Dreamworks, qualcuno si è finalmente deciso a rivalutare e riportare all’antico splendore i capolavori di un tempo. Quel qualcuno è Yamato Video, editore presente sul nostro territorio fin dai primissimi anni ’90  il cui catalogo, che comprende un vastissimo numero di titoli,  ne ha decreato la leadership nel settore. In collaborazione con Koch Media, la prima media company in Europa completamente indipendente, l’editore torinese ha in programma di riportare nei cinema dello stivale alcuni dei più grandi film d’animazione del proprio catalogo, iniziando da Capitan Harlock – L’Arcadia della mia giovinezza (わが青春のアルカディア - Waga Seishun No Arcadia), prodotto da Toei Animation nel 1982 come prologo alle avventure del famoso pirata dello spazio creato da Leiji Matsumoto. Diretto da Tomoharu Katsumata, la pellicola si avvale del character design del mitico Kazuo Komatsubara (Devilman, Goldrake e molti altri, una vera leggenda del mondo dell’animazione) e del mecha design di Katsumi Itabashi (Corazzata Spaziale Yamato, Starzinger) e Koichi Tsunoda (Mazinga Z). La colonna sonora, di rara bellezza, è invece affidata a Toshiyuki Kimori (Golgo 13, Dirty Pair).

- IL PERSONAGGIO -

Capitan Harlock (キャプテン・ハーロック)

In realtà, Harlock è uno di quegli eroi senza tempo che non avrebbe bisogno di alcuna presentazione. Basta infatti veder sventolare la sua inconfondibile bandiera da pirata per riconoscerlo. Nato nel 1977 come protagonista della serie “Il pirata dello spazio Capitan Harlock” (宇宙海賊キャプテンハーロック), il personaggio è in realtà il frutto di una lunga gestazione iniziata già nel lontano 1953, quando nella fervida mente dell’allora quindicenne Leiji Matsumoto, iniziò a delinearsi un suo primo archetipo all’interno di un fumetto di 16 pagine, Mitsubachi no Bôken (みつばちの冒険 – Le avventure di un’ape), che il ragazzo presentò per un concorso della rivista Manga Shonen, vincendolo.
Da allora, Harlock è stato il protagonista di miriadi di avventure all’interno di quello che è chiamato “Leijiverse”, l’universo narrativo in cui i personaggi di Matsumoto provenienti da diverse serie spesso si incontrano, tra manga, anime televisivi, film d’animazione e OAV. E nonostante tutti questi anni, e nonostante le continue rivisitazioni della sua storia, Harlock è rimasto un personaggio leggendario, uno di quelli che veramente si potrebbero definire “mitologici” per quanto concerne il mondo dei manga e dell’animazione.
Egli non teme la morte e si batte costantemente contro ogni forma di regime totalitario, trovandosi spesso in guerra (quello stesso tipo di guerra di cui l’autore è stato testimone fin da bambino, durante il secondo conflitto mondiale) per difendere i propri ideali di giustizia e libertà. In questo film (che non solo ne narra le origini, ma è considerato il fulcro del Leijiverse), Harlock è il giovane capitano di un’astronave della Federazione Terrestre che, ritornato sul pianeta Terra (ormai dominio degli Illumidiani invasori), combatterà per salvare il pianeta e la donna che ama, trasformandosi nel ribelle dello spazio che tutti conosciamo.

leiji matsumoto arcadia

IL NUOVO DOPPIAGGIO

Per l’occasione, il film è stato ritradotto da capo e doppiato ex novo, sotto la direzione di Giorgio Bassanelli Bisbal, che ha curato anche l’adattamento dei dialoghi. Il nuovo cast vede doppiatori del calibro di Loris Loddi (Dexter nell’omonima serie, Val Kilmer nel film The Doors…) e Mario Cordova (voce italiana di Richard Gere, qui al suo primo doppiaggio per un anime) solo per citarne due. Di seguito l’elenco dei ruoli principali con link alle rispettive schede del sito Il Mondo dei Doppiatori.it

Alcune clip di doppiaggio in anteprima

Curiosità: L’ENIGMA DELL’ARCADIA VERDE

Mentre in questo film (e nella successiva serie SSX, basata proprio su di esso) vediamo un’Arcadia di colore verde, dal mecha design più incentrato sull’aspetto “militare”, nell’anime originale vediamo un’Arcadia diversa, di colore prevalentemente blu, il cui design richiama invece un grande vascello.

Arcadia blu

Questo fatto, unito all’ordine cronologico degli eventi narrati nel film e nell’anime, ha portato molti fan ad ipotizzare la cosa più ovvia, cioé che l’Arcadia dell’anime originale sia un’evoluzione di quella verde. Tuttavia questo particolare non è mai stato confermato in nessuna delle produzioni legate ad Harlock che, anzi, in qualche modo hanno sempre creato (e continuano a creare) tantissima confusione circa la continuity della saga del pirata dello spazio, tanto che è ormai comune considerare ogni Harlock che appare in una data serie una diversa incarnazione dello stesso personaggio. Allo stesso modo, anche l’Arcadia sarebbe quindi diversa in base all’universo narrativo in cui compare. Ipotesi affascinante pure questa, se non fosse che, a riportarci con i piedi per terra e, di conseguenza, a questioni meno legate alla fantasia e più ai soldi, c’è semplicemente una questione di sponsor: la Takara, infatti, finanziava l’anime televisivo di Harlock e produceva i modellini dell’Arcadia originale, mentre la Bandai finanziava e produceva invece i modellini per Galaxy Express 999. l’Arcadia verde è nata quando Harlock è comparso in un cameo dell’anime appena citato e la Bandai, non volendo assolutamente fare pubblicità alla rivale, impose di modificare la nave spaziale dell’eroe. Detto questo, il resto è abbastanza facile da intuire: la Bandai divenne sponsor del film e della successiva serie SSX, di conseguenza venne sfruttato il nuovo modello.

arcadia verde

 

Kazuo Komatsubara, l’artigiano dell’animazione

kazuo komatsubaraMorto nel 2000 a causa di un tumore, il maestro Komatsubara è stato per decenni uno dei massimi esponenti dell’animazione made in Japan nonché un punto di riferimento per tanti altri suoi colleghi ed eredi che tutt’oggi lavorano nel settore. Nato il 24 dicembre del 1943, Komatsubara ha portato in TV e sul grande schermo molte  serie ormai di culto: Devilman, Goldrake, Mazinga Z, il Grande Mazinga, Getter Robot, Gackeen, Capitan Harlock, Galaxy Express 999, Starzinger e Forza Sugar. A queste si aggiungono poi varie collaborazioni (Komatsubara era un animatore indipendente, non legato ad una specifica casa di produzione), tra le quali ricordiamo quella di direttore dell’animazione in Nausicaä nella Valle del vento, capolavoro di Hayao Miyazaki a cui venne invitato a collaborare proprio in seguito ai risultati ottenuti con Capitan Harlock – L’Arcadia della mia giovinezza. Assolutamente non interessato alla fama, Kazuo Komatsubara è ricordato nell’ambiente per via della sua maestria e della sua dedizione al lavoro, caratteristiche che gli hanno sempre garantito la stima dei colleghi. In poche parole, se Yamato Video voleva dare un chiaro segno di quello che si propone di fare con quest’operazione di “valorizzazione” degli anime di un tempo, è partita proprio con il piede giusto.

Harlock by Komatsubara