Dossier – La carriera di Junichi Hayama (seconda parte)


Pronti a tuffarvi di nuovo in un ricco approfondimento sulle opere a cui il mestro Junichi Hayama ha dato il suo contributo? Se vi siete persi la prima parte potete trovarla cliccando qui, se invece sapete già di cosa  (ma soprattutto di CHI) stiamo parlando, bando alle ciance e passiamo subito ai fatti.
Buona lettura ;)

jotaro kujo and star platinum by junichi hayama


PRIMA DI INIZIARE – GLOSSARIO

Alcuni termini saranno di facile comprensione, mentre altri più specifici hanno bisogno di una piccola spiegazione prima di iniziare a leggere questo approfondimento.

  • Character design (キャラクターデザイナー): detto anche Chara design, è quella parte del lavoro che consiste nello studio grafico e nella caratterizzazione, in parte anche psicologica, dei personaggi della storia creati dall’autore. Attraverso una serie di prove grafiche dette settei, è chiamato a dare ai personaggi il massimo dell’espressività con il minimo dei tratti: deve occuparsi, quindi, di fissarne la fisionomia, le proporzioni tra le varie parti del corpo, le principali espressioni, l’atteggiamento e la postura, la pettinatura, l’abbigliamento, fornendo così una sorta di guida di riferimento il più semplice possibile da riprodurre per gli animatori che dovranno farli “muovere”.
  • Sakkan (作監): contrazione di sakuga kantoku (作画 監督 – direttore dei disegni), è la figura che supervisiona, controlla e corregge i disegni degli animatori. Egli ha soprattutto cura della resa dei movimenti nel complesso dell’azione. Le correzioni, il più delle volte, sono necessarie per riportare il tratto dei personaggi a quello fissato nei settei dal character designer, al fine di garantire l’uniformità di stile dei disegni. Spesso il sakkan può coincidere proprio con quest’ultima figura, e realizza anche molti dei disegni chiave (keyframe). Nell’ambito di una serie, soprattutto se particolarmente lunga, frequentemente si avvicendano anche più sakkan.
  • Genga (原画): L’animazione chiave, si occupa appunto di creare i disegni chiave (keyframe) della scena, disegni che vengono poi inviati al sakkan per le correzioni.
  • Dōga (動画): L’intercalazione è quella fase in cui vengono creati dei frame d’animazione che collegano due keyframe.
  • E-konte (絵コンテ): E’ un termine il cui significato è “continuità grafica”, ed è un documento di lavoro sostanzialmente fisso che restituisce in modo molto più preciso ciò che sarà l’animazione definitiva, scena dopo scena. Contiene dettagli ed informazioni quali il numero di frame per scena, gli effetti visivi e gli sfondi necessari, le inquadrature, i movimenti di camera, la dinamica e la composizione delle scene, tutti dati che servono ai disegnatori ed agli animatori per portare a termine il proprio lavoro in minor tempo.

 

Mahōtsukai Sally 2 (1989-91) Serie TV

sally(Genga episodio 73)

Giunto in Italia con il titolo Un regno magico per Sally, questo anime di 88 episodi è il sequel dell’originale Sally la maga, del 1966, e riprende la storia da dove si era interrotta. La protagonista, che nell’ultimo episodio della serie precedente era ritornata nel Regno della Magia, viene mandata di nuovo dai genitori sulla Terra per proseguire il suo periodo di apprendistato e dove ritrova quindi tutti i suoi vecchi amici.

YAWARA! (1989-92) Serie TV

yawara(Genga di un paio di episodi)

Anime di 124 episodi che narra di Yawara Inokuma, un ragazza che vorrebbe avere una vita normale, come tutte le sue coetanee e che, invece, è costretta da suo nonno a praticare judo a livello agonistico. Questi ha infatti notato il grande talento della nipote verso le arti marziali e desidera farla partecipare ai Giochi Olimpici per ottenere la medaglia d’oro. I primi 20 episodi sono stati trasmessi anche in Italia con il titolo Jenny la ragazza del judo.

BE-BOP-HIGHSCHOOL (1989 – 98) 7 OAV

(Character design, Sakkan)

Serie di OAV basati su un celebre manga di Kazuhiro Kiuchi, vede protagonisti Hiroshi Kato e Nakama Toru, amici inseparabili e compagni di liceo, sempre pronti ad attaccar briga e a ficcarsi in qualche guaio. Momenti di pura demenzialità si alternano a sentimenti e botte da orbi tra bande rivali in questa serie che in patria ha riscosso grande successo.

Hokuto No Ken 3 – Shin Seiki Souzou Seiken Retsuden (1989) Videogame

(Illustrazione per la confezione)

Terzo videogame per Famicom (in occidente Nintendo Entertainment System) dedicato alle gesta del successore della Divina Scuola di Hokuto, vede il giocatore, nel ruolo di Kenshiro, immerso in un vero e proprio RPG che lo porterà a rivivere tutti gli eventi della saga dall’inizio, crescendo man mano di potenza fino al combattimento finale con Kaioh. Certo, detta così sembra un giocone, ma all’atto pratico si tratta di un classico RPG degli anni ’80 con vista dall’alto, personaggi e ambienti caratterizzati da pochi pixel (che se non ci fosse scritto Hokuto No Ken non si distinguerebbe dal resto), un piattissimo sistema di combattimento a turni e montagne di testo (in giapponese).

Hokuto No Ken – Seizetsu Jū-ban Shōbu (1989) Videogame

(Illustrazione per la confezione)

Videogame realizzato per Gameboy e che risente, oltre che di tutti i limiti imposti dal glorioso e monocromatico portatile di casa Nintendo, anche di uno scarsissimo impegno da parte degli sviluppatori. In buona sostanza, il giocatore si trova a poter utilizzare un guerriero scelto tra una rosa di 10 tra i più famosi personaggi di Hokuto No Ken, ovvero Kenshiro, Raoh, Jagi, Shin, Souther, Uighur, Heart, Falco, Hyo e Kaioh, per sfidare i restanti 9 in noiosissimi duelli volti a stabilire chi sia il dominatore del mondo. Ciliegina sulla torta, i Punti Esperienza ricevuti alla fine di ogni combattimento che permettevano al proprio campione di salire di livello rendendo i duelli contro la CPU nettamente più noiosi (anche se più veloci) ma volti più che altro a dare un maggior senso di sfida nella malaugurata ipotesi che due giocatori volessero connettere i loro Gameboy tramite l’apposito cavetto in dotazione e combattere l’uno contro l’altro…

Soju Senshi Psychic Wars (1990) OAV

(Genga)

In questa produzione low-budget, il brillante chirurgo Ukyo Retsu si ritrova suo malgrado a dover viaggiare indietro nel tempo per combattere una battaglia antica di 5000 anni e salvare il Giappone dei suoi giorni dall’invasione di una razza di demoni intenzionati a soggiogare l’umanità.

Hokuto No Ken 4 – Shichisei Hakenden Hokuto Shinken no Kanata e (1991) Videogame

hnk4(Illustrazione per la confezione)

Secondo RPG dedicato a Ken il guerriero e diretto sequel di Hokuto No Ken 3, esauriti gli eventi della saga originale con il precedente titolo, questo gioco rappresenta a tutti gli effetti il primo tentativo di “terza serie di Ken”. Difatti, con il contributo di Hroshi Toda (sceneggiatore dell’anime) e la supervisione di Buronson, i programmatori di Shoei mettono in piedi una trama che esplora vicende successive a quelle viste nel manga, dove stavolta il protagonista non è Kenshiro ma il giocatore stesso che, chiamato a dare un nome al suo personaggio (un discendente della Dinastia Principale di Hokuto), dovrà farsi carico del destino del mondo. Purtroppo la realizzazione tecnica non si sposta molto da quella del suo predecessore, ma resta apprezzabile il tentativo di uscire fuori dai normali schemi e permettere al giocatore di vivere un’avventura totalmente nuova ambientata nell’universo di Hokuto No Ken.

Kinnikuman Kinniku-Sei Oui Soudatsuhen (1991 – 92) Serie TV

(Sakkan ep.39)

Anime di 46 episodi che rappresenta il sequel dell’originale Kinnikuman del 1983. In questa serie viene narrata la parte finale del manga originale, che non era stata ancora trasposta in animazione. Il protagonista, dopo aver dimostrato di essere degno della corona di Re del pianeta Kinniku, vede giungere 5 altri pretendenti al trono, ognuno dei quali rivendica di essere il principe ereditario! Nuovi match vengono quindi organizzati per risolvere la questione…

Candy Candy (1992) OAV

(Genga della parte finale)

OAV che riassume gli eventi dell’infanzia di Candy, dagli anni passati all’orfanotrofio Casa di Pony, assieme all’inseparabile amica Annie passando per l’adozione di entrambe presso le famiglie aristocratiche dei Brighton e dei Legan per concludersi con un lieto fine ad una festa da ballo in cui la ragazzina danza fra le braccia del suo amato principe azzurro Anthony. Curiosamente, nonostante l’enorme fama della precedente serie TV nel nostro paese, questo OAV non è mai stato doppiato in italiano e la causa è da ricercarsi probabilmente nella lunga disputa legale tra le due autrici originali che non fanno che ostacolarsi a vicenda fin dai primi anni ’90 impedendo la trasmissione dell’anime e la distribuzione del merchandise relativo alla serie.

Rokudenashi Blues (1992) OAV

(Genga)

Primo OAV dedicato all’omonimo manga di Masanori Morita (forse il miglior pupillo del maestro Tetsuo Hara), “Il Blues dei buoni a nulla” (ろくでなしBLUES) vede protagonista Tyson Maeda, giovane studente leader del liceo Teikan a Tokyo e fortissimo praticante di boxe, farsi strada nella vita a suon di pugni. Egli sogna infatti di diventare un campione mondiale di boxe e questo lo porterà a sfidare tantissimi avversari. Il maestro Hayama, realizzerà i disegni chiave anche per Rokudenashi Blues 1993, sotto la direzione di Masami Suda.

Hokuto No Ken 5 – Tenma Ryūsei Den Ai Zesshō Videogame

hnk5(Illustrazioni per la confezione e per il manuale d’istruzioni)

Il quinto capitolo delle avventure di Ken sulle console di casa Nintendo è di nuovo un RPG a turni, stavolta programmato per quell’indimenticabile gioiello a 16 bit che fu il Super Famicom. Il team di sviluppo è sempre il medesimo e la trama, ancora una volta, viene curata da Hiroshi Toda e Buronson. Stavolta però non ci troviamo di fronte ad un sequel dei titoli precedenti: La storia si svolge infatti in un universo “parallelo”, alternativo rispetto agli eventi della serie originale. Anche stavolta, il protagonista non sarà Kenshiro, ma un personaggio, discendente della Dinastia Imperiale, a cui il giocatore darà un nome e che dovrà riunire i migliori guerrieri di Hokuto, Nanto e Gento per fronteggiare un potentissimo nemico comune.

Hokuto No Ken 6 – Gekitō Denshōken Haō e no Michi (1992) Videogame

hnk6(Illustrazioni per la confezione e per il manuale d’istruzioni)

Negli anni in cui nelle sale giochi di tutto il mondo impazzava Street Fighter 2, in molti hanno tentato di emularne la formula, chi con buoni risultati, come ad esempio la SNK con le sue serie più famose (Garou Densetsu, Ryuko No Ken, etc..) e chi, come in questo caso Shoei, con risultati che definire ridicoli è più che riduttivo. A pochi mesi dal precedente titolo, esaurite le idee per i giochi di ruolo, i programmatori decidono di prendere 8 personaggi (Kenshiro, Heart, Raoh, Rei, Kuroyasha, Souther, Falco e Kaioh) dalla licenza di Hokuto No Ken ed improvvisare (nel vero senso del termine) un beat’em up ad incontri, ma se al precedente titolo per Game Boy si potevano imputare le limitazioni tecniche, qui le scuse servivano a ben poco: grafica pezzente e sistema di combattimento ancora più pezzente sono gli ingredienti principali di questo titolo completamente da dimenticare…

JoJo No Kimyōna Bōken (1993 – 94, 2000 – 02) Serie di OAV

(Character design, Sakkan ep.1-2-6-7-8, Sakkan principale ep.9-10-11-12-13, Genga ep.2-5-6-7-13, E-konte ep.8, Illustrazioni)

Serie di OAV basati sulla mitica terza parte del fortunato manga Le Bizzarre Avventure di JOJO del geniale Hirohiko Araki.
Si può tranquillamente affermare che rappresenti l’opera che maggiormente ha beneficiato del talento del maestro Hayama, il quale ne ha curato molteplici aspetti, partendo dal character design, passando per la direzione dell’animazione di quasi ogni episodio fino alle illustrazioni pubblicitarie e delle copertine. Gli OAV sono stati pubblicati anche in Italia da Yamato Video.

SLAM DUNK (1993-96) Serie TV

slam dunk(Genga delle 2 sigle d’apertura)

Per far colpo sulla ragazza che gli piace, lo sfigato Hanamichi decide di iscriversi al club di basket del suo liceo pur odiando tale sport. Questo è l’inizio di un fortunato anime che ha avuto uno strepitoso successo in patria ed ha saputo accendere i cuori anche di molti telespettatori italiani. Nel 1994, il maestro Hayama ha realizzato anche la locandina per il primo lungometraggio animato dedicato alla serie.

Bishōjo Senshi Sailor Moon R: The Movie (1993) Film d’animazione

sailor moon r movie(Genga)

Si tratta del primo film d’animazione sulle guerriere Sailor, legato all’omonima serie TV Sailor Moon R ma completamente fuori dalla continuity generale. Xenian, un nuovo misterioso nemico, minaccia di distruggere il pianeta assorbendo la forza vitale dei suoi abitanti, ma le guerriere Sailor sono pronte a combattere per respingerlo. Il film è stato trasmesso anche in Italia: la prima volta in TV (diviso in tre parti), poi raccolto in VHS da Mediaset. In seguito è stato ridoppiato e pubblicato in DVD da Shin Vision nel 2003, ma tolto dal commercio dopo poco tempo a causa di un blocco dei diritti. Infine è stato nuovamente ridistribuito da Dynit con lo stesso audio Mediaset e sottotitoli fedeli all’originale giapponese nel 2011.

BATTLE HEAT! (1994) Videogame

(Character design)

Picchiaduro ad incontri pubblicato da Hudson Soft per PC Engine FX, vede 8 guerrieri di stampo puramente fantasy fronteggiarsi a suon di incantesimi e tecniche segrete. Pur essendo nato sulla scia dei beat’em up dei primi anni ’90, che vedevano Street Fighter 2 come principale modello di riferimento, questo gioco sceglie un gameplay molto peculiare rispetto a tutti gli altri: I combattimenti si svolgono infatti come vere e proprie sequenze animate, sembra a tutti gli effetti di assistere più alla visione di un anime che di un videogame! Il tutto risulta quindi una vera e propria gioia per gli occhi grazie alla mano del maestro Hayama!

Bastard!! – Utsuru Naru Kamigami No Utsuwa (1996) Videogame

(Character design, Sakkan dei filmati anime, Illustrazione per la confezione)

Videogame per Playstation basato sull’omonimo manga di Kazushi Hajiwara, vede il protagonista Dark Schneider, accompagnato da altri personaggi, affrontare un’avventura in pieno stile RPG rivivendo la prima parte del manga originale. Il gameplay è in soggettiva (alla DOOM per intenderci) e si hanno a disposizione tonnellate di incantesimi.

Kindaichi Shōnen No Jikenbo (1996) Film d’animazione

kindaichi(Genga)

Film d’animazione basato su un manga, disegnato da Fumiya Satō e scritto da Yōzaburō Kanari e Seimaru Amagi, che dal 1992 riscuote un certo successo in Giappone (ispirando light novel, serie anime, videogames e un live action) ed è stato per molti versi il precursore di Detective Conan. Protagonista delle vicende è Hajime Kindaichi, liceale che si ritrova spesso a dover risolvere complicati casi d’omicidio o crimini apparentemente impossibili.

Il maestro Hayama ha realizzato le animazioni chiave anche per la parte finale del successivo film Kindaichi Shounen no Jikenbo 2 – Satsuriku no Deep Blue del 1997.

Gegege No Kitarō: Obake Nighter (1997) Film d’animazione

obake nighter(Genga)

Ottavo film ispirato a “Kitaro dei cimiteri”, una serie che in Giappone spopola fin dagli anni ’60 e il cui protagonista è appunto Kitaro, un giovane spiritello (yōkai) che lotta per mantenere la pace tra il suo mondo e quello degli uomini. In questa battaglia non è comunque da solo, potendo contare su una folta schiera di alleati, ognuno con i propri peculiari poteri.

Kenpū Denki Berserk (1997-98) Serie TV

berserk(Genga dell’episodio finale)

Anime televisivo di 25 episodi che ripercorre, in maniera anche troppo edulcorata, le vicende del celeberrimo (ed interminabile?) manga di Kentaro Miura che vede protagonista Guts, guerriero maledetto, nell’arco di storie che rappresentano la sua stessa genesi: l’incontro con Griffith, Caska e la Squadra dei Falchi, le lotte, le conquiste e la loro caduta, fino all’agghiacciante momento dell’Eclissi…
Da noi la serie è stata trasmessa in terza serata su Italia 1 tra il 2001 ed il 2002, divenendo il primo anime mandato in onda senza le pesantissime censure che Mediaset era solita usare.

Nessa No Haou Gandahra (1998) Serie TV

(Character Design, Sakkan ep.15 e 26, Genga ep.22 e 25)

Serie TV di 26 episodi vede un essere sovrannaturale, chiamato Supremo Gandahra, svegliarsi e investire il mondo con violente tempeste di sabbia per trasformarlo in un immenso deserto. Gli unici che sembrano poterlo combattere sono la giovane Ema, un’aspirante cantante, ed il suo amico Yuki che, assieme ad altri componenti di una band, dovranno scoprire il segreto, celato nella musica, per poter sconfiggere il demone e salvare il pianeta.

(Continua…)

JAGI IL FIORE MALVAGIO Vol.1 – Recensione


Conclusasi la saga dedicata a Toki, la collana KEN LA LEGGENDA di Planet Manga inizia ad ospitare JAGI IL FIORE MALVAGIO, edizione italiana di Jagi Gaiden – Gokuaku No Hana (ジャギ外伝 – 極悪ノ華 – La Storia Parallela di Jagi – Il Fiore del Male), serie composta da due volumi che portano la firma di Shinichi Hiromoto. Originariamente pubblicato sul settimanale Comic Bunch  a partire da dicembre 2008 fino ad agosto 2009, il manga narra il percorso verso la follia del terzo dei quattro fratelli di Hokuto, mostrandoci retroscena completamente inediti sulla sua storia e sulle cause che l’hanno trasformato nell’ossessionata nemesi di Kenshiro che tutti abbiamo conosciuto attraverso la serie storica.
Un viaggio allucinante ed allucinato nella psiche e nella memoria di un personaggio mai veramente approfondito prima. Allacciatevi quindi le camicie di forza e buona lettura! ;)

TRAMA

Risulta ostico parlare di una “trama” in questo manga, ma non fraintendetemi, lo dico in senso buono. Perché Jagi Gaiden non si limita ad approfondire un personaggio fornendogli un background, no, come dicevo nell’introduzione, ti catapulta direttamente nella mente malata del protagonista, e senza fare complimenti! La storia procede infatti in un continuo avvicendamento di scene di inauditi massacri da lui compiuti e flashback (dove si sviluppa la vera narrazione) in cui Jagi viene presentato sin dalla più tenera infanzia, quando rimasto orfano a causa di un incendio, viene salvato e adottato dal maestro Ryuken. Da subito il piccolo, che palesa già un carattere irruento ed incline alla violenza, si affeziona al padre adottivo, desiderando la sua approvazione. I primi problemi iniziano però quando Raoh e Toki giungono al tempio per essere addestrati. In questo frangente, Jagi scopre per la prima volta che il padre è l’unico Successore dell’Hokuto Shinken e che i suoi due nuovi fratelli adottivi sono giunti lì per apprenderlo. Scioccato da queste rivelazioni, Jagi non capisce il motivo per cui il padre non abbia concesso anche a lui di poter apprendere i segreti dell’Hokuto. Il ragazzo, sopraffatto dalle emozioni, fugge via dal tempio. Per un breve periodo sopravvive entrando a far parte di una gang di strada poi, un giorno, decide di tornare di nuovo da Ryuken. Intenzionato a farsi valere, Jagi inizia ad allenarsi imitando Toki e Raoh, ma non si aspetta di certo il secondo colpo basso che il fato gli ha riservato: al tempio giunge infatti Kenshiro, un ragazzino più piccolo di lui che, senza se e ne ma, viene subito accolto nel dojo!

Non vado oltre per non rovinare il piacere della lettura e passo piuttosto alla mia solita analisi. Di Hiromoto ho già parlato qualche giorno fa proprio in previsione dell’uscita di questo manga, in modo da avere un quadro un po’ più chiaro sull’autore con cui abbiamo a che fare. Quello che posso dire di lui e di Jagi è che sicuramente nessun connubio fumettistico poteva essere tanto azzeccato come questo. Non tanto per la coerenza con il manga originale (quella scordatevela proprio), ma per l’esatto opposto, ovvero il prendere in mano un personaggio vile e dalle scarse capacità per trasformarlo in uno completamente nuovo, reinventandolo dalle radici. Leggendo ci si rende infatti conto di quanto questo Jagi sia più folle, più grottesco e più ossessionato rispetto a quello della serie storica. Hiromoto non ha effettivamente dato vita ad uno spin-off, ha creato piuttosto una realtà alternativa in cui Jagi diviene quasi un eroe maledetto, un incompreso dal fato avverso che lotta costantemente per affermarsi, per raggiungere una meta che normalmente gli sarebbe preclusa. Ed è un approccio semplicemente geniale. Non tanto per il canovaccio della storia, in alcuni punti anche prevedibile e scontata, quanto per le implicazioni che si porta dietro. Perché è una storia che divide il pubblico: da un lato chi può pensare “ok, Jagi è un personaggio molto famoso tra i fan giapponesi, è solo una commercialata e stop”; dall’altro chi pensa “finalmente un po’ di dignità ad un personaggio troppo sottovalutato”; infine, come nel mio caso, l’ipotesi forse più inquietante (e che in qualche modo ho suggerito nell’introduzione) “in realtà tutta la storia è solo il delirio della folle mente di Jagi, talmente pazzo da vedere la realtà in modo completamente distorto”.
E la cosa geniale è, appunto, che ognuno di questi punti di vista potrebbe essere quello giusto, perché Hiromoto lascia che sia il lettore a decidere cosa vederci!

PROTAGONISTI

JAGI (ジャギ)

jagi profile

Per una volta vero protagonista, Jagi è un individuo violento e completamente privo di scrupoli, terzo dei figli adottivi di Ryūken e l’unico a non discendere da un qualsiasi ramo della Dinastia Principale di Hokuto. Proprio per questo motivo, viene inizialmente escluso dal dojo ma, combattendo con le unghie e con i denti, riesce infine a guadagnarsi il diritto di accedere agli allenamenti.
Vedi la scheda di Jagi nel manga originale

ryuken profileRYUKEN (リュウケン)

63° maestro successore dell’Hokuto Shinken, Ryūken ha adottato Jagi nel giorno stesso in cui lo ha salvato, ancora in fasce, da un incendio che lo aveva lasciato orfano di entrambi i genitori. Conscio del fatto che il ragazzo non potrebbe mai aspirare a divenire successore di Hokuto, cerca di tenerlo lontano da un cammino che gli recherebbe soltanto sofferenza ma, dopo averne constatato la grande determinazione, resta talmente colpito da ammetterlo nel dojo. Vedi scheda di Ryuken nel manga originale

raoh profileRAOH (ラオウ)

Forte e autoritario, Raoh è il maggiore tra i fratelli di Hokuto. Concentrato sull’addestramento, il mezzo che gli consentirà di acquisire il potere a cui ambisce, si limita ad osservare con distacco le dinamiche famigliari, senza mai farsi veramente coinvolgere. Nonostante ciò, sembra in qualche modo rispettare l’ostinazione di Jagi.
Vedi scheda di Raoh nel manga originale

toki profileTOKI (トキ)

Diversamente dal fratello Raoh, e pur rivestendo un ruolo di secondo piano rispetto alla storia, Toki si mostra ben più sensibile all’evolversi dei rapporti all’interno del dojo, preoccupandosi attivamente di quanto accade e mostrando spesso grande senso di responsabilità.
Vedi scheda di Toki nel manga originale

kenshiro profileKENSHIRO (ケンシロウ)

Il minore tra i fratelli di Hokuto, già dal suo arrivo al Tempio di Hokuto riesce a scatenare una violenta reazione da parte di Jagi, che non può comprendere come questi possa essere ammesso agli allenamenti prima di lui. E da quel giorno in poi, benché Kenshiro cerchi sempre di mostrarsi rispettoso e benevolo nei suoi confronti, l’odio non farà altro che crescere a dismisura…
Vedi scheda di Kenshiro nel manga originale

boss profileBOSS (ボス)

Leader di una gang di motociclisti tra i cui membri troverà asilo il giovane Jagi durante il suo allontanamento dal Tempio, dovuto all’arrivo di Raoh e Toki e alla scoperta che Ryuken, il suo amato padre adottivo, lo ha in realtà tenuto sempre all’oscuro della sua vera vita e gli ha precluso l’apprendimento dell’Hokuto Shinken.

anna profileANNA (アンナ)

Sorella minore di Boss, Anna diviene una cara amica di Jagi, incoraggiandolo spesso a dare il meglio e a scrivere da solo il suo destino, facendo di tutto per raggiungere il suo sogno di diventare successore dell’Hokuto Shinken. Man mano che crescono, i due ragazzi si legano sempre più, ma il fato pare avere in serbo solo immenso dolore per entrambi…

shiva profileSHIVA (シバ)

Giunto al Tempio di Hokuto per sfidarne i candidati alla successione, è il maestro dell’Hakuja Ken (白蛇拳 – Scuola del Serpente Bianco). Al suo arrivo, però, non trova Ryuken ma Jagi, il quale si dichiara egli stesso successore dell’Hokuto Shinken e lo attacca per difendere l’onore del padre adottivo.

ALTRI PERSONAGGI

Nel manga fanno una breve apparizione anche altri personaggi. Nello specifico, nel capitolo 7, ci si ricollega al noto episodio del manga originale in cui un Kenshiro ancora meno che adolescente viene portato da Raoh a sfidare 10 guerrieri di Nanto e, mentre la piccola Julia, rimasta al Tempio, è disperata e cerca l’aiuto di Jagi, Shu sacrifica i suoi occhi per salvare il ragazzo da morte certa, sotto lo sguardo indignato di Souther.

julia profileshu profilesouther profile

EDIZIONE ITALIANA

Dopo la pubblicazione di TOKI IL SANTO D’ARGENTO, che pur non essendo perfetta era comunque decente come edizione, da questa collana mi aspettavo che lo standard qualitativo si fosse finalmente attestato almeno su quel livello. Purtroppo no. E lo dico con la morte ne lcuore perché per me questo manga merita, ma la Planet pare godere nel perdersi in un bicchier d’acqua. Stavolta però, il guaio non sono tanto traduzioni e adattamento (anche se qualche piccolo “What The Fuck?” ogni tanto scappa…), anzi, per una volta la resa “volgare” dei dialoghi ben si adatta al personaggio e alla storia. No, il problema stavolta è tecnico, di impaginazione. TUTTE le tavole sono tagliate male e impaginate peggio.

Si parte da roba come questa…

… per arrivare a cose come questa…

… o questa…

Senza contare il millimetro e mezzo di rigo bianco che rimane in cima ad OGNI pagina e diverse illustrazioni (di cui trovate le versioni a colori sempre nello speciale su Hiromoto) dalla resa scurissima, talmente scure che spesso non è possibile distinguere nulla!

Penso che le immagini parlino da sole, il resto lo lascio ai vostri eventuali commenti.


AGGIORNAMENTO IMPORTANTE!
(16 dicembre 2014)

A dispetto di quanto pensavo, sembra che il difetto di impaginazione non interessi tutte le copie in circolazione. Ecco infatti una foto dimostrativa inviatami dal responsabile della testata, Mattia Dal Corno:

Di conseguenza è possibile chiedere direttamente al proprio edicolante o al proprietario della fumetteria di fiducia di sostituire la copia fallata con una buona.


 

Appuntamento al prossimo mese!

 

Aggiungi un posto a tavola… che c’è un guerriero in più!


sfida gastronomica

Come annunciato il mese scorso, presso l’Agriturismo San Floreano (UD) si è svolta ieri un’interessante sfida gastronomica in cui le scuole di Hokuto e di Nanto si sono fronteggiate in un combattimento all’ultima portata. Sì, avete capito bene, ogni piatto è stato preparato secondo determinati criteri per rappresentare l’una o l’altra scuola ed ogni invitato è stato chiamato a votare per stabilire quale delle due avesse vinto. Di seguito le foto dei piatti, accompagnati dai disegni di Pietro Spedale, con relativa descrizione (cliccate sulle foto per ingrandirle).

Iniziamo con un aperitivo “misto”: un calice di vino rosso cabernet offerto da Juza e uno spiedino tricolore offerto da Bart.

Antipasto Hokuto presentato da Jagi: vol au vent “dite il suo nome” alla zucca e speck con salsa al wasabi e soja.

Antipasto Nanto presentato da Yuda: pane carasau e prosciutto cotto nel pane con radice di rafano e senape.

Primo Hokuto presentato da Raoh, che non ha voluto mostrarsi a figura intera ma ci ha concesso un braccio (ci è andata meglio che a Juza!): involtino di verza ripieno di salsiccia e castagne con dune di riso alla curcuma.

Primo Nanto presentato da Souther: piramide di tortelli di barbabietola rossa ripieni di formadii frant con salsa di caprino e semi di papavero.

Secondo Hokuto presentato da Kenshiro: arrotolato “ombelico di Heart” su crema di zucchine e patate ai palmi distruttori.

Secondo Nanto presentato da Rei: tagliata “di che colore è il vostro sangue?” con cacao, caffè e peperoncino accompagnato da carote al miele e zucchine saltate.

Dolce Hokuto presentato da Toki: strudel di pere e cioccolato con vortice di cioccolato fondente.

Dolce Nanto presentato da Shu: panna cotta con sciroppo di fichi e cialde croccanti al miele.

Ed ecco gli artefici di questo pranzo speciale: papà Franco e Silvia, rispettivamente cuoco e aiuto cuoco e “direttore artistico” della cucina.

FOCUS ON: Shinichi Hiromoto


shinichi hiromotoLa prossima settimana avremo tra le mani il primo volume di JAGI IL FIORE MALVAGIO, lo spin-off manga scritto e disegnato da Shinichi Hiromoto (ヒロモト森一) ed incentrato sulla vita del terzo dei quattro fratelli di Hokuto. Per questo ho pensato di parlare un po’ proprio del suo autore, che personalmente ho imparato a conoscere 16 anni fa, quando nel 1998 la Star Comics iniziò a pubblicare Fortified School. Classe 1966, Hiromoto nasce a Kumamoto, nell’isola di Kyushu (Giappone), si laurea in Belle Arti e, tra i primissimi lavori di rilievo, collabora con la software house Konami al character design di Parodius Da! e alla produzione di Gradius III per Super Famicom. Nel 1992, dopo aver vinto il premio Tetsuya Chiba, debutta sul mensile Afternoon di Kodansha con Single Action Army, ma il vero primo grande successo arriva proprio con Fortified School, pubblicato sempre sullo stesso mensile dal 1994 al 1997 e poi raccolto in 7 volumi. Da allora ha dato vita a tantissime opere, tra manga, illustrazioni e collaborazioni varie, tra le quali vale la pena citare Lupin III – La maledizione degli Ishikawa, realizzato in con Kappa Edizioni  su sceneggiatura di Andrea Baricordi, oppure le opere legate all’universo di Star Wars, così come vale la pena di citare altri successi come Hells Angels, ma la lista è veramente troppo lunga per poterne parlare più estesamente (considerate pure che tra le varie cose ci sono anche dei videogame dei Pokemòn…). Tra i progetti più interessanti a cui Hiromoto ha partecipato, sicuramente è da menzionare il “The Masters of Animanga”, un’iniziativa che permetteva a utenti di tutto il mondo di interagire nella creazione di una storia partendo da un personaggio proposto da grandi autori.

fortified school

Per descrivere Shinichi Hiromoto, il cui modello di riferimento è chiaramente il Go Nagai dei tempi andati, si potrebbero usare tanti aggettivi: irriverente, geniale, cattivissimo, spudorato, maniacale, dissacrante, estroverso, visionario, brutale, provocatorio… e potremmo andare avanti ancora per un bel po’, ma quello che mi preme sottolineare è quanto sia difficile esprimerne la personalità e lo stile a parole piuttosto che come egli stesso sceglie di mostrarsi, ovvero attraverso le sue stesse opere e i suoi disegni. Per questo motivo ho preparato una piccola gallery:

 Adesso è più chiaro il concetto?

Appuntamento quindi tra pochi giorni per la recensione del primo volume di JAGI IL FIORE MALVAGIO.

S.O.S. Ryuken – L’Hokuto per le famiglie (terza puntata)


Terzo appuntamento con S.O.S. Ryuken,  la rubrica dedicata alle famiglie di quest’epoca tumultuosa, in cui i figli credono di poter dettare legge e allo stesso tempo conservare una perfetta dentizione.

Genitori, siete attanagliati dalle continue richieste di aprire un mutuo per comprar loro l’ultimissimo “iCoso”?  Provate un senso di terrore quando sentite la sigla di Peppa Pig? Avete mai danzato con Kaioh nel pallido plenilunio?

SONO PRONTO A CREDERE IN VOI !!

E chi sono io? Semplice, ecco il mio curriculum:


maestro ryukenNome anagrafico: Ramon Kasumi
Nome d’arte: Ryuken
Sesso: MASCHIO 100%
Anno di nascita: Non sono affari vostri
Professione: 63° maestro successore di Hokuto

La mia missione

Riscrivere le regole della pedagogia a suon di calci in bocca. Insegnare che ogni bambino è come un piccolo blocco di creta da modellare con colpi precisi, diretti preferibilmente nei punti più sensibili. Permettere al mondo di riscoprire la tortura come strumento educativo.


Prima di tutto, ecco di nuovo il logo ufficiale (sempre gentilmente offerto dall’allievo Alessandro Vocisano) con il secondo motto da tenere sempre a mente:

Passiamo ora a quelli che sono i vostri dubbi e le vostre domande.  Buona lettura!


natsukoUno sport sano?

Da un po’ di tempo sono preoccupata per mio figlio. Pensavo che un po’ di sport potesse soltanto fargli bene e, fin da piccolissimo, l’abbiamo sempre incoraggiato a seguire la sua passione per il calcio. Ora però, il pallone se lo porta letteralmente ovunque, palleggiando di continuo e dicendo che è “suo amico”, mentre la ragazzina che gli fa il filo non la guarda nemmeno. Ho paura. (Natsuko)


answerSignora mia, è chiaro che il problema deriva da un’eccessiva fissazione del ragazzo nei confronti di un singolo sport. Quando sono giovani hanno bisogno di stimoli sempre diversi, ed è per questo che ogni allievo della Divina Scuola di Hokuto, piuttosto che fossilizzarsi su una sola disciplina, pratica differenti attività sportive e ricreative.
Se permette le mostro qualche esempio:

“EQUITAZIONE DI SFONDAMENTO”

Cosa c’è di più bello che cavalcare liberi e travolgere ogni cosa o essere vivente osi ostacolare il nostro cammino? L’equitazione di sfondamento è tutto questo e anche di più. Rappresenta infatti non solo un un ritorno alla natura, ma anche un metodo di controllo demografico efficace per asfaltare il maggior numero di persone inutili nel minor tempo possibile. Un must.

“MEDITAZIONE CON SORPRESA”

Uno dei nostri motivi di vanto. Mentre i normali esseri umani si accontentano di una meditazione tranquilla, in cui si isolano dal resto del mondo, noi della Divina Scuola di Hokuto andiamo oltre.  Le nostre meditazioni sono infatti pericolose più degli stessi allenamenti e questo ci aiuta a sviluppare un maggior istinto di sopravvivenza. Nelle foto non mi vedete, ma ero sopra alla cascata a spingere il tronco. Purtroppo le cose non sono andate come dovevano, ma anche questa è la vita…

“VERTICALE SULLE DITA”

verticale sulle dita

Un esercizio semplicissimo, per rinfrancar lo spirito tra uno spargimento di sangue e l’altro.

“LANCIO DEL BALORDO”

Questa addirittura la volevamo proporre come disciplina olimpionica. Non c’è molto da spiegare, basta guardare le immagini: si prende un qualsiasi crestone, si mira bene e lo si calcia il più lontano possibile, cercando di stabilire un nuovo record. Semplicità unita a praticità.

Detto questo, sicuramente si starà ora chiedendo, come tanti altri genitori in questo momento:

“Ma come faccio ad avvalermi di tali meravigliosi metodi senza dover necessariamente iscrivere mio figlio tra i contendenti alla successione della Divina Scuola di Hokuto?”

E io le annuncio, per la sua gioia e per la gioia di tutti gli interessati, che abbiamo da poco siglato un accordo con una catena di circoli sportivi in forte espansione e che prevede l’integrazione del nostro metodo brevettato! Signori e signore, è con orgoglio che vi presento il nostro nuovo sponsor!

Con Tana delle Tigri potrai sperimentare tutta l’efficacia di allenamenti sanguinari e disumani senza lo scomodo di doverti recare al Tempio di Hokuto. Cerca la filiale più vicina, probabilmente è già nella tua città!


ripleySituazione alienante

Sono un clone (l’ottavo, per la precisione) della defunta me stessa e conservavo delle cellule di alieno “Regina” nel mio corpo. Degli scienziati hanno ricreato una nuova Regina partendo da quelle cellule ma questa ha subito una mutazione che l’ha portata a partorire un ibrido umano-alieno che prima l’ha schiantata con in un colpo solo e ora riconosce me come madre. Qualche consiglio?   (Ellen Ripley)


answerScusi, ma lei non è quella del bambino posseduto di cui si parlava nella prima puntata? Signora, se lo lasci dire, per me è proprio da ricovero immediato, ma ho voluto lo stesso contattare un esperto che saprà aiutarla sicuramente meglio di quanto possa fare io. Dopo avergli sottoposto la sua domanda, ecco cosa ha detto Sub Zero

Adam Kadmon

Caro Ryuken, è bello risentirti, spero tu stia bene. Ho letto con molta attenzione quanto ha scritto la signora Ripley e passo subito a risponderti. L’umanità ha a che fare con gli alieni da tempi remotissimi, come testimoniano queste foto autentiche scattate 2400 anni fa nell’antico Egitto…

egitto

Ed è proprio per denunciare il controllo che gli alieni esercitano sulla nostra società che le Bangles cantavano “Walk like an egyptian”.

E le Bangles, come la maggior parte delle donne, amano i gatti. Ma avete mai notato come 44 gatti, se messi in fila per 6, danno sempre il resto di 2? Eppure, il matematico e fisico Erwin Rudolf Josef Alexander Schrödinger non era convinto. Condusse quindi degli studi per dimostrare che uno dei 2 gatti restanti poteva essere sia morto che vivo nello stesso momento…

wanted

Ma, come ben sapete, “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”. E in questa storia c’è di nuovo la zampino degli Illuminati, che riconobbero in quel gatto la reincarnazione di Giano bifronte, divinità romana adorata dalla setta dei Templari e che aveva il potere di guardare sia il passato che il futuro. Ed è qui che entra in gioco la Massoneria: grazie all’aiuto di un autore giapponese, Fujiko Fujio, venne creato infatti un personaggio che incarnava proprio queste caratteristiche: Doraemon.

doraemon

Coincidenze? Io non credo.

Pensateci bene, chi, se non qualche potere occulto, potrebbe infatti permettere, a distanza di ormai 45 anni dalla sua creazione, ad un personaggio e delle storie così trite e ritrite di riscuotere tanto successo in tutto il mondo ed entrare nelle case di ogni persona attraverso la TV, influenzando così intere schiere di bambini e adulti? Non è forse questo il tipo di omologazione che vorrebbe il Nuovo Ordine Mondiale?

Ora, come sempre, prendete quello che dico come una favola, ma ricordate che ogni favola, come si sa, nasconde una morale.

Un abbraccio.

(Adam)


madre disperataMio marito…

Maestro Ryuken, le scrivo di nuovo ma stavolta non per il bambino, che finalmente ha smesso di toccare ogni cosa grazie ai suoi preziosi consigli, bensì per mio marito. Deve infatti sapere che un po’ di tempo è divenuto uno spettatore accanito di Rai Yoyo, soprattutto dei racconti della buonanotte. Posso capire il bambino, ma lui? C’è qualcosa che posso fare per “recuperarlo”?   (Madre Disperata)


answerE signora mia, ci credo che suo marito s’è appiccicato a Rai Yoyo!
Ma lei l’ha vista la Fata Ariele?
⇓⇓⇓


marrabbioGiovinastri

Ciao cugino, come stai? Ne è passato di tempo. Ti scrivo per chiederti un consiglio su mia figlia Licia. Tu lo sai che, da quando è venuta a mancare la madre, l’ho cresciuta cercando sempre di proteggerla dai ragazzacci. Ultimamente, però, sembra essersi invaghita di un paio di teppisti  capelloni e rockettari che le ronzano intorno. Cosa posso fare?    (Marrabbio)


answerCiao, carissimo. In effetti è tanto tempo che non ci sentiamo e mi spiace doverti subito dare la prima doccia fredda. Infatti avrei voluto essere l’ultima persona al mondo a dovertelo dire, ma… tua figlia è una zozza! Quando me l’hanno detto non ci volevo credere nemmeno io, ma i tempi sono cambiati, con internet puoi venire a sapere le peggio cose e, insomma, girano un sacco di voci sul fatto che, zitta zitta, sotto sotto, tromba come un’antilope. Adesso io non è che ho le foto, ci mancherebbe, addirittura potrebbe essere una bufala, però se poco poco è vero, ti conviene correre ai ripari perché è capace che ti torna a casa incinta. Se la porti da me, magari possiamo organizzare una riunione di famiglia e chiamo Jukei, che con queste cose ci sguazza. Una bella terapia di Hokuto Ryū Ken Shikanhaku e vedrai che tutto si sistema…

shikanhaku

La tecnica le cancella i ricordi e, al risveglio, la fa’ innamorare della prima persona che vede. Tu prendi un bel tizio con una barcaccia di soldi e hai svoltato! Lei è felice e tu forse è la volta buona che chiudi quel cesso di locale e ti godi la bella vita. Mi raccomando, fammi sapere!


E per stavolta è tutto. Spero che i consigli siano stati utili e, nell’attesa di una quarta puntata, vi ricordo che potete porre le vostre domande direttamente nei commenti, in modo da poter essere selezionate per avere una risposta. Tenete poi sempre a mente il motto che avete appreso ad inizio puntata:

“Quando la casa è nel caos, appare Hokuto”

Alla prossima!

Hokuto No Ken x Puzzle & Dragons – GungHo alla riscossa


hokuto no ken puzzle

Magari qualcuno se la ricorda ancora la GungHo, quella software house nipponica che, in un passato non troppo lontano, ci aveva illuso che un open world basato sul mondo di Hokuto fosse possibile e, soprattutto, alla portata di tutti. Sì, la GungHo, quella di Ragnarok Online e tanti altri MMORPG tra i quali, appunto, il compianto Hokuto No Ken Online, di cui abbiamo magari visto immagini varie, desiderandolo, e che è poi svanito in una bolla di sapone a causa dello scarso successo in madrepatria.

Nel frattempo, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, o almeno quanta ne è bastata alla software house per fare una barcaccia di soldi con Puzzle & Dragons (パズル&ドラゴンズ), un puzzle-rpg sviluppato per dispositivi  iOS e Android. Un giochillo che potete vedere in azione nel seguente video:

Puzzle & Dragons è famoso non solo per il suo gameplay ma anche per gli eventi speciali e le collaborazioni con diverse serie, da Evangelion a Batman, passando per Saint Seiya, Dragonball Z e tanti altri. Poteva quindi mancare il mondo di Hokuto, che in Giappone è e rimane comunque un’istituzione? Certo che no! Al grido di “Non ho alcun rimpianto per la vita da puzzle che ho vissuto!!” eccone l’annuncio ufficiale…

no regrets for this puzzle life

Al momento, l’unico elemento di “crossover” sembra essere rappresentato da questo mostro, che come potete vedere sembra aver frugato nel guardaroba di Raoh.
Cliccando qui, ne trovate le caratteristiche.

tamada special

Da notare che tale mostro non sembra al momento disponibile per la versione inglese del gioco, ma se ne dovrebbero avere notizie molto presto, considerato che dalla pagina facebook ufficiale di tale versione, spunta questo status:

KEN IL GUERRIERO – LE ORIGINI DEL MITO DELUXE Vol. 2 – Recensione


MSOTE001ISBN_KEN_origini_DLX_2_scvr.inddSeconda uscita per la nuova edizione deluxe, targata Planet Manga, di Ken il guerriero – Le origini del mito, ristampa bimestrale che ci permette di rivivere, in volumi da più di 400 pagine e in grande formato, gli epici combattimenti di Kenshiro Kasumi, il 62° successore della Divina Scuola di Hokuto, coinvolto in una lotta senza quartiere fra le principali gang malavitose della Shangai degli anni ’30.
La volta scorsa abbiamo dato uno sguardo globale sia alla serie e ai suoi protagonisti, sia ai pregi e ai difetti della nuova edizione. Da ora, e per i restanti 11 volumi che la compongono, mi concenterò invece su approfondimenti (in maniera analoga a quanto fatto con la serie originale) volti a chiarire alcuni aspetti non facili da recepire, anche per gli stessi fan dell’universo Hokuto.
Buona lettura! ;)

RESURREZIONE

Basterebbe questo titolo, “resurrezione”, per descrivere nella maniera più sintetica, ma anche più significativa, ciò che viene raccontato negli episodi raccolti nel secondo volume. Perché tutto, dall’inzio alla fine, è incentrato sul particolare “calvario” di Guāng-Lín, la sua lotta tra la vita e la morte, il suo ritorno e la definitiva rinascita del Qīng Bāng. Elementi con cui gli autori giocano allo stesso modo in cui giocavano ai tempi di Hokuto No Ken, rincorrendo citazioni messianiche ma senza sfociare nel cattivo gusto. E c’è una sorta di eccitazione, di gioia, a vedere Guāng-Lín che torna a “raddrizzare i paletti”. A un certo punto ci si sente come immersi nelle atmosfere de “Il Padrino” di Francis Ford Coppola, sebbene la visione del mondo da parte di Hara (di cui ho trattato nella recensione di Last Piece) riesca a plasmare tali elementi e piegarli al suo metodo espressivo. Gli eroi sono sempre riconoscibili, anche quando invischiati nel contrabbando d’armi e oppio, le persone mediocri vivono e muoiono nella loro mediocrità, anche se investite di un’apparente autorità, mentre coloro che sono viscidi e spregevoli nel profondo, manifestano tali qualità anche esteriormente, divenendo delle parodie viventi, delle caricature. Perché in fondo il messaggio del maestro è chiaro: da uomo ormai maturo, con una certa esperienza, ha voglia di mostrare come i furbi, i prepotenti, gli approfittatori, i bastardi senza pudore, siano vittime del loro stesso squallore, finendo spesso per divenire dei ridicoli zimbelli, dei pagliacci  convinti che nella vita basti sapersela cantare e suonare per essere qualcuno. Personaggi illusi che i loro castelli di carte possano reggere il confronto  con i “veri uomini”, coloro che, al contrario, hanno imperniato la loro esistenza su valori come l’onore, la lealtà e l’amicizia. Coloro che, anche se separati dal tempo e dalla distanza, mantengono legami indissolubili e che sono pronti a mettere in gioco la propria vita l’un per l’altro.

La cosa bella è che tutto ciò di cui ho appena parlato rappresenta solo il “contorno” di un piatto ancor più sostanzioso.  In questo volume, infatti, Kenshiro se la vede a più riprese con un valido avversario, il Re degli Spiriti, in avvincenti duelli che introducono il vero leitmotiv che ci condurrà fino alla fine della serie e che merita un approfondimento a parte.

Le Tre Casate di Hokuto (北斗三家)

hokuto sanka

Nota: Della storia e delle origini dell’Hokuto ho già scritto in maniera esaustiva nelle sezioni specifiche del sito ma, per evitarvi lo scomodo di dover saltare da un link all’altro, riporto qui le informazioni essenziali.

Si narra, con il sapore della leggenda, che l’Imperatore  Liu Zhuāng (劉莊), appartenente alla dinastia degli Han orientali,  sognò un uomo dorato e, colpito da tale evento, diede ascolto ad un suo consigliere, che suggerì si potesse trattare di una divinità straniera: Buddha. Vennero quindi inviati degli ambasciatori verso Occidente che tornarono, nel 67 d.C.,  assieme a due monaci, trasportati su un cavallo bianco, i quali recavano con sé i rotoli delle loro scuole e che costruirono il Tempio del Cavallo Bianco (白馬寺) presso la Capitale Luòyáng.

L’incontro tra l’illuminato Imperatore e quei monaci missionari venne visto da entrambe le parti come un segno del destino.  Nel manga originale viene brevemente accennato ad un episodio particolare, avvenuto sul Koutendai (降天台 – Collina Celeste),  in cui gli déi affidarono la loro spada al capostipite della dinastia. Non viene spiegato di preciso cosa accadde, ma di fatto si capisce che ci fu un segno tangibile del favore che il Cielo aveva riservato ai membri della casata di Liu Zhuāng, qualcosa che spinse i monaci ad insegnar loro i segreti della loro micidiale arte marziale, dando quindi origine all’Hokuto Sōkeken (北斗宗家拳 – Scuola della Dinastia Principale di Hokuto).

Quando, nel 189 d.C., venne deposto e poi assassinato il giovane Imperatore Liu Bian, esplose un turbolento periodo di battaglie per il potere. Fatto interessante, i monaci tutelari dell’Hokuto Sōkeken decisero di affidare il destino del mondo alle mani di un discendente della casata che avrebbe dovuto creare una nuova e definitiva arte marziale. Questo potrebbe significare, oltre al noto discorso riguardante l’ormai raggiunto limite della tecnica, che forse, con il passare del tempo, si era perso di vista che il favore degli déi era stato dato principalmente ai membri della discendenza di  Liu Zhuāng e che la diffusione massiccia dei loro insegnamenti anche a chi non era strettamente legato ad essa (ricordiamo infatti che nacquero, sempre per difendere l’Imperatore, anche il Gento Kōken e il Nanto Seiken) era stato un errore. In seguito, sempre per mezzo di un segno degli déi, Shuken divenne il fondatore dell’Hokuto Shinken.

Negli anni a seguire, mentre la Cina versava nel caos, l’Hokuto Shinken veniva perfezionato sul campo di battaglia, mentre si cercava disperatamente di ristabilire la dinastia Han. Tuttavia, gli eventi portarono ad un’inaspettata svolta e il territorio venne infine diviso in tre Regni: Shu, Wu e Wei. Fu allora che la Divina Scuola di Hokuto subì la scissione fra le tre casate Sun, Cao e Liu. Nel manga non è mai spiegato nel dettaglio come e perché questo avvenne, si evince soltanto che, essendo cambiato il ruolo dell’Hokuto, passando dal difendere l’Imperatore del Cielo al ben più esteso compito di “difendere gli eroi”, la scissione ci sia stata per via dell’impossibilità, all’epoca, di stabilire a priori chi sarebbe stato a riportare l’ordine e la pace.

P.S.: Di come l’Hokuto Shinken si trasferì dalla Cina al Giappone avremo modo di parlare negli approfondimenti futuri.

PERSONAGGI

Nota importante: Nelle schede che seguono ho voluto mantenere una linea coerente con l’opera originale. In esse verrà proposto il nome correttamente traslitterato in italiano, gli ideogrammi relativi e, a seconda dei casi, il nome così come viene pronunciato in giapponese con gli stessi ideogrammi. Altro punto importante che mi sento di sottolineare è che mentre in originale viene dato prima il cognome e poi il nome dei personaggi, nel tradurli ho invece messo prima il nome e poi il cognome, come è consuetudine nella nostra lingua.

cuiCuī (崔)

(Giapp.: Sai)

Ingaggiato da Měi-Yù come guardia del corpo, è un maestro del Nán Pài Hóng Jiā Wǔ Xíng Quán (南派洪家門五形拳 – Stile del Sud della Scuola delle Cinque Posizioni della Casata Hóng). Quando si accorge che il misterioso ospite della sua padrona è in realtà il Re dell’Inferno, tenta di attaccarlo per ucciderlo ed intascare i soldi della taglia che il Cartello del Fiore Rosso ha messo sulla sua testa, ma a Kenshiro basta un solo dito per sbarazzarsene.

 hongyuan wengHóngyuán Wēng (翁洪元)

(Giapp.: Gen Ōkō)

Padre adottivo di  Guāng-Lín e Yù-Líng, dietro un sorriso bonario nascondeva un animo crudele e spietato, capace di tutto pur di arrivare ai vertici del Qīng Bāng, anche calpestare le vite dei suoi stessi figli. Kenshiro si è macchiato del suo omicidio per risparmiare a Guāng-Lín la sofferenza di doverlo uccidere con le proprie mani.

kuangyun mangKuángyún Máng (芒 狂雲)

(Giapp.:  Kyōun )

Meglio noto con il soprannome di Líng Wáng (霊王 – Re degli Spiriti), è stato inviato dal nord della Cina per dare man forte al Cartello del Fiore Rosso ed ha ben più di un motivo per voler affrontare Kenshiro in duello. Egli, infatti, oltre che maestro dell’Hokuto Sonka Ken (北斗孫家拳 – Scuola della Casata Sun di Hokuto), una delle 3 scissioni principali che nacquero all’epoca della battaglia dei Tre Regni, è anche l’uomo che si dice abbia ucciso Yù-Líng.

taoista“Il Taoista” (道士)

Un arzillo e misterioso monaco capace di predire il futuro del prossimo. Incuriosito dal fatto di non riuscire a scrutare nell’animo di Kenshiro, incontrato per la prima volta nel periodo in cui non era ancora stato eletto successore dell’Hokuto Shinken, il vecchietto ha deciso di donargli il Raryūban (羅龍盤 – Oracolo del Dragone), un artefatto divinatorio che potrà aiutarlo ad orientarsi nelle scelte più difficili.

xuefang tianXuéfāng Tian (田學芳)

(Giapp.:  Gakuhō Den)

Promosso a numero tre del Cartello del Fiore Rosso dopo la morte di Xī-Fēi Huáng e Dōng-Lái Wú, porta una vistosa e pesante parrucca di ferro che, fissata al cranio con delle viti, dovrebbe in teoria coprirne una ridicola calvizie che gli ha valso il soprannome di “Tian il Kappa”. In verità, l’effetto è tutto l’opposto: non riuscendo infatti a reggere il peso stesso della parrucca, si ritrova sovente a perdere l’equilibrio, barcollare e schiantarsi in maniera ben più ridicola e assurda.

fude zhuFù-Dé Zhū (朱富徳)

(Giapp.: Tomitoku Shu)

Direttore appena nominato del Gran Nuovo Mondo, tenta di fermare i membri del Qīng Bāng che si sono radunai di fronte al portone principale per riprenderselo. Viene freddato in maniera molto scenica da Guāng-Lín che, fingendo di essere morto, esce fuori da una bara e gli spara in fronte.

zhouZhōu (周)

(Giapp.: Shū)

Uomo d’alto rango del Qīng Bāng, è in realtà un traditore che aveva venduto al Fiore Rosso il registro di tutti i membri della gang, condannandoli praticamente a morte. Scoperto grazie alla confessione di un tirapiedi di Tian, viene assassinato da Yé durante un pranzo in onore della rinascita del Qīng Bāng.

TECNICHE SEGRETE

Nota importante – Sempre per coerenza, ho voluto mantenere i nomi delle tecniche e delle scuole nella lingua in cui dovrebbero pronunciarle i protagonisti. Ad esempio, suona piuttosto improbabile che Kuángyún Máng pronunci il nome della Scuola della Casata Sun di Hokuto in giapponese piuttosto che nella sua lingua madre, il cinese. Di conseguenza, come primo nome troverete sempre quello più “logico” mentre, in alcuni casi (come appunto le diverse sette derivanti da Hokuto), per completezza metterò tra parentesi anche la versione con pronuncia in giapponese.
Un ringraziamento particolare spetta come sempre a MusashiMiyamoto e alla sua impeccabile competenza linguistica.

  • Nán Pài Hóng Jiā Wǔ Xíng Quán (南派洪家門五形拳 – Stile del Sud della Scuola delle Cinque Posizioni della Casata Hóng): Tecnica di combattimento realmente esistente, facente parte dell’insieme di stili derivati dalla scuola di kung fu più comunemente nota come Hung Gar (che la leggenda vuole sia nata grazie agli insegnamenti di uno dei superstiti della distruzione del tempio Shaolin, avvenuta tra il 17° ed il 18° secolo), si basa sui cinque animali caratteristici della tradizione delle arti marziali del sud della Cina: Drago, Tigre, Leopardo, Serpente e Gru.
    gokeiken
  • Běidǒu Sūn Jiā Quán (Hokuto Sonka Ken – 北斗孫家拳 – Scuola della Casata Sun di Hokuto): Ramificazione dell’Hokuto Shinken, si è specializzata nel Cāoqì Shù (Sōki Jutsu – 操気術 – Arte Spirituale), ovvero una raffinatissima capacità di sfruttare il proprio spirito combattivo, oltre che per attaccare gli avversari e colpirne i punti segreti a distanza, anche per manipolare oggetti.
  • Běidǒu Sūn Jiā Quán Cāoqì Zhǎng (Hokuto Sonka Ken Sōki Shō - 北斗孫家拳操気掌 – Manipolazione dello Spirito della Scuola della Casata Sun di Hokuto): Con questa tecnica, il guerriero è in grado di vincere un combattimento ancor prima di iniziare. Essa, infatti, gli permette di assorbire e disperdere la forza spirituale dell’avversario, indebolendolo fino a renderlo incapace di reagire.
  • Běidǒu Sūn Jiā Quán Kuángshénhún (Hokuto Sonka Ken  Kyōshinkon – 北斗孫家拳狂神魂 – Divino Spirito Furente della Scuola della Casata Sun di Hokuto): Stimolandosi dei punti segreti posti sulla fronte, il guerriero riesce a superare i limiti imposti dalla ragione, abbandonandosi ad uno stato di frenesia combattiva che ne accresce enormemente la forza spirituale. Il cambiamento è tale da riperquotersi anche sull’aspetto fisico del praticante, il cui volto viene trasfigurato dalla follia. Il maestro che riesce a padroneggiare alla perfezione questa tecnica, può alterare a tal punto il proprio flusso sanguigno e il proprio spirito combattivo da raggiungere il Mìkǒng Biànwèi (Hikō Hen’i秘孔変位 – Dislocamento dei Punti di Pressione), l’ultimo temibile segreto della Scuola della Casata Sun di Hokuto.

EDIZIONE ITALIANA

Stavolta una bella tirata d’orecchi andrebbe data per lo slittamento della data d’uscita del volume che, inizialmente previsto per il 13 novembre, è stato reso disponibile solo due settimane dopo. Insomma, già è bimestrale, vediamo di non farlo diventare trimestrale. Il resto è, in buona parte, già stato detto nella recensione del primo volume, ma mi tocca sottolineare di nuovo quanto sarebbe stata utile una revisione delle traduzioni. Togliendo infatti alcune sfumature, prendo ad esempio le tecniche usate dal Re degli Spiriti: come potete leggere tornando un po’ indietro,  il Sōki Jutsu non c’entra assolutamente NULLA con la “telecinesi” tanto sbandierata dall’edizione italiana. Controllare e manipolare lo spirito combattivo (il proprio o quello altrui) è cosa bene diversa dal semplice spostare gli oggetti con il pensiero. A questo punto potevano pure ribattezzare il manga come “E’ quasi magia Kuangyun” :D

D’altro canto, un lato positivo che invece mi sento di sottolineare nuovamente è il giovamento che l’intera vicenda trae dalla nuova raccolta in maxi volumi. Poter leggere tutti d’un fiato gli episodi che lo compongono riesce a far cogliere anche aspetti che magari erano passati inosservati la prima volta. E se nella scorsa recensione già lo scrivevo, qui mi sento di ribadirlo con estrema sicurezza.

Appuntamento a gennaio! (si spera…)