REI L’OSCURO LUPO BLU Vol.4 – Recensione


rei-4Nuovo volume per Rei Gaiden, il manga che si concentra sulla “storia parallela” dell’affascinante ed amatissimo guerriero, maestro del Nanto Suichoken, che vide la luce per mano di Buronson e Tetsuo Hara all’interno del celeberrimo manga originale di Hokuto No Ken ben trent’anni or sono. Lo scorso mese abbiamo lasciato Rei alle prese con Rima, un formidabile avversario che, pur non essendo maestro di alcuna antica arte marziale assassina, sembra dotato di una tecnica di combattimento e di una forza spaventose, tanto da metterlo in seria difficoltà.  E mentre i due contendenti lottano all’ultimo sangue, al di fuori delle mura di Asgarzul le truppe di Yuda sono in procinto di invadere la città per potersene impadronire. Ma Rofu, il precedente maestro del Nanto Suichoken, osserva attentamente gli eventi, ansioso di entrare in scena…

TRAMA

Mentre l’esito del duello tra Rei  e Rima sembra sempre meno scontato, viene finalmente a galla l’oscuro passato di quest’ultimo. Tuttavia, il semplice scoprire l’origine dei formidabili poteri dell’avversario non sembra essere d’aiuto per Rei che, nonostante l’impegno, sembra destinato a soccombere sotto i suoi violenti colpi. Come se non bastasse, Rofu decide finalmente di unirsi ai giochi e lo fa nel modo più brutale possibile…

Temuto anche dagli altri maestri di Nanto, che decidono di indire una riunione segreta per stabilire come muoversi nei suoi confronti, Rofu combatte con una potenza ed una ferocia tali da divenire, nella pratica, il vero protagonista di questo volume. Ciò purtroppo non significa che si tratti di un personaggio riuscitissimo, anzi… Rofu ricalca spudoratamente la figura di Raoh, sia nei modi di fare che nelle frasi. E questo è male. Molto male. Perché già le situazioni proposte non brillano per originalità, già sono 3 volumi che ci troviamo di fronte alla fiera del fan service di ogni sorta, non era quindi assolutamente necessario inserire un potente nemico che si limitasse a comportarsi come Raoh, Parlare come Raoh ed agire come Raoh. A tal proposito mi piacerebbe mostrarvi in particolare un paio di scene, ma ritengo sia meglio lasciarvi il piacere del “WTF?” che vi assalirà all’improvviso quando le vedrete.

Per quanto concerne il resto della trama, non c’è molto da dire: il volume mostra una serie di combattimenti ben coreografati ed alcuni retroscena forse pure interessanti (per quanto a mio avviso un po’ forzati). Chi ne esce peggio alla fine è Yuda, che anche questa volta appare come un emerito cretino. Certo, nel manga originale non era probabilmente il più simpatico dei personaggi, ammettiamolo, ma tanto la sua astuzia quanto la sua potente tecnica di combattimento gli donavano quella giusta aura di rispettabilità che sarebbe anche dovuta ad uno dei Sei Sacri Pugni di Nanto.

PROTAGONISTI

V – U – TEAM (美勇団)

vudan

Squadra d’elite dell’esercito di Yuda, formata da cinque ragazzi che, più che validi guerrieri, sembrano una boy band giapponese. Questo loro peculiare aspetto è spiegato dallo stesso nome del gruppo (leggibile come Biyūdan in originale), che altro non è se non un gioco di parole che richiama quello delle v – u – den (Biyūden – 美勇伝), a loro volta un trio di ragazze giapponesi che hanno goduto di una certa fama tra il 2004 ed il 2008, anno in cui hanno sciolto definitivamente la formazione. Gli ideogrammi che compongono il nome significano bellezza (美) e coraggio (勇).

LE STELLE DI NANTO (南斗の六聖)

nantonorokusei

In seguito alla catastrofe nucleare i Nanto Rokuseiken, al vertice della Sacra Scuola di Nanto, hanno preso ognuno strade separate, gettando nel caos le diverse fazioni. In via del tutto eccezionale, una riunione segreta viene indetta da Souther per decidere il da farsi a proposito di Rofu, che minaccia di sottomettere l’intera scuola al suo volere. A tale riunione partecipano Shin, Yuda, Rihaku (come portavoce dell’Ultimo Condottiero e scortato da Tou e Fudo) e Ryuro (in sostituzione di Shu e che abbiamo già visto in Ten No Haoh).

EDIZIONE ITALIANA

In questo volume non ho notato problemi: i dialoghi scorrono (mai come il sangue, comunque….) e si arriva senza intoppi all’ultima pagina. C’è da dire che molta dell’attrattiva è costituita proprio dai combattimenti di cui parlavo, che catturano l’attenzione facendo passare i dialoghi in secondo piano. In più, i dialoghi si limitano spesso a brevi scambi di battute, senza grossi approfondimenti e via dicendo, quindi era anche difficile sbagliare (anche se ormai da Planet mi aspetto di tutto). In somma, per questa volta tutto OK!

Appuntamento al prossimo mese!

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