Hokuto Shinken (北斗神拳)

La Divina Scuola di Hokuto è l’arte marziale assassina definitiva, creata in Cina durante il periodo della Guerra dei Tre Regni. Fu elaborata da Shuken, appartenente alla Dinastia Principale di Hokuto, un clan che possedeva già una potente arte marziale che aveva però raggiunto il suo limite sia nelle tecniche di attacco che di difesa, quindi non più migliorabile. I monaci tutelari del clan,decisero quindi di scegliere un discendente della stirpe principale tra i due neonati Shuken e Ryuoo, figli delle due sorelle Shume e Ouka. Portati i due bambini su un monte sacro, si decise di lasciare agli dèi il compito di scegliere: Chi dei due fosse sopravvissuto sarebbe diventato il fondatore della nuova arte.
Shume, molto malata e prossima alla morte, si recò di nascosto sul monte per salvare la vita di suo figlio Shuken, ma venne scoperta dai monaci tutelari. A quel punto la scelta doveva ricadere su Ryuoo, ma Ouka, colpita dal profondo amore che la sorella aveva mostrato nei confronti del figlio, decise di sacrificare la sua vita, gettandosi dal monte, a patto che Shuken venisse scelto come fondatore.
Agli anziani non rimase che prendere atto del destino di Shuken, il quale era stato protetto dall’amore di due donne. Era chiaro che il Cielo aveva scelto lui come fondatore della nuova arte!

Crescendo, Shuken apprese e perfezionò le più potenti arti marziali creando un sincretismo letale e definitivo che prevede la distruzione del nemico dall’interno, attraverso la pressione di particolari punti segreti del corpo detti Tsubo, localizzati dall’interconnessione tra i nervi e il flusso sanguigno. Tali punti segreti sono ben 708 ma i loro effetti possono variare di molto in base al tipo di pressione esercitata. Infatti, uno stesso tsubo, se premuto con una certa forza, può innescare una reazione a catena che, accelerando enormemente il flusso sanguigno, provoca la distruzione delle cellule, se premuto invece con un’energia dosata in maniera particolare è capace di avere effetti curativi. Oltre a questo, i Maestri dell’Hokuto Shinken sono capaci di concentrare e utilizzare il loro “spirito combattivo” per eseguire tecniche di grandiosa potenza e raggiungere i punti di pressione del nemico anche senza il bisogno di contatto fisico. Ultima ma non meno importante caratteristica di quest’arte marziale è quella di riuscire ad evolversi continuamente, mantenendo quindi inalterata la sua efficacia in combattimento e dando addirittura la capacità di assimilare facilmente le tecniche di altre scuole di combattimento. Per via dell’immane potenza di quest’arte e a causa della tragedia delle due madri per la scelta del fondatore, si decise di tramandarla attraverso una sola persona per ogni generazione, attraverso la regola dell’Hisshisouden, ovvero la trasmissione diretta di padre in figlio.

La Regola dell’Hisshisouden

Nel manga originale, viene ribadito più volte che l’Hokuto Shinken può essere trasmesso da un solo maestro ad un unico successore per ogni generazione. Di volta in volta, i motivi che vengono addotti sono molteplici: Per via della sua enorme potenza, per conservarne intatta l’efficacia sul campo di battaglia e non ultimo per via della tragedia alla base della scelta di Shuken come fondatore. Tuttavia, tanto Toki quanto Koryu rappresentano degli esempi tipici di come tale regola abbia diverse sfaccettature. Entrambi hanno abbandonato l’utilizzo dell’Hokuto Shinken come arte di combattimento, ritirandosi e quindi sigillando a tutti gli effetti la loro tecnica. Toki torna in seguito a combattere esclusivamente per aiutare il Successore. Un caso particolare lo si può vedere in un’opera successiva di Bronson e Hara…

La Tecnica del Portale del Nord (Hokumon No Ken – 北門の拳)

Nel romanzo Hokuto No Ken – Jubaku No Machi, si parla di questa tecnica derivata dall’Hokuto Shinken. I suoi praticanti sono monaci guerrieri a cui non è permesso farne trapelare i segreti al di fuori delle mura del loro tempio. Sostanzialmente, il fondatore della scuola (mai nominato nel romanzo) sembrerebbe essere un allievo dell’Hokuto Shinken che autosigillò la sua tecnica decidendo di isolarsi e praticarla solo come strumento di elevazione spirituale fra le mura del tempio, obbligando i suoi discepoli a rispettare tale regola ferrea. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un’applicazione molto elastica della regola dell’Hisshisouden.

makaiHokuto Ryūken (北斗琉拳)

In seguito alla scelta del figlio di Shume come fondatore dell’Hokuto Shinken, Ryuoo e la sua discendenza divennero un ramo cadetto al servizio della stirpe di Shuken e a loro venne affidata la conservazione dell’Hokuto della Dinastia Principale. Nel corso del tempo, grazie anche all’assimilazione di alcuni dei segreti dell’Hokuto Shinken, Ryuoo riuscì ad elaborare l’Hokuto Ryūken (Scuola della Gemma Splendente di Hokuto), che conservava sia l’abbagliante potenza dell’Hokuto originario che, purtroppo, lo stesso suo identico limite in termini di evoluzione. Simile come princìpi base all’Hokuto Shinken, l’Hokuto Ryūken dispone di ben 1109 “Punti di distruzione” ed è capace di corrompere il maestro che la utilizza.

L’Orsa Maggiore

Il simbolo di queste arti è la costellazione che in Giappone viene chiamata  Hokuto (北斗 – Mestolo del Nord), un gruppo di sette stelle all’interno dell’Orsa Maggiore che corrispondono al nostro “Grande Carro”. Questo gruppo di stelle viene chiamato anche Shichisei, ovvero “Stelle che Governano sulla Morte”.  In Hokuto No Ken, infatti, le stelle e le costellazioni rivestono un ruolo di vere e proprie protagoniste nello svolgersi degli eventi, capaci di determinare il destino dei personaggi che vi sono legati.
Questo concetto affascinante deriva dall’Astrologia Cinese e, in particolare, tanto l’Orsa Maggiore quanto la Stella Polare, rivestono un ruolo di primaria importanza nella tradizione orientale.
Mentre in Europa Astronomia e Astrologia si sono separate dopo la nascita della Rivoluzione Scientifica, nella Cina tradizionale esse non si sono mai divise. La differente metodologia di osservazione astronomica rispetto all’Occidente influenzò il sistema cinese di interpretazione astrologica. La nostra astrologia è fondata infatti sul movimento dei pianeti intorno al Sole lungo l’eclittica, che forma uno Zodiaco diviso in dodici Case; l’astrologia cinese divide invece il cielo in 28 ripartizioni lunari, che rappresentano il percorso della Luna attraverso la volta celeste. La rotazione dell’Orsa Maggiore era considerata in Cina un fenomeno rilevante perchè era dotata di criteri di prevedibilità e si pensava agisse positivamente sull’ordine degli eventi terrestri.
Per questo motivo le sette stelle del Grande Carro nell’antica corte cinese rappresentavano il Governo, mentre la ‘Stella Polare’ era considerata la controparte celeste dell’Imperatore regnante cinese (La Stella Polare era il “punto limite di altezza”, intorno al quale girava il firmamento senza fermarsi, proprio come una ruota di carro attorno al mozzo).
Ciò era dovuto al fatto che i cinesi consideravano l’Imperatore qualcosa di divino, che era tale per volere del cielo e di conseguenza tutti i fenomeni che si verificavano sulla volta celeste avevano un evidente riscontro sulla terra, sulle attività umane e soprattutto sul comportamento e le decisioni dell’Imperatore (L’astrologia cinese indica all’uomo di non contrastare l’ordine macrocosmico, ma di seguirne piuttosto le leggi). Tornando all’Orsa Maggiore, a causa delle precessione degli equinozi, la costellazione del Gran Carro si sta progressivamente allontanando dal Polo Nord Celeste; per questo essa appariva agli astronomi cinesi del periodo Zhou, circa 2500 anni fa, molto più alta nel cielo di quanto sia ai giorni nostri. In quel tempo doveva essere una visione affascinante guardare il Timone del Gran Carro ruotare intorno al Polo Nord Celeste come la lancetta di un orologio, ma in senso antiorario.
Da tutto questo, si può dedurre che, volendo Hara dare un’origine Divina alla tecnica di combattimento di Kenshiro, il Grande Carro sembrava proprio il simbolo più appropriato, in quanto rappresentava l’emissario dell’Imperatore, l’unico in grado di “riportare l’ordine in un’epoca di caos”.
Sotto quest’aspetto anche la scelta di Raoh di dedicarsi alla conquista e portare il proprio ordine assume ancora più significato all’interno dell’opera.
Tra l’altro, sembra che anche la Stella della morte non sia del tutto inventata…
E’ interessante notare che i Taoisti spesso menzionano due stelle immaginarie, in aggiunta alle sette di Beidou (il nome cinese della costellazione), sostenendo che in tutto ve ne erano nove, ma che soltanto sette potevano essere viste dalla gente ordinaria, mentre le altre due potevano essere viste soltanto in particolari circostanze. Queste due stelle supplementari, appartenenti a Beidou, furono menzionate per la prima volta nel periodo cosiddetto degli Stati Belligeranti.

casata liuNota storica: La Casata Liu

Accenno brevissimo ma interessante nel manga originale è quello in cui Uighur afferma che l’Hokuto Shinken appartiene alla casata Liu (劉家). A tal proposito è molto importante sottolineare alcuni fatti riguardanti l’introduzione del buddhismo in Cina, che risalirebbe alla metà del primo secolo dopo Cristo. Si narra, con il sapore della leggenda, che l’Imperatore Ming, noto anche come Liu Zhuāng (劉莊) sognò un uomo dorato e, colpito da tale evento, diede ascolto ad un suo consigliere, che suggerì si potesse trattare di una divinità straniera: Buddha. Vennero quindi inviati degli ambasciatori verso Occidente, che tornarono assieme a due monaci, trasportati su un cavallo bianco, i quali recavano con sé i rotoli delle loro scuole e che costruirono il Monastero del Cavallo Bianco presso la Capitale Luòyáng.
Tutti questi concetti verranno in effetti ripresi ed ampliati successivamente in Souten No Ken (vedi oltre), ma è doveroso notare come già all’epoca della serie originale, gli autori avessero “studiato” un background storicamente credibile riguardo all’arte marziale di Hokuto.

Approfondimenti in Souten No Ken

Nel manga Souten No Ken, Tetsuo Hara approfondisce maggiormente il background legato all’Hokuto. Stando alla trama che si dipana nel corso dei 22 volumi che compongono l’opera, in Cina nel periodo dei “Tre Regni” (cinese:Sanguo – giapp.: Sangoku c.a.220 d.C.-280 d.C.) l’ “Hokuto Sanka” ( le tre casate di Hokuto), ramo proveniente dalla Dinastia Principale, era divenuto una setta a sé stante il cui scopo era di proteggere i tre imperatori di Wei,Wu,Shu (giapp.: Gi, Go, Shoku).

Una mappa del periodo dei “Tre Regni” nel 262 d.C.

Queste 3 casate presero il nome rispettivamente di “Hokuto Ryukaken“, “Hokuto Sonkaken” e “Hokuto Sokaken“.

In questa serie, il protagonista sembra chiamato proprio a rimettere a posto tutte queste scissioni interne all’Hokuto nonchè a regolare i conti con il passato del fondatore Shuken.

SCUOLA LIU DI HOKUTO (北斗劉家拳 – Hokuto Ryūka Ken)

Dietro questo nome, in realtà, si cela il più ben noto Hokuto Ryuken, ovvero l’Arcana Arte di Hokuto che abbiamo già imparato a conoscere in Hokuto No Ken.
In questa serie viene infatti approfondita anche la storia del “ramo cadetto” della Dinastia Principale di Hokuto e vengono aggiunti particolari interessanti (in realtà vengono spiegati meglio rispetto ad Hokuto No Ken) come il fatto che per essere approvato come Successore, il maestro dell’Hokuto Shinken deve prima affrontare un maestro della Scuola Liu e sconfiggerlo. Difatti, viene spiegato che in mancanza di un successore proveniente dal ramo principale, solo un maestro del ramo cadetto, ovvero un praticante della Scuola Liu può prenderne il posto.
Ciò aiuta a capire meglio per quale motivo Toki e Raoh potevano comunque ambire al ruolo di Successore al posto di Kenshiro in Hokuto No Ken.

SCUOLA SUN DI HOKUTO (北斗孫家拳 – Hokuto Sonka Ken)

Questa ramificazione dell’Hokuto Shinken ha sviluppato enormemente le tecniche di controllo dello spirito combattivo e utilizza veri e propri attacchi di telecinesi.
L’ultimo segreto di questa tecnica di combattimento è l’Hikō Hen-i (秘孔変位 - dislocazione dei punti di pressione), capace di modificare la posizione dei punti segreti di pressione del proprio corpo.

SCUOLA CAO DI HOKUTO (北斗曹家拳 – Hokuto Sōka Ken)

Fondamentalmente, questa scuola non si differenzia molto dall’Hokuto Shinken. Nel manga infatti non vediamo differenze così marcate, se non per il fatto che la Scuola Cao sembra possedere tecniche di grande velocità e di riuscire a concentrare meglio lo spirito combattivo per colpire gli tsubo.

SACRA SCUOLA DELLA CROCE DEL SUD (極十字聖拳 – Kyoku Jūji Seiken)

Erroneamente (anche se giustificatamente) identificata con il Nanto Seiken nell’edizione italiana del Manga, questa scuola presenta in effetti molti punti di contatto con la storica rivale della prima serie di Hokuto No Ken. La cosa più evidente sono i colpi, capaci di lacerare perfino l’acciaio e i nomi delle tecniche ispirati ad uccelli rapaci.
Ad ogni modo, la Scuola della Croce del Sud viene creata agli inizi del 20° secolo da Rui-Ying Wei, maestro della Scuola Liu di Hokuto. Si tratta quindi di un ulteriore scissione all’interno di Hokuto.

SCUOLA LUNARE DI SEITO (西斗月拳 – Seito Gekken)

Letteralmente “Scuola Lunare della Costellazione Occidentale”.
Si tratta di una tecnica che si riteneva estinta ed era praticata dal popolo degli Yuezhi.
Shuuken
entrò a far parte degli adepti della scuola per poterne carpire i segreti legati alla pressione degli Tsuboe integrarli all’interno delle tecniche della Dinastia Principale di Hokuto, dando così vita all’Hokuto Shinken.
In seguito, per ordine degli anziani della Casata Principale, Shuuken fu costretto ad eliminare tutti gli adepti del Seito Gekken per fare in modo che l’Hokuto Shinken mantenesse intatta la sua potenza sul campo di battaglia.
La tecnica di Seito utilizza la pressione dei punti segreti ma in maniera differente rispetto all’Hokuto Shinken: Infatti, mentre un maestro di Hokuto tende a colpire direttamente gli tsubo mortali (che di solito sono quelli meglio protetti in combattimento), un maestro del Seito preferisce colpire più tsubo non mortali (di solito più scoperti) in sequenza causando una serie di reazioni a catena nel corpo della vittima che portano poi alla morte.

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